Mercoledì 14 Novembre 2018 - 15:28

A Miss Italia sfilerà una ragazza con protesi alla gamba

Chiara Bondi, 18 anni il primo settembre, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico, barista stagionale di Tarquinia, sfilerà a Miss Italia con una protesi alla gamba sinistra dopo essere stata vittima il 6 luglio 2013 di un incidente stradale mentre era in motorino. Nella lunga degenza al Policlinico Gemelli di Roma ha subito tre interventi per l’amputazione transtibiale della gamba, cioè fino a sotto il ginocchio. Le è stata applicata una protesi modulabile ed ha ripreso a vivere.

Patrizia Mirigliani, alla quale Chiara si è presentata, l’ha ritenuta idonea e l’ha indirizzata, come tutte le altre miss, alle selezioni regionali. "La nostra – ha detto - è una bellezza senza confini e la disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita e riscattata. Chiara è il simbolo della forza di chi ama la vita e vuol rinascere dopo un periodo drammatico".

"Si partecipa ad un concorso di bellezza per vincere – spiega la ragazza - ma il mio obiettivo principale è quello di dare un messaggio ai giovani affinché sappiano difendere la propria vita, concedendole sempre una nuova opportunità. Intendo trasmettere il mio coraggio ad un pubblico più vasto possibile poiché la mia esperienza dimostra che si può vivere la disabilità nella normalità, impegnandosi nello sport, in una storia d’amore e, perché no, in un concorso di bellezza".

Insieme a un giovane di 26 anni, Lorenzo Costantini, che ha perso una gamba in un incidente sul lavoro, Chiara mette in pratica queste sue idee incontrando gli studenti delle scuole (già 17) tra Roma e Viterbo per far conoscere la sua storia ispirata alla volontà e alla determinazione. I due hanno così aderito al progetto 'SuperAbile' ideato e fondato da un consigliere comunale di Bassano Romano, Alfredo Boldorini.

Il bello di questa ragazza è che con la protesi va in canoa, fa windsurf, si arrampica sui muri di roccia e si dedica all’attività di sub. "Ma non avrei mai pensato di poter sfilare a Miss Italia con i miei meravigliosi tacchi alti", ha detto Chiara.

Desert Blossom

È fresco di stampa il primo lavoro discografico dei The Next Stop, composti da Lydia alla voce, Bruno alla chitarra, Stefano alla chitarra e Elisabetta batteria.  

I quattro, dopo anni di impegni live, nel 2018, decidono di entrare in studio e grazie all'aiuto e al supporto dei membri dell'etichetta Kokoro, Sabrina Carnevale e Marco de Falco, incidono il loro primo album intitolato “Desert Blossom”.

"Desert Blossom, o Fiore del deserto, è il primo album dei The Next Stop i quali, grazie all'aiuto e il supporto dei membri dell'etichetta Kokoro, Sabrina Carnevale e Marco de Falco, sono riusciti a sviluppare un'idea molto complessa quanto affascinante. Tutto è partito da una mia riflessione - racconta Bruno, uno dei chitarristi del gruppo - Soffermandomi sulla scarsa capacità di ricezione del pubblico, sono arrivato alla conclusione che un'artista è limitato nell'esprimere sé stesso in quanto, in assenza di un uditorio, le parole diventano leggere e prive di significato. Per tale motivo, nonostante si cerchi di instaurare un dialogo con un ipotetico ascoltatore, ogni discorso, nella sua fragile essenza, risulta essere vano ed inutile, proprio come un fiore nel deserto. L'ordine dei brani, infatti, evidenzia un processo evolutivo che abbraccia varie tematiche ed è, purtroppo, destinato ad autodistruggersi: partendo con la prima traccia Nothing to say (alla lettera "niente da dire"), brano che descrive i lati pungenti dell'illusione perfetta, ovvero l'amore, l'album si conclude con Back to hell ("Ritorno all'inferno"), luogo dove un'artista può finalmente sentirsi a casa.  Amore, solitudine, speranza, denaro, morte, sono solo alcune dei topic approfonditi nel concept. Da come si può facilmente intuire, molti altri musicisti hanno trattato tematiche simili; la differenza è che i Next Stop sono arrivati alla consapevolezza che ormai non è importante ciò che si dice e, alla fine, non è importante nemmeno dire qualcosa se non c'è nessuno pronto ad ascoltarti. Provare a fare arte nel XXI è come provare a mettere radici nel deserto”.

Marco Sica

Scorre "Il Fiume" di Nijukun

Ho visto una goccia uscire dalla roccia, un’altra la seguiva e la raggiungeva e poi dalle altre rocce milioni di nuove gocce rincorrersi nel vuoto scavare un solco unito”.

E nel solco scorre e vorticoso gira "Il Fiume” del napoletano Nijukun, bel singolo di cantautorato sospeso tra l’intimismo malinconico e il vigore emotivo.

Nijukun scrive canzoni da quando aveva 13 anni, ma fino ad oggi non aveva mai considerato seriamente l’idea di diffonderle - così si racconta Nijukun stesso - All’inizio del 2018, tuttