Sabato 17 Novembre 2018 - 8:38

“Le conversazioni", a Capri il festival di letteratura internazionale 2015 sul tema "Rivoluzione"

A Capri dal 26 giugno al 5 luglio torna la grande letteratura internazionale al Festival Le Conversazioni ideato da Antonio Monda e Davide Azzolini.

Con l’edizione 2015 la rassegna, che celebra i protagonisti della cultura internazionale, festeggia i 10 anni. Scrittori, registi e numerose personalità del mondo di oggi, si sono confrontati negli anni sui temi più diversi: dall’Identità ai Vizi Capitali, dalla Memoria al tema dei Diritti Umani, dei Vincitori e vinti o di Corruzione e purezza, dal rapporto tra Cinema e Letteratura, fino alle sfaccettature dell’Eros. Per il decimo anno, gli ideatori del festival hanno scelto il tema Rivoluzione intorno al quale dialogheranno gli ospiti internazionali degli incontri che, (inaugurati dallo scorso febbraio prima a New York e poi a Roma), si terranno fino a dicembre 2015 a Capri e a New York.

 

Nel corso di due weekend consecutivi (26, 27 e 28 giugno – 3, 4 e 5 luglio), l’appuntamento sarà al tramonto (alle ore 19.00) nello splendido scenario della Piazzetta Tragara di Capri dove il festival ospiterà per l’edizione 2015 gli incontri con le personalità letterarie del mondo anglosassone che converseranno con Antonio Monda sul tema dell’edizione di quest’anno.

Venerdì 26 giugno la scrittrice canadese Miriam Toews aprirà la decima edizione de Le Conversazioni, autentica rivelazione della narrativa anglofona degli ultimi anni, che con il suo ultimo romanzo, segnalato tra i libri più belli del 2014 dai maggiori quotidiani e riviste del settore (I miei piccoli dispiaceri, Marcos y Marcos, 2015), è stata finalista o vincitrice dei più prestigiosi premi letterari internazionali.

Sabato 27 giugno sarà la volta di Edna O’Brien, grande innovatrice nello stile e nei temi, una delle scrittrici più importanti della sua generazione, definita da Philip Roth “la più grande scrittrice vivente in lingua inglese” che dialogherà con la scrittrice e produttrice statunitense Judith Thurman, prestigiosa firma di The New Yorker.

Domenica 28 giugno Antonio Monda incontrerà Teju Cole scrittore, fotografo, storico dell’arte, nonché star di twitter, di origini nigeriane, nuova voce della letteratura americana.

Si tornerà alla letteratura venerdì 3 luglio con Ann Patchett, autrice di romanzi accolti da grandi consensi di critica e tradotti in ben trenta lingue, e l’editore e scrittore Jonathan Galassi, che ha appena esordito nella narrativa con La Musa (Guanda 2015) e che, con la sua affascinante storia professionale tutta nel mondo dell’editoria, nel corso degli anni ha scoperto numerose voci del panorama letterario internazionale come Jonathan Franzen, Michael Cunningam, Philip Roth e Geoffrey Eugenides.

Il protagonista di sabato 4 luglio sarà Anthony Appiah, insignito dal presidente Obama della National Humanities Medal nel 2012, filosofo e storico della cultura africana, negli anni si è occupato di letteratura e filosofia del linguaggio, ma anche di razzismo, identità e teoria morale. Domenica 5 luglio concluderà l’edizione italiana del festival, Louise Erdrich autrice di numerosi romanzi, poesie, racconti, libri per l’infanzia e vincitrice del National Book Award 2012.

 

La decima edizione de Le Conversazioni ribadisce l’impostazione di festival internazionale e laboratorio di idee ed è caratterizzata da un fitto programma di appuntamenti legati da un unico tema declinato da ogni ospite secondo il proprio personale punto di vista e affrontato spaziando dalla storia alla politica, dalla letteratura al cinema e all’arte.

