Mercoledì 26 Settembre 2018 - 10:00

Confindustria: Lettieri nominato primo vicepresidente di Businessmed

Giovanni Lettieri è stato nominato, su proposta di Confindustria, primo vicepresidente dell'Unione delle Confindustrie del Mediterraneo (Businessmed), la più importante rappresentanza del settore privato, con 22 confederazioni di imprese, attiva nella regione Euro-Mediterranea. Imprenditore di prima generazione, Giovanni Lettieri avvia nel 1975 la sua attività nel settore tessile. Nel 1990 realizza il primo stabilimento europeo per la produzione di tessuto per denim ring per poi dedicarsi successivamente al settore delle energie rinnovabili e delle investment company. In questi anni svolge altresì un'intensa attività in ambito associativo in veste di Presidente dell'Unione Industriali di Avellino dal 2000 al 2004 e dell'Unione degli Industriali di Napoli dal 2004 al 2010. Attualmente è membro di Giunta del Consiglio Direttivo dell'Unione degli Industriali di Napoli e ricopre anche le cariche di Presidente di AtitechSpA, di Meridie Investimenti e di Le Cotoniere. La nomina di Lettieri ai vertici di Businessmed ha l'obiettivo di rafforzare la rappresentanza dell'Italia in seno alla Federazione. «Siamo molto soddisfatti di questa nomina. Il nostro obiettivo è fare di Businessmed un foro privilegiato di dialogo euro-mediterraneo e piattaforma chiave per la promozione di investimenti nella Regione. L'Italia deve rafforzare il suo ruolo centrale tra Europa e Mediterraneo, est e ovest, dando significato alla sua posizione geo politica», ha dichiarato il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. «Con questo nuovo incarico intendo valorizzare il ruolo attivo di Businessmed e delle Confindustrie euro-mediterranee. Ricordiamo che le federazioni datoriali di molti paesi della sponda sud costituiscono attori di primo piano a supporto di una crescita inclusiva. È quindi di vitale importanza rafforzare la loro azione nella realizzazione di tutti i programmi europei di investimento indirizzati all'Africa e al Mediterraneo» ha spiegato Giovanni Lettieri, che sarà presente il prossimo 28 giugno a Tunisi per i lavori del convegno ''EBSOMED Kick-off Seminar - Enhancing Business SupportOrganisations and Business Networks in the Southern Neighbourhood''.        

Nel 2017 oltre 5 mln in povertà assoluta, record da 2005

Nel 2017 versavano in una situazione di povertà assoluta 1 milione e 778mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58mila individui. Un dato che dimostra come rispetto al 2016 la povertà assoluta sia cresciuta in termini sia di famiglie sia di individui. In crescita anche la povertà relativa. Nel 2017 ha riguardato 3 milioni 171mila famiglie residenti (12,3%, contro 10,6% nel 2016), e 9 milioni 368mila individui (15,6% contro 14,0% dell'anno precedente).

L’incidenza di povertà assoluta è pari al 6,9% per le famiglie (da 6,3% nel 2016) e all’8,4% per gli individui (da 7,9%). Due decimi di punto della crescita rispetto al 2016 sia per le famiglie sia per gli individui si devono all’inflazione registrata nel 2017. Lo rileva l'Istat nel rapporto sulla povertà in Italia, presentato oggi. Entrambi i valori sono i più alti della serie storica, che prende avvio dal 2005, sottolinea l'istituto di statistica.

Nel 2017 l'incidenza della povertà assoluta fra i minori permane elevata e pari al 12,1% (1 milione 208mila, 12,5% nel 2016); si attesta quindi al 10,5% tra le famiglie dove è presente almeno un figlio minore, rimanendo molto diffusa tra quelle con tre o più figli minori (20,9%). L'incidenza della povertà assoluta aumenta prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) sia per gli individui (da 9,8% a 11,4%), soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni Centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (da 7,8% del 2016 a 9,8%). La povertà aumenta anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord.

L'incidenza della povertà assoluta diminuisce all'aumentare dell'età della persona di riferimento. Il valore minimo, pari a 4,6%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (9,6%). A testimonianza del ruolo centrale del lavoro e della posizione professionale, la povertà assoluta diminuisce tra gli occupati (sia dipendenti sia indipendenti) e aumenta tra i non occupati; nelle famiglie con persona di riferimento operaio, l'incidenza della povertà assoluta (11,8%) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (4,2%). Cresce rispetto al 2016 l'incidenza della povertà assoluta per le famiglie con persona di riferimento che ha conseguito al massimo la licenza elementare: dall'8,2% del 2016 si porta al 10,7%. Le famiglie con persona di riferimento almeno diplomata, mostrano valori dell'incidenza molto più contenuti, pari al 3,6%.

L'incidenza della povertà assoluta, spiega l'Istat, è calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una famiglia con determinate caratteristiche, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile. Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia (che si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per tipo di comune di residenza). Gli indicatori vengono inoltre forniti a livello di famiglie e caratteristiche della persona di riferimento all'interno della famiglia, e a livello di individui, classificati come poveri se appartenenti a famiglie povere.

Aeroporto di Napoli, a maggio traffico +12

NAPOLI. Sono stati circa 942mila i passeggeri tra arrivi e partenze all'aeroporto di Napoli, con una crescita del +12,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Le rotte che hanno registrato il maggior numero di passeggeri sono state Milano, Londra, Parigi, Barcellona e Venezia. Nei primi cinque mesi dell'anno, da gennaio a maggio, l'incremento è stato pari al +30,5% (equamente distribuita tra tratte internazionali e nazionali) con un traffico passeggeri pari a ben 3milioni e 515mila passeggeri complessivi. E' quanto emerge dalle note di commento della Gesac ai dati diffusi oggi da Assaeroporti. Negli ultimi 12 mesi, dai report di Aci Europe, l'Aeroporto di Napoli si è classificato per 9 volte al primo posto (e le restanti 3 al secondo) per crescita percentuale nella categoria di aeroporti europei con traffico compreso tra 5 e 10 milioni di passeggeri annui. Ciò è dovuto soprattutto all'implementazione del network dei voli di linea diretti da Napoli, quasi raddoppiato (99 destinazioni di linea tra nazionali ed internazionali) realizzata grazie all'importante lavoro svolto dalla società di gestione dello scalo di Napoli in questi ultimi cinque anni con le compagnie aeree. 

Impronte agli statali, è polemica

“Ministro o Sceriffo?". "Se la filosofia sarà solo accanimento nei confronti dei lavoratori siamo ad un ritorno all'antico, tutto già visto e fallito". "Ripetiamo il solito cliché, che sono tutti cattivi. Dov'è il cambiamento?". Sindacati sul piede di guerra per le nuove misure contro i furbetti del cartellino annunciate dal neo ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno. L'assenteismo nella Pubblica amministrazione "è un fenomeno odioso" e "credo si debba anche prevenire", ha spiegato Bongiorno in un'intervista al 'Corriere della Sera', manifestando l'intenzione di introdurre "ispezioni a campione con pool di esperti" e "rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri", ossia attraverso le impronte digitali dei dipendenti. Parole che in poche ore hanno raccolto le critiche di sindacati e dipendenti pubblici.

CGIL - "Ministro o Sceriffo? Lanciamo una sfida alla Ministra: faccia un giro per gli uffici pubblici e dopo che è stata in un pronto soccorso, in un asilo comunale, in una centrale operativa dei Vigili del Fuoco, ad uno sportello dell'Inps o a seguito di un ispettore del Ministero del Lavoro in un cantiere o di un notificatore dell’Agenzia delle Entrate, ne riparliamo", commenta in una nota la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, "sembra che il Ministro abbia una qualche incertezza sui processi che deve governare e la spari grossa per colpire l'opinione pubblica", aggiunge.

"Oltre l'agente provocatore abbiamo Ministri provocatori, se la filosofia sarà meno controlli di legalità, come per le intercettazioni e gli appalti, e solo accanimento nei confronti dei lavoratori, siamo ad un ritorno all'antico, tutto già visto e fallito. Più che cambiamento si annuncia restaurazione", ammonisce ancora Sorrentino che sulla così detta lotta ai raccomandati ricorda a Bongiorno come la riforma della valutazione della performance individuale e collettiva "ci sia già stata qualche mese fa e che tocca a lei attuarla, vale per dirigenti e dipendenti e prevede già il coinvolgimento dei cittadini".

