Lunedì 24 Settembre 2018 - 18:29

Turismo, un corso di laurea al Suor Orsola Benincasa

Oltre due milioni di euro d'incasso in più per i Musei della Campania (da 29 a 31,4 milioni di euro dal 2014 al 2015) che scalza la Toscana dal secondo posto della classifica nazionale per il numero dei visitatori annuali dei Musei. Partirà da questo confortante dato fornito dal Mibact sugli introiti dell'ultimo anni nei Musei italiani la giornata di presentazione del percorso di studi in Turismo ideato e promosso dall'Università Suor Orsola Benincasa all'interno di uno dei suoi corsi di laurea di maggiore tradizione e successo, quello in Scienze dei Beni Culturali. Attivato nel 1992, come primo Ateneo italiano insieme a quello di Udine, oggi il comparto formativo dei beni culturali al Suor Orsola è un'eccellenza internazionale (con progetti di ricerca e cantieri di restauro e di scavo archeologico disseminati in diversi Paesi dell'Europa) che ha unito, per la prima volta in Italia, archeologia, storia dell'arte e turismo in uno stesso corso di laurea triennale dedicato alle Scienze dei beni culturali. Mercoledì 26 Ottobre alle ore 10.30 nell'Aula Leopardi della Facoltà di Lettere del Suor Orsola si svolgerà la giornata di presentazione dell'indirizzo Turismo del corso di laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali con un convegno dedicato al tema "Turismo e beni culturali 2020: strategie e sviluppo tramite fondi strutturali". Un chiaro riferimento alle grandi opportunità della progettazione europea nel settore del turismo e dei beni culturali (per il quale l'Università Suor Orsola Benincasa ha uno specifico insegnamento dedicato all'europrogettazione) che proprio nelle ultime settimane si è concretizzata ad esempio nella grande opportunità di finanziamento del bando MIBACT "Cultura Crea". Al convegno, che sarà aperto dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d'Alessandro, e dalla Preside della Facoltà di Lettere, Emma Giammattei, prenderanno parte Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Corrado Matera, Assessore al Turismo della Regione Campania, Mario Faralli, docente di Europrogettazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Pier Luigi Leone De Castris, presidente del Corso di Laurea in Scienze dei beni culturali, Massimo Lo Cicero, docente di Politiche del Turismo all'Università Suor Orsola Benincasa, e Alberto Versace, direttore dell'Area progetti e strumenti dell'Agenzia per la coesione territoriale.

Il Suor Orsola festeggia Carla Fracci

Partiranno dall'antica cittadella monastica di Suor Orsola i festeggiamenti che Napoli ha scelto di tributare a Carla Fracci la grande 'musa' della danza italiana, per Napoli anche indimenticabile Filumena Marturano danzante, per il suo ottantesimo compleanno. In verità dal 20 agosto c'è una continua festa nei luoghi più importanti del Paese, ma sicuramente Napoli, grazie all'impegno del Teatro San Carlo, ha ideato qualcosa di veramente speciale: due serate con il meglio della danza italiana programmate il 26 ed il 27 ottobre interamente in onore di Carla Fracci. Una suggestiva anteprima dei festeggiamenti partenopei alla grande étoile ci sarà, però, domani mattina alle ore 10 nella Sala degli Angeli dell'Università Suor Orsola Benincasa, dove il Liceo Coreutico dell'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa ha ideato e promosso un'inedita presentazione collettiva della biografia di Carla Fracci "Passo dopo passo. La mia storia". A confrontarsi con la grande Maestra della danza italiana ci saranno, infatti, i primi studenti maturandi napoletani di un Liceo Coreutico, perché l'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa nel 2012 è stata la prima scuola napoletana ad aprire, dopo la riforma ministeriale di razionalizzazione degli indirizzi delle scuole secondarie superiori, un Liceo Coreutico, riconosciuto dell'Accademia Nazionale della Danza, che quest'anno porterà, quindi, a compimento il suo primo quinquennio. L'incontro sarà introdotto dal Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d'Alessandro, e dal coordinatore didattico del Liceo Coreutico del Suor Orsola, Rita Carbone, e sarà coordinato da Maria Venuso, docente di Storia della Danza al Liceo Coreutico del Suor Orsola. Per la 'presentazione collettiva' del libro di Carla Fracci affidata agli interventi e alle domande degli studenti ci saranno anche gli allievi del Liceo Artistico e del Liceo Linguistico dell'Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa e una folta rappresentanza di studenti universitari guidata dagli allievi della prima Scuola di Cinema e Televisione universitaria del Mezzogiorno diretta dal produttore de "La grande bellezza" Nicola Giuliano, che proprio in questi giorni ha lanciato il bando della sua seconda edizione con oltre 10mila euro di borse di studio

