Giovedì 20 Settembre 2018 - 19:31

La "bionda" tira all'estero

 ROMA. La birra italiana conquista anche agli inglesi: il mix di cereali, acqua, lieviti e luppolo nel 2014 ha fatto segnare il valore più alle vendite all'estero con un aumento del «13% in quantità nel 2014 rispetto all'anno precedente, con oltre la metà della spedizioni dirette nel Regno unito dove nei pub si diffonde la presenza delle produzioni artigianali nostrane». Lo rileva un'analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi i primi dieci mesi del 2014. A sostenere le esportazioni, sottolinea la Coldiretti, è anche il boom nella produzione artigianale di Birra Made in italy con oltre 600 microbirrifici nel 2014 rispetto alla trentina censiti dieci anni fa, in netta controtendenza alla crisi. ''La produzione di 30 milioni di birra artigianale italiana, destinata per il 10% all'esportazione, rappresenta anche - prosegue la Coldiretti - una forte spinta all'occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore. Una offerta variegata in grado di soddisfare gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori di birra presenti in Italia dove tuttavia il consumo procapite e di 29 litri, molto poco rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca con 144 litri pro capite, l'Austria 107,8, la Germania 105, l'Irlanda 85,6, il Lussemburgo 85 o la Spagna 82».

Settore orafo da nicchia ad esempio di "made in Italy" nel mondo

È stata costituita  a Napoli l’associazione nazionale "Oroitaly" che raggruppa diverse piccole e medie imprese italiane impegnate nella produzione orafa di altissima qualità e che si prefigge lo scopo di rafforzare la coesione nazionale nella alta oreficeria. Presidente è stato eletto Generoso de Sieno , maestro orafo fornitore della Reale casa Borbonica , mentre segretario generale è il prof. Gianni Lepre, docente alla Jean Monnet, fiscalista di livello nazionale.

L’associazione ha come scopo precipuo quello di promuovere il made in Italy  della tradizione orafa , che consta di grandi esempi qualitativi , e proiettarlo in una dimensione di internazionalizzazione , agendo nel contempo per interloquire con il governo centrale sulle grandi questioni fiscali e infrastrutturali .

In Italia esistono circa novemila aziende che impiegano quasi trentamila persone – ha detto il prof. Lepre- con una contrazione del mercato europeo cui fa da contraltare la capacita di esportazione nei paesi asiatici ed arabi.

Nella filiera nazionale- ha aggiunto Lepre- la tradizione orafa del Sud ha una sua peculiarità poiché la sua derivazione antropologica è di natura monarchica e ciò ha comportato ( come nel caso dello stesso de Sieno ) la possibilità di acquisire commesse di grande rilevanza, ma è nell’insieme ( si pensi al Veneto, al Piemonte o alla Toscana ) che l’Italia ha dimostrato di essere all’avanguardia nel settore.

La grande filiera italiana – ha detto Generoso de Sieno- ha bisogno di una valorizzazione che le consenta di aumentare l’esportazione e di affermare con maggiora forza, nel mondo, il segno della sua classe.

L'esportazioni – ha proseguito de Sieno- crescono progressivamente del 7% , ma l’obiettivo può essere quello di superare annualmente il 10 e di migliorare il mercato interno .

Le aziende in start up che iniziano a confrontarsi con il mercato- ha aggiunto Lepre- devono sopportare una tassazione complessiva che risulta difficile da sostenere e per la quale è necessaria una defiscalizzazione, cosi come è opportuno agire con facilitazioni connesse all’abbattimento dei costi per le imprese che internazionalizzano e che acquisiscono nuova manodopera .

L’apprendistato di qualità- ha aggiunto Generoso de Sieno- dovrebbe essere finanziato dallo Stato come patrimonio di conoscenza e di impresa tramandabile ,con una premialità che riguardi gli stessi maestri artigiani  

La nostra associazione- ha detto ancora Lepre- vuole fungere da stimolo per le istituzioni locali e nazionali, per promuovere un brand che ha già dato prova di crescita attraverso l’esperienza del Tarì e che può trasformare una nicchia in un contenitore di ricchezze occupazionali, legando tutte le esperienze nazionali in una aggregazione di contenuti e di qualità

La scelta di Generoso de Sieno come Presidente di Oroitaly assume un significato simbolico , sia per la qualità della sua produzione , sia per la necessità di rendere protagonisti direttamente gli artigiani del settore in un’azione di consociazione finalizzata alla crescita collettiva .

 

Moda a Napoli è etica ed estetica

NAPOLI.  “Etica ed Estetica” è il tema scelto per l'inaugurazione dell'anno accademico 2014/15 dei corsi universitari dell'Accademia della Moda di Napoli. L'incontro si terrà  sabato 21 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00,  in Corso Lucci 156, all'interno del Metro Park, sede dell'Istituto. Saluteranno i presenti: Giuseppina Auricchio, direttore Accademia della Moda;  Caterina Miraglia, assessore  comunale  alla Cultura; Susanna Moccia, presidente dei Giovani Industriali di Napoli e Salvatore Visone, presidente dell'Ordine degli Architetti di Napoli. Interverranno al convegno, moderato da Franco Di Mare,  giornalista e conduttore Rai: Michele Lettieri, presidente dell'Accademia Della Moda;  il Maestro Ernesto Tatafiore; Antonio Passa, già direttore dell'Accademia Belle Arti di Roma; Marina Lebro, antropologa; Luigi Guadagni, docente Gestione Aziendale; Virgilio D'Antonio, presidente del Consiglio Didattico Scienze della Comunicazione UNISA; Alfonso Paolella,  semiologo ed Edoardo Vitale, direttore de L’Alfiere.
I temi trattati saranno: aspetto storiografico, dall’artigianato all’arte e risorse del territorio; relazione  del lavoro svolto dall’Accademia della Moda e sui distretti tessili della Moda campana; panoramica sulle eccellenze campane relativamente al settore del Design;  etica del mercato e specificità del prodotto campano, oggi e nella storia; la natura di Napoli, Napoli e la sua forza creativa;  tutela e valorizzazione del prodotto Made in Campania; importanza della formazione intesa come educazione al fare nell'Accademia. Per l'occasione, saranno esposti nella sede i progetti dei lavori di moda, architettura e grafica degli studenti e proiettato un video sui distretti della moda in Campania.
 
 

Disoccupazione giovanile, nuovo record

ROMA. Italiani sempre più sfiduciati. Su 3 milioni che nel 2013 non hanno cercato lavoro, ma avrebbero voluto lavorare, quasi la metà, il 46,4%, è scoraggiato: un "esercito" di 1,5 milioni di persone una occupazione neanche la cercano più, convinti che non riuscirebbero a trovarla. A scattare la fotografia di quella parte di Paese deluso dal mercato del lavoro, sono i dati Istat contenuti nel rapporto "Noi Italia 2015" che annota come siano d'altra parte «persistenti meccanismi di scoraggiamento che deprimono l’ingresso nel mercato del lavoro di ampie fasce di popolazione». A preoccupare è soprattutto la disoccupazione giovanile. Nel 2013 infatti il tasso di disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il livello più elevato dal 1977 ad oggi, pari al 40%, in aumento di 4,7 punti rispetto al 2012 e di 16,5 punti rispetto al 2004.

Crisi, l'Italia è una bomba a orologeria

WASHINGTON. «L'Italia è la bomba ad orologeria d'Europa». Così il Washington Post in un articolo, nel quale si sottolinea che da quando è stato creato l'euro, 16 anni fa, l'Italia «è cresciuta solo del 4%», facendo «peggio della Grecia». Dunque, insiste il giornale, nell'eurozona «il vero problema è l'Italia, Grecia e Portogallo hanno entrambi molti debiti ed entrambi sono stati salvati, ma almeno hanno cominciato a riprendersi e sono piccoli abbastanza da consentire all'Europa di rimandare quello che devono a un domani da definire». «Ma l'Italia - chiosa il giornale - non si sta riprendendo affatto ed il suo debito è troppo grande per essere ignorato. Per cui, deve iniziare a crescere più dello 0,25% all'anno. La domanda è se gli italiani lasceranno che questo avvenga all'interno dell'euro».

Vola l'export agroalimentare

ROMA. Le esportazioni italiane chiudono il 2014 facendo registrare il record storico per le esportazioni di prodotti agroalimentari e bevande nazionali raggiungendo il valore di 34,3 miliardi, con un aumento del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel 2014, dalla quale si evidenzia che l’Italia si presenta all’appuntamento dell’Expo con un ottimo biglietto da visita. «Un risultato ottenuto - sottolinea la Coldiretti - nonostante le difficoltà che si sono registrare a seguito dell’embargo russo che ha sancito a partire dall’8 agosto il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce». A spingere le esportazioni è stata invece - precisa la Coldiretti - la caduta del cambio dell’euro rispetto al dollaro con effetti soprattutto per il mercato Usa dove le spedizioni di vino italiano hanno superato abbondantemente 1,1 miliardi di euro nel 2014.

L'Ad guadagna
più di 11 operai

ROMA. Per raggiungere lo stipendio di un amministratore delegato ad un operaio sono necessari 11,3 stipendi. La retribuzione annua lorda media, nel 2014, in Italia, è stata pari a 28.977 euro, equivalente a circa 20.306 euro netti all’anno in busta paga, pari a 1.560 euro al mese. Ma le differenze tra i diversi ruoli ricoperti nel mercato del lavoro sono ancora molto elevate: se un dirigente guadagna mediamente 107.021 euro lorde e un quadro ne incassa 53.914 euro, un impiegato infatti, scende a 31.122 euro e un operaio si attesta a 23.913 euro. La fotografia la scatta  l’Osservatorio di JobPricing nel "Jp Salary Outlook 2015", una panoramica sul mercato delle retribuzioni in Italia realizzato grazie a numerose fonti e a un ampio database, costituito da circa 100mila profili di lavoratori dipendenti di aziende private raccolti nel 2014.

Imprese, nuovo record storico dei fallimenti

ROMA. Nuovo record per i fallimenti in Italia. Nel quarto trimestre del 2014, come evidenzia l'osservatorio del Cerved, 4.479 aziende sono state dichiarate fallite (+7% contro 2013), «il massimo osservato in un singolo trimestre dall’inizio della serie storica nel 2001». Nel corso dell'ultimo anno, i fallimenti aziendali hanno superato il tetto di 15mila, segnando un nuovo record negativo da oltre un decennio e un incremento del +10,7% rispetto al 2013. Dal 2008, sono fallite oltre 82mila imprese.

Cig, reddito tagliato
di 4,3 miliardi

ROMA. Il 2014 si è chiuso con un monte ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, pari a oltre 1,1 miliardi, in flessione del -5,97% sull'anno precedente, che hanno investito oltre 530mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore, per un taglio del reddito pari a circa 4,3 miliardi, ovvero 8.000 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. E' quanto emerge dal rapporto 2014 sulla cassa dell'Osservatorio Cig della Cgil Nazionale, nel quale si sottolinea come la flessione dello scorso anno, su quello precedente, sia il risultato di una variazione operata dall'Inps che, nel fornire i dati di dicembre, ha modificato le ore concesse e autorizzate nell'anno 2013. Si registra, infatti, rispetto ai passati rapporti sulla cassa integrazione, evidenzia la Cgil, un cambiamento sostanziale per il 2013 (passato da 1.075,8 milioni di ore registrate nei passati rapporti a 1.182,3 milioni di ore) che risulta così essere peggiore rispetto a quello consuntivo precedentemente.

REGIONI. Nelle regioni del Nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nel 2014 si è attestata la Lombardia con 272.147.793 di ore che corrispondono a 130.339 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si è segnato il maggiore ricorso alla cig, con 82.119.705 di ore per 39.329 lavoratori.

Pensioni, al 65% dei giovani meno di mille euro

ROMA. La "generazione mille euro" avrà ancora meno a fine carriera. Oggi il 40% dei lavoratori dipendenti di 25-34 anni ha una retribuzione netta media mensile fino a mille euro. E in molti si troveranno ad avere dalla pensione un reddito più basso di quello che avevano a inizio carriera. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis in collaborazione con Fondazione Generali. Il Censis stima che il 65% dei giovani occupati dipendenti 25-34enni di oggi avrà una pensione sotto i mille euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti, considerando l'abbassamento dei tassi di sostituzione.

 

I PRECARI FUTURI POVERI. E la previsione riguarda i più "fortunati", cioè i 3,4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Poi ci sono 890.000 giovani 25-34enni autonomi o con contratti di collaborazione e quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano né lavorano. Se continua così, sottolinea il Censis, i giovani precari di oggi diventeranno gli anziani poveri di domani.

 

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno