Mercoledì 19 Settembre 2018 - 13:56

Premio Ischia, si parte con Zina Hamu

ISCHIA. La XXXIX edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo parte da Fiumicino con Zina Hamu, vincitrice del Premio Ischia Giornalismo dei Diritti umani che incontra la stampa italiana all'aeroporto Internazionale "Leonardo da Vinci" giovedì 7 giugno alle ore 12,00. Tantissime le tv straniere e le associazioni umanitarie provenienti da tutto il mondo che si sono accreditate per l'evento: French Institute in Rome, Amar Foundation in London, Krg France, Unicef, Lcc university Lituanie, Polka Magazine, Kurdish and Iraqi Artistes in Italy, Kurdistan 24 TV. Zina Hamu, è una ragazza yazida di 18 anni, che partecipando al progetto Unicef per diventare fotoreporter, è sfuggita alle persecuzioni dell'isis. Con l'accoglienza presso l'Aeroporto internazionale "Leonardo da Vinci", il Premio Ischia ha voluto sottolineare il valore universale della libertà di stampa che è libertà di raccontare il mondo. Sempre in occasione del Premio Ischia si terrà la prima edizione del Premio Terna che è stato assegnato a Roberto Giovannini, per l'informazione ecosostenibile. Caporedattore de La Stampa, ha sempre seguito con grande entusiasmo i temi legati alla sostenibilità ambientale, industriale e all'energia, progettando e ideando "Tuttogreen", l'inserto mensile della Stampa dedicato al mondo della sostenibilità in cui vengono affrontati diversi temi ambientali, dalla difesa del territorio alla lotta al cambiamento climatico. Il premio sarà consegnato da Luca Torchia, responsabile comunicazione e sostenibilità di Terna. Altri riconoscimenti speciali sono andati all'agenzia di stampa Italpress per i trent'anni di attività e a Canale 21 per l'informazione regionale della Campania. Il premio Databenc, in collaborazione con Cultura Italiae è stato vinto da Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune, testata on line di contenuti e servizi dedicata all'arte e alla cultura contemporanea. Tra le novità di questa edizione una app per dispositivi mobile che, in collaborazione con Data Stampa, permetterà la fruizione delle rassegne, delle agenzie di stampa e dei contenuti audio e video, nonché la consultazione di diversi quotidiani. Il Premio Ischia si terrà a Lacco Ameno Venerdì 8 e Sabato 9 giugno, sarà seguito come, media partner da Rai News 24 e Radio Montecarlo, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Geronimo Stilton testimonial d'eccezione degli Scavi

POMPEI. Un testimonial d'eccezione per un progetto educativo che intende aumentare la consapevolezza e la sensibilità dei più giovani nei confronti del patrimonio culturale mondiale. Sarà Geronimo Stilton, il topo giornalista amatissimo dai bambini di tutto il mondo, il testimoniale del progetto rivolto ai giovani cittadini del territorio del sito Unesco di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, in collaborazione con l'Osservatorio permanente del Centro storico di Napoli in programma per l'anno 2018-2019. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'azienda milanese Atlantyca Entertainment che gestisce i diritti editoriali internazionali, di animazione e licensing del personaggio Geronimo Stilton, sarà presentato martedì 5 giugno alle ore 12 nella Palestra Grande degli scavi di Pompei dai direttori generali dei Parchi archeologici di Pompei, Massimo Osanna, e di Ercolano, Francesco Sirano, dal direttore del Grande progetto Pompei, generale Mauro Cipolletta, e dal segretario generale del Ministero per i beni e le attività culturali Ufficio Unesco, Silvia Patrignani. 