Tutti gli incontri potranno essere seguiti anche in streaming e/o on demand su Liveontim.tim.it e in streaming su www.cultura.rai.it/live

Per il decennale della rassegna, in collaborazione con il Gruppo Feltrinelli, è stato pubblicato il tabloid “10 Years of Le Conversazioni” che raccoglie testimonianze di molti dei protagonisti che hanno accompagnato il Festival sin dalla prima edizione del 2006. Inoltre, come ogni anno, per gli appuntamenti di Capri sarà pubblicata e distribuita al pubblico l’antologia che raccoglierà i testi inediti degli scrittori dedicati al tema dell’anno. Gli scritti saranno letti dagli stessi autori in apertura di ogni appuntamento.

 

Le Conversazioni 2015 è prodotto da Dazzle Communication e Spigoli, con il patrocinio del MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di  MASERATI, di TIM e della piattaforma digitale Faces by The Sartorialist in qualità di Main Sponsor e di RAI Official Sponsor e Media Partner del Festival.

Il ciclo di incontri a Capri è realizzato in collaborazione con la Città di Capri e con la presenza in qualità di Official Sponsor di Gucci, Generali, BNL Gruppo BNP Paribas ed Enel e con la collaborazione tecnica di La Repubblica, Capri Palace Hotel & SpaIl Riccio ristorante e beach club, Gruppo Feltrinelli, Hotel Punta Tragara.

 

Molti i nomi di scrittori noti e di prestigiosi personaggi del mondo della cultura internazionale che hanno preso parte alle passate edizioni, tra i quali ricordiamo: Nathan Englander, Jeffrey Eugenides, Jonathan Franzen, Zadie Smith, ospiti alla prima edizione del festival, che ha visto la speciale partecipazione di David Foster Wallace; a seguire, alle edizioni successive fino al 2014, hanno partecipato tra gli altri: Martin Amis, Ethan Coen, Michael Cunningham, Ian McEwan, Chuck Palahniuk, Paul Auster, Patrick McGrath, E. L. Doctorow, Jonathan Safran Foer, Joshua Ferris, David Byrne, Collum McCann, Michael Chabon, Elizabeth Strout, Donna Tartt, Hanif Kureishi, Daniel Libeskind, Anna Funder, Rachel Kushner e Don DeLillo.

Tra gli italiani hanno partecipato in questi anni: Alessandro Baricco, Pierluigi Battista, Gaetano Cappelli, Diego De Silva, Alessandro Piperno, Roberto Saviano, Paolo Giordano, Paolo Sorrentino, Mario Desiati, Sandro Veronesi, Paolo Mieli e Claudio Magris.

Premio Cimitile 2015, consegnati i "Campanili d'argento"

CIMITILE. Si è conclusa, con la consegna dei “Campanili d’argento” nel complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile la XX edizione della rassegna letteraria organizzata dall’omonima fondazione, presieduta da Felice Napolitano e il supporto dei soci fondatori Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, come i suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, ha inviato una targa d’argento agli organizzatori il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, si è complimentato con il comitato scientifico.

“Il premio in questi anni è cresciuto in tutti i suoi aspetti, partecipazione di pubblico, sostegno delle istituzioni, interesse del mondo della cultura e della letteratura – ha dichiarato Napolitano -. I maggiori scrittori italiani hanno visitato questi luoghi sacri ed hanno ricevuto il campanile d’argento, tradizionale emblema del santuario martiriale di San Felice. E allora direi che per questi primi vent’anni che dobbiamo impegnarci fin d’ora, cittadini e uomini della nostra terra, enti pubblici e privati, perché solo lavorando insieme possiamo concorrere ad accelerare quel processo di sviluppo turistico, culturale ed economico, del nostro territorio, della Regione Campania  e del Paese.”

Dopo una settimana intensa di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico, densa di eventi, letteratura, convegni internazionale di studi, spettacoli, musica, momenti di riflessione, itinerari turistici, sabato 20 giugno sul palco sono sfilati i vincitori, selezionati dal comitato scientifico presieduto da Ermanno Corsi, durante la serata presentata dai giornalisti Eleonora Daniele e Sandro Petrone.

 

I premi

Migliore opera inedita del genere narrativo: Giulia Bracco: “Ovunque sei, se ascolterai”. Il lavoro è stato pubblicato sul territorio nazionale a cura della casa editrice "Guida" di Napoli.

Migliore opera edita di narrativa: Maurizio De Giovanni, “Il resto della settimana” (Rizzoli).

Migliore opera edita di attualità: Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano. Il quarto reich. Come la Germania ha sottomesso l’Europa” (Mondadori).

Migliore opera edita di saggistica: Marco Damilano, “La Repubblica del selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi” (Rizzoli).

Migliore opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana e Altomedievale: Danilo Mazzoleni, “Regio X. Tridentum et ager Tridentinus” (Edipuglia).

Premio Giornalismo “Antonio Ravel” a Massimo Giannini, conduttore di “Ballarò”; Premio Speciale a Luigi Vicinanza, direttore de l’”Espresso”.

 

Gli ospiti

Sul palco si sono esibiti anche Giardino dei Semplici, Sal Da Vinci, gli Audio 2, Nello Daniele con Maurizio De Cesari. (in un toccante ricordo del fratello Pino Daniele) e il mezzo soprano del teatro San Carlo, Patrizia Porzio.

Nel ricco parterre numerosi esponenti politici. Il parlamentare Paolo Russo, l’assessore regionale al turismo uscente Pasquale Sommese, l’editore Diego Guida, il presidente dell’associazione “Obiettivo III Millennio Elia Alaia, il manager Luca Ferrara, il sindaco di Cimitile, Francesco Di Palma, e tanti altri primi cittadini, tra i quali: Antonio Russo (San Gennaro Vesuviano), Antonio Falcone (San Vitaliano), Manolo Cafarelli (San Paolo Belsito), Giuseppe Barbati (Camposano), Paolino Napolitano (Comiziano).

Il Premio Cimitile e Guida Editore negli anni hanno voluto premiare e rendere protagonisti, con le migliori firme del giornalismo e della letteratura italiana, anche e soprattutto gli inediti, scoprendo nuovi scrittori e ponendoli all’attenzione del panorama nazionale.

Premio Napoli, ecco i vincitori

Roberto Paci Dalò, Bianca Pitzorno, Paolo Poli e Serena Vitale sono i vincitori del Premio Napoli 2015 per la cultura e la lingua italiana. Lo ha annunciato stamattina il presidente Gabriele Frasca (al centro nella foto tra Maurizio Maddaloni e Nino Daniele) nella sede della Fondazione. Quest'anno il Premio è dedicato a Ernesto De Martino e Mario Pomilio, due grandi figure della cultura europea che verranno ricordate con diverse iniziative che coinvolgeranno i vincitori del 2015 nei prossimi mesi tra scuole, accademie, carceri, teatri e piazze della città.

«Da quando è diventato un premio culturale, sostanzialmente l'unico del nostro Paese - commenta  Gabriele Frasca - il Premio Napoli ha contribuito a far saltare gli steccati disciplinari e settoriali.  Avere premiato una gloria del nostro teatro, come Paolo Poli, e una grande traduttrice e studiosa, come Serena Vitale; un vertiginoso innovatore transmediale come Roberto Paci Dalò, e Bianca Pitzorno, una scrittrice che ha saputo rivolgersi a tutte le generazioni, e averli premiati in nome della nostra città, è per noi motivo di profondo orgoglio».

La  cerimonia di premiazione si svolgerà dicembre all'Auditorium Rai. Qui la Fondazione Premio Napoli offrirà alla città due spettacoli che vedono coinvolti uno degli artisti insigniti. Questa volta tocca a Roberto Paci Dalò e a Paolo Poli che, presentano due spettacoli: il primo,  dedicato alla prima guerra mondiale e il secondo si esibirà in uno dei suoi esilaranti recital.

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Federico II: convegno internazionale sulla resilienza

Lunedì 29 e martedì 30 giugno 2015, presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si svolgerà un convegno internazionale sulla resilienza. Il convegno intende approfondire le diverse accezioni ed applicazioni del concetto, cercando al tempo stesso di individuare le tecniche e le metodologie di analisi più appropriate alla misurazione del fenomeno e all’identificazione delle sue determinanti, dei possibili strumenti di prevenzione e delle politiche pubbliche atte a rafforzare elasticità e capacità di adattamento degli individui e delle relazioni sociali fra gli stessi, oltreché dei sistemi urbani, territoriali ed ambientali, alle avversità generate dalla natura (eventi catastrofici causati dai cambiamenti climatici, terremoti, ecc.) e dal contesto economico (crisi economiche o finanziarie, periodi di recessione, ecc.) e sociale (massiccia affluenza di immigrati, trasformazioni urbane e sociali determinate da fenomeni di contrazione demografica ed abitativa, ecc.).

Oggi più che mai si impone la necessità di approfondire il significato di un termine e, al tempo stesso, di un concetto, quello di “resilienza”, che è diventato gradualmente il “concetto-chiave di un’epoca” per il suo valore simbolico ed evocativo, in un periodo in cui il suo accesso interpretativo più frequente è collegato ad un’altra parola: “crisi”.

Il 2015 è stato definito “l’anno della resilienza” dai vertici dell’United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR). A venti anni dal terribile terremoto di Kobe, che ha condotto nel 2005 (durante il vertice ONU di Hyogo in Giappone) alla definizione del Framework for Action 2005-2015: Building the resilience of nations and communities to disasters (Quadro d’azione 2005-2015: costruire la resilienza delle nazioni e delle comunità alle catastrofi), la comunità internazionale si interroga sulle nuove crisi e catastrofi ed individua nella resilienza il concetto chiave per affrontarle. La resilienza implica, infatti, elasticità e capacità di adattamento dei corpi, delle passioni, di interi sistemi e territori. Tali qualità oggi appaiono più che mai preziose per uscire dal “guado” rappresentato da una crisi, una crisi epocale che è figlia della finanziarizzazione dell’economia e della globalizzazione dei mercati. La globalizzazione ha tradito, infatti, le nostre aspettative di prosperità e di stabilità economica. Ha prodotto innumerevoli effetti positivi, ma ha portato anche tanta fragilità e vulnerabilità, aggravando il problema della lotta per le risorse e per la sopravvivenza, piuttosto che risolverlo, come presagiva ed auspicava Keynes per i suoi nipoti.

Al giorno d’oggi, “i nipoti di Keynes” – o dovremmo dire i suoi “pronipoti”, visto che sono trascorsi ormai più di ottant’anni dalla prima edizione (1931) del celebre saggio Economic Possibilities for Our Grandchildren – vivono indubbiamente in un mondo più grande e più aperto di quello in cui viveva il loro illustre progenitore, ma l’unico risultato che hanno ottenuto è quello di renderlo molto più pericoloso, incerto ed instabile. Basta infatti guardarsi intorno per rendersene conto: la rivoluzione tecnologica travolge i sistemi economici e sociali; le società sono sempre più sofisticate e complesse, ma al tempo stesso più diseguali, più espulsive e più esposte al tracollo; la crisi economica fiacca i popoli ed impoverisce le nazioni; i disastri naturali, in continuo aumento, sono spesso provocati dall’azione diretta o indiretta dell’uomo e producono danni fisici ed economici devastanti; il progressivo ridursi delle nascite e l’invecchiamento della popolazione mettono a dura prova la sostenibilità dei sistemi di assistenza sociale e sanitaria dei paesi ricchi ed industrializzati. Le soluzioni politiche tradizionali, ovvero la creazione di sistemi di welfare nazionali corporativi ed universalistici, sono progressivamente divenute insostenibili per ragioni di spending review, e la loro progressiva evoluzione verso sistemi di welfare liberali e regionali ne mette in crisi la funzione redistributiva ed inclusiva, soprattutto al mutare progressivo della composizione della popolazione determinato dalle migrazioni.

Il governo di questi processi è affidato ad un settore pubblico in continua evoluzione, in ragione della profonda riorganizzazione del governo locale che, in nome di sussidiarietà e adeguatezza, sta prendendo forma in alcuni grandi paesi europei. Si impone dunque un cambiamento, un nuovo approccio ai problemi del mondo, che porti ad un’inversione di tendenza o, in alternativa, al recupero di quella spinta originaria che potrebbe portare finalmente in salvo i “nipoti di Keynes”, al di fuori del guado in cui sono rimasti intrappolati. Per fare questo è necessario, tuttavia, prendere coscienza dei cambiamenti in atto ed adattarsi ad essi in modo rapido e costante. La chiave di tutto, la via per la salvezza, è ora più che mai la resilienza, e cioè la capacità di rispondere all’incertezza e alle trasformazioni attuando strategie adattive e creando continuamente nuove forme di equilibrio, diverse da quella di partenza. È l’unico metodo che può aiutarci ad “addomesticare la belva”, per convincerla a cambiare traiettoria e farle fare ciò che vogliamo, vale a dire, accrescere il benessere e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni che abitano il pianeta, specialmente di quelle più povere, nel rispetto della democrazia e della giustizia sociale.

 

Il programma dettagliato ed ulteriori informazioni sulla sede del convegno sono disponibili sul sito web http://www.scienzepolitiche.unina.it.

Nel sottosuolo di Napoli con Phlegraios, il romanzo sulla nascita del Cristianesimo

Nella suggestiva cornice del sottosuolo partenopeo, nell’affascinante Teatro Instabile di Michele Del Grosso in vico Fico al Purgatorio ad Arco 38 (di fronte alla pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali) giovedì 11 giugno alle 19 si parla di mistero, archeologia e fede attraverso le pagine del romanzo “Phlegraios – L’ultimo segreto di San Paolo” (Rogiosi editore) del giornalista del Mattino Marco Perillo. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, ne discutono con l’autore i giornalisti Luigi Necco (Canale 9), Nora Puntillo (Corriere del Mezzogiorno) e Alessandro Chetta (Corriere del Mezzogiorno). Il libro è infatti un romanzo di formazione ma anche di avventura. Un mistery appassionante sugli albori del Cristianesimo in Italia.

Marco Perillo è nato nel 1983. Napoletano, laureato in Lingue e Letterature dell’Europa e delle Americhe, è giornalista professionista, attualmente, presso Il Mattino. Ha frequentato a Torino la Scuola Holden di Alessandro Baricco.

Pompei in 3D, proiezioni ogni giorno: in mezz'ora rivive la bella e ricca città romana prima dell'eruzione

POMPEI. Trenta minuti a spasso nella Pompei prima dell'eruzione del Vesuvio che la ridusse in macerie e coprì di cenere e lapilli strade, persone ed edifici. Nel film ''Pompei 3D, una Storia Sepolta'' in grafica 3D, realizzato da ''Archeo Tour'' - da domani proiettato in un teatro da 70 posti a pochi passi dagli ingressi degli Scavi - riprendono vita palazzi lussuosi, interni affrescati di rosso, nero e oro. Statue, colonne, pavimenti di marmo e mosaici circondati dall'ambiente dell'epoca: spighe di grano e grappoli di uva rossa pigiata per diventare vino.  In sala, un sofisticato apparato audio permetterà la fruizione in simultanea di 8 lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, giapponese e cinese, rendendo possibile la presenza in sala di spettatori di diverse nazionalità. La docu-fiction racconta la storia di un pompeiano che va in cerca di un ricco uomo del posto mentre una voce narrante spiega i dettagli degli ambienti in cui sembra di entrare e visitare grazie alla tecnologia 3D.
Villa dei Misteri, la Casa del Fauno, la Casa dei Ceii, l'Anfiteatro, il Foro con il Tempio di Giove assumono colori, completezza di arredi e persino profumi. Infatti, l'emozione di rivivere nella Pompei prima dell'eruzione devastante, è stata arricchita dai profumi del vino, quando scorrono le immagini dell'uva pigiata, di bruciato, quando il Vesuvio esplode e dei fiori, in una scena finale che rimanda alla bella città romana prima dell'eruzione. Archeo Tour srl è stata fondata nel luglio del 2012 a Ragusa e opera nel campo della cultura e del turismo, in particolare nella valorizzazione dei Beni Culturali per sviluppare con innovazione e creatività il turismo attraverso la tecnologia. A Ragusa esiste già un progetto simile, ma quello inaugurato questa mattina a Pompei è molto più avanzato e un terzo progetto è già in fase di realizzazione, per collegare le immagini 3D a un tablet che la società si propone di offrire in dotazione alle guide, per meglio illustrare il percorso dei visitatori negli Scavi di Pompei. Il prezzo del biglietto è di 8 euro per gli audulti, gratis per i bambini fino agli 8 anni e 5 euro per i gruppi di studenti. Le proiezioni sono ininterrotte tutti i giorni della settimana fino a novembre. E l'iniziativa ha ottenuto già un grande favore da parte dei tour operator locali. A Ragusa costituisce un grande successo e il primo video ha ricevuto numerosi premi per il valore tecnologico e archeologico che rappresenta. Al progetto hanno lavorato anche il Cnr e 'archeologo Davide Tanasi, dell'Arcadia University. «È un progetto visionario, che coniuga l'amore per i beni culturali con la competenza e la passione per la tecnologia, un progetto che valorizza il meglio della cultura italiana per il turismo, in un'ottica di sviluppo, di progresso, di cambiamento. Pompei è uno dei siti più importanti d'Italia e quindi del mondo. Vorrei che i turisti dicessero che anche in Italia sanno usare la tecnologia e applicarla ai beni culturali»: così Gianni Campo, a.d. di Archeo Tour.

