Venerdì 18 Gennaio 2019 - 23:54

Arte, la collezione Vandeneyden torna a Palazzo Zevallos Stigliano

NAPOLI. Dal 6 dicembre prossimo al 7 aprile 2019 la mostra “Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe" riporta eccezionalmente a Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, sede partenopea delle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, la prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden e, successivamente, ai principi Colonna di Stigliano che abitarono nella sontuosa dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento: capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali, ritornano a Napoli, per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi. Originalità, ricerca, dimensione internazionale caratterizzano la mostra. Dopo lunghi studi che hanno permesso di approfondire e ricomporre “'a collezione del principe", questa inedita esposizione ha il sapore del “ritorno a casa" di opere straordinarie, nel contesto in cui oltre tre secoli fa furono raccolte e ammirate. Stretti rapporti di parentela legavano la famiglia Vandeneynden a quelle di diversi artisti delle Fiandre attivamente impegnati anche nel mercato dell'arte. Tale fitta rete di relazioni, di cui furono partecipi anche Rubens e Van Dyck, favorì la formazione della raccolta che annoverava il meglio della produzione italiana e fiamminga del tempo, esempio dei rapporti artistici e culturali che intercorsero a lungo tra il Nord e il Sud dell'Europa. La collezione vantava opere tuttora celebri, come il “Banchetto di Erode" di Rubens, ora a Edimburgo, e ancora esemplari di Anthony van Dyck, Aniello Falcone, Luca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de' Ribera, Salvator Rosa, Massimo Stanzione, Guercino, Annibale Carracci, Jan Brueghel, Jan Miel, Andrea Vaccaro, numerose nature morte nonché paesaggi e battaglie di altri maestri fiamminghi. Con la presenza come consultant curator di Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra, la mostra è curata da Antonio Ernesto Denunzio con la collaborazione di Giuseppe Porzio e Renato Ruotolo, ed è organizzata da Intesa Sanpaolo, Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici - Ufficio Iniziative Culturali, Progetti Espositivi, Patrimonio Artistico. L'iniziativa si avvale inoltre di un prestigioso comitato scientifico che annovera, tra gli altri, Christopher Brown, Aidan Weston Lewis, Gert Jan van der Sman, Keith Sciberras, Maria Cristina Terzaghi. 

Bellezza e solidarietà a di villa Domi con Stella Polare e Glad Art

Save the date. Da non perdere per il prossimo 9 dicembre nella splendida location di villa Domi la presentazione del calendario regionale della Bella d’Italia. Il calendario è stato realizzato nel Cilento, a Palinuro presso il residence Le Terrazze di Salvatore e Andrea Camillo. Gli scatti hanno coinvolto le ragazze che hanno rappresentato la Campania alla finale Nazionale di Scalea. C'è da sottolineare  che la manifestazione ha un valore anche solidale. L'evento è legato alla raccolta fondi di Meridonare messo in campo dalla associazione Stella Polare, dal titolo Glad Art. Di cosa si tratta? Parliamo di una iniziativa che nasce dal settore dell’artigianato, campo sottovalutato in Italia, che i ragazzi di questo laboratorio, inseme al loro maestro, voglioni rivalutare con lo sviluppo di una piccola bottega artigianale. Il settore artigianale specifico nel quale l'idea progettuale vuole svilupparsi è quello dell’arte presepiale e manufatti sacri. Attraverso il progetto “Glad Art” si intende realizzare, infatti, dei laboratori che possano tramandare l’arte presepiale e quindi aiutare i discenti a realizzare scenografie presepiali, sia libere che in campane e come diorami, oggetti di complemento per le scenografie, pastori di ogni dimensione con vestiti in stoffa e/o realizzati in stampo, statue di piccole e medie dimensioni. Il laboratorio intende formare anche nella realizzazione di scene raffiguranti i santi nei luoghi ove hanno vissuto, di colonne con capitello o base utili per le scenografie. Un progetto che va sostenuto per tramandare ai più giovani un sapere antico ma sempre affascinante e suggestivo.

