Domenica 24 Febbraio 2019 - 3:45

Valery Gergiev al San Carlo con l'Orchestra del Teatro Mariinsky

NAPOLI. Figura carismatica e brillante, tra i più celebri e celebrati direttori della scena internazionale, Valery Gergiev torna – sabato 2 febbraio ore 20.00 - al Teatro di San Carlo dopo dieci anni di assenza (l’ultima apparizione risale al 2008) con la “sua” altrettanto rinomata Orchestra del Teatro Mariinsky. Di particolare suggestione è il programma del concerto che si apre con Prélude a l'après-midi d'un  faune di Claude Debussy, pagina, eseguita per la prima volta a Parigi nel 1894,  che inaugura una nuova epoca nella storia della musica, ovvero quella dell’Impressionismo. Segue la Sinfonia n. 4 in la maggiore "Italiana", di Felix Mendelssohn-Bartholdy, nata, come riporta il titolo, durante il soggiorno del compositore in Italia, cioè tra il 1831 e il ’32, per essere portata a compimento nel ’33. «È il lavoro più gaio che abbia mai composto» scrisse lo stesso Mendelssohn. E in realtà le immagini in lui impresse dai luminosi paesaggi italiani, trovano in queste pagine una felicissima e gioiosa scrittura musicale. La seconda parte del concerto avrà l’esecuzione dei monumentali Quadri di un’esposizione di Modest Musorgsky nella trascrizione per orchestra di Maurice Ravel. I Quadri di un’esposizione sono un omaggio che Musorgsky fa al suo intimo amico Viktor Hartmann, architetto morto in giovanissima età. Il compositore russo trae ispirazione per la sua composizione per pianoforte da una serie di quadri e disegni del giovane artista esposti a Pietroburgo poco dopo la sua morte. Nel 1922 Ravel vi pose mano per trasferire il suo straordinario talento strumentale alla geniale composizione musorgskyana, dando vita così a una trascrizione entrata da allora trionfalmente nei repertori concertistici di tutto il mondo.

Torna l'atteso “Annella di Portacapuana"

NAPOLI. Al teatro Sannazaro da venerdì alle ore 21 (fino al 10 febbraio) per la linea “Tradizione la nostra” torna in scena “Annella di Portacapuana” da Gennaro Davino per la regia di Lara Sansone con Leopoldo Mastelloni. Nel 1971, Nino Veglia e Luisa Conte decisero di inaugurare il teatro Sannazaro con un grande classico: “Annella di Portacapuana”. Oggi, a distanza di quarantasette anni, il mitico spettacolo torna in scena, in una veste nuova, con Leopoldo Mastelloni e la compagnia del teatro Sannazaro, per la regia di Lara Sansone che, anche per questo evento, ha pensato ad un allestimento atipico, che possa coinvolgere la struttura tutta, come è un po’ nel suo stile, in un grande spettacolo della tradizione reinterpretato in una chiave più attuale ed innovativa. L’“Annella” è forse l’ultimo esempio di autentica commedia dell’arte. Un classico capace di resistere al tempo, ad operazioni di restauro filologico e di riproposta scenica. La commedia della seconda metà del Settecento non ha perduto molto del suo originario e robusto incanto di linguaggio e di persuasione scenica e anzi in alcune parti ha acquistato una sua più fluida e composta misura di ritmo. La prerogativa di avere in house artisti di grande talento e comprovata esperienza ci permette di sperimentare l’esperienza delle grandi compagnie di genere, capaci di arricchire il canovaccio di preziose inventive di istinto e la presenza di un grande istrione, quale Leopoldo Mastelloni ne assicura il risultato.

Manara prende le distanze da “Adrian"

Milo Manara prende le distanze da 'Adrian', il cartoon di Adriano Celentano andato in onda su Canale 5, che vede protagonista il Molleggiato. In una lunga nota pubblicata sulla sua pagina Facebook, il disegnatore spiega la sua intenzione di mettere fine "alle inesattezze che, da diversi giorni, stanno circolando" sulla graphic novel. "A seguito della messa in onda della serie 'Adrian' - per la quale sento parlare di 'disegni di Milo Manara' (o addirittura di 'graphic novel di Milo Manara'...) - credo di dover fare alcune precisazioni", scrive il disegnatore.

"Nel lontano 2009, accettai di partecipare al progetto di serie animata, con lo specifico ruolo di Character Designer, in compagnia di autori del calibro di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami, Enzo D'Alò, oltre ovviamente ad Adriano Celentano - spiega Manara -. Per quell'incarico ho realizzato, quindi, una serie di studi di personaggi, di sfondi e di ambientazioni insieme ad alcuni storyboard delle principali scene delle serie".

"Come sanno tutti quelli che si occupano di cinema d'animazione, questi disegni sarebbero dovuti essere utilizzati come riferimento per la realizzazione delle animazioni vere e proprie - spiega Manara -. Una volta consegnati i disegni, dunque, non mi sono assolutamente occupato, in nessuna fase della lunga e travagliata produzione della realizzazione delle animazioni, essendo io un disegnatore e non un animatore".

Quindi ammette: "Mi rendo conto che il fatto che alcuni disegni dei miei storyboard siano stati inseriti anche nell'animazione finale, nonostante non fossero stati realizzati per questo scopo, abbia creato ulteriore confusione. Purtroppo la decisione di utilizzarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito."

"Per la stima verso i tanti artisti italiani coinvolti e verso i miei lettori, ci tenevo a cercare di fare un po' di chiarezza in merito a una produzione di cui, mentre ero all'estero, in Italia si è molto parlato, forse, senza la dovuto informazione sul mio coinvolgimento", conclude.

Una presa di distanze tardiva e un po' sospetta però quella di Milo Manara per fonti vicine agli ambienti della produzione. Secondo indiscrezioni che circolano al Teatro Camploy di Verona, da dove anche stasera va in onda lo show che incornicia il cartoon Adrian, Manara avrebbe visto il cartoon e quindi come erano stati utilizzati i suoi storyboard già i primi di gennaio, ''esprimendo apprezzamento'' e autorizzando il credit di character designer nei titoli della graphic novel. Peraltro - sottolineano le stesse fonti - Manara stesso aveva parlato di Adrian in una lunga intervista a Repubblica prima della messa in onda del cartoon senza esprimere perplessità sull'utilizzo dei suoi disegni.

Niente premio a Sanremo, Peppino Di Capri deluso

«È tutto ben fatto. Ma avrebbero potuto dare il Premio alla Memoria a Pino e quello alla carriera a Peppino. Senza nulla togliere alla grandezza di Pino Daniele, se ben mi ricordo era stato a Sanremo solo come ospite, non in gara. Io ci sono andato ben 15 volte, forse il premio alla carriera...». Peppino Di Capri cerca di calibrare le parole parlando con l'Adnkronos del Premio alla Carriera del festival di Sanremo, che sarà conferito a Pino Daniele, ma non nasconde una certa delusione perché, per lo stesso premio, era stato candidato con una petizione lui stesso. «Un po' confesso di averci sperato. A questo punto getto la spugna», dice Di Capri per il quale era partita una petizione web che aveva raccolto numerosi consensi.

Il Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, ha deciso infatti di attribuire a Pino Daniele il Premio alla carriera Città di Sanremo, a quattro anni dalla tragica e prematura scomparsa dell’artista napoletano.

Una decisione che ha spiazzato molti, tra cui Al Bano. «Condivido il pensiero di Peppino Di Capri. Peppino ha dato molto alla musica lasciando una traccia forte in Italia e non solo. Un trattamento del genere mi sembra ingeneroso e squalificante - dice il cantante all'AdnKronos -. Peppino merita non uno ma molti premi alla carriera. Alle volte in Italia accadono cose sconcertanti», conclude Al Bano.