 

'O sole è Napule! il concorso dedicato ai ragazzi

Si è chiuso a Palazzo San Giacomo il concorso fotografico "O sol e Napul" destinato alle scuole napoletane sul tema della tutela ambientale. La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala giunta, alla presenza del sindaco di Napoli Luidi de Magistris, dell'assessore alla scuola Annamaria Palmieri e del presidente di Asìa Raffaele Del Giudice.

Il concorso, promosso dall'istituto comprensivo 71° Aganoor -Marconi, in collaborazione con Photoclub Partenope, con Asia Napoli S.p.a. e patrocinato dal Comune di Napoli, prevedeva attraverso lo scatto di una foto il trasferimento di un messaggio di speranza rispetto a ciò che viene posto in essere a Napoli al fine cercare di recuperare il nostro ambiente, il nostro territorio.

Foto di eventi a tema, di manifestazioni, di operatori ecologici in opera, di ragazzi che contribuiscono e collaborano alla difesa ambientale, sono stati spunti di rilievo per procedere con “lo scatto giusto”. Una giuria di esperti ha effettuato la selezione delle tre foto che saranno, poi, inserite in diversi siti di pubblica visibilità.

Iniziativa lodevole, da riproporre, come sottolinea uno dei giurati d'eccezione, Fernando Alfieri, fotografo professionista: "evento di grande qualità che ha saputo unire in un unico progetto amore per l'ambiente, senso civico e la passione per la fotografia".

 

Emozioni al museo: "Pompei e l'Europa"

Tutto il fascino di Pompei, la città che visse due volte: da metropoli formicolante, nel I secolo; e come luogo di rovine  nel diciottesimo secolo. Ed è di questa seconda vita che si occupa la mostra in corso  al Museo Archeologico Nazionale dove resterà fino al 2 novembre.
“Pompei e l’Europa. 1748 - 1943”, curata da Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo e Luigi Gallo, rientra nelle mostre programmate per il Grande Progetto Pompei cofinanziato dall’Unione Europea. «Oltre che provvedere agli interventi strutturali di messa in sicurezza delle domus - spiega il soprintendente Massimo Osanna - il progetto promuove un piano della conoscenza, della fruizione e della comunicazione: oltre a questa, in pendant con la mostra, inaugurata a Pompei ieri l’altro, dei venti calchi appena restaurati, vedremo l’Iseion, il tempio di Iside, arricchito con copie degli arredi originali e lo stesso si farà per i giardini di alcune domus. L’obiettivo è quello dare ai visitatori un’idea precisa della vita che si svolgeva a Pompei».
Nella stessa logica si muove la mostra all’Archeologico: più che  l’aspetto filologico degli oggetti esposti, qui viene presentata la percezione che di essi si ebbe nell’arco di tempo che va dai primi ritrovamenti, nel 1748 al bombardamento che, nel 1943 colpì duramente le città vesuviane.
Circa duecento oggetti, fra dipinti, disegni, fotografie, sculture e reperti a documentare due secoli di suggestioni, emozioni, condizionamenti visivi e non solo, che furono determinanti per tutta la cultura europea.
Basti pensare che se ai primi del Settecento gli illuministi si facevano un punto d’onore nel guardare al progresso senza voltarsi indietro, alla fine del secolo il Neoclassicismo imperava non solo nella produzione artistica ma anche negli abiti, nell’arredamento, nello stile di vita.
Via via che emergeva dalla cenere dunque, Pompei risorgeva a nuova vita, ispirando pittori e scultori, architetti e artigiani, sarti e parrucchieri.
E se le danzatrici dipinte da Canova (foto a sinistra) sembrano proprio un’imitazione delle menadi pompeiane (foto a destra), anche l’abbigliamento e la pettinatura di Lady Hamilton, ritratta mentre balla la tarantella nel suo appartamento di Palazzo Sessa, rimanda decisamente alla leggiadria di quegli affreschi a sfondo nero.
Sulla scia delle istanze romantiche, il gusto neoclassico divenne poi superato, ma l’interesse per le rovine conobbe una nuova linfa: il “Viaggio in Italia” di Goethe rende bene l’idea della nuova percezione che dell’antico ebbe l’Ottocento.
Da quando, nel decennio francese, Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat avevano dato un impulso enorme agli scavi, la città sepolta emergeva in tutta la sua imponenza: il foro viene ritratto in ogni prospettiva da pittori francesi e tedeschi che fanno della città un topos del loro grand tour di formazione. E lo stesso accadeva per gli architetti per i quali, i  rilievi degli edifici pompeiani  costituivano parte integrante dell’esame finale.
“Torna al celeste raggio, dopo l’antica oblivio l’estinta Pompei” canta Leopardi nella “Ginestra”: il poeta ne fa la metafora del destino umano. Un approccio tutto romantico, questo, che contrappone la grandiosità delle forze della natura alla sofferenza dell’uomo indifeso, che trova un solido contrappunto visivo nelle gouaches “infuocate” di Félix Auvray e Frédéric-Henri Schopin.
Mentre, sul finire dell’Ottocento, le esigenze del realismo, spingono Morelli e i suoi allievi a immaginare squarci di vita quotidiana: il bagno pompeiano del pittore napoletano rimane un capolavoro assoluto. È una Pompei più domestica, invece, quella dell’inglese Alma-Tadema, decisamente non aulica.
Il Novecento vede ancora gli artisti arrivare a Pompei. ma diverse sono le reazioni: la  pietra scabra del “Bevitore” di Arturo Martini riprende le movenze del calco di giovane donna; mentre Picasso respira l’aria mediterranea e la trasforna in una tela tinta di azzurri luminosi e rotondità primordiali.
Un percorso suggestivo che si snoda lungo la Sala della Meridiana, trasformata per l’occasione in labirinto emozionale dall’architetto Francesco Venezia. Una scelta coraggiosa, che allontana la conoscenza dall’erudizione e la coniuga con la sorpresa e lo stupore. Un atto d’amore per Pompei. Complici, sicuramente, quegli amorini che sgambettano inquieti in braccio a Venere.

"Modigliani, Les Femmes", il genio livornese in mostra a Napoli

L’arte, in quanto manifestazione della creatività umana e quindi della sua continua evoluzione e variazione, è in continuo divenire. La sua fruizione si sta ampliando, arricchendo.

In questo nuovo filone divulgativo si inserisce l’Istituto Amedeo Modigliani che, in preparazione del centenario della morte del grande artista livornese (1920-2020), presenta la prima sezione di un’opera di altissimo valore e pregio, mai rappresentata e organizzata prima, sull’intera produzione artistica di Modigliani. Il focus della prima delle “Modigliani Experience” è sulle donne: “Les Femmes”. Una installazione, presso l’Agorà Morelli in via Domenico Morelli 61 a Napoli (dal 22 maggio al 9 agosto), interamente realizzata con l’ausilio delle moderne tecnologie.

La mostra presenta 50 opere di Amedeo Modigliani, delle quali l’Istituto possiede i diritti di utilizzo, riprodotte ad altissima definizione su uno speciale supporto montato su pannelli retroilluminati a led, grazie a un processo che ha consentito l’assoluto rispetto delle dimensioni e dei colori dell’originale. Arricchiscono e contestualizzano storicamente la mostra oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita del grande artista italiano. Un corredo tecnologico di video, filmati, animazioni in compositing e app, rende infine questa mostra un evento straordinario di comunicazione e di divulgazione culturale.

«Coltiviamo un sogno, una speranza: costruire, realizzare la Casa Modigliani in Italia – afferma Luciano Renzi, Presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani – non un luogo meramente celebrativo, ma soprattutto un luogo vitale, dinamico, in grado nel nome del grande artista di sviluppare, alimentare,  la nuova creatività italiana e internazionale. Desideriamo avviarci alle celebrazioni del centenario della morte di Modigliani cercando non solo di realizzare l'opera omnia dell'artista in retroilluminazione, ma soprattutto raccogliere in tutto il mondo il contributo di artisti contemporanei viventi affinché si possa concretizzare il più grande Omaggio artistico e culturale all'opera di Modigliani. L'arte del genio livornese, la tecnologia, la rete, l'esperienzialità delle mostre, il contributo della pittura internazionale contemporanea,  possono determinare il più grande omaggio alla bellezza e all'arte italiana».

Una mostra itinerante, internazionale, che vedrà una mini-edizione in contemporanea rispetto a quella di Napoli, presso l’MdM Museum di Porto Cervo, dal 25 luglio al 5 settembre 2015.

“Les Femmes” sarà un’esperienza visiva e divulgativa che, grazie ai nuovi metodi di fruizione applicati al bene culturale, darà l’opportunità anche al pubblico meno abituato a frequentare le sale di mostre e musei, di lasciarsi trasportare dal fascino delle opere di Modigliani.

Ne sono state una valida dimostrazione di ciò “Le Mostre Impossibili” e “Van Gogh Alive”, installazioni multimediali che, coniugando innovazione e tradizione, hanno arricchito l’esperienza dei numerosi visitatori accorsi.

ORARI: Lun-Gio 10 – 20 , Ven-Sab-Dom 10 – 24.

PREZZI: 10 euro ingresso mostra, 15 euro ingresso congiunto mostra e visita standard tunnel.

Libri parlanti al Vomero

Libri e lettori  al Vomero per una mattinata indimenticabile. Gli studenti dei licei e della scuola media del quartiere diventano operatori culturali animando  le strade principali con performance letture. Una passeggiata tra le strade del Vomero alla scoperta dei loro nomi in un tour letterario. Un reading di scrittori, giornalisti e attori che leggono brevi testi scelti da loro. Via Luca Giordano, via Scarlatti, via Bernini e la Galleria Vanvitelli sono lo scenario dell’iniziativa che coinvolge numerosi negozi davanti ai quali gli studenti leggono racconti o pagine di romanzo che hanno attinenza con le merci esposte. Per una gioielleria, niente di meglio di “Colazione da Tiffany” di Truman Capote; o di “Casa di bambola” per uno spazio dedicato ai giocattoli. Un modo originale per avvicinare alla lettura gli abitanti di un quartiere che in pochi anni ha visto chiudere tutte le librerie.

I TEMPI E I LUOGHI DELLA MANIFESTAZIONE Dalle 9,30 alle 12, i ragazzi si alternano in letture e performance secondo le diverse zone di competenza: in via Luca Giordano (all’altezza di Spatarella) ci sono i liceali del “Sannazaro”; nel primo tratto di via Scarlatti, quelli del “Pansini”; nel secondo tratto di via Scarlatti e in piazza Vanvitelli, gli studenti del “Mazzini”; in via Bernini, nei pressi della Galleria Vanvitelli i ragazzi della scuola media “Viale delle Acacie”. Una postazione fissa dei disegnatori Scuola Italiana Comix si trova nella Galleria Vanvitelli.

Contemporaneamente, Alle 10, nei pressi della Biblioteca Comunale Croce, inizia il tour letterario con la guida turistica della Regione Campania, Alessia Zorzenon, che illustra la toponomastica vomerese.

Alle 12 alle scale di piazza Fuga. Reading con scrittori e giornalisti condotto  dalla giornalista Federica Flocco. Intervengono Lucio Allocca, Francesco Bellofatto, Antonella Cilento, Mario Coppeto, Giuliana Covella, Nino Daniele,  Maurizio de Giovanni, Ornella Della Libera, Alberto Della Sala, Angela Di Maso, Gildo De Stefano, Marco Gaudini, Pino Imperatore, Antonella Ossorio, Flavio Pagano, Giulio Perrone, Stefano Piedimonte, Francesco Pinto, Francesco Romanetti. Interventi musicali del chitarrista Carlo Campanile.

 

 

 

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