Mercoledì 21 Novembre 2018 - 16:01

“Neshama", l'anima di Raiz e i Radicanto

di Gigi Avolio

NAPOLI. Oramai pochissimi lo conoscono come Gennaro Della Volpe, oramai è Raiz e basta, l’eclettico artista napoletano capace di dialogare musicalmente con Almamegretta e Fausto Mesolella, Massive Attack, Pino Daniele, Jovanotti e non ultimi i Radicanto. Dub, canzone d’autore, cantautorato, canzone napoletana, musica mediterranea e all’interno di questa la musica ebraica. Il nuovo progetto che Raiz e i Radicanto pubblicano proprio oggi si intitola “Neshama” (“anima”), un lavoro musicalmente colorato, caldo, fatto di suoni veri, prodotti da strumenti veri con corde,  pelli e mantici. Dove la voce di Raiz (che canta in ebraico, ladino, inglese spagnolo e napoletano) diventa uno strumento, la parola anche se intellegibile diventa suono. Ospiti del disco, inoltre, due grandi nomi della musica italiana: la pianista Rita Marcotulli e il violinista Mauro Pagani.
È un disco che si distingue da qualsiasi cosa fatta prima, c’è il sacro ma non è musica sacra.
«Ho fatto un disco che non è rigoroso – spiega Raiz – i testi sono sacri ma non è musica sacra. Spiego meglio. Il popolo ebreo per mantenere la sua nazionalità si è stretto intorno alla religione, anche gli ebrei atei, i testi sacri, le preghiere diventano canzoni popolari, mentre la musica sacra come è intesa generalmente, rimane circoscritta ai luoghi di culto e non è più legata ai cicli della vita. Sembra che io abbia fatto un disco identitario, ma in realtà canto in ebraico, arabo, ladino, dialetti italiani antichi, inglese, spagnolo e napoletano, ci sono diverse culture che si uniscono, è un disco di musica popolare».
Partiamo dal titolo “Neshama”...
«Vuol dire anima, viene dal verbo respirare, un essere vivente che respira ha un’anima. L’ho usato perché questa musica è come la soul music del Mediterraneo, la musica dell’anima, e il modo migliore per rendere il concetto di musica dell’anima è proprio Neshama, corrisponde al gospel e alla soul music»
Il testo ebraico si veste delle cadenze e delle pronunce della lingua napoletana...
«Da sempre canto in napoletano come se cantassi in ebraico e viceversa, per me è una sintesi tra i due mondi che non sono lontanissimi, hanno un respiro simile. Dico da sempre che il napoletano è una lingua di derivazione neolatina ma con pronuncia semitica, noi napoletani usiamo una sesta vocale come la hanno le lingue semitiche (è quel dittongo eo gutturale che usiamo quando tagliamo la vocale finale di una parola, ndr)»
Se dico che indirettamente è un modo di coinvolgere l’ascoltatore nella preghiera?
«Se succede non è volontario, racconto una storia musicale e culturale, sono tutte preghiere, l’ascolto coinvolge nella preghiera anche se non capisce il testo, e se poi ripete un ritornello indirettamente sta pregando»
Se dico che la sequenza dei brani segue un percorso che verrebbe alterato dalla riproduzione casuale?
«Se c’è un percorso non è voluto, ho alternato brani in base alle sonorità e ai concetti magari più pesanti con altri più fruibili»
E se dico che la scelta di mettere 10 brani segue una regola?
«Questo si, il 10 è un numero sacro, è il numero della perfezione, 10 dita di mani e piedi e la lettera yod, la prima della parola Dio, ha valore 10 (tutte le lettere ebraiche hanno un valore numerico ndr)»
Quanto è difficile manipolare “Era de maggio”?
«Se sei napoletano e sei ebreo sefardita è molto semplice, metti insieme le due anime e viene fuori “El Adon”, è stata la cosa più facile da fare. Magari un ebreo francese è capace di cantare una chanson con questo stesso testo, ho sentito gli argentini trasformarla in tango: fai parlare le due voci che hai dentro e succede la magia»
Una sola canzone in cui c’è il napoletano
«“Astregneme” è un brano in cui il napoletano incontra l’ebraico, ci sono i versi del Cantico dei cantici, dove apri apri c’è poesia»
Quando lo presenti e come lo porterai dal vivo?
«Il 14 ottobre al Disco Days presenterò alcuni brani con un solo musicista dei Radicanto,  Adolfo La Volpe (che suona oud, cumbus, saz), poi il 21 novembre al teatro Sannazzaro sarò con i Radicanto al completo»
Degli Almamegretta ne parleremo presto vero?
«Stiamo già lavorando da tempo al nuovo album, un disco molto molto dub penso che in primavera vedrà la luce…».

Addio al soprano Montserrat Caballé

Addio a Montserrat Caballé, una delle più grandi voci liriche del '900. Il grande soprano, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano spagnolo 'El Mundo', si è spenta all'alba di stamattina all'ospedale Sant Pau di Barcellona, dove era ricoverata da metà settembre. La camera ardente della Caballé sarà allestita domani alle 14 nell'obitorio del quartiere di Les Corts del capoluogo catalano, dove lunedì a mezzogiorno saranno celebrati i funerali. La salute di Montserrat Caballé era precaria da anni. Secondo fonti della famiglia citate da 'El Mundo', la cantante soffriva di un problema alla cistifellea.

María de Montserrat Bibiana Concepcion Caballé i Folch, era nata a Barcellona il 12 aprile del '33 ed era considerata uno dei più grandi soprani del XX secolo, con un repertorio vastissimo che spaziava dal belcanto di Mozart, Rossini, Bellini e Donizetti, fino a Verdi, Wagner e perfino al Verismo, sempre sostenuto da una tecnica inossidabile e da una qualità interpretativa unica. Grande interprete della canzoni popolari spagnole, nel 1988 aveva fatto un'incursione nella musica pop incidendo con l'amico Freddie Mercury l'album 'Barcelona'.

Nel corso della sua lunga carriera, iniziata nel 1965 alla Carnegie Hall di New York quando sostituì Marilyn Horne indisposta nella 'Lucrezia Borgia' di Donizetti, è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medalla d'Or de la Generalitat de Catalunya nel 1982, il Premio Principe delle Asturie nel 1991, e il Premio Nacional de Música nel 2003. Ricco anche il medagliere delle onorificenze: Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica nel 1966, Gran croce dell'Ordine civile di Alfonso X il Saggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine civile di Alfonso X il Saggio nel 1975, Dama della Legion d'Onore in Francia, dove ottenne anche il titolo di Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres, Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2009, Gran Croce al merito dell'Ordine al merito della Repubblica federale di Germania nel 2003, Ordine dell'amicizia in Russia e Laurea Honoris Causa dell'Università Politecnica di Valencia (UPV) nel settembre 1999.

Lungo e proficuo il rapporto tra la Caballé e il Teatro alla Scala di Milano dove la cantante avrebbe dovuto debuttare nel 1968 in 'Luisa Miller'. Ma un infortunio impedì quel debutto che avvenne due anni dopo, nel 1970, in 'Lucrezia Borgia', dando il via a una lunga collaborazione che si è conclusa nel 1987 con la 'Salome' di Strauss. La sua prima apparizione in Italia, Paese che amava moltissimo, è stata nel 1967 a Firenze nella parte di Imogene del 'Pirata' di Bellini.

Diva indiscussa dei palcoscenici di tutto il mondo, dall'Opera di Parigi alla Royal Opera House di Vienna, dal Metropolitan di New York al Festival di Glyndebourne, all'Opera di Vienna, Caballé ha lasciato una sterminata quantità di incisioni discografiche per la Emi, Deutsche Grammophon, Rca, Decca, Columbia, Philips, Erato, Ricordi e altre. Ritiratasi definitivamente dalle scene nel 2013, la cantante nel corso della sua vita si è dedicata a varie attività benefiche ed è stata anche ambasciatrice dell'Unesco. Ha creato una fondazione in favore dei bambini bisognosi di Barcellona. Nel 1964 si è sposata con il tenore Bernabé Martì dal quale ha avuto due figli: Bernabé Martí Jr., nato nel 1966, e Montserrat Martí, detta Monsita, nata nel 1972.

IL RICORDO DI PRESIDENTE E DIRETTORE DEL CONSERVATORIO DI NAPOLI. «Con il soprano Montserrat Caballé scompare una delle voci liriche più belle, amate e apprezzate degli ultimi anni». È quanto sostiene Antonio Palma, presidente del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, commentando la morte del soprano spagnolo. «Un'artista - prosegue Palma - conosciuta in tutto il mondo grazie alla sua grande qualità interpretativa e al vastissimo repertorio che va dal belcanto di Mozart, Rossini e Bellini, fino a Wagner e Verdi e alle indimenticabili interpretazioni delle canzoni popolari spagnole». «La sua lunga e luminosa carriera - sottolinea il direttore dell'istituzione partenopea, Carmine Santaniello - iniziò alla Carnegie Hall di New York nel 1965, quando sostituì Marilyn Horne nella Lucrezia Borgia di Donizetti. Nel 2009 Giorgio Napolitano le conferì la nomina a Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana».

X Factor, Lodo Guenzi al posto di Asia

Dopo le indiscrezioni, l'ufficialità. Lodo Guenzi è il quarto giudice al tavolo di X Factor Live nell’edizione 2018 del talent show di Sky prodotto da Fremantle. Il leader de Lo Stato Sociale prenderà il posto di Asia Argento e affiancherà Fedez, Mara Maionchi e Manuel Agnelli dal prossimo 25 ottobre per 8 settimane su Sky Uno. Lo comunica Sky. Lodo si era già seduto al tavolo della giuria nella seconda puntata di audizioni di questa edizione di X Factor, nei panni di “quinto giudice”, ricevendo un caloroso applauso dal pubblico e apparendo perfettamente a suo agio in quel ruolo. 

Nato e vissuto a Bologna, Lodo Guenzi fonda Lo Stato Sociale insieme agli amici degli anni del liceo Alberto Cazzola e Alberto Guidetti. Nel 2011 si sono uniti a loro Enrico Roberto e Francesco Draicchio La band è solo una parte della loro amicizia, cresciuta dietro ai microfoni di Radio Città Fujiko e adesso incubata in un furgone nove posti che li ha portati in giro per oltre 500 date in ogni angolo del paese in questi sei anni trascorsi tra locali da 100 persone, palasport e piazze da tutto esaurito. La band è reduce da un concerto da 13 mila presenze in Piazza Maggiore a Bologna.

Lodo inizierà a lavorare da subito con la propria squadra con l’obiettivo di costruire un percorso musicale per ciascuno di loro e portarli il più in fondo possibile nella gara all’interno di X Factor. I giudici e tutta la squadra produttiva di X Factor danno il benvenuto al nuovo giudice.

Acerra, presentata la stagione teatrale con grandi artisti

ACERRA. Un cartellone teatrale per una stagione al Teatro Italia di Acerra 2018/2019 con grandi artisti: da Sal Da Vinci (8 novembre), Carlo Buccirosso (5 e 6 dicembre), Isa Danieli e Giuliana De Sio (9 gennaio), Maurizio Casagrande (24 gennaio), Geppy Gleijeses con Marisa Laurito e Benedetto Casillo (7 febbraio), Biagio Izzo (21 febbraio), Serena Autieri e Paolo Calabresi (7 marzo), Gino Rivieccio (21 marzo), a Lucio Pierri ed Ernesto Lama (6 aprile). E’ stata presentata questa mattina, presso il Castello dei Conti di Acerra, la nuova stagione teatrale 2018/19, patrocinata e sostenuta economicamente dal Comune di Acerra. Hanno partecipato anche alcuni straordinari attori che saranno protagonisti del prossimo cartellone come Gino Rivieccio, Lucio Pierri e Claudia Mercuri.

Per il quarto anno consecutivo, grazie al contributo economico dell'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Lettieri ed alla direzione artistica del Teatro Pubblico Campano, tutti i cittadini che desiderano abbonarsi potranno seguire gli spettacoli della rassegna teatrale di altissimo profilo con costi ridotti per l’abbonamento.

Dopo 11 anni il Nabucco torna al San Carlo

NAPOLI. Torna al Teatro San Carlo di Napoli, dopo undici anni di assenza - dal 9 al 14 ottobre - il Nabucco di Giuseppe Verdi. A dirigere l'Orchestra e il Coro del Massimo sarà Francesco Ivan Ciampa, giovane direttore campano al suo debutto al San Carlo. Regia e scene sono a firma di Jean-Paul Scarpitta. «La scena è composta da una piramide - ha spiegato - da una sola porta del Palazzo, da qualche albero nero e dorato sospeso davanti a un muro d'oro satinato e da rovine che emergono dalle nuvole, il tutto sullo sfondo di un ciclorama in grisaglia». Le luci sono di Urs Schoenebaum, i costumi sono realizzati da Maurizio Millenotti. L'allestimento è del Teatro dell'Opera di Roma. Giovanni Meoni e Stephen Gaertner si alterneranno nel ruolo di Nabucco, mentre Antonello Palombi, Marco Miglietta e nel ruolo di Ismaele. Zaccaria avrà i volti di Rafal Siwek e Sergey Kovnir, Abigaille di Anna Pirozzi, Ekaterina Metlova. Carmen Topciu e Rossana Rinaldi interpreteranno Fenena, Gianluca Breda il Gran Sacerdote. Antonello Ceron sarà Abdallo, mentre Fulvia Mastrobuono Anna. 

"L'amica geniale" entusiasma la platea

di Alessandro Savoia

Dopo aver incantato il pubblico e la critica della Mostra del Cinema di Venezia, la serie televisiva “L’amica geniale” arriva al cinema svelando i suoi primi due episodi degli otto che compongono la prima stagione. Ed è subito entusiasmo nelle sale campane per la storia diretta da Saverio Costanzo e basata sull’omonimo best seller di Elena Ferrante. La serie si apre su Elena Greco una signora anziana immersa in una casa piena di libri, che venendo a conoscenza della scomparsa della sua più cara amica, accende il computer e inizia a scrivere la storia della loro amicizia. Scrive di Raffaella Cerullo, che lei ha sempre chiamato Lila, l’ha conosciuta in prima elementare, nel 1950.
Ed è qui che la narrazione si sposta indietro nel tempo, un balzo indietro, in una Napoli pericolosa e affascinante, nel popolare “Rione Luzzatti” di Gianturco. Qui le due bambine vivono la loro infanzia, giocano, fantasticano, si scontrano. Sono le migliori della classe e verranno guidate nel loro percorso di crescita dalla maestra, interpretata da una strepitosa Dora Romano. Il tutto con la voce narrante di Alba Rohrwacher, futura Elena della serie.
Una storia avvincente, l’affresco di un’epoca. Un mondo dove sono in discussione l’emancipazione femminile, il valore della conoscenza, l’importanza dell’educazione. Episodi coinvolgenti, che introducono a quell’universo, ci permettono di familiarizzare con i personaggi, entrare in empatia con loro. Vigorosi gli scontri tra gli uomini del rione, quasi fosse un western. Violenti i litigi in casa, con i vicini. Un’opera che convincerà tutti.
Colpiscono al primo sguardo le mimiche della “geniale” Lila (Ludovica Nasti), e di Elena (Elisa Del Genio), che nei successivi episodi le vedremo da adolescenti interpretate da Gaia Girace e Margherita Mazzucco. Un filo di commozione quando appare sullo schermo Antonio Pennarella, attore recentemente scomparso, in una scena oscura, una inquadratura dal basso che mette ancora una volta in rilievo il suo volto ruvido, da cattivo, indimenticabile.
Prima di approdare in autunno su Raiuno, Raiplay e sulla piattaforma Timvision, “L’amica geniale” sarà ancora al cinema ancora oggi e domani (a Napoli è programmato all’ Acacia, Arcobaleno, Metropolitan, Modernissimo, The Space, e Vittoria) in collaborazione con Nexo. La serie, che annovera come produttore esecutivo il premio Oscar Paolo Sorrentino, è co-prodotta dall’americana Hbo e da TimVision con Fandango e Wildside e verrà distribuita all'estero da FremantleMedia in versione sottotitolata con il titolo “My Brilliant Friend”.

