Sabato 22 Settembre 2018 - 23:39

A Pompei la mostra “Expanded Interiors"

POMPEI. Venerdì, alle ore 11.30, presso la Casa del Criptoportico a Pompei, alla presenza del direttore generale del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna e dell'artista tedesca Catrin Huber, si terrà la presentazione della mostra "Expanded Interiors", dedicata all'influenza della Pompei antica sul contemporaneo. Il progetto interdisciplinare dell'artista visiva Catrin Huber esplora, infatti, la pittura parietale e i manufatti di epoca romana rinvenuti nei siti Unesco di Pompei ed Ercolano, reinterpretandoli in chiave contemporanea, per stabilire un dialogo tra antico e moderno, esplorando cio' che pittura e e pratica artistica contemporanea nel sito possono imparare dal lavoro complesso e sofisticato dei pittori romani. Dall'altro lato, il progetto indaga come la pratica artistica contemporanea possa fornire una prospettiva alternativa sulle modalita' di configurazione dello spazio e di distribuzione dei manufatti all'interno degli spazi residenziali di eta' romana. Per questo, saranno reintrodotti manufatti, sotto forma di repliche, all'interno degli edifici antichi. Il progetto, della durata di due anni, prevede, quindi, l'esame e l'utilizzo in chiave reinterpretativa dell'architettura e dell'apparato pittorico di due edifici di epoca romana: la Casa del Bel Cortile a Ercolano e la Casa del Criptoportico a Pompei, esplorando contemporaneamente il rapporto tra manufatti e spazio domestico in entrambi i siti. La Casa del Bel Cortile, ad esempio, venne utilizzata dall'archeologo Amedeo Maiuri (1886-1963) come un "museo aperto". La Casa del Criptoportico possedeva invece uno dei pochi edifici termali privati di Pompei, l'uso dei quali cambio' drammaticamente nel corso della vita dell'edificio. Attraverso il connubio di pratica artistica e indagine archeologica, scansioni e stampa digitali in 3D, la mostra intende creare due installazioni che saranno esposte nelle case coinvolte dal progetto, e che cercheranno di stabilire un collegamento tra i metodi e le pratiche dei pittori parietali di epoca romana e quelle della pratica artistica contemporanea, fornendo nel contempo nuovi spunti e prospettive per la comprensione di queste due realtà creative differenti. "Expanded Interiors" sarà aperta al pubblico dal 14 luglio al 15 gennaio 2019. 

Corso di laurea magistrale in Scienze Statistiche per le Decisioni

NAPOLI-Verranno presentati martedì 10 luglio presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Aula Spinelli in via Rondinò 22, il Corso di Laurea in Statistica per l’Impresa e la Società e il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Statistiche per le Decisioni. I saluti sono affidati al Professore Marco Musella Direttore del dipartimento di Scienze Politiche e a Gaetano Manfredi Magnifico Rettore dell’Università di Napoli Federico II. L’incontro avrà come focus principale il tema: “Ricerche di mercato e sondaggi di Opinione tra innovazione e tradizione” del Dott. Antonio Noto di “Notosondaggi”. A moderare il tavolo Domenico Piccolo Decano del Dipartimento. La presentazione del Centro Ricerche sarà affidata a Giancarlo Ragozini e Francesco Palumbo. A seguire la presentazione ufficiale dei Corsi di Laurea del prossimo Anno Accademico.

 

Helena Janeczek conquista il Premio Strega, dopo 15 anni a una donna

Con il romanzo 'La ragazza con la Leica' (edizioni Guanda) Helena Janeczek si aggiudica la vittoria della LXXII edizione del Premio Strega. Come da tradizione, gli Amici della domenica si sono riuniti ieri sera nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dove Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, ha presieduto il seggio di voto.

La somma dei voti elettronici e delle schede cartacee ha portato alla vittoria il romanzo di Janeczek con 196 voti. Seguono Marco Balzano con 'Resto qui' (Einaudi) e 144 voti; Sandra Petrignani con 'La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg' (Neri Pozza) con 101 voti; Carlo D'Amicis con 'Il gioco' (Mondadori) con 57 voti e Lia Levi con 'Questa sera è già domani' (Edizioni e/o) con 55 voti. 554 il totale dei voti espressi: 400 quelli degli Amici della domenica, 40 di lettori forti selezionati da librerie indipendenti italiane associate all'ALI e 20 voti di collettivi provenienti da scuole università e da circoli di lettura, in particolare delle Biblioteche di Roma, cui si sono aggiunti, dallo scorso anno, 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti Italiani di cultura all’estero, per un totale di 660 aventi diritto.

"Dalla mia protagonista ho imparato a vivere nel presente, ogni cosa che accadrà non potrà che trovarmi felice. Già adesso questo libro ha trovato degli ottimi editori in Francia, negli Stati Uniti e in Germania. Spero che ci siano altre traduzioni", ha commentato Helena Janeczek, emozionata e felice di aver conquistato il gradino più alto del podio.

"L’emozione è grandissima, non sono mai stata al Ninfeo come ospite del premio ed entrarci la prima volta per poi uscirne da vincitrice è sconvolgente", ha detto l’autrice che ha raccontato la storia avventurosa della fotografa Gerda Taro, la compagna di Robert Capa, uccisa durante la guerra civile spagnola. "Pensavo – ha aggiunto - ad una situazione molto più fluttuante e incerta, pensavo che il verdetto fosse ancora aperto. Speravo nella vittoria ma non me l’aspettavo. Non mi aspettavo, sinceramente, che questo libro, che mi ha accompagnato per sei anni, potesse passo dopo passo andare così lontano".

Le donne tornano così a 'comandare' al premio Strega dopo l’ultima vittoria femminile, quella di Melania Mazzucco nel 2003 con ‘Vita’. L’edizione del 2018 va in archivio, infatti, dopo aver registrato ben 3 finaliste su 5 concorrenti.

Al secondo posto si è collocato Marco Balzano con ‘Resto qui’ (Einaudi) che ha ottenuto 144 voti. “Le parole – ha spiegato lo scrittore - ti portano a volte dove non pensi di arrivare. Il mio romanzo, che non vuole essere provocatorio, è il racconto di una pagina della storia d’Italia che ho fatto descrivere da una voce di donna. Esploro la difficoltà dei confini, luoghi deputati allo scambio che la mala politica e la crudeltà dello storia trasformano in muri e luoghi di conflitto”.

Terzo gradino del podio per Sandra Petrignani che ha raccolto 101 preferenze con ‘La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg’, pubblicato da Neri Pozza. Chiudono la graduatoria Carlo D’Amiciscon ‘Il Gioco’ (Mondadori) che ha avuto 57 voti e Lia Levi con ‘Questa sera è già domani’ (Edizioni E/O) che ha incassato 55 voti.

La serata ha come sempre confermato le attese registrando il ‘tutto esaurito’ e il consueto via vai di volti noti. Tra i tavoli del Ninfeo, si sono visti tra gli altri Paolo Mieli, Francesco Rutelli, il giurista Sabino Cassese. E non è voluto mancare neanche il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, dopo le polemiche sollevate dalle sue recenti dichiarazioni secondo cui “ancorati allo Strega e al Campiello ci siamo persi i giovani”.

“Dobbiamo scatenare la capacità dei giovani di consumare e avere fame di cultura”, ha sottolineato Bonisoli che ha rimarcato: “Quello dei libri è un sistema complesso, che ha come punti di riferimento il premio Strega e il premio Campiello, che forse ha perso di vista ciò che sta nascendo tra i giovani e non sappiamo che cosa sia. Dobbiamo domandarci: cosa vogliono consumare, in termini di cultura, i giovani. Bisogna saperli ascoltare”

A sostenere da diversi anni il premio Strega è Bper Banca che ha voluto premiare la cinquina di finalisti: “Abbiamo consegnato agli scrittori un premio ideato attraverso un concorso di idee cui hanno partecipato i giovani: è il nostro modo di segnalare il nostro interesse nei confronti della lettura. Ci fa piacere contribuirla a sviluppare tra i giovani che sono il nostro futuro”, ha evidenziato il vicedirettore generale di Bper Banca Gian Enrico Venturini.

Tre lettere di Leopardi alla Biblioteca nazionale di Napoli

NAPOLI. «Il patrimonio culturale del Paese si arricchisce, oggi, delle preziose testimonianze autografe di due grandi autori della letteratura italiana che troveranno presto collocazione alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che accoglierà il corpus di Ungaretti, e alla Biblioteca nazionale di Napoli, dove andranno le lettere di Leopardi». Lo afferma il ministro dei Beni culturali e del Turismo Alberto Bonisoli. «L'acquisto da parte del ministero dei beni culturali e del turismo delle tre lettere di Giacomo Leopardi e dei carteggi di Giuseppe Ungaretti - afferma il direttore Generale Paola Passarelli - risponde alla missione istituzionale di conservazione di documenti e testimonianze di alto valore culturale e al contempo costituisce una vera e propria operazione della memoria. Rendere ora possibile l'accesso del pubblico alle lettere leopardiane, con le loro atmosfere personali ed interiori e ai carteggi di Ungaretti con buona parte del mondo intellettuale italiano del Novecento vuol dire valorizzarne al massimo grado il valore culturale, rendendole patrimonio comune della memoria del Paese». Sarebbero andate all'asta di Minerva - Finarte, invece sia le 630 carte, di cui 166 lettere, ricevute ed inviate da Giuseppe Ungaretti, sia tre epistole di Giacomo Leopardi sono state acquistate dal Ministero dei beni culturali e del turismo, attraverso l'impegno della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali diretta da Passarelli. Le due acquisizioni considerate di raro pregio e quindi sottoposte a vincolo - come prevede il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio all'art.10, c. 4, lettera c. - sono state effettuate, a trattativa privata, alla cifra di 125.000 euro per il blocco Ungaretti e 100.000 euro per le epistole di Leopardi; due tasselli che si aggiungono al patrimonio culturale del Paese e che saranno collocati: il corpus Ungaretti alla Biblioteca nazionale centrale di Roma e le lettere di Leopardi alla Biblioteca nazionale di Napoli. 

Addio a Maria Colonnese, signora dei libri

 

NAPOLI. È morta questa mattina a 71 anni Maria Colonnese. Esperta di libri antichi, aveva fondato con il marito Gaetano l'omonima libreria e casa editrice in piazza Luigi Miraglia, nel cuore antico di Napoli. Domani, sabato 7, alle 12 sarà ricordata con un corteo che partirà da piazza Miraglia e procederà verso via Santa Maria di Costantinopoli. «Ciao Mamma. Non ho molte parole per il pudore e la riservatezza che ti ha sempre contraddistinto. Ti vogliamo bene e sappiamo quante persone te ne vogliono», scrive il figlio Edgar sulla sua pagina Facebook. Unanime il cordoglio degli scrittori e artisti napoletani. Ma anche di tanti che l'hanno conosciuta, frequentando la storica libreria.

La Scapiliata di Leonardo a Palazzo Zevallos

NAPOLI. È stata presentata oggi alle Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, l'esposizione della celebre opera di Leonardo da Vinci 'La Scapiliata', proveniente dal Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, anticipando le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo previste per il prossimo anno. L'esposizione, curata da Marco Carminati, sarà aperta al pubblico dal 6 luglio al 2 settembre 2018. L'arrivo dell'opera di Leonardo da Vinci a Napoli segna la settima edizione della rassegna 'Ospite Illustre' che propone, nelle sedi espositive di Intesa Sanpaolo - le Gallerie d'Italia e il 36° piano del Grattacielo di Torino -, un'opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri. Nelle precedenti edizioni della rassegna Ospite Illustre, si sono susseguiti alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli tre capolavori: il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina da Palazzo Madama di Torino (2015-2016), l'Arlecchino con specchio di Picasso dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid (2016) e i Musici di Caravaggio dal Metropolitan di New York (2017), mentre alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza è stata esposta la Trasfigurazione di Bellini dal Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli (2016). In occasione delle ultime due edizioni sono stati presentati al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino il Ritratto del conte Antonio da Porcia di Tiziano dalla Pinacoteca di Brera di Milano (2017) e, da Capodimonte, la Madonna con il Bambino di Bronzino (2017-2018). 

LA SCAPILIATA. Il celebre dipinto di Leonardo, La testa di fanciulla, detta La Scapiliata, è una tavoletta in legno di 27 centimetri per 21, dipinta con terra d'ombra, ambra inverdita e biacca, nota sin dal 1627 per la citazione, negli inventari di Federico Gonzaga, di ''un quadro dipintovi la testa di una donna scapigliata bozzata…, opera di Leonardo da Vinci''. La sua datazione è tutt'ora incerta e oggetto di studio, così come la sua effettiva natura (dipinto non finito, abbozzo, studio preparatorio), la provenienza e la sua destinazione. A distanza di oltre trent'anni dalla grande mostra Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma tenutasi al Museo di Capodimonte, il ritorno del dipinto in città consentirà di riprendere i temi affrontati in quella circostanza, aggiornandoli con i più recenti interventi critici. La raffinata Testa di fanciulla - forse ''incompiuta'' ed avvolta nel mistero, sarà infatti messa a confronto, nel corso di una visita guidata in programma per il 7 luglio e il 21 luglio, con il volto di Sant'Orsola del Martirio di Caravaggio, consentendo di approfondire le tecniche e il linguaggio di questi due maestri dell'arte italiana. Altre visite, in programma fino al 2 settembre e destinate ad adulti, gruppi e studenti, sveleranno i segreti dell'affascinante capolavoro di Leonardo, mettendolo a confronto con altre donne della galleria, lungo un arco cronologico che va dal XVII ai primi anni del XX secolo. 

ACCANTO ALL'OPERA. Accanto alla Scapiliata di Leonardo da Vinci sarà esposta una riproduzione digitale di Erodiade porta la testa di San Giovanni Battista a Salomè di Bernardino Luini. L'opera originale, datata tra il 1527 circa e conservata agli Uffizi dal 1793, è di straordinaria importanza storica: la sorprendente somiglianza tra la ''Testa di fanciulla'' di Leonardo e la protagonista femminile del dipinto olio su tavola del pittore lombardo contribuisce a collocare a Milano il prototipo leonardesco almeno fino al 1530, sottolineando la fortissima influenza che il maestro toscano continuava a esercitare sui più giovani artisti che si erano formati o perfezionati alla sua bottega. Il dialogo tra i volti del capolavoro di Leonardo e quello di Luini è qui reso possibile grazie all'esposizione di quest'ultimo sotto forma di DAW- Digital Art Work, copia digitale riprodotta in serie limitata, numerata e certificata, in scala 1:1 in tutto e per tutto fedele all'originale, realizzata dall'azienda Cinello in accordo con le Gallerie degli Uffizi utilizzando un'innovativa tecnologia brevettata. L'iniziativa è promossa da Save the Artistic Heritage. Il catalogo della mostra Leonardo da Vinci. La Scapiliata è edito da Marsilio e contiene un saggio critico del curatore Marco Carminati. 

L’arte “Dalla Parte dei Bambini”

L’avvento dell’estate è stato salutato dalla splendida mostra che gli scolari delle classi prime della scuola “Dalla Parte dei Bambini” hanno realizzato e allestito nelle sale dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Un’opera collettiva maturata nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 e incentrata attorno al binomio Arte ed Educazione.

Così, le forme, i colori, le immagini e i pensieri dei giovanissimi artisti hanno abbandonato la loro dimensione onirica, astratta, pensata per comporre una suggestiva pinacoteca di piccole opere d’arte, cariche di quella sincerità che solo la spontaneità dei bambini sa dare.

Senza filtri, senza artefatte costruzioni, ma ricchi unicamente di forza espressiva, i visi, i luoghi, gli animali e le “visioni” dei piccoli alunni sono emersi dalla loro infanzia, per ricordare a noi adulti che in ogni opera  si incontra l’essenza di un artista (“ho incontrato gli artisti nei loro quadri” ha affermato uno dei piccoli autori) e che, difronte a un’opera d’arte, occorre andare con lo sguardo in profondità, per poter vedere l’orizzonte immenso che si apre oltre la linea di superfice. 

"Noi adulti troppo spesso preferiamo semplificare e ricondurre a una sola risposta la moltitudine di domande che l'infanzia ci pone – racconta Rachele Furfaro, direttrice e docente dell’istituto - In un mondo ricco di immagini, educare allo sguardo significa dare senso e ampliare orizzonti, sollecitare visioni e punti di vista altri che rappresentano esperienze emotivamente significative che per essere raccontate hanno bisogno di un nuovo vocabolario che i nostri bambini hanno cominciato a scrivere".

Ebbene, se l’essere umano, per sua natura, ha esigenza di concretizzare l’astrazione del proprio pensiero attraverso rappresentazioni, oggi, in un mondo segnato da una “modernità liquida” (per dirla alla Zygmunt Bauman), capire sin da bambini l’importanza che un’immagine non debba essere solo fine a se stessa, quale effimera copertina di un istante d’apparenza, ma che debba contenere l’espressione vitale dell’essenza di ciò che rappresenta, è quanto mai necessario. È, quindi, meritorio l’impegno profuso da chi, come la scuola “Dalla Parte dei Bambini”, opera in tale direzione nella ferma convinzione che ai nostri figli occorre dare un “nuovo vocabolario” da scrivere e con il quale poter poi (de)scrivere le loro emozioni.

"Gli artisti vivono in un’altra maniera, attraverso i quadri", titola la bella introduzione di  Rachele Furfaro a "Immginare l'arte", presentazione della mostra e "catalogo" contenente tutte le opere esposte realizzate dagli scolari; introduzione da leggere e da apprezzare per il messaggio in essa contenuto, nonché perfetta sintesi esplicativa del valore e del significato della mostra:  "Quando le lettere di Kandinskij e di Klee sono state recapitate nelle nostre classi, non sapevamo bene dove questo lavoro ci avrebbe condotto. Come insegnanti avevamo l’obiettivo di avvicinare i bambini al mondo dell’arte, di radicare dentro ciascuno il piacere di stupirsi, di emozionarsi di fronte a un’opera d’arte. Sapevamo che solo un’ esperienza estetica più duratura, meno superficiale del semplice guardare un’opera una volta ogni tanto o dell’andare occasionalmente in un museo, potesse far nascere nei bambini il piacere di incontrare l’arte nelle sue diverse forme. Siamo partiti ponendoli a diretto contatto con l’opera: con le opere che abbiamo incontrato nei musei e nelle mostre che abbiamo scelto di visitare in giro per l’Italia, cercando, di città in città, le esposizioni dedicate agli artisti che volevamo accompagnassero questa meravigliosa esperienza. Kandiskij e Klee all’inizio, poi Rauschemberg, Monet e infine Pistoletto e Ernesto Tatafiore, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare personalmente, hanno scritto delle lettere individuali a ognuno dei nostri bambini. Ogni lettera conteneva un’opera. Questo dialogo, realistico per quanto immaginario, ha permesso a ogni bambino di entrare in contatto con il mondo dell’artista che a lui si rivolgeva. Attraverso quelle lettere i bambini si sono avvicinati progressivamente all’immaginario degli artisti stessi e hanno consentito a noi insegnanti di entrare a nostra volta nel loro immaginario infantile. Abbiamo osservato, ascoltato, con cautela, in punta di piedi, come si muoverebbe un equilibrista sul filo, rimanendo in attesa, in bilico tra due mondi: il visibile, composto di cose e fatti e l’invisibile, costituito dai sogni e dai desideri dei nostri bambini. Su quel filo, in una tensione sempre viva e in continuo movimento, abbiamo tessuto la tela del gioco dell’arte, facendo incontrare in un rimando tra reale e immaginario, tra gioco, arte e piacere, i bambini, gli artisti e i loro mondi. Gli artisti vivono in un’altra maniera, attraverso i quadri. L’opera che ognuno di loro ha ricevuto e che ha di fronte, così come le richieste che si rincorrono nelle lettere che continuano a partire e ad arrivare alimentando la loro curiosità, pone i bambini in una nuova condizione. Si chiedono e ci chiedono chi sono questi signori, perché scrivono, cosa vogliono da loro… Si convincono che qualcosa di vero e profondo si sta compiendo nelle aule della loro scuola solo quando ricevono da Kandinskij l’invito a recarsi a Reggio Emilia, per incontrarli nella mostra dedicata alle sue opere e a quelle dei suoi amici Paul, Robert e John Cage. Per preparare l’incontro con gli artisti, abbiamo giocato con le forme, i colori e la musica, abbiamo messo in moto le energie necessarie a elaborare pensieri, suggestioni anche molto diverse e distanti tra loro e abbiamo insieme cercato di dare al tutto una coerenza, che ha trovato una sintesi nel lavoro prodotto dai bambini a partire da un dettaglio che ognuno di loro ha scelto, guardando l’opera ricevuta in dono dall’artista. Abbiamo lavorato sullo stupore e lo spiazzamento prodotto nei bambini da questo gioco inconsueto e abbiamo creato un corto circuito nella comunità delle classi prime. Facendo concentrare la loro attenzione sull’osservazione delle opere, e in particolare su un dettaglio da cui ogni bambino aveva scelto di partire per dare vita alla sua opera, cercando di coltivare e far crescere in ciascuno di loro l’azione creativa che avevano iniziato. Giorno dopo giorno, abbiamo seminato e nutrito il loro percorso di nuove immagini e nuovi pensieri, in modo da promuovere, quell’affezione verso l’arte in grado di radicarsi e generare i suoi frutti non solo nell’immediato, ma nel tempo lungo dell’incontro. Ad avere interessato noi educatori e insegnanti sono stati i processi, o meglio le strategie che ciascuno di loro ha attivato in modo del tutto naturale per inseguire e dare forma al proprio mondo e rendere vivide le proprie immagini. In classe, il confronto tra il proprio lavoro e quello dell’artista, tra i lavori di ognuno e quelli degli altri è vivo, dinamico, diretto. E’ vero e coinvolgente, non ha bisogno di strutture grammaticali o ortografiche per essere espresso, né tantomeno di schemi sintattici complessi per essere raccontato. E’ un parlare spontaneo che nasce e dà vita a un dialogo collettivo, che si alimenta degli interessi del gruppo e si esprime nel suo svolgersi in modo naturale, con competenza e coerenza, con disinvoltura. La stessa disinvoltura con cui abbiamo trattato temi filosofici che mai avremmo immaginato di poter presentare a bambini di scuola primaria. Alle loro domande, noi adulti abbiamo risposto con altre domande: “Ma secondo voi avete incontrato oppure no Kandinskij, Klee, Rauschemberg…?”. Il dialogo collettivo che si è alimentato delle risposte di ciascuno, ha fatto nascere ancora nuove domande. Il flusso che si è generato appena fuori da palazzo Magnani a Reggio Emilia, dove i più si aspettavano di incontrare effettivamente Kandinskij in persona, sembrava non avere fine! Le loro risposte sono state stupefacenti: “Ma non c’erano i pittori!!! Si vede il loro modo di pensare e il modo di fare nei suoi quadri” “Io penso che li ho incontrati” “Non li abbiamo incontrati proprio perché vivono in un’altra maniera, attraverso i quadri.” E’ un dialogo coerente, competente, disinvolto, a cui tutti hanno partecipato attivamente, con passione! Noi adulti troppo spesso preferiamo semplificare e ridurre le richieste dei bambini e le loro argomentazioni a strutture logiche già conosciute, rinunciando a seguire la provocazione che ci fanno e a entrare appieno nel loro mondo ricco di immagini inedite e sorprendenti. Preferiamo abdicare all’avventura che il mondo dell’infanzia ci propone e con la scusa di indicare la strada giusta condurre a un denominatore comune, ad una sola e unica risposta, più comoda e rassicurante per noi, le diverse domande che potrebbero arrivare dai tanti bambini che incontriamo lungo il nostro percorso. Educare vuol dire, tirare fuori dalle persone ciò che in esse è già, almeno in nuce. I bambini hanno bisogno più di ogni altra cosa di cominciare a parlare a partire dalla lingua delle immagini, delle forme, delle figure, dei colori prima ancora di usare il codice linguistico. Questo d’altra parte si alimenta delle scoperte e delle esperienze emotivamente pregnanti che, per essere raccontate, hanno bisogno di un nuovo vocabolario, quello che i “nostri bambini” hanno cominciato a scrivere!".

