Martedì 19 Febbraio 2019 - 13:18

Inps: 4 pensionati su 10 sotto i mille euro

ROMA, Quattro pensionati su dieci, circa 6,5 milioni, hanno percepito nel 2014 meno di mille euro al mese: più esattamente per 2.037.701 l'assegno non ha superato i 500 euro e per 4.515.520 non ha superato i 999 euro mese. Lo certifica l'Inps aggiornando i dati del Casellario Pensionati. Il 39,1% invece ha percepito una pensione tra i 1000 e i 2000 euro e il 14,4% ha ricevuto tra i 2000 e i 3000 euro mentre è il 6,1% ad aver superato quota 3000 e l'1,4% oltre i 5000 euro al mese. Sale comunque l'importo medio annuo che nel 2014 è cresciuto del 2,1%, 245 euro in più pari a 11.943 euro.

Le donne, si legge ancora nel rapporto, rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono in media 14.283 euro contro i 20.135 euro degli uomini mentre è la metà delle donne ad aver ricevuto meno di mille euro al mese a fronte del terzo maschile. Il 47,7% delle pensioni è stato erogato al Nord, il 20,4% nelle regioni del Centro e il restante 31,9% nel Mezzogiorno.

Tariffe in calo: non accadeva da 20 anni

ROMA. Le tariffe pubbliche cominciano a scendere: il ribasso non riguarda la totalità, anche se quelle interessate dalla contrazione avvenuta quest'anno pesano sui bilanci delle famiglie italiane in misura superiore. Rispetto al 2014, infatti, quella del gas è scesa del 3,7%, la Tari del 3,3 per cento, l'energia elettrica dell'1,3% e i trasporti ferroviari dello 0,5%. Lo rileva la Cgia, spiegando che per contro, invece, tornano ad aumentare i costi dei servizi telefonici dello 0,4%, i pedaggi autostradali dell'1,1%, i taxi dell'1,2%, i trasporti urbani del 2,9%, i servizi postali del 5,6% e l'acqua potabile del 9,3%.

"Da 20 anni a questa parte – fa notare il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – mai come nel 2015 si è verificato un calo così significativo nel numero delle 10 voci tariffarie prese in esame da questo studio. A nostro avviso le ragioni di questo trend sono riconducibili alla riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi avvenuti nell'ultimo anno e alla dinamica dell'inflazione, che per il 2015 dovrebbe risultare prossima allo zero per cento".

Un ragionamento a parte, invece, merita la contrazione registrata dalla Tari. Introdotta per la prima volta nel 2014, l'anno scorso i costi per le famiglie della raccolta e smaltimento dei rifiuti avevano toccato un picco massimo di aumento (+10,7%) mai registrato negli ultimi 10 anni. "E' presumibile che quest'anno molti sindaci – prosegue Zabeo – abbiano calibrato meglio le tariffe, cercando di ridurle per le fasce di popolazione più deboli e venendo incontro alle sacrosante rimostranze sollevate dalle famiglie che in più di una occasione hanno chiesto una riduzione del costo del servizio commisurandolo all'effettiva quantità di rifiuti prodotta".

Alitalia, Cramer Ball nominato nuovo ad

ROMA. Cramer Ball è stato nominato nuovo ad di Alitalia. La decisione arriva dall'assemblea degli azionisti. La carica di Ceo, in sostituzione di Silvano Cassano dimessosi a settembre, avrà con decorrenza dall’inizio di marzo 2016. È quanto si legge in una nota Alitalia che spiega come la designazione abbia seguito le raccomandazioni del Comitato Nomine e Remunerazioni che dallo scorso settembre ha esaminato diversi potenziali candidati in collaborazione con head hunter internazionali. "L’esperienza nel settore del trasposto aereo, le capacità manageriali e di gestione del cambiamento di Cramer Ball sono stati i principali motivi per la decisione presa oggi", dice ancora Alitalia.

Ball, 48enne con oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’aviazione, è un professionista di lungo corso nel campo dei turnaround delle compagnie aeree e proviene dal vettore indiano Jet Airways, dove ha ricoperto il ruolo di CEO; in precedenza, è stato CEO di Air Seychelles. Nelle due compagnie, ha guidato importanti processi di trasformazione.

MONTEZEMOLO - "Ritengo Cramer la persona giusta per proseguire in assoluta continuità lo sviluppo e l’implementazione del nostro piano industriale già avviato, con l’obbiettivo di riportare l’azienda in utile nel 2017", ha detto Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Alitalia.

"L’esperienza dimostrata nel saper guidare compagnie aeree verso il successo lo ha fatto emergere tra i molti candidati eccellenti. Ringrazio il consiglio di amministrazione ed il comitato nomine e remunerazioni per l’ottimo lavoro svolto, che ha visto la selezione di una varietà di candidati di elevato profilo”, ha concluso Montezemolo.

Borsa, effetto Fed spinge al rialzo l'Europa

MILANO. Effetto Fed sulle principali piazze europee. La decisione della Federal Reserve di aumentare di un quarto di punto percentuale il tasso d'interesse base negli Stati Uniti ha avuto ripercussioni positive nel Vecchio Continente. A Milano l'indice Ftse Mib in apertura ha messo a segno un rialzo dell'1,64% e ora viaggia attorno al +2%. Parigi segna +2,28%, Francoforte +2,49% e Londra +1,46%. Bene anche Madrid che guadagna il 2%, Bruxelles con +2,17% e Amsterdam +2,02%.

In un mese il debito pubblico aumentato di 20 miliardi

ROMA. Il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato in ottobre di 19,8 miliardi, a 2.211,8 miliardi. L’incremento è stato determinato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (17,7 miliardi; 81,7 miliardi a ottobre del 2015; 69,4 nel corrispondente periodo del 2014) e dal fabbisogno del mese (2,1 miliardi). Lo indica la Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”.

 

Con riferimento ai sottosettori, l’incremento del debito delle Amministrazioni pubbliche riflette sostanzialmente quello del debito delle Amministrazioni centrali (20,6 miliardi) mentre il debito delle Amministrazioni locali diminuisce di 0,8 miliardi.

 

Nei primi dieci mesi dell’anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 75,9 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno cumulato, pari a 45,3 miliardi, e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (35,3 miliardi); l’effetto complessivo della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, del cambio dell’euro e degli scarti ha ridotto il debito per 4,7 miliardi, continua Bankitalia.

Nei primi dieci mesi del 2015 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state complessivamente pari a 318,8 miliardi, in aumento del 3,6 per cento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente. Tenendo conto di alcune disomogeneità contabili riguardanti le ritenute sui redditi delle persone fisiche e le accise, le entrate avrebbero una dinamica significativamente più contenuta, conclude la nota.

Tredicesime, spese in tasse e mutui per la metà degli italiani

ROMA. Poco meno della metà (44%) degli oltre 32 milioni di italiani che ricevono la tredicesima la destineranno al pagamento di tasse, mutui, rate e bollette. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè in riferimento al prossimo pagamento delle tredicesime che arriva in concomitanza con l’ingorgo fiscale del 16 dicembre con il pagamento tra l’altro di Imu e Tasi e Tari.

 

Le tredicesime che porteranno circa 40 miliardi di euro aggiuntivi nelle busta paga di lavoratori dipendenti e pensionati saranno però anche un incentivo ai consumi e al risparmio con un italiano su quattro (24%) che le userà per le spese di Natale e il 21 per cento pensa al futuro con il risparmio, mentre gli altri preferiscono non rispondere. Nove italiani su dieci (92%) non rinunceranno comunque ad acquistare regali per se stessi o per gli altri in occasione delle festività di Natale anche se cambiano le priorità e si riducono gli acquisti di impulso. Quasi la metà degli italiani (54%) - sottolinea la Coldiretti - vorrebbe trovare sotto l’albero qualcosa che gli serve ma che ha rimandato di acquistare mentre solo il 19 % un regalo sfizioso che non si puo’ permettere.

 

Si registra dunque una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici si preferisce scegliere oggetti o servizi a cui non è stato possibile accedere durante l’anno. Tra i regali piu’ gettonati tecnologia, abbigliamento e l’enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici.

Crac banche, 100 milioni dal governo per i risparmiatori

ROMA. Non sarà la Consob a svolgere il ruolo di 'giudice' qualora si facesse strada l'idea degli arbitrati individuali per il ristoro delle perdite subite dagli azionisti e gli obbligazionisti delle 4 banche alle quali si è applicato il decreto del governo. E' quanto si apprende da fonti di governo che evidenziano come sarebbe incoerente che un player di questa vicenda possa ergersi a 'giudice' per dirimere questa controversia. Intanto, arriva in Parlamento l'emendamento del governo che istituisce un fondo per i risparmiatori da 100 mln di euro. La gestione del fondo é assegnata al fondo interbancario di tutela dei depositi; le spese coperte dallo stesso fondo di solidarietà. Sara invece un decreto del ministero dell'Economia a fissare le modalità di gestione, le condizioni di accesso, i criteri di quantificazione dei rimborsi. Mentre con un dpcm potranno essere nominati gli arbitri.

La posizione del Governo è riassunta nelle parole del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. "Il governo italiano, come ha detto il ministro Padoan, che è responsabile di questo procedimento, farà di tutto per trovare le vie per risarcire questi cittadini a cui va la nostra vicinanza ma dobbiamo anche imparare da questa vicenda che il cittadino va difeso sempre di più da una differente capacità di informazione".

Si schiera contro ogni ipotesi di arbitrato il Codacons. L’arbitrato che deciderà quali risparmiatori hanno diritto al rimborso degli investimenti, indipendentemente se istituito presso la Consob o altri organi, "è illegale perché contrario alle disposizioni della Corte di Cassazione in materia, e in quanto tale sarà bloccato dal Codacons dinanzi al Tar del Lazio", avverte l'associazione dei consumatori, richiamando la giurisprudenza in materia che non lascia spazio ad interpretazioni.

Salvabanche, l'Ue accusa l'Italia: «Istituti vendevano prodotti inadatti»

ROMA. Nella risoluzione delle quattro banche italiane "ci sono state conseguenze per molte persone molto dure e difficili. Ma le banche in questione stavano vendendo prodotti inadatti ai clienti, che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando". Lo ha detto il commissario Ue alla Stabilità finanziaria, Jonathan Hill, sulla risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti dopo il dramma del pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita per aver perso tutti i risparmi. "Questo -ha aggiunto- apre una questione più ampia di tutela dei consumatori".

 

È il governo italiano "a essere alla guida" del processo di salvataggio delle quattro banche e "ha responsabilità di questo", ha poi aggiunto

 

Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, commentando il suicidio del pensionato di Civitavecchia ha dichiarato: "Speriamo che questo faccia riflettere un po' tutti quanti noi a non misurare la vita e il progresso della civiltà soltanto con il Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no".

Sul fronte politico Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5S, scrive su Fb: "Un pensionato si è ucciso dopo aver perso i risparmi nel salvataggio di Banca Etruria. Oggi diranno che chi lo ricorda è uno sciacallo. Per me gli sciacalli stanno in Parlamento!".

Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a ''Mattino 5' chiede che "gli obbligazionisti siano risarciti al 100% con i soldi delle banche e dei banchieri" e l'istituzione di una commissione d'inchiesta. "Vogliamo sapere - sottolinea - chi è stato responsabile di questa truffa e chi è stato responsabile deve pagare, anche con la galera".

Il Codacons intanto ha deciso di presentare oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per il grave reato di istigazione al suicidio, in merito alla vicenda. “Chiediamo alla Procura di Civitavecchia di aprire una indagine sulla base dell’art. 580 del Codice Penale, volta ad accertare eventuali responsabilità di terzi nel suicidio del pensionato - afferma il presidente Carlo Rienzi - In particolare vogliamo sapere se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l’uomo alla disperazione e quindi al suicidio”.

Carte di credito e bancomat, meno costi sulle commissioni

ROMA. Costeranno meno, da oggi, le transazioni con carte di credito e bancomat. Anche in Italia si applicherà il tetto unico alle commissioni interbancarie, sarà dello 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito e dello 0,2% per i pagamenti con bancomat. "Le nuove norme, decise dall'Unione europea e ratificate dal Consiglio dopo il via libera dell'Europarlamento, produrranno vantaggi per gli esercenti, ma scarsi benefici per i consumatori" commenta Federconsumatori.

Il tetto massimo ai costi per i pagamenti con carta di credito secondo le stime degli economisti europei, potrebbe tradursi in un risparmio di circa 7 miliardi di euro l'anno, per oltre il 90% a vantaggio dei commercianti, meno del 10% per utenti e consumatori.

La torta di 100 miliardi di pagamenti effettuati nel vecchio continente nel 2013 è stata transata per il 43,5% mediante 760 milioni di carte di pagamento in circolazione, circa 1,5 per abitante (43,5 mld di euro); il 26,5% tramite bonifici bancari (26,5 miliardi); il 24% con bancomat o carte prepagate (24 miliardi), il 4% tramite assegni (4 miliardi); infine il 2% tramite moneta digitale (2 miliardi).

Natale, un italiano su tre spenderà meno
di 100 euro
per regali

ROMA. Il Natale 2015 sarà all'insegna della voglia di festeggiare, non della paura: ma i segnali di ripresa, che pure ci sono, restano inferiori alle aspettative. I consumi complessivi - inclusi consumi alimentari, turistici, per i regali e per le altre spese personali - si attesteranno infatti sui 25,6 miliardi, appena 231 milioni in più rispetto allo scorso anno: una variazione all'incirca dello 0,1%. È quanto emerge da una ricerca della Confesercenti, realizzata in collaborazione con Swg, sui consumi degli italiani per le prossime festività natalizie.

La spesa media delle famiglie per i doni sarà di 256 euro, in linea con lo scorso anno, ma la crisi si sente ancora. Un italiano su tre, infatti, spenderà per i regali un budget massimo di 100 euro. Sotto l'albero non mancheranno sorprese, prima di tutto per i più piccoli (43%). I primi, invece, a vedersi ridurre il numero di regali saranno i parenti: il 17% degli intervistati, infatti, indica di voler risparmiare sui loro regali. Seguono, nella classifica dei 'tagli', gli amici (indicati dal 15%), e 'se stessi' (15%), in nome di un risparmio equo e solidale. Andrà meglio ai coniugi ed ai partner (9%), mentre un generoso 5% del campione ha dichiarato di non prevedere di ridurre la spesa per i regali.

Il primo parametro di riferimento per le prossime festivitàsarà la convenienza nella scelta dei regali (57%), mentre il 24% privilegerà la qualità. Ma il Natale sarà per molti anche un'ottima occasione per rimettere in circolazione regali ricevuti e poco graditi: il 44% del campione intervistato ha infatti ammesso di riciclare regali qualche volta (21%), abitudinariamente (8%) o soltanto per risparmiare (15%). Quanto agli acquisti più gettonati, tra grandi e piccoli, il cibo ed il vino si confermano al primo posto (77%), seguiti da libri (55%), capi d'abbigliamento (52%), giocattoli (46%), profumi e cosmetici (40%). Tra i regali tecnologici (indicati dal 30%), continuano invece ad imporsi gli smartphone (54%).

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