Formazione marittimi, grande partecipazione Castellammare

Dopo anni di monopolio, il Ministero ha rilasciato ad Acma Enterprise, nata nel 2001 per associazione di alcune componenti dello shipping italiano, le autorizzazioni per organizzare un corso, il M.A.M.S, di fondamentale importanza per i marittimi. Nella sede di Castellammare di Stabia si è tenuta la prima giornata di corso che ha visti coinvolti circa 20 allievi provenienti da tutta la regione. L’apertura del Ministero delle Infrastrutture a nuove scuole di formazione ha il non trascurabile merito di abbattere i costi di un corso di formazione obbligatorio per tutti i marittimi e di “diversificare” l’offerta anche dal punto di vista geografico. Il corso organizzato da Acma Enterprise è diretto dal professor Nicola Petronzi, direttore tecnico di Acma Enterprise e dal comandante Aniello Russo, amministratore delegato di AcmaEnterprise e di Napoli-Sorrento Training Coast.

«I nostri corsi sono i primi in assoluto in Italia realizzati direttamente in mare – spiega Nicola Petronzi – e si tratta di un corso molto importante che, attraverso una formazione mirata, punta ad aumentare la sicurezza in mare. Il corso M.A.M.S è organizzato in 26 ore, di cui 19 di teoria e 7 di pratica ed è stato organizzato da noi i quattro giorni, dal lunedì al giovedì. Gli esami hanno la durata di sei ore e la commissione è composta da un ufficiale, o un sottufficiale, della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, dal direttore del corso e dall’istruttore».

Nel corso della prima giornata di prove gli allievi hanno fatto pratica, seguiti dall’occhio vigile del comandante Russo, sull’utilizzo dei principali ausili di soccorso in mare, sul dispiegamento dei mezzi di sicurezza, sul salvataggio in acque aperte e sull’ammaraggio della scialuppa di salvataggio da 65 persone.

«Siamo entusiasti dal vedere tanta partecipazione e impegno da parte degli allievi – ha commentato il comandante Russo – il nostro è un corso organizzato tenendo presenti tutti gli standard qualitativi imposti dal Ministero e, per consentire la miglior fruizione possibile ai discenti, abbiamo stabilito un numero chiuso per ogni corso. I docenti vengono scelti in base ai rigidi parametri ministeriali e sono tutti qualificati come prescrivono le leggi in materia. Acma Enterprise eroga già una ventina di corsi differenti nell’ambito della formazione marittima – prosegue – e ai 10-15 corsi organizzati con l’autorizzazione del Ministero affianchiamo corsi liberi che ci vengono chiesti dalle società armatrici che hanno necessità di formare adeguatamente il loro personale. Un lavoro a 360 gradi che si serve di tantissime professionalità conosciute e riconosciute nell’ambito marittimo in Campania e in tutta Italia».

Il "Metodo di Canto Scat" di Carlo Lomanto

Il Maestro Carlo Lomanto, nelle splendide sale del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, ha presentato il suo nuovo “Metodo di Canto Scat” (edito per la Wakepress Edizioni, casa editrice specializzata in libri di didattica musicale).

La prima cosa che è saltata all’occhio, è stata una sala che, oltre alla presenza di noti musicisti, tra cui i Maestri Pietro Condorelli, Marco Sannini e Giuppi Paone, si è vista totalmente occupata da un gran numero di giovani studentesse che hanno dato l’occasione e lo spunto al Professor Lomanto di trasformare una semplice presentazione di un libro in una vera e propria lezione/spettacolo, tutta improntata sul Canto Jazz e Scat.

Noi cantanti non abbiamo l’idea armonica e quindi dobbiamo imparare a entrare nell’armonia di un brano”, ha commentato Lomanto e così, complice un pianoforte prima e una chitarra poi, ha offerto un’interessantissima dimostrazione pratica della particolare bellezza del Canto Scat e della possibilità, per un cantante, di acquisire attraverso lo studio di tale tecnica gli strumenti necessari per poter meglio comprendere e padroneggiare le potenzialità della voce e del canto passando da una dimensione melodica a una più ampia dimensione armonica.     

Si è, quindi, partititi con degli esercizi d’approccio e di riscaldamento per arrivare all’esecuzione d’interi standards di jazz quali “Autumn Leaves” e “Perdido” (brani contenuti nel libro insieme ad altri classici) in cui Lomanto, oltre a coinvolgere in modo “corale” l’intera platea, ha anche duettato con alcune studentesse (nella foto proprio Lomanto mentre duetta con Sara Aluthduraghe, una delle allieve di Canto jazz del Conservatorio di Napoli), offrendo bei momenti di musica e riuscendo ad attirare l’attenzione e l’interesse di un’intera sala che si è lasciata prendere dal fascino del canto ma che si è saputa mostrare anche particolarmente preparata sull’argomento. 

Non a caso Lomanto è vocalista, strumentista e didatta, titolare di cattedra di Canto Jazz presso il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, nonché docente di Canto Jazz presso i Conservatori di Napoli, Cosenza e Potenza. Lomanto è anche, da circa trent’anni, uno dei nomi più celebri della scena musicale Jazz partenopea come vocalista e come interprete e conoscitore della tecnica Scat nonché “allievo” di Bob Stoloff, uno dei massimi esponenti e docenti di Canto Scat (dall'insegnamento al Berklee College sino all'apertura di numerose "vocal jazz academies" in diversi paesi), oggi anche amico di Lomanto: "È un onore per me riconoscere Carlo come uno dei maggiori esperti contemporanei della tecnica di canto Scat", ha dichiarato Bob Stoloff nella prefazione a sua cura del libro di Lomando.

Ma il “Metodo di Canto Scat”, come precisato da Lomanto stesso, offre un’ulteriore importante novità: “Una novità importante di questo metodo è il suo aggiornamento a livello tecnologico. È possibile, infatti, attraverso un codice contenuto nel libro, accedere a una serie di video nei quali spiego di volta in volta gli esercizi contenuti nel metodo”, una possibilità di rilevante importanza soprattutto per testi di didattica come questi, nei quali la “guida” di un docente può rilevarsi determinante per la corretta esecuzione degli esercizi.  

La presentazione del “Metodo di Canto Scat” si è rivelata, come da previsioni, un'ottima occasione non solo per avvicinarsi o per approfondire il Canto Scat, ma anche per trascorrere un pomeriggio con musica di pregio eseguita da un grande musicista alla presenza di una splendida platea di giovani voci che dimostrano come il canto e la musica siano ancora forme d’arte vive capaci di coinvolgere ed emozionare intere “nuove” generazioni.

Marco Sica

Capodimonte tra le mani, percorsi tattili al museo

NAPOLI. Lunedì 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, Giovanna Garraffa e Maria Rosaria Sansone dei Servizi educativi del Museo e Real Bosco di Capodimonte propongono alle ore 11 un itinerario di tipo tattilo-narrativo alla scoperta degli Appartamenti Reali e della Galleria delle Arti a Napoli “Capodimonte tra le mani” nell’ambito della rete “Napoli tra le mani”, realizzata in collaborazione con il Servizio di Ateneo per Attività di Studenti con Disabilità (SAAD) dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Gli itinerari tattili iniziano all’atrio del piano nobile, con i busti raffiguranti Le Stagioni, anticamera degli spazi che ospitano la Collezione Farnese; si prosegue con il prezioso Tabernacolo in bronzo dorato e pietre dure a forma di tempietto disegnato da Cosimo Fanzago, per poi concludersi nello spazio fisico e acustico del Salone delle Feste, luogo prediletto per balli e ricevimenti.

Mentre al secondo piano, la visita tocca il busto in bronzo raffigurante Ferrante d’Aragona di Guido Mazzoni con la descrizione della Flagellazione di Cristo del Caravaggio e termina davanti al grande Cretto Nero di Alberto Burri.

La visita è inserita nel fitto calendario di eventi che propone la rete “Napoli tra le mani”, nel mese di dicembre (dal 1° al 21 dicembre) coinvolgendo importanti luoghi d’arte, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, istituzioni culturali che offriranno visite e incontri con personale specializzato, alla scoperta di percorsi accessibili, con approcci e linguaggi diversificati attenti alle specifiche esigenze di fruizione, per favorire la partecipazione di tutti e accrescere la conoscenza di uno straordinario patrimonio artistico.

