Giovedì 15 Novembre 2018 - 10:24

Allarme Abi: «Più Ue per Italia o rischio Argentina»

"La scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all'Unione europea impegnando di più l'Italia nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione europea". A indicarlo è il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nella sua relazione all'assemblea annuale. "Altrimenti l'economia italiana potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani", avverte Patuelli ricordando che "in questa primavera, in Argentina, il tasso di sconto ha perfino raggiunto il 40% . Con la lira italiana, negli anni Ottanta, il tasso di sconto fu anche del 19%". "Occorre - dice Patuelli- una nuova spinta per un'Unione bancaria con regole identiche, con testi unici di diritto bancario, finanziario, fallimentare e penale dell'economia e con coerenza fra regole contabili e prudenziali".

"In Italia, per diminuire la pressione fiscale, si deve ridurre il debito pubblico", ha affermato ancora Patuelli aggiungendo: "La Bce di Mario Draghi ha garantito assai bassi tassi che, penalizzando le banche, hanno favorito la ripresa e salvato la Repubblica nella gestione del debito pubblico il cui peso, altrimenti , sarebbe caduto fiscalmente drammaticamente sulle imprese e sulle famiglie italiane". "Il peso maggiore della crisi l'hanno sostenuto le banche, compresse dalla crisi, da tassi infimi e da norme in continuo mutamento, talvolta anche da eccessi di burocratizzazione che non servono all'Europa", ha sottolineato Patuelli.

Ora, per riportare fiducia nelle banche e sostenere il sistema nella sua crescita serve ''voltare pagina'' e per riuscirci ''definitivamente, occorre sia fatta definitiva luce sulle responsabilità nelle crisi bancarie'', ha detto ancora Patuelli, ricordando come ''le banche sane sono moralmente parte civile, avendo subito i danni dalle crisi bancarie altrui''. In Italia le crisi bancarie, che ''hanno riguardato undici società'' hanno ''stimolato un clima spesso giacobino e pesato sulla fiducia che è premessa di sviluppo''. Nel citare Raffaele Mattioli, ha aggiunto, ''siamo convinti che chi tutela i risparmiatori, tutela la banca. L'Unione bancaria deve consentire ai sistemi nazionali di garanzia dei depositi di poter effettuare interventi preventivi per banche in crisi, per evitare danni maggiori''.

L'Abi e il sistema bancario italiano ha ''grande rispetto per la magistratura. Attendiamo, il più presto possibile, le conclusioni dei processi'', ha sottolineato ancora il presidente Patuelli nel ricordare, inoltre, come la sua associazione ''sia per la trasparenza sempre. Siamo stati favorevoli anche all'istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle crisi bancarie, pur consapevoli dei suoi limiti innanzitutto temporali. Con indipendenza culturale e metodologica e lontananza dai conflitti politici abbiamo approfondito i documenti resi noti dalla commissione".

È morto Carlo Benetton

È morto nelle scorse ore Carlo Benetton, 74 anni, il più giovane dei quattro fratelli. Con Luciano, Giuliana, e Gilberto fondò nel 1965 il Gruppo dell'abbigliamento, diventato poi famoso in tutto il mondo. Carlo Benetton attualmente era presidente della Maccarese Spa. Sei mesi fa era stato colpito da una grave malattia. Viveva a Treviso, lascia quattro figli.

Tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia Benetton. "Con Carlo Benetton si è spento un imprenditore avveduto - ha detto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia - lungimirante e di grande capacità operativa che, assieme ai fratelli Giuliana, Gilberto e Luciano, ha partecipato alla fondazione di una delle imprese che ha portato il nome del Veneto, le sue eccellenze e capacità innovative nel mondo intero".

Draghi: «Dall'Italia aspettiamo fatti, per ora solo parole»

"Dovremmo aspettare prima di esprimere giudizi. Il test saranno i fatti: finora ci sono state parole, e le parole sono cambiate. Dovremo vedere i fatti prima di esprimere un'opinione". Così il presidente della Bce Mario Draghi risponde, durante un'audizione alla commissione Econ dell'Europarlamento, a Bruxelles, all'europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martusciello che gli ha chiesto se il nuovo governo sia destinato a ricevere 'richiami' su questi temi nel prossimo futuro.