"Viaggio lib(e)ro", cerimonia conclusiva in Comune

NAPOLI. Si è svolta stamani, nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino, la cerimonia conclusiva della terza edizione del progetto “Viaggio Lib(e)ro" promosso dalla commissione consiliare Scuola, presieduta da Luigi Felaco, in collaborazione con Graus editore, e patrocinata dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania. Sono dodici le scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno partecipato alla competizione. Il Sindaco Luigi de Magistris ha premiato le due finaliste, l'Istituto Siani di Casalnuovo e l'Istituto Nazareth di Napoli e consegnato una targa a tutti gli altri partecipanti intervenuti oggi: l'istituto Nitti, il liceo Vittorio Emanuele II, l'istituto Regina Coeli, l'istituto Flacco, l'istituto Cuoco-Campanella, l'istituto Alpi-Levi, l'istituto Mazzini, il liceo Manzoni di Caserta. Come ha spiegato in apertura la preside dell'Istituto Regina Coeli Angela Procaccini, coordinatrice del progetto, l'obiettivo di questa "kermesse del libro" è quello di avvicinare i giovani alla lettura e al contatto diretto con gli autori, reinterpretando il testo attraverso altri prodotti culturali scelti tra cortometraggi, recensioni, opere artistiche e teatrali. Sono intervenute: Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena, il ragazzo che nel 2012, a quindici anni, si suicidò in seguito ad atti di bullismo nei suoi confronti, come racconta nel suo libro edito da Graus; ha raccontato la vicenda e ha invitato i giovani ad intraprendere un percorso di civiltà e di presa di coscienza contro il bullismo; la preside del liceo Manzoni, Adele Vairo, ha ricordato che il progetto “Viaggio Lib(e)ro" è l'esempio di come la scuola possa essere un incubatore di buone pratiche. È stato infine osservato un minuto di silenzio per commemorare proprio Andrea Spezzacatena e Mario Riccio, allievo dell'Istituto Siani e partecipante al progetto “Viaggio Lib(e)ro", scomparso lo scorso inverno mentre svolgeva il suo allenamento di nuoto. L'autore Arturo Nucci ha ricordato ai ragazzi la forza dei libri e l'emozione di essere autori, l'editore Piero Graus ha auspicato che il progetto possa crescere sempre di più, ed i numeri di questa terza edizione mostrano che si può puntare su un futuro per la lettura. Molte sono state le testimonianze di docenti ed alunni sul valore positivo del progetto. Il presidente della commissione Scuola Luigi Felaco ha evidenziato l'importanza del lavoro di critica sul testo svolto dai ragazzi, una vittoria della parola scritta e della lettura che si manifestano in un duplice modo: l'accesso diretto alla fonte e la possibilità - unica di immedesimarsi nei panni degli altri, in uno straordinario percorso collettivo. Nelle conclusioni il sindaco Luigi de Magistris ha evidenziato che i social non possono sostituire la capacità di un libro di segnare la storia e la vita di ognuno. La vera felicità è data infatti dalla cultura, dalla capacità di coltivare emozioni ed il confronto sulle proprie idee, contro la schiavitù dell'apparenza e del denaro. Citando Giovanni Falcone, ha ricordato come solo la conoscenza delle cose sia l'unica arma per sconfiggere il crimine; è grazie alla lettura, infine, che si acquista libertà e dignità. Su questo la scuola svolge un ruolo fondamentale, in particolare in una città come Napoli che ha il più alto tasso di giovani in Europa, e solo restando sempre umani si potranno trovare le vere ragioni della propria vita, imparando anche a non giudicare mai quei giovani, figli di questa città, che le circostanze della vita hanno portato su strade sbagliate. 

Arte orafa: riconoscimento a Napoli per la collezione Spadafora

NAPOLI. L’arte orafa, legata alla famiglia calabra Spadafora, trova un prestigioso riconoscimento a Napoli mercoledì alle ore 10,30 presso la sala pompeiana del Palazzo Reale di Napoli. La soprintendenza partenopea dei Beni Archeologici, infatti, dopo un percorso di studio e di ricerca attivato dall’ex deputato Francesco Laratta e dal discendente della famiglia di artisti orafi Giancarlo Spadafora, ha selezionato oltre 400 oggetti meritevoli, per il ministero dei Beni Culturali, di diventare patrimonio dell’arte Italiana. Gli oggetti, dopo la presentazione tutta napoletana di mercoledì a Palazzo Reale, andranno a comporre una collezione che verrà messa in mostra a partire da questo luglio a Pizzo Calabro. Una tre mesi a cui seguiranno altri appuntamenti per far conoscere come in un paesino della Calabria incastonato nel cuore della Sila, San Giovanni in Fiore, si tramandi da secoli la lavorazione dell’oro, tanto elevata da farne diventare un’arte che oggi viene portata a conoscenza del mondo.Parallelamente alla mostra verrà attivato un percorso volto a creare un’accademia che possa formare artigiani e artisti orafi tanto abili da poter restaurare le tante collezioni secolari che la nostra Italia porta in dote. Questo progetto sarà anche sostenuto attraverso la piattaforma Meridonare, che con il suo supporto al crowdfunding e alla comunicazione sociale, avrà un ruolo decisivo sia per la tutela, gli spostamenti e il recupero di un immobile per una mostra permanente, sia per la formazione dei giovani interessati alle arti orafe e sacre. Un modo per valorizzare le eccellenze territoriali e tramandarle sia culturalmente che professionalmente. Tutti temi che verranno trattati mercoledì mattina alle 10,30, al palazzo Reale dal soprintendente Luciano Garella, da Francesco Laratta, da Giancarlo Spadafora e dal presidente di Meridonare, Marco Musella.

Pompei, un sacchetto di monete al petto: così scappava l'ultimo fuggiasco

POMPEI. Fuggiva dalla furia del Vesuvio con la speranza di salvarsi e con sacchetto di monete stretto al petto, quanto bastava alla sussistenza di una famiglia per un paio di settimane. Si arricchisce di un altro elemento la drammatica storia emersa dall'area archeologica di Pompei e precisamente dagli scavi in corso nel cantiere della Regio V. Nell'area è stato rinvenuto di recente appunto lo scheletro di un fuggiasco che era stato sbalzato all'indietro dal potente flusso piroclastico e colpito da un blocco di pietra che gli aveva tranciato la parte alta del torace e la testa, il tutto all'altezza del primo piano di un edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli formatosi nella prima parte dell'eruzione, indizio che il fuggiasco cercava la salvezza ben dopo l'inzio dei fenomeni eruttivi. Ora da quello scavo sono emerse 20 monete d'argento e 2 in bronzo che erano contenute in una piccola borsetta che l'individuo stringeva al petto. Tra le costole del torace sono dapprima emerse 3 monete poi, via via, rimuovendo i resti della vittima, che saranno portati al Laboratorio di ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei per il prosieguo delle indagini, è venuto fuori il prezioso bottino. Le monete sono allo studio dei numismatici che ne stanno definendo il taglio e il valore, mentre i resti decomposti della piccola borsa contenitore, saranno analizzati in laboratorio per definire il materiale. Ad un primo esame sembrerebbe trattarsi di 20 denari d'argento e due assi in bronzo per un valore nominale di ottanta sesterzi e mezzo. Una tale quantità di monete poteva all'epoca garantire il mantenimento di una famiglia di tre persone per 14, 16 giorni. Le monete hanno cronologia molto varia: è stato possibile esaminarne 15 monete, per la maggior parte repubblicane, a partire dalla metà del II secolo a.C. Una delle monete repubblicane più tarde è un denario legionario di Marco Antonio, comune a Pompei, con l'indicazione della XXI legio. Tra le poche monete imperiali individuate, un probabile denario di Ottaviano Augusto e due denari di Vespasiano. 

Scavi di Ercolano gratis domenica, dolcetti come benvenuto

ERCOLANO. Si ripropone domenica 3 giugno, l'appuntamento mensile dell'ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano con l'iniziativa ministeriale #Domenicalmuseo. Sono stati 5845 i visitatori che hanno fruito del sito nello scorso appuntamento di domenica 6 maggio, e nel mese di maggio grazie anche alle iniziative ministeriali della Festa dei musei, del 19 maggio e 20 maggio - con 4.500 ingressi in soli due giorni di apertura- e Notte dei musei del 19 maggio con 822 i visitatori che hanno fruito del sito in orario serale con un biglietto di solo 1 euro, oltre alle iniziative organizzate al Parco, si è registrato un incremento dei visitatori di oltre il 15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; numeri che, per il personale del Parco, aggiungono impegni e responsabilità per migliorare la qualità dei servizi, in tale ottica, per il 7 giugno è prevista una giornata di studio sulla programmazione strategica organizzata in collaborazione con il Comune di Ercolano e il partner Herculaneum Conservation Project. Intanto, in apertura della stagione estiva, a partire dal 1° giugno, per ampliare e migliorare l'offerta di fruizione ed accogliere sempre meglio i visitatori del Parco prenderanno servizio altre 4 unità di personale della società Ales e si potrà approfittare dei dépliant per le visite tematiche Maiuri pop up (scaricabili on line su ercolano.beniculturali.it). Coloro che visiteranno il Parco Archeologico nella prossima domenica 3 giugno riceveranno il gradito, ormai consueto, benvenuto da parte della Pro Loco Hercvlanevm, che offrirà ai visitatori bevande e dolcetti, inoltre gli ospiti del Parco potranno visitare la mostra Expanded interiors, presentata a metà del mese di maggio, riuscito accostamento di arte contemporanea all'interno del contesto archeologico ad opera di Catrin Huber. Installazioni di arte contemporanea sono inoltre diffuse all'interno del Parco Archeologico, anche al termine dell'anniversario caduto lo scorso 16 maggio, che ha voluto dedicare alla figura di Amedeo Maiuri un intero percorso all'interno del Parco, 'Maiuri pop up', che ricordasse il geniale approccio moderno che caratterizzò la figura dell'archeologo soprintendente. Per tutti coloro che non potranno organizzare la propria visita al Parco Archeologico di Ercolano domenica 3 giugno e, dovendo acquistare il biglietto di ingresso, si invita ad approfittare delle opportunità per 'risparmiare' del tempo nelle attese, rivolgendosi alla biglietteria dedicata, attraverso l'acquisto in anticipo di biglietto: -- artecard, biglietto cumulativo per accedere a diversi siti museali e archeologici campani, per il quale è necessaria l'esibizione alla biglietteria, allo sportello dedicato, per l'emissione del relativo biglietto; on line, sul sito su www.ticketone.it, preferendo le modalità di acquisto per accedere direttamente ai tornelli del Parco, soluzione che evita ogni tipo di attesa.

Scavi di Pompei, riemerge lo scheletro di uomo in fuga dall'eruzione

POMPEI. Il torace schiacciato da un grosso blocco di pietra, il corpo sbalzato all'indietro dal potente flusso piroclastico, nel tentativo disperato di fuga dalla furia eruttiva. E' in questa drammatica posizione, che emerge la prima vittima del cantiere dei nuovi scavi della Regio V di Pompei. «Il mio mandato è iniziato con crolli a Pompei 7 giorni dopo il giuramento da ministro - dichiara Dario Franceschini, ministro uscente dei Beni Culturali - e si conclude sempre a Pompei con ritrovamenti straordinari dopo 4 anni di restauri, di scavi in zone mai esplorate e con 1 milione di visitatori in più». Lo scheletro è stato ritrovato all'incrocio tra il Vicolo delle Nozze d'Argento e il Vicolo dei Balconi, di recente scoperta, che si protende verso via di Nola. Dalle prime osservazioni, risulta che l'individuo sopravvissuto alle prime fasi dell'eruzione vulcanica, si sia avventurato in cerca di salvezza lungo il vicolo ormai invaso dalla spessa coltre di lapilli. Il corpo è stato infatti rinvenuto all'altezza del primo piano dell'edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli. Qui è stato investito dalla fitta e densa nube piroclastica che lo ha sbalzato all'indietro.

Un imponente blocco in pietra (forse uno stipite), trascinato con violenza dalla nube, lo ha colpito nella porzione superiore, schiacciando la parte alta del torace e il capo che, ancora non individuati, giacciono a quota più bassa rispetto agli arti inferiori, probabilmente sotto il blocco litico. Le prime analisi eseguite dall'antropologa, durante lo scavo, identificano un uomo adulto di età superiore ai 30 anni. La presenza di lesioni a livello delle tibie segnalano un'infezione ossea, che potrebbe essere stata la causa di significative difficoltà nella deambulazione, tali da impedire all' uomo di fuggire già ai primi drammatici segnali che precedettero l'eruzione stessa. «Questo ritrovamento eccezionale - afferma Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei - rimanda al caso analogo di uno scheletro rinvenuto da Amedeo Maiuri nella casa del Fabbro e oggetto di recente studio. Si tratta dei resti di un individuo claudicante, anche lui probabilmente impedito nella fuga dalle difficoltà motorie e lasciato all'epoca in esposizione in situ».

«Al di là dell'impatto emotivo di queste scoperte, la possibilità di comparare questi rinvenimenti, confrontare le patologie e gli stili di vita, le dinamiche di fuga dall'eruzione, ma soprattutto di indagarli con strumenti e professionalità sempre più specifiche e presenti sul campo, contribuiscono ad un racconto sempre più preciso della storia e della civiltà dell'epoca, che è alla base della ricerca archeologica», conclude Osanna. I nuovi scavi della Regio V, dove è avvenuta quest'ultima straordinaria scoperta, fanno parte del cantiere di messa in sicurezza dei fronti di scavo interni alla città antica, previsto dal Grande Progetto Pompei. Le indagini archeologiche in corso stanno interessando l'area del cosiddetto 'Cuneo', posta tra la casa delle Nozze d'Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone.

Tra gladiatori ed enogastronomia, il week-end del Parco archeologico dei Campi Flegrei

NAPOLI. Grande partecipazione al Castello di Baia per l'iniziativa del PaFleg in collaborazione con l'Isis Rita Levi Montalcini di Quarto, con il Consorzio Mozzarella di Bufala campana, con Slowfood Campi Flegrei e tanti operatori del settore gastronomico, agrario e vitivinicolo flegreo. Studenti-ciceroni che hanno accompagnato i turisti all'interno delle sale del Museo archeologico dei Campi Flegrei e lungo un percorso enogastronomico, allestito nei cortili aragonesi, per degustare prodotti tipici dell'area flegrea. Visite guidate e assaggi tipici al termine di un percorso di alternanza scuola-lavoro che vede il Parco archeologico dei Campi Flegrei impegnato come luogo di formazione e partner del mondo dell'istruzione. Riflettere sul passato del territorio e proiettarsi verso il futuro turistico dell'area flegrea, ampliando gli orizzonti con il coinvolgimento di studenti che si preparano a diventare anche guide turistiche ed imprenditori del settore.

«Questa è la conferma della bontà del progetto del Parco – ha spiegato il direttore Paolo Giulierini – che ha aperto le sue porte al territorio e sta collaborando con associazioni, imprenditori, operatori culturali e scuole per promuovere il suo vasto patrimonio. Complimenti a quanti si sono impegnati in questo piano, tracciando un percorso di formazione aperto forse anche verso il futuro».

Nei prossimi mesi il Castello di Baia ospiterà altri eventi e performance con aperture al pubblico, volte all'integrazione territoriale e ad un'ampia offerta culturale.

Inoltre domani, domenica 27 maggio, è prevista l'apertura straordinaria dell'Anfiteatro Cumano dove è possibile tornare indietro nel tempo e scoprire come lottavano i gladiatori, in collaborazione con l’associazione Gruppo Archeologico Kyme e con gli esperti rievocatori storici della Reenactment society. L'appuntamento è dalle 10:30 alle 13.

Nell'ambito del "Maggio dei Monumenti 2018/ Bacoli porte aperte" è possibile domani visitare la Piscina Mirabilis, dalle 10:30 alle 13:30, guidati dagli studenti dell'istituto Paolo di Tarso ed è possibile scoprire le sale del Museo archeologico al Castello di Baia grazie alle guide turistiche della scuola Plinio il Vecchio-Gramsci. Ed infine con Legambiente è possibile visitare le Terme di Baia riscoprendo l'utilizzo dei colori in età romana.

 

Occhi chiusi spalle al mare

Con gli “Occhi chiusi spalle al mare”, Donato Cutolo dà alle stampe un romanzo (edito dalle Edizioni Spartaco) fortemente sentito nella sua diretta “semplicità” narrativa dal poetico contenuto sociale e umano.

Dopo aver lavorato al silenzio e in silenzio tutta la notte, ogni cosa ritrae la sua anima in attesa del nuovo giorno”, e nel personale “Viaggio al termine della notte” di Donato Cutolo, un “vento leggero sale dal mare profondo portando con sé storie di vite lontane. Granelli di sabbia” che uno dopo l’altro, nell’ineluttabilità di un “tempo senza movimento” e di un “silenzio” che “galleggia nell’aria e avvolge le cose”, compongono il nostro universo interiore nel rapporto con noi stessi e con coloro che ci circondano e che incontriamo nel corso della nostra esistenza.

E così è per il protagonista Piero, “introverso e schivo … cresciuto all’ombra di un padre distante” e nel ricordo di una madre e delle sue “promesse” che “a un figlio vanno mantenute”, e che fedele agli insegnamenti materni, per una promessa fatta, darebbe la vita nel suo incontro con le barbarie di chi dalla propria terra, dalla propria casa è costretto, clandestino, a fuggire a causa degli occhi chiusi dalla cecità dell’umana cattiveria.

Piero sedette su una panchina, accavallò le gambe e iniziò a leggere il reportage con molta attenzione: alternò momenti di rabbia a forte commozione, fu catapultato in un altro mondo …”, in quel mondo non libero e privo di ogni definita certezza, “nel limbo di quella prigione, in quella vita che non è vita”, nei “giorni e settimane in attesa di conoscere il proprio destino e la propria destinazione, sospesi tra i timori di un rimpianto coatto e l’anelito di una nuova vita…”.

Nel corso del romanzo la consapevolezza di Pietro cresce e si lacera di ferite e di cicatrici che resteranno sulla sua pelle come “sulla loro pelle (di Jasmine e Youssef) erano ancora vivi i tagli della clandestinità”; Piero compie il suo percorso e si affranca dal passato nella caparbia speranza di un possibile futuro diverso per chi, su questa terra, soffre.

Indubbia è l’enorme attualità di questo racconto di migranti, il cui peso “sociale” è stigmatizzato dalla scelta di accompagnare la lettura con una colonna sonora.       

Eppure mi è parso di udire la tua voce, di notte, un intervallo di silenzio durante il canto di cicale. Veniva dal mare”; e dal mare, con lo struggente carico emozionale e di una vita vissuta, sofferta, straziata, dei profughi, dei rifugiati, il canto che accompagna la lettura del romanzo è la voce della musica nella (appunto) splendida ed evocativa colonna sonora composta da Rita Marcotulli e dalla stessa eseguita al pianoforte con il supporto di Sergio Rubini come voce narrante, Fausto Mesolella alla chitarra, Mariano Iannotta alla noise guitar, Mariateresa Federico alla voce,Yasmeen Buds Choir, Magic Lamp (coro di bambini palestinesi) nella traccia di chiusura e Donato Cutolo ai paesaggi elettronici e synth.

L’esperienza di immaginare i paesaggi, i personaggi e gli stati d’animo che la lettura dà, quando la stessa va di pari passo con la musica, è di forte suggestione, tanto più se la “colonna sonora” è di pregevole fattura e arricchita, come nel caso di specie, dalle didascaliche voci di bambini palestinesi e siriani di sottofondo che raccontano ora i propri sogni, ora i propri timori con le loro grida di paura.

Una giovane soldatessa mi ha bloccato chiedendomi della mia bomba e della mia preghiera. Mi sono scusato dicendo: “Non combatto e non prego”. “Perché sei venuto a Gerusalemme allora?” “Per passare tra la bomba e la preghiera, a destra macerie di guerra, a sinistra macerie di Dio, ma io non combatto e non prego”. “Cosa sei?” “Un biglietto della lotteria tra la bomba e la preghiera.” “Cosa ci faresti? Cosa faresti se vincessi?” “Comprerei un colore per gli occhi della mia ragazza” (Mahmud Darwish, “Una trilogia palestinese”).

Marco Sica

“Muvimmece”, le immagini dell’Archivio Carbone in mostra al Kestè

NAPOLI. Una sfilata ci carrozze dell’800, una gondola veneziana nel Porto di Napoli, la gara dei “carruoccioli”, l’installazione di semafori in città. E ancora le auto in sosta a Piazza del Plebiscito e Piazza Bellini, Anna Magnani e Sophia Loren che arrivano in nave, 5 scugnizzi in vespa (una sola), una barca trainata da un ciuccio per le strade di Napoli. È un modo inusuale quello che hanno scelto Fabrizio Caliendo, fondatore e direttore artistico del Kestè e Federica Nicois, dell’Associazione Riccardo Carbone Onlus, curatori della mostra, per “viaggiare” a Napoli attraverso il tempo: 62 fotografie stampate oltre ad un centinaio di immagini che saranno video proiettate nei nuovi ambienti dedicati solo all’arte visuale del Kestè, storico “locale” del centro antico di Napoli, che con un percorso culturale oramai ventennale e più di 120 mostre d’arte prodotte, si è caratterizzato come luogo di riferimento della fotografia, oltre che della musica napoletana.

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La Mostra Muvimmece”, inserita nell’ambito degli eventi del Maggio dei Monumenti, con il Patrocinio del Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura, sarà inaugurata al Kestè (Largo San Govanni Maggiore Pignatelli 26) venerdì 25 maggio 2018 alle ore 18 e sarà visitabile fino al 14 settembre. Alcune delle immagini esposte saranno messe  in vendita; si tratta di “scatti”  venuti fuori dal lavoro di recupero, digitalizzazione e catalogazione che sta portando avanti l’Associazione Riccardo Carbone Onlus che,  grazie all’impegno dei volontari ed al sostegno di tanti napoletani, ha prima evitato che i negativi andassero perduti per sempre, ed ha poi avviato il lavoro di digitalizzazione oggi visibile e fruibile a tutti sul portale www.archiviofotograficocarbone.it. Grazie anche alle centinaia di “adozioni” di servizi fotografici da parte di cittadini, associazioni ed aziende, sono oggi fruibili online circa 15 mila immagini; un lavoro lungo, se si pensa che l’intero Archivio Carbone conta circa 500mila immagini, oggi sostenibile anche attraverso la destinazione del 5 per mille. «Per me è un onore e un vanto oggi poter collaborare con l’Archivio Carbone. Organizzare questa mostra è stato emozionante. Sapere inoltre di poter contribuire a salvare un immenso patrimonio culturale Napoletano, mi rende due volte più felice», spiega Fabrizio Caliendo, che da sempre ha curato in prima persona la sezione delle arti visuali del Kestè, ha deciso di creare questo nuovo foto racconto insieme a Federica Nicois, e di adottarlo con il Kestè. «Questa prima mostra apre una collaborazione tra l’Archivio e il Kestè che porterà  altri progetti fotografici, laboratori, stage. Si sta pensando a corsi di sviluppo fotografico, per tornare alla magia della nascita della fotografia, stampando foto uniche e preziose dai negativi originali dell’Archivio». Insomma, le foto “escono” dall’Archivio e vanno tra la gente. 

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