Quanto alle impronte digitali e ai blitz annunciati dal ministro suggerisce: "Si renda prima conto di quali sono i problemi che incidono sull'efficacia della Pa, che sono il sotto organico, le poche risorse, l'assenza di formazione e aggiornamento e di mezzi adeguati". "Siamo tutti interessati a colpire i furbetti e chi non fa appieno il proprio lavoro - continua - ma sono una sparuta minoranza e dietro questa retorica di colpire chi lavora, generalizzando alcuni aspetti patologici, si offende la dignità di chi ogni giorno svolge il suo lavoro con onestà e dedizione per la collettività, sottopagato e con carichi di lavoro insopportabili. Nei contratti appena rinnovati abbiamo inserito norme di contrasto all’assenteismo ingiustificato e di premialità del particolare apporto individuale dei lavoratori".

D'altra parte, "é interesse prima dei lavoratori contrastare gli abusi, dice ancora Sorrentino ricordando come spesso siano stati gli stessi delegati sindacali "ad aver denunciato le cose che non funzionano scontrandosi con gli interessi della politica e della scarsa incidenza della dirigenza". Ma quello che colpisce la Cgil è sopratutto che "nella prima intervista del ministro non c'è alcun riferimento ai contratti di lavoro né alle stabilizzazioni né alle politiche occupazionali. Non c'è alcun riferimento all'innovazione e agli investimenti".

UIL - Le impronte digitali contro i furbetti della Pa? "Evidentemente Bongiorno mirava all'audience. Ha cominciato come tutti gli altri governi: con un attacco in negativo nei confronti dei pubblici dipendenti. Ripetiamo il solito clichè, che sono tutti cattivi. Dov'è il cambiamento? - commenta il segretario confederale Uil, Antonio Foccillo - "Che ci sia un'esigenza di intervenire per ridurre le cause che creano inefficienza è vero ma è ormai talmente marginale il comportamento negativo dei dipendenti pubblici che sarebbe più importante valorizzare il restante 99%, quello sano. Non so come vengano fuori sempre gli stessi argomenti per ogni ministro che debutti: forse c'è qualcuno che li suggerisce o preferiscono fare audience", prosegue.

CISL - Più cauto, invece, il segretario generale Cisl Fp, Maurizio Petriccioli. "Come Cisl FP siamo pronti ad aprire un negoziato con il Ministro Bongiorno per aprire un tavolo di confronto con il Governo e avviare davvero quel 'cambiamento' auspicato con il voto del 4 marzo", spiega Petriccioli in una nota. "Nonostante la lunga digressione sui cosiddetti 'furbetti' della Pa - prosegue - siamo sicuri che la risoluzione dei problemi di un settore da 3,2 milioni di lavoratrici e lavoratori, per il Ministro non si riduca all'intento, pur meritevole, di perseguire un'esigua minoranza di persone che non fa il proprio dovere. Come Cisl FP auspichiamo che al centro dell’agenda del Ministro vi siano, in primo luogo, i problemi che gli operatori affrontano ogni giorno nell'erogazione di importanti servizi pubblici ai cittadini e alle imprese".

Ludopatia, stop alle sale vlt in Italia

ROMA - “Lanciamo un appello al premier Giuseppe Conte: si batta con noi per eliminare progressivamente dall'Italia le pericolosissime videolottery che infestano le nostre città e gettano sul lastrico migliaia di famiglie. I dati più recenti sulla ludopatia dicono che il nostro Paese è gravemente malato, e che bisogna agire subito. In qualità di 'Avvocato degli italiani' difenda i cittadini dal gioco d'azzardo”.

E' quanto afferma Benedetto Palese, presidente di Agcai, l'associazione dei Gestori e dei Costruttori degli impianti di intrattenimento, annunciando una conferenza stampa che si terrà giovedì 28 giugno 2018 alle 11,30 presso la sala stampa della Camera dei deputati alla presenza dei deputati Michela Rostan (vicepresidente della Commissione Sanità) e Gianluca Cantalamessa (componente della Commissione Giustizia). 

“ Nei primi sei mesi del 2017 – osserva Palese - gli italiani hanno puntato oltre 37 miliardi di euro (la raccolta), una cifra davvero enorme, con gravi ricadute sulla salute di centinaia di migliaia di famiglie. Le persone che presentano forme di ludopatia, secondo una recente indagine, in Italia sono circa 790.000. Di queste, l'86% è disoccupato o cassintegrato, il 43% è indigente, il 56% ha un reddito medio-basso. Ma il dato che più preoccupa – aggiunge il leader di Agcai - è che gli italiani a rischio di patologia sono oltre 1.750.000. E' stato altresì calcolato che per ogni giocatore patologico grave il costo annuale delle cure a carico dello Stato si è attestato, lo scorso anno, intorno ai 38 mila euro”.   

“Ecco dunque che le numerosissime sale con videolottery presenti ormai in ogni angolo delle nostre città hanno creato un allarme sociale crescente grazie alla perdita oraria di questi micidiali apparecchi che impoveriscono qualsiasi giocatore in pochissimi minuti, nuocendo gravemente alla loro salute. Le videolottery - sottolinea ancora Palese - sono ben diverse dagli apparecchi di divertimento e intrattenimento, che proponiamo di rendere ancor più inoffensivi stabilendo un costo simile a quello dei flipper o dei calciobalilla. Chiediamo dunque al governo di passare ai fatti ponendo un argine a questa deriva dell'azzardo e difendendo il diritto alla salute dei cittadini. Sì all'intrattenimento, stop alle sale vlt e all'azzardo che rovina gli italiani”.

A Napoli il primo sportello per i cittadini sovraindebitati

NAPOLI - Apre a Piazza Dante, a Napoli, il primo sportello per fornire assistenza a tutti i cittadini in difficoltà economica che vogliano risolvere un indebitamento finito fuori controllo. L’iniziativa nasce in seguito alla convenzione tra Medì, l’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento) dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, e la Seconda Municipalità del capoluogo partenopeo, e sarà presentata giovedì 28 giugno alle 12 nella sala Consiglio della Seconda Municipalità Sala Consiglio (Piazza Dante 93).

“La Legge 3/2012, la cosiddetta “Salva Suicidi”, rappresenta un importante opportunità per il consumatore meritevole, prevedendo un -piano- per coloro che si sono sovraindebitati in buona fede”, ha spiega Vincenzo Moretta, presidente dell’Odcec di Napoli. “I commercialisti, attraverso specializzazione e professionalità - aggiunge -, rappresentano un supporto fondamentale per risanare la situazione debitoria”.

Il promotore dell’iniziativa Riccardo Izzo, fondatore di Medì e referente dell’Occ, entusiasta, dichiara che “è fondamentale la massima diffusione di questo straordinario strumento, socialmente indispensabile per dare una seconda opportunità alle famiglie in crisi, oltre ad essere anche un’occasione professionale per tanti colleghi”.

“E’ una straordinaria opportunità per chi si trova in un grave disagio finanziario”, sottolinea Matteo De Lise, consigliere delegato dei commercialisti partenopei. “Con questa procedura i debiti possono essere ridotti e l’approvazione del piano di sovraindebitamento comporta la sospensione di ogni azione messa in atto dai creditori che possa arrecare un pregiudizio al patrimonio del debitore. Quest’ultimo aspetto - rimarca - è molto importante, dal momento che consente di tutelare il proprio patrimonio, personale e familiare con l’assistenza di un commercialista esperto nelle procedure”.

“Siamo ben lieti di essere la prima Municipalità e il primo ente locale ad avviare nelle istituzioni uno sportello per affrontare il problema del sovraindebitamento - evidenzia Francesco Chirico, presidente della Seconda Municipalità del Comune di Napoli - Abbiamo colto con gran favore l'opportunità di avviare questa collaborazione con l’Odcec e Medì, con i quali abbiamo condiviso la necessità di coinvolgere le assistenti sociali per meglio entrare in confidenza con chi oggi vive una situazione di forte disagio. Con lo sportello che partirà da luglio la Municipalità 2 vuole essere più vicina ai cittadini”.

Commercialisti, la legalità quale leva del business e del no-profit

AVERSA – “La legalità quale leva del business e delle attività no-profit: Il modello 231” è il tema della ‘due giorni’ promossa dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord che si terrà il 25 e 26 giugno presso la sala conferenze ad Aversa (via Diaz, 89).

La compliance al D.lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa dell'ente riguarda sia le aziende di grandi dimensioni sia le piccole-medie imprese (Pmi). In questo ambito il commercialista, inteso come consulente d'Impresa, ha il compito di favorire la diffusione di modelli organizzativi di prevenzione dei reati, fornendo assistenza nella definizione dei modelli o facendo parte degli Organismi di Vigilanza.

Importanti novità si registrano sul tema anche nella riforma organica del "terzo settore" introdotta dal Decreto legislativo, 03/07/2017 n°117, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 02/08/2017. In particolare l'art. 30 prevede che l'organo di controllo debba vigilare oltre che sull'osservanza della legge e dello statuto anche sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, incluse le disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.

Il riferimento esplicito alla disciplina della responsabilità amministrativa degli Enti ex Dlgs. 231/2001 impone pertanto alle società ed associazioni del terzo settore una seria riflessione in ordine all'opportunità di dotarsi di modelli di organizzazione e gestione 231.

Il ruolo del dottore commercialista e la disciplina 231 del terzo settore saranno oggetto di discussione nella prima giornata a partire dalle ore 15,00 a cui interverranno Antonio Tuccillo (presidente Odcec Napoli Nord), Marcella Caradonna (presidente Odcec Milano), Domenico Airoma (procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord), Luigi Pagliuca (presidente della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri), Guido Rossi (vicepresidente Odcec Napoli Nord),  Raffaele Marcello (Consigliere nazionale dei commercialisti italiani, delegato dell’area di sistemi di amministrazione e controllo), Vincenzo Natale (consigliere tesoriere Odcec Napoli Nord), Raffaella Pignetti (presidente Consorzio Asi di Caserta), Francesco Corbello (consigliere Segretario Odcec Napoli nord), Eugenio Amodio (dottore commercialista - Ernst & Young Napoli); Attilio Pisani (presidente della Commissione Diritto Penale dell'Economia), Rita De Grazia (avvocato dello studio legale tributario Ernst & Young), Eleonora Spagnuolo (dottore commercialista Odcec Milano), Fabio Foglia Manzillo (docente Università telematica Pegaso), Guido Pavan (dottore commercialista e segretario della Commissione Compliance e modelli organizzativi Odcec Milano), Giovanni V. Puglisi (senior manager Ernst & Young), Pasquale Lama (Esperto 231-materia lavoro), Enrico Villano (presidente Udgcec Napoli Nord), Gennaro Ciaramella (Consigliere Nazionale Ungdcec), Angelo Del Duca (avvocato dello studio legale tributario Ernst & Young)

Nella seconda giornata è invece dedicata a casi pratici che saranno illustrati in collaborazione tra Ernst & Young, l'Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli nord e l'Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli nord.

Il percorso formativo-specialistico ha l'obiettivo di approfondire e discutere uno dei temi maggiormente rilevanti per la professione del dottore commercialista e di fornire ai Colleghi strumenti operativi per affrontare le opportunità che si presentano, ponendo in relazione collaborativa i dottori commercialisti ed EY, ovvero uno dei leader globali del settore dei servizi di consulenza, per sviluppare e sostenere sul territorio il ruolo dei commercialisti a supporto delle PMI nei processi di crescita.

Michele Saggese è stato eletto nuovo presidente dell’Adc di Napoli

NAPOLI - Il Consiglio della sezione di Napoli dell’ADC (Associazione Dottori Commercialisti) ha eletto, all’unanimità, Presidente Michele Saggese. La nomina si era resa necessaria a seguito delle dimissioni del presidente uscente Raffaele Ianuario che è stato nominato consigliere nazionale dell’Associazione. Al Presidente uscente sono andati i ringraziamenti di tutto il Consiglio per l’attività svolta in questi tre anni.