TASSI, FERMI FINO ALL'ESTATE DEL 2019 - "Ci aspettiamo che i tassi di interesse principali della Bce resteranno ai livelli attuali almeno passata l'estate del 2019 e in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario affinché l'evoluzione dell'inflazione rimanga allineata con le nostre aspettative attuali di un percorso di aggiustamento sostenuto". "Intendiamo mantenere - ribadisce Draghi - la nostra politica di reinvestire i principali pagamenti dai titoli che vengono a scadenza nell'ambito del programma di acquisto di asset per un periodo esteso di tempo, dopo la fine del nostro programma di acquisto di asset e, in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di politica monetaria espansiva".

BANCHE, CONDIVIDERE IL RISCHIO PER RIDURLO - Nei mesi a venire, anche sulle decisioni sull'Edis (European Deposit Insurance Scheme), "non dovremmo farci zavorrare dalla distinzione tra la riduzione del rischio e la condivisione dello stesso", anche perché, sottolinea il presidente della Bce, "la condivisione del rischio aiuta molto a ridurlo". "Guardate - continua Draghi - alla United States Federal Deposit Insurance Corporation, che ha risolto 500 banche senza provocare instabilità finanziaria, anche perché aveva dietro il backstop, la garanzia, del governo degli Usa. Il numero corrispondente per l'Eurozona è stato inferiore di dieci volte, che è un altro motivo per il quale il settore bancario dell'Eurozona affronta ancora sfide significative. In altre parole, se la condivisione del rischio portasse a una gestione ordinata delle conseguenze sulla stabilità finanziaria derivate dalla riduzione del rischio" quest'ultima "procederebbe a un ritmo molto più alto".

NIENTE BOLLE FINANZIARIE ALL'ORIZZONTE- La Bce non vede segnali di bolle finanziarie in formazione nell'Eurozona. "Finora non vediamo disallineamenti generali tra le varie asset class", ha detto Draghi spiegando che per alcuni asset, come ad esempio "i prezzi degli immobili in alcune città" di alcuni Paesi o per "alcune obbligazioni ad alto rendimento", si osservano "valutazioni un pò stiracchiate". Si tratta, ha proseguito Draghi, di "sviluppi che monitoriamo costantemente", ma non di indicatori di un cambiamento più generale: "Non vediamo rischi sistemici, ma rischi localizzati", ha aggiunto. Certo, "le bolle sono molto costose", ma questo accade "quando sono accompagnate da un'eccessiva crescita del credito", mentre nell'Eurozona "i tassi di crescita del credito sono moderati e in linea" con l'andamento dell'economia. E alla Bce "non vediamo segnali dell'aumento dell'indebitamento che caratterizza il periodo precedente" l'esplosione delle "crisi finanziarie".

BREXIT, NEGOZIATI NON DANNEGGINO STABILITA' FINANZIARIA - "L'impatto economico reale" della Brexit "dovrebbe essere limitato", perlomeno "in termini aggregati", anche se "alcune parti dell'Ue saranno più colpite" rispetto ad altre. "E' difficile prevedere le conseguenze finanziarie di un procedimento non gestito bene", ma "il dovere di tutte le parti" coinvolte, oltre a tutelare l'integrità del mercato interno, è anche "far sì che i negoziati non generino rischi per la stabilità finanziaria" che, in ultima analisi, conclude Draghi, "sono dannosi per entrambe le parti".

Alitalia riparte, ricavi in aumento

Prosegue il trend di crescita dei ricavi da traffico passeggeri di Alitalia. La compagnia ha registrato a giugno ricavi da traffico passeggeri in aumento del 10,6% rispetto al giugno 2017. Una crescita a doppia cifra trainata sia dai collegamenti nazionali che da quelli internazionali e intercontinentali. Complessivamente, dopo l’incremento del 6,4% registrato nei primi tre mesi del 2018, nel secondo trimestre di quest’anno i ricavi da traffico passeggeri sono cresciuti del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Positivi i risultati anche per quanto riguarda il numero dei passeggeri: nel mese di giugno Alitalia ha trasportato 2.020.402 viaggiatori con una crescita del 1,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. L'aumento è stato determinato, in particolare, dalla crescita a doppia cifra del lungo raggio che, con 265.086 passeggeri trasportati, ha registrato un incremento dell’11,4%.

Crescono anche i ricavi legati al settore cargo, aumentati a giugno 2018 dell’11,8% e del 9,1% nel secondo trimestre di quest’anno rispetto agli stessi tre mesi del 2017. Sul fronte operativo, nel periodo gennaio-giugno 2018 Alitalia si è confermata la compagnia più puntuale in Europa e la quarta più puntuale al mondo con l’85,1% dei voli atterrati in orario. I dati relativi al primo semestre dell’anno sono stati raccolti e analizzati da FlightStats, autorevole società indipendente Usa.

Amazon assume, 1.700 posti in Italia

Amazon creerà 1.700 posti di lavoro a tempo indeterminato in Italia entro la fine dell'anno. E' quanto annuncia la società in una nota, sottolineando che "le nuove opportunità di lavoro sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software agli operatori di magazzino". Con le nuove assunzioni Amazon supererà così i 5.200 dipendenti dai 3.500 di fine 2017, di cui oltre 600 collocati nella nuova sede di Milano.

"Molti dei ruoli - prosegue la nota aziendale - sono disponibili nei nuovi centri di distribuzione che sono stati aperti nell'autunno 2017 a Passo Corese (RI) e a Vercelli così come nel centro di distribuzione Amazon già esistente a Castel San Giovanni (PC), nel Customer Service di Cagliari, nel Centro di Sviluppo di Torino e nella nuova sede direzionale a Milano". Dal 2010 Amazon ha investito oltre 1,6 miliardi di euro per sviluppare le sue attività in Italia.

"Siamo impegnati a investire in Italia per migliorare continuamente i servizi che offriamo ai nostri clienti e per portare innovazione, in tutta Europa e in Italia, attraverso la ricerca e lo sviluppo in particolare negli ambiti del Machine Learning e della Robotica", ha dichiarato Mariangela Marseglia, Country Manager Amazon.it e Amazon.es. "Nel 2018 - conclude - 1.700 nuovi dipendenti rafforzeranno i nostri team italiani per assicurare ai nostri clienti consegne più veloci, una selezione più ampia e maggiore convenienza".

Frena l'economia italiana

Economia italiana in frenata. Lo indica l'Istat nella nota mensile di giugno 2018. "L'indicatore anticipatore evidenzia una nuova decelerazione, consolidando uno scenario di contenimento dei ritmi di crescita dell'economia", riferisce l'istituto nazionale di statistica. La crescita dell'area euro rallenta ma continua il processo di riduzione della disoccupazione. In Italia prosegue la fase di debolezza dell'attività manifatturiera, accompagnata dal calo degli ordinativi e delle esportazioni, più diffuso nell'area extra Ue. Il mercato del lavoro si rafforza: l'occupazione aumenta e si riduce la disoccupazione. L'inflazione torna ad aumentare, mantenendosi comunque su ritmi inferiori a quelli dell'area euro. A giugno, indica l'Istat, l'indice del clima di fiducia dei consumatori ha mostrato un significativo aumento, recuperando il forte calo registrato a maggio, sostenuto dalla componente economica. Anche le aspettative sulla disoccupazione hanno segnato un deciso miglioramento. Nello stesso mese la fiducia delle imprese ha evidenziato un aumento più contenuto. Per le imprese manifatturiere, il livello della fiducia continua a diminuire, raggiungendo il livello minimo dei primi mesi del 2017, con un peggioramento sia delle attese di produzione sia dei giudizi sugli ordini. L'indicatore anticipatore evidenzia una nuova decelerazione consolidando uno scenario di conteni-mento dei ritmi di crescita dell'economia.

Non solo un'economia debole, ma anche redditi più bassi rispetto alla media europea in Italia. Il risultato? I nostri connazionali sono sempre più a rischio povertà o esclusione sociale. Fino al 2007, la crescita in Italia dei redditi della popolazione a più basso reddito è stata più elevata di quella dei redditi complessivi. Dal 2008, a causa della crisi economica, le flessioni osservate sono state più pesanti per i redditi relativamente più bassi. Contestualmente, è aumentata la disuguaglianza del reddito disponibile, che ha toccato il valore minimo (5,2 ) nel 2007 e quello massimo (6,3) nel 2015.

Nell'analisi dell'obiettivo 10 'Ridurre le disuguaglianze', l'istituto di statistica ha rilevato come nel 2016 con il 19,1% del reddito disponibile per il 40% più povero della popolazione (indicatore utilizzato da Eurostat per confrontare i livelli di disuguaglianza tra i paesi Ue), l'Italia si pone al di sotto della media europea che, a sua volta, è diminuita nel tempo, passando dal 21,1% del 2011 al 20,9% del 2016.

In Italia la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 30% (18.136.663 individui), in aumento rispetto all'anno precedente. Il valore italiano si mantiene inferiore a quello di Bulgaria, Romania, Grecia e Lituania, ma è di molto superiore a quello di Francia (18,2%), Germania (19,7%) e Regno Unito (22,2%). In base alla strategia Europa 2020 - si legge nel rapporto - l'Italia dovrebbe far uscire 2,2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale, rispetto al valore registrato nel 2008 (15.082.000 individui pari al 25,5% della popolazione residente): l'obiettivo è, quindi, quello di ridurre a 12.882.000 unità le persone in questa condizione entro il 2020.

Riforma copyright, tutto rinviato

Il Parlamento Europeo ha deciso di non approvare oggi il mandato per negoziare con il Consiglio la riforma delle regole Ue sul copyright nel mercato digitale. "La decisione della commissione Juri - ha annunciato il vicepresidente dell'Aula Pavel Telicka in Aula a Strasburgo - è stata respinta, pertanto la commissione non può iniziare i negoziati. Il rapporto della commissione verrà messo nell'agenda della prossima sessione plenaria", in settembre. I voti contrari sono stati 318, i favorevoli 278 e 31 gli astenuti.

La plenaria ha dunque respinto il mandato negoziale proposto dalla commissione Giuridica (Juri in gergo comunitario) il 20 giugno. Di conseguenza, la posizione del Parlamento sarà discussa, emendata e votata nel corso della prossima sessione plenaria del 10-14 settembre, sempre a Strasburgo. Dopo la votazione il relatore Axel Voss (Germania, Ppe) si è detto dispiaciuto per il fatto "che la maggioranza dei deputati non abbia sostenuto la posizione che io e la commissione giuridica abbiamo preparato. Ma ciò fa parte del processo democratico. Torneremo sul tema a settembre con un ulteriore valutazione per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d'autore per il moderno ambiente digitale".

Il Regolamento del Parlamento Europeo prevede che se almeno il 10% dei deputati si oppone all'avvio di negoziati con il Consiglio sulla base del testo votato in commissione, si procede a una votazione in plenaria. Martedì, entro la mezzanotte, il numero di deputati necessario ha presentato le proprie obiezioni e la plenaria oggi ha respinto la proposta di avviare i negoziati.

"Perché dovremmo essere contrari a prevenire le violazioni del copyright? - ha detto Voss prima del voto - perché dovremmo essere contrari alla giusta remunerazione dei creativi e dei giornalisti e a costringere queste grandi piattaforme a prendersi maggiori responsabilità?" Una "campagna" contro la riforma del copyright "è stata fatta da Google, Facebook, Amazon, che hanno persino incontrato i figli degli eurodeputati: campagne basate su menzogne, perché non c'è alcuna violazione del diritto degli utenti individuali. Tutti continueranno a postare link, tutti potranno scaricare e caricare contenuti con certezza giuridica", ha aggiunto Voss.

Su Twitter la Ccia, l'associazione che fa lobbying per l'industria hi-tech americana, iscritta all'apposito registro Ue e accusata ieri dall'eurodeputata francese Virginie Rozière (S&D) di essere l'ispiratrice della campagna scatenata contro la riforma del copyright (l'associazione ieri non ha risposto alla richiesta di un commento alle accuse), limita la propria soddisfazione al retweet di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia ("We did it. You did it. Thank you"). Le enciclopedie online sono esplicitamente esentate dagli obblighi, nel testo emendato della direttiva.

In aula, prima del voto, ha parlato anche la relatrice per la commissione Imco (Mercato interno e consumatori), Catherine Stihler (S&D, Regno Unito): "Nella nostra commissione - ha detto - siamo riusciti a raggiungere un ampio compromesso che mette insieme un progresso significativo sul value gap (così viene definita la difficoltà che hanno i produttori di contenuti a monetizzare e a gestire la distribuzione on line dei loro contenuti, ndr), salvaguardando nel contempo i diritti degli utilizzatori di Internet, delle pmi e delle start up". "Mi rammarico profondamente - ha aggiunto l'europarlamentare scozzese - per il fatto che la posizione della commissione Imco non sia stata presa in considerazione e che il testo della commissione Juri non raggiunge l'equilibrio di cui ci sarebbe bisogno. Ci sono reali preoccupazioni circa l'effetto dell'articolo 13 sulla libertà di espressione, sollevate da esperti che vanno dal relatore speciale delle Nazioni Unite all'inventore del World Wide Web, Sir Tim Berners Lee. Ci sono preoccupazioni dei nostri cittadini: giusto ieri ho ricevuto una petizione firmata da quasi un milione di persone contro il mandato".

"Sebbene ci sia consenso sugli obiettivi che sottendono questa legge, enormi controversie esistono ancora sui metodi proposti. Qualcosa non va qui. Serve un ampio dibattito. Vi chiedo di rifiutare di dare a questa legge un percorso rapido, per permettere un dibattito ampio e basato sui fatti in settembre. Per favore, rifiutate il mandato e votate contro la proposta della commissione Juri", ha concluso la Stihler. Gli eurodeputati l'hanno ascoltata e le decisioni vengono rinviate a settembre.

Soddisfatto il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. ''Oggi è un giorno importante, il segno tangibile che finalmente qualcosa sta cambiando anche a livello di Parlamento europeo'', ha detto. ''La seduta plenaria di Strasburgo ha rigettato il mandato sul copyright al relatore Axel Voss smontando l'impianto della direttiva bavaglio. La proposta della Commissione europea ritorna dunque al mittente rimanendo lettera morta, il segnale è chiaro: nessuno - sottolinea - si deve permettere di silenziare la rete e distruggere le incredibili potenzialità che offre in termini di libertà d'espressione e sviluppo economico''.

Marciani: la Regione Campania investe sulle libere professioni

NAPOLI - “Per la prima volta la Regione Campania ha voluto investire sui professionisti, valorizzando e finanziando percorsi formativi che già durante il corso di studi all’università potessero orientare i ragazzi e avvicinarli alle libere professioni. Un progetto innovativo, una sperimentazione che ha dato ottimi risultati”. Lo ha detto Chiara Marciani, assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Regione Campania all’evento conclusivo del progetto “NewPro: Professionisti si diventa” che si è svolto oggi nell’Aula Magna della Scuola Politecnica delle Scienze di Base di Aversa.

NewPro ha registrato il coinvolgimento di oltre 100 ragazzi interessati a intraprendere un percorso nella libera professione e lo svolgimento di 35 tirocini retribuiti della durata di 6 mesi.

“Il progetto New Pro ha avuto una grande importanza per noi”, ha detto il Rettore dell’Università Vanvitelli, Giuseppe Paolisso. “I nostri studenti hanno potuto fare una straordinaria esperienza lavorativa, retribuita e di alto spessore che ha consolidato le loro conoscenze. Ma anche il rapporto creato tra Ordini e Associazioni di professionisti e l’Ateneo ha un grande valore che sottolinea la necessità di un dialogo continuo tra queste realtà, fondamentale per crescita personale e professionale dei giovani universitari. Questa esperienza - ha aggiunto - rappresenta, più di ogni altra cosa, la testimonianza di quanto la Vanvitelli sta facendo per facilitare il più possibile l’inserimento dei nostri studenti nel mondo del lavoro”.

Il progetto NewPro è stato finanziato dalla Regione Campania attraverso una misura che per la prima volta in Italia è intervenuta a sostegno di tirocini nelle libere professioni ed è stato realizzato in partnership con 10 fra Ordini e Associazioni di professionisti.

Fra le attività a corollario del progetto di tirocinio più di 100 giovani under 26 hanno avuto l’opportunità di seguire circa 200 ore di orientamento, fra sessioni in aula di CV check, coaching e simulazioni di colloqui di Assessment.

Le sessioni di orientamento sono state affidate ad Emblema, la Fondazione leader in Italia nell’ideazione di progetti di orientamento al lavoro e promotrice della Borsa del Placement.

35 giovani, superate le selezioni, hanno avuto l’opportunità di svolgere i 6 mesi di tirocinio retribuito e avvicinarsi quindi alla professione di ingegnere, architetto, avvocato, notaio, ostetrica, commercialista, farmacista e fisico.

Inoltre, durante l’evento conclusivo, è stata presentata l’indagine conclusiva, curata dalla Fondazione

Emblema e rivolta ai 35 ragazzi che hanno svolto il tirocinio di sei mesi.

Il 100% dei ragazzi intervistati ha evidenziato come aspetto migliore del percorso disegnato dal progetto NewPro il consolidamento di aspetti pratici rispetto a nozioni teoriche, quali ad esempio lo sviluppo di softskills estremamente eterogenee, dalla acquisita flessibilità, alla gestione dello stress e alla capacità di team working.

Solo il 37% degli intervistati ha dichiarato come le competenze tecniche siano state l’insegnamento prevalente, mentre la maggior parte ha sottolineato la grande crescita personale e professionale determinata dalla partecipazione al progetto, oltre a una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie scelte.

Molto positivo anche il giudizio sugli studi universitari, dal momento che solo il 14% ritiene di non essere stato preparato a sufficienza.

Consapevolezza e crescita sono dunque il risultato preponderante emerso dalle risposte dei giovani che hanno risposto alla survey conclusiva del progetto. Creatività e tecnologia le parole emerse con forza relativamente al contributo che i i giovani desiderano dare al futuro.

Ottimo anche il riscontro sull’esperienza fatta nelle diverse professioni, dal momento che il 72% è determinato a proseguire in questo percorso.

“All’interno di NewPro abbiamo lavorato con un modello inedito ed innovativo di orientamento” ha evidenziato Tommaso Aiello, direttore generale della Fondazione Emblema. “I tirocinanti sono stati accompagnati lungo tutto il percorso e l’indagine finale certifica che gli aspetti più apprezzati riguardino la crescita personale e un approccio più consapevole al mondo del lavoro.”

A conclusione dell’evento finale di NewPro è stato presentato l’Albo dei tirocinanti, una raccolta con le schede di sintesi di tutti i partecipanti: nelle prossime settimane, l’Albo sarà inviato a tutti gli associati degli Ordini coinvolti all’interno del progetto per aumentare ulteriormente le occasioni di inserimento professionale dei ragazzi coinvolti.

Per la presentazione dei risultati e la consegna degli attestati sono intervenuti anche Nadia Barrella, Direttore del progetto NewPro; Alessandro De Donato, Coordinatore del progetto NewPro; Furio Cascetta, direttore del dipartimento di Ingegneria; Stefano Graziano, Consigliere Regionale Regione Campania.

Diritti Umani, a Napoli presentato il Piano d’Azione Nazionale

NAPOLI - L'Italia è tra i primi Paesi ad attuare le linee guida del Piano d'Azione nazionale su impresa e diritti umani. Lo ha detto a Napoli Fabrizio Petri, presidente del Comitato interministeriale sui Diritti Umani (Cidu) che ha presentato il Piano d'Azione Nazionale su impresa e diritti umani (PAN) adottato dal Governo italiano in attuazione dei Principi Guida Onu su impresa e diritti umani del 2011, nel corso del workshop che si è svolto nella sede dell’Iriss-Cnr di Napoli, diretto da Alfonso Morvillo.

"Nel 2016 abbiamo approvato questo piano che rientra nel piu' ampio quadro di unire il settore privato nel grande percorso di diritti umani - ha affermato Petri, ministro plenipotenziario - Con il piano di azione si entra in una fase molto più attiva in cui le imprese, grandi, piccole e medie, sono invitate, perché è su base volontaria, a rispettare certi criteri dei diritti umani".

La presentazione è stata l'occasione per promuovere, per la prima volta nelle regioni dell'Italia meridionale, il Piano d'Azione Nazionale presso i diversi stakeholder, istituzionali e privati, esistenti sul territorio e per realizzare una riflessione relativamente al suo processo di attuazione evidenziandone punti di forza e criticità, confrontare le best practices esistenti in materia, e, più in generale, valutarne le potenzialità nell'attuazione dell'agenda internazionale in materia di Business & Human Rights. Il workshop, infatti, riunisce accademici, rappresentanti della società civile e altri esperti con lo scopo di discutere le misure del Pan, il loro processo di attuazione e le prospettive future, anche alla luce della sua revisione di medio-termine.

