Domenica 18 Novembre 2018 - 6:02

Legge stabilità, fonti Ue:
la manovra avrà
il via libera

BRUXELLES. La Legge di Stabilità italiana per il 2016 dovrebbe superare senza problemi il primo esame della Commissione europea ed è improbabile che l'esecutivo Ue rimandi al governo la bozza di bilancio. È quanto confermano fonti europee, mentre è in corso l'esame delle bozze di bilancio 2016 dei Paesi dell'area euro da parte della Commissione Ue, che valuta la loro conformità rispetto alle indicazioni del Patto di Stabilità e Crescita. Secondo le regole europee, la Commissione Ue può respingere una bozza di bilancio per gravi inadempienze entro due settimane dalla presentazione, avvenuta lo scorso 15 ottobre. È invece possibile, sottolineano le fonti, che l'esecutivo di Bruxelles invii all'Italia richieste di chiarimento o raccomandazioni, alla luce delle previsioni economiche invernali che la Commissione pubblicherà il prossimo 5 novembre.

Il tartufo di Bagnoli Irpino all'Expo

Anche il Comune di Bagnoli Irpino tra le eccellenze di Expo Milano 2015 grazie all’Associazione nazionale Città del Tartufo, quattro giorni dedicati alla promozione del territorio e dei prodotti tipici bagnolesi. Una presenza voluta con forza dall’amministrazione irpina e resa possibile grazie ai fondi comunali messi a disposizione per l’evento, oltre ad una macchina organizzativa che ha visto in campo associazioni e imprenditori locali.

Nello stand del comune irpino, allestito nella Cascina Triulza, realizzato con la collaborazione dell’Associazione Tartufai Monti Picentini (rappresentata dal signor Giuseppe Caputo) e del Consorzio Turistico Bagnoli-Laceno, due espositori locali hanno fatto conoscere ai visitatori intervenuti le “perle” bagnolesi: il prelibato tartufo nero, i funghi delle montagne del Laceno, il pecorino e i prodotti podolici locali. Non solo esposizione-vetrina, ma anche diffusione di materiale divulgativo, e soprattutto una degustazione, molto apprezzata da intenditori e non.

Expo Milano 2015 è stata anche l’occasione per la presentazione di un video che sarà proposto poi all’UNESCO ai fini della candidatura e della richiesta di riconoscimento della Cultura del Tartufo come patrimonio immateriale dell’Umanità. Il documentario della durata di circa 10 minuti celebra l’identità del tartufo, il legame con il contesto da cui proviene, la ricerca di questo frutto della terra e le tradizioni popolari legate a questo prodotto. Il video è stato prodotto dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con la regia di Remo Schellino. Alla proiezione anche il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo Michele Boscagli, l’assessore Grazia Maria Lepore e del consigliere Carmine Chieffo in rappresentanza del Comune di Bagnoli Irpino.

Dopo il successo riscontrato all’Esposizione universale di Milano, Bagnoli si prepara ad affrontare un altro evento, targato  “Anci per Expo2015”, un appuntamento imperdibile per i palati più raffinati: è la sagra per eccellenza, la sagra del tartufo e della castagna, che si tiene l’ultimo weekend di ottobre nell’incantevole centro storico, organizzata da Comune di Bagnoli Irpino, Pro Loco Bagnoli-Laceno e Consorzio Turistico Bagnoli-Laceno.

“Il Nero di Bagnoli”, unica manifestazione in Irpinia ad avere, già dallo scorso anno,  il patrocinio “Anci per Expo2015”, prende il via il 17 ottobre e prosegue per tre weekend di festa.

Si aprono le danze con la 6ª edizione dell’anteprima “Aspettando la sagra” nel  weekend del 17 e 18 ottobre. Si prosegue con il clou della kermesse enogastronomica, la “38ª Sagra della castagna e del tartufo” che si celebra il 23, 24 e 25 ottobre: nelle strade del centro storico si potranno degustare, a suon di musica, specialità a base di tartufi, castagne, funghi, formaggi e centinaia di piatti tipici proposti dagli stand allestiti a tema e pronti a soddisfare le più svariate esigenze. Il 30 ottobre si potrà “Andare per osterie…Tartufando”. Il lungo mese de “Il Nero di Bagnoli” si chiude il 31 ottobre e il 1 novembre con il Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli.

Nel corso degli eventi saranno allestite mostre e organizzati convegni, visite guidate al borgo di Bagnoli ed escursioni alle bellezze attrattive del Laceno.

«Bagnoli Irpino è pronta a ricevere ed accogliere quanti hanno potuto visitare il nostro stand all’esposizione universale milanese e quanti vorranno scoprire le tante ricchezze di questo territorio: coro ligneo nella Chiesa Madre “S. Maria Assunta“, il quartiere ebraico “Giudeca”, la Chiesa e monastero di S. Domenico, la Pinacoteca comunale (riaperta da pochi mesi) dove si potranno ammirare i capolavori dell’artista bagnolese Michele Lenzi, e tanto altro ancora», conclude l’assessore Lepore.

Tre fine settimana dedicati al tartufo nero e prodotti tipici a Bagnoli Irpino, che mette in vetrina non solo tartufi e prodotti di eccellenza gastronomica ma anche storia, tradizione assieme alle bellezze naturalistiche, culturali e storiche del territorio di questa piccola ma grande realtà della verde Irpinia.

 

 

Legge di stabilità, statali sul piede
di guerra

ROMA. "Non accettiamo la provocazione di Matteo Renzi. I 300 milioni, che poi diventano 200 a fine serata, della 'stabilità' elettorale del governo, non sono un contratto ma una mancia. I lavoratori pubblici vogliono un rinnovo dignitoso. La nostra mobilitazione sarà durissima". E' quanto avvertono Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp Uil-Fpl e Uilpa, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di stabilità. "Una scelta politica precisa sta nascosta dietro la decisione di non finanziare il rinnovo del contratto di più di 3,2 milioni di lavoratori - attaccano le quattro sigle confederali di categoria - Aumentare il conflitto sociale e professionale, eliminare la motivazione, mortificare la competenza e la dedizione al servizio delle comunità. Siamo alla disgregazione non solo dello stato sociale, ma del Paese. E noi diciamo no".

"Modernizzazione, produttività, merito? Ma dove? Con questa legge si blocca solo l'innovazione organizzativa, la qualità, la formazione, la sicurezza nel lavoro e nei servizi pubblici - rincarano Dettori, Faverin, Torluccio e Turco - E si aumenta l'odio tra i cittadini che chiedono garanzie sui diritti e lavoratori abbandonati alla più bieca politica da consenso liquido. Il resto sono chiacchiere da talent show. Vogliamo un Paese finalmente avanzato? Salute, sicurezza, prevenzione, sostegno ai più deboli, crescita delle aziende… Questo non si fa né con il solito diluvio di norme, né tanto meno con provocazioni come quella di Renzi. Si fa con gli investimenti nell'innovazione e nella professionalità. Come in tutte le migliori imprese del mondo".

"La nostra mobilitazione sarà durissima - concludono i quattro sindacalisti - Vogliamo un contratto dignitoso per i lavoratori pubblici e per il Paese".

Dati Inps, nel 2015 già 300mila
contratti di lavoro in più

ROMA. Nei primi otto mesi del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). È quanto rileva l'Inps. Crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537).

Le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 1.164.866, il 34,6% in più rispetto all'analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le 'trasformazioni' degli apprendisti, sono state 276.658 (l’incremento rispetto al 2014 è del 17,4%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 32,3% dei primi otto mesi del 2014 all’38,1% dello stesso periodo del 2015.

L'incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale (+34,6%) in Friuli-Venezia Giulia (+84,5%), in Umbria (+61,6%), nelle Marche (+53,1%), in Piemonte (+52,7%), in Trentino-Alto-Adige (+50,5%), in Emilia-Romagna (+49,4%), in Liguria (+47,7%), in Veneto (+46,3%), in Basilicata (+40,9%), nel Lazio (+40,8%), in Lombardia (+39,3%), in Toscana (+36,4%) e in Sardegna (+36,2%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Calabria (+17,3%), Puglia (+16,3%) e Sicilia (+11,0%).

Guardando al numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati per età si nota un incremento al di sopra della media nelle fasce d’età fino a 24 anni (+45,6% di contratti di lavoro stabili attivati rispetto allo stesso periodo del 2014) e fra i 25 e i 29 anni (+44%).

I più importanti settori di attività economica che hanno registrato una maggiore crescita di assunzioni a tempo indeterminato risultano essere l’attività estrattiva; attività manifatturiere; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (+45,1% rispetto allo stesso periodo del 2014), il commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli; trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione (+41,8%).

La distribuzione dei nuovi rapporti di lavoro per qualifica presenta, nel periodo 2015 in esame rispetto al 2014, un aumento della quota di operai, che passano dai 2.363.223 del 2014 a 2.585.421 nel 2015, come pure della quota di impiegati, da 741.051 nel 2014 a 845.632 nel 2015. In aumento anche il lavoro full time rispetto al part time: i nuovi rapporti di lavoro a tempo pieno sono passati dai 2.037.229 dei primi otto mesi del 2014 a 2.272.113 nel 2015.

Rispetto al 2014, il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni mensili inferiori a 1.000 euro diminuisce di quasi un punto percentuale, passando dal 6,4% al 5,5%; una diminuzione si riscontra anche nella fascia retributiva immediatamente superiore (1.001-1.250 euro), la cui incidenza passa dall’8,8% del 2014 all’8,0% del 2015. Risulta pressoché stabile (da 22,6 a 22,5%) il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese nella fascia tra 1.251 e 1.500 euro, mentre aumenta dello 0,8% il numero dei rapporti che si collocano nella fascia retributiva da 1.501 a 1.750 euro; in aumento anche la fascia da 1.751 a 2.000 euro (dal 12,6% al 13,3%); per le fasce superiori gli aumenti oscillano tra +0,3% e +0,2%, mentre si registra una lieve diminuzione soltanto per le fasce da 3.001 euro in su.

Casa, un proprietario su due denuncia affitti non pagati

ROMA. Non pagare l'affitto è diventata un'abitudine per tanti. La lieve ripresa dei consumi non consente, almeno per ora, di tornare a saldare con puntualità le rate dovute. Resta altissima, intorno al 50%, la quota di proprietari che denuncia mensilità non pagate, con punte superiori al 60% a Napoli, Bari e Palermo. È quanto emerge da un'indagine dell'Adnkronos, condotta presso le associazioni territoriali che rappresentano gli inquilini e i proprietari di case in affitto, che conferma, salvo poche oscillazioni, la stessa rilevazione fatta a ottobre 2014.

A Roma la quota di affittuari morosi scende al 40%, mentre il Nord si conferma più rispettoso delle scadenze, con Milano sotto il 30%. In media, circa il 20% del totale degli affitti registrati arriva a una situazione di insolvenza che giustificherebbe la richiesta di sfratto. Una soluzione che viene però rimandata il più possibile, per scarsa fiducia nella giustizia e con la prospettiva di ottenere una transazione che salvi almeno parte dell'affitto pattuito, con una rinegoziazione. Si arriva alla richiesta di sfratto nel 15% dei casi. Anche per le rate di condominio, la morosità cresce ovunque. Nelle grandi città i condomini in ritardo nei pagamenti sono uno su tre (31%).

Anche in questo caso, c'è una sostanziale disomogeneità sul territorio. A Roma, un proprietario di appartamento su cinque (20%) non ha pagato almeno una rata, con una media di sei mesi di ritardo accumulato e un debito medio di circa 500 euro l'anno. Indicativo il caso di Bolzano, città con una qualità della vita più alta: anche in questo caso la morosità è intorno al 20%.

A Milano pagano in ritardo più del 15% dei condomini con ammanchi più alti, che variano tra i 2.500 e i 3.500 euro. A Torino, il tasso di morosità sale al 30%. Ma il record negativo spetta ancora al Sud, a Napoli sono 4 su 10 i proprietari di casa in debito con il proprio condominio.

Il fenomeno del mancato pagamento delle rate di affitto è talmente diffuso che cresce il ricorso alle assicurazioni. Nel contratto fra proprietario e inquilino è possibile inserire una copertura assicurativa per il proprietario che ripari dal pericolo di perdere eventuali mensilità non versate. Si tratta di prodotti assicurativi o bancari, consigliati da agenzie immobiliari e associazioni di proprietari. A pagare il premio è in genere l'inquilino, per una polizza che vale per l'intera durata del contratto e garantisce la copertura di un importo pari a 12 mensilità.

Landini: «Se il Governo ha 5 miliardi faccia investimenti»

ROMA. «Occupare le fabbriche? Sarei pronto a farlo per difendere il lavoro». Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ai microfoni di Agorà su Raitre. «Oggi qualsiasi azienda che chiude -sottolinea- è persa per sempre. Per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti ad utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre dimostrato, determinate azioni». «Il tema nel nostro Paese è creare nuovi posti di lavoro. Non lo si affronta rendendo più facili i licenziamenti o riducendo le tasse alle imprese. Per farlo occorrono un progetto industriale, investimenti pubblici e privati e politiche che incentivino l'occupazione come la riduzione dell'età pensionabile», ha detto ancora Landini aggiungendo: «Se il Governo ha 5 miliardi di euro faccia investimenti anziché cancellare la tassa sulla prima casa, spenda queste somme per un piano straordinario di investimenti sul territorio che genererebbe posti di lavoro».

Air France taglia 2.900 posti: è rivolta

PARIGI. Tensione alle stelle all'Air France, dove centinaia di dipendenti inferociti hanno invaso la sede della compagnia aerea mentre era in corso una riunione dei vertici dell'azienda per decidere tagli del personale. Il direttore delle risorse umane, Xavier Broseta, è stato malmenato ed è fuggito dalla sala riunioni a torso nudo, con la camicia ridotta a brandelli, riferiscono i media francesi. La sua foto mentre cerca di scalare la rete di cinta aiutato dal servizio d'ordine ha fatto il giro del web. A provocare l'ira dei manifestanti, la notizia che stavano filtrando dalla riunione della decisione di sopprimere 2900 posti di lavoro, in maggior parte a terra, nell'ambito di un piano di ristrutturazione. Sette persone, fra cui cinque dipendenti di Air France e due agenti, sono rimaste ferite negli scontri di questa mattina nella sede della compagnia aerea francese. Una di loro, un agente, è in gravi condizioni. scrivono i media francesi.

 

AIR FRANCE. La compagnia presenterà «una denuncia per violenza aggravata». La direzione di Air France, si legge in una nota, «condanna fermamente le violenze fisiche che sono accadute a margine del Cce». All'origine di queste violenze, sottolinea la compagnia francese, «individui isolati particolarmente violenti» e questo «mentre la manifestazione dei dipendenti in sciopero si svolgeva fino a quel momento serenamente».

 

Un condanna per gli episodi di violenza arriva anche dal Governo francese. «Condanno fermamente gli incidenti» avvenuti nel corso del Comitato aziendale di Air France: "queste violenze sono inaccettabili e dovranno essere sanzionate», sottolinea in un tweet il segretario di Stato ai Trasporti, Alain Vidalies che chiede «la ripresa del dialogo» tra i sindacati e il management dell'azienda.

Anche il segretario generale del sindacato Cfdt, Laurent Berger, «condanna» le violenze: «sono indegne e inammissibili». Ad Air France come in altre aziende «dobbiamo privelegiare il dialogo per superare le difficoltà e combattere la violenza. È questo il sindacalismo», aggiunge Berger.

Secondo alcune indiscrezioni il piano presentato da Air France ai sindacati prevederebbe il taglio di 2.900 posti di lavoro: 900 assistenti di volo; 1.700 membri del personale di terra e 300 piloti. La compagnia francese dovrebbe procedere anche a riduzioni di tratte e di frequenze nei prossimi due anni. Air France, nonostante lo sciopero in corso proclamato da diverse sigle sindacali , «assicurerà l'insieme dei suoi voli».

Piazza Affari chiude in rialzo, indice Ftse Mib +2,73

MILANO. Chiusura positiva per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha chiuso la sessione in rialzo del 2,73% a 21.981 punti. Bene gli energetici, in evidenza su tutti Saipem che chiude a +10,48, Eni +4,33% ed Enel +1,06%. Buona accoglienza di Piazza Affari all’annuncio della vendita di Rcs Libri alla Mondadori: il titolo Rcs è salito del 5,39% finale a 0,889 euro. In rialzo anche Mondadori (+2,31% a quota 0,996). Yoox Net-A-Porter Group ha termina le contrattazioni a +6,74%. Tra gli altri titoli in evidenza i bancari, popolari in testa: Banco Popolare +4,53%, Bper +1,99% e Bpm +3%. Bene anche Cnh Industrial con un +5,04%. Negative Pirelli -0,07% e Terna -0,28%

Volkswagen, l'ammissione degli ingegneri

BERLINO. Ingegneri del gruppo Volkswagen hanno ammesso di aver installato il software manipolato sulle auto con motore diesel per rientrare nei limiti previsti dalle norme sulla tutela dell'ambiente e al tempo stesso non sforare il tetto di spesa imposto dall'impresa. A scriverlo è la Bild am Sonntag, il domenicale del tabloid tedesco, che basa le sue informazioni sui servizi incaricati dell'indagine interna. Vari ingegneri hanno ammesso di aver installato il software nel 2008, si legge. «Non commentiamo questa informazione - si è limitato a replicare un portavoce della casa automobilistica - Daremo informazioni non appena avremo risultati consistenti».

Intanto, la cancelliera Angela Merkel, in un'intervista alla radio Deutschlandfunk, si è detta convinta che lo scandalo Volkswagen non abbia compromesso la forte reputazione della Germania in termini di affidabilità economica e commerciale. Naturalmente, ha ammesso, le rivelazioni su quanto accaduto sono state «un accadimento drammatico» tuttavia non tale da incidere nel lungo periodo su un'economia fondata sulle esportazioni. «Io ritengo che la reputazione dell'economia tedesca, la fiducia nell'economia tedesca non sia stata scossa al punto da non farci più considerare una sede di impresa di valore. Spero - ha aggiunto - che la Volkswagen ora provveda ad assicurare la necessaria trasparenza».

Disoccupazione in calo: ad agosto +69mila occupati

ROMA. Dopo la crescita di giugno (+0,1%) e di luglio (+0,3%), ad agosto la stima degli occupati cresce ancora dello 0,3% (+69mila). Lo comunica l'Istat, che spiega come tale crescita è determinata dall’aumento dei lavoratori alle dipendenze (+70 mila), in prevalenza a termine (+45mila). Il tasso di occupazione aumenta di 0,2 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l’occupazione cresce dell’1,5% (+325mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,9 punti. Soddisfatto il premier Matteo Renzi. «Istat. In un anno più 325mila posti di lavoro. Effetto #Jobsact #italiariparte #lavoltabuona». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio. Su Facebook, invece, il premier spiega: «I dati Istat certificano che il JobsAct funziona. In un anno abbiamo recuperato 325mila posti di lavoro, agosto su agosto. La disoccupazione che era quasi al 14% all'inizio dell'azione del Governo, adesso è sotto il 12%». Renzi prosegue: «Le riforme danno frutti, l'Italia riparte. Avanti tutta, adesso. C'è ancora molto da fare e possiamo farlo insieme, con la fiducia di chi sa che apparteniamo a un grande Paese, forte e orgoglioso. Viva l'Italia».

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