Venerdì 21 Settembre 2018 - 22:40

Incidente per Clooney in Sardegna

Incidente per George Clooney questa mattina in Sardegna. Il divo hollywoodiano è al pronto soccorso di Olbia. Impegnato in Gallura per le riprese della serie tv 'Catch 22', che lo vede dietro la macchina da presa in veste di regista, Clooney era appena uscito dall'hotel in cui alloggia a Loiri Porto San Paolo quando, come si legge sul sito dell'Unione Sarda, a bordo del suo scooter si è scontrato con un'auto. Subito soccorso, è stato trasportato con un'ambulanza del 118 al pronto soccorso, dove si trova in osservazione. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Sport e cultura, a Capri weekend stellato

CAPRI. Fine settimana a Capri all’insegna di sport, turismo, moda, spettacolo e solidarietà. Sull’isola che da sempre accoglie soprattutto vip, ultimi in ordine di tempo Gwyneth Paltrow, il campione Nba James LeBron e il nuovo tecnico del Napoli Carlo Ancelotti, è scattato il conto alla rovescia per l’evento “Eccellenze a Capri - Sport, Turismo, Moda, Spettacolo e Solidarietà”, organizzato dal format che dal 2008, con Enzo e Luisa Citarella, promuove il Made in Campania in Italia ed all’estero.
L’appuntamento è doppio. Il via venerdì 13 luglio (ore 9.30) con Claudio Chiappucci che, inseguendo la leggenda di Fausto Coppi, indosserà di nuovo la storica maglia gialla conquistata al Tour de France e partirà in bici da Marina Piccola, con i faraglioni sullo sfondo, per arrivare in Piazzetta all’ombra del Campanile dove riceverà il benvenuto del sindaco di Capri, Gianni De Martino.
Nell’ambito del ricco programma (ore 17), nel complesso del Grand Hotel Quisisana si svolgerà il forum internazionale con giornalisti, economisti, esperti, esponenti delle istituzioni politiche e sportive, manager e campioni che discuteranno su “Turismo sportivo: un volàno per l’economia”. Interverranno tra gli altri, la campionessa paralimpica e deputato Giusy Versace, i giornalisti Charles Camenzuli, Antonio Sasso Marco Bellinazzo, il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, l’ex bomber del Napoli Bruno Giordano, gli atleti pluridecorati Patrizio Oliva, Martina Grimaldi, il maestro di judo Gianni Maddaloni. Particolare attenzione sarà rivolta alle eccellenze capresi tese a lanciare il turismo sportivo sull’Isola Azzurra.
Al termine, consegna del premio “Record e Valori”, riconoscimento sostenuto da Alma, azienda leader nel settore dei servizi nel lavoro e nella logistica, Articolo 1, Olisistem start e Allianz da sempre sensibili alle iniziative che promuovono lo sport solidale.
Sabato 14, nella fantastica location del Quisisana, serata glamour con il premio “Storie eccellenti” a straordinari personaggi della cultura, del cinema, della moda e dello spettacolo tra cui Giancarlo Giannini, Gabriel Garko, Peppino di Capri, Pietra Montecorvino, Gigi Marzullo ed Emilio Fede. Altri nomi designati dalla giuria presieduta da Maria Teresa Ferrari saranno resi noti successivamente. A seguire sfilate di moda e cena di gala. Parte del ricavato della serata sarà devoluto a “La tenda” e all’associazione “Con Edith”.
Gli eventi sono patrocinati da Curia Arcivescovile di Napoli, Confapi, Ussi, Regione Campania e Camera di Commercio di Napoli Si Impresa. A sostenere la manifestazione:E &C Greco Mare, Promoidea, Snav, Fides Information Technology, Confapi, Acqua di Capri, Luxury Cars and Yachts.

Boldi e De Sica: «Ci ha creati Vanzina»

ROMA. E' un ricordo condiviso quello di Massimo Boldi Christian De Sica, tra le coppie cinematografiche più amate dal pubblico italiano, e il cui successo sul grande schermo si deve anche a Carlo Vanzina, il regista romano scomparso oggi a 67 anni. "Se ho cominciato questo lavoro lo devo a lui" spiega all'Adnkronos Christian De Sica. "Ho cominciato con un piccolo ruolo in un suo film accanto a Laura Antonelli e Diego Abatantuono ('Viuuulentemente mia' del 1982, ndr) poi si è accorto che qualcosa la sapevo fare - ricorda De Sica - e mi ha affidato una parte importante in 'Sapore di mare'."