Sciopero in Rai, programmi a rischio

Programmi Rai a rischio per sciopero. La Rsu Produzione tv di Roma della Rai ha proclamato un blocco degli straordinari e delle prestazioni accessorie da lunedì 8 ottobre a giovedì 11 ottobre e una giornata di astensione dal lavoro per il giorno 12 ottobre per il personale dell'allestimento scenico in forza al Centro Produzione Tv di Roma. "Pertanto - informa la società di viale Mazzini in una nota - nel suddetto periodo la normale programmazione televisiva potrebbe subire delle modifiche".

È morto Charles Aznavour

È morto stanotte all'età di 94 anni il leggendario cantautore francese di origine armena, Charles Aznavour. Lo riferisce il sito di 'Le Figaro', spiegando che l'artista si è spento nella sua casa delle Alpilles, nel sud della Francia, dove si era ritirato dopo avere cancellato i concerti estivi a causa di una caduta che gli aveva procurato una frattura al braccio.

«Ho l'otite», Pausini cancella concerti a Eboli

Laura Pausini non ci sarà questa sera e domani a Eboli. I concerti sold out del 'Fatti sentire Worldwide Tour 2018' sono stati, informa il suo staff in una post su Facebook, "rimandati a sabato 3 e domenica 4 novembre". I biglietti saranno quindi validi per queste due date. "Laura non potrà esibirsi come previsto al PalaSele a causa di un'otite acuta in forte stato influenzale -spiegano -. I concerti riprenderanno regolarmente dal 28 settembre". Per l'eventuale rimborso dei biglietti, acquistati presso un punto vendita, è possibile rivolgersi allo stesso "entro e non oltre il 30 settembre 2018". "Per il rimborso dei biglietti acquistati online sul sito TicketOne o tramite call center con modalità 'ritiro presso il luogo dell'evento', è possibile scrivere via email a: ecomm.customerservice@ticketone.it non oltre il 30 settembre 2018". Stesso termine anche per quelli ricevuti con "modalità spedizione tramite corriere espresso" che andranno spediti, se si vuole il rimborso, " all'indirizzo TicketOne S.p.A. - Via Vittor Pisani 19- 20124 Milano (C.a. Divisione Commercio Elettronico)".

È “Dogman" il film italiano candidato all'Oscar

“Dogman" è il film italiano candidato all'Oscar. La Commissione di Selezione istituita dall'Anica lo scorso giugno, su incarico dell''Academy of Motion Picture Arts and Sciences', riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Marta Donzelli, Gian Luca Farinelli, Antonio Medici, Silvio Soldini, Maria Carolina Terzi, Maria Sole Tognazzi, Stefania Ulivi, Enrico Vanzina, ha designato il film di Matteo Garrone a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 91ma edizione degli Academy Awards. L’annuncio delle nominations è previsto per il 22 gennaio 2019, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.

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