Per prenotazioni: napolitralemani@gmail.it / 081 2522371

Per informazioni: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it / 081 7499130

Anime pezzentelle, culto mai spento

di Valentina Bonavolontà

NAPOLI. Le anime “pezzentelle” tornano a Napoli e da oggi  sono esposte nel Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.
“Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle” è il nome del progetto espositivo che vede come protagoniste centoquarantasette anime del Purgatorio realizzate in terracotta, provenienti da una raccolta privata di un collezionista romano, che custodiva le statuette  un tempo popolanti le edicole votive in città. 
I pezzi sono stati rilevati dal restauratore napoletano Diego Pistone e poi acquisiti dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus. 
«Portare le anime del Purgatorio qui – dice Francesca Amirante, curatrice della mostra e del Complesso Museale – significa dare un nuovo senso ad un luogo, valorizzarlo e consegnare a Napoli forze nuove, come questo gruppo di giovani collaboratori, che ha deciso di impiegare le loro competenze in questa città».
Fanciulle, soldati, preti, vecchi, giovani, anime a mezzo busto avvolte dalle fiamme e imploranti, in ginocchio, a braccia aperte: tutte le figure si rivolgono al fedele per chiedere una preghiera che li avvicini al Paradiso.
Nel Purgatorio, dunque, c’è un sacco di gente, e tutta diversa. Tra queste anime i personaggi di famiglie illustri trovano conforto nelle messe in suffragio a loro dedicate o nelle donazioni fatte alle chiese, ma, intorno a loro, una moltitudine di anime abbandonate, nate e cresciute nella povertà, che chiedono una preghiera e aspettano il Paradiso: “le pezzentelle”.
Il culto di queste anime è intimamente legato a Purgatorio ad Arco, custode di resti umani abbandonati e ignoti,  speciali intermediari per preghiere e intercessioni.
Tra le tante anime c’era quella da accudire personalmente, che si manifestava in sogno, limbo tra mondo umano e divino, attraverso il quale  comunicava con il fedele, che, in uno scambio eterno e reciproco, eleggeva l’anima a tutelare la sua esistenza. 
Un legame antico unisce Napoli all’Aldilà e, in particolare, al Purgatorio: anime impure, avvolte dal peccato e dalla miseria in vita le ritroviamo, come uno specchio, dall’altra parte ancora in lotta con la speranza: avvinte dalle fiamme, ma proiettate con le braccia in alto a cercare Dio, o meglio refrisco e sullievo a ll’aneme ô Priatorio. Il culto delle anime “pezzentelle” venne definito arbitrario e superstizioso dalla Chiesa nel 1969, ma in realtà si manifesta ancora oggi attraverso le visite di alcuni fedeli alle anime più gettonate, come quella di Lucia, il teschio con il velo da sposa, protettrice dei matrimoni, o attraverso la miriade di bigliettini e monete che visitatori e turisti lasciano accanto alle “capuzzelle”. 
Nello spazio dell’Ipogeo al termine della mostra sarà proiettato un video-racconto di Gualtiero Peirce che rappresenta un’opera autonoma dedicata ai visitatori. «Ci siamo avventurati tra le parole e i sogni – dice Gualtiero  – ed è nata un’opera sospesa tra mistero e fede: quando i visitatori passeranno davanti allo schermo troveranno un’anima che, guardandoli negli occhi, gli racconterà qualcosa. Sogno? Realtà? Napoli è così: ciascuno porterà a casa la sua verità».