Folla alla camera ardente per Dario Fo

E' stata allestita al Piccolo Teatro di Milano la camera ardente per l'ultimo saluto a Dario Fo. "Io penso che abbia dato più di quanto ha ricevuto da Milano - ha affermato il sindaco Giuseppe Sala - Non ci sono grandi segni di omaggio, cercheremo di rimediare. Oggi è una tipica giornata piovosa milanese, però io ricordo la sua risata".

"Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto". Così sul suo profilo Facebook Jacopo Fo, figlio del premio Nobel morto a Milano.​

"Leggendo il post di Jacopo ho capito che ci sia una certa rabbia - ha detto Dario Franceschini, ministro dei Beni e Attività Culturali - È naturale che quando si vive un dolore, si ripercorre una vita, si veda anche qualche eccesso di retorica nei commenti. Dario Fo ha dato molti schiaffi e ha preso molti schiaffi nella sua vita. Penso che si debba tenere distinto il piano delle scelte politiche, legittime, dal piano della grandezza dell'artista, premio Nobel, regista, pittore e scenografo e tutto quello che è stato".

Addio a Dario Fo, fu Nobel per la Letteratura

Addio a Dario Fo. Il popolare attore, regista e drammaturgo milanese si è spento la notte scorsa all'ospedale Sacco di Milano. Aveva 90 anni. Nel 1997 era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura. La notizia della scomparsa di Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997, è stata confermata all'AdnKronos dal personale sanitario dell'ospedale Sacco di Milano. L'attore era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori.

Fo era stato attivo fino all'ultimo, il 20 settembre scorso aveva presentato a Milano il suo ultimo libro 'Darwin' dedicato al padre dell'evoluzionismo. Nato a Sangiano, in provincia di Varese, il 24 marzo del 1926, aveva una personalità poliedrica: è stato autore teatrale, scenografo, scrittore, attore, regista, fine illustratore, amava dipingere e ha portato avanti questa sua passione fino agli ultimi giorni. Dal 5 agosto al 15 settembre scorso a Cesenatico, suo rifugio creativo, nel Palazzo del Turismo aveva esposto dipinti, opere grafiche, bassorilievi, sculture e pupazzi creati dall'artista e accompagnati da testi collegati al suo ultimo libro 'Darwin'.

Fo è stato artista a tutto tondo. Il giullare di 'Mistero Buffo', forse la sua opera più importante, i testi teatrali (quasi un centinaio) se li scriveva, li recitava, li metteva in scena, produceva gli spettacoli, realizzava le scenografie e la regia. L'imponente produzione drammaturgica gli valse il Nobel, non senza polemiche, perché i rappresentanti della cultura italiana in quegli anni patrocinavano il poeta toscano Mario Luzi.

Eppure l'Accademia di Svezia scelse Fo "perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi". Una motivazione forte per il giullare, figlio di Felice, capostazione, e Pina Rota, lontano dall'immaginare a cosa lo avrebbe portato la sua passione per gli affabulatori di paese, capaci di raccontare storie in maniera avvincente, fonti di ispirazione per le sue opere teatrali.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre del '43, Fo si arruola volontario nell'esercito della neonata Repubblica di Salò. Successivamente ammetterà questa scelta, spiegando di averlo fatto come "italiano" e non come "fascista" per non essere deportato in Germania. Dopo la fine della guerra l'artista si sposta a Milano dove studia all'Accademia di Brera e dove inizia a lavorare come autore di testi satirici per la Rai. Nel 1954 sposa Franca Rame con la quale si trasferisce a Roma, dove nasce il figlio Jacopo e dove la coppia fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame.

