Mercoledì 19 Settembre 2018 - 14:02

Ignobile Novecento

“Il Novecento è il secolo in cui ogni barriera tra cultura ‘d’élite’ e cultura ‘popolare’ viene travolta. Dalle avanguardie al pop, dalla ‘riproducibilità tecnica’ dell’opera alla comunicazione digitale globale, nelle società industrializzate di massa le arti hanno sempre più incrociato i registri espressivi ‘alti’ a quelli ‘bassi’, in un continuo rimando tra mercato e ‘accademia’, intrattenimento e creatività, volgarizzazione ed intellettualizzazione”. Così Eugenio Capozzi, docente di Storia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, presenta “Ignobile Novecento: cultura di massa tra arte, consumo e trash”, un ciclo di incontri sulla “feconda babele di linguaggi” del secolo scorso. L’appuntamento inaugurale, che si svolgerà giovedì 26 marzo alle 16, presso la Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa sarà una tavola rotonda introduttiva al ciclo di incontri dedicata al tema “Novecento ‘alto’ e ‘basso’. I piani intersecati della cultura occidentale”. Ne discutono,  insieme con Eugenio Capozzi, il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, la Preside della Facoltà di Lettere del Suor Orsola Emma Giammattei e lo scrittore Francesco Durante, docente di Cultura e Letteratura degli Italiani d'America proprio all’Università Suor Orsola Benincasa.

Gli appuntamenti prenderanno il via il 9 aprile, con Stefano Causa,  e proseguiranno fino al 28 Maggio ogni giovedì alle 16.

Maurizio de Giovanni e Pino Imperatore, emozioni e risate con gli studenti

«Studiate, crescete e date il vostro apporto a questa città. Non scegliete le vie più brevi, distinguete il confine anche sottile tra legalità e illegalità». È l’ appello forte, incisivo che lo scrittore Pino Imperatore ha rivolto ai liceali napoletani intervenuti a “Le eccellenze della scrittura incontrano la scuola”, per la V edizione del Premio Parthenope, organizzato da Pasquale Malva presidente del Rotary Club Napoli Posillipo, che premia la creatività degli studenti stimolandoli a scoprire il proprio talento.
Un incontro appassionante all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nel palazzo Serra di Cassano, al quale hanno partecipato centocinquanta studenti del Tito Lucrezio Caro, Mazzini, Mercalli e Genovesi, pubblico tra i migliori che uno scrittore possa avere. «La parte buona di Napoli e di un futuro di sogni ancora tutto da costruire» come ha sottolineato Pasquale Malva.
Alla figura di Gennaro Serra di Cassano, patriota del 1799 napoletano, come a quella di don Peppino Diana ucciso dalla camorra nel 1994, e ancora a quella dei giudici Falcone e Borsellino, l’ironico autore di “Benvenuti in casa Esposito” si è poi riferito, raccomandando «Seguite i buoni esempi, ragionate, lavorate con noi per Napoli». Un messaggio applaudito dai tanti liceali e condiviso da un’altra eccellenza della scrittura: Maurizio de Giovanni, da domani ospite del Festival Internazionale del Noir di Parigi, che ha conquistato gli studenti napoletani con i suoi libri ma anche con una riflessione sulla lettura e sulla scrittura: «Coltivate le vostre idee, le vostre emozioni e la vostra passione. Lavorate perché non vadano perse. La scrittura è conservazione della passione, piccolo frigorifero in cui conservare parti della vostra vita che con il tempo si dissolverebbero». Necessità di credere in se stessi, ma anche un avvertimento: per scrivere bisogna aver letto tanto. E leggere è faticoso, un lavoro in salita e mai una perdita di tempo. In un libro non c’è niente di rassicurante perché allontana dal gregge, ci mette in discussione: leggere rende liberi. In conclusione poi una metafora calcistica: «Per scendere in campo a giocare ci vuole allenamento, non basta conoscere le regole del gioco. Bisogna lavorare, sudare, allenarsi».
L’importanza della parola scritta anche per Gennaro Silvestro, boss Pietro De Luca sul palco in “Benvenuti in casa Esposito” con una entrata in scena a sorpresa tra i ragazzi e l’esortazione a scrivere di più su carta e meno sms, e per la casa editrice napoletana Homo Scrivens intervenuta con gli scrittori Francesca Gerla e Domenico Carrara. «Sogni e passioni vanno coltivate, ma occorre essere anche umili e impegnarsi molto» ha commentato Aldo Putignano, direttore della casa editrice che si caratterizza per essere la prima compagnia italiana di scrittura, con l’organizzazione di laboratori e la creazione di una rete di autori accomunati dalla passione per la letteratura.

 

 

È la primavera dell'arte

Le giornate Fai di Primavera quest’anno si moltiplicano. La visita del Papa, infatti, fa slittare di una settimana l’appuntamento napoletano, mentre sabato e domenica, nelle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno sarà possibile visitare i luoghi d’arte solitamente chiusi al pubblico.
Sono oltre 40 i luoghi nelle 5 province della regione che verranno aperti e raccontati al pubblico, con visite a contributo libero.

IRPINIA. Per la “Terra dei Castelli” della provincia di Avellino, si comincia il prossimo weekend dunque con le visite ai manieri, le rocche e le fortezze dell’Irpinia come il Castello Normanno di Ariano Irpino nell’Alta Irpinia con la visita guidata al Museo della Civiltà Normanna, la Torre Normanna a Casalbore dove sarà possibile partecipare alla degustazione “pane di Montecalvo ed olio Ravece” (prenotazioni tel. 335 6650858), la Torre Angioina di Summonte con visita guidata al Museo Civico, il Castello Grimaldi a Monteverde e il Castello Biondi Morra a Morra Desanctis. A Montefusco invece sarà possibile visitare le Carceri Borboniche in Piazza Castello. A Benevento si potranno visitare luoghi abitualmente chiusi: la Chiesa di San Marco dei Sabariani in Santa Teresa, la Chiesa di Sant’Agostino, la Chiesa di San Domenico e la Villa Collenea. A Telese saranno aperte al pubblico la Torre Normanna e il GiAT Giardino Archeologico Telesino.
In provincia di Caserta, Caiazzo presenta un’offerta variegata di luoghi da visitare. Dal Castello Medioevale dove sarà possibile ammirare la mostra di costumi medioevali, alle chiese, chiostri e palazzi come la Cattedrale-Basilica Minore di Santa Maria Assunta e Santo Stefano Vescovo, la Chiesa dell’Annunziata, il Chiostro di San Francesco, la Casa di Pier della Vigna e Palazzo Mazziotti, fino all’oasi naturale con le visite guidate al giardino botanico e faunistico dell’Oasi Naturale-San Bartolomeo Casa in Campagna dove, per l’occasione, l’Associazione Racconti di Terra presenterà le eccellenze del territorio.
Ancora, nel casertano, un appuntamento speciale sarà quello al Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo (nella foto) alla Contrada Ferrarelle con visita delle linee di imbottigliamento dell'Azienda Ferrarelle e percorso naturale nel Parco delle Sorgenti. Su prenotazione, dopo la passeggiata, sarà possibile pranzare in Masseria piatti della cucina tradizionale.Numerosi i monumenti visitabili a Salerno: il Palazzo Fruscione in Largo San Pietro a Corte, il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte, la Chiesa di San Pietro a Corte - Ex Cappella Palatina dove domani alle 19,30 si terrà il concerto del Coro Polifonico “Casella”.”
A Baronissi, in provincia di Salerno,  presso il Palazzo del Municipio sarà possibile visitare la Mostra “Arti e mestieri nella Valle dell’Irno fra ’800 e ’900”. E ancora a Baronissi: il Convento della Santissima Trinità, la Villa Romana di Sava e il Museo FracFondo Regionale di Arte Contemporanea dove è allestita la Mostra Nino Tricarico, “Nei margini del lirismo astratto”.
Infine per gli amanti delle passeggiate, l’escursione a cura di Cai - Salerno Monte Bastiglia: da Orignano a Sava di Baronissi (per informazioni: info@caisalerno.it - cel. 349 4027623). Il prossimo fine settimana sarà dedicato a Napoli e provincia. In città si potrà visitare il  Centro di Produzione Rai, oltre che chiese, palazzi ottocenteschi, gallerie d’arte. Inoltre, come di consueto (solo su prenotazione) saranno aperte al pubblico l’incantevole Villa Rosebery a Posillipo e, in provincia, a Massa Lubrense, la Baia di Ieranto con le proposte di escursioni e passeggiate per gli amanti del trekking.
L’elenco completo delle aperture delle Giornate Fai si può trovare sul sito www.giornatefai.it.