 

Con Capodimonte Borsa Italiana vince a Bruxelles

Si è parlato di Capodimonte stamattina  a Bruxelles, alla presenza del Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani  Perché sette dipinti conservati nel Museo di Capodimonte hanno potuto essere restaurati grazie al contributo di Elite. Ed è proprio Elite ad aver vinto il Corporate Art Award Mecenati del XXI secolo con il progetto “Rivelazioni” che quest’anno è stato dedicato al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli: Borsa Italiana ed Elite promuovono una originale forma di mecenatismo da parte delle imprese: ciascun mecenate adotta  un’opera che verrà poi “rivelata” nuovamente al pubblico, anche con iniziative originali che diano visibilità e importanza al restauro. Quest’anno “Rivelazioni” ha dedicato le sue risorse proprio a Capodimonte. Ed è grazie all'accordo tra Borsa Italiana e l'Advisory Board del Museo di Capodimonte presieduto dall'imprenditore napoletano Giovanni Lombardi (nella foto è il secondo da destra) che nove aziende del programma Elite (Cartesar, D'Amico D&D Italia, Epm, Graded, Pasell, Protom Group, Tecno, Temi e un donor anonimo) hanno finanziato quest’anno il restauro di sette capolavori del museo napoletano. Per rafforzare l'impegno nel mondo dell’arte è stato poi creato uno spazio espositivo, Borsa Italiana Gallery (Big), nella sede di Borsa Italiana a Milano in cui ospitare opere d’arte tra cui quelle restaurate nell’ambito di “Rivelazioni” Un “pop-up museum”, come lo definisce il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne,  un punto di incontro tra arte e finanza. Big è una vetrina al di fuori delle sedi museali, per sensibilizzare ai temi legati all’arte e alla cultura la community finanziaria.

Capri in mostra a Bolzano

BOLZANO. Inizia domani a Bolzano, nella suggestiva cornice di Castel Mareccio, la due giorni dedicata all’arte moderna. Dopo lo straordinario successo dell’asta di della scorsa primavera, la Bozner Kunstauktionen rinnova l’appuntamento con l’Arte Moderna.  Saranno 150 i lotti tutti di pregiatissimo valore: Da Tullio Crali a Fausto Melotti, da Mimmo Rotella a Getullio Alvani. Di Grande interesse anche le opere dei maestri della Pop Art, come Wharol e Lichtenstein, che hanno influenzato grafici ed artisti di tutto il mondo. All’asta anche le fotografie scattate nella Villa Lysis di Capri da Robert Mappelthorpe, il fotografo americano particolarmente legato alla città di Napoli. Dove, nella Galleria Amelio, espose settanta fotografie per lo più realizzate, nel 1983, in città, a Cuma e a Capri appunto. La mostra comprese foto di nudi, oggetti e autoritratti tra i quali quello dello stesso Lucio Amelio, Andy Warhol e Alex Simotas. «Appassionati e collezionisti resteranno soddisfatti anche in questa 37esima edizione – promette Stefano Consolati, direttore della Bozner Kunstauktionen la casa d’aste leader su tutto il territorio che va da Innsbruk a Verona -.  Abbiamo volutamente scelto di non presentare moltissimi lotti, prediligendo la qualità sulla quantità. In questa edizione abbiamo puntato l’attenzione solo su opere di grande pregio e tutte di interesse nazionale ed internazionale. Stiamo ricevendo, infatti, moltissime richieste  dall’estero e in particola modo dagli Stai Uniti». Inoltre verranno messe all’asta anche un nucleo significativo di opere di arte analitica (un grande dipinto di Carlo Battaglia degli anni ’70, lavori di Verna e Aricò) tutti esposti negli anni settanta/ottanta alla Galleria storica il Sole di Bolzano di Marcello Bizzarri della cui storia si è appena conclusa una ampia retrospettiva al Museo Civico di Brunico. Non mancherà la grafica di qualità con opere di Francis Bacon, Soll Lewitt e Cy Twonbly.