Nel 1962 la coppia conduce 'Canzonissima' andando incontro alla censura della Rai dell'epoca, tanto che il 29 novembre di quell'anno una 'Signorina Buonasera' annuncia agli italiani che Dario Fo e Franca Rame si sono ritirati da 'Canzonissima'. Da allora sono dovuti passare 15 anni prima di poter vedere il ritorno dell'attore e drammaturgo in televisione, nel 1977. Fo e Rame presentano il programma e sono anche autori dei testi: poi uno sketch sulle fabbriche, con protagonisti i lavoratori impiegati nell'edilizia, non piacciono alla Rai di allora, presieduta dallo scrittore Novello Papafava e guidata dall'amministratore delegato Marcello Rodinò di Miglione, fondatore con Don Sturzo del Partito Popolare Italiano. La coppia deve abbandonare la trasmissione.

Nel 1968 Fo e Rame insieme a Massimo de Vita, Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi fondano il gruppo teatrale 'Nuova Scena' con l'obiettivo di riportare il teatro alle sue origini popolari e, nel 1969, va in scena a La Spezia per la prima volta 'Mistero Buffo', opera che verrà pubblicata nel 1973 dalla casa editrice Bertani. Quelli sono gli anni della passione politica di Fo che si schiera con le organizzazioni extraparlamentari di sinistra, fonda il collettivo 'La Comune' e cerca di stimolare il teatro di strada.

Nel 1970 Fo mette in scena 'Morte accidentale di un anarchico', sulla morte di Giuseppe Pinelli, ambientata in una stanza della procura di Milano con protagonista il 'Matto', figura che ricorre spesso nel teatro di Fo quando si affrontano verità scomode. Tra l'altro l'artista firmò una lettera aperta sul caso dell'anarchico Pinelli, pubblicata sull''Espresso' nel '71.

Il Maggio dei monumenti sarà dedicato a Totò

Sarà dedicato a Totò, a 50 anni dalla sua morte, il Maggio dei Monumenti 2017 di Napoli. Lo ha annunciato l'assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, al termine di una riunione che si è tenuta questa mattina nella sede del Comune a Palazzo San Giacomo e alla quale sono state invitate le istituzioni cittadini e le associazioni tradizionalmente protagoniste dell'appuntamento primaverile napoletano. Al centro di "'O Maggio a Totò", questo il titolo dell'edizione 2017 del Maggio dei Monumenti, ci sarà il quartiere Sanità, dove è nato il "principe della risata", ma protagonista, ha assicurato Daniele, sarà "l'intera città".

Premio Francesco Landolfo 2016, via alla quinta edizione

Premio Landolfo 2016, ecco come partecipare. Scade il prossimo 31 ottobre il bando di partecipazione alla quarta edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania. Il premio vuole valorizzare le intuizioni e l'impegno di Francesco Landolfo (nella foto) - fondatore dell'Arga Campania, vicedirettore del “Roma” e segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania - nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi di ambiente, agricoltura e ricerca scientifica in Campania. I vincitori delle tre sezioni (carta stampata, radio e televisione, internet e foto/videoreportage) riceveranno un assegno di mille euro e una targa.

BANDO

ART. 1. L’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Sugc), il quotidiano Roma e l’Arga Campania indicono la quinta edizione del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo". Il premio ricorda e valorizza le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo, fondatore e presidente dell’Arga Campania, vicedirettore del Roma e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nella formazione dei giovani colleghi e premia il miglior lavoro giornalistico inerente l’attualità in campo agricolo, ambientale e della ricerca scientifica in Campania.

ART. 2. Il premio è rivolto ai giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

ART. 3. Il premio è diviso in tre sezioni: carta stampata, radio e televisione, internet e foto/video reportage. Il vincitore di ogni sezione sarà premiato con una targa e un assegno di euro 1.000,00 (mille).

ART. 4. I lavori dovranno avere i seguenti requisiti: gli articoli non dovranno superare le 4 cartelle (foglio A/4 - font “Times” - corpo 12); i servizi radiotelevisivi e multimediali non dovranno avere una durata superiore ai 15 minuti. Ogni candidato potrà partecipare con un solo lavoro pubblicato nel periodo 2015-2016. Non sono ammessi lavori pubblicati sul sito dell’Arga Campania. La partecipazione è gratuita; gli articoli, foto e cd non saranno restituiti.

