Venerdì 14 Dicembre 2018 - 19:04

Un inizio d'estate all’insegna della musica d’autore all’Ennò

Un inizio d'estate all’insegna della musica d’autore all’Ennò.
Prosegue la rassegna dedicata al cantautorato, che accompagnerà  la fine di giugno e gli inizi di luglio.
Sul palco del locale di via Bellini, si esibirà il 22 giugno, Il Befolko di Roberto Guardi, impegnato nella presentazione del suo album "Isola Metropoli".
Il 30 giugno sarà, poi, la volta del doppio appuntamento con gli A Smile For Godzilla e gli X35.
Il mese di luglio verrà, invece, musicalmente inaugurato il 6 con la particolare rivisitazione in chiave acustica delle colonne sonore dei film a cura dei Cinematic Duo.
 

Napoli Teatro Festival, successo per “fedeli d'Amore"

di Armida Parisi

NAPOLI. Hanno scelto il Napoli Teatro Festival, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, per il debutto nazionale del loro nuovo spettacolo “fedeli d’Amore”. Un successo clamoroso, almeno a giudicare dall’infinita standing ovation finale, che si è ripetuta per tutte e tre le serate in cui è andato in scena, al Sannazaro. Un successo che smentisce chi ritiene che il teatro di ricerca non sia in linea con i gusti del pubblico che, invece, ha dimostrato di apprezzare, eccome. Lo spettacolo è in linea con il progetto sulla “Divina Commedia” che i fondatori del Teatro delle Albe portano avanti già da due anni, in vista dei festeggiamenti per il settecentenario della morte di Dante, nel 2021. Ed è proprio intorno al tema della morte che Martinelli ha ideato una drammaturgia impostata su sette quadri.

Vanno in scena le ultime ore di vita del poeta, mentre, nel suo letto di esule a Ravenna, è sfinito dalla malaria. E, con l’aiuto di una versatile, eclettica, stupefacente Ermanna Montanari, lo spettatore entra nella mente del genio: proprio lui, che nei suoi versi ha dato forma concreta all’aldilà, e che, nell’integrità della sua morale, ha delimitato i confini netti del bene e del male, adesso, mentre si trova sulla soglia dell’abisso che gli succhia la vita, è confuso. Tante voci gli affollano la mente. C’è la nebbia, quella fitta della Romagna, che entra nella stanza e gli scompagina i ricordi. C’è un demone che lo inquieta e un asino, sul cui dorso tante volte il poeta si è spostato, che gli ricorda che tutti i viventi sono in croce. C’è il diavolo che passa in rassegna le bassezze umane e c’è l’Italia che, ora come allora, persiste nel fomentare le divisioni interne piuttosto che elevare lo sguardo “verso il cielo” per far prevalere le ragioni dell’unità. Infine c’è Antonia, la figlia del poeta, che lo assiste nelle sue ultime ore: è la sua voce che rievoca i momenti della giovinezza del poeta, quando insieme con gli amici, si dichiarava “fedele d’Amore”. L’anima che sta per lasciare il corpo  recupera quel tempo lontano in cui il primo incontro con Beatrice, a nove anni, svelò al Dante bambino quello che sarebbe stata la sua vocazione e il suo destino. Ed è in quel momento, in cui il cerchio fra passato e presente si chiude, che il poeta viene accolto da quella Trinità che aveva contemplato nella visione di fede, nel cuore di quell’Amore, il cui mistero luminoso ha cantato come nessuno.

Protagonista indiscussa è la voce. Ermanna Montanari, che legge al centro della scena, la trasforma in una partitura sonora modulandola con stupefacente perizia: sibila quando è nebbia, gracchia da demone, raglia mentre si trasforma in asino, si indigna nell’invettiva politica e diventa dolcissima se usa parole di figlia. Alla potenza della voce si affianca quella della tromba di Simone Marzocchi che sottolinea i vari momenti con la musica di Luigi Ceccarelli: suoni dissonanti, acuti, striduli e assordanti oppure languidi, ansimanti, sospirosi che sottolineano l’andamento oscillante delle emozioni. Stesso discorso per la rara sapienza evocativa degli interventi con le luci e le ombre, opera di Anusc Castiglioni ed Enrico Isola. Testo e voce, parola e immagine, silenzi e musica prendono per mano lo spettatore e lo guidano in un viaggio perturbante e necessario quanto mai: quello che lo mette faccia a faccia con se stesso, le proprie responsabilità, il senso del proprio stare al mondo.

 

Festa della musica all'aeroporto di Capodichino

NAPOLI. L'aeroporto internazionale di Napoli aderirà alla festa della musica offrendo ai passeggeri e ai turisti in transito una tre giorni di musica live, aspettando la festa internazionale della musica del 21 giugno. All'esterno dell'area arrivi verrà allestita un'apposita postazione dal domani al 21 giugno, dalle ore 11.00 alle 13.00, che ospiterà band rock e jazz, artisti e cantautori con generi musicali diversi. Il programma prenderà il via domani con una jam session di due band aeroportuali composte da colleghi della community aeroportuale nati con la passione per la musica: "Gli Idealisti" gruppo indie rock e "Gli Steelyfan" una cover band del gruppo musicale statunitense Steely Dan, nato nei primi anni '70. Mercoledì 20 il palco di "Aspettando la festa della musica", sempre nell'area arrivi esterna, sarà animato dal duo Dolores Melodia - Raffaele Giglio musicisti cantautori partenopei che interpretano il repertorio del patrimonio musicale napoletano. La festa della musica il 21 giugno sarà celebrata in aeroporto da un ensemble di violoncelli "Chamberchelli" diretti dal maestro Aurelio Bertucci che si esibiranno in un vasto repertorio spaziando dalla musica classica a quella moderna.

La Scarlatti Junior al Maschio Angioino con cento giovani musicisti

NAPOLI. Cento giovanissimi musicisti: il più piccolo ha 11 anni mentre il più anziano 20. Sono i ragazzi della Scarlatti Junior, l’ensemble giovanile della Comunità delle Orchestre Scarlatti che, in una location importante, apriranno in anticipo le celebrazioni napoletane della Festa Europea della Musica, in programma dal 21 al 24 giugno e organizzata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Il concerto fa parte della programmazione primaverile della Nuova Orchestra Scarlatti.

La Scarlatti Junior eseguirà un programma ricco di colori e di suggestioni diverse, con brani di Kreisler e Weber che vedranno impegnati in veste solistica due giovani elementi dell’orchestra, e famose pagine sinfoniche come l’Allegretto della Settima Sinfonia di Beethoven e una particolare versione (senza pianoforte) di Rhapsody in Blue di Gershwin. Chiuderà il concerto il coinvolgente Bolero di Ravel.

Alla direzione dei giovani artisti si alterneranno il maestro Francesco Aliberti e il maestro Gaetano Russo (direttore artistico della Nuova Scarlatti e coordinatore didattico-musicale della Junior).

«La Scarlatti Junior – ricorda Russo – è il cuore pulsante della Comunità delle Orchestre Scarlatti che comprende anche l’orchestra principale Nuova Scarlatti, la Scarlatti Young e la Scarlatti per Tutti: un’esperienza ad oggi unica in Italia e non solo. Il nostro impegno prosegue nel solco della valorizzazione di nuovi talenti che caratterizza la Nuova Orchestra Scarlatti, non a caso abbiamo inserito in programma anche la prima esecuzione di un brano inedito di un tredicenne musicista napoletano. Questa è la strada che abbiamo deciso di intraprendere anni fa e che ci permette oggi di aprire a Napoli una kermesse importante come la Festa della Musica, il giusto palcoscenico per i nostri ragazzi».

Questo concerto corona il ciclo di attività del laboratorio di formazione orchestrale Scarlatti Junior che quest’anno si avvale anche del sostegno della Fondazione Cannavaro Ferrara, «da anni impegnata - come afferma Vincenzo Ferrara, direttore della Fondazione - in progetti di forte impatto sociale per il benessere e il riscatto dei ragazzi napoletani, in ambito ludico, sportivo, formativo». Prosegue Ferrara: «Siamo ben felici quest’anno di offrire il nostro sostegno al laboratorio dell’Orchestra Scarlatti Junior realizzato dalla Nuova Orchestra Scarlatti; lo facciamo per favorire la crescita umana e professionale dei più di cento ragazze e ragazzi che lo compongono attualmente, e speriamo davvero che possano proseguire anche nella vita il loro percorso».

 

Sanremo, Baglioni dice sì al bis

Dopo un lungo corteggiamento, Claudio Baglioni ha accettato l’incarico di direttore artistico del 69esimo Festival di Sanremo. «Sono molto contento del positivo esito della trattativa sulla direzione artistica del prossimo Festival della Canzone italiana a Sanremo – afferma il direttore generale della Rai Mario Orfeo – È un grande onore oltre che motivo di orgoglio per tutta la Rai essere riusciti a convincere un grande musicista e compositore come Claudio Baglioni a concedere il bis seguendo un percorso di condivisione e di costruzione del progetto artistico».

«Da febbraio a oggi c'è stato un vero e proprio corteggiamento e non poteva essere altrimenti considerato il successo di critica e di pubblico e i record ottenuti nella sua prima volta da direttore del Festival. A Baglioni un grande in bocca al lupo per l’edizione numero 69 e per questa seconda avventura insieme con la Rai, con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato quella straordinaria di quattro mesi fa».

Gli Dei di Nino Bruno e le 8 Tracce

Giovedì 14 giugno, il “Pantheon” di Nino Bruno e le 8 Tracce presenta l’EP “EHI DEI” al Kestè di Napoli.

Il disco nasce con la formazione composta da cinque elementi. – racconta Nino Bruno - Allo storico trio composto da me alla chitarra e voce, da Giulio Fazio all’organo farfisa e piano elettrico e da Peppe Sabbatino alla batteria e percussioni, si sono aggiunti  Zaira Zigante alla voce e Massimiliano Sacchi al clarinetto e sax baritono. Questo nuovo assetto ci ha consentito, con “EHI DEI”, di effettuare un primo passaggio verso composizioni nuove sia nella forma che nella sostanza. “EHI DEI” lo possiamo, quindi, considerare come un giro di boa, una prima virata in direzione di sonorità più contemporanee che vedranno, per i prossimi lavori discografici, un parziale abbandono del “dogma 8”, e quindi dell’esclusivo utilizzo delle otto tracce e dell’analogico, in favore di una commistione tra il “vecchio” sound e una moderna ricerca e sperimentazione”.

E proprio come in una moderna teogonia, Nino Bruno e le 8 Tracce pubblicano l’ottimo l’extended play “EHI DEI”.

L’EP si apre con l’invettiva di “Calipso” all’invidia e all’ingiustizia divina, un brano in cui la dea lascia la dimensione omerica e mitologica per incarnare, con la sua voce femminile, il canto di protesta di tutte le donne (“Aurora, Cerere e le altre sorelle di sventura”) verso l’arrogante prepotenza di un mondo ancora troppo maschilista; un canto che partendo da un tessuto elettronico si fa rabbiosa speranza nella bella coda strumentale di chiusura.

A “Ehi Dei (Calipso)” segue l’ottimo arrangiamento dell’aria rinascimentale “Flow my tears” di J. Dowland scritta nel 1596 come pezzo strumentale col titolo Lachrymae Pavane, un pezzo in cui la voce e gli strumenti tagliano il confine tra l’eleganza di un chansonnier e la seduzione di un gitano latino quale sfondo per una triste preghiera di pianto. Come già per “Calipso”, il tutto pervaso da reminiscenze lisergiche e psichedeliche.

Con il terzo brano “Itaca Bagno di Sangue” si torna a dimensioni “epiche”, e se la mattanza dei Proci è ben descritta dalle tensioni e risoluzioni musicali, l’arrangiamento, in pieno stile progressive anni settanta, riporta l’ascoltatore indietro di oltre quarant’anni, con un suono però snellito da quell’elefantiasi che troppo spesso era il limite di tale movimento e dotato (qui) di un suo giusto equilibrio.

L’EP si chiude con “Tips for Winter”, ballata dal ritmo sostenuto, che con la sua tridimensionale ariosità ripulisce dal sangue del “baccanale” di Itaca riconsegnando all’orecchio più profondi spazi tra cui viaggiare.

Nino Bruno e le 8 Tracce si confermano, ancora una volta, una delle più interessanti e belle realtà della scena musicale partenopea.

Marco Sica 
 

 

Teatro Diana, ecco il nuovo cartellone

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. Un teatro sempre in crescita, il Diana. «Uno spazio - come ha detto il suo storico rappresentante Lucio Mirra-  che partendo dal nuovo corso del 1982 con 350 abbonati, oggi,  giunto alla sua 39a stagione ne conta 10.700». Ed è proprio con queste premesse e dopo i successi dello scorso cartellone che il Teatro Diana si ripresenta al pubblico  ancora nel segno dei grandi nomi. Confermando i presupposti per ben figurare come Centro di Produzione Teatrale, il teatro vomerese ribadisce così l'intenzione di portare nella sua sala il meglio del panorama internazionale . 

Ed è in questa ottica che la prossima stagione si inaugurerà venerdì 12 ottobre con lo spettacolo musicale “Sinfonie in Sal Maggiore… reloaded” con Sal Da Vinci. «Sono felice - ha detto il popolare artista - di tornare al Diana e di ripresentarmi con uno spettacolo in grado di proporre un emozionante mondo ricco di ricordi  ed una orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino». Dal 30 ottobre,  arriverà Arturo Brachetti con “Solo”, (the Master of quick change). «Un lavoro - come ha detto lo stesso trasformista - che mi vedrà in scena in una casa immaginaria in miniatura tra laser, personaggi dell'infanzia e protagonisti delle fiabe». Dal 14 novembre, sarà il turno di Massimo Lopez e Tullio Solenghi, insieme dopo 15 anni, diretti da Gabriele Comeglio. «Uno Show- ha ricordato Lopez- che farà ridere il pubblico anche per effetto delle tante improvvisazioni». A partire dal 4 dicembre, sarà la volta di Isa Danieli e Giuliana De Sio con la commedia di Gianni Clementi: “Le Signorine”.  «Un lavoro- ha detto la stessa Danieli- che con la regia di Pierpaolo Sepe proporrà due protagoniste capaci di divertire e commuovere». 

Grande attesa per il 18 dicembre, quando, in occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo e ricordando  Riccardo Pazzaglia, dopo l’Anteprima Nazionale al Teatro San Carlo, il Diana ospiterà lo spettacolo “Così Parlò Bellavista” con l’adattamento teatrale  di Alessandro Siani e Geppy Gleijeses. «Un testo - ha detto il protagonista e regista Gleijeses- capace di rappresentare un omaggio a colui che, oltre a essere un divulgatore, si identifica come un grande filosofo del presente». Contento del progetto anche Siani, che come produttore e adattatore ha parlato di «un capolavoro capace di durare nel tempo». Con le musiche originali di Claudio Mattone, in scena vi saranno anche Benedetto Casillo e Marisa Laurito. A seguire, dal 16 gennaio 2018, Cristina Comencini presenterà “Tempi Nuovi” con Ennio Fantastichini e Iaia Forte. Dal 30 gennaio, un altro ritorno al Teatro Diana con Maurizio Casagrande e la sua inedita commedia scritta con Francesco Velonà, “Mostri a parte”, ispirata al film Frankestein jr. Dal 13 marzo, Massimo Ranieri con l’adattamento e la regia di Giancarlo Sepe, sarà in scena con “Il Gabbiano“ di Anton Čechov mentre dal 6 marzo, dopo lo strepitoso successo dello spettacolo dei record “Una festa esagerata!”, Vincenzo Salemme tornerà al Diana con la nuova commedia “Con tutto il cuore”. «Un testo ironico e graffiante -ha dichiarato Salemme- che nel porre l'uomo dinanzi a delle scelte obbligate ne esamina la natura più profonda». 

Dal 1 maggio, a chiudere la stagione in abbonamento ci penseranno Serena Autieri e Paolo Calabresi con “La Menzogna” diretta da Piero Maccarinelli. A completare le proposte, fuori abbonamento, anche gli spettacoli di Angelo Pintus, Maurizio Battista e Beppe Grillo e dal 27  febbraio, in sinergia con il “Nest”, “Gli Onesti della Banda”, riscrittura di Diego De Silva e Giuseppe Miale di Mauro, tratta dalla sceneggiatura de “La banda degli onesti” di Age e Scarpelli. Ancora, la lirica con “Opera Talk show” e gli  spettacoli per le scuole curati da Gianpiero Mirra e Peppe Celentano che nel segno dell'impegno civile punteranno l'attenzione con “Vite Sballate”,  sul tema dell'alcolismo tra i ragazzi. Per i più piccini ci sarà anche “Alice e il suo mondo fantastico” con Gabriella Cerino. 

Musica al Pizza Village per il gran finale

NAPOLI. Continua la grande musica al Napoli Pizza Village e nel fine settimana conclusivo i protagonisti saranno il rapper milanese Guè Pequeno, stasera, e Lo Stato Sociale, il gruppo classificatosi secondo a Sanremo 2018. Grazie alla radio ufficiale della manifestazione, Rtl 102.5, le guest si esibiranno sul palco presentando i loro successi, ma non saranno gli unici artisti ad animare il weekend conclusivo della kermesse che prevende una ‘scaletta’ ricca ed entusiasmante.
Gastronomia, musica ma anche cultura ed economia, Napoli Pizza Village è diventato un evento che accontenta tutti, trasversale e che sempre più internazionale in cui il record di presenze è solo uno degli obiettivi, come affermano gli organizzatori: «Quest’ottava edizione del Napoli Pizza Village - affermano Alessandro Marinacci e Claudio Sebillo di Oramata Grandi eventi - è sicuramente l’edizione dei record. Non solo per le presenze di pubblico, che ci auguriamo possano raggiungere il milione, ma per l’adesione della città, delle istituzioni e delle forze dell’ordine al progetto. Oramai il messaggio è univoco: il Napoli Pizza Village è uno strumento di tutti noi per promuovere l’intero territorio e l’economia regionale, non solo una manifestazione legata alla pizza. Il sold out degli alberghi e dei B&B, le richieste di portare il format all’estero ed in altre città italiane, dimostra quanto questo progetto di promozione turistica abbia seminato per Napoli»
Il palco dopo l’esibizione del rapper milanese Gué Pequeno, reduce dal concerto di Fedez e Jax a San Siro, continua con tanti altri artisti. EnzoDong è uno dei protagonisti indiscussi della scena rap partenopea e a seguire Enzo Savastano l’irriverente cantante che prende in giro vari generi musicali dalla musica indie a quella neomelodica. Ancora Geolier & Nicola Siciliano autori del tormentone “P Secondigliano” da oltre due milioni di visualizzazioni sul web. Pronti per ballare poi con i Bateria Pegaonda che porteranno sul palco tutto il colore ed il calore dei ritmi brasiliani. E infine saliranno sul palco Sergio Siano, il grande fotoreporter napoletano presenterà “Maradona”, un fotolibro dedicato al Pibe de Oro e Anna Trieste simpatica, irriverente, ironica e autoironica, giornalista del Mattino e volto noto in Rai e Mediaset. Per l’ultima di domani salirà sul palco la band di ragazzi bolognesi, secondi a Sanremo con Una Vita In Vacanza, Lo Stato Sociale. Lo spettacolo prosegue con Maria Nazionale (nella foto) e dopo di lei SesèMamà un gruppo di quattro artiste napoletane (Brunella Selo, Elisabetta Serio, Fabiana Martone e Annalisa Madonna) guidate dalla curiosità verso suoni e culture di etnie diverse, compresa quella di appartenenza, con i loro linguaggi, stili e dialetti. Poi, Stani Roggiero e I Bottari de la Cantica Popolare un ensamble che fa del ritmo scandito sul legno delle botti uno spettacolo unico.

Gigi D'Alessio e la Tatangelo ancora insieme VIDEO

I neo coniugi Alessandra D’Alessio e Raffaele Poziello hanno festeggiato il loro matrimonio a “Villa Althea” a Bellona, in provincia di Caserta: tra i loro ospiti c’erano anche anche Gigi D’Alessio (zio della sposa) ed Anna Tatangelo. Ripresi dal fotografo Davide Laganà, i due cantanti appaiono rilassati e complici durante una performance canora dell’artista partenopeo (alla quale ha preso parte anche Rosario Miraggio, cognato della sposa) che, alla propria nipote, ha dedicato il brano “Non dirgli mai” con il quale nel 2000 partecipò al suo primo Festival di Sanremo.