“Crescere Insieme in Campania” per i Bisogni educativi speciali

Nell’ambito dei due giorni di convegno “L’approccio integrato 0/6 nell’educazione dei bambini” promosso dal Gruppo CGM a Salerno, in collaborazione con il Consorzio La Rada, occasione di approfondimento e di confronto su in che modo costruire sui territori comunità educanti per la fascia 0-6 anni che siano impegnate a sviluppare e realizzare iniziative volte a favorire forme di partecipazione attiva, verrà presentato il progetto “Crescere Insieme in Campania”. 
L’appuntamento è per venerdì 30 novembre, alle ore 9,30, presso il Lloyd's Baia Hotel, in Via Benedetto Croce a Salerno.  Elena Palma Silvestri, presidente del Consorzio La Rada illustrerà il progetto promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini, soggetto attuatore del “Fondo per il contrasto della Povertà Educativa Minorile”, interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud. Si tratta di un progetto che contrasta la povertà educativa attraverso interventi educativi precoci su bambini in età prescolare e con particolari bisogni educativi. Crescere insieme in Campania intende, infatti, rappresentare una risposta ai bisogni specifici e circostanziati di bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, con particolare riguardo a situazioni di fragilità, delle loro famiglie e degli educatori che quotidianamente si occupano di loro. Il progetto prevede l’attivazione di percorsi di integrazione tra servizi pubblici e del privato sociale per la prima infanzia in un’ottica di integrazione, flessibilità e potenziamento dei servizi esistenti in termini sia quantitativi che qualitativi. Crescere insieme in Campania, attraverso 7 Poli territoriali di contrasto alla povertà educativa nei 5 capoluoghi della Campania, intende accompagnare e supportare le famiglie con bambini in età prescolare e con maggiore fragilità, potenziando la rete dei servizi educativi pubblici e del privato sociale per la prima infanzia.
Il progetto insiste su alcuni quartieri dei comuni di Avellino, Benevento, Marcianise, Napoli e Salerno. L’intervento intende sia potenziare i servizi presenti sul territorio, sia migliorarne l’accesso, con particolare attenzione ai bambini che presentano “bisogni educativi speciali” (BES). Nello specifico, si prevede di attivare lo “Sportello unico per l’infanzia”, finalizzato a facilitare la fruibilità dei servizi sociali, socio-assistenziali, educativi e sanitari, in un’ottica di integrazione delle informazioni. Inoltre, si intende perfezionare strumenti e metodologie utili per individuare bambini con BES e sperimentare “Gruppi Locali Educativi” a loro rivolti. Si prevede altresì di potenziare i servizi educativi esistenti attraverso l’attivazione di servizi di pre e post accoglienza, la realizzazione di laboratori destinati ai bambini e di iniziative a sostegno della genitorialità. I destinatari saranno circa 900 bambini e le relative famiglie.