"E' un piano molto vasto che comprende 60 azioni che toccano tutti i possibili aspetti”, ha evidenziato Petri. “E' focalizzato sulla difesa delle categorie vulnerabili, a tutela del lavoro dignitoso, due pilastri per lo sviluppo e per noi è fondamentale diffonderlo". L'evento si colloca all'interno delle attività che l'Iriss-Cnr conduce nell'ambito del Progetto di ricerca Core, Corporate Human Rights and Environmental Due Diligence e la Promozione della Corporate Responsibility, con l'obiettivo di analizzare le principali problematiche della contemporanea agenda internazionale in materia di imprese e diritti umani così come emergente dagli strumenti elaborati, o in corso di elaborazione, nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite e delle principali Organizzazioni internazionali a carattere regionale. Responsabile per Iriss-Cnr del progetto è Marco Fasciglione.

Di Maio: «Colpo mortale al precariato»

Il decreto Dignità "dà un colpo mortale al precariato, licenziando il Jobs act", restituisce "diritti" e combatte la "precarietà, la burocrazia, l'azzardo e la delocalizzazione". Luigi Di Maio lo scandisce in conferenza stampa a Palazzo Chigi illustrando il decreto Dignità.

La precarietà, sottolinea il ministro del Lavoro, "è una piaga che sta danneggiando le famiglie e la nascita di nuove. Contrastarla è un modo per permettere la crescita demografica, combatterla vuol dire consentire ai giovani di farsi una famiglia, vuol dire meno stress e depressione, in un Paese dove abbiamo tra i più alti usi di antidepressivi" e la "precarietà incide tantissimo".

Di Maio entra nel merito del provvedimento. "Vita breve per i contratti a termine: si passa dalla durata di 36 mesi a 12 mesi senza causale" spiega il vicepremier. Le nuove norme illustrate dal ministro prevedono inoltre che in caso di licenziamento ingiusto il lavoratore può chiedere un indennizzo fino a 36 mensilità.

Tra le misure fiscali ci sono la tregua sullo spesometro, ultimo adempimento a febbraio e poi scompare; disattivazione del redditometro e abolizione dello split payment per le partite Iva.

Il governo giallo verde è stato "prima accusato di essere di destra, poi di sinistra" ma "qui non si tratta di essere di sinistra o di destra, ma di dare voce alle persone ignorate finora, e noi continueremo a farlo sempre più uniti e compatti, come in questo primo mese" rimarca Di Maio rivendicando come sia "cambiato l'atteggiamento nei confronti del nostro Paese".

Il vicepremier parla anche del tavolo di ItaliaonLine che "sembrava compromesso. Si paventava la possibilità di un licenziamento collettivo di 400 persone, un’azione che giustamente aveva allertato i cittadini torinesi e non solo. Ieri è stato raggiunto un accordo che restituisce la dignità sia ai lavoratori, sia all’azienda".

Il premier Giuseppe Conte apre la conferenza stampa a Palazzo Chigi dicendosi "lieto, da presidente e responsabile di questo governo, che il primo decreto che caratterizza il nostro indirizzo politico sia intitolato al recupero della dignità". Il provvedimento varato, evidenzia, "contrasta la dimensione precaria del lavoro", perché la precarietà dei lavoratori "non può protrarsi nel tempo".

"Adotteremo misure per incentivare le attività imprenditoriali. Vogliamo una sana alleanza con il mondo del lavoro e imprenditoriale" assicura poi il presidente del Consiglio.

In merito alla boccatura del decreto Dignità da parte di Confindustria, Conte spiega che “questo governo non è in contrasto col mondo imprenditoriale, anzi adotteremo anche misure per favorire la crescita economica, vogliamo una sana alleanza col mondo del lavoro e imprenditoriale ma vogliamo contrastare le iniziative ingiustificate” come chi se ne va dopo aver beneficiato degli aiuti pubblici.

Rispondendo quindi a una domanda sui conti pubblici e sulle affermazioni del ministro Tria, il premier rimarca che "non è il ministro dell'Economia che ha premura di tenere i conti in ordine, tutti i ministri hanno premura di tenere i conti in ordine".

Conte fa il punto, più in generale, sui provvedimenti varati in Cdm e parla anche della questione migratoria. "Il tema immigrazione è sotto la nostra costante attenzione", sottolinea. Il decreto approvato nella riunione di governo ieri sera prevede il trasferimento di "dieci motovedette e due unità navali destinate a rafforzare il pattugliamento" delle coste libiche.

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