ART. 5. I lavori, corredati da abstract, breve curriculum vitae, dati anagrafici e recapiti del/della concorrente, dovranno essere inviati entro e non oltre il 31 ottobre 2016 a mezzo raccomandata con R.R. o portati a mano alla segreteria del premio “Francesco Landolfo”, presso la redazione del quotidiano “Roma”, via Chiatamone 7, 80121 Napoli.

ART. 6. La Giuria del premio è composta dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; dal segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri; dai direttori del quotidiano “Roma”, Antonio Sasso e Pasquale Clemente; dal presidente Arga Campania, Geppina Landolfo; dal consigliere nazionale Fnsi e Unaga (Unione delle Arga), Gianpaolo Necco. Il giudizio della giuria è insindacabile; la partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del presente bando.

ART. 7. I risultati del concorso, le motivazioni ai vincitori e le foto saranno pubblicati e scaricabili dai siti dell’Ordine dei Giornalisti, del Sugc, del quotidiano Roma e dell’Arga Campania. La data e il luogo di premiazione sarà comunicata direttamente agli interessati via e-mail. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione. L’invito ufficiale alla Cerimonia di Premiazione non dà diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

"L'emancipazione femminile vista attraverso
i giochi olimpici" al Panathlon Club Napoli

Napoli sarà la prima sede Campana della mostra "l'emancipazione femminile vista attraverso i giochi olimpici"che celebra la donna nello sport,curata dal Distretto Italia e dall'area 3 del Panathlon International.
Organizzatore locale di questo evento,sarà il Panathlon Club Napoli. La mostra sarà visitabile a Napoli dal 27 all'1 ottobre presso la Basilica di San Giovanni Maggiore. La conferenza inaugurale alla presenza di autorità civili, militari, religiose e della stampa si terrà giorno 27 alle ore 18,30 presso la sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare gentilmente concessa dal Presidente Andrea di Raimondo. Dopo i saluti del presidente del Panathlon Club, del governatore dell'area 11 Pietro Sanguineti e del vice presidente vicario del distretto Italia Antonio Emilio Gambacorta, l'autrice della mostra la rappresenterá agli astanti.
Abbiamo chiesto alla Balzarini alcuni chiarimenti sullo spirito della mostra.

Quale è l'idea che le ha fatto nascere la voglia di voler analizzare attraverso una mostra il percorso dell'emancipazione femminile attraverso i Giochi Olimpici?

«Io sono un'insegnante e quindi sono sempre a contatto con i giovani e di conseguenza ho sempre desiderato trasmettere agli studenti il desiderio di confrontarsi e di migliorare sempre le proprie capacità e far conoscere a loro che quelle possibilità che oggi possiedono le devono al sacrificio di chi ci ha preceduto. Anche nello sport la presenza femminile non è stata vista all'inizio del '900 in modo favorevole non volendo addirittura che la donna partecipasse alle Olimpiadi ;regole già presenti anche nelle Olimpiadi antiche. De Coubertin non voleva assolutamente la donne fino ad arrivare a dire che le stesse erano "inestetiche, inadatte e poco interessanti". Oggi invece come disse Candido Cannavo: "..l'elite dello sport è donna noi ne prendiamo atto felici di questa rivoluzione. In nessun settore si è realizzato un simile sorpasso di qualità"».

Cosa racconta la mostra?
«Racconta essenzialmente che le donne non si sono mai arrese, e, anche se chiamate "atletesse" in modo dispregiativo, non si lasciarono mai condizionare ma combatterono con costanza e caparbietà fin dai primi tempi, in cui lo sport, era considerato nemico della femminilità tanto da mettere in discussione persino i loro orientamenti sessuali».

Chi sono le prime donne olimpiche italiane medagliate importanti che riporta nella mostra?

«L'Italia vinse la prima medaglia femminile olimpica ad Amsterdam 1928 , con un gruppo di donne - ragazzine della ginnastica di Pavia chiamate "le piccole pavesi" un gruppo che si alleno' proprio nella mia cittadina , Verbania, sul Lago Maggiore prima di partire in treno per Amsterdam. Oggi Carla Marangoni , una componente della squadra è l'unica atleta vivente di quel periodo . Vive a Pavia , è stata la prima donna che ha conseguito la patente guida e addirittura quella nautica , sono in contatto con lei ed e ancora una donna autonoma e vivace . La seconda donna che troverete nei pannelli è Trebisonda Valla detta Ondina che vinse la corsa ad ostacoli a Berlino nel 1936 portando a casa la prima medaglia d'oro. La mostra comunque non è solo un elenco di "donne vittoriose " ma nella mostra ho voluto rappresentare episodi umani , discostandosi da un puro elenco di vittorie e sicuramente proprio per questo ha avuto successo».

