Venerdì 21 Settembre 2018 - 4:57

Portici, blitz contro gli abusivi

PORTICI. Un altro blitz antiabusivismo è scattato oggi a Portici. Militari dell'Arma dei carabinieri assieme ad agenti della Polizia Municipale sono entrati al centro storico per verifiche e controlli. Sequestrata la merce ai commercianti che erano senza licenza. È l'ennesima puntata della guerra che l'Amministrazione comunale combatte contro i venditori abusivi. Tuttavia, i commercianti lamentano la crisi del settore e, soprattutto, la mancanza di un serio piano di riqualificazione del centro storico.

Teatro Grande Pompei, i coristi: il maestro Veronesi non ci paga

POMPEI. Artisti non pagati, date ridotte da 36 a 7. I coristi de l"Pompei Festival 2015" denunciano la Fondazione Carnovale cui era stato affidato il cartellone lirico e il maestro Alberto Veronesi, direttore artistico, di aver "sfruttato il brand Pompei, non mantenendo gli impegni e danneggiandone l'immagine nel mondo".
   Dovevano esibirsi nella serata della prima dell'opera in tre atti "L'ultimo giorno di Pompei" di Giovanni Pacini, programmata il 27 maggio nel Teatro Grande di Pompei e rinviata a causa di un nubifragio. Ma, da allora, i coristi del "Pompei Festival 2015" non sono stati più contattati né pagati. La  denuncia nel corso di una conferenza stampa indetta per raccontare la vicenda di ''artisti del territorio, che avevano sperato di lavorare con il maestro Alberto Veronesi" dal quale sono stati selezionati con un bando pubblico proprio in vista del Festival lirico preannunciato lo scorso anno dal ministro Dario Franceschini e dalla Fondazione Carnovale incaricata del cartellone degli eventi, per "contribuire a valorizzare uno dei Siti più belli e apprezzati al mondo attraverso la Grande Musica e i grandi artisti".
   I coristi Sergio Iennaco, Chiara Albano e Carmine Mennella, a nome di tutto il coro, denunciano di essere stati selezionati dal maestro Veronesi il "9 e 10 maggio: dichiarati idonei 22 artisti per il coro e 44 professori d'orchestra per essere scritturati per il festival, di cui l'inaugurazione si sarebbe tenuta con le tre serate del 27, 28 e 29 maggio, ridotte poi alla sola serata del 27 per 'L'ultimo giorno di Pompei' di Pacini".
   "La prima anomalia - spiegano - fu che a contattarci per le prove dell'opera, furono artisti del Teatro San Carlo insieme ai quali 'provammo per 10 giorni senza l'ombra di un regolare contratto". Sarebbero stati proprio gli artisti del San Carlo a ''garantire'' che non si trattava di lavoro in nero.
  "Noi gli abbiamo creduto, ma i soldi per quei giorni di lavoro non sono mai arrivati - aggiungono - E quando il 27 maggio la prima saltò per via del nubifragio, ci fu fatta firmare una scrittura artistica, che non è un contratto, da parte di una Srl, "Le Muse" di Palermo, per il solo giorno della recita, consegnatoci davanti a un distributore di benzina. Ma i soldi non sono mai arrivati e quando telefoniamo alla società, questa risponde di non saperne nulla".
   Ora i coristi e gli orchestrali del Festival Pompei Opera 2015 sono preoccupati perché, spiegano, "erano state annunciate 36 date nel Teatro Grande di Pompei, da agosto al 18-19 settembre. Ma il programma, sul sito della fondazione, da qualche giorno, è stato ridotto a sei o sette date confermate. Si mormora di una prima della 'Tosca' che era programmata il 4 agosto ma dovrebbe essere già slittata al 9 agosto. Temiamo che la Direzione artistica abbia ingaggiato delle compagini straniere. Mentre noi, credendo in questa programmazione, abbiamo rinunciato ad altri ingaggi. Il cartellone si sta rivelando solo fumo".
   Gli artisti pompeiani promettono battaglia. "Abbiamo denunciato e diffidato la società per il mancato pagamento e siamo pronti a procedere legalmente per ottenere la tutela dei nostri diritti - spiegano - anche a costo di stenderci sul palco qualora dovessero esibirsi altre compagini artistiche che ci escludano dal lavoro. Non è possibile che chiunque arrivi a Pompei ne possa sfruttare il brand e poi danneggiarne l'immagine nel mondo". Il maestro Veronesi replica: "Se non hanno mai lavorato, quale compenso chiedono? Nella data del 27 maggio non ho fatto alcun incasso, pertanto sapevano che avrei onorato ogni pagamento a mano a mano che metterò a posto le cose. Ora sono impegnato per il Festival Pucciniano e poi si vedrà. Ma perseguirò uno ad uno chi infangherà il mio nome".

Galleria Umberto I di Napoli: cena-beneficenza a Sorrento e Meta

NAPOLI-SORRENTO-META. Sono in vendita a Napoli, Sorrento e Meta i biglietti per accedere alla serata “A cena per L'Arte”. Un evento creato per contribuire alla raccolta fondi a favore del restauro de “I Giganti di Pietra” della galleria Umberto I di Napoli e che si terrà a Sorrento il 24 luglio, alle ore 20.30, presso l'agriturismo “L'Angolo di  Paradiso”.
Hanno aderito pro bono: il pastificio “Pasta dei Campi” di Gragnano; il Maestro Pasticcere Sal De Riso;  Molino Caputo; Ciro Oliva, della pizzeria “Concettina ai Tre Santi”; il birrificio Serro Croce; il caseificio Fior d'Agerola, antica azienda casearia di Agerola; La casa di conserve Ciao. Eccellenze gastronomiche, ospiti della ristoratrice Giusy D'Antuono, tutti schierati a favore del crowndfunding dedicato a “I Giganti di Pietra” della Galleria Umberto I di Napoli e che offriranno ai partecipanti loro
specialità.
L’iniziativa, ideata dalla Dieffe Comunicazione di Davolo&Marrapese  per Graphite, la società napoletana di progettazione architettonica e design, specializzata in restauri d’arte, vedrà nei prossimi mesi scendere in campo grandi pizzaioli, chef, pasticceri, case vinicole, birrifici, proprietari di ristoranti, pizzerie e agriturismi, tutti uniti per collaborare a raggiungere la cifra di 250 mila euro che servirà a far tornare a nuova vita le 9 statue che svettano sulla facciata della Galleria Umberto I, quella di
fronte al teatro San Carlo.
Il costo del biglietto del primo appuntamento “A Cena per l'Arte”  è di 15 euro,  che verranno versati sul conto della piattaforma Derev.  Chi vorrà contribuire a questa operazione, può reperire le notizie all'indirizzo www.derev.com/galleriaumberto oppure sulle pagine Fb “I giganti di Pietra” e “Dieffe Comunicazione”.  La serata sarà aperta a 100 persone.
I biglietti sono in vendita, a Napoli, presso la società Graphite: via Roberto Bracco, 45 tel. 081 5521385 orario 9.30/ 13 e 15/18.30  email contact@graphite.ae; presso Ascione Coralli: Angiporto Galleria Umberto I, piazzetta Matilde Serao, 19 - tel 081421111 da martedì a venerdì, dalle 10.30 alle 14 e dalle 16 alle 18; a Sorrento, presso Lina Pace: Corso Italia, 161 - tel. 081 8781806; a Meta,  presso l’Associazione Culturale Sfumature in Equilibrio: Via Municipio 44  - tel.081 8788095
La serata si svolgerà presso Agriturismo Angolo di Paradiso, Corso Italia 333, 081 878 42 13

“Le conversazioni", a Capri il festival di letteratura internazionale 2015 sul tema "Rivoluzione"

A Capri dal 26 giugno al 5 luglio torna la grande letteratura internazionale al Festival Le Conversazioni ideato da Antonio Monda e Davide Azzolini.

Con l’edizione 2015 la rassegna, che celebra i protagonisti della cultura internazionale, festeggia i 10 anni. Scrittori, registi e numerose personalità del mondo di oggi, si sono confrontati negli anni sui temi più diversi: dall’Identità ai Vizi Capitali, dalla Memoria al tema dei Diritti Umani, dei Vincitori e vinti o di Corruzione e purezza, dal rapporto tra Cinema e Letteratura, fino alle sfaccettature dell’Eros. Per il decimo anno, gli ideatori del festival hanno scelto il tema Rivoluzione intorno al quale dialogheranno gli ospiti internazionali degli incontri che, (inaugurati dallo scorso febbraio prima a New York e poi a Roma), si terranno fino a dicembre 2015 a Capri e a New York.

