Mercoledì 14 Novembre 2018 - 4:54

Musica e balli alla “Festa d'Estate 2018” promossa dai commercialisti di Napoli Nord

MARINA DI VARCATURO – Il campione olimpionico Paolo Trapanese ha premiato i vincitori dei tornei di tennis e calcetto in occasione della ‘Festa d’Estate 2018’ promossa dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, che si è svolta all’Ammot Cafè (Marina di Varcaturo).

I professionisti hanno potuto ascoltare la selezione musicale proposta da “Raoul & Swing Orchestra” dimenticando le difficoltà dell’ultimo periodo caratterizzate dalle scadenze fiscali e previdenziali.

“Dopo un anno di lavoro è arrivato il momento di riposarci e pianificare i progetti futuri, spiega il presidente Tuccillo. “Il nostro auspicio è che nell’agenda del nuovo governo ci sia maggiore attenzione per il nostro territorio contribuendo alla crescita delle attività imprenditoriali e professionali, incentivando l’internazionalizzazione dei mercati. Proprio su questa delicata tematica – ha aggiunto il numero uno dei commercialisti di Napoli Nord -  abbiamo sviluppato rapporti internazionali con gli Emirati Arabi e con la Cina. Da settembre ci prepareremo alla sfida della fatturazione elettronica che cambierà le modalità di lavoro del commercialista che diventerà sempre più un consulente strategico dell’azienda per il settore economico-fiscale”.

“Siamo molto soddisfatti per il grande successo che ha riscosso anche quest’anno la ‘festa d’estate’ – ha sottolineato Sandro Fontana, consigliere delegato dell’Odcec Napoli Nord -. “E’ diventata un’occasione per salutare i colleghi e trascorrere una piacevole serata insieme. Un particolare ringraziamento va espresso agli sponsor dell’iniziativa (Aon Empowe Result, Ruesc 1919, Italia.Power, La Rosa Immobiliare, Niswa & Vida Farm e Si Rent) che ci hanno consentito di salutare l’estate anche con fuochi d’artificio e piacevoli sorprese, senza gravare sulle casse dell’Ordine”. 

“In una location magica, ad un passo dal mare e subito prima delle vacanze – ha osservato Diego Musto, consigliere delegato dei commercialisti di Napoli Nord - abbiamo offerto ai colleghi una serata all’insegna di gioia e divertimento accantonando per qualche ora il nostro lavoro quotidiano e le valutazioni sulle nuove manovre fiscali messi in campo dal governo Conte con il ‘decreto Dignità’ presentato dal vicepremier Di Maio”.

“È una serata di grande relax e di convivialità che ci consente di vivere questi momenti in maniera rilassata”, ha rimarcato Vincenzo Natale, consigliere tesoriere dell’Odcec Napoli Nord. “La festa organizzata all’Ammot Cafè è anche e soprattutto un'occasione per consolidare i rapporti umani ricaricare le nostre ‘batterie’ e dopo la pausa estiva proseguire il nostro compito istituzionale assicurando agli iscritti iniziative per un costante e necessario aggiornamento professionale”.

“Dopo un anno particolarmente duro per la nostra categoria con oggettive difficoltà sia per i professionisti che per gli imprenditori - evidenzia Angelo Capone, consigliere dei commercialisti di Napoli Nord -, la ‘festa d’Estate’ accoglie la famiglia dei commercialisti e degli esperti contabili che vivono e lavorano a nord del capoluogo campano. Un particolare ringraziamento va espresso ai consiglieri Sandro Fontana e Diego Musto che anche quest’anno sono riusciti ad organizzare la kermesse registrando un’affluenza record”.

Per Gennaro Carleo, componente della governance di Napoli Nord “siamo giunti alla fine di un periodo di intenso lavoro con l’approvazione dei bilanci, le dichiarazione dei redditi, lo spesometro la seconda registrazione Iva . La festa dell'estate rappresenta un momento di grande aggregazione ed è il prologo alle meritate di ferie. E’ la prima volta che partecipo a questa riunione conviviale ed esprimo un giudizio nettamente positivo, auspicando una maggiore integrazione tra tutti i colleghi delle varie aree territoriali”.

A fine serata sono stati attribuiti i riconoscimenti sportivi: Pasquale Licito ha vinto il torneo di tennis singolare maschile (al secondo posto si è classificato Raffaele Iodice). Mentre il ‘campionato di calcetto’ è stato conquistato dalla “squadra Iva”, capitanata da Villano. Al secondo posto si è classificata la formazione “Irap” (capitano Ingannato) e al terzo posto ex aequo le squadre “Irpef” (capitano Musella) e “Ires” (capitano De Cristofaro).

Proclamati dai vertici (Antonio Tuccillo, Guido Rossi e Francesco Corbello) anche gli sportivi dell'anno Odcec Napoli Nord, al primo posto ex aequo: Salvatore Russo e Luigi Diana e al secondo posto, sempre ex aequo, Pietro Minocchi e Biagio Pagano.

I commercialisti festeggiano l'estate all’Arenile con oltre 1500 ospiti

NAPOLI - Oltre 1500 professionisti hanno preso parte alla tradizionale festa dell'estate promossa dall'Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli. Una serata all'insegna del relax e del divertimento, che si è tenuta all'Arenile di Bagnoli."Un piccolo break in vista dell'autunno che sarà molto impegnativo: c'è un nuovo governo e quindi ci sono modifiche in vista", ha spiegato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei. "I professionisti vogliono essere presenti ai tavoli per poter discutere sui temi di maggiore attualità - fatturazione elettronica, i tanti adempimenti fiscali, l'antiriciclaggio - e rappresentare alle istituzioni la realtà di un territorio che ha bisogno di riforme". 

"È stato un anno molto difficile, siamo davanti a tanti cambiamenti che vanno interpretati e guidati - ha sottolineato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani - L'importante è che si voglia cambiare: pensare di conservare l'esistente non porta da nessuna parte".

"Bisogna continuare a crescere e ad avere fiducia nella professione", ha evidenziato Walter Anedda, presidente della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti. "Sono ottimista, credo ci sia tutto perché ciò possa accadere".

Nel corso della serata sono stati assegnati riconoscimenti speciali: ad essere premiata la squadra di calcio dell'Odcec che ha vinto la Coppa Italia ma soprattutto Francesco Fimmanò, neovicepresidente della Corte dei Conti, e Maurizio Leo, consigliere dell'ufficio di presidenza della Giustizia Amministrativa, ai quali è stato assegnato il titolo di "commercialista ad honorem".

"Ringrazio il presidente Moretta: ho un rapporto molto stretto con l'Ordine e credo che la nomina sia espressione di questo specifico legame con le materie aziendalistiche e contabili - ha detto Fimmanò - Lunga vita ai commercialisti napoletani e alla loro capacità di stare vicino alle imprese, all'economia e alla vita reale del paese". "È un riconoscimento a cui tengo moltissimo: la categoria dei commercialisti è casa mia - ha ricordato Leo - Grazie a questa professione siamo riusciti a dare una nuova idea dell'amministrazione finanziaria, non è mancato mai occasione di confronto".

Presenti alla serata tutti i consiglieri dell'Ordine di Napoli: Rosario Lazzarini (vicepresidente), Mariano Bruno (consigliere segretario), Immacolata Vasaturo (tesoriere), Matteo De LiseMario MichelinoCarmen PadulaConcetta RiccioArcangelo Sessa, Liliana SperanzaVincenzo Tiby, Salvatore Tramontano, Eraldo TuriPier Luigi VitelliFortuna Zinno.

E ancora, Maria Caputo, presidente dei giovani commercialisti napoletani, Clelia Buccico, presidente della Fondazione Odcec; Dante Carolo, presidente dell'Ordine di Padova; numerosi consiglieri nazionali e i presidenti degli Ordini della Campania, come testimoniano gli scatti fotografici realizzati da Beatrice Della Volpe.

I King Crimson all'Anfiteatro di Pompei

Prima di parlare del concerto, ritengo opportuno fare una precisazione: i King Crimson sono tra i miei gruppi preferiti. Li ritengo, inoltre, uno tra i pochissimi in grado di sapersi imporre, nel tempo, con una musica sempre attualizzata, carica di ricerca ma, al contempo, forte di un’identità precisa.

Su di un’inossidabile e strepitosa spina dorsale composta da “In the Court of the Crimson King” (1969), “Larks' Tongues in Aspic” (1973), “Red” (1974) e “Discipline” (1981), si è intessuta una produzione discografica di ottimo livello.

Parimenti, le performance live sono sempre state caratterizzate da un altissimo tasso tecnico al servizio, però, della spontaneità umorale nelle improvvisazioni. Il pregio dei King Crimson è, infatti, l’aver saputo contemperare, in un equilibrio perfetto, la sperimentazione con il tecnicismo e l’improvvisazione (dote purtroppo non comune ai tanti gruppi a loro contemporanei e assimilati per genere “progressive” dai critici e dal loro gusto esasperato per le categorizzazioni).

Il loro tour del 2018, l’“Uncertain Times”, tra le tappe italiane, li ha visti esibirsi al 19 e il 20 luglio a Pompei.

I due concerti, inizialmente programmati nello splendido Teatro Grande degli scavi, sono stati spostati  nell’altrettanto meraviglioso Anfiteatro (quello reso storico in musica dal celebre film concerto dei Pink Floyd registrato e girato nel 1971).

La sola location è valsa parte dello spettacolo anche se, a mio parere, il Teatro Grande (dove attualmente vanno in scena, con una puntuale continuità temporale, opere teatrali) sarebbe stato più congeniale alle visioni e ai suoni creati dai King Crimson.

Infatti, mentre l’anfiteatro è stato occupato esclusivamente nella sua arena, sia dal palco che dal pubblico (tutti posti a sedere su sedie rosse e nere), riproducendo così un effetto da “grande” evento rock, il Teatro, con la sua tipica forma a semicerchio e le sue gradinate in perfetto stato e agibili (le gradinate dell’Anfiteatro sono state mangiate dal tempo) dove far accomodare gli spettatori, avrebbe ricreato un’ambientazione raccolta, intima e “colta”, più funzionale (a parere di chi scrive) allo spettacolo musicale offerto.

Io ho assistito al concerto del 19.07.18

L’ingresso del pubblico previsto dopo le ore 19:00, è stato anticipato di circa mezz’ora per chi (come me) aveva riservato un posto nelle prime cinque fila; mezz’ora dedicata all’incontro e al confronto con un membro dello staff è un componente del gruppo. Nel nostro caso, rispettivamente, David Singleton e Pat Mastellotto, entrambe persone che si sono dimostrate enormemente cordiali e disponibili nel rispondere alle domande dei presenti. La possibilità di accedere alla platea in anticipo, in uno con un numero ristretto di pubblico, mi ha fatto notare l’enorme (e inaspettata) presenza di stranieri. Evidentemente il connubio tra i King Crimson e gli scavi di Pompei è stato motivo di grande attrattiva: “la storia nella storia” ha commentato, alla fine dello concerto, uno dei presenti, e in effetti così è stato.

Voltando lo sguardo al palco, la prima cosa che ha colpito l’occhio sono state le tre batterie che, sovvertendo le tradizionali disposizioni, hanno occupato, al pari degli archi in un’orchestra, la “prima linea”, lasciandosi alle spalle i restanti strumenti.

L’attuale formazione dei King Crimson, quella appunto dell’“Uncertain Times Tour” è, infatti, composta da otto elementi, per l’occasione così distribuiti sul palco: Pat Mastellotto (batteria), Jeremy Stacey (batteria e tastiere), Gavin Harrison (batteria), Mel Collins (fiati), Tony Levin  (basso, Chapman grand stick e contrabasso elettrico), Bill Rieflin (tastiere), Jakko Jakszyk  (chitarra e voce) e Robert Fripp (chitarra e tastiere).

E con questa “orchestrazione”, poco dopo essere trascorse le 21:00, è iniziato il concerto.

Lo spettacolo è stato diviso in due blocchi, con una pausa di venti minuti, per circa tre ore di musica intensa e tirata, incentrata su un repertorio dallo stampo antologico che ha toccato tutti i punti nodali e i crocicchi della loro produzione artistica, partendo dai brani del ’69 quali “Epitaph”, Moonchild”, “The Court of Crimson King”, passando per gli anni settanta di “Peace”, dell’incredibile “Pictures of City”, di “Cirkus”, di “Islands” (con Collins impegnato nel ricreare il suggestivo solo finale), di “The Letters”, della meravigliosa suite “Larks' Tongues in Aspic”, di “Starless” (con Fripp a suonare il tema che dal vivo, un tempo, era  del violino di David Cross), per gli anni ottanta di una rivisitata (nel canto) “Indiscipline”,  sino agli anni 2000 di “Level Five” e di “A Scarcity of Miracles”, per chiudere con il bis finale dell’epocale “21st Century Schizoid Man”. 

Tessere le lodi di un gruppo ai limiti della perfezione, che suona una scaletta composta da brani di grande bellezza, è cosa facile; grandiosità certificata dagli applausi, anche a scena aperta, di un pubblico di amatori, esigente e preparato, che, coprendo tre generazioni, ha dimostrato l’immortalità dei King Crimson (al pubblico va riconosciuto anche un plauso per l’estrema disciplina ed educazione tenuta: era pur sempre un concerto rock); e per non essere tacciato di partigianeria, vista anche la personale “confessione” in premessa, riporterò in chiusura le poche note stonate della serata.

L’attuale chitarrista e cantante Jakko Jakszyk, non si è dimostrato, alla voce, degno dei suoi illustri predecessori quali Greg Lake, John Wetton e Adrian Belew; un ruolo, il suo, indubbiamente complesso se rapportato a chi della voce (come i citati musicisti) ha fatto uno strumento aggiunto e caratterizzante per timbrica e intensità.

Le tre batterie, malgrado il loro numero, non sono riuscite a far dimenticare l’assenza dietro le “pelli” di Bill Bruford che, in coppia con Jamie Muir alle percussioni, costituì, tra il 1972 e il 1973, una sezione di pregio assoluto per “ritmica” e “colore”; coppia d’eccezione in parte ricreata, sempre da Bruford, negli anni novanta, con Pat Mastellotto.

Discutibile, poi, l’impiego anche alle tastiere di Jeremy Stacey impegnato in inserti di pianoforte non indispensabili (sino al 2016, in una formazione a sette, il terzo batterista e tastierista era stato Bill Rieflin).

Infine, Mel Collins, già membro del gruppo tra il 1970 e il 1972, a suo agio nei pezzi datati a lui familiari, si è mostrato un po’ troppo “morbido” per le abrasioni che da decenni, oramai, contraddistinguono la musica dei King Crimson.

Resta, comunque, il fatto che è stato un privilegio assistere a un simile spettacolo d’arte musicale, in un’ambientazione d’eccezione. Poter vedere simili concerti tra gli scavi di Pompei testimonia l’impegno di chi ha la volontà e la forza di organizzare eventi che non solo garantiscono altissima qualità ma che danno anche indiscutibile lustro al nostro territorio.

Marco Sica  

“Raoul & Swing Orchestra” alla Festa d'Estate 2018 dei commercialisti di Napoli Nord

MARINA DI VARCATURO – “Raoul & Swing Orchestra saranno la colonna sonora dellaFesta d’Estate 2018’ promossa dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, che si terrà mercoledì 25 luglio alle ore 20,30, presso l’Ammot Cafè (Marina di Varcaturo).

Tutto ciò tra buffet e balli, con l’imperativo: dimenticare le difficoltà dell’ultimo periodo, anche se dalla capitale arrivano i primi segnali delle nuove manovre fiscali del governo Conte.

“La ‘Festa d’Estate all’Ammot’ è un appuntamento per tutti i commercialisti di Napoli Nord, un’occasione per salutare i colleghi e trascorrere una piacevole serata insieme subito prima delle vacanze”, hanno evidenziato Sandro Fontana e Diego Musto, consiglieri delegati dell’Odcec Napoli Nord. “Anche quest’anno abbiamo organizzato l’evento nella magica location ad un passo dal mare. L’elevato numero di prenotazioni ricevute dimostra che la ‘Festa’ dello scorso anno sia stata molto gradita. Un particolare ringraziamento - hanno aggiunto - va espresso agli sponsor dell’iniziativa (Aon Empowe Result, Ruesc 1919, Italia.Power, La Rosa Immobiliare, Niswa & Vida Farm e Si Rent) che ci hanno consentito di replicare l’incontro conviviale anche quest’anno con nuove e piacevoli sorprese per iscritti e ospiti, senza gravare sulle casse dell’Ordine”. 

Nel corso della serata si svolgeranno anche le premiazioni dei tornei sportivi di calcetto e tennis.

Io Sono Claudia 13.11.15

Sabato 21 luglio, alle ore 21:00, sullo splendido Molo Borbonico di Forio d'Ischia, restituito all’isola con una rinnovata funzione sociale e culturale, andrà in scena (l’ingresso sarà libero) lo spettacolo teatrale “Io sono Claudia 13.11.15”, scritto e diretto da Eduardo Cocciardo e dallo stesso interpretato (nel ruolo di Lorenzo) insieme ad Anna Monti (nel ruolo di Claudia) e Salvio Di Massa (nel ruolo del Messo). 

Prodotto da Ugualos Produzioni, lo spettacolo ha debuttato in anteprima nazionale il 19 maggio al Nuovo Teatro Sancarluccio nell'ambito del Maggio D'Arte.

Con due binari che non si incrociavano, che tracciavano una direzione (inesistente?), siti in un nessun luogo e che portavano in nessun luogo, due binari sullo sfondo della vita e di una scenografia teatrale, ci eravamo congedati dall’ultima rappresentazione di Cocciardo “Un Giorno all’Improvviso – Un Amore Contemporaneo”; ora, seguendo i due binari, quel luogo indefinito si concretizza in una stazione ferroviaria dal valore di “fermata”, di attimo di attesa e di riflessione prima di uno snodo, di un passaggio a livello, di uno “scambio” dell’esistenza individuale che, con i suoi turbamenti, si unisce, suo malgrado, all’esistenza collettiva e ai suoi drammi.  

"Sarà molto bello andare in scena al Molo Borbonico, dove lo scorso anno replicammo anche Un giorno all'improvviso - commenta Eduardo CocciardoUno scenario naturale che renderà tutto più magico, e ringrazio il Comune di Forio per la sensibilità verso certi eventi culturali. Dopo il debutto il 19 maggio al Nuovo Teatro Sancarluccio, nell'ambito del Maggio D'Arte, un'affascinante tappa estiva, quindi, prima di riprendere lo spettacolo quest'inverno, quando saremo in stagione al Sancarluccio. Al Molo cercheremo di portare al pubblico la magia del teatro di prosa. Lo spettacolo nasce da una particolare ricerca drammaturgica, legata al nostro passato teatrale ma rivolta al futuro di un'arte, e soprattutto di un sistema, che deve ritrovare, secondo me, il coraggio di rischiare, di dare spazio a nuove idee, ad una drammaturgia che cerchi di raccontare davvero l'uomo contemporaneo".

Così, in una cornice d’eccezione, Cocciardo ripropone il gusto e la scelta per le scenografie scarne, dove l'assenza ha la capacità di fare scena, e in tale spazio minimale colloca l’uomo contemporaneo, in una piccola stazione di periferia, dallo stesso definita “un luogo reale, ed allo stesso tempo indefinitamente simbolico”, dove “si incontrano per caso un uomo in crisi esistenziale ed una giovanissima sopravvissuta agli attentati (al Bataclan di Parigi - ndr) che hanno sconvolto la capitale francese” il 13 novembre del 2015.

L’incontro, casuale, di Lorenzo e Claudia diviene, quindi, il pretesto per raccontare la “casualità” della vita e delle sue mille sfaccettature, in uno scontro generazionale di illusioni infrante che, minando l’equilibrio individuale, non solo ha generato una frattura interna alla società occidentale stessa, ma ne ha anche accentuato la perdita di valori e della capacità di confronto e della vera comunicazione, esponendo (oggi), senza reali difese, l’Occidente agli attacchi e alle strumentalizzazioni di fanatismi ideologici.

Lorenzo soffre di problemi respiratori (utilizza un piccolo inalatore) e alla domanda di Claudia: “Asmatico?”, risponde con un netto ma esaustivo: “No. Disilluso”; una disillusione di chi non vive ma sopravvive accumulando ricordi, una disillusione che lo ha spinto ad aspettare un treno, il suo personale treno, per andare dove? … dove “non è importante”, “in un posto minuscolo”; ciò perché “nessuno di noi vuole davvero qualcosa di nuovo, vogliamo tutti che tornino certe cose che probabilmente non torneranno più”, perché “la ragione è una bugia che ti insegna a sopravvivere” e perché alle volte non basta voltare pagina ma si deve cambiare libro.

Claudia è una giovane che viaggia, o meglio fugge, dall’ipocrisia familiare (e del mondo in genere), una ragazza per la quale “nessuna donna è nitida se è una vera donna”, una donna che è costretta a diradare la nebbia che offusca la nitidezza della vita quando si trova coinvolta in una tragedia umana ben più grande di lei dalla quale è (suo malgrado) sopravvissuta.

Il confronto dialettico tra Lorenzo e Claudia impegna la prima metà dello spettacolo finché non è improvvisamente interrotto e “rotto” dall’ingesso in scena di un ottimo Salvio di Massa nel ruolo del “Messo”, figlio di una “missiva”, di un appuntamento fissato e di un accordo preso: “Io non faccio altro che cercare di avverare i desideri delle persone quando i fatti realmente dimostrano che lo meritano e solo lì in quel caso io mi vesto della loro coscienza e ne sposo la loro causa fino all’ultimo … ciò che è stato scritto resta sempre da qualche parte … nella coscienza … io sono la voce di chi non ha troppa voce per dire quello che vuole,   sono la forza di chi non ha troppo forza per fare quello che vuole ”.

Tutto lo spettacolo si muove su il confronto/scontro tra i personaggi, un confronto mai fine a se stesso o limitato alla loro personale vita, ma che approfondisce tematiche che seppur appaiono partire dall'individualità, analizzano stati d'animo e dinamiche di ampio respiro.  

Un dialogo crudo, netto, di taglio quasi cinematografico - si legge nel comunicato stampa - Parte dall'assoluta casualità di un incontro che sembra essere anche quello fra due generazioni separate da un ventennio di illusioni infrante, e va man mano immergendosi nel cuore dei due personaggi, e nell'evocazione delle tragedie dalle quali provengono: la prima, quella di Claudia, pubblica e spaventosa, si porta dietro lo spettro del terrorismo islamico, l'altra, quella di Lorenzo, più privata, intima, sintetico contenitore dei drammi individuali della nostra epoca, disincantata, sorretta dalla pura apparenza, crudele, falsa, tutto ciò che, a ben vedere, per un profondo vuoto di valori, ha fatto dell'Occidente il principale obiettivo della sanguinaria follia dei terroristi. Lo scenario, nella sua primordiale semplicità – una panchina, l'icona di un lampione, i suoni della stazione, il silenzio della campagna – vivrà solo di luci di taglio.  Tutto per creare intorno ai due protagonisti il vuoto ovattato che li metterà sotto una grande lente d'ingrandimento, come due insetti da laboratorio. Sbalzi d'umore e di registro. Commedia. Teatro politico. Cinema on the road. Dramma da camera. Surrealismo. Un testo contaminato, che ambisce ad un mix perfetto di emozioni e soluzioni sceniche. Sulla scia di Beckett e Pirandello (L'uomo dal fiore in bocca su tutti), Io sono Claudia rappresenta un importante passaggio nel particolare percorso che l'autore ha scelto di imboccare: dopo Un giorno all'improvviso – un amore contemporaneo, un teatro che stringesse ancora più il cerchio e la morsa attorno a ciò che l'uomo cerca testardamente di evitare, il dialogo, il confronto con l'altro, la ricerca di risposte, il coraggio di gettare uno sguardo all'abisso che si nasconde dietro le nostre maschere. Provare a riportare il teatro a ciò che dovrebbe essere per sua natura: crocevia di verità e menzogne, e luogo deputato per cercare una nuova chiave di volta”.

Se con “Un Giorno all’Improvviso” fu rivolto a Cocciardo un plauso per la sua voglia e il suo coraggio di mettersi in discussione con un proprio testo, dando nuova vitalità all’arte teatrale, dopo “Io sono Claudia 13.11.15”, l’attestato di stima va rinnovato e accresciuto ulteriormente per la caparbia ostinazione del suo autore nel ricercare, in modo sempre più netto e senza compromessi, una forma e sostanza teatrale di contenuto e di significato.

Marco Sica

A Bagnoli torna la festa dell'estate dei commercialisti napoletani

NAPOLI - Un appuntamento ormai consolidato per salutare l'arrivo dell'estate: torna il Summer Party organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta, un'occasione per godersi una serata tra amici e colleghi all'insegna del relax.

La manifestazione, riservata agli iscritti e ai relativi accompagnatori, è prevista per martedì 24 luglio alle ore 21 all'Arenile di Bagnoli (via Coroglio, 14/b).

"Come nelle precedenti edizioni - ha sottolineato Moretta -, sono previsti riconoscimenti speciali per le eccellenze napoletane e per i membri della società civile che hanno saputo distinguersi nei rispettivi ambiti di competenza: un modo per ribadire il forte legame tra i commercialisti e la città. Un legame che va oltre gli studi professionali e tocca anche lo sport e il sociale: previsti riconoscimenti speciali per i protagonisti della "Partita del Cuore Napoletano" tra magistrati e commercialisti e per la squadra di calcio dell'Odcec partenopeo, che quest'anno ha vinto la Coppa Italia. ".

"Nell'occasione - ha aggiunto - sarà premiato uno degli studiosi che più hanno contribuito alla crescita ed alla professionalità del nostro ordine e dei suoi iscritti, specie quelli più giovani. Il professore Francesco Fimmanò che è stato meritatamente eletto dal Parlamento al vertice della Corte dei Conti. Ed il suo profilo così legato al nostro lavoro ed alla nostra tradizione per cui lo abbiamo sempre ritenuto un giurista commercialista e lui rappresenterà anche noi nell'istituzione Contabile. Come presidente credo di incarnare il pensiero di tutti gli iscritti, di cui tanti sono stati allievi".

Alla kermesse parteciperanno i vertici nazionali e regionali della categoria. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficenza.

NaDir \ Napoli Direzione Opposta festival IV

Dal 18 al 22 Luglio, al Polifunzionale di Soccavo (Napoli) si terrà il NaDir \ Napoli Direzione Opposta Festival, un festival di musica, di arte e di impegno sociale.

 

Totalmente indipendente e autofinanziato, il NaDir nasce dal bisogno di trovare e costruire forme innovative, e cooperative, per fare produzione culturale e musicale in maniera professionale, creare spazi di socialità e di confronto alternativi al divertimento usa-e-getta consumista, riscoprire luoghi della periferia abbandonati dalle istituzioni.

 

Il festival si svolgerà con la seguente ptogrammazione

 

MERCOLEDI 18

Ore 18:30: musica e balli della tradizione campana con Compagnia d’o tammurro

Ore 21: Cinema all’aperto: conclusione del ciclo Cinema sotto le stelle organizzato dal CAP 80126 con ‘Grand Budapest Hotel’ di Wes Anderson,

GIOVEDI’ 19

Dalla mattina: giochi ed attività per i bambini e le bambine con la rete Strummolo – Carnevale Centro Storico, il Mammutbus del Centro Territoriale Mammut Napoli e gli attivisti e le attiviste dell’Associazione Davide Bifolco – Il dolore non ci ferma ONLUS \

A seguire: reggae live/dj set

VENERDI’ 19

18:00:Tavola rotonda: 'Hack the city! Beni comuni emergenti nella metropoli

Autogoverno, territori e cooperazione sociale: concetti, narrazioni e tecnologie'
18.30: Jam Session HipHop con battle di Rap a cura dello Youth Space di Bagnoli

21:00, sul palco:

Ultima Haine

Oyoshe+PeppOh

La Famiglia, full band live

Contributo: 8 euro fino alle 21, 10 euro a seguire

SABATO 21

18:00: Workshop: Make the city! Turistificazione dei centri storici e abbandono delle periferie: contenuti, strumenti e metodologie per mappare, raccontare, proporre, organizzare resistenze e alternative alla città neoliberale.

21:00, sul palco:

Babël

Soviet Soviet

Sula Ventrebianco

A Toys Orchestra

Contributo: 8 euro fino alle 21, 10 euro a seguire

DOMENICA 22

21:00, sul palco:

Le Vacanze

Fitness Forever

Enzo Gragnianiello

Vale Lambo

Ingresso gratuito ad offerta libera.

 

Nel comunicato stampa che ha accompagnato la presentazione del festival sono ben espressi i suoi principi ispiratori e nel dettaglio le caratteristiche dell'evento: 

 "Come ogni evento targato NaDir, il NaDir Festival ha come parola d'ordine la qualità e l'accessibilità, senza sacrificare, ma anzi valorizzando al massimo, il valore umano, tecnico e artistico delle persone coinvolte nell’organizzazione e nella partecipazione. NaDir Festival IV vede nuovamente coinvolti gli attivisti della rete di NDO \ Napoli Direzione Opposta e delle tante ed eterogenee realtà sociali che intervengono sui territori di Napoli e del quartiere di Soccavo. Si tratta del culmine di un anno di attività politica e sociale sui territori e al fianco dei loro abitanti e, contemporaneamente, di un anno di produzione artistica, musicale e culturale curata dal NaDir Collective all’interno dello Scugnizzo Liberato, uno dei sette spazi liberati riconosciuti come beni comuni della città di Napoli sito nel cuore del quartiere di Montesanto.  

NaDir Festival IV, per la prima volta, sarà aperto da due giorni interamente dedicati ad attività sociali per il quartiere, i suoi abitanti e la città tutta.

Il Polifunzionale di Soccavo aprirà le porte al pubblico mercoledì 18 con un aperitivo a base di musica popolare campana insieme alla Compagnia d' 'o tammurro e con l’appuntamento finale della rassegna Cinema sotto le stelle, organizzata dal CAP 80126, mentre giovedì 19 sarà una giornata interamente dedicata ai più piccoli, grazie alle realtà che durante l’anno, costruiscono i doposcuola sociali e la rete dei Carnevali Sociali in tutta la città: Rete Strummolo, Mammutbus del Centro Territoriale Mammut di Scampia, Associazione Davide Bifolco - Il dolore non ci ferma ONLUS.

Le giornate di venerdì 20  ospiteranno anche il cilo di workshop e tavole rotonde Hack the city/Make the city!, due giorni di incontri, approfondimenti e presentazioni sui temi quanto mai attuali dei beni comuni metropolitani, della turistificazione delle città e l’abbandono delle periferie. Non mancherà ovviamente la grande musica dal vivo, protagonista delle tre serate finali del festival: si comincia venerdì 20 luglio con una giornata all'insegna dell’hip hop campano. Si comincia con una Jam Session per ragazzi a cura dello Youth Space di Bagnoli e si prosegue, sul palco, con il nuovo progetto di Gheto, Ruocco e Dj Times della Soffitta Produzioni. A seguire, Oyoshe e Peppoh,  due rapper già affermati da tempo che insieme apriranno il concerto de La Famiglia; A vent'anni dallo storico album 'Quarantunesimo parallelo', i capostipiti del rap in napoletano ritornano in città dopo anni di pausa per un concerto imperdibile dove Shaone, Dj Simi e Polo suoneranno live insieme ad una band di musicisti eccezionali.

Il sabato 21 luglio sarà dedicato al rock e all’alternative: sul palco la dark wave degli Hapax, i Soviet Soviet, punte di diamante del post punk/new wave italiano che esportano ormai da anni in tutto il mondo,  e a seguire i Sula Ventrebianco, band di culto della scena rock campana che il pubblico del NaDir ha imparato a conoscere per i suoi live devastanti. Si chiude con gli A Toys Orchestra, veterani della scena alternative e pop rock, reduci dalla pubblicazione del loro ultimo album Lub Dub.

Si chiude domenica 22 luglio con una grande festa dedicata al quartiere di Soccavo, al Rione Traiano e a tutta la città, una giornata ad ingresso gratuito con offerta libera di cui sarà protagonista Enzo Gragnianiello, una delle voci più autorevoli della canzone napoletana contemporanea e che si chiuderà con il primo concerto napoletano di Vale Lambo, uno dei rapper più seguiti e originali della nuova scena napoletana, già parte del duo L Scimmie e da poco uscito col suo primo album da solista, ‘Angelo’. Ogni giornata sarà aperta dall'esibizione di un gruppo scelto fra quelli che hanno partecipato alla rassegna di musica indipendente Gravità Zero, organizzata dal NaDir Collective allo Scugnizzo Liberato: rispettivamente, il crossover rock dei L’Ultima Haine, la psichedelia blues dei Babël e il pop dei LeVacanze.

Durante tutti i cinque giorni del festival, il Polifunzionale di Soccavo ospiterà un'area mercato dedicata alle autoproduzioni, alla musica e all'illustrazione, proiezioni all'aperto, esposizioni, dibattiti e workshop sui temi politici caldi del momento, giochi e attività per i più piccoli e infopoint volti a raccontare le realtà, le attività e l’offerta che dal basso è proposta nella città di Napoli e nella sua area metropolitana; oltre ad un’area food&drink attrezzata ed attenta al mondo delle produzioni locali e delle autoproduzioni.

Sarà inoltre possibile montare le tende e sostare per la notte nell'area free camping, un prato alberato all'interno dell'area del Polifunzionale; un modo di non doversi preoccupare del ritorno a casa e trascorrere qualche ora in più al festival, ma anche un gesto di riappropriazione simbolica di uno spazio pubblico in una periferia spesso negata alle piccole gioie. Un calendario eterogeneo che rinnova una delle sfide storiche del NaDir: unire il mondo musicale a dibattiti, panel, assemblee, performance, mostre, autoproduzioni, tutto quello che riguarda la cultura, l'aggregazione, la socialità e le passioni felici. Un insieme di momenti che sarà ancora una volta ospitato nella cornice di Soccavo, un quartiere di periferia che è costantemente e inevitabilmente dimenticato nel quotidiano dalle istituzioni ed escluso dai circuiti culturali tradizionali in un’area,  quella dell’enorme struttura del Polifunzionale, che rappresenta un costoso monumento all’incuria, all’abbandono e all’incapacità di immaginare un futuro".

 

Marco Sica
 

De Giovanni approda al cinema: «Progetto con Gassmann, in sala nel 2019»

NAPOLI. Dai libri alla televisione passando per il palco di un teatro. Maurizio de Giovanni, l'autore napoletano del ciclo dei Bastardi di Pizzofalcone, arrivato anche in televisione, e del Commissario Ricciardi, ora fa un passo in più: è alle viste, infatti, l'approdo sul grande schermo. A dirlo è lo stesso De Giovanni conversando con l'AdnKronos in occasione del debutto a teatro, in prima assoluta il 21 luglio, al Real Orto Botanico di Napoli, della pièce “Vipera". «All'orizzonte - spiega infatti - c'è il cinema, c'è un progetto cinematografico con Alessandro Gassmann che potrebbe vedere la luce tra non molto tempo». Si tratta, aggiunge lo scrittore, «di un testo originale, non è la riduzione di un romanzo, è una cosa a sé rispetto alla produzione precedente. È una commedia sentimentale e non è un giallo, non ci sono reati evidenti. Ho scritto un testo per Alessandro al quale è piaciuto, il progetto dovrebbe prevedere la sua regia e la sua interpretazione». Quanto ai tempi, spiega De Giovanni, «non dovrebbero essere lunghi» e il film dovrebbe arrivare al «cinema nel 2019». 

Per ora, intanto, è sulla rampa di lancio la pièce “Vipera": «Anna Maria Russo e la Compagnia del Pozzo del Pendolo - racconta De Giovanni - hanno già messo in scena “Il senso del dolore" e “Il giorno dei morti" della serie del commissario Ricciardi. Sono curiosissimo e felice di questo interesse e sono curiosissimo di vedere come andrà questa operazione». Sul fronte, invece, della televisione, «è già programmata una seconda serie dei “Bastardi di Pizzofalcone". La prima puntata andrà in onda il 24 settembre su Rai1. La serie è già in fase di montaggio, la regia questa volta sarà affidata ad Alessandro D'Alatri», ricorda lo scrittore. Tempi brevi, infine, per l'arrivo sugli scaffali del prossimo libro: lo scrittore, infatti, manderà in libreria «a settembre un lavoro realizzato per Sellerio: si chiama “12 rose a settembre". È un giallo ma di tono molto umoristico. Al centro della storia ci sarà un personaggio nuovo, un'assistente sociale napoletana. Spero che diverta i lettori», conclude De Giovanni. 

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