Il neo-presidente Michele Saggese, appena eletto, ha dichiarato: “Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata dai Consiglieri, intendo porre l’attenzione dell’Associazione su tre tematiche fondamentali: E’ necessario prestare la massima attenzione agli sviluppi della professione che in questo periodo storico rischia di andare alla deriva sotto i colpi di un legislatore poco benevolo. Ad oggi i commercialisti per esercitare al meglio la propria professione debbono necessariamente essere iscritti ad almeno sei o sette elenchi diversi (revisori legali, revisori enti locali, curatori fallimentari, amministratori giudiziari, consulenti tecnici etc.) oltre alla iscrizione all’Ordine. La circostanza è a dir poco paradossale considerando il fatto che di tutti questi elenchi solo uno è tenuto dall’Ordine mentre gli altri sono sparsi tra vari enti e tra l’altro pesano parecchio sulle disastrate casse dei colleghi. Inoltre andrà tenuta sotto osservazione la tutela degli iscritti e  spingere per una sana e costruttiva lotta alla proliferazione degli adempimenti”.

Michele Saggese è stato già Presidente Nazionale dell’Adc oltre ad aver ricoperto le cariche di consigliere segretario e consigliere Tesoriere presso il consiglio dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli.

Confermate le altre cariche dell’Associazione: Roberto Coscia vicepresidente, Mario Risorgente segretario e Giuseppe Tambone tesoriere.

Fca, accordo per cassa integrazione straordinaria per Pomigliano e Nola

NAPOLI. Siglato nella sede della Regione Campania l'accordo tra le organizzazioni sindacali ed Fca per la cassa integrazione straordinaria negli stabilimenti di Pomigliano e Nola. È la prima volta che la cassa integrazione interviene per permettere la riorganizzazione del sito industriale. Al provvedimento sono interessati i 4342 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano ed i 280 della sede di Nola. L'intesa è stata raggiunta con la firma di tutte le sigle sindacali di categoria, Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Dai contratti di solidarietà si passa fino al prossimo 10 settembre alla cassa integrazione straordinaria. «Il passaggio dalla solidarietà che è uno strumento difensivo - commenta Antonio Accurso, segretario generale Uilm Campania in una nota - che prevede esuberi strutturali, alla cassa integrazione per riorganizzazione che invece prevede investimenti di rilancio è il primo momento di svolta che da tempo rivendichiamo per l'assegnazione dei nuovi modelli per lo stabilimento di Pomigliano. Il primo passo significativo verso la realizzazione del piano annunciato da tempo che deve portare alla piena occupazione». 

Lapet, a Napoli convegno nazionale dei tributaristi

NAPOLI. Tocca anche a Napoli ospitare il convegno nazionale associazione tributaristi Lapet, “Il tributarista nella quarta rivoluzione industriale”, organizzato dal direttivo dell’associazione presieduta Roberto Falcone, presso la Camera di Commercio, Palazzo della Borsa Piazza Bovio 32 Napoli, venerdì 22 Giugno dalle ore 9. «Il convegno Nazionale è uno dei tanti eventi sia associativi che formativi organizzati dall’associazionie tributaristi Lapet e a Napoli, per il prossimo futuro abbiamo altri eventi formativi, come un corso in tre step mensili sul terzo settore, ed almeno un'altro su argomenti  di interesse professionale entro la fine dell'anno, inoltre sarà organizzato un corso per l'accreditamento alla norma UNI 11511 - afferma il consigliere provinciale Gaetano D'errico - l'impegno profuso in questo ultimo anno da tutto il direttivo,   guidato dal presidente   Dott.ssa Michela Coppola, ha permesso di fare molti passi avanti, improntando una politica di crescita e sviluppo predileggendo  la formazione ed affermando la Lapet presso le istituzioni locali». La Lapet è stata costituita nel 1984 dapprima come sindacato nazionale di categoria divenendo nel 1990 una libera associazione. Dall'assemblea nazionale del novembre 2004 assume la denominazione di Associazione Nazionale Tributaristi Lapet. È la prima associazione di tributaristi fondata in Italia a cui molti riconoscono il merito di aver sollevato il problema, in periodi non sospetti, del riconoscimento di quelle che allora venivano definite professioni emergenti.

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