 

Nel corso di due weekend consecutivi (26, 27 e 28 giugno – 3, 4 e 5 luglio), l’appuntamento sarà al tramonto (alle ore 19.00) nello splendido scenario della Piazzetta Tragara di Capri dove il festival ospiterà per l’edizione 2015 gli incontri con le personalità letterarie del mondo anglosassone che converseranno con Antonio Monda sul tema dell’edizione di quest’anno.

Venerdì 26 giugno la scrittrice canadese Miriam Toews aprirà la decima edizione de Le Conversazioni, autentica rivelazione della narrativa anglofona degli ultimi anni, che con il suo ultimo romanzo, segnalato tra i libri più belli del 2014 dai maggiori quotidiani e riviste del settore (I miei piccoli dispiaceri, Marcos y Marcos, 2015), è stata finalista o vincitrice dei più prestigiosi premi letterari internazionali.

Sabato 27 giugno sarà la volta di Edna O’Brien, grande innovatrice nello stile e nei temi, una delle scrittrici più importanti della sua generazione, definita da Philip Roth “la più grande scrittrice vivente in lingua inglese” che dialogherà con la scrittrice e produttrice statunitense Judith Thurman, prestigiosa firma di The New Yorker.

Domenica 28 giugno Antonio Monda incontrerà Teju Cole scrittore, fotografo, storico dell’arte, nonché star di twitter, di origini nigeriane, nuova voce della letteratura americana.

Si tornerà alla letteratura venerdì 3 luglio con Ann Patchett, autrice di romanzi accolti da grandi consensi di critica e tradotti in ben trenta lingue, e l’editore e scrittore Jonathan Galassi, che ha appena esordito nella narrativa con La Musa (Guanda 2015) e che, con la sua affascinante storia professionale tutta nel mondo dell’editoria, nel corso degli anni ha scoperto numerose voci del panorama letterario internazionale come Jonathan Franzen, Michael Cunningam, Philip Roth e Geoffrey Eugenides.

Il protagonista di sabato 4 luglio sarà Anthony Appiah, insignito dal presidente Obama della National Humanities Medal nel 2012, filosofo e storico della cultura africana, negli anni si è occupato di letteratura e filosofia del linguaggio, ma anche di razzismo, identità e teoria morale. Domenica 5 luglio concluderà l’edizione italiana del festival, Louise Erdrich autrice di numerosi romanzi, poesie, racconti, libri per l’infanzia e vincitrice del National Book Award 2012.

 

La decima edizione de Le Conversazioni ribadisce l’impostazione di festival internazionale e laboratorio di idee ed è caratterizzata da un fitto programma di appuntamenti legati da un unico tema declinato da ogni ospite secondo il proprio personale punto di vista e affrontato spaziando dalla storia alla politica, dalla letteratura al cinema e all’arte.

Tutti gli incontri potranno essere seguiti anche in streaming e/o on demand su Liveontim.tim.it e in streaming su www.cultura.rai.it/live

Per il decennale della rassegna, in collaborazione con il Gruppo Feltrinelli, è stato pubblicato il tabloid “10 Years of Le Conversazioni” che raccoglie testimonianze di molti dei protagonisti che hanno accompagnato il Festival sin dalla prima edizione del 2006. Inoltre, come ogni anno, per gli appuntamenti di Capri sarà pubblicata e distribuita al pubblico l’antologia che raccoglierà i testi inediti degli scrittori dedicati al tema dell’anno. Gli scritti saranno letti dagli stessi autori in apertura di ogni appuntamento.

 

Le Conversazioni 2015 è prodotto da Dazzle Communication e Spigoli, con il patrocinio del MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di  MASERATI, di TIM e della piattaforma digitale Faces by The Sartorialist in qualità di Main Sponsor e di RAI Official Sponsor e Media Partner del Festival.