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Pino è, scatenati i social: Brignano il più bersagliato

NAPOLI. Anche attraverso Facebook e Twitter non sono mancate le polemiche, i pensieri costruttivi, le opinioni di chi ha suonato con Pino, di chi l’ha conosciuto veramente e di chi ha amato le sue composizioni, la sua napoletanità e il suo modo di vivere la musica ogni giorno. «A volte mi domando chi ha tanto potere da permettere uno scempio simile - scrive Marco Zurzolo su Fb - ...mi ricordo tempo fa Milva a Parigi presentó un recital su Edith Piaf e dico Milva ...fu fischiata in maniera drastica, e mi rendo conto del perché... quando si lavora su personaggi strettamente legati alla tradizione di un popolo la cosa è molto ma molto delicata... non puoi andare su di un palco e arrivarci impreparato. Dico: tu ’na canzone devi fare e sbagli anche il testo, nonostante il gobbo. L’imbarazzo era evidente nelle persone che erano lì senza sapere manco che pesci prendere. Basta non se ne può più... continuare a promuovere questa mediocrità fa male alla cultura, fa male ad un popolo che crede e ha creduto nella grande opera di Pino e nn solo...». Anche Gianfranco Caliendo, ex frontman del “Giardino dei Semplici” ha scritto su Fb parole poco felici nei confronti della manifestazione: «Il picco più basso… la Emma che ha fatto diventare il San Paolo… la festa di piazza di Cerignola». Claudio Coccoluto e Giorgio Verdelli hanno commentato su Twitter: «Quando si accetta di celebrare “qualcuno”, si dovrebbe avere la delicatezza di lasciare il proprio ego a casa, ben chiuso» è il pensiero di Coccoluto. Mentre il regista del film sul Nero a metà scrive: «#JamesSenese #tulliodepiscopo #tonyesposito #enzoavitabile #gigiderienzo #elisabattaserio #Pinoè #Tuttan’atastoria ... appunto». «Quando si rispetta un artista come Pino Daniele e si viene invitati a omaggiarlo cantando una sua canzone - scrive su Facebook il paroliere Bruno Lanza - un grande nome come quelli saliti sul palco, avrebbero dovuto avere la decenza di arrivarci preparati dopo aver provato il brano almeno per alcuni giorni e con il testo a memoria. Invece eravamo alla sagra della porchetta con grandi nomi che si sono presentati impreparati e approssimativi, come dilettanti allo sbaraglio, e ciò non è certo un segno di rispetto per Pino Daniele, né per i napoletani, né per la Rai. Poi qualcuno mi spiegherà che senso aveva Ornella Vanoni in quel contesto, tra l’altro neanche funzionale all’audience?».

“Pinuccio perdonali”, “mio figlio ha cambiato dopo tre canzoni”, “A tratti sembra il Gran Galà di Capodanno dove ognuno è lì per dire qualcosa di populista. Prendiamo i cellulari di ognuno di loro e vediamo se avevano il numero di Pino Daniele in rubrica”, “Mo’ basta guaglio’, m’ata ucciso tutte ’e canzoni mie” sono stati alcuni dei numerosi commenti su Fb espressi dal popolo social. E Twitter non è da meno con interventi anche di volti noti. Ivan Zazzaroni ha twittato: «Apprezzabilissima l’idea dell’omaggio dei colleghi, purtroppo però ci sono cantanti la cui voce fa la canzone: Pino Daniele aveva un timbro unico e inimitabile attraverso il quale griffava in modo indelebile ogni suo pezzo. Con Pino la riconoscibilità è un valore»; Red Ronnie nota: «Come mai non hanno invitato @GigiDAlessio che era un amico VERO di PINO??!!», mentre il critico televisivo Riccardo Bocca commenta: «Dalle interpretazioni dei bravi cantanti emerge tutta la complessità dell’opera di Pino Daniele che invece in lui era semplicità, calore, dolcezza». 

Se la poesia di Panariello è risultata impacciata, l’intervento di Brignano è senz’appello: un monologo pieno di luoghi comuni, parolacce, ovvietà e paragoni sbagliati. Fischi sonori dal San Paolo e rivolta sui social: “Marò, Brignano annasconnete”, “Pino non avrebbe gradito l’intermezzo di Brignano, non amava le parolacce”, “Prati come la Sanità… ma che c***o sta’ a dì”, “Non puoi paragonare i palazzoni anni ’70 dei Prati Fiscali, con la cultura millenaria dei vicoli della SANITÀ, vicoli che trasudano di storia, e fatt na figura e merd brignà”, “Pinoè è inguardabile. Una serie di inutili luoghi comuni e becera retorica. #Brignano una delle cose peggiori che la tv abbia partorito quest’anno”. Un testo imbarazzante per il quale “ha rischiato seriamente le mazzate”. 

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