Con il regista e produttore scomparso oggi, De Sica aveva un rapporto di affettuosa amicizia: "Siamo stati in contatto fino a ieri. Nei giorni scorsi mi mandava messaggini in cui mi comunicava la sua speranza di guarire. Fino all'ultimo ha lottato e mi ha scritto: 'Non vedo l'ora di ridere ancora con te'. Ieri gli ho mandato gli auguri per il premio vinto a Ischia (il 'Legend Award' dell'Ischia Global Film & Music festival fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, ndr), ma non mi ha risposto. Allora - dice commosso De Sica - ho capito che la situazione stava peggiorando, finché stamattina mi ha chiamato il fratello Enrico per darmi la triste notizia".

De Sica ricorda anche che fu proprio Vanzina a creare "la coppia cinematografica formata da me e Boldi, con cui ho girato 24 film, anche se Massimo lo conoscevo da prima perché era il batterista della 'Pattuglia azzurra', il gruppo musicale di cui facevo parte anch'io come cantante", conclude De Sica.

Dello stesso avviso anche Massimo Boldi, che in un videomessaggio pubblicato su Facebook ricorda: "E' lui che ha creato la coppia con Christian, che stiamo portando avanti". "Oggi se ne è andato uno dei più cari amici - continua Boldi - Amici veri, insieme abbiamo creato qualcosa di straordinario. Il mio amico Carlo Vanzina non c'è più, è volato in cielo. Ti vogliamo tanto bene Carlo, andrai a stare meglio". Quindi conclude: "Un bacio e un abbraccio a tutta la tua famiglia, a tuo fratello Enrico e a tutti quelli che ti vogliono bene. Ciao Carlo".

Addio al regista Carlo Vanzina

ROMA. E' morto all'età di 67 anni il regista Carlo Vanzina. La notizia è stata diffusa dalla moglie Lisa e dal fratello Enrico in una nota. Il regista e sceneggiatore si è spento a Roma dopo una "lotta lucida e coraggiosa contro la malattia", si legge nella nota della famiglia. Regista, produttore cinematografico e sceneggiatore, assieme al fratello Enrico, Carlo Vanzina ha firmato alcuni dei maggiori successi del cinema italiano degli anni Ottanta e Novanta, come 'Sapore di Mare' e 'Vacanze di Natale'. Nato a Roma il 13 marzo del 1951, Vanzina era figlio di Steno (Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati e assieme al fratello Enrico, aveva formato una fortunata coppia cinematografica.

Da giovanissimo aveva affiancato come assistente Mario Monicelli nelle riprese di due film: 'Brancaleone alle crociate' (1970) e 'La mortadella' (1971). Il debutto come regista arriva nel 1976 con 'Luna di miele in tre' che vede come protagonista Renato Pozzetto nelle vesti di uno sprovveduto cameriere. A questo primo film, segue 'Figlio delle stelle' (1979) con Alan Sorrenti.

Oltre all'attività di regista, Vanzina si è dedicato anche a quella di talent scout, scoprendo tra gli altri personaggi come Jerry Calà, Diego Abatantuono e la coppia Boldi-De Sica. Proprio con Abatantuono si è creato un sodalizio che ha dato i suoi frutti in pellicole come 'Viuuulentemente mia', 'Eccezziunale...veramente' e 'Il ras del quartiere'.

Il grande successo arriva nel 1982 con 'Sapore di mare', ambientato a Forte dei Marmi in Versilia. Protagonisti Jerry Calà, Virna Lisi e Isabella Ferrari. L'anno successivo viene girato anche il sequel 'Sapore di mare 2 - Un anno dopo', ma Vanzina e il fratello Enrico si occupano solo del soggetto, la regia infatti è affidata a Bruno Cortini. Nel 1983 arriva il primo film con ambientazione natalizia, genere ribattezzato 'cinepanettone', 'Vacanze di Natale'. E il filo conduttore della vacanza e del viaggio è presente in molti altri film che vedono come protagonista la coppia Boldi-De Sica.

Oltre al genere comico, Carlo Vanzina tenta di sperimentare anche altri tipi di cinema, come il thriller con la pellicola 'Sotto il vestito niente' (tema ripreso dal regista in 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata' del 2011), i film di costume con 'Via Montenapoleone' (1986, con Luca Barbareschi), il poliziesco con 'Tre colonne in cronaca' (1990) e ancora la commedia sentimentale con 'Amarsi un po'' (1984), e 'Questo piccolo grande amore' (1993) con un giovanissimo Raoul Bova alla sua prima esperienza cinematografica.

All'inizio del 2000 omaggia una delle pellicole paterne più famose decidendo di girare un remake di 'Febbre da cavallo' (del 1976). Realizza così 'Febbre da cavallo 2 - La mandrakata' (2002) con protagonisti Nancy Brilli, Gigi Proietti e Enrico Montesano, questi ultimi protagonisti anche del film di Steno insieme ad Adolfo Celi e Catherine Spaak.

Si occupa di televisione firmando la regia delle due serie 'Anni '50' e 'Anni '60' (1989) e delle quattro di 'Un ciclone in famiglia' con Massimo Boldi e Barbara De Rossi. La sua attività di regista e sceneggiatore continua negli anni seguenti con grande intensità: nel 2003 gira 'Il pranzo della domenica', e nel 2005 'Il ritorno del Monnezza' con Claudio Amendola nel ruolo del commissario portato al successo da Tomas Milian in numerosi film polizieschi degli anni Settanta.

L'ultima fatica cinematografica di Vanzina è 'Caccia al tesoro' del 2017 con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Carlo Buccirosso, Max Tortora, Christiane Filangieri e Gennaro Guazzo. Ha lavorato con quasi tutti i più importanti attori italiani Diego Abatantuono, Gian Maria Volonté, Sergio Castellitto, Renato Pozzeto, aolo Villaggio, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Massimo Boldi, Enrico Brignano, Michele Placido, Virna Lisi, Monica Vitti, Monica Bellucci, Anna Foglietta e tanti altri. Ha diretto anche molti grandi attori internazionali Faye Dunaway, Rupert Everett, Carol Bouquet, Elliot Gould, Jean Rochefort, Leslie Nielsen, Susannah York, David Warner, Dean Jones, Daryl Hannah, Matthew Modine.

Pozzuoli, nuovo percorso di luce al Macellum

POZZUOLI. “Le Colonne Sonore” è il titolo dell’appuntamento in programma al Macellum mercoledì 18 luglio alle 21 (ingresso gratuito - via Serapide 13 - Pozzuoli), organizzato dal Premio Civitas in sinergia con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei che propone una esperienza unica: per la prima volta in assoluto al pubblico sarà permesso di camminare lungo il perimetro che abbraccia i resti intatti del meraviglioso sito, costruito probabilmente tra la fine del I secolo avanti Cristo e l’inizio del II secolo dopo Cristo e uno dei più integri mercati delle città antiche giunti ai giorni nostri, paragonabile in termini conservativi e storici ai mercati di Pompei, Morgantina, Roma, Timgad, Djemila, Perge e Cremna.

Sul palco l’orchestra The Modern Movie Classic Orchestra, diretta da Giovanni Borrelli, presidente e direttore artistico dell’associazione culturale Accademia Reale. La formazione eseguirà brani tratti dalle colonne sonore di film celebri e apprezzati nel mondo: dalle acclamate composizioni del maestro Ennio Morricone – temi, tra gli altri, da Nuovo Cinema Paradiso, C’era una volta in America, Il Buono, il Brutto e il Cattivo – alle più amate partiture di Nicola Piovani – La vita è bella, Mediterraneo – fino a Nino Rota (Il padrino) e Luis Bacalov (Il postino).

Ventisette musiche in totale per moltiplicare la forza visiva del vero protagonista della serata: il nuovo impianto di illuminazione che proporrà emozionanti balzi cromatici, guizzi di tonalità, suggestioni a colori messe in campo da un piccolo esercito di corpi illuminanti di ultima generazione per 149 sorgenti LED gestibili da remoto.  