Il “Premio Napoli c’è” omaggia la Costituzione FOTO

di Mimmo Sica

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«È il primo anno che il “Premio Napoli c’è” si fa senza una persona importante nella mia vita. Per questo le signore, all’uscita, nel foyer del teatro troveranno una rosa. Questo fiore celebra una presenza per me importante che oggi è un’assenza solo materiale: mia madre alla quale dedico questo premio», dichiara l’editore Rosario Bianco, patron della manifestazione, con malcelata commozione. Quindi chiama accanto a sé il magistrato Catello Maresca e aggiunge: «cerchiamo di fare solidarietà alle persone però in maniera concreta. Catello Maresca mi accompagna in questa avventura dell’associazione “Arti e Mestieri”. È importante quasi quanto il “Premio Napoli c’è”. L’idea è nostra, ma vive dei contributi fattivi di tanti amici. Il 17 dicembre saremo qui con uno spettacolo musicale insieme ai nostri artisti di “Arti e Mestieri” per raccogliere fondi a favore di due realtà importanti: “Casa di Tonia” e “’A voce de creature”». Il palcoscenico si arricchisce della «presenza imprescindibile e insostituibile», come la definisce Gino Riviecco,che ha condotto la serata insieme a Ornella Mancini, del cardinale Crescenzio Sepe. «Ho fatto l’abbonamento per cui ogni anno, con le buone o con le cattive, devo stare qua e ci vengo molto volentieri perché costituisce un momento di crescita di fronte a tanta bellezza, a tanta ricchezza, a tanti personaggi che hanno professionalità, amicizia e bontà. Ah me sente respirà aria bona», dichiara il Metropolita di Napoli con il suo abituale umorismo e perfettamente ristabilito dal suo infortunio alla caviglia. Quindi, rivolto a Bianco, continua: «questo dottore si chiama Rosario. Il rosario è ricco di devozioni. Questo signore qua le ha tutte». 
È l’incipit della XIV edizione del “Premio Napoli C’è”, assegnato dalla rivista “L’Espresso napoletano” (Rogiosi editore). Tema: l’omaggio alla Costituzione italiana nel suo settantesimo anniversario. L’evento si è svolto al teatro Acacia. 
Il sipario si apre sul coro dei settanta bambini della scuola Quarati di Napoli, uno per ogni anno della Costituzione Italiana, che ha intonato l’Inno di Mameli. Tra questi le piccole Michela Coppola, Benedetta Perez e Carlotta Capuozzo, figlie rispettivamente dei colleghi Gianfranco Coppola, Valeria Prestisimone e Carmen Capuozzo. 
La chitarra dello “sciamano” Antonio Onorato , con la sua dolce “Assaje”, composta per il figlio Gabriel, ha fatto da preludio alla consegna del “Premio Napoli C’è”, una scultura dell’artista Lello Esposito, insieme a una pacchetto benessere Pausilya e alla pergamena, con nastrino tricolore e con la motivazione del riconoscimento. Premiati l’Arma dei Carabinieri, il Corpo della Polizia di Stato e il Corpo della Guardia di Finanza, istituzioni quotidianamente al servizio del cittadino, con la consegna del premio da parte del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, al generale di Corpo d’Armata Vittorio Tomasone, al questore di Napoli Antonio De Iesu e al generale di Divisione Virgilio Pomponi. 
Guido Trombetti ha consegnato il premio al giornalista e scrittore Vittorio Del Tufo, al vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti Francesco Fimmanò e a Nicola Graziano, magistrato, giornalista e scrittore, giudice delegato per il fallimento dell’Edenlandia e dello zoo, che si è impegnato a restituire alla città. 
Al momento della consegna del premio a Graziano, sul palco è arrivato anche il presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara. “Premio Napoli C’è” al procuratore generale della Repubblica Luigi Riello, consegnato dal cardinale Crescenzio Sepe, a cui Rosario Bianco ha donato la riproduzione di una bottega di ciabattino dell’800, realizzata dal maestro Bernardo Lustrini, per l’asta di beneficenza, in programma il 18 dicembre presso l’Auditorium della Rai di Napoli. 
Il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Amedeo Manzo, ha premiato l’imprenditrice Alessandra D’Antonio. A premiare Bianca Iengo, coordinatrice del progetto “Un farmaco per tutti”, ideato dall’arcivescovo di Napoli, in collaborazione con Federfarma e l’Ordine dei Farmacisti, per garantire cure farmacologiche agli indigenti, sono stati Rosario Bianco e Catello Maresca. “Premio Napoli C’è” al pianista e compositore Antonio Fresa, ideatore, insieme a Fabrizio Fiore, dei South Designers che, con “Napoli Files”, hanno proposto un viaggio contemporaneo nella storia della canzone napoletana, tra video e musica, che si è concluso con Pietra Montecorvino sul palco del teatro Acacia con l’inedita “Tutte ’e juorne”. 
Come lo scorso anno, è stato assegnato il “Premio #Vivinapoletano”, che “L’Espresso napoletano” condivide con la Banca di Credito Cooperativo di Napoli e che è stato attribuito alla start up di successo “Medspa srl”, ritirato dalla contessa Elena Aceto di Capriglia e consegnato dal presidente Amedeo Manzo. Gino Rivieccio, oltre a regalare allegria con i suoi sketch, ha presentato una canzone accompagnata da un video, “Questa Napoli”, che mira a stimolare una riflessione sulla Napoli di ieri e di oggi. 
Altri momenti musicali con Caterina Molfino (voce) e Giulio Fazio (fisarmonica) che hanno eseguito la canzone “Je parte”, scritta da Aldo De Chiara; e i Panama Group, che hanno salutato il pubblico con una canzone dedicata alla mamma. Tra le tantissime istituzioni in sala, il vice prefetto Demetrio Martino, l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, il presidente della Corte d’Appello di Napoli Giuseppe De Carolis di Prossedi, il comandante della Legione Carabinieri Campania Generale di Brigata Maurizio Stefanizzi, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri colonnello Ubaldo Del Monaco, il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba e il sindaco di Marcianise Antonello Velardi.

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