 

Marco Galofaro al Plart: il modello diventa poesia

C’è da commuoversi, entrando al Plart. Strano per un luogo dedicato alla plastica, si dirà. E invece è una reazione del tutto giustificata davanti al profluvio di entusiasmo che investe chi varca la soglia del piccolo museo di via Martucci 48. L’entusiasmo è quello di Maria Pia Incutti, fondatrice e strenua organizzatrice delle attività dello spazio espositivo diretto da Rossella Paliotto e sostenuto dall’impresa Aet. «Nonostante le grandi difficoltà economiche, siamo riusciti a completare il programma del “Festival Internazionale del Design” avviato lo scorso anno» dichiara la Incutti.

LA MOSTRA.Il progetto, finanziato con fondi Pon Fesr 2007-2013, prosegue con la mostra di Marco Galofaro, appena inaugurata e visibile fino al 30 aprile. “Be the poem” propone l’architettura plastica del progettista romano: una splendida selezioni di modelli, alcuni di edifici realizzati, altri di architetture assolutamente fantastiche, che documentano la vorticosa attività creativa di Galofaro.
C’è un’idea alta del lavoro di équipe, alla base dell’attività di Galofaro che pensa alla realizzazione di modelli plastici come momento iniziale di un processo di lavoro integrato con architetti, tecnici, esecutori materiali. Con una visionarietà decisamente utopistica, Galofaro lavora la plastica piegandola alle sue fantasie: «la preferisco al legno, perché si lascia lavorare senza opporre resistenze: io dico che la plastica è femmina e il legno è maschio».
Eccoli allora, i modelli di Galofaro: una gioia di colori sgargianti, un divertimento di silouettes di casette dal tetto spiovente con gli abitati in scala (nella foto), un minuzioso arredamento di piccoli tavoli con sgabelli annessi in tutte le  possibili varianti cromatiche. Un mondo lillipuziano che unisce al fascino della fiaba la prospettiva della concretezza, in cui l’artista s’impone con discrezione sì, ma anche con decisione. Convinto com’è che “If you cannot be the poet, be the poem” (ndr Se non puoi essere il poeta, sii la poesia). In netta controtendenza rispetto alla logica sensazionalistica che premia le archistar, quella di Galofaro è una scelta che focalizza l’attenzione più sull’oggetto artistico che sul soggetto-artista.

 

Maurizio de Giovanni e Pino Imperatore con gli studenti

Le eccellenze della scrittura incontrano la scuola. Maurizio de Giovanni (nella foto) e Pino Imperatore saranno, alle 10 di mercoledi, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in via Monte di Dio 14 per parlare con gli studenti della propria esperienza nel mondo della narrativa e del teatro.
Un’iniziativa del Rotary Club Napoli Posillipo, presieduto da Pasquale Malva, che ha intercettato l’interesse delle scuole, prenotatesi numerose all’appuntamento: ci saranno gli studenti dei licei Tito Lucrezio Caro, Mazzini, Mercalli, Sbordone, Vittorini e Umberto.
Amati e seguitissimi dai lettori di tutta Italia, de Giovanni e Imperatore sono gli ambasciatori di una napoletanità pulita e colta. E se con le loro storie presentano il volto umano e civile di Napoli, con il loro successo di narratori testimoniano  la vitalità creativa della città. Collegata alla scrittura, l’editoria, che sarà rappresentata da Aldo Putignano, editore della dinamica “Homo Scrivens”. Numerosi infatti sono i titoli pubblicati in soli tre anni, e vivace la schiera di promettenti talenti letterari che ruotano intorno alla casa editrice. Non mancheranno i libri, principali protagonisti dell’incontro. Reduce dal successo romano come interprete di “Benvenuti in casa Esposito”, l’attore Gennaro Silvestro​  presterà volto e voce al boss Pietro De Luca, esilarante personaggio uscito dalla penna di Pino Imperatore. A leggere qualche pagina dei gialli di Maurizio de Giovanni sarà Paquito del Bosco, del laboratorio teatrale “Parole alate”.

Plart, "Be the Poem": se noi puoi essere il poeta, sii il poema

Nell’ambito del Festival internazionale del Design,  la Fondazione Plart di Napoli inaugura mercoledì alle 18 la mostra "Be the poem. Architettura plastica di Marco Galofaro", a cura di Domitilla Dardi. Si tratta di una variegata rassegna di modelli architettonici (nella foto) realizzati da Marco Galofaro con il suo studio Modelab che si compone e sviluppa come un percorso organico capace di restituire la complessità della visione architettonica contemporanea in una stretta prossimità con altre discipline come il design e l’arte contemporanea.
Il titolo della mostra si riferisce a una citazione di David Carradine che chiude una celebre sequenza del primo Kill Bill di Quentin Tarantino: “If you cannot be the poet, be the poem”. La storia vince sull’individualismo indicando possibilità di collaborazione tra i protagonisti. Una chiave interpretativa che si adatta al modo corale di concepire l’architettura che Marco Galofaro ha portato nel suo lavoro: quello del costruire modelli plastici, attraverso un processo fatto di molti passaggi, materie, procedure, per andare dall’idea di spazio alla sua realizzazione fisica.

 

Da Erri De Luca ad Aldo Masullo: l’appello di Napoli al Pontefice

NAPOLI. Aspettando Francesco raccontandogli Napoli. Ad una settimana esatta dalla tanto attesa visita del Papa a Napoli, domani alle 11,30 al Museo Diocesano si svolgerà in anteprima nazionale, la presentazione del libro del direttore di Rai Vaticano, Massimo Milone, “Napoli, lettera a Francesco” (Guida Editori, 2015). Sedici lettere di napoletani illustri per raccontare i mille volti e le mille sfaccettature di Napoli, le sue eccellenze e nel contempo i suoi grandi malanni, raccontando Napoli a Papa Francesco. È questo l’obiettivo con cui Milone ha scritto, dopo il successo editoriale di “Pronto? Sono Francesco. Il Papa e la rivoluzione comunicativa un anno dopo”, il suo secondo volume dedicato al Papa che sta cambiando la comunicazione della Chiesa nel mondo. Progetti, timori, speranze e uno sguardo al futuro, raccolti in un volume che racconta mondi e anime diverse della città: dalla cultura allo sport, dall’università alla ricerca, dalle imprese alla magistratura, con le firme degli scrittori Erri De Luca e Antonio Colasanto, del regista Luca De Filippo, del produttore Aurelio De Laurentiis, del filosofo Aldo Masullo, dello storico Giuseppe Galasso, degli accademici Lucio d’Alessandro e Fulvio Tessitore, degli scienziati Andrea Ballabio e Marco Salvatore, degli imprenditori Maurizio Maddaloni e Maurizio Marinella e con la firma di Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove e di due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Francesco Paolo Casavola e Giuseppe Tesauro. Alla presentazione, coordinata da Antonello Perillo, interverranno, insieme con Milone e con gli autori delle lettere, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e il cardinale Crescenzio Sepe. E sarà un dialogo a più voci con uno sguardo rivolto soprattutto al futuro, perché come anticipa Massimo Milone, il comune denominatore delle lettere al Papa racconta una Napoli “che si sente ancora fortemente impegnata a disegnare nella concretezza il suo futuro, a costruire e realizzare lo sviluppo, a lavorare per una pacifica convivenza sociale, attraverso l’esaltazione della centralità e della dignità dell’uomo, contro ogni forma di degrado, sopraffazione e violenza”.

L’APPELLO. Un futuro che potrà essere più roseo anche grazie all’impegno del Papa al quale domani arriverà un accorato appello del cardinale Sepe contenuto nella sua lunga intervista che chiude il volume di Milone. “Nessuna città è al centro di così tanti discorsi, dibattiti e luoghi comuni come è Napoli - spiega l’arcivescovo di Napoli - ma senza il piglio giusto e una visione chiara e oggettiva, la città rischia di mandare in scena ai propri danni la vuota rappresentazione di una fiera delle parole fine a se stessa, in cui promesse e pronunciamenti, dichiarazioni e prese di posizioni, vengono triturate come polvere: c’è crisi di valori, c’è crisi di certezze e ci sono davanti a noi tante sfide non impossibili, ma sappiamo che Napoli ha bisogno di impegni concreti che possano rispondere alle esigenze e alle urgenze soprattutto dei più poveri, dei più deboli, dei giovani».

Piccoli artisti crescono

Torna  il Festival della Cultura Creativa. Lunedì il Madre di Napoli ospiterà il grande evento di apertura del Festival, organizzato dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea - che ha partecipato al Festival sin dalla prima edizione - in collaborazione con i Servizi educativi del Madre e con Cittadellarte Fondazione Pistoletto.
In linea con il tema 2015 del Festival, “Alfabeto del mondo”, lunedì,  bambini e ragazzi del territorio campano saranno invitati a Creare mondi, a partire dalla struttura fantasmagorica Pallamondo, mondi che prenderanno forma attraverso l’unione di materiali e parole. Sulle gigantesche Pallemondo (nella foto), ispirate alla Houseball degli storici esponenti della Pop Art Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, confluiranno alfabeti differenti, espressione di lingue e comunità diverse, insieme al segno-simbolo del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto. Inoltre, in un ideale collegamento con opere esposte al Madre, alcune Pallamondo verranno inoltre rivestite con materiali di tipi diversi, in riferimento alla pratiche di tessitura, rete, intreccio: stracci e vecchi abiti che richiamano la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, e nastri colorati e filamenti trasparenti che evocano l’opera La leggenda del Sardus Pater di Maria Lai Saranno costruiti così 9 Pallamondo, allestite e movimentate infine, nel cortile del museo, in forma di Terzo Paradiso.  

Arte e cucina a Palazzo Zevallos

Dipinti e buona cucina vanno a braccetto a palazzo Zevallos Stigliano con "Sapori in cornice". L'appuntamento è per sabato in via Toledo 185, dove è è di scena l'ultima degustazione narrata con  Pietro Parisi, il cuoco campano protagonista della trasmissione televisiva "Mi Manda Rai Tre". Alle 11,30 la visita guidata tra le opere d'arte custodite nello splendido edificio seicentesco: fra tutte, primeggia l'eccezionale "Martirio di Sant'Orsola", del Caravaggio. Alle 12,30 l'incontro con lo chef che, partendo dall’opera di Giovanni Battista Ruoppolo “Natura morta con pani, frutta, selvaggina e pesci” (nella foto),  si fa portavoce della cucina campana del recupero e senza sprechi, in linea con le tematiche di Expo e racconta le tradizioni della sua terra: dalle conserve alle marmellate, dalle mostardeai legumi in fiasco. Protagonisti della degustazione i suoi celebri "boccaccielli": piatti iconici cotti al vapore in barattoli di vetro: monoporzioni di parmigiana di melanzane e una moderna rivisitazione della pizza di scarole dove pane, mozzarella e verdura si presentano stratificate in barattolo. In vetro anche la polpetta di carne con ragù di pomodoro San Marzano. La frutta dipinta nell’opera di Ruoppolo è rappresentata dalla mela annurca, riproposta in marmellata naturale in una crostata. In abbinamento i vini dell'azienda Casa Setaro i cui vigneti crescono tutti all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio (Per partecipare telefonare al numero verde 800 454229).

 

L’Ottocento napoletano per l’Expo 2015, si parte con "Sguardi su Francesco Jerace"

Sguardi su Francesco Jerace è il titolo della prima personale del fotografo napoletano Silvio Russino che inaugurerà il prossimo giovedì 12 marzo, alle 17.30, il ciclo di mostre ed eventi per la riscoperta dell’800 napoletano: la proposta di Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali) che offrirà fino al 31 maggio un ricco calendario di appuntamenti presso il Complesso di San Domenico Maggiore grazie alla collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Ad essere esposte una selezione di oltre quaranta fotografie dedicate all’opera jeraciana, in una mostra che offre la possibilità di riflettere sul piacere della scoperta: non solo la scoperta dell’opera scultoria, di un’epoca passata e di volti realmente esistiti o del tutto immaginati, ma anche e soprattutto la scoperta della personalità di un artista scultore di due secoli fa e di un artista fotografo di oggi.

Francesco Jerace è tra i più importanti e celebrati scultori italiani della fine del secolo decimonono e del primo trentennio del successivo, divenendo in breve tempo uno degli artisti più noti e richiesti nei circoli intellettuali e nell’alto collezionismo italiano e internazionale. Riesce a coniugare, in un rapporto di grande equilibrio, il realismo appreso a Napoli con echi della scultura classica di memoria michelangiolesca e con la forma dinamica dell’opera berniniana, giungendo a formulare un’idea compositiva e una linea stilistica del tutto originali.

 “Le quarantadue fotografie che Silvio ha selezionato per la sua prima mostra sono il risultato di una sperimentazione condotta in molti più scatti. La sua scelta è condizionata non soltanto dalla sua sensibilità di artista, ma anche dalla sua capacità di lettura dell’opera, sviluppata grazie alla formazione universitaria e agli studi compiuti sull’arte. I dettagli dei volti che lo hanno particolarmente colpito sono chiaro/scuri, sono pieni/vuoti. Silvio gioca con le luci e con la forma. Del resto che cos’è la scultura se non forma, luce e materia?” - spiega la storica dell’arte Isabella Valente nel testo introduttivo del catalogo della mostra - “Come ci si pone davanti a una scultura? La scultura è un’opera viva, parlante. Bisogna comprendere innanzitutto cosa l’artista aveva voluto sottolineare di quel dato ritratto, quale carattere aveva voluto rendere evidente, ma soprattutto individuare con l’occhio del conoscitore il punto di vista privilegiato dallo scultore. Poi, dopo che la si è conosciuta, lasciarsi condurre dall’opera, lasciarsi andare a ciò che di essa ci colpisce. Silvio è riuscito col suo occhio fotografico a fare tutto questo, offrendo una rosa di immagini di grande fascino, rigorosamente in bianco e nero.”

Fotografo napoletano laureato in Beni Culturali, Silvio Russino trasforma la sua passione in vera professione nel 2006. Oggi si dedica alla fotografia di paesaggio, ritrattistica, still-life e in particolare fotografia di opere d’arte come quadri e sculture, collaborando con alcune gallerie partenopee, musei e università.

La mostra di fotografie di Russino, esposte fino al 31 maggio, apre il calendario di eventi che condurrà alla riscoperta del valore del contesto innovativo della Napoli otto-novecentesca, all’avanguardia nel settore artistico-scultoreo di quel periodo, ricco di fermenti che hanno portato all’unità d’Italia. Cuore delle manifestazioni è la mostra Il Bello o il Vero, curata dalla professoressa Isabella Valente dell’Università di Napoli Federico II, che si rinnova e continua il suo percorso di successo proponendo un programma di iniziative che animeranno il centro storico di Napoli.

Un’opportunità per la città di Napoli e la Campania per proporre, in occasione di Expo 2015, una prestigiosa offerta culturale e turistica, sostenuta da modelli innovativi di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale basati su un moderno utilizzo delle tecnologie.

Il programma degli eventi su www.ilbellooilvero.it.

Su www.ilbellooilvero.it è possibile inoltre collegarsi per visitare la mostra Il Bello o il Vero attraverso il Virtual Tour per passeggiare nelle sale godendosi in anteprima il piacere della visita da fare dal vivo.

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