Martedì 18 Dicembre 2018 - 19:25

Pop art, Nespolo torna a Napoli: "Una delle città più belle al mondo"

NAPOLI. Unite dai colori della pop art di Ugo Nespolo, Napoli e Torino hanno celebrato nelle sale del Gran Caffè Gambrinus il debutto delle nuove opere dell’artista piemontese che ha scelto la città all’ombra del Vesuvio per svelarle al pubblico. Una bilancia segno di giustizia, una calcolatrice simbolo della precisione e un cuore che batte emblema della medicina: sono queste le tre immagini centrali delle serigrafie che Ugo Nespolo, esponente della corrente artistica contemporanea, ha scelto per rappresentare Le professioni dell’Uomo di legge, il commercialista e il medico da lui considerate le più importanti della società attuale. Le tavole sono state presentate nel corso di una cerimonia organizzata grazie alla casa d’arte Omnia Arte, società napoletana attiva dal 2000 nel campo della valorizzazione e fruizione delle opere d’arte. Le serigrafie, che hanno una tiratura ridotta e numerata in 99 esemplari, sono state stampa a mano e poi ritoccate a mano con la tecnica della foglia d’oro e del collage.

“Sono torinese ma considero Napoli una delle città più belle al mondo che conosco bene anche grazie a mia moglie originaria di questa città – ha spiegato Nespolo – e ricordo con piacere la mostra antologica al Palazzo Reale, nel 2000 intitolata “Nespolo + Napoli”. “La scelta di rappresentare queste professioni – ha proseguito - è dettata dalla volontà di raccontare un’Italia produttiva, un’Italia che ragiona. Dietro queste professioni, c’è ricerca, innovazione; e questo è molto importante”. Presenti in sala i titolari della Omnia Arte Luciano Passalacqua, Domenico Cuozzo e Lorenzo dell’Aversana e numerosi invitati tra cui i Presidenti degli ordini professionali degli Avvocati, Maurizio Bianco, e dei Commercialisti, Vincenzo Moretta che hanno ricevuto in dono le prime copie delle opere.  “Nespolo è uno dei più grandi artisti contemporanei – ha spiegato Luciano Passalacqua, amministratore di Omnia Arte -. Ci ha conosciuto attraverso il nostro volume sul Regno di Napoli e ci ha aiutato il fatto che la moglie dell’artista sia napoletano. Avevamo un intento ben preciso, realizzare le professioni, nell’ambito di una sua analoga esperienza sul mestiere dell’uomo. Così siamo riusciti a realizzare un ponte ideale per unire l’Italia, attraverso arte e bellezza”.

Dialogue: Fatte o' Fattoush, quando il cibo è integrazione

L’integrazione attraverso l’arte gastronomica e lo scambio di culture: queste possono esser le leve su cui puntare per creare comunità e confronto.  Lo sanno bene i tanti professionisti di Dialogue Place , l’incubatore di imprese sociali multiculturali che offre servizi di consulenza e l'opportunità di partecipare a scambi imprenditoriali in Europa e nel mondo a tanti giovani. E proprio nell’ottica dell’integrazione è stato organizzato l’evento “Fatte o’ fattoush-Cine aperitivo etnico” previsto per Giovedì 8 novembre 2018 dalle ore 18:00 presso Dialogue Place, via Portacarrese a Montecalvario, 69, Napoli Un modo per trascorrere un pomeriggio all’insegna della scoperta dei sapori del mondo, introdotto dalla proiezione del cortometraggio vincitore di Moviemmece Cinefestival della biodiversità del cibo e delle culture , Cinefestival delle biodiversità del cibo e delle culture 2018. Durante la serata Shukri Khalif Abdulle, chef somala e napoletana di adozione, reduce da Master Chef Italia,  preparerà il Fattoush, una tipica insalata libanese, raccontando il suo incontro con i prodotti della terra e la sua esperienza di migrante.
Fatte o' Fattoush è organizzato da Project Ahead e Dialogue Place.
 

Dialogue: Fatte o' Fattoush, quando il cibo è integrazione

L’integrazione attraverso l’arte gastronomica e lo scambio di culture: queste possono esser le leve su cui puntare per creare comunità e confronto.  Lo sanno bene i tanti professionisti di Dialogue Place , l’incubatore di imprese sociali multiculturali che offre servizi di consulenza e l'opportunità di partecipare a scambi imprenditoriali in Europa e nel mondo a tanti giovani. E proprio nell’ottica dell’integrazione è stato organizzato l’evento “Fatte o’ fattoush-Cine aperitivo etnico” previsto per Giovedì 8 novembre 2018 dalle ore 18:00 presso Dialogue Place, via Portacarrese a Montecalvario, 69, Napoli Un modo per trascorrere un pomeriggio all’insegna della scoperta dei sapori del mondo, introdotto dalla proiezione del cortometraggio vincitore di Moviemmece Cinefestival della biodiversità del cibo e delle culture , Cinefestival delle biodiversità del cibo e delle culture 2018. Durante la serata Shukri Khalif Abdulle, chef somala e napoletana di adozione, reduce da Master Chef Italia,  preparerà il Fattoush, una tipica insalata libanese, raccontando il suo incontro con i prodotti della terra e la sua esperienza di migrante.
Fatte o' Fattoush è organizzato da Project Ahead e Dialogue Place.
 

Frammenti di storia, la Scientifica in mostra alla Reggia di Caserta

CASERTA. La Polizia di Stato porta a Caserta la mostra fotografica nazionale itinerante “Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica”. L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso aprile, ripercorre alcuni dei momenti più drammatici e significativi della storia del Novecento e dell’inizio del nuovo Millennio, attraverso il lavoro ultracentenario della Polizia Scientifica, un’eccellenza del panorama mondiale, da sempre al servizio delle libertà del cittadino. Negli spazi espositivi, allestiti con numerosi pannelli fotografici e teche, sono mostrate immagini esclusive relative a fatti che hanno segnato la storia del nostro Paese, come l’arresto di Sandro Pertini, il futuro presidente della Repubblica, fermato dai fascisti, l’omicidio di Giacomo Matteotti avvenuto nel 1924, e poi, risalendo la corrente del tempo, il mostro di Firenze, le stragi di mafia e quelle dell’eversione nera. La mostra, ospitata presso la Reggia di Caserta, sarà inaugurata martedì 23 ottobre alla presenza di Autorità e rappresentanti delle Istituzioni del territorio. Da mercoledì 24 a domenica 28 ottobre i visitatori del Monumento vanvitelliano, guidati dal personale della Polizia Scientifica, potranno ripercorrere alcuni dei passaggi fondamentali della storia italiana, attraverso l’esposizione allestita nella suggestiva cornice del Vestibolo della Reggia. Oltre alla collezione fotografica mostrata nelle numerose città italiane coinvolte, saranno esposti materiali esclusivi relativi a importanti avvenimenti riguardanti la provincia di Caserta e la regione Campania. Tra le dotazioni della Polizia Scientifica, sarà inoltre mostrato all’opera il Forensic Fullback, il veicolo destinato alle scene del crimine più complesse con dotazioni tecnologicamente avanzate.

Pompei, un'iscrizione cambia la data dell'eruzione: fu in ottobre

POMPEI. Un'iscrizione a carboncino ritrovata nella Regio V di Pompei supporta la teoria che la data dell'eruzione del 79 d.C. fosse a ottobre e non ad agosto. La scritta è infatti datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 17 ottobre. L'iscrizione appare in un ambiente di una casa che era in corso di ristrutturazione a differenza del resto delle stanze già completamente rinnovate. Trattandosi di carboncino, fragile ed evanescente che non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, è più probabile quindi che si tratti dell'ottobre del 79 d.C., una settimana prima della grande catastrofe che sarebbe, secondo questa ipotesi, avvenuta il 24 ottobre.

IL MINISTRO. «Oggi, con umiltà, un pochino stiamo riscrivendo i libri di storia». Così il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli commenta il ritrovamento di un'iscrizione a carboncino nella Regio V degli scavi archeologici di Pompei che supporta la teoria secondo cui l'eruzione del Vesuvio che distrusse la città sarebbe avvenuta a ottobre e non ad agosto del 79 d.C. «Quando facciamo ricerca il bello è che troviamo qualcosa che non cercavamo - aggiunge Bonisoli - l'iscrizione scoperta semplicemente ci aiuta a datare meglio quella che è la data della famosa eruzione. Non è più agosto ma ci muoviamo verso ottobre, il che da un certo punto di vista ci aiuta a capire come mai qui trovavamo tanti melograni, e sappiamo che il melograno di solito non matura in estate ma più avanti». Bonisoli ipotizza che «nel Medioevo qualche amanuense possa essersi sbagliato a trascrivere la lettera di Plinio», quella dalla quale si evinceva che l'eruzione del Vesuvio fosse avvenuta il 24 agosto. 

LA DATAZIONE DEGLI SCAVI. Potrebbero essere iniziati anche prima del 1748 gli scavi nell'area sulla quale insisteva l'antica città di Pompei. L'ipotesi è stata presentata dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, in visita negli scavi archeologici di Pompei, riportato alla stampa quanto riferitogli dal direttore del Parco archeologico Massimo Osanna in merito alle scoperte degli scavi della Regio V. «Da quello che vediamo - ha spiegato Bonisoli - può darsi che ci siano state delle escavazioni non solo di tombaroli, ma qualcosa di più anche nel secolo precedente. Ma quello era il secolo della Controriforma e, forse, non era politically correct scavare qualcosa relativo a un'età ritenuta barbara o legata a pagani. Nel 1700 il clima era cambiato, c'era l'Illuminismo e la voglia di conoscere il periodo storico classico più di prima, e si è avuto il coraggio intellettuale di scavare». Secondo Bonisoli «è importante da ricordare ai nostri giovani il coraggio di fare cose che non sempre sono popolari e accettate, ma che sono importanti e portano ad un aumento della conoscenza».

TUTELA E RICERCA. «Quello che sta succedendo qui a Pompei in queste settimane e in questi mesi è un esempio di come si possa fare tutela e ricerca allo stesso tempo». Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, in visita al Parco archeologico di Pompei dove ha assistito agli scavi in corso nella Regio V.  «Qui a Pompei - ha aggiunto Bonisoli - si sono utilizzati, a seconda di quando si è scavato, modi diversi di scoprire quello che c'era, alcuni invasivi altri meno. Ora siamo a un livello molto avanzato, siamo riusciti a fare un lavoro di estrema qualità mettendo insieme professionalità diverse e nuove tecnologie. Questo è qualcosa di estremamente valido e di eccellenza che succede qui, in Campania, vicino Napoli, a Pompei. Non in America, in Cina o in Giappone. Non parliamo di uno dei poli della tecnologia mondiale, ma del Sud Italia. Quello che succede qui è assolutamente a livello di eccellenza mondiale».

Premio Napoli, “Gli autori dialogano con i lettori"

NAPOLI. Scuole e università, chiese, musei ed edifici storici, istituti di detenzione, centri culturali e circoli sportivi. Ecco le tappe della rassegna “Gli autori dialogano con i lettori”, una tournée letteraria che da mercoledì 17 ottobre a venerdì 16 novembre vedrà i nove finalisti dell’edizione 2018 del Premio Napoli a confronto con il loro pubblico in diversi luoghi della città. I protagonisti saranno Giorgio Falco, Michele Mari e Davide Orecchio, candidati per la sezione “Narrativa”; Mariano Baino, Guido Mazzoni ed Elio Pecora, candidati per la sezione “Poesia”; Donatella Di Cesare, Francesco Merlo e Matteo Vegetti, candidati per la sezione “Saggistica”.

Presenti a ogni appuntamento Domenico Ciruzzi e Alfredo Contieri, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Premio Napoli, che in un progetto di rinnovato sostegno al territorio, dal centro alle periferie e viceversa, coinvolge numerosi nomi noti del panorama letterario italiano. «Leggere è un atto di ribellione contro l’anestetizzazione imperante. È un modo per diventare più consapevoli e per poter compiere scelte sia politiche che etiche, indispensabili per vivere appieno la democrazia», commenta Domenico Ciruzzi.

Il ciclo d’incontri, ideato e organizzato da Carmen Petillo, farà da prologo alla 64esima edizione del Premio Napoli, che conferma ancora una volta il suo spirito colto e al contempo popolare: i riconoscimenti, che rappresentano il risultato dei voti espressi da più di 1.300 “giudici lettori”, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica, saranno consegnati nel corso della cerimonia in programma martedì 18 dicembre al Teatro Mercadante.

A Donatella Di Cesare, autrice del saggio “Stranieri residenti” (Bollati Boringhieri), il compito di inaugurare la rassegna con due rendez-vous nello stesso giorno: mercoledì 17 ottobre alle ore 11 nell’aula 4 dell’università Federico II e alle ore 17 nella chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. Il Museo Archeologico Nazionale ospiterà lunedì 22 ottobre alle ore 17 Elio Pecora con la sua raccolta poetica “Rifrazioni” (Mondadori). Pecora incontrerà anche gli alunni del liceo scientifico Brunelleschi di Afragola martedì 23 ottobre alle ore 10.

La Fondazione Premio Napoli, mercoledì 24 ottobre alle ore 17, e il liceo scientifico Giordano Bruno di Arzano, giovedì 25 ottobre alle ore 10, accoglieranno Giorgio Falco con il romanzo autobiografico “Ipotesi di una sconfitta” (Einaudi). Doppio appuntamento pure per Francesco Merlo, autore del “Sillabario dei malintesi” (Marsilio): lunedì 29 ottobre alle ore 17 alla Fondazione Premio Napoli e martedì 30 ottobre alle ore 10 al liceo scientifico Elio Vittorini. Sempre martedì 30 ottobre alle ore 17 nel Centro Mamu di Ponticelli si parlerà del libro “L’invenzione del globo” (Einaudi) con Matteo Vegetti, atteso anche dagli allievi della scuola militare Nunziatella il giorno seguente, mercoledì 31 ottobre, alle ore 10.

In fila per l’ultima tranche d’incontri: Guido Mazzoni con “La pura superficie” (Donzelli), martedì 6 novembre alle ore 17 alla Fondazione Premio Napoli e mercoledì 7 novembre alle ore 10 nella Casa circondariale di Poggioreale; Mariano Baino con “Prova d’inchiostro e altri sonetti” (Aragno), che sarà con Mazzoni al centro del dialogo con i lettori-detenuti di Poggioreale mercoledì 7 novembre alle ore 10 e poi, alle ore 17, si trasferirà alla Fondazione Humaniter; Davide Orecchio con “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax), lunedì 12 novembre alle ore 17 al Circolo Ilva di Bagnoli e martedì 13 novembre alle ore 10 nel liceo artistico Boccioni-Palizzi; Michele Mari con “Leggenda privata” (Einaudi), venerdì 16 novembre alle ore 10 con gli allievi del liceo classico Umberto I e alle ore 15,30 con gli studenti dell’università Suor Orsola Benincasa.

ArcheocineMANN: al via il Festival dedicato a cinema ed archeologia

NAPOLI. L'archeologia in dialogo con il cinema, per raccontare il nostro patrimonio culturale grazie a nuovi linguaggi: sarà in programma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da mercoledì 17 a sabato 20 ottobre, il Festival Internazionale "ArcheocineMANN", organizzato in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. In anteprima al Castello di Baia, lo straordinario passato sarà restituito attraverso lo sguardo artistico ed emozionale del cinema, in un contesto unico come quello della fortezza aragonese. Martedì prossimo (ore 10.30), dopo il saluto del direttore Paolo Giulierini, inizieranno le proiezioni, ripetute poi nel pomeriggio alle 16:30. "Pavlopetri. Un tuffo nel passato" di Paul Olding mostrerà l'importante scalo del Mediterraneo antico, lungo le coste meridionali della Grecia, sommerso dalle acque e scoperto nel 1967 tra fondazioni, templi e sepolture che raccontano della civiltà occidentale. Sarà poi la volta del film francese "Indagini in profondità - Il naufragio del Francesco Crispi", di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol, per ripercorrere la drammatica e misteriosa storia del piroscafo affondato nel 1943. Tre le sezioni in cui sarà articolata la rassegna nelle giornate di mercoledì 17, giovedì 18 e venerdì 19 ottobre: proiezioni mattutine per le scuole (ore 10); "MANN fuori concorso" (ore 15), con video e spot, realizzati dal Museo nella propria attività di valorizzazione; "Premio MANN"(ore 16), con la programmazione di spettacoli pomeridiani e la votazione in sala, da parte del pubblico, del film più gradito. 

GRAN FINALE. Gran finale sabato 20 ottobre: alle 11, conferenza per presentare, alla stampa ed al pubblico, le nuove produzioni audiovisive del MANN, rappresentate dai cinque cortometraggi del progetto "L'antico presente" di Lucio Fiorentino e dai dieci video "What's on" di Mauro Fermariello; insieme ai registi Fiorentino e Fermariello, interverranno il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, Daniela Savy (Università Federico II/Progetto OBVIA) e Ludovico Solima (Università della Campania Luigi Vanvitelli). Nel pomeriggio, alle 17.30, dopo la proiezione della pellicola "Il misterioso vulcano del Medioevo", cerimonia di consegna del Premio MANN Napoli 2018: presente un ospite a sorpresa che conferirà il riconoscimento alla pellicola più apprezzata dai partecipanti al Festival. "Undici film per raccontare non soltanto l'archeologia nell'area del Mediterraneo, ma anche la cultura dei paesi limitrofi: una selezione attenta che rappresenta un viaggio alle origini delle civiltà ed, allo stesso tempo, un'incursione curiosa nel modo di fare ricerca oggi", commenta il Direttore Artistico del Festival, Dario Di Blasi.

CULTURA ARCHEOLOGICA. Saranno tante, infatti, le grandi pagine della cultura archeologica riscoperte da "ArcheocineMANN": nella mattinata di mercoledì 17 ottobre, il valore simbolico dei grandi monumenti megalitici sarà raccontato nella pellicola francese "L'enigma del Gran Menhir", mentre un corto portoghese ricostruirà, idealmente, la sepoltura del bambino di Lapedo di ventinovemila anni fa; nel pomeriggio, apertura del Festival con la proiezione de "La grande Odissea" e con l'intervista a Fabio Martini (Ordinario di Paletnologia all'Università di Firenze). Intensa la programmazione anche per giovedì 18 ottobre: se "Iceman Reborn", alle 10, sarà dedicato alla più antica mummia della terra, riportata in vita grazie alle tecnologie 3D, a partire dalle 16, saranno ben tre le proiezioni in programma ("Sotto la sabbia", "I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi Fenici e Focesi", "Indagini in profondità. Ci siamo tuffati nella Luna"), con una gradita finestra di approfondimento rappresentata dall'incontro/intervista fra la conduttrice televisiva Syusy Blady (alias Maurizia Giusti) e Valentino Nizzo (Direttore Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia). Molteplici, ancora, i fili tematici intrecciati nella giornata di venerdì 19 ottobre: dalle 10, spazio a "Il Profumo ritrovato" ed agli aromi nell'antica Pompei; dalle 16, non soltanto itinerari di scoperta tra la Sardegna e la Valle dei Re, ma anche confronto in sala con Rosanna Pirelli (docente di Egittologia e Archeologia egiziana all'Università Orientale di Napoli). 

GIULIERINI: NUOVI SENTIERI DI COMUNICAZIONE. «ArcheocineMANN è un itinerario colto nei nuovi sentieri di comunicazione del patrimonio archeologico: è un itinerario che facciamo sulle ali della grande produzione internazionale, sintetizzando anche l'esperienza che, come Museo, portiamo avanti da tempo per veicolare, in modo originale, contenuti culturali di qualità», afferma il direttore, Paolo Giulierini. Durante la rassegna, infatti, l'Archeologico si presenterà come vero e proprio centro di produzione di particolari creazioni audiovisive: dalle MANNstories di Fermariello al video costruito da Stefano Incerti, dal trailer del videogioco archeologico "Father and son" ai "Volti del MANN" di Paolo Soriani, dall' "Alcubierre" de "Il Cartastorie" alla ricostruzione virtuale del plastico di Pompei. Indispensabile, per la realizzazione del Festival, la sinergia con "Archeologia viva", diretta da Piero Pruneti: una sinergia riflessa non soltanto nella divulgazione dell'attività del MANN, ma anche nella presenza del Museo ad un importante momento di confronto, come il salone "TourismA", organizzato dalla rivista fiorentina. 

Artecinema, si comincia con Basquiat

di Chiara Reale

È diventato ormai un appuntamento tipico dell'autunno artistico e culturale napoletano Artecinema, il Festival Internazionale di Cinema sull'Arte Contemporanea, che giunge quest'anno alla ventitreesima edizione. Come orgogliosamente ama ricordare Laura Trisorio, curatrice e promotrice con la sua galleria d'arte Studio Trisorio della rassegna, Artecinema si è evoluto negli anni, sia nei “contenuti” che nei “contenitori”: dai suoi esordi nella sala Dumas, nella sede dell'Institut Français di Napoli, la rassegna, che oggi è ospitata dal Teatro di San Carlo nella serata inaugurale e dal Teatro Augusteo per le successive, coinvolge artisti di spicco del panorama artistisco internazionale, portando al pubblico documentari e film delle più prestigiose produzioni e dei videomaker di settore più affermati. Sono circa trenta i documentari selezionati ogni anno, suddivisi nelle sezioni Arte e dintorni, Architettura e Fotografia, per oltre settemila spettatori, non solo di “addetti ai lavori”, provenienti dal territorio nazionale e dall'estero.

A inaugurare l'Edizione 2018, nella serata che si terrà al Teatro di San Carlo giovedì 11 ottobre, due dei documentari ritenuti fra i più interessanti: “Soundings 2018” – Lucia Romualdi & Francesco De Gregori, di Paolo Pittoni e Lucia Romualdi; e “Basquiat: Rage to Riches” (nella foto, un frame), di David Shulman.
Soundings 2018 è la narrazione filmica di un'installazione - progettata nel 2014 per lo Studio Trisorio – ideata da Lucia Romualdi attorno alla canzone Cardiologia di  Francesco De Gregori, a cui l'artista contrappone le proprie “partiture di luce” e i suoni dei proiettori Kodak in movimento continuo. Ciò che ne viene fuori è raccontato attraverso la macchina da presa: un dialogo fra due artisti che utilizzano mezzi espressivi diversi ma complementari, nel tentativo di esplorare a due voci il concetto di lontananza.
Di interesse storico – se possiamo già parlare di Storia per i protagonisti dei movimenti artistici degli anni '80 del XX secolo – è invece il contenuto del documentario “Basquiat: Rage to Riches”, nel quale è rappresentata l'ascesa e la caduta di uno dei più importanti artisti degli ultimi decenni, Jean-Michel Basquiat. Il documentario propone una visione intima dell'artista, avvalendosi delle testimonianze delle sorelle Lisane e Jeanine, che non avevano mai concesso in precedenza interviste sul fratello e sulla sua arte. L'intimo Ritratto dell'artista da giovane è completato dai contributi dei galleristi Bruno Bischofberger, Larry Gagosian e Mary Boone e di coloro che hanno condiviso con l'artista newyorkese le gioie e soprattutto i drammi di una vita artisticamente prolifica e ricca di eccessi. Ospiti della serata, insieme a Laura Trisorio, Lucia Romualdi, protagonista di Soundings 2018; David Schulman, regista del film  dedicato a Basquiat; il Console francese Laurent Burin des Roziers; Andrea Viliani, direttore del Museo Madre; Giulia Russo, direttrice del carcere di Secondigliano e Ennio Cascetta, in rappresentanza della Metropolitana di Napoli.
I documentari dedicati ai grandi protagonisti del Novecento continueranno a succedersi, fra gli altri, nei giorni successivi all'inaugurazione e fino al 14 ottobre, sullo schermo del teatro Augusteo, a titolo interamente gratuito. Da Frida Kahlo, Diego Rivera, une passion dévorante  di Catherine Aventurier, dedicato alla tormentata storia d'amore fra Frida Kahlo e Diego Rivera, a Finding Places, Lawrence Carroll di Simona Ostinelli, che ripercorre le fasi salienti del percorso artistico di Lawrence Carroll, uno dei più importanti interpreti del monocromo, passando per il lungometraggio Mapplethorpe: Look at the Picture, di Fenton Bailey e Randy Barbato, vera e propria “opera sull'opera” di uno dei più controversi fotografi del nostro secolo: Robert Mapplethorpe.

 

Oltre seimila visitatori a Pietrarsa per i 179 anni della Ferrovia

NAPOLI. Oltre 6mila visitatori hanno varcato i cancelli del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa per partecipare agli eventi organizzati in occasione dei 179 anni delle ferrovie in Italia. I festeggiamenti per celebrare il viaggio inaugurale del treno che percorse i binari della Napoli – Portici, prima linea ferroviaria del Paese, hanno visto una crescente affluenza, tra mercoledì 3 e domenica, di gruppi familiari, scolaresche e turisti provenienti da tutto il mondo. Per partecipare agli eventi, che hanno costituito ricca anticipazione per le celebrazioni del prossimo anno, domenica scorsa è stato anche allestito il Pietrarsa Express, treno con carrozze d’epoca su cui hanno preso posto circa 150 persone che hanno voluto aggiungere alla loro esperienza l’emozione di un viaggio “d’altri tempi”. Le mostre, gli spettacoli, i balli, le sfilate in costume e le performance artistiche che si sono susseguite tra i padiglioni e i viali del polo museale coinvolgendo 12 associazioni culturali e sportive, due compagnie teatrali e una di danza, hanno fatto registrare un alto indice di gradimento. La kermesse, organizzata dalla Fondazione FS Italiane, è stata patrocinata dai Comuni di Napoli e Portici.

 

Nobel Economia a Nordhaus e Romer

Il Premio Nobel 2018 per l'Economia è stato assegnato dalla Sveriges Riksbank a due studiosi americani, William Nordhaus e Paul Romer. Le motivazioni della decisione della banca centrale di Stoccolma riconoscono ai due economisti l'integrazione nelle analisi macro-economiche di lungo termine "dei cambiamenti climatici" - nel caso di Nordhaus - di quelle tecnologiche nel caso di Romer.

"Le loro scoperte - si sottolinea - hanno ampliato significativamente la portata dell'analisi economica costruendo modelli che spiegano come l'economia di mercato interagisce con la natura e la conoscenza".

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