«La sinergia con gli attori del territorio – dichiara Paolo Giulierini, direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei – è fondamentale per promuovere il patrimonio flegreo. Il nuovo impianto di illuminazione del Macellum è uno dei primi pezzi che inseriamo nel percorso di rinascita di un luogo unico al mondo. Grazie ad un gioco di luci suggestivo, ad un light-design preciso e raffinato, l'antico monumento risplende di una bellezza rinnovata ed incantevole, che non può che coinvolgere: gli elementi architettonici e quelli archeologici acquisiscono un valore aggiunto grazie ad un'illuminazione caratterizzante. Al Macellum si riparte grazie alla collaborazione con Premio Civitas e con Paolo Lubrano: privati che hanno donato al patrimonio energie, per amore delle proprie radici e della cultura. È il primo tassello per consentire la riapertura al pubblico dell'antico mercato: i turisti potranno camminare su quei pavimenti e in quei giardini, rivivendone la storia. Inoltre siamo al lavoro per presentare un Festival del Macellum: aperture serali tra rappresentazioni teatrali, musicali e di danza. Ma pensiamo anche alla fruizione di questo spazio durante le ore diurne, con l'apertura del monumento e la possibilità di visitarlo. I siti archeologici non hanno mai smesso di raccontare la loro vita. È ora di dialogare con questi spazi».  

«Il Premio Civitas – spiega Paolo Lubrano, ideatore del Premio - nasce con l’obiettivo di diffondere nel mondo attraverso eventi e iniziative la conoscenza del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della città di Pozzuoli e dei Campi Flegrei. Portando la luce al Macellum, luogo di raro valore sinora non adeguatamente esaltato dal tramonto all’alba, il Premio Civitas dà prova di come sia necessario dare vita a produttive sinergie pubblico-privato per permettere la valorizzazione dei nostri tanti beni archeologici, spesso versanti in condizioni di abbandono o ai margini dei principali circuiti turistici. In collaborazione con Pit Stop, C.R.C. srl, Emo Test srl, NetCom group, Ricicla eco Solutions, Biores, Aracri group, Tecnomedical, Deltronics, il Civitas regala l’impianto alla città di Pozzuoli, ridisegnando con le luci la fisionomia originale del luogo, mettendone in risalto le parti costitutive. Dalla serata inaugurale in poi, Pozzuoli potrà contare non solo sull’illuminazione ordinaria del Macellum ma soprattutto ‘far parlare’ il sito attraverso innumerevoli scenografie di colori».

«Il Macellum-Tempio di Serapide è un simbolo – commenta Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli - l’immagine di Pozzuoli nel mondo, un segno inequivocabile di riconoscimento. Questo progetto di valorizzazione ideato e realizzato dal Premio Civitas, grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e il Comune di Pozzuoli, non può che inorgoglire la città, che aspira ad essere sempre più il luogo dell’ospitalità, città della Cultura e del Turismo. Il Macellum avvolto in uno straordinario gioco di luci e colori rappresenta un altro tassello nel mosaico che stiamo componendo grazie anche alla sinergia tra pubblico e privato, che va incoraggiata e sostenuta. Il futuro passa da qui. L’amministrazione da me presieduta ha puntato dritto verso lo sviluppo turistico-culturale della città. La sola dimensione possibile che può avere oggi Pozzuoli, la sola strada percorribile per un territorio ricco di risorse culturali e ambientali come il nostro. La riconversione da città industriale a città dell’accoglienza, d’arte e di cultura. Città del turismo. La nostra sfida è questa».  

«Per questo progetto di illuminazione del Tempio di Serapide a Pozzuoli – precisa Filippo Cannata, light designer - ho fatto una scelta di campo: ho voluto puntare alla valorizzazione del tessuto socio economico, culturale e sociale, fattori che stabiliscono la catena del valore. Pozzuoli non è solo turismo, non il turismo che c’è ma quello che verrà, quello che saremo in grado di intercettare. Un progetto che sappia interpretare le dinamiche moderne con messaggi che sono sulla stessa lunghezza d’onda dei giovani. Ringrazio per questa opportunità l’amico Paolo Lubrano, l’azienda realizzatrice dell’impianto Graded, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e l’amministrazione tutta, con cui ho avuto nel corso di questi anni confronti sempre costruttivi e positivi per il buon esito del progetto».  

«La responsabilità sociale per un’azienda si traduce anche nella cura e nell’interazione con il proprio territorio e, dunque, nella valorizzazione del suo patrimonio artistico – spiega Vito Grassi, amministratore unico di Graded -. Abbiamo risposto con entusiasmo alla chiamata del direttore del Premio Civitas, Paolo Lubrano, perché siamo convinti che a Napoli e in Campania, una delle regioni italiane più ricche di testimonianze archeologiche e artistiche, sia necessario un mecenatismo diffuso fra imprese e organizzazioni culturali. Un approccio innovativo che veda la cultura come ricchezza e patrimonio comune da rilanciare. Fare mecenatismo non significa svendere ma valorizzare. Comporta impegno, etica e responsabilità sociale d’impresa. E oggi, in un’ottica di competizione globale, tutti i settori produttivi - dagli artigiani agli esercenti, dagli industriali ai grandi attrattori culturali, alla filiera dell'ospitalità e dell'accoglienza - sono chiamati a fare la propria parte per raggiungere l’obiettivo comune: rendere sempre più vivibile e, dunque, competitivo il proprio territorio. Riuscire ad attrarre investitori molto più di tanti altri competitors mondiali».

«Tra i tanti monumenti e siti archeologici presenti sul territorio flegreo – sottolinea Angela Pace, commissario dell’Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli - tutti di grande bellezza ed interesse storico-culturale, il “Macellum”, conosciuto da molti con il nome di  “Tempio di Serapide” è stato da sempre considerato dall’Azienda Turismo di Pozzuoli il simbolo della Città,  tanto è vero che il logo dell’Ente è rappresentato dalle colonne dello stesso. Questo Ente per anni ha provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria del sito, che essendo ubicato sul porto di Pozzuoli, rappresenta il primo impatto visivo ai numerosi visitatori italiani e stranieri. Orbene, questo progetto di illuminazione, voluto fortemente dal Premio Civitas di Paolo Lubrano, da sempre impegnato nella valorizzazione e pubblicizzazione dell’area flegrea, attraverso un gioco di luci che ne esalterà la bellezza e le sue qualità trasformando il “Tempio” in grande attrattore turistico e sede di manifestazioni ed eventi, che sicuramente favoriranno lo sviluppo turistico ed economico di Pozzuoli».

 

Benji & Fede pronti per il Noisy Fest

di Ivano Avolio

NAPOLI. Dopo aver raggiungo il disco di platino per il loro nuovo album “Siamo Solo Noise” che ha esordito al n.1 della classifica di vendita Benji & Fede portano le loro nuove canzoni a Napoli domani, scegliendo la suggestiva location dell’Etes Arena Flegrea e il Noisy Naples Fest 2018 per la data inaugurale del loro tour. Il duo fenomeno della musica pop si esibirà in alcuni dei suoi successi tra cui il singolo estivo “Moscow Mule” che sta conquistando il web, è nella Top 10 della classifica di Shazam, vanta quasi 3 milioni di streaming, nella top 40 di Spotify, mentre il video è diventato virale con più di 7 milioni di visualizzazioni e grazie a più di 600 videostorie simpatiche e spontanee che da meno di 15 giorni ritraggono la gente che balla sulle note dell'hit dell'estate.
Con Cristina D’Avena era obbligatorio che voi cantaste Holly e Benji...
«Quando ce l’ha chiesto abbiamo scelto questa canzone – racconta Benji – ci è sembrata subito una bella idea ed è stato molto divertente».
La vostra traduzione di noise…
«Ci sono varie accezioni, rumore, rumore di fondo. Per quelli che ascoltano un nostro brano in radio o tv senza seguirci senza conoscerci siamo rumore di fondo. Ma siamo rumore come elemento caratterizzante del nostro percorso, perché quando all’inizio non ci conosceva nessuno abbiamo fatto rumore organizzando raduni nelle piazze, suonando live e riunendo migliaia di persone negli instore. Quello è il nostro modo di fare rumore. E’ un gioco di parole che intende che siamo rumore ma c’è tanto altro dietro».
“Siamo solo noise” al Noisy Naples fest, aprite qui il vostro tour…
«Bella casualità per cominciare il tour».
Siamo solo noise è riferito a voi o alla generazione di cui fate parte...
«Era nato riferito solo a noi due, ma alla fine parla di tutti quelli che ci seguono: in alcune cose rappresentiamo la nostra generazione (non in questo caso) ma non sempre».
Siamo solo noi di Vasco e Siamo solo noise, due inni generazionali: cosa hanno in comune le due generazioni e cosa le differenzia.
«È cambiato tanto, internet ha cambiato tutto, ha reso tutto molto veloce anche se i ragazzi hanno lo stesso spirito di libertà e voglia di fare che è comune a tutte le generazioni».
Moskow Mule con Rocchino Hunt è il tormentone dell’estate...
«Rocco è un grande amico, da tempo volevamo lavorare con lui perché oltre ad essere un artista è una gran bella persona e ci fa molto piacere. Napoli ha sempre fatto parte del nostro percorso, siamo legatissimi alla città perché ogni volta che siamo venuti c’erano migliaia di ragazzi e ci hanno dato tanto amore».
Le boyband storicamente hanno una data di scadenza, come pensate di sfatare questa tradizione.
«Semplicemente facendo bella musica, la bella musica dura, non bisogna montarsi la testa e lavorare tutti i giorni. Crescendo l’età aumenta e la musica cambia di conseguenza senza dover fare degli artifici».
Sanremo solo da ospiti o ci fate un pensiero?
«Per ora abbiamo altri progetti, ma non è da escludere che tra qualche anno ci penseremo».

 

L'omaggio della Rai a Frizzi

"Abbiamo scelto di presentare i palinsesti non casualmente qui, alla Dear Nomentana" perché "questi diventano gli 'Studi Televisivi Fabrizio Frizzi'". Lo ha detto ieri, in occasione della presentazione romana dei palinsesti autunnali 2018 della Rai, il Dg di viale Mazzini, Mario Orfeo. Al momento dell'annuncio il Dg ha chiamato accanto a sé la presidente della Rai, Monica Maggioni, e l'amico e collega di Frizzi Carlo Conti. "Fabrizio Frizzi è l'emblema di quello che è la Rai e ogni volta che passeremo per questi studi, che ora prendono il suo nome, ci ricorderemo di come si 'è' Rai", ha detto Maggioni.

Un istante dopo un commosso Carlo Conti ha esclamato: "Fabrizio è e sarà sempre con noi", facendo poi vedere un video di back stage di uno spot girato con Frizzi tanti anni fa, nel quale scherzano e ridono inanellando 'papere'. Conti in premessa aveva sottolineato che il video, dal quale si capisce fra l'altro che sul set vi erano i figli dei due protagonisti, "evidenzia quattro cose importanti: l'attaccamento alla famiglia perché siamo con i figli, l'attaccamento al lavoro perché stiamo lavorando, l'amicizia e la solarità". Una piccola testimonianza, in presa diretta, del carattere di Frizzi che Conti ha voluto fosse tirata fuori dagli archivi per l'occasione.

Estate a Napoli celebra i 700 anni della Real Casa Santa dell'Annunziata

NAPOLI. L'Estate a Napoli 2018 celebra i 700 anni della Real Casa Santa dell'Annunziata, l'istituzione napoletana dedicata all'accoglienza e alla cura dei bambini abbandonati. Il titolo del cartellone degli eventi estivi proposto dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli è, infatti, “Estate Bambina": «poiché in questi giorni sono tornate prepotentemente alla ribalta le immagini dei corpicini esangui di bambini morti nel mare, vittime di una nuova povertà, non solo di risorse economiche, ma anche di sentimenti e di pietà, è doveroso affermare che questa voce che vogliamo ascoltare e a cui vogliamo fare spazio nella nostra vita è quella di tutti i bambini, senza differenza di razza o di provenienza​: prima i bambini. ​Qui ​nessuno è straniero». L'​a​ssessore Nino Daniele ha illustrato il programma estivo​ c​he​,​ partendo dalla Real Casa Santa dell'Annunziata nel cuore del centro storico​, si svolgerà in tutta la città: con lo storico cartellone del Maschio Angioino e quello nei ​De​​​cumani, al Convento di San Domenico Maggiore, ma anche al Vomero, nei ​g​iardini della Villa Floridiana e a Capodimonte, nel Real Bosco, al Palazzo delle Arti​ di​ Napoli, a Posillipo, nel ​P​arco ​ar​​​cheologico del Pausilypon alla Gaiola, al Parco del Poggio, e ancora alla Sanità, nel Cimitero delle Fontanelle, nei nostri teatri di periferia, sul lungomare e in tante piazze, monumenti e luoghi di interesse napoleta​ni. Oltre 80 giornate di attività per oltre 400 eventi tra rassegne teatrali e cinematografiche, performance musicali, concerti, reading, danza, mostre, realizzati grazie all'impegno e al talento di artisti, associazioni, operatori e promoter culturali, che hanno risposto alla chiamata dell'amministrazione comunale. 

MUSICA, ARTE E IMPEGNO CIVILE. Per la prima volta ci sarà anche il complesso monumentale dell'Annunziata tra le location degli eventi dell'Estate a Napoli: il cortile sarà aperto per 7 serate d'agosto a quanti vorranno assistere agli spettacoli gratuiti offerti dall'Amministrazione comunale. Al Maschio Angioino si terrà una serie di spettacoli di musica e di teatro che si alterneranno nel cortile del castello fino a fine settembre: musica napoletana, classica, jazz, mentre nel Convento di San Domenico Maggiore si susseguiranno rassegne e spettacoli musicali. Altra novità della manifestazione estiva di quest'anno è la rassegna musicale Sere d'Estate nella Villa Floridiana, al Vomero, che tra luglio e settembre vedrà alternarsi sul palco artisti napoletani. Torna​, inoltre, tra il 20 e il 23 settembre​,​ il Festival Spinacorona - passeggiate musicali napoletane, alla sua seconda edizione, realizzato con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo.​ Il programma dell'Estate a Napoli comprende anche mostre d'arte: al Pan, Palazzo delle arti di Napoli, si terrà la IV edizione della Neapolis Napoli Expo Art Polis, ​con fitto calendario di eventi, tra musica, letture, proiezioni e dibattiti culturali, che coinvolgeranno nomi noti del panorama artistico napoletano. Sempre al Pan, dal 20 al 26 settembre, torna Imbavagliati, il Festival internazionale di giornalismo civile. Castel dell'Ovo ospiterà invece la mostra fotografica di Anne de Carbuccia, nella sala delle Carceri, "One - One Planet One Future". La Cappella Palatina del Maschio Angioino ospiterà invece le opere di Ettore de Conciliis.

SAN LORENZO E FERRAGOSTO. Torna infine, come ogni anno, l'evento "Mandolini sotto le stelle" che si terrà, come ormai da tradizione, nella notte di San Lorenzo, il 10 agosto: decine di mandolinisti terranno un concerto nel Real Bosco di Capodimonte dove sarà possibile anche l'osservazione delle stelle con gli astrofili napoletani. A Ferragosto, alla Rotonda Diaz, si terrà il festival di musica e cultura popolare "La Notte della Tammorra". Torna anche l'arena cinema nel Parco del Poggio ai Colli Aminei, con la rassegna Cinema all'Aperto da fine luglio. Il programma completo di Estate a Napoli 2018 è disponibile e sempre aggiornato sul sito web del Comune di Napoli. 

Rolling Stone, copertina contro Salvini

"Noi non stiamo con Salvini, chi tace è complice". Copertina arcobaleno-manifesto per Rolling Stone, che nell'ultimo numero oggi in edicola ha deciso di scendere in campo contro la "rabbia che si è fatta potere" con un duro editoriale non firmato. E a schierarsi con la storica rivista e contro le politiche rappresentate dal vicepremier e ministro dell'Interno sono attori, registi e cantanti, esponenti di quella cultura pop capace di "unire, condividere, accogliere".

"Fa male - si legge - vedere, giorno dopo giorno, un'Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Un'Italia rabbiosa e infelice. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere".

"I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione. Ci troviamo costretti - sottolinea Rolling Stone - a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile. I sedicenti "nuovi" sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali. Dobbiamo opporci - sostengono - a chi ci porta indietro, a chi ci costringe a diventare conservatori. Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome. Questo dev'essere chiaro, da subito. Così com'è chiaro che solo provando a stare insieme possiamo tornare ad avere un presente, e immaginare il futuro".

"Rolling Stone, sin dalla sua fondazione, 50 anni fa, significa impegno nella vita politica e sociale, lotta al fianco degli ultimi e coraggio nel dire sempre da che parte sta. Caratteristiche vitali - spiega la redazione - e per noi irrinunciabili. Crediamo che oggi in Italia sia fondamentale prendere una posizione chiara, crediamo che volgere lo sguardo dall’altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di più, nel soft power della cultura pop, nella sua capacità di unire, condividere, accogliere".

E' per questo che la rivista ha voluto chiamare all'appello artisti e protagonisti della vita culturale italiana, chiedendo loro di raccontare "i pensieri di quelli che condividono la necessità di lottare insieme perché l'Italia rimanga una società aperta, moderna, libera e solidale". Tanti i nomi a firmare il manifesto-pop ( ma "tanti sono stati contattati, non tutti hanno risposto"), tra loro Caparezza, Chef Rubio, Carolina Crescentini, Erri de Luca, Elisa, Fabio Fazio, Gemitaiz, Gipi, Linus, Lo Stato Sociale, Makkox, Fiorella Mannoia, Vinicio Marchioni, Emma Marrone, Ermal Meta, i Negramaro, Tommaso Paradiso, Michele Serra, Subsonica, Sandro Veronesi e Zerocalcare. Tra le firme, anche quella di Enrico Mentana, che ha tuttavia fatto sapere in un post pubblicato su Facebook di non aver aderito all'appello.

Rissa per difendere una ragazza, lo sfogo di Stash

"Ho pensato a lungo prima di scrivere questo post, un po' perché non avevo idea di come mettere per iscritto le emozioni e la rabbia, e un po' perché c'è sempre una piccola voce dentro di me che consiglia di non parlare, di lasciar perdere. Questa volta quella voce ho deciso di metterla a tacere, perché voglio raccontarvi una storia". Il volto tumefatto in una foto e qualche parola da dire ai fan. Questo l'ultimo post di Stash, cantante dei The Kolors che ha deciso di raccontare un brutto episodio che lo ha visto protagonista. Tutto per difendere una ragazza, vittima di un abuso.

"Ero a con gli amici a fare un giro, avete presente le sere estive in cui si ride, si scherza e si pensa solo all'allegria di quei momenti? Tutto questo - scrive Stash - è stato interrotto dalle urla di un ragazzo e una ragazza, stavano litigando. All'inizio niente di strano, quante volte assistiamo a scene del genere? Ma quello che sembrava un normalissimo litigio di punto in bianco è degenerato quando lui, avrà avuto una trentina d'anni, ha deciso di mollarle uno schiaffo così forte che le ha quasi girato la testa. "Io faccio quel cazzo che voglio", è stata la frase d'accompagnamento. Non so se sia stata quella sberla o il senso di sicurezza nella voce a darmi più la nausea. Quello era un uomo davvero convinto di poter fare quello che voleva, anche picchiare una ragazza che sarà pesata la metà di lui. È successo tutto incredibilmente in fretta nella mia testa, e sono intervenuto ancora prima di rendermi conto che quell'ometto non fosse solo. Come in ogni scazzottata le ho date e le ho prese, e non ho nemmeno idea di dove siano finiti lui o i suoi amici. Ma io sono qui per dire a tutti che zitti e fermi non bisogna mai rimanerci. Quando vedete un'ingiustizia, quando vedete che qualcuno ha bisogno della vostra gentilezza e qualcun altro merita la vostra violenza, agite. Aiutate, aiutatevi. Nessuno dovrebbe permettersi di alzare le mani su una donna e pensare di averne il diritto, che non gli succederà niente".

"Quindi - conclude il cantante, rivolgendosi duramente all'aggressore -, caro stronzo, tu sai chi sei. E ora con un po' di fortuna saprai anche chi sono io. Le donne non si toccano, magari ora l'hai capito con l'unico linguaggio che i pezzi di merda sanno parlare".

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