Sappiamo infatti che la mostra ha viaggiato ininterrottamente da quando è stata presentata a Roma nel 2014 e che ha ricevuto riconoscimenti importanti . Ci elenca qualche momento speciale che ha vissuto in alcune tappe importanti...

«E' difficile scegliere i momenti speciali perché per me sono stati tutti momenti condivisi con gli amici del Panathlon e sono loro che hanno fatto grande la mostra e mi hanno arricchito umanamente . La sinergia fra i vari club è stata fantastica e il mio lavoro è stato amplificato dal lavoro del mio club , dal distretto Piemonte e Valle d'Aosta che hanno creduto subito nel mio lavoro e poi la grande soddisfazione di vedere l'inaugurazione a Roma dove ha ricevuto patrocini importanti : Presidente della Repubblica , Presidente del Consiglio , premio della Camera dei Deputati , lettera di encomio di Papa Francesco . Importanti patrocini sono arrivato dal CONI , dal CIP , da Special Olympics Italia , dal CSEN e lettere di encomio del Commissario Europeo per lo sport , Istruzione , Cultura ,Multilinguismo e Gioventù. Grande piacere per la lettera di encomio del C.I.O. , della FICTS e dell' ICES .
Dopo alcune tappe Italiane la mostra è approdata a Bruxelles presso il Parlamento Europeo . Infine il grande riconoscimento personale ricevuto ad Anversa con il premio del Panathlon International per la comunicazione .
Ora con grande soddisfazione inizia il viaggio della mostra da Napoli per proseguire in Campania per poi ritornare a nord a Venezia . Sono stata chiamata anche in alcuni club dei Lions , del Rotary ,del Soroptimist ma anche in incontri scolastici dove i ragazzi erano molto interessati e da dove hanno trovato spunti per la loro tesina per gli esami di stato.
Credo che lo sport, con i suoi racconti , sia un buon terreno per una buona educazione per le nuove generazioni. I ragazzi sono affascinati dalle storie degli atleti e senza accorgersi si appassionano anche allo studio della storia . La mostra voleva anche essere una buona "piattaforma intrigante" per lo studio della storia del '900 e per un approfondimento per le varie tappe dell' emancipazione femminile».
Francesco Schillirò

Morto Ermanno Rea, aveva 89 anni

E' morto, all'eta' di 89 anni, lo scrittore Ermanno Rea. Nato a Napoli, ha scritto diversi libri, tra cui "Il Po si racconta. Uomini donne paesi e citta' di una Padania sconosciuta" (Gambero Rosso 1990, ristampato da Il Saggiatore nel 1996), "L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffe' scomparso e mai piu' ritrovato" (Einaudi 1992), "Mistero napoletano. Vita e passione di una comunista negli anni della guerra fredda" (Einaudi 1995, Premio Viareggio 1996), "Fuochi fiammanti a un'hora di notte" (Rizzoli 1998, Premio Campiello  1999), "La dismissione" (Rizzoli 2002, finalista al Premio Strega) e "Napoli Ferrovia" (Rizzoli 2007). Rea ha vinto il Premio Viareggio nel 1996 con il romanzo autobiografico Mistero napoletano e il Premio Campiello nel 1999 con Fuochi fiammanti a un'hora di notte. Un altro suo romanzo, Napoli ferrovia, e' stato finalista al Premio Strega 2008.

 "La scomparsa di Ermanno Rea è una grave perdita per Napoli e per la cultura italiana. Sono tanti e belli i suoi scritti. La dismissione (sull'Italsider di Bagnoli) e prima ancora Mistero napoletano (Vita e passione di una comunista negli anni della guerra fredda) sono due autentici capolavori che restano nei nostri cuori e nella memoria della città". Così su Facebook il presidente della Fondazione Sudd Antonio  Bassolino.