Il ciclo di incontri a Capri è realizzato in collaborazione con la Città di Capri e con la presenza in qualità di Official Sponsor di Gucci, Generali, BNL Gruppo BNP Paribas ed Enel e con la collaborazione tecnica di La Repubblica, Capri Palace Hotel & SpaIl Riccio ristorante e beach club, Gruppo Feltrinelli, Hotel Punta Tragara.

 

Molti i nomi di scrittori noti e di prestigiosi personaggi del mondo della cultura internazionale che hanno preso parte alle passate edizioni, tra i quali ricordiamo: Nathan Englander, Jeffrey Eugenides, Jonathan Franzen, Zadie Smith, ospiti alla prima edizione del festival, che ha visto la speciale partecipazione di David Foster Wallace; a seguire, alle edizioni successive fino al 2014, hanno partecipato tra gli altri: Martin Amis, Ethan Coen, Michael Cunningham, Ian McEwan, Chuck Palahniuk, Paul Auster, Patrick McGrath, E. L. Doctorow, Jonathan Safran Foer, Joshua Ferris, David Byrne, Collum McCann, Michael Chabon, Elizabeth Strout, Donna Tartt, Hanif Kureishi, Daniel Libeskind, Anna Funder, Rachel Kushner e Don DeLillo.

Tra gli italiani hanno partecipato in questi anni: Alessandro Baricco, Pierluigi Battista, Gaetano Cappelli, Diego De Silva, Alessandro Piperno, Roberto Saviano, Paolo Giordano, Paolo Sorrentino, Mario Desiati, Sandro Veronesi, Paolo Mieli e Claudio Magris.

Premio Cimitile 2015, consegnati i "Campanili d'argento"

CIMITILE. Si è conclusa, con la consegna dei “Campanili d’argento” nel complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile la XX edizione della rassegna letteraria organizzata dall’omonima fondazione, presieduta da Felice Napolitano e il supporto dei soci fondatori Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, come i suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, ha inviato una targa d’argento agli organizzatori il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, si è complimentato con il comitato scientifico.

“Il premio in questi anni è cresciuto in tutti i suoi aspetti, partecipazione di pubblico, sostegno delle istituzioni, interesse del mondo della cultura e della letteratura – ha dichiarato Napolitano -. I maggiori scrittori italiani hanno visitato questi luoghi sacri ed hanno ricevuto il campanile d’argento, tradizionale emblema del santuario martiriale di San Felice. E allora direi che per questi primi vent’anni che dobbiamo impegnarci fin d’ora, cittadini e uomini della nostra terra, enti pubblici e privati, perché solo lavorando insieme possiamo concorrere ad accelerare quel processo di sviluppo turistico, culturale ed economico, del nostro territorio, della Regione Campania  e del Paese.”

Dopo una settimana intensa di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico, densa di eventi, letteratura, convegni internazionale di studi, spettacoli, musica, momenti di riflessione, itinerari turistici, sabato 20 giugno sul palco sono sfilati i vincitori, selezionati dal comitato scientifico presieduto da Ermanno Corsi, durante la serata presentata dai giornalisti Eleonora Daniele e Sandro Petrone.

 

I premi

Migliore opera inedita del genere narrativo: Giulia Bracco: “Ovunque sei, se ascolterai”. Il lavoro è stato pubblicato sul territorio nazionale a cura della casa editrice "Guida" di Napoli.

Migliore opera edita di narrativa: Maurizio De Giovanni, “Il resto della settimana” (Rizzoli).

Migliore opera edita di attualità: Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano. Il quarto reich. Come la Germania ha sottomesso l’Europa” (Mondadori).

Migliore opera edita di saggistica: Marco Damilano, “La Repubblica del selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi” (Rizzoli).

Migliore opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana e Altomedievale: Danilo Mazzoleni, “Regio X. Tridentum et ager Tridentinus” (Edipuglia).

Premio Giornalismo “Antonio Ravel” a Massimo Giannini, conduttore di “Ballarò”; Premio Speciale a Luigi Vicinanza, direttore de l’”Espresso”.

 

Gli ospiti

Sul palco si sono esibiti anche Giardino dei Semplici, Sal Da Vinci, gli Audio 2, Nello Daniele con Maurizio De Cesari. (in un toccante ricordo del fratello Pino Daniele) e il mezzo soprano del teatro San Carlo, Patrizia Porzio.

Nel ricco parterre numerosi esponenti politici. Il parlamentare Paolo Russo, l’assessore regionale al turismo uscente Pasquale Sommese, l’editore Diego Guida, il presidente dell’associazione “Obiettivo III Millennio Elia Alaia, il manager Luca Ferrara, il sindaco di Cimitile, Francesco Di Palma, e tanti altri primi cittadini, tra i quali: Antonio Russo (San Gennaro Vesuviano), Antonio Falcone (San Vitaliano), Manolo Cafarelli (San Paolo Belsito), Giuseppe Barbati (Camposano), Paolino Napolitano (Comiziano).

Il Premio Cimitile e Guida Editore negli anni hanno voluto premiare e rendere protagonisti, con le migliori firme del giornalismo e della letteratura italiana, anche e soprattutto gli inediti, scoprendo nuovi scrittori e ponendoli all’attenzione del panorama nazionale.

Premio Napoli, ecco i vincitori

Roberto Paci Dalò, Bianca Pitzorno, Paolo Poli e Serena Vitale sono i vincitori del Premio Napoli 2015 per la cultura e la lingua italiana. Lo ha annunciato stamattina il presidente Gabriele Frasca (al centro nella foto tra Maurizio Maddaloni e Nino Daniele) nella sede della Fondazione. Quest'anno il Premio è dedicato a Ernesto De Martino e Mario Pomilio, due grandi figure della cultura europea che verranno ricordate con diverse iniziative che coinvolgeranno i vincitori del 2015 nei prossimi mesi tra scuole, accademie, carceri, teatri e piazze della città.

«Da quando è diventato un premio culturale, sostanzialmente l'unico del nostro Paese - commenta  Gabriele Frasca - il Premio Napoli ha contribuito a far saltare gli steccati disciplinari e settoriali.  Avere premiato una gloria del nostro teatro, come Paolo Poli, e una grande traduttrice e studiosa, come Serena Vitale; un vertiginoso innovatore transmediale come Roberto Paci Dalò, e Bianca Pitzorno, una scrittrice che ha saputo rivolgersi a tutte le generazioni, e averli premiati in nome della nostra città, è per noi motivo di profondo orgoglio».

La  cerimonia di premiazione si svolgerà dicembre all'Auditorium Rai. Qui la Fondazione Premio Napoli offrirà alla città due spettacoli che vedono coinvolti uno degli artisti insigniti. Questa volta tocca a Roberto Paci Dalò e a Paolo Poli che, presentano due spettacoli: il primo,  dedicato alla prima guerra mondiale e il secondo si esibirà in uno dei suoi esilaranti recital.

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Federico II: convegno internazionale sulla resilienza

Lunedì 29 e martedì 30 giugno 2015, presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si svolgerà un convegno internazionale sulla resilienza. Il convegno intende approfondire le diverse accezioni ed applicazioni del concetto, cercando al tempo stesso di individuare le tecniche e le metodologie di analisi più appropriate alla misurazione del fenomeno e all’identificazione delle sue determinanti, dei possibili strumenti di prevenzione e delle politiche pubbliche atte a rafforzare elasticità e capacità di adattamento degli individui e delle relazioni sociali fra gli stessi, oltreché dei sistemi urbani, territoriali ed ambientali, alle avversità generate dalla natura (eventi catastrofici causati dai cambiamenti climatici, terremoti, ecc.) e dal contesto economico (crisi economiche o finanziarie, periodi di recessione, ecc.) e sociale (massiccia affluenza di immigrati, trasformazioni urbane e sociali determinate da fenomeni di contrazione demografica ed abitativa, ecc.).

Oggi più che mai si impone la necessità di approfondire il significato di un termine e, al tempo stesso, di un concetto, quello di “resilienza”, che è diventato gradualmente il “concetto-chiave di un’epoca” per il suo valore simbolico ed evocativo, in un periodo in cui il suo accesso interpretativo più frequente è collegato ad un’altra parola: “crisi”.

Il 2015 è stato definito “l’anno della resilienza” dai vertici dell’United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR). A venti anni dal terribile terremoto di Kobe, che ha condotto nel 2005 (durante il vertice ONU di Hyogo in Giappone) alla definizione del Framework for Action 2005-2015: Building the resilience of nations and communities to disasters (Quadro d’azione 2005-2015: costruire la resilienza delle nazioni e delle comunità alle catastrofi), la comunità internazionale si interroga sulle nuove crisi e catastrofi ed individua nella resilienza il concetto chiave per affrontarle. La resilienza implica, infatti, elasticità e capacità di adattamento dei corpi, delle passioni, di interi sistemi e territori. Tali qualità oggi appaiono più che mai preziose per uscire dal “guado” rappresentato da una crisi, una crisi epocale che è figlia della finanziarizzazione dell’economia e della globalizzazione dei mercati. La globalizzazione ha tradito, infatti, le nostre aspettative di prosperità e di stabilità economica. Ha prodotto innumerevoli effetti positivi, ma ha portato anche tanta fragilità e vulnerabilità, aggravando il problema della lotta per le risorse e per la sopravvivenza, piuttosto che risolverlo, come presagiva ed auspicava Keynes per i suoi nipoti.

Al giorno d’oggi, “i nipoti di Keynes” – o dovremmo dire i suoi “pronipoti”, visto che sono trascorsi ormai più di ottant’anni dalla prima edizione (1931) del celebre saggio Economic Possibilities for Our Grandchildren – vivono indubbiamente in un mondo più grande e più aperto di quello in cui viveva il loro illustre progenitore, ma l’unico risultato che hanno ottenuto è quello di renderlo molto più pericoloso, incerto ed instabile. Basta infatti guardarsi intorno per rendersene conto: la rivoluzione tecnologica travolge i sistemi economici e sociali; le società sono sempre più sofisticate e complesse, ma al tempo stesso più diseguali, più espulsive e più esposte al tracollo; la crisi economica fiacca i popoli ed impoverisce le nazioni; i disastri naturali, in continuo aumento, sono spesso provocati dall’azione diretta o indiretta dell’uomo e producono danni fisici ed economici devastanti; il progressivo ridursi delle nascite e l’invecchiamento della popolazione mettono a dura prova la sostenibilità dei sistemi di assistenza sociale e sanitaria dei paesi ricchi ed industrializzati. Le soluzioni politiche tradizionali, ovvero la creazione di sistemi di welfare nazionali corporativi ed universalistici, sono progressivamente divenute insostenibili per ragioni di spending review, e la loro progressiva evoluzione verso sistemi di welfare liberali e regionali ne mette in crisi la funzione redistributiva ed inclusiva, soprattutto al mutare progressivo della composizione della popolazione determinato dalle migrazioni.

Il governo di questi processi è affidato ad un settore pubblico in continua evoluzione, in ragione della profonda riorganizzazione del governo locale che, in nome di sussidiarietà e adeguatezza, sta prendendo forma in alcuni grandi paesi europei. Si impone dunque un cambiamento, un nuovo approccio ai problemi del mondo, che porti ad un’inversione di tendenza o, in alternativa, al recupero di quella spinta originaria che potrebbe portare finalmente in salvo i “nipoti di Keynes”, al di fuori del guado in cui sono rimasti intrappolati. Per fare questo è necessario, tuttavia, prendere coscienza dei cambiamenti in atto ed adattarsi ad essi in modo rapido e costante. La chiave di tutto, la via per la salvezza, è ora più che mai la resilienza, e cioè la capacità di rispondere all’incertezza e alle trasformazioni attuando strategie adattive e creando continuamente nuove forme di equilibrio, diverse da quella di partenza. È l’unico metodo che può aiutarci ad “addomesticare la belva”, per convincerla a cambiare traiettoria e farle fare ciò che vogliamo, vale a dire, accrescere il benessere e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni che abitano il pianeta, specialmente di quelle più povere, nel rispetto della democrazia e della giustizia sociale.

 

Il programma dettagliato ed ulteriori informazioni sulla sede del convegno sono disponibili sul sito web http://www.scienzepolitiche.unina.it.

Nel sottosuolo di Napoli con Phlegraios, il romanzo sulla nascita del Cristianesimo

Nella suggestiva cornice del sottosuolo partenopeo, nell’affascinante Teatro Instabile di Michele Del Grosso in vico Fico al Purgatorio ad Arco 38 (di fronte alla pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali) giovedì 11 giugno alle 19 si parla di mistero, archeologia e fede attraverso le pagine del romanzo “Phlegraios – L’ultimo segreto di San Paolo” (Rogiosi editore) del giornalista del Mattino Marco Perillo. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, ne discutono con l’autore i giornalisti Luigi Necco (Canale 9), Nora Puntillo (Corriere del Mezzogiorno) e Alessandro Chetta (Corriere del Mezzogiorno). Il libro è infatti un romanzo di formazione ma anche di avventura. Un mistery appassionante sugli albori del Cristianesimo in Italia.

Marco Perillo è nato nel 1983. Napoletano, laureato in Lingue e Letterature dell’Europa e delle Americhe, è giornalista professionista, attualmente, presso Il Mattino. Ha frequentato a Torino la Scuola Holden di Alessandro Baricco.

Pompei in 3D, proiezioni ogni giorno: in mezz'ora rivive la bella e ricca città romana prima dell'eruzione

POMPEI. Trenta minuti a spasso nella Pompei prima dell'eruzione del Vesuvio che la ridusse in macerie e coprì di cenere e lapilli strade, persone ed edifici. Nel film ''Pompei 3D, una Storia Sepolta'' in grafica 3D, realizzato da ''Archeo Tour'' - da domani proiettato in un teatro da 70 posti a pochi passi dagli ingressi degli Scavi - riprendono vita palazzi lussuosi, interni affrescati di rosso, nero e oro. Statue, colonne, pavimenti di marmo e mosaici circondati dall'ambiente dell'epoca: spighe di grano e grappoli di uva rossa pigiata per diventare vino.  In sala, un sofisticato apparato audio permetterà la fruizione in simultanea di 8 lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, giapponese e cinese, rendendo possibile la presenza in sala di spettatori di diverse nazionalità. La docu-fiction racconta la storia di un pompeiano che va in cerca di un ricco uomo del posto mentre una voce narrante spiega i dettagli degli ambienti in cui sembra di entrare e visitare grazie alla tecnologia 3D.
Villa dei Misteri, la Casa del Fauno, la Casa dei Ceii, l'Anfiteatro, il Foro con il Tempio di Giove assumono colori, completezza di arredi e persino profumi. Infatti, l'emozione di rivivere nella Pompei prima dell'eruzione devastante, è stata arricchita dai profumi del vino, quando scorrono le immagini dell'uva pigiata, di bruciato, quando il Vesuvio esplode e dei fiori, in una scena finale che rimanda alla bella città romana prima dell'eruzione. Archeo Tour srl è stata fondata nel luglio del 2012 a Ragusa e opera nel campo della cultura e del turismo, in particolare nella valorizzazione dei Beni Culturali per sviluppare con innovazione e creatività il turismo attraverso la tecnologia. A Ragusa esiste già un progetto simile, ma quello inaugurato questa mattina a Pompei è molto più avanzato e un terzo progetto è già in fase di realizzazione, per collegare le immagini 3D a un tablet che la società si propone di offrire in dotazione alle guide, per meglio illustrare il percorso dei visitatori negli Scavi di Pompei. Il prezzo del biglietto è di 8 euro per gli audulti, gratis per i bambini fino agli 8 anni e 5 euro per i gruppi di studenti. Le proiezioni sono ininterrotte tutti i giorni della settimana fino a novembre. E l'iniziativa ha ottenuto già un grande favore da parte dei tour operator locali. A Ragusa costituisce un grande successo e il primo video ha ricevuto numerosi premi per il valore tecnologico e archeologico che rappresenta. Al progetto hanno lavorato anche il Cnr e 'archeologo Davide Tanasi, dell'Arcadia University. «È un progetto visionario, che coniuga l'amore per i beni culturali con la competenza e la passione per la tecnologia, un progetto che valorizza il meglio della cultura italiana per il turismo, in un'ottica di sviluppo, di progresso, di cambiamento. Pompei è uno dei siti più importanti d'Italia e quindi del mondo. Vorrei che i turisti dicessero che anche in Italia sanno usare la tecnologia e applicarla ai beni culturali»: così Gianni Campo, a.d. di Archeo Tour.

 

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