Domenica 18 Novembre 2018 - 14:12

Vibrano le corde marcate The Swing Strings Trio

Questa sera, sabato 10 novembre, al Manouche di Caserta (via Agapito Bellomo 14 - Caserta), i The Swing Strings Trio, composti dal maestro Carlo Lomanto, da Beatrice Valente e da Ciro Iovine, faranno vibrare le loro "corde" in una serata di grande musica Jazz interamente dedicata allo Swing.    

E così, le due splendide voci, una baritonale e calda (quella del maestro Lomanto), l'altra femminile, morbida e vellutata (quella di Beatrice Valente), duetteranno sullo Swing suonato dalla chitarra, dal contrabbasso e dalla batteria in un nuovissimo progetto marcato The Swing Strings Trio.

Carlo Lomanto è cantante e chitarriste, docente di canto jazz presso il Conservatorio di Salerno con trent'anni di jazz sulle spalle. 

Beatrice Valente è una giovanissima cantante e contrabbassista, formatasi con il compianto Rino Zurzolo e diplomatasi al Conservatorio di Benevento, con tante collaborazioni di prestigio alle spalle. 

Ciro Iovine, cresciuto sotto la guida del maestro Umberto Guarino, è batterista con all'attivo tante collaborazioni, tra cui quelle con Daniele Sepe, Antonio Onorato, Paolo del Vecchio e Tony Esposito.

"Tutto basato sulle corde il mio nuovo progetto! - commenta Carlo Lomanto - Le corde vocali mie e di Beatrice e le corde della mia Gibson semiacustica e del contrabbasso di Beatrice! Il repertorio che eseguiremo al Manoche, locale molto accogliente vicino Caserta, è tutto dedicato al ritmo Swing! Con brani tratti dai repertori delle grandi orchestre americane degli anni 30/40, quelle di Benny Goodman, Duke Ellington ecc. E non mancheranno anche le nostre canzoni swing del dopoguerra!".

M.S.

Dead Meadow live al First Foor Club

Altro colpo ad effetto per il Rockalvi Festival.

Il 10 novembre al First Foor Club di Pomigliano d’Arco (Na), andranno in scena, per la loro unica tappa nel sud Italia, gli statunitensi Dead Meadow, impegnati nel tour celebrativo dei vent’anni di carriera.

Quello dei Dead Meadow si preannuncia come un concerto dal forte sapore evocativo e lisergico, sospeso tra le sonorità stoner/heavy e psichedeliche che da sempre caratterizzano il sound del gruppo, in una miscellanea di hard rock seventies e di lisergica psichedelia marcata anni ’60, il tutto con aperture verso il blues e il folk made in U.S.A.

Ad aprire la serata, il cantautore chitarra e voce Trans Van Santos da Los Angeles.

È la prima data che Rockalvi organizza in collaborazione con il First Foor Club - spiega Peppe Guarino di RockalviUn importante punto di partenza al quale seguiranno tanti altri concerti molto interessanti di livello nazionale e internazionale. Come sempre, per ogni evento che organizziamo come Rockalvi, cerchiamo di portare avanti un messaggio di cultura musicale come aggregazione e amore verso l’arte, nonché di promuovere il nostro scopo sociale, che è a sostegno dell’associazione Camilla la Stella che Brilla Onlus (www.camillalastellachebrilla.com). Mi ha, poi, fatto enormemente piacere l’aver trovato nel First Floor Club un partner che da subito ha appoggiato con entusiasmo tale evento, riuscendo così insieme ad inserire Napoli e provincia quali tappe di un tour ventennale di una grande band americana che è storia ed ha fatto da scuola per tante giovani gruppi”.

Dal comunicato stampa: "Jason Simon, Steve Kille e Juan Londono in arte sono i Dead Meadow, formazione psycho-stoner-rock americana nata ormai nel lontano 1998. 

Con otto album all’attivo, l’ultimo “The Nothing They Need” uscito nel 2018, li rende uno dei gruppi di riferimento della nuova scena psichedelica internazionale.

La formazione originaria della band era costituita da Jason Simon come cantante e chitarrista, Steve Kille al basso e Mark Laughlin alla batteria ma quest'ultimo lasciò la band nel 2002 per seguire la carriera di avvocato e fu sostituito da Stephen McCarty. Nel 2005 un altro membro, il chitarrista Cory Shane, si aggiunse alla band.

I Dead Meadow, molto influenti sulla scena heavy psych attuale, combinano l'hard rock dei '70 con il rock psichedelico dei '60. Le atmosfere lisergiche e prossime allo stoner rock che la band inserisce nei suoi brani, unite ad una forte componente blues e ad incursioni folk, contribuiscono a creare un sound ipnotico piuttosto moderno e originale.

Il connubio tra i riff sabbathiani, gli strati onirici creati dai fuzz di chitarra e le melodie intimiste di Jason Simon ha fatto breccia nei cuori degli amanti sia del pop/rock che dello stoner rock. Il trio nasce 20 anni fa a Washington D.C. attingendo da Pink Floyd, Led Zeppelin e Black Sabbath, la psichedelia dei 60 e 70, fino a creare un proprio sound distintivo. 

Ad aprire il concerto ci sarà Trans Van Santos da Los Angeles con la presentazione del suo nuovo album TVS. È considerato una delle guide spirituali del movimento Neo Psichedelico della West Coast americana".

 

Marco Sica

"Fai schifo", Asia Argento insulta la madre

Volano insulti tra Asia Argento e la madre Daria Nicolodi. All'origine della furiosa lite familiare il tweet in cui l'attrice di 'Profondo rosso' commenta lo scatto che immortala la figlia tra le braccia di Fabrizio Corona: "Due signori di mezza età con felpa e cappuccetto che si baciano...un po' inguaiati e inguaianti". Parole che hanno subito scatenato l'ira di Asia che, in un messaggio privato poi reso pubblico su Twitter dalla mamma, non le manda certo a dire. "La mia era una sciarpa non un cappuccio", scrive l'attrice, per poi scagliarsi contro la madre con una raffica di insulti: "Fai schifo - tuona - Sei una donna pessima, madre già lo sai, una fallita, sola nel mondo. Torna nel tuo dimenticatoio. Ora hai veramente esagerato. Fottiti tr...". "Più tr... di voi lo spero, che siete così innocenti - replica Nicolodi - un periodo in clinica non ti guasterebbe. Siamo tutti preoccupati per te".

Ma non è finita qui. A distanza, sempre via social, madre e figlia continuano ad attaccarsi replicando agli utenti che, di volta in volta, prendono le parti dell'una o dell'altra. "Lasciamo perdere la volgarità di mia figlia, mi spiace tanto per lei che solo un mese fa voleva trasferirsi da noi", scrive Nicolodi in un tweet, cercando di smorzare i toni. Per poi tornare sull'argomento per rispondere alle critiche: "Ok. Sarò breve e chiara. Voi pensate pure ciò che volete. Sapete bene che sono una persona discreta. Non accetto che mia figlia stia con quel signore". E ancora, "visto che secondo voi non devo criticare mia figlia qui, vi do in pasto una notizia inedita, grazie alla mia segretezza - rivela Nicolodi - Nel 2007 il Tribunale dei Minori di Milano ha affidato a me mia nipote, ritenendo mia figlia e il padre della bambina inadatti. Il motivo lo tengo x me".

"Non hai idea di cosa mi scrive da giorni e cosa mi fece patire durante tutta l'infanzia", scrive invece Asia in un tweet, rispondendo ad un utente che le aveva chiesto perché trattasse la madre in quel modo. "I panni sporchi si lavano in famiglia. Non sui social - sottolinea l'attrice - Non ho parole". "Tanta tristezza", scrive in un altro tweet, proprio per commentare il comportamento della madre. Per poi condividere sempre sulla propria bacheca social un'intervista del padre, in cui Dario Argento sembra accettare la nuova relazione della figlia - " Fabrizio Corona? Non mi fa impazzire ma lei è tornata a sorridere" - accompagnata da uno sfogo: "Menomale che ho il mio papà".

Andrea Tartaglia e i Travel Gum al Kesté di Napoli

Domenica 4 novembre, nell'ambito della rassegna musicale Abbash, al Kesté di Napoli doppio appuntamneto con la musica d'autore.

Dal vivo, sul palco del celebre locale del centro storico di Napoli, si esibiranno i Travel Gum e Andrea Tartaglia, per una serata dai contenuti sospesi tra cantautorato e lisergiche visioni.

"Penso che sia una serata molto importante per noi Travel Gum - commenta Emanuele Coppola dei Travel Gum - Con Tartaglia abbiamo un rapporto di amicizia oltre quello musicale. Ci conoscemmo durante le jam session del Kesté più di cinque anni fa, quando i Travel Gum non esistevano ancora, ma già orbitavano intorno le jam. C'è una stima reciproca e ciò non potrà fare altro che contribuire ad una serata di musica sentita e suonata con il cuore. Sarà un grande spettacolo".
 

Lutto nel mondo dello spettacolo: è morto Carlo Giuffrè

NAPOLI. Lutto nel mondo dello spettacolo: è morto il grande attore Carlo Giuffrè. Apprezzato interprete di testi teatrali e anche brillante protagonista di diversi film, con il fratello Aldo, morto nel 2010, aveva dato vita a un prestigioso sodalizio artistico. Nato a Napoli nel 1928, Carlo Giuffrè inizia a lavorare in teatro con il fratello minore Aldo nel 1947. Due anni dopo, i due fratelli debuttano insieme con Eduardo De Filippo. Poi, nel 1963, Carlo entra nella Compagnia dei Giovani lavorando con Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli e Elsa Albani, con cui reciterà per otto stagioni consecutive tra l'altro in Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, Tre sorelle di Čechov, Egmont di Goethe. Quindi, ancora con Aldo, torna al repertorio di Eduardo mettendo in scena, anche come regista, commedie come Le voci di dentro, Napoli milionaria!, Non ti pago e Natale in casa Cupiello. Talento comico, nel cinema Giuffrè è stato uno dei volti più caratteristici dell'ultima fase dalla Commedia all'italiana. Nel 1971 ha condotto la XXI edizione del Festival di Sanremo. Nel 2007 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dal Presidente della Repubblica.

Gnut & Sollo (SolDo) + Lia Hide Trio - LIVE Abbash al Kesté

Abbash è il nuovo spazio sotterraneo del Kesté di Napoli dedicato al teatro, all'arte, alla musica. Con la direzione artistica di Fabrizio Caliendo (Kestè) e di Luciano Labrano (Cellar Theory), da venerdì 2 novembre, prende vita una nuova stagione culturale che sarà inaugurata con un evento internazionale: un doppio concerto con i Lia Hide Trio da Atene e con la bellezza e la poesia di Gnut e di Sollo, insieme nel nuovo progetto "SolDo".

Sono 3 anni ormai che forsennatamente scrivo e pubblico in tempo reale poesie d'amore e non su facebook - racconta Sollo - È cominciato quasi per gioco, poi pian piano è divenuta una sorta di missione speciale quella di spalancare a tutti, conosciuti e sconosciuti, le porte della mia pubblica intimità. Io vengo dal punk e tuttora mi sento "irrimediabilmente" coincidente con questo anarchico modo di essere e pensare, come uomo ancor più che come musicista. Questo dato potrebbe sembrare in palese contrasto col desiderio di denudarsi poeticamente, ma è proprio da qui che è nata la mia umile e personale illuminazione: nulla mi appare più punk e ribelle, in questa era di apparenza e menzogne senza talento, del "buttare" poesie di sincerità molesta nel mare torbido di Facebook, tradizionale meta e punto d'incontro per identità photoshoppate, diciamo così. Tante di queste poesie sono divenute canzoni del mio fraterno complice Claudio Gnut, altre di qualche altro amico prezioso e di talento. Ma con dissennato entusiasmo ho sempre resistito all'idea e soprattutto alle proposte di editori affinché divenissero il classico libro di poesie. Volevo restassero libere e gratuite come il concetto di arte che più mi emoziona, Ars gratia artis. Poi un giorno Claudio mi fa: " hai scritto i testi del mio disco, lasciami comporre le musiche del tuo libro!"...e ha vinto lui! NUNTIO VOBIS MAGNUM GAUDIUM: HABEMUS DISCOLIBRUM!! Siamo in questi giorni in studio di registrazione dove un pugno di poesie stanno diventando un  cd di canzoni cantate da entrambi (I SOLDO), CD che uscirà insieme ad un libro per il prossimo Natale".

 

Il presepe post moderno di De Angelis conquista la Festa di Roma

di Alessandro Savoia

ROMA. Maria partorisce al gelo una creatura avuta non si sa da chi. La assiste un uomo buono, più grande di lei. “Il vizio della speranza” è rinascita, ribellione, rivoluzione. Edoardo De Angelis ha portato alla Festa del Cinema di Roma il suo quarto lungometraggio, un presepe post moderno che ha conquistato il pubblico della rassegna che lo ha riconosciuto come miglior film. 

Un film girato a Castel Volturno ma ambientato in un non luogo, dove domina la spazzatura, dove è sempre inverno. Un inverno che si sposa con la freddezza nell’animo di chi ci abita. Lungo un fiume troviamo Maria (Pina Turco), cappuccio sulla testa e passo risoluto. Viva alla giornata, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre (Cristina Donadio) e al servizio di una madame ingioiellata (una strepitosa Marina Confalone). Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. Poi un lampo, una miccia accende il suo cuore. Torna a sperare, a desiderare una vita diversa, ricca di amore: scopre di essere incinta. E sul suo cammino incontrerà un uomo (un intenso Massimiliano Rossi) che l’aiuterà nel suo percorso.

De Angelis ci consegna un’opera matura, un passo più avanti di quell’“Indivisibili” che aveva incantato gli spettatori e conquistato il mondo a suon di premi. E se quel film parlava del dolore nella separazione, qui ci porta a riflettere sulla importanza della riconciliazione. Lunghi piani sequenza raccontano prima la rassegnazione, poi l’inquietudine e infine la liberazione della protagonista. Si affida molto ai movimenti e alla mimica facciale di Pina Turco che sa essere potente tanto nei silenzi quanto nei monologhi.

È più riflessivo nella scrittura, ha scelto di farsi affiancare nella sceneggiatura da Umberto Contarello, uno che ha scritto “La grande bellezza” per intenderci. Proprio come un bravo allenatore ha scelto bene chi schierare in campo. Scene (Carmine Guarino), fotografia (Ferran Paredes Rubio) e costumi (Massimo Cantini Parrini) sono in perfetta sintonia, ci introducono a tal punto nella vicenda da sentir freddo, provare un senso di angoscia. Per vincere la partita punta ancora sul “suo” fuoriclasse, Enzo Avitabile, le cui musiche spaziano dal tribale al gregoriano trasportando lo spettatore in un’altra dimensione, penetrando nella mente e squarciando il petto.

Prodotto da Tramp Limited e O' Groove, sarà nei cinema dal 22 novembre distribuito da Medusa.

“O Diavolo” di Francesco Di Bella alla Fonoteca di Napoli

 

Giovedì 25 ottobre, in occasione dell’uscita del suo ultimo disco di inediti “O Diavolo” (La Canzonetta Records/Self Distribuzioni s.r.l. ), l’ex frontman del 24 Grana, Francesco Di Bella, alla Fonoteca di Napoli di via Morghen, alle ore 18:00, darà vita a uno speciale showcase di presentazione.

L’album arriva dopo “Ballads Cafè” del 2014 e "Nuova Gianturco" del 2016, ma soprattutto dopo un intenso anno di live, durante il quale il cantautore napoletano è stato impegnato in un tour d’eccezione per celebrare i 20 anni della sua carriera musicale.

 

Dal comunicato stampa:

 

Showcase di presentazione

25/10 – Napoli - Fonoteca

26/10 – Salerno - Mondadori Bookstore

29/10 – Caserta - Libreria Feltrinelli

30/10 – Avellino - Libreria Mondadori

31/10 – Pomigliano (NA) - Feltrinelli Point

 

FRANCESCO DI BELLA – BIOGRAFIA

Francesco Di Bella (Napoli, classe 1972) inizia la sua carriera artistica dando vita nei primi Anni '90 ai 24 Grana, band antesignana dell'alternative rock italiano, di cui è frontman e principale autore. Nel 1996 il gruppo firma un contratto discografico con La Canzonetta Records, e pochi mesi dopo l'album LOOP sorprende positivamente la critica musicale nazionale per la freschezza con cui è in grado di fondere nuovi stili di musica, come il dub e il trip hop, a testi poetici e dalla forte carica sociale. I 24 Grana sono spesso invitati presso emittenti radiofoniche e televisive, la loro popolarità cresce in tutta la penisola e si trovano a condividere il palco con band del calibro di Afterhours, Verdena e Marlene Kuntz. Le performance di Francesco sono coinvolgenti ed energiche, il gruppo spopola nei club, nei centri sociali, tra festival nazionali e non solo, arrivando a suonare in Francia, Spagna, Slovenia, Inghilterra e Giappone. Insieme ai 24 Grana, “'O Cardillo” scrive ed incide 8 album, di cui due ripresi dal vivo. Contemporaneamente coltiva collaborazioni con i principali artisti della sua città come Bisca, 99 Posse, Almamegretta, ed altri italiani come Marina Rei e Riccardo Sinigallia.

La sua ricerca artistica “alternativa” si traduce, nel 2014, nel primo album da solista Ballads Café, un compendio di brani dei suoi anni trascorsi nella band, riletti in una chiave più intimistica e cantautorale, di cui è il testo a farla da protagonista.

Nel 2016 l'album Nuova Gianturco, prodotto da Daniele Sinigallia, lo inserisce a pieno titolo nel novero dei cantautori italiani: le 10 canzoni del disco raccontano la sua città tenendo metaforicamente "le spalle al mare", in un viaggio sonoro dal sapore post-industriale; un album pop, ma dalle persistenti sfumature underground, il cui singolo Tre Nummerielle si aggiudica il Premio Lunezia. Partecipa, nel 2017, insieme a Vasco Brondi, Dario Brunori, Lo Stato Sociale, Andrea Appino e Max Collini, allo spettacolo EPICA ETICA ETNICA PATHOS, ideato e messo in scena dagli ex membri dei CSI. Dal 2016 Francesco promuove laboratori di songwriting rivolti a giovani autori, esperienza che si sublima nel laboratorio cantautorale e di produzione musicale IMPARA A NUOTARE, tenutosi per la prima volta a Roma nel 2017, grazie al lavoro di Filippo Gatti, Riccardo Sinigallia, Francesco Motta e Francesco Bianconi. 

Il 25 ottobre 2018 esce il suo nuovo disco d’inediti, “‘O Diavolo”, per La Canzonetta Records

DISCOGRAFIA SOLISTA FRANCESCO DI BELLA

- 2013 Ballads Cafè (La Canzonetta Records)

- 2016 Nuova Gianturco (La Canzonetta Records)

- 2018 ‘O Diavolo (La Canzonetta Records)

"Ether", red carpet per il maestro Zanussi alla Festa del Cinema di Roma

Il grande maestro del cinema polacco Krzysztof Zanussi torna in Italia, in concorso alla Festa del Cinema di Roma, con il suo Ether, ispirato al mito del Faust di Goethe ed ambientato nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Seguendo il filo della sua poetica e della sua visione della vita, il regista polacco propone una intensa riflessione sul profilo morale degli esseri umani in una delle situazioni più estreme, la guerra.

Il film, una co-produzione di Polonia, Ucraina, Ungheria, Lituania e Italia, sarà proiettato alla Festa del Cinema di Roma venerdì 19 ottobre per la stampa  ed il pubblico. Ether è stato girato, in Italia, a Trieste, Palmanova, sito Unesco, e Gorizia, grazie al fondo ricevuto dalla Friuli V.G. Film Commission. Oltre ai produttori italiani Paolo Spina per Revolver e Giuseppe Lepore per Bielle Re, spicca Judit Stalter, produttrice ungherese molto attiva e già produttore esecutivo de Il figlio di Saul di László Nemes, Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes nonché Miglior film straniero agli Academy Awards©. Lo stesso Zanussi, in veste di produttore, ha vinto lo scorso anno a Berlino l’Orso d'argento premio Alfred Bauer per le nuove prospettive assegnato ad Agnieszka Holland per 'Pokot'.

Nel cast spicca anche Remo Girone, nel ruolo di un sacerdote al fronte, in trincea. Particolarmente affiatata anche la troupe, la medesima di Schindler’s List di Spielberg e del precedente film di Zanussi, Foreign body, girato in parte in Italia. Tra i collaboratori del regista polacco, anche Piotr Niemyjski, uno degli astri nascenti della fotografia cinematografica.

Sinossi. All'inizio del XX secolo, da qualche parte nell'Impero russo, un medico somministra una letale overdose di etere a una giovane donna, oggetto del suo desiderio. Dopo essersi liberato del suo crimine, trova lavoro in una fortezza austro-ungarica, dove continua i suoi esperimenti con l'etere per lenire il dolore e manipolare il comportamento umano. Nonostante la sua malvagità, non è troppo tardi perché la sua anima sia salvata dalla dannazione eterna ...

Il dottore nel film crede nella scienza come uno strumento per soddisfare il più sfacciato dei desideri umani: la totale sottomissione, sia carnale che spirituale, di un altro uomo. Ether sarà il primo passo sul percorso per privare qualcuno del libero arbitrio”, così il regista descrive il proprio film. Mentre il produttore italiano, Paolo Spina, afferma che “Zanussi è un grande affabulatore, un grande narratore di storie, oltre ad essere uno dei registi dai movimenti di macchina da presa più eleganti e meditati dell'ultimo mezzo secolo di cinema mondiale.

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