Venerdì 16 Novembre 2018 - 3:12

Teatri Uniti, l'utopia realizzata

di Armida Parisi

Entri e ti trovi in un cantiere. Niente luci della ribalta né glamour per “Trent’anni Uniti”, la mostra dedicata all’attività di Teatri Uniti, a Palazzo Reale fino al 2 ottobre. 
Soltanto un cantiere. Travi di legno grezzo a sorreggere i pannelli, gesso bianco per le didascalie scritte a mano, piccole teche di plexiglass per custodire rari materiali d’archivio: manifesti e lettere autografe, copioni e sceneggiature, schizzi, articoli, pagine di giornale, brevi sequenze video, spezzoni di film. Un cantiere che racconta la storia di un’utopia realizzata: quella del teatro come ricerca espressiva continua, nata trent’anni fa dalle idee di un gruppo di giovani e poi portata avanti con tenacia, allargandola al cinema e alla televisione, nell’intento di esplorare le potenzialità artistiche di tutti i linguaggi.
Un’utopia realizzata di cui Angelo Curti ha seguito tutte le fasi: prima da fondatore del gruppo Falso Movimento, insieme con Mario Martone, Pasquale Mari e Andrea Renzi; poi aprendosi alle compagnie di Antonio Neiwiller e Toni Servillo, formando così, nel 1987, la cooperativa Teatri  Uniti di cui è tuttora presidente; infine da produttore di numerosi film frutto di questa esperienza. Ed è proprio Angelo Curti ad accompagnare i lettori del Roma fra i documenti di questa intensa attività creativa, frutto di una ricerca trentennale intorno alle arti dello spettacolo.
«Abbiamo voluto cominciare la mostra con questa fotografia di Lucio Amelio. Cesare Accetta l’ha scattata sul set del film “Morte di un matematico napoletano”: Lucio interpretò il gentiluomo di Palazzo Cellammare. L’incontro con Lucio Amelio è stato determinante per noi. E per Napoli, naturalmente».
Perché Lucio Amelio è stato così importante?
«Alla fine degli anni Sessanta ha portato l’arte contemporanea a Napoli. Nella sua galleria a piazza dei Martiri ha ospitato grandissimi artisti, come Beuys e Warhol. Ma non solo. Nel 1979 s’inventò una cosa che si chiamava “Rassegna della nuova creatività del Mezzogiorno”: era un modo per superare un periodo di crisi e di trasformazione del mercato dell’arte e dare spazio a tanti giovani. Fra questi c’eravamo noi, appena usciti col gruppo Falso Movimento». 
Cosa vi legava?
«Un’idea di arte aperta allo sconfinamento dei linguaggi: in questo eravano molto vicini anche agli intenti del Teatro Studio di Caserta guidato da Toni Servillo». 
Era una novità? 
«Per Napoli sicuramente. Lucio Amelio rappresentò un’opportunità. Infatti il primo lavoro di Falso Movimento si tenne nella sua galleria. Si chiamava “Segni di vita”. Dopo qualche anno prendemmo anche noi un ufficio in piazza dei Martiri, nello stesso palazzo della galleria di Lucio Amelio. La foto in mostra documenta questo legame: pare che Lucio guardi i suoi tre amici, la mostra e i suoi visitatori».
“Teatri Uniti è un laboratorio permanente per la produzione dell’arte scenica contemporanea”
«È l’incipit del documento di fondazione di Teatri Uniti a firma di Mario Martone. Vi venivano delineate le linee di lavoro. Accanto ci sono delle foto di “Alphaville” che è l’ultimo spettacolo di Falso Movimento ma anche il primo dei Teatri Uniti».
La mostra mette bene in luce la compresenza di una molteplicità di percorsi.
«C’è anche una documentazione dei progetti irrealizzati come quello di ottenere un finanziamento dall’unione europea per la trasformazione della chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli in  un teatro. Qui c’è il progetto di Giancarlo Muselli, ma non se ne fece nulla perché la Curia si oppose. Un filone molto prolifico è stato della classicità greca, che ha attraversato tutta la nostra storia. Da “Filottete”, a “Teatro di guerra” al film incompiuto che Tony Servillo stava girando con Theo Angelopulos ad Atene, quando Theo fu travolto da una motocicletta e morì. Un percorso della mostra è stato dedicato ad Antonio Neiwiller, arrivato ai Teatri Uniti attraverso Kantor, che era un suo nume ispiratore. Un altro percorso a Leo de Berardinis con cui realizzammo “Adda passà ’a nuttata” a Spoleto: fu il nostro primo incontro col teatro di Eduardo. Molto interessante il percorso femminile caratterizzato da due grandi autrici, Fabrizia Ramondino e Alda Merini, su cui hanno lavorato molto Anna Bonaiuto e Licia Maglietta».
In fondo al salone, il visitatore attraversa un sipario e trova delle panche piccolissime davanti a uno schermo che proietta spezzoni di alcuni spettacoli.
«È un’installazione realizzata col sipario storico di “Rasoi”, il testo di Enzo Moscato interpretato da Toni Servillo. È uno spazio dedicato agli amici che ci hanno preceduto nella morte, “KCM”, Chi ci è morto, lo abbiamo chiamato. Sono in tanti purtroppo, e li citiamo tutti, Da Lucio Amelio a Mario Scarpetta, da Lucio dalla a Fausto Mesolella passando per Sanguineti, Garboli, Rea, Lucia Ragni e altri ancora. Le piccole panche in plexiglass evocano le loro lapidi». 
La mostra documenta molto bene il rapporto intenso fra attori e registi con artisti e scrittori. 
«Certo. A Santamaria Capua Vetere facemmo la prima lettura pubblica integrale di Gomorra, nel 2006. Con Mimmo Paladino abbiamo realizzato il “Quijote” interpretato da Peppe Servillo e Lucio Dalla. La fotografia di Biasiucci e Accetta ci ha sempre accompagnato. Lino Fiorito, che ha disegnato il nostro logo e trascritto a mano il nostro manifesto, lo ha trasformato così in un’opera d’arte. La mostra evidenzia pure il rapporto con altri autori come Enzo Moscato, Mimmo Borrelli, Ruggero Cappuccio».
Un altro elemento che caratterizza Teatri Uniti è lo stretto legame col mondo dell’università.
«Noi siamo nati in un rapporto profondo con l’università di Salerno dove studiavamo io , Martone, Pasquale Mari all’epoca in cui cerano insegnanti come Filiberto Menna, Rino Mele, Angelo Trimarco, Edoardo Bruno. Negli ultimi anni abbiamo invece sviluppato un rapporto profondo con l’università della Calabria dove abbiamo costruito un paio di spettacoli che hanno debuttato lì. A Napoli siamo in contatto sia con l’Orientale sia con la Federico II.  Docenti come Lorenzo Mango, Paolo Sommaiolo, Francesco de Cristofaro sono dei riferimenti». 
È stato importante avere dei maestri? 
«Per il lavoro no. È l’autoformazione che è essenziale. Il maestro è utile come punto di riferimento. Ma il rapporto maestro-discepolo, nel senso di una trasmissione diretta, nel nostro caso non c’è stato».
Come vi ponete nei confronti delle nuove generazioni?
«In un rapporto molto forte che si sviluppa attraverso il lavoro concreto. Non abbiamo una scuola, però tanti attori sono venuti fuori dalle nostre compagnie. Attori che poi sono diventati anche noti. Penso a Tommaso Ragno, Marco d’Amore, Anna Della Rosa, Chiara Baffi. Ragazzi che hanno cominciato e poi hanno saputo prendere una strada personale. Del resto noi stessi abbiamo cominciato da ragazzi. La trasmissione del sapere, per noi coincide col fare». 

 

 

Gallavotti, a un napoletano il “Nobel" della fisica matematica

ROMA. Il fisico Giovanni Gallavotti è il primo italiano a vincere il Premio Poincare, il maggiore riconoscimento internazionale per la fisica matematica. Gallavotti è stato premiato per le sue ricerche sulla meccanica statistica, sulla teoria quantistica dei campi, la meccanica classica e i sistemi caotici. Nato 77 anni fa a Napoli, è membro dell'Accademia dei Licei e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Pompei, affreschi e reperti: nuove scoperte per la Casa di Giove

POMPEI. Domus che continuano a delinearsi nella loro struttura completa, con affreschi preziosi, oggetti e tracce di vita quotidiana. E' quanto sta avvenendo sul cantiere della Regio V degli scavi di Pompei, dove proseguono quotidianamente le scoperte di strutture e reperti. Una di queste ricche dimore è la casa di Giove, che sta emergendo con tutti i suoi ambienti decorati. La casa fu già in parte scavata tra Settecento e Ottocento ed è piuttosto compromessa in più punti da cunicoli e trincee, tuttora visibili, con cui era in uso praticare gli scavi in epoca borbonica. Il suo nome deriva da un quadretto raffigurante Giove rinvenuto già nell'800 su un larario posto nel giardino. L'intervento attuale sta via via profilando la pianta di una dimora con atrio centrale, circondato da stanze decorate, ingresso lungo il vicolo dei balconi, anche esso di recente scoperta e sul fondo uno spazio aperto colonnato su cui si affacciano altri tre ambienti. 

GLI AMBIENTI. Gli ambienti di rappresentanza attorno all'atrio hanno svelato una ricca decorazione in primo stile, con riquadri di stucco imitanti lastre (crustae) marmoree dipinte di vivaci colori (rosso, nero, giallo, verde) e conservata in alcuni punti della parte superiore, una ricca cornice di stucco con modanature dentellate. L'atrio stesso era completato probabilmente, da un fregio dorico in stucco, con rifiniture in blu e rosso, attestato dai numerosi frammenti rinvenuti in alcuni punti. E' molto probabile che la casa abbia volutamente mantenuto, negli spazi di rappresentanza, questa più antica decorazione in I stile che, in altre dimore pompeiane, era stata frequentemente sostituita da decorazioni più moderne.

TRACCE DI UN INCENDIO. Tracce di un incendio sono state invece ritrovate, in un ambiente della domus confinante con la adiacente casa delle Nozze d'Argento, già in buona parte indagato in passato. L'incendio aveva annerito la parete affrescata coinvolgendo elementi di arredo, tra cui probabilmente un letto, come sembrerebbe dai frammenti di legno e di stoffa carbonizzati. Un bel quadretto idillico-sacrale, che raffigura una scena di sacrificio nei pressi di un santuario agreste è emerso, invece, in un ambiente poco distante dalla casa di Giove, in quella che attualmente è identificata come Casa a Nord del giardino. Si tratta di una tra le prime scene figurate di una certa complessità, assieme al quadro dell'Adone ferito con Venere e amorini, già emerso in un alcova poco distante.

Stabiae, gli affreschi di Villa Arianna tornano agli antichi splendori FOTOGALLERY

CASTELLAMMARE. L'Accademia delle Belle Arti di Varsavia è stata al lavoro negli scavi archeologici di Pompei. L'istituzione polacca, infatti, è tornata per il quarto anno nella villa Arianna di Stabiae per occuparsi del restauro di alcuni ambienti. L'intervento, che si concluderà domani, è stato svolto sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei (ufficio scavi di Stabia) con il coordinamento della Fondazione Ras, ha il sostegno del ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.

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Un gruppo di lavoro coordinato dal vice preside della Facoltà di Conservazione e Restauro dell'Accademia polacca, Krzysztof Chmielewski e da Julia Burdajewicz, è stato impegnato in interventi di consolidamento e pulitura di due ambienti (il 7 e l'11) entrambi decorati in IV stile. Nell'ambiente 7, uno dei più belli della villa con affaccio sul mare, è stata realizzata la pulitura delle decorazioni parietali: i sali, la cera usata all'epoca degli scavi di Libero D'Orsi con il trascorrere del tempo avevano offuscato lo splendore delle pitture e reso meno nitidi molti dettagli dei dipinti. Dopo il restauro sono tornati alla luce elementi prima scarsamente percepibili: l'intervento ha rivelato nello zoccolo nero della parete a destra dell'ingresso un cesto sospeso ad un finto soffitto a cassettoni. Inoltre ha restituito il colore originario alle pareti e alle decorazioni e reso molto più visibili dettagli degli elementi decorativi come le immagini di due maschere o il quadretto che raffigura la natura morta composta di fichi e di funghi, posti nella zona superiore della parete sud. L'ambiente 11, eseguito con una partitura decorativa simile a quella dell'ambiente 7, si ipotizza eseguito dalla stessa officina pittorica. L'intervento, iniziato quest'anno, ha visto innanzitutto il consolidamento delle pareti che rischiavano di sfaldarsi. Per evitarne il degrado si è proceduto ad un preconsolidamento e poi alla pulitura, sia con impacchi che con l'ausilio di una strumentazione tecnica adeguata, che sta rivelando prime interessanti evidenze pittoriche. Il lavoro in villa Arianna da parte dell'Accademia di Varsavia sta producendo interessanti risultati da un punto di vista conservativo e di una maggiore vividezza delle cromie delle pareti (come si può vedere negli ambienti 44 e 45 già restaurati). Il gruppo di lavoro di una delle più prestigiose accademie di restauro europee è composto oltre che dai professori anche da 5 studenti di livello avanzato che hanno così l'occasione di mettersi alla prova sul campo in un contesto d'eccezione. 

 

Meridonare, successo per il Bando Sport di periferia

Grande soddisfazione in casa Meriodonare per gli ottimi risultati ottenuti con le campagne legate al bando “Sport di periferia” di Fondazione Laureus e Fondazione Banco di Napoli. In via Tribunali 213, si è svolto un focus relativo a questa avventura che ha visto protagonisti i rappresentanti delle tre associazioni vincitrici del bando: Associazione Obiettivo Napoli ONLUS con il progetto "Integrazione oltre i confini", Autism Aid Onlus con "Talento integrato" ,  La Locomotiva onlus soc. coop. Soc.  con "Sport senza quartiere", Daria Braga Direttore Fondazione Laureus Italia Onlus e Marco Musella Presidente di Meridonare. “Sport di periferia” con fondazione Laureus e Fondazione Banco di Napoli, si rivolge allo sport quale motore per lo sviluppo di comunità nella città di Napoli. Il Bando vuole stimolare azioni su diversi livelli: territoriale, per facilitare l’interconnessione di relazioni sociali e progettualità educative tra enti del terzo settore e società sportive che lavorano negli stessi territori; educativo, attraverso l’ampliamento, l’integrazione e l’arricchimento dell’offerta di proposte educative presenti su un territorio con un’attività sportiva a forte valenza formativa; sociale, attraverso la promozione dell’integrazione e dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. “Mi complimento con le tre realtà vincitrici del bando e con Meridonare per l’impegno profuso affinchè questa iniziativa potesse avere un tale successo, si tratta di una avventura che ci auguriamo si ripeta”, queste le parole Daria Braga ai presenti all'appuntamento. Soddisfatto  anche del Presidente Musella che ha sottolineato il ruolo fondamentale che "queste iniziative avranno sui territori complessi della città su cui insistono".

Eusapia Palladino raccontata dalla penna di Alexandra Rendhell

L’appuntamento di oggi (27 luglio), dedicato a Eusapia Palladino e all’ottima biografia della medium dal titolo “Eusapia Palladino – La medium star disperazione della scienza” (edito da Apeiron Edizioni), scritta da Alexandra Rendhell, originariamente previsto nel parco dell’Istituto Martuscelli di Napoli, per motivi tecnici si terrà, alle ore 19:00, presso la Libreria Raffaello di via Kerbaker 35.

Alla presentazione del saggio, sarà presente anche la Rendhell, la quale avrà modo di raccontare e descrivere la genesi e il contenuto della sua opera, un libro scritto con un’abilità narrativa carica di sfumature poetiche, con una sentita, quasi empatica, compartecipazione e con un’accuratezza “notarile” ricca di fonti, richiami e rimandi.

Marco Sica

 

 

Evento “Start” a sostegno della battaglia di Carla Caizzo

La battaglia di Carla Caiazzo, la donna bruciata dall’ex compagno, trova un nuovo alleato. Start, l’azienda napoletana leader nel settore energetico e telecomunicazioni, ha infatti deciso, grazie all’impegno del presidente Andrea Diffido, di sostenere l’associazione “Io rido ancora” per dare linfa ed energia positiva a chi, come Carla, combatte quotidianamente contro la violenza sulle donne e per riacquistare una vita normale. L’assegno sarà consegnato durante una serata dedicata all’importanza del ruolo delle imprese nel settore sociale. La Start, infatti, è una delle aziende con maggior tasso di crescita occupazionale della città, che offre soprattutto alle donne la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro coniugando l’esigenza di un guadagno con il ruolo di madre. Di qui il nome dell’evento “Queen(S) of Hearts”. L’appuntamento prenderà il via a Villa Partenope, in via Bernardo Cavallino 64, alle ore 19. Saranno presenti Carla Caiazzo, Andrea Diffido presidente di Start, Roberta Gaeta assessore al Welfare del Comune di Napoli, Simona Amoroso dirigente aziendale. Mattatori della serata Gigi & Ross che avranno anche il piacere di introdurre il cantautore Andrea Sannino. «In un’azienda come la Start, in cui più della metà lavorano donne, per noi era fondamentale dare voce ad una tematica così attuale. – commenta Andrea Diffido - Chissà quante donne, anche tra le nostre collaboratrici, ogni giorno affrontano da sole problemi per loro insormontabili. Con la sinergia nata tra noi e l’associazione di Carla vogliamo far sentire meno sole queste donne».«Sono felice che un privato sia sensibile con la battaglia mia e di tutte le donne. – dice Carla Caiazzo - L’interesse per chi ha sofferto, per chi vuole ripartire, ma anche per le donne che nel quotidiano stentano a trovare un lavoro è apprezzabile. Confido che nasca una collaborazione davvero lunga e proficua».

Targa a Palazzo Serra di Cassano per ricordare Gerardo Marotta

NAPOLI. Sarà posta a Palazzo Serra di Cassano la targa commemorativa dedicata dal Comune di Napoli a Gerardo Marotta, fondatore dell'Istituto Italiano per gli Studi filosofici. Lo ha deciso la Commissione Toponomastica presieduta dal sindaco Luigi de Magistris alla presenza dell’assessore delegata alla materia Alessandra Clemente. Tra le altre decisioni prese dalla Commissione quella di individuare un’area di circolazione da intitolare al fisico Ettore Maiorana e di apporre una targa in ricordo del matematico napoletano Renato Caccioppoli ed infine di dedicare i giardinetti di Viale dei Pini al fondatore degli scouts Robert Baden-Powell.

Cinema all'aperto nel Bosco di Capodimonte

NAPOLI. Nel cuore del Real Bosco di Capodimonte (zona Fagianeria) dal 19 al 25 luglio 2018. Proiezioni a partire dalle ore 21 delle principali pellicole che hanno fatto la storia del cinema con la città di Napoli sempre protagonista. Si parte giovedì 19 luglio con Carosello Napoletano capolavoro di Ettore Giannini del 1954 e si chiude con Gatta Cenerentola di Alessandro Rak del 2017. La rassegna, inserita nel progetto Carta Bianca nel Bosco, è realizzata grazie al contributo della Regione Campania e organizzata dalla società Stella Film. Il programma completo della rassegna sarà presentato martedì 17 luglio ore 12,30 nei Cortili del Museo e Real Bosco di Capodimonte nel corso di una conferenza alla quale parteciperanno Sylvain Bellenger direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Rosanna Romano Direttore generale per le Politiche culturali e il turismo della Regione Campania, Patrizia Boldoni Coordinamento regionale delle arti e della cultura, il produttore cinematografico Luciano Stella e Maria Luisa Firpo e la curatrice della rassegna Maria Tamajo Contarini del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Premio Ammaturo, concerto della Banda della Polizia al Maschio Angioino

NAPOLI. Lunedì sera alle 20,30 nella splendida cornice del cortile monumentale  del Maschio Angioino, alla presenza delle massime autorità civili e militari si terrà la IX edizione del Premio Ammaturo, per commemorare il Vice Questore Aggiunto Antonio Ammaturo, ex capo della Squadra Mobile di Napoli, trucidato dalle Brigate Rosse insieme all’agente Pasquale Paola il 15 luglio del 1982. La serata, ospitata dal Comune di Napoli con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, verrà presentata da Veronica Maya e Gino Rivieccio e si articolerà in un momento istituzionale e nel concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato.

Nell’occasione verranno premiati i poliziotti che si sono distinti in particolari operazioni di polizia giudiziaria. Vincitori della IX edizione del Premio Ammaturo saranno gli uomini della 3° Sezione Omicidi della Squadra Mobile, le cui indagini hanno consentito di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 pregiudicati appartenenti al clan De Micco, organizzazione camorristica insistente nel quartiere Ponticelli. Nelle stessa circostanza verranno premiati i poliziotti del Commissariato di Scampia, che in pochi giorni individuavano i responsabili del terribile omicidio della guardia particolare giurata Della Corte, brutalmente aggredito e ucciso da tre minori, e gli uomini del commissariato di Sorrento e del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica, che espletavano le indagini che consentivano di individuare i cinque soggetti ritenuti responsabili del reato di violenza sessuale ai danni di una turista britannica, ospite di un albergo della costiera sorrentina.

La serata continuerà sulle note dell’Orchestra della Polizia di Stato diretta dal maestro Maurizio Billi, che vanta un organico di 103 elementi ed è qualificata tra le migliori orchestre di fiati internazionali per l’alto profilo artistico delle sue interpretazioni e la qualità dei programmi proposti. Tra i brani proposti la Carmen di Bizet, Oblivion e Libertango di Astor Piazzolla, Jaz Suite di Shostakovich e la Tarantella di Rossini. La serata è aperta a tutti i cittadini che vorranno intervenire.

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