Marco Sica

Premio San Gennaro, domani la cerimonia

NAPOLI. Al via la XIII edizione del Premio San Gennaro. Domani alle ore 18 la cerimonia presso il Seminario Arcivescovile di Capodimonte. Il premio, presieduto dal cardinale Crescenzio Sepe, viene organizzato dal Comitato Diocesano San Gennaro “Guardia d’Onore alla Cripta, che è presieduto dal magistrato Carminantonio Esposito. Quest’anno il Premio verrà assegnato a Luisa Franzese, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania; Edoardo Cosenza, docente universitario presso l’Università Federico II e presidente dell’Ordine degli Ingegneri e a Gianluca Guida, direttore dell’Istituto di pena per minorenni di Nisida.

Premio Napoli, annunciati i finalisti

NAPOLI. Torna il Premio Napoli, lo storico riconoscimento alla letteratura italiana, che per la sua 64esima edizione ritrova uno spirito colto e al contempo popolare. Sarà il pubblico, infatti, a decretare i vincitori nelle categorie “Narrativa”, “Poesia” e “Saggistica”, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli. I nomi dei candidati sono stati annunciati dallo stesso presidente, presente anche il vicepresidente Alfredo Contieri, questa mattina nella sede della Fondazione, all’interno di Palazzo Reale. I riconoscimenti saranno consegnati nel corso della cerimonia che si svolgerà il 18 dicembre 2018 al Teatro Mercadante.

Ecco i finalisti. Sezione “Narrativa”: “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax) di Davide Orecchio; “Ipotesi di una sconfitta” (Einaudi) di Giorgio Falco; “Leggenda privata” (Einaudi) di Michele Mari. Sezione “Poesia”: “Prova d’inchiostro e altri sonetti” (Aragno) di Mariano Baino; “La pura superficie” (Donzelli) di Guido Mazzoni; “Rifrazioni” (Mondadori) di Elio Pecora. Sezione “Saggistica”: “L’invenzione del globo” (Einaudi) di Matteo Vegetti; “Stranieri residenti” (Bollati Boringhieri) di Donatella Di Cesare; “Sillabario dei malintesi” (Marsilio) di Francesco Merlo. 

Per l’edizione 2018 sono state effettuate 1.324 iscrizioni sul sito del premio per diventare “giudice lettore” e avere così la possibilità di votare i finalisti della 64esima edizione del Premio Napoli. È stato possibile registrarsi fino al 15 giugno scorso sia come giudice lettore singolo, sia come parte di un comitato, guidato da un coordinatore. Ogni giudice lettore ha avuto la facoltà di iscriversi per una sola sezione: “Narrativa”, “Poesia” o “Saggistica”.

Tra le 1.324 iscrizioni rientrano 80 comitati, creati soprattutto dagli allievi di diverse scuole di Napoli e della provincia: dai licei scientifici Labriola Mercalli al liceo classico Umberto, dal liceo musicale Boccioni-Palizzi alla scuola militare Nunziatella, dal liceo scientifico Brunelleschi di Afragola all’istituto comprensivo 7° Pergolesi di Pozzuoli. Anche quest’anno si conferma la presenza dei comitati di giudici lettori nelle carceri di Poggioreale e Secondigliano, dove la Fondazione Premio Napoli da tempo è impegnata nella realizzazione e nella diffusione di percorsi culturali inediti. A rimarcare il carattere popolare e territoriale del Premio Napoli sono anche i comitati di lettura nati nelle periferie, tra i quali risultano l’associazione dei Maestri di Strada, il Centro Mamu di Ponticelli, la libreria “La Scugnizzeria” curata da Rosario Esposito La Rossa.

