Martedì 25 Settembre 2018 - 8:22

Un'Altra Galassia, l'invasione degli scrittori al Mann

NAPOLI. “Un'Altra Galassia", ottava edizione, approda al Museo Archeologico Nazionale di Napoli che quest'anno ospita e sostiene la manifestazione fondata da Rossella Milone, Valeria Parrella, Pier Luigi Razzano e Massimiliano Virgilio. «È naturale per il MANN – ha dichiarato il direttore del museo Paolo Giulierini – dimora di papiri egizi, epigrafi greche e romane, statue della Villa dei papiri, che ha restituito l’unica biblioteca completa dell’antichità classica, confrontarsi con scrittori attuali. Quelle voci imprigionate nei tanti monumenti continuano a vivere nella letteratura contemporanea, che è figlia di quella antica. Non a caso uno degli Ambasciatori del Mann è Erri De Luca».

Venerdì 4 maggio, il Festival si aprirà con un reading per Anna Maria Ortese a vent’anni dalla scomparsa, avvenuta nel 1998. Venti scrittori si alterneranno sullo scalone dell’Atrio, a partire dalle ore 20, nella lettura di “Grande via”, racconto contenuto nella silloge “L’Infanta sepolta”, uno dei capolavori della Ortese dedicati alla Napoli degli anni’50 e ’60: in questo testo, la descrizione dei luoghi e dei personaggi mette in luce, con un occhio realistico verghiano, la miseria umana e le sofferenze dei piccoli nell’universo sociale.
A seguire, alle ore 21.30, nel Giardino delle Camelie, ci sarà l’indianata, il format che prevede il reading di uno scrittore a cui è affidata la totale libertà di interrompere la lettura e di interagire col pubblico: per farlo proseguire qualcuno dovrà bere un bicchiere di vino. Protagonista sarà Marco Rossari, che leggerà alcuni brani tratti da Nel cuore della notte.
L’incontro sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta dalle Cantine di Solopaca.  A chiudere la prima giornata sarà la prima delle due sedute spiritiche d’autore in programma: nella Galleria Farnese, presso la statua di Pan e Dafni, Chiara Valerio evocherà lo spirito della scrittrice britannica Virginia Woolf (ore 22.30).

La seconda giornata, sabato 5 maggio, si aprirà nel Salone della Meridiana con l’evento “Mann al MANN”, incontro speciale realizzato in collaborazione col Goethe-Institut di Napoli. Alle 20 lo scrittore Paolo Di Paolo evocherà la figura di Thomas Mann. A seguire (ore 21 circa), lo scrittore emiliano Valerio Massimo Manfredi dialogherà con il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, nella sala del Plastico di Pompei. Alle 22.30, nella sala della Villa dei Papiri, Stefano Bartezzaghi chiuderà l’ottava edizione di Un’Altra Galassia evocando lo spirito di David Foster Wallace tra le statue dei corridori di Ercolano.

Laurea honoris causa al maestro Michele Campanella

NAPOLI. Per meriti culturali e artistici il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II conferisce la Laurea Honoris Causa in “Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria" al Maestro Michele Campanella, pianista e direttore d'orchestra apprezzato in tutto il mondo.

La cerimonia si terrà martedì 24 aprile alle 11 nell'Aula Magna Storica, in corso Umberto I, 40.

Introdurranno la cerimonia il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, e il Direttore del Dipartimento federiciano di Studi Umanistici, Edoardo Massimilla. Enrico Careri, Professore federiciano di Musicologia e Storia della Musica dell'Ateneo, terrà la Laudatio Accademica . Seguirà la Lectio Magistralis di Michele Campanella.

 

 

Università Pegaso, inaugurato l'anno accademico

NAPOLI. «L’Italia è il Paese che nel mondo ha saputo difendere più degli altri il patrimonio culturale dell’umanità. Si tratta di una funzione che detiene da sempre ed esplica con diverse missioni internazionali: è il caso dei caschi blu della cultura, istituiti per preservare le opere d’arte, simbolo d’identità dei popoli e dell’esperienza umana». Lo ha dichiarato Francesco Rutelli, presidente dell’Associazione “Incontro di Civiltà”,  durante la lectio magistralis dal titolo “Difendere il Patrimonio Culturale dell’Umanità. La leadership italiana nella Diplomazia Culturale”, presentata in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università Telematica Pegaso, che si è tenuta oggi presso il Complesso Monumentale di Santa Chiara a Napoli.

«È necessario però – ha aggiunto Rutelli mettere a sistema il patrimonio culturale millenario dell’Italia e la contemporaneità. Mi riferisco ad esempio all’industria del design, al cinema e alla moda, ma anche all’agroalimentare, settori fondamentali per il turismo. Infatti, la ripresa economica del nostro Paese e segnatamente, del Mezzogiorno e di Napoli, è affidata anche all’intreccio di tutti questi fattori».

«A distanza di dodici anni dalla fondazione – ha sottolineato il presidente dell’Università Telematica Pegaso, Danilo Iervolino la sfida è stata vinta. Oggi siamo la più grande università telematica d’Italia, la più contaminativa, innovativa, democratica, nella quale docente e discente dialogano in modo costante. Un’università che intende ridurre le diseguaglianze culturali e sociali, promuovendo l’ingresso nel mondo del lavoro grazie a  competenze e formazione».

«La cerimonia – ha commentato il rettore Alessandro Bianchi rappresenta un momento di riflessione interna, ma anche l’opportunità per mettere in relazione il mondo accademico con le istituzioni.  Oggi è inoltre l’occasione per presentare il Compendio di Autovalutazione, un valido strumento per stabilire il valore della ricerca e della didattica dell’ateneo».

«Abbiamo tracciato – ha concluso il direttore generale Elio Pariota un bilancio degli anni precedenti e le linee programmatiche per quello a venire. Nel 2017 l’ateneo ha ricevuto la visita dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca che si è conclusa positivamente. Per il futuro, invece, guardiamo con grande interesse ai mercati e territori internazionali».

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri: il rettore dell’Università degli Studi di Napoli, “Luigi Vanvitelli”, Giovanni Paolisso; il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo; il delegato del rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”, Francesco Mastroberti; il rettore dell’Universitas Mercatorum, Giovanni Cannata; il rettore emerito dell’Università Telematica Pegaso, Giovanni Di Giandomenico; il rettore vicario dell’Università Telematica Pegaso, Giuseppe Paolone; il direttore scientifico di Ateneo dell'Università Telematica Pegaso, Francesco Fimmanò: il presidente della Corte dei Conti della Campania, Michael Sciascia; il presidente della Sezione Civile della Corte di Appello di Napoli, Umberto Di Mauro; l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, Alessandra Clemente; il presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, Alfonso Andria.

Archeologia, esperti di genetica ad Ercolano a caccia di Dna

ERCOLANO. Il prossimo 25 aprile il Parco Archeologico di Ercolano ospiterà in visita degli esperti di genetica di fama internazionale, partecipanti a Capri alla 9th International Conference on Unstables Microsatellites and Human Disease, congresso internazionale focalizzato su patologie pediatriche rare dovute ad instabilità da triplete del Dna, evento organizzato congiuntamente da rappresentanti del Consiglio Nazionale delle Ricerche dell'Istituto di Genetica e Biofisica 'Adriano Buzzati - Traverso' di Napoli, dell'Università della Florida e del Sickkids Institute Institute di Toronto, in collaborazione con l'Herculaneum Conservation Project; ad accoglierli sarà il direttore del Parco Francesco Sirano. Alla luce del grande interesse nello studio dell'instabilità del Dna a ritroso nel tempo, la visita al Parco di Ercolano diventa occasione per promuovere l'incontro tra la genetica umana e l'archeo-antropologia molecolare, con la possibilità di dar vita a nuove originali collaborazioni volte allo studio del Dna, dai reperti umani di Ercolano fino ai giorni nostri. "Ercolano si conferma laboratorio all'aperto - dichiara il Direttore Sirano - capace di interessare tutti i campi scientifici grazie all'eccezionalità dello stato di conservazione del sito". Guida di eccezione, Pierpaolo Petrone, il bio antropologo dell'Università Federico II, che ha condotto lo scavo di Ercolano delle vittime ritrovate sull'antica spiaggia negli anni '90, basandosi sui risultati dei suoi studi, parlerà dell'eruzione che nel 79 che seppellì l'intera area vesuviana assieme ad Ercolano e Pompei, e delle ricerche che conduce con lo studio sui reperti organici dell'antica città di Ercolano. 

Una medaglia per la giornata in ricordo di Roberto Bracco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferisce una medaglia di rappresentanza per la giornata dedicata al 75esimo anniversario della scomparsa di Roberto Bracco, promossa dalla Fondazione Premio Napoli e tenutasi a Palazzo Reale. La Presidenza della Repubblica rivolge, in particolare, gli auguri a Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, e a Guido D’Agostino, presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, per il successo dell’iniziativa.

Siamo orgogliosi – afferma il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi – per l’attenzione che il Presidente della Repubblica ha inteso riconoscere all’iniziativa. E’ un atto di grande significato per il ricordo di un intellettuale ingiustamente discriminato dal potere, che ha pagato a durissimo prezzo la sua coerenza e la sua dignità e per questo da considerarsi da esempio. Mi auguro che questo riconoscimento sia da sprone anche verso i media locali affinché valorizzino eventi di questo spessore”.

 

Roberto Bracco sfiorò il Nobel per la letteratura senza afferrarlo. Giornalista, scrittore e drammaturgo, conobbe il tramonto pagando a caro prezzo l’opposizione al regime fascista, siglata dalla firma in calce al manifesto redatto nel 1925 dal filosofo Benedetto Croce. E dopo la morte, l’oblio. Ogni tanto se ne riparla, sottolineando l’ingiusto vuoto in cui è caduto il suo nome, ma sono episodi a scatto raro.

Per questo la Fondazione Premio Napoli, assieme all’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, al Comune di Napoli e all’Università “Federico II”, ha deciso di organizzare un’importante iniziativa, civile e culturale, che rappresenta una forma di riconoscimento, e insieme risarcimento, sia pure postumo ma dovuto dalla Città, all’opera e alla vita di un grande, napoletano e antifascista oltre che prestigioso giornalista.

Il momento clou della commemorazione è stato alle 13.30, quando nella sua casa natale, in via San Gregorio Armeno 41, è stata apposta alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, una targa in suo onore. Alle 17.30 il via a una tavola rotonda, moderata da Ermanno Corsi: assieme a Domenico Ciruzzi e a Guido D’Agostino partecipano gli studiosi universitari Pasquale Iaccio e Matteo Palumbo, lo storico Francesco Soverina e l’attore Renato Carpentieri che legge alcuni brani teatrali dell’autore.

Sabato delle idee, verso una consulta permanente del teatro napoletano

NAPOLI. «Napoli è la città-teatro per eccellenza, essendo essa stessa uno straordinario palcoscenico di bellezze, e la sua spontanea vocazione alla spettacolarità ha contribuito a farne una sorta di teatro naturale». Aprendo l'incontro del "Sabato delle Idee" dedicato al futuro del teatro il Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d'Alessandro, ha chiarito subito le grandi potenzialità di Napoli-Teatro e della vocazione antropologica partenopea alla teatralità. «Potenzialità da tradurre, però, nello sviluppo di un sistema culturale che sappia anche generare economia» come ha precisato il fondatore del Sabato delle Idee, Marco Salvatore, fissando da subito l'obiettivo dell'iniziativa che, in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival, ha radunato stamane all'Università Suor Orsola Benincasa oltre dieci rappresentanti dei vertici dei principali teatri cittadini, dal San Carlo allo Stabile, dal Bellini all'Augusteo, dal Diana al Sannazzaro. Non mancavano e sono stati, anzi, al centro del dibattito i “teatri di periferia", che Giulio Baffi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e coordinatore della discussione, più correttamente ha esaltato come “teatri di frontiera" quelli che per «sopravvivere sono quasi costretti alla sperimentazione e all'innovazione e facendo di necessità virtù spesso producono le migliori idee». C'erano Laura Angiulli per la Galleria Toledo, Mario Gelardi per il Teatro Sanità e Carla Borrelli del Nest. Un grande assist lo hanno ricevuto da Marco Salvatore che ha aperto la discussione sottolineando soprattutto le esigenze degli utenti dei teatri. «A Napoli abbiamo la fortuna di avere una produzione teatrale quantitativamente e qualitativamente di grande livello - ha evidenziato Salvatore - ma se si sceglie di andare a vedere uno spettacolo ad esempio al Napoli Est i cittadini non hanno mezzi di trasporto a disposizione in orari serali e spesso non avvertono le adeguate condizioni di sicurezza». Coglie i problemi concreti dei teatri napoletani la discussione del Sabato delle Idee che, poi, in molti degli interventi, dal presidente del Teatro Bellini, Daniele Russo, al direttore artistico del Diana, Guglielmo Mirra, dal direttore del Teatro Stabile, Luca De Fusco, al direttore artistico del Teatro San Carlo, Paolo Pinamonti, ha lanciato soprattutto la grande sfida della formazione dei giovani. Intesa da un lato come formazione per le professioni dello spettacolo, magari guardando al grande successo del modello anglosassone, come ha sottolineato il direttore artistico del Teatro Augusteo, Giuseppe Caccavale, e dall'altro lato soprattutto come formazione dei giovani ed in particolare degli alunni delle scuole superiori alla fruizione del teatro. «Se mancano i giovani nei teatri è anche un problema di educazione al teatro» è stato il coro unanime dei presenti. Una sfida che, come ha ricordato il Rettore d'Alessandro, sta provando ad affrontare anche l'Università Suor Orsola Benincasa con numerosi di percorsi di alta formazione dedicati alla pedagogia del teatro ed al teatro come strumento specifico di formazione scolastica. Una sfida che, come hanno evidenziato tutti, va affrontata soprattutto con una rete collaborativa tra teatri, istituzioni ed Università. Ecco allora la proposta del Rettore d'Alessandro e del presidente della Fondazione Campania dei Festival, Luigi Grispello, di istituire grazie al lavoro di coordinamento del "Sabato delle Idee" una "Consulta permanente del Teatro napoletano" per proseguire nella discussione progettuale partita oggi al Suor Orsola allargando ulteriormente il tavolo degli interessati. Una proposta valutata di grande utilità anche da Mario Martone, spettatore dell'intero dibattito durato oltre tre ore, a cui sono state affidate le conclusioni della giornata. «Per “richiamare" i giovani a teatro - ha spiegato Martone - serve saper parlare anche il linguaggio dei giovani, guardando alle nuove tecnologie come strumenti di innovazione che possono rivelarsi efficaci anche in scena». Un altro tema all'ordine del giorno di un prossimo appuntamento di riflessione. 

Foto di Gilda Valenza

#Cuoredinapoli, eventi e installazioni nei Quartieri Spagnoli

NAPOLI. Si svolgerà oggi dalle 16 alle 21 la quarta edizione di #Cuoredinapoli, progetto artistico realizzato dal Corso di Nuove tecnologie dell'arte (Nta) dell'Accademia di Belle arti di Napoli e in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la Seconda Municipalità di Napoli e diverse associazioni e privati che agiscono sul territorio. Teatro della quarta edizione saranno i Quartieri Spagnoli, i cui vicoli già da diversi giorni sono stati colorati con flyer, locandine, vetrofanie, adesivi e filari di bandierine raffiguranti il "cuore pixellato" simbolo del progetto ormai noto a tutta la città. Attori dell'evento sono i cittadini, gli esercizi commerciali, le associazioni, le scuole e tutti coloro che, ormai da mesi, collaborano in maniera attiva alla produzione di un'opera d'arte relazionale che potrà essere vissuta da chiunque.​ Da circa tre mesi, all'interno di ​Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli​)​, 150 studenti del corso di N​ta​ hanno stabilito la loro base operativa per realizzare una sperimentazione artistica che definiscono "Scultura ​a​ntropologica ​r​elazionale".

​Inoltre i commercianti, sollecitati dall'azione quotidiana degli studenti, hanno dato inizio all'allestimento delle loro vetrine a tema #C​uoredinapoli, immaginando torte, pizze, vestiti, ombrelli, tagli di capelli e molto altro a forma di cuore pixellato.​ Le installazioni verranno posizionate lungo un percorso prestabilito che coinvolge in particolare ​v​ia Portacarrese a Montecalvario​,​ dove ha sede ​Foqus e dove verrà installato "ch'i", grande drago interattivo opera del laboratorio di N​ta, ​v​ia Concordia, ​v​ia Emanuele De Deo, ​v​ia Speranzella, ​v​ico Lungo Gelso e ​v​ico Lungo a Montecalvario e guideranno i visitatori attraverso il dedalo di vicoli che caratterizza i Quartieri Spagnoli.​  Lo scorso 6 aprile al Multicinema Modernissimo è stato presentato, con grande partecipazione di pubblico, il cortometraggio "L​a fine del mondo", realizzato dal laboratorio di N​ta​, con la voce di Renato Carpentieri​. Alla proiezione sono intervenuti l'​a​ssessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli​,​ Nino Daniele​, il p​residente dell'Accademia di Belle ​ar​ti​,​ Giulio Baffi​, il d​irettore dell'Accademia di Belle ​a​rti Giuseppe Gaeta​, ​l'attore vincitore del David di Donatello​ e ​voce narrante del cortometraggio, Renato Carpentieri​,​ e il coordinatore del Corso di Nuove ​te​cnologie dell'​a​rte Franz Iandolo.​​ 

Scavi di Pompei, su Fb graffiti tradotti in napoletano

POMPEI. Al via "Scarrafune", la rubrica social degli Scavi di Pompei dedicata ai graffiti pompeiani tradotti in napoletano. «L’obiettivo di questa rubrica, che proporrà le più intriganti e interessanti scritte, graffite, musive o dipinte, ritrovate a Pompei, dall’inizio degli scavi a oggi, - si legge sul profilo Facebook del Parco archeologico - è quello di coniugare la bellezza e la sagacia della lingua di Tacito, Orazio e Ovidio, con la prontezza e la vivacità del dialetto napoletano, che della parlata latina è il discendente diretto». «Se infatti un Pompeiano di duemila anni fa avesse parlato napoletano e non latino, oggi si sarebbe espresso esattamente come nei graffiti – scarrafune, con quest’ultimo vocabolo che in napoletano assume anche il significato di “sgorbio”, “scarabocchio”, ovvero quei segni che i bambini fanno sulle pagine dei quaderni quando non hanno ancora la piena padronanza della scrittura» si conclude. Le traduzioni sono a cura di Carlo Avvisati.

“Io Dalì" vista dai ragazzi con Pankids, è ancora record di presenze

NAPOLI. "Io Dalí" vista dai ragazzi: a Napoli la mostra internazionale, oltre ad avere realizzato un record di presenze, ha ospitato il maggior numero di laboratori didattici in Campania. Inaugurata il 1° marzo e aperta al pubblico fino al 10 giugno al Palazzo delle Arti di Napoli, l’esposizione, sul genio surrealista, si rivolge anche ai più piccoli grazie a Pankids. Il progetto, partito lo scorso 22 gennaio, è nato dalla volontà dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli di aprire gli spazi del “sapere” ai giovani per incoraggiarne e stimolarne la creatività, la fantasia, l'amore per l'arte, la crescita umana e culturale. Dal primo marzo, il programma si è declinato in supporto alla mostra sull’artista catalano organizzando attività nelle scuole durante la settimana e al Pan nel week end. 

Dalla dimensione poetica a quella comunicativa, dagli aspetti naturalistici alla lettura del paesaggio, Dalí nella sua poliedricità offre lo spunto per parlare di cinema, architettura e tanto altro. Alcuni laboratori sono destinati ai soli bambini, mentre i genitori si godono la mostra autonomamente, altri propongono dei percorsi alle famiglie tutte insieme. Gli incontri, sono aperti ai ragazzi tra i 4 e i 14 anni, e vengono divisi tra 8 delle 18 associazioni coinvolte nel progetto: Arteteca at work, Archipicchia, Il casale delle arti, Kolibri, Filosofia fuori le mura, Il cerchio quadrato, Lo sguardo che trasforma, Polaris. Ma non finisce qui. Dalí, che è un personaggio affascinante -  guardare un suo dipinto è come entrare nella sua testa - offre un’occasione per coinvolgere e stupire ragazzi distratti nei percorsi formativi tradizionali.  Quindi, sembrava naturale aprire i laboratori anche a gruppi trasversali di adolescenti, partecipanti ai progetti sull'inclusione scolastica ed ai bambini delle educative territoriali.

Inoltre, nei fine settimana, per i più giovani che vogliono provare altre esperienze, ci sono attività parallele come yoga, coding, cucina, giardinaggio, fotografia e pittura. Questo programma alternativo, è gestito, per questo periodo, da altre 4 associazioni: Jolie Rouge per il Coding, Hata Yoga per lo yoga, Donne a testa alta per il giardinaggio, la fotografia e la pittura e Le Cugine, con Arteteca at work, per i laboratori di arte e cucina. Tutte le iniziative vanno prenotate almeno 24 ore prima. Ogni gruppo di lavoro è composto da un minimo di 8 a un massimo di 20 partecipanti. Le attività al di fuori delle scuole si svolgeranno ogni fine settimana (compreso lunedì 23 aprile) fino alla fine del mese a partire dalle 11 di mattina fino alle 12.30 circa.

Il prossimo appuntamento sarà sabato 21 aprile con l’associazione Archipicchia per "Dalí e le architetture del sogno...": Una piccola ballerina di una fiaba surrealista, disegnata da Dalí e realizzata da Disney, condurrà i ragazzi alla scoperta del proprio destino per dargli forma come proiezione dei desideri. Contemporaneamente, la Joli Rouge terrà il Laboratorio di Coding dove, attraverso il gioco e l’esperienza diretta si stimola l’apprendimento dei nuovi linguaggi digitali. Mentre, domenica 22 aprile, Il cerchio quadrato presenterà: “Flor Dalí.... Un mondo di Farfalle” per conoscere da vicino le farfalle presenti nei quadri di Salvador Dalí. Lunedì 23 aprile Lo sguardo che trasforma parlerà di Dalí e Hitchock… paesaggi immaginari e paesaggi reali. Contemporaneamente, Hata Yoga terrà l’incontro: “Lo yoga in forma di gioco per una crescita creativa, fisica e mentale”. Sabato 28 aprile, invece, si aggiungeranno alla lezione de Lo sguardo che trasforma le associazioni: Filosofia fuori le mura per un incontro su “Bambini in filosofia con Dalí - Riflessioni su Dalí con bambini e famiglie e Le cugine per un laboratorio di arte e cucina. Ultimo appuntamento del mese, domenica 29 aprile con le associazioni Hata Yoga e Arteteca at work per la visita alla mostra ed un laboratorio per i bambini su pubblicità e ritratti “molli”.

La mostra "Io Dalí" è stata fortemente voluta dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, nelle persone del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dell'Assessore Nino Daniele con la Fundació Gala-Salvador Dalí ed è coorganizzata con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, Presidente Alessandro Nicosia.

L'esposizione è curata da Laura Bartolomé e Lucia Moni con la consulenza scientifica di Montse Aguer direttrice dei Musei Dalí e di Rosa Maria Maurell per la Fundació Gala-Salvador Dalí e dal Direttore scientifico Francesca Villanti per C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

 

"Diversamente belli", una mostra di foto sui ragazzi con handicap

Il 20 aprile alle ore 10 al teatro De Filippo di Portici si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “Diversamente belli”. In occasione del convegno “Vita indipendente dopo di noi”, organizzato da “Politiche Sociali e Progetti”, un’associazione di promozione sociale costituita da cittadini attivi, associazioni di volontariato e cooperative sociali operanti nel terzo settore, verrà presentato al pubblico “Diversamente belli”.

Si tratta di un progetto fotografico e di comunicazione sociale, che vuole elevare allo stato del bello comune, il bello diverso.

L’ambizione è quella di far uscire dall’inibizione, attraverso la fotografia, tutti coloro che vivono in una condizione di emarginazione per un destino determinato da una natura bugiarda.

Questo è l’obiettivo del gruppo fotografico coordinato da Stefano Renna e perseguito con Giorgio Bruno, Roberta De Maddi, Roberta Minichini, Andrea Sarno, Dario Striano. Il gruppo si è interessato alle problematiche dei ragazzi dell’associazione di Portici “L’isola”, interagendo e lavorando insieme a loro, col fine di migliorare la loro partecipazione alla vita comune.

 I “Diversamente Belli” sono persone colpite da handicap e dai condizionamenti di una società che li valuta secondo pregiudizi. Spesso essi vivono in una realtà parallela, in cui versano per l'ignoranza di chi non accetta come comune l’idea di una diversa abilità. Il giudizio sul concetto di bello è spesso espresso solo da tanti che per convenzione si riconoscono in un’idea stereotipata. Ciò non esclude il fatto che anche le minoranze hanno il diritto di identificarsi in un’idea comune e di individuare il bello in cui riconoscersi.

 L’intento del progetto è quello di dimostrare la possibilità che hanno gli handicappati di far parte di una società comune come “Diversamente Belli”.

Con i sistemi di comunicazione a disposizione si è provato a rendere ciò visibile, al fine di combattere il pregiudizio che ancora esiste nei confronti di questa e di tante altre minoranze.

rdm

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