 

Festival di Sanremo, premio alla carriera a Pino Daniele

Il Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, ha deciso di attribuire a Pino Daniele il Premio alla carriera Città di Sanremo, a quattro anni dalla tragica e prematura scomparsa dell'artista napoletano. «In quarant'anni di incisioni discografiche e di esibizioni dal vivo - si legge nella motivazione - ha saputo imporsi come figura di spicco e completa nel panorama della canzone d'autore italiana, mantenendo un legame fortissimo con la tradizione napoletana e guardando sempre con coraggio artistico e curiosità alle musiche del mondo». Il riconoscimento sarà consegnato durante una delle serate del 69ma edizione. Sembra così sfumata, a favore dell'illustre conterraneo scomparso, l'ipotesi del premio alla carriera a Peppino di Capri, per il quale era partita una petizione web che aveva raccolto numerosi consensi.

Il “Roma" ti porta gratis al circo “Moira Orfei”

Il “Roma” ti porta gratis al circo “Moira Orfei” fino a sabato 26 gennaio. Consegnando questa copia del giornale in redazione, dal lunedì al venerdì (ore 11-17) e il sabato (ore 12-17), riceverai un ingresso omaggio per il circo più amato degli italiani valido per gli spettacoli in programma dal lunedì al venerdì. Per gli orari degli spettacoli consultare il sito www.moiraorfei.it.

Oscar, tutte le nomination

Con 10 nomination ciascuno 'Roma' di Alfonso Cuaròn 'La favorita' di Yorgos Lanthimos guidano la corsa agli Oscar 2019 che saranno assegnati il prossimo 24 febbraio a Los Angeles.

Seguono 'Vice' di Adam McKay e 'A Star is Born' con 8 candidature, 'Black Panther' con 7, poi 'BlacKkKlansman' con 6, 'Green Book' e 'Bohemian Rhapsody' con 5.
 

Telefonata Baglioni-Salvini, pace fatta

Pace fatta tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il direttore artistico del Festival di Sanremo. A quanto apprende l'Adnkronos infatti, il vicepremier e il cantante e conduttore della kermesse canora si sarebbero sentiti al telefono giovedì scorso chiarendo i dissapori nati tra i due dopo che Baglioni, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival, aveva criticato le politiche sull'immigrazione del ministro leghista. Critiche alle quali Salvini aveva replicato su twitter scrivendo: "Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo".

Social World Film Festival dedicato a Vittorio De Sica

VICO EQUENSE. Sarà dedicata a Vittorio De Sica la nona edizione del Social World Film Festival, Mostra Internazionale del cinema sociale che si svolgerà dal 28 luglio a 4 agosto a Vico Equense, con una retrospettiva, incontri e una mostra fotografica per ricordare l'artista che ha girato in Penisola Sorrentina “Pane, amore e..." di Dino Risi al fianco di Sophia Loren. Ad annunciarlo è Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore generale del Social World Film Festival: «De Sica amava questi luoghi, si è sempre dichiarato affascinato da questo litorale. A lui verrà dedicata una sala del Museo del Cinema di Vico Equense. Sarebbe bello poterlo ricordare invitando il figlio Christian e la diva Sophia Loren».

IL TEMA. Il tema dell'edizione 2019 è "Viaggio: esplorazione, itinerario, evasione". «Dedicheremo un focus all'immigrazione, il viaggio inteso anche come speranza - così il regista e produttore Nuzzo - affinché il pubblico del social possa confrontarsi sui temi di scottante attualità». Intanto sono aperti i bandi per partecipare al Festival 2019, una edizione che segna l'apertura ai nuovi linguaggi e alla tecnologia prestata al cinema con le nuove sezioni competitive dedicata alla realtà virtuale, quella per le opere realizzate in verticale e quelle girate con lo smartphone. Inoltre, dal 20 gennaio il Social sarà impegnato in Cina e Thailandia nella sua attività di diffusione delle opere italiane iscritte alla sua ultima edizione per il progetto Social in the World.

IL FESTIVAL. Il Festival è organizzato dal Comune di Vico Equense. Le attività istituzionali dell'Ente Social World Film Festival, che annovera come presidente onorario l'attrice Claudia Cardinale, hanno ricevuto negli anni l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, il riconoscimento del Presidente della Repubblica, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; il patrocinio della Fondazione Pubblicità Progresso, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani - Premi Nastri d'Argento, Università degli Studi di Salerno e le Università di Napoli Suor Orsola Benincasa e L'Orientale. 

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