''Ermanno Rea di Napoli e' stato coscienza critica. Ha formato coscienza critica raccontando la citta', le sue dinamiche di potere, la grandezza e le contraddizioni del locale partito comunista negli anni e nei decenni del dopoguerra. Ha raccontato Bagnoli mettendo in guardia politica e cittadinanza sullo scollamento sociale determinato da una dismissione non gestita''. Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. ''Ha raccontato le strade della sua infanzia interrogandosi sul perche' alcuni nostri concittadini trovavano un senso di comunita' nell'Islam. Ermanno Rea negli ultimi anni e' stato coscienza critica anche per l'operato di questa amministrazione, fornendo sempre spunti interessanti volti a recuperare ed esaltare quel senso di comunita' che e' rifugio e rilancio della nostra identita'. Ha scritto di Napoli con gli occhi del  fotografo e la sensibilita' di un grande intellettuale, interrogandosi su ogni particolare di cio' che incontrava e guardava'', conclude de Magistris.

“Addio allo scrittore e giornalista Ermanno Rea, l’intellettuale napoletano che ha saputo raccontare, attraverso i suoi romanzi, le grandi inchieste e i grandi casi di interesse nazionale”. Così il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

"La Cgil tutta si stringe ai familiari di Ermanno Rea, giornalista e scrittore che ha saputo raccontare con passione il lavoro e che ha sempre conciliato la scrittura, la sua straordinaria attitudine alla narrazione, con l'impegno sociale e politico". Con queste parole Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, esprime vicinanza alla famiglia di Ermanno Rea, scomparso la notte scorsa. "Nella sua ricostruzione della vicenda dell'ex Italsider di Bagnoli, nel romanzo 'La dismissione', ha descritto il profondo attaccamento al lavoro di un operaio condannato a perderlo e il tramonto delle speranze nate attorno all'acciaieria in un territorio cosi' difficile. Un'opera in cui possiamo leggere il profondo valore che Rea attribuiva all'occupazione e alla sua terra - prosegue il segretario della Cgil -. Le nostre strade si sono incrociate molte volte, nelle storie dei suoi libri e dal vivo, e in piu' occasioni - ricorda in conclusione Camusso - ci disse di avere da sempre la Cgil nel cuore. Oggi lo ricordiamo con grande affetto ed esprimiamo ai suoi cari sentite condoglianze da parte di tutta la confederazione".

Torre Annunziata, nel ripostiglio di casa due serre per coltivare cannabis

TORRE ANNUNZIATA. I carabinieri della stazione di Torre Annunziata hanno tratto in arresto F.T. un incensurato 21enne del luogo resosi responsabile di coltivazione e di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio. Nel corso di perquisizione nella sua casa in via Ottonaio, i militari dell'Arma hanno scoperto che il giovane aveva ricavato un ripostiglio di circa 2 metri quadri sul terrazzo dell'abitazione. Nel ripostiglio aveva allestito 2 serre per la coltivazione di cannabis, con tanto di impianto per l'irrigazione, sistemi per simulare i ritmi giorno notte e controllare temperatura e umidità (lampade alogene, apparecchi per misurare e regolare l'umidità, altro apparecchio per sorvegliare l'acidità). Rinvenute e sequestrate 11 piante che erano già arrivate all'altezza di circa un metro, 6 piante più piccole, un barattolo contenente 20 grammi di foglie di cannabis, i citati impianti e fertilizzanti e concimi, nonché materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Ischia, Pietro Russo racconta le “Memorie sparse di civiltà antiche"

NAPOLI - Giovedì 21 luglio alle ore 14.30,presso la sede di Confcommercio Napoli (Piazza Carità 32), si terrà la presentazione di "Memorie sparse di civiltà antiche", il libro curato da Pietro Russo, presidente della Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli. "Il volume - spiega Russo - vuole essere un omaggio all'isola d'Ischia. Grazie anche al contributo di immagini fotografiche ho voluto raccontare le epoche che hanno attraversato l'isola e l'hanno segnata, accompagnato dagli illustri personaggi che hanno reso grande Ischia negli anni ma anche da tante figure rappresentative degli usi, dei costumi e della mentalità dell'isola. Gli ischitani, insomma, che rendono così speciale questa terra".

 

 

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