«Il nostro lavoro – spiega Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli – è anche finalizzato alla promozione della cultura letteraria come strumento di costante dialogo tra Palazzo Reale e periferie e viceversa. La Fondazione è nata come un presidio di cultura sul territorio e deve sempre più rappresentare un laboratorio di idee e di attività che metta in relazione armonica realtà distanti».

 

Campetto di calcio a Capodimonte, raccolti 22mila euro con il party nel Cellaio

NAPOLI. Ben 22.100 euro raccolti per un unico scopo: dotare il Real Bosco di Capodimonte del primo campetto di calcio in erba sintetica e destinarlo all’uso gratuito dei frequentatori del parco, ragazzi del quartiere e non solo. Si è realizzato pienamente l’obiettivo della prima edizione della “Festa dell’Estate, ballando al chiaro di luna nell’antico Cellaio”, iniziativa di fundraising che ha visto operare assieme il Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’Associazione Premio GreenCare Ets e l’Associazione Amici di Capodimonte onlus.

LA FOTOGALLERY

Il dresscode della serata è stato un omaggio alla natura riassunta in un giardino: e dunque spazio a fiori, foglie, ninfe, divinità silvestri, con gli ospiti pienamente immersi nell’atmosfera. In prima fila il direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, vestito da Re Borbone: «Grazie alla generosità dei napoletani. Abbiamo provato ad attivare un meccanismo virtuoso e la risposta è stata spettacolare, tantissime persone si sono mosse per dotare il Bosco di un campo di calcio in erba sintetica destinato ai giovanissimi. Significa che a Napoli c’è una società civile pronta non a chiedere ma a dare, non ad aspettare ma a partecipare».

Benedetta de Falco, presidente dell’Associazione Premio GreenCare, afferma: «Il Bosco si è presentato nella sua forma più smagliante ai suoi ospiti, abbiamo toccato le corde giuste riuscendo a centrare l’obiettivo, un campo di calcio per i ragazzi che frequentano un luogo che confina con tanti quartieri fragili». Presente alla serata il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Sono sempre di più le persone che vogliono lasciare un segno positivo in città. In questo parco si sta facendo un grande lavoro con il contributo di tanti. Questa serata ce lo testimonia pienamente».

Accanto all’impegno dell’Associazione Amici di Capodimonte onlus, presente la segretaria Generale Stefania Albinni, tanti imprenditori, liberi professionisti, manager, cultori dell’arte, cittadini con una spiccata attitudine per il sociale: tra questi, Federica Brancaccio, Sergio Cappelli, Giovanni Diana con la moglie Gabriela, Generoso Di Meo, Anton Emilio Krogh, Fabrizio Pascucci con la moglie Valentina, Laura Trisorio con l’imprenditore Gianfranco D’Amato. Tra i numerosi ospiti l’ambasciatore Andres Cardenas con la moglie Monica, il cavaliere del lavoro Gianni Russo con Delfina, Gianpietro e Maria Francesca Sanseverino di Marcellinana, Carlo de Gregorio Cattaneo, Maurizio Paternò, Roberto e Raffaella Paterno, Linda Martino, Laura Giusti, Michele Fortunato, Giovanni Lombardi, Giorgio Nocerino, Mimmo Tuccillo con Rosita Puca, Carmine e Nunzia Guarino, Mariella Pandolfi, Angela Casale, Svevo ed Erika de Martino, Giuliano e Roberta Buccino Grimaldi, Sveva Focas, Marta Garzone, Daniela Fossataro, Vincenzo Ferrara, Biagio e Maria Vittoria Orlando, Mino Cucciniello, Michele Valiante con Ornella Iannone, Grazia Leonetti, Piera Leonetti. E ancora, l’imprenditrice Nunzia Petrecca con il prof. Carmine Guarino e le curatrici di Capodimonte Linda Martino e Paola Giusti.

In tanti si sono lasciati immortalare sul Green Throne sotto lo sguardo del cavaliere del lavoro Annamaria Alois, la cui azienda lo ha realizzato per il Salone del Mobile 2018. E l’omaggio alla natura della Compagnia di danza di Claudia Sales ha avvinto il pubblico. La Festa dell’Estate si è realizzata con il sostegno di Ferrarelle Spa.

 

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli