Mercoledì 19 Settembre 2018 - 21:42

'O sole è Napule! il concorso dedicato ai ragazzi

Si è chiuso a Palazzo San Giacomo il concorso fotografico "O sol e Napul" destinato alle scuole napoletane sul tema della tutela ambientale. La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala giunta, alla presenza del sindaco di Napoli Luidi de Magistris, dell'assessore alla scuola Annamaria Palmieri e del presidente di Asìa Raffaele Del Giudice.

Il concorso, promosso dall'istituto comprensivo 71° Aganoor -Marconi, in collaborazione con Photoclub Partenope, con Asia Napoli S.p.a. e patrocinato dal Comune di Napoli, prevedeva attraverso lo scatto di una foto il trasferimento di un messaggio di speranza rispetto a ciò che viene posto in essere a Napoli al fine cercare di recuperare il nostro ambiente, il nostro territorio.

Foto di eventi a tema, di manifestazioni, di operatori ecologici in opera, di ragazzi che contribuiscono e collaborano alla difesa ambientale, sono stati spunti di rilievo per procedere con “lo scatto giusto”. Una giuria di esperti ha effettuato la selezione delle tre foto che saranno, poi, inserite in diversi siti di pubblica visibilità.

Iniziativa lodevole, da riproporre, come sottolinea uno dei giurati d'eccezione, Fernando Alfieri, fotografo professionista: "evento di grande qualità che ha saputo unire in un unico progetto amore per l'ambiente, senso civico e la passione per la fotografia".

 

Emozioni al museo: "Pompei e l'Europa"

Tutto il fascino di Pompei, la città che visse due volte: da metropoli formicolante, nel I secolo; e come luogo di rovine  nel diciottesimo secolo. Ed è di questa seconda vita che si occupa la mostra in corso  al Museo Archeologico Nazionale dove resterà fino al 2 novembre.
“Pompei e l’Europa. 1748 - 1943”, curata da Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo e Luigi Gallo, rientra nelle mostre programmate per il Grande Progetto Pompei cofinanziato dall’Unione Europea. «Oltre che provvedere agli interventi strutturali di messa in sicurezza delle domus - spiega il soprintendente Massimo Osanna - il progetto promuove un piano della conoscenza, della fruizione e della comunicazione: oltre a questa, in pendant con la mostra, inaugurata a Pompei ieri l’altro, dei venti calchi appena restaurati, vedremo l’Iseion, il tempio di Iside, arricchito con copie degli arredi originali e lo stesso si farà per i giardini di alcune domus. L’obiettivo è quello dare ai visitatori un’idea precisa della vita che si svolgeva a Pompei».
Nella stessa logica si muove la mostra all’Archeologico: più che  l’aspetto filologico degli oggetti esposti, qui viene presentata la percezione che di essi si ebbe nell’arco di tempo che va dai primi ritrovamenti, nel 1748 al bombardamento che, nel 1943 colpì duramente le città vesuviane.
Circa duecento oggetti, fra dipinti, disegni, fotografie, sculture e reperti a documentare due secoli di suggestioni, emozioni, condizionamenti visivi e non solo, che furono determinanti per tutta la cultura europea.
Basti pensare che se ai primi del Settecento gli illuministi si facevano un punto d’onore nel guardare al progresso senza voltarsi indietro, alla fine del secolo il Neoclassicismo imperava non solo nella produzione artistica ma anche negli abiti, nell’arredamento, nello stile di vita.
Via via che emergeva dalla cenere dunque, Pompei risorgeva a nuova vita, ispirando pittori e scultori, architetti e artigiani, sarti e parrucchieri.
E se le danzatrici dipinte da Canova (foto a sinistra) sembrano proprio un’imitazione delle menadi pompeiane (foto a destra), anche l’abbigliamento e la pettinatura di Lady Hamilton, ritratta mentre balla la tarantella nel suo appartamento di Palazzo Sessa, rimanda decisamente alla leggiadria di quegli affreschi a sfondo nero.
Sulla scia delle istanze romantiche, il gusto neoclassico divenne poi superato, ma l’interesse per le rovine conobbe una nuova linfa: il “Viaggio in Italia” di Goethe rende bene l’idea della nuova percezione che dell’antico ebbe l’Ottocento.
Da quando, nel decennio francese, Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat avevano dato un impulso enorme agli scavi, la città sepolta emergeva in tutta la sua imponenza: il foro viene ritratto in ogni prospettiva da pittori francesi e tedeschi che fanno della città un topos del loro grand tour di formazione. E lo stesso accadeva per gli architetti per i quali, i  rilievi degli edifici pompeiani  costituivano parte integrante dell’esame finale.
“Torna al celeste raggio, dopo l’antica oblivio l’estinta Pompei” canta Leopardi nella “Ginestra”: il poeta ne fa la metafora del destino umano. Un approccio tutto romantico, questo, che contrappone la grandiosità delle forze della natura alla sofferenza dell’uomo indifeso, che trova un solido contrappunto visivo nelle gouaches “infuocate” di Félix Auvray e Frédéric-Henri Schopin.
Mentre, sul finire dell’Ottocento, le esigenze del realismo, spingono Morelli e i suoi allievi a immaginare squarci di vita quotidiana: il bagno pompeiano del pittore napoletano rimane un capolavoro assoluto. È una Pompei più domestica, invece, quella dell’inglese Alma-Tadema, decisamente non aulica.
Il Novecento vede ancora gli artisti arrivare a Pompei. ma diverse sono le reazioni: la  pietra scabra del “Bevitore” di Arturo Martini riprende le movenze del calco di giovane donna; mentre Picasso respira l’aria mediterranea e la trasforna in una tela tinta di azzurri luminosi e rotondità primordiali.
Un percorso suggestivo che si snoda lungo la Sala della Meridiana, trasformata per l’occasione in labirinto emozionale dall’architetto Francesco Venezia. Una scelta coraggiosa, che allontana la conoscenza dall’erudizione e la coniuga con la sorpresa e lo stupore. Un atto d’amore per Pompei. Complici, sicuramente, quegli amorini che sgambettano inquieti in braccio a Venere.

"Modigliani, Les Femmes", il genio livornese in mostra a Napoli

L’arte, in quanto manifestazione della creatività umana e quindi della sua continua evoluzione e variazione, è in continuo divenire. La sua fruizione si sta ampliando, arricchendo.

In questo nuovo filone divulgativo si inserisce l’Istituto Amedeo Modigliani che, in preparazione del centenario della morte del grande artista livornese (1920-2020), presenta la prima sezione di un’opera di altissimo valore e pregio, mai rappresentata e organizzata prima, sull’intera produzione artistica di Modigliani. Il focus della prima delle “Modigliani Experience” è sulle donne: “Les Femmes”. Una installazione, presso l’Agorà Morelli in via Domenico Morelli 61 a Napoli (dal 22 maggio al 9 agosto), interamente realizzata con l’ausilio delle moderne tecnologie.

La mostra presenta 50 opere di Amedeo Modigliani, delle quali l’Istituto possiede i diritti di utilizzo, riprodotte ad altissima definizione su uno speciale supporto montato su pannelli retroilluminati a led, grazie a un processo che ha consentito l’assoluto rispetto delle dimensioni e dei colori dell’originale. Arricchiscono e contestualizzano storicamente la mostra oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita del grande artista italiano. Un corredo tecnologico di video, filmati, animazioni in compositing e app, rende infine questa mostra un evento straordinario di comunicazione e di divulgazione culturale.

«Coltiviamo un sogno, una speranza: costruire, realizzare la Casa Modigliani in Italia – afferma Luciano Renzi, Presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani – non un luogo meramente celebrativo, ma soprattutto un luogo vitale, dinamico, in grado nel nome del grande artista di sviluppare, alimentare,  la nuova creatività italiana e internazionale. Desideriamo avviarci alle celebrazioni del centenario della morte di Modigliani cercando non solo di realizzare l'opera omnia dell'artista in retroilluminazione, ma soprattutto raccogliere in tutto il mondo il contributo di artisti contemporanei viventi affinché si possa concretizzare il più grande Omaggio artistico e culturale all'opera di Modigliani. L'arte del genio livornese, la tecnologia, la rete, l'esperienzialità delle mostre, il contributo della pittura internazionale contemporanea,  possono determinare il più grande omaggio alla bellezza e all'arte italiana».

Una mostra itinerante, internazionale, che vedrà una mini-edizione in contemporanea rispetto a quella di Napoli, presso l’MdM Museum di Porto Cervo, dal 25 luglio al 5 settembre 2015.

“Les Femmes” sarà un’esperienza visiva e divulgativa che, grazie ai nuovi metodi di fruizione applicati al bene culturale, darà l’opportunità anche al pubblico meno abituato a frequentare le sale di mostre e musei, di lasciarsi trasportare dal fascino delle opere di Modigliani.

Ne sono state una valida dimostrazione di ciò “Le Mostre Impossibili” e “Van Gogh Alive”, installazioni multimediali che, coniugando innovazione e tradizione, hanno arricchito l’esperienza dei numerosi visitatori accorsi.

ORARI: Lun-Gio 10 – 20 , Ven-Sab-Dom 10 – 24.

PREZZI: 10 euro ingresso mostra, 15 euro ingresso congiunto mostra e visita standard tunnel.

Libri parlanti al Vomero

Libri e lettori  al Vomero per una mattinata indimenticabile. Gli studenti dei licei e della scuola media del quartiere diventano operatori culturali animando  le strade principali con performance letture. Una passeggiata tra le strade del Vomero alla scoperta dei loro nomi in un tour letterario. Un reading di scrittori, giornalisti e attori che leggono brevi testi scelti da loro. Via Luca Giordano, via Scarlatti, via Bernini e la Galleria Vanvitelli sono lo scenario dell’iniziativa che coinvolge numerosi negozi davanti ai quali gli studenti leggono racconti o pagine di romanzo che hanno attinenza con le merci esposte. Per una gioielleria, niente di meglio di “Colazione da Tiffany” di Truman Capote; o di “Casa di bambola” per uno spazio dedicato ai giocattoli. Un modo originale per avvicinare alla lettura gli abitanti di un quartiere che in pochi anni ha visto chiudere tutte le librerie.

I TEMPI E I LUOGHI DELLA MANIFESTAZIONE Dalle 9,30 alle 12, i ragazzi si alternano in letture e performance secondo le diverse zone di competenza: in via Luca Giordano (all’altezza di Spatarella) ci sono i liceali del “Sannazaro”; nel primo tratto di via Scarlatti, quelli del “Pansini”; nel secondo tratto di via Scarlatti e in piazza Vanvitelli, gli studenti del “Mazzini”; in via Bernini, nei pressi della Galleria Vanvitelli i ragazzi della scuola media “Viale delle Acacie”. Una postazione fissa dei disegnatori Scuola Italiana Comix si trova nella Galleria Vanvitelli.

Contemporaneamente, Alle 10, nei pressi della Biblioteca Comunale Croce, inizia il tour letterario con la guida turistica della Regione Campania, Alessia Zorzenon, che illustra la toponomastica vomerese.

Alle 12 alle scale di piazza Fuga. Reading con scrittori e giornalisti condotto  dalla giornalista Federica Flocco. Intervengono Lucio Allocca, Francesco Bellofatto, Antonella Cilento, Mario Coppeto, Giuliana Covella, Nino Daniele,  Maurizio de Giovanni, Ornella Della Libera, Alberto Della Sala, Angela Di Maso, Gildo De Stefano, Marco Gaudini, Pino Imperatore, Antonella Ossorio, Flavio Pagano, Giulio Perrone, Stefano Piedimonte, Francesco Pinto, Francesco Romanetti. Interventi musicali del chitarrista Carlo Campanile.

 

 

 

Gioacchino Murat in mostra

A duecento anni dalla sua morte, Napoli ricorda Gioacchino Murat,  con una mostra a Palazzo Reale, dal  18 maggio al 31 ottobre. A organizzarla è la Sorpintendenza Bapsae di Napoli, d'intesa con l'Ambasciata di Francia a Roma, il Consolato francese a Napoli e il Comitato nazionale per le celebrazioni del decennio francese.
La mostra si intitola “A passo di carica” - spiega il professore Luigi Mascilli Migliorini, accademico dei Lincei, storico esperto del periodo napoleonico e membro della Giunta del Comitato nazionale per le celebrazioni del Bicentenario del decennio francese. Un titolo che diventa filo conduttore tra le opere esposte e che sintetizza, in un’unica immagine, l’impetuosità di questo personaggio leggendario, capace di trasformare un Regno arretrato in una Nazione moderna’.

 

L'arte della copia: Sturtevant al Madre

Una grande retrospettiva, quella che si è appena inaugurata stasera  al terzo piano del Madre. Le opere di Elaine Sturtevant, l’artista americana scomparsa l’anno scorso, per la prima mostra retrospettiva dedicata da un’istituzione pubblica italiana a una delle più influenti artiste del XX secolo, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2011.
Con i suoi novant’anni di vita, la Sturtevant ha attraversato tutte le avanguardie del ’900 di cui ha dato una rilettura personalissima.
“Sturtevant Sturtevant”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Stéphanie Moisdon, mette in luce la prospettiva filosofica in cui si è mossa la ricerca estetica dell’artista cui, nell’ultimo anno, due dei più importanti musei americani, il MoMa di New York e il MoCa di Los Angeles, hanno già dedicato la prima retrospettiva nordamericana.
È più di mezzo secolo fa che la Sturtevant comincia a rapportarsi all’arte del suo tempo, nel tentativo di rileggerla alla luce di concetti di “autorialità” e “originalità”. Sulla stessa lunghezza d’onda in cui si era già mosso Walter Benjamin con il suo saggio “l’opera d’arte all’epoca della riproducibilità tecnica”, si confronta con i suoi contemporane e ne “replica” in maniera provocatoria i lavori. È così che le opere di Marcel Duchamp e Joseph Beuys, di Andy Warhol e Jasper Johns, passando per Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Frank Stella diventano materia viva di ricerca. Una sorta di laboratorio di forme, immagini e idee in cui “la firma” viene messa in relazione con i meccanismi di produzione, circolazione, ricezione e canonizzazione dell’immagine e dell’immaginario artistici. Una ricerca  che, partendo dagli assunti della Pop Art è arrivata a interrogarsi sulle nuove concezioni estetiche nate dopo l’età di internet.
In  linea con uno spirito postmoderno, a partire dal 2000, la Sturtevant sceglie come mezzo espressivo privilegiato quello del video, in cui sperimenta la commistione dei linguaggi dei vari media:  dal cinema hollywoodiano alla televisione e alla pubblicità  all’universo digitale.
Sicuramente da segnare in agenda per il prossimo weekend che, l’associazione Donnaregina promuove come “Weekend del Contemporaneo”: per tre giorni, fino a domenica, tutte le principali gallerie cittadine resterannno aperte agli appassionati e ai curiosi di ogni età.

 

Les Femmes di Modigliani nel sottosuolo di Napoli

NAPOLI, 29 aprile 2015 - In occasione e in preparazione del centenario della morte del grande Artista livornese (1920-2020), l’Istituto Amedeo Modigliani presenta la prima sezione di un’opera di altissimo valore e pregio, mai rappresentata e organizzata prima, sull’intera produzione artistica di Modigliani, dal titolo: “Les Femmes”, interamente realizzata con l’ausilio delle moderne tecnologie.

IL CONCEPT - La prima sezione del Modigliani Experience. La mostra presenta 50 opere di Amedeo Modigliani, delle quali l’Istituto possiede i diritti di utilizzo, riprodotte digitalmente ad altissima definizione con l’assoluto rispetto delle dimensioni e dei colori dell’originale. Arricchiscono e contestualizzano storicamente la mostra oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita del grande Artista italiano. Un corredo tecnologico di video, filmati, animazioni in compositing e App, rende infine questa mostra un evento straordinario di comunicazione e di divulgazione culturale, raggiungendo il grande pubblico con i nuovi metodi di fruizione esperienziale applicati al bene culturale.

L’EUROPA DEL PRIMI DEL ‘900 - La prima sezione del Modigliani Experience. La Mostra si snoda lungo il racconto di un periodo storico straordinario, come l’ Europa dei primi del ‘900, in cui l’arte, le grandi scoperte, l’economia, i confronti tra la pittura, la musica e la letteratura hanno influito radicalmente nel nostro immaginario, determinando simboli e riferimenti indissolubili nella nostra coscienza: così come l’opera di Amedeo Modigliani. A tale approccio, fondato su opere e archivi, si aggiunge la tecnologia, non solo quella applicata alla retroilluminazione, ma anche quella rivolta a favorire l’esperienzialità e la divulgazione. La mostra infatti ospiterà alcuni video realizzati con la tecnica del “compositing”, che renderanno animata e spettacolare l’opera di Modigliani, oltre a minifiction fruibili sul web, filmati storici e video sul racconto della vita dell‘Artista, oltre a un’applicazione specificamente realizzata per una veicolazione dell’opera e della vita sul Web.

50 OPERE DIGITALI IN ALTISSIMA DEFINIZIONE SULLE ORME DI MODIGLIANI

Tutto inizia grazie alla passione di fotografi in viaggio in tutto il mondo, animati dal desiderio di riprodurre e documentare con assoluta fedeltà i capolavori di Modigliani. Un percorso appassionante all’interno di musei, gallerie e collezioni private, una emozione rinnovata ad ogni scatto.

DIAMO LUCE ALL’ARTE. La luce, la migliore amica del pittore. La luce, nei suoi vari aspetti, è per un Artista un importante mezzo di comunicazione visiva, spesso l’elemento espressivo principale.

Molte delle emozioni e sensazioni che riceviamo mentre ammiriamo un capolavoro ci vengono trasmesse proprio dalla luce, è la principale alleata del pittore nel dare un senso alle sue emozioni.

Noi lo sappiamo bene, ed abbiamo utilizzato al meglio le luci a LED, espressione della più recente tecnologia, dosandola opportunamente, area per area e in ciascun quadro, per ripetere l’intensità e la profondità originali dei colori.

GLI ARTIGIANI DEL COLORE. Il processo più difficoltoso è quello di assicurare la perfetta uniformità cromatica tra il quadro originale, la sua foto e la sua riproduzione su pellicola dispositiva. Un minimo errore può comportare l’inserimento di una sfumatura di colore non presente nell'originale e nel progetto artistico del pittore, introducendo un elemento di disturbo e di conseguenza un mutamento nel risultato finale. Per evitare questo, ciascuna riproduzione viene controllata area per area, colore per colore, utilizzando sofisticati strumenti elettronici il cui responso è però sempre filtrato attraverso un giudice impietoso: l’occhio addestrato di un esperto.

GLI ARCHIVI, UNA STORIA NELLA STORIA. Una mostra che è anche narrazione, emozione, vita pulsante. Documenti, foto d’epoca, reperti che accendono la fantasia e ti riportano al fervido clima culturale della Parigi degli anni 20 del ‘900.

FOTO D’EPOCA - Ritratto di un artista. Un archivio appassionante, e spesso inedito, su Modigliani e sulla vita degli artisti “bohemienne” della magica Parigi degli anni ‘20.

DOCUMENTI - L’anima svelata. Modigliani era un artista inquieto, caratterizzato dalla necessità di fissare i suoi sentimenti attraverso scarne lettere, biglietti annotazioni, schizzi e a volte scarabocchiati sul primi pezzo di carta a portata di mano. Esplora, attraverso i documenti autografi giunti fino a noi, le inquietudini di un artista, le sue pulsioni creative, la costante ansia di sperimentare.

CARTOLINE - Modigliani viaggiatore. Modigliani ha sempre amato l’Italia, le sue bellezze artistiche, i suoi paesaggi, le sue tradizioni, e i suoi numerosi viaggi sono spesso documentati da cartoline, a volte anche bizzarre e spiritose, spedite alla madre, alla famiglia, ai suoi amici più cari. Segui attraverso le cartoline il suo peregrinare per l’Italia, le sue gioie e le sue inquietudini.

AGORÀ MORELLI. Nel cuore di Napoli. L’Agorà Morelli ha una superficie di circa 450 mq e ha dimostrato di poter agevolmente contenere fino 500 persone. Ricavata dalla preziosa opera di conservazione di un originaria grotta borbonica, la Grotta del Chiatamone, e grazie ad un progetto architettonico che ha inteso coniugare ed esaltare il contrasto tra antico e moderno, l’Agorà Morelli dispone di tutti i principali e più moderni servizi.

TUNNEL BORBONICO. Visita le profondità del sottosuolo. Il Tunnel Borbonico, è il più affascinante percorso del circuito della Napoli sotterranea e rappresenta il vanto dell’ingegneria civile borbonica in sotterraneo; all’interno del Tunnel sono stati rinvenuti numerosi veicoli e motoveicoli degli anni ’40, ’50 e ’60 nonché statue e residuati della Seconda Guerra Mondiale. Grazie all’accordo con l’Istituto Amedeo Modigliani, con un piccolo sovrapprezzo sul costo del biglietto potrete visitare questo luogo unico e indimenticabile situato all’uscita della mostra.

Fumetti & Stampa al Comicon

Napoli Comicon al via giovedì. La mostra del fumetto, anche quest'anno si svolge fino a domenica alla Mostra d'Oltremare. Diverse le novità di questa 17sima edizione. Innanzitutto, ancora più padiglioni e più spazio esterno fino ad arrivare al Laghetto di Fasilides, che vede protagoniste le attività di Gioco di Ruolo dal vivo e la limitazione dei biglietti in vendita per agevolare la capienza e la fruizione della manifestazione. Inoltre, il lancio di un nuovo triennio tematico ponendo il Fumetto in relazione ai Media: il focus di quest’anno è su Fumetto & Stampa. Infine, ma non per importansa, la presenza di nuova figura chiave: il Magister, un’icona di riferimento del fumetto, che rispecchia parte delle caratteristiche del tema annuale, e che guida parte del programma culturale. Magister che quest'anno è uno degli autori italiani più importanti al mondo: Milo Manara.

tre gli ingressi alla manifestazione: da Piazzale Tecchio per tutti e con biglietterie attive per la vendita dei biglietti giornalieri salvo esaurimento; da viale ia Kennedy per accreditati e abbonamenti; da via Terracina per tutti e con biglietterie attive per la vendita dei biglietti giornalieri salvo esaurimento (è questo l'ingresso consigliato per il parcheggio).

Grand Tour in Campania: archeologia di notte, gastronomia, musei e artigianato da maggio al 2016

 POMPEI. I turisti sono rimasti a bocca aperta. Nonostante la pioggia, anche oggi  il sito archeologico di Pompei era pieno e i gruppi di visitatori hanno avuto la fortuna di ascoltare un piccolo concerto tra le colonne antiche del quadriportico dove veniva presentato alla stampa il Grand Tour della Campania: itinerari turistici studiati al prezzo di 12 e 16 euro per visitare non solo gli Scavi, ma anche Musei e luoghi dell'artigianato prezioso di sete e coralli, ascoltare musica, visitare palazzi meravigliosi con la spettacolarizzazione di attori in costume d'epoca. Concerti notturni e degustazioni legate al progetto Expò negli Scavi di Pompei arricchiranno quest'anno il "Viaggio in Campania, sulle orme del Grand Tour" inaugurato con un "Omaggio a Caruso" del coro polifonico "CamPetSingers", assaggio della serie di proposte musicali programmate nei siti archeologici della Campania, coinvolti nel progetto di promozione turistica della società Scabec, in collaborazione con l'assessorato ai Beni culturali della Regione e la Soprintendenza speciale di Pompei, Stabia ed Ercolano. Dopo i nove itinerari della passata edizione, il Grand Tour di quest'anno si svilupperà su tutto il territorio, dalle aree interne alla costa, intorno a 5 eccellenze campane: musica, sapori-speciale Expo, vini, Campania di notte e Artigianato.
Alla presentazione del progetto hanno partecipato il soprintendente Massimo Osanna, il presidente della Scabec, Maurizio Di Stefano e l'assessore al Turismo della Regione Campania, Pasquale Sommese. ''La presentazione a Pompei del nuovo programma Grand Tour - ha spiegato Osanna - avviene qui perché ha rappresentato un luogo di formazione delle elite europee''.
Rispetto al 2014, il Grand Tour di quest'anno coinvolgerà tutte le aree di interesse turistico e siti Unesco della Campania: Napoli, l'area vesuviana, la Penisola sorrentina, Salerno, la Costiera amalfitana e il Cilento, Caserta e siti borbonici, Benevento e il Sannio, Avellino e l'Irpinia, da maggio ai primi mesi del 2016, con visite spettacolarizzate e itinerari museali. E ancora, l'Archeologico Nazionale di Napoli, la Reggia di Capodimonte, i templi di Paestum, il Belvedere di San Leucio. Inseriti anche il museo del Corallo di Torre del Greco, il Museo della Tarsia di Sorrento, il Parco Archeologico di Aeclanum, il Museo della Dieta Mediterranea di Pioppi e altri. Per partecipazione agli eventi sarà possibile con l'acquisto delle Card, una per tema. La Grand Tour Card sarà acquistabile anche on line: 12 euro per la Card evento (musica, sapori, vino, artigianato, Notte Minori) e 16 euro per la Card evento Notte ad Ercolano e Paestum.

Un libro cento anni dopo il genocidio armeno

In occasione del Centenario del massacro degli Armeni, Guida Editori ricorda la "giornata della memoria armena" del 24 aprile con la pubblicazione del libro "L'Armenia, gli Armeni. Cento anni dopo" della prof. Maria Immacolata Macioti, docente di Sociologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma.

IL LIBRO - A cento anni dal 1915, anno in cui molti armeni hanno perduto la vita in quello è stato definito il primo genocidio in Europa nel XX secolo, qual è la situazione degli armeni? Cosa è accaduto in questo secolo agli armeni, oggi in larga parte dispersi nel mondo, eppure tenacemente radicati in una condivisa antica patria, quella che è stata il primo stato cristiano al mondo? Esiste una Repubblica di Armenia, uscita dall’Urss, comprendente la parte settentrionale della antica Armenia; ci sono armeni in Russia, in vari paesi dell’Est europeo, ma anche nel Medio Oriente, oltre che negli Usa e altrove. Gli armeni, pur lontani tra loro geograficamente e politicamente, sono accomunati dalla memoria di un genocidio, che non è stato universalmente riconosciuto, e dalle sofferenze patite nei decenni successivi. Il conflitto riguardante il Nagorno Karabakh, popolato da armeni ma appartenente fino ad allora all’Azerbaigian, ha scavato altre profonde fratture nell’area caucasica.

Con grande passione civile e intellettuale, avvalendosi di una vastissima documentazione, Maria Immacolata Macioti analizza questi cento anni di storia armena, segnata da migrazioni, ulteriori lutti, amarezze per un certo riduzionismo a danno della memoria del genocidio, derive violente, speranze e impegno culturale. 

L'AUTRICE - Maria Immacolata Macioti ha svolto lavoro di ricerca e insegnato per oltre trent’anni alla Sapienza, Università di Roma, interessandosi soprattutto di sociologia generale, ma anche di sociologia urbana e di sociologia delle religioni. Convinta dell’importanza di un approccio qualitativo alla ricerca, ha affrontato la sempre più consistente e importante tematica dei processi migratori e della richiesta di asilo, della vita da rifugiati. Nell’ambito degli studi sui rifugiati e sui genocidi del XX secolo, si è imbattuta nel caso degli armeni, cui da anni dedica una particolare attenzione. Tra le ultime pubblicazioni, da ricordare:Pellegrinaggi e giubilei. I luoghi del culto, Laterza, Roma-Bari 2000; Il concetto di ruolo nel quadro della teoria sociologica generale, Laterza, Roma-Bari 2002 (prima ed. Ianua, 1985); Il fascino del carisma. Alla ricerca di una spiritualità perduta, Liguori, Napoli 2009; Il genocidio armeno nella storia e nella memoria, Nuova Cultura, Roma 2012. A sua cura sono usciti Religioni a Roma, Aracne, Roma 2013;Introduzione alla sociologia, McGraw-Hill, Milano 2005. Con Michele C. del Re ha pubblicato Comunità spirituali del XXI secolo. Memorie, esistente, futuro. Il caso Damanhur, Aracne, Roma 2013.

 

Autore: Maria Immacolata Macioti

Titolo: L’Armenia, gli armeni. Cento anni dopo

Collana: Anniversari

ISBN 978-88-6866-073-4

Pagine: 240

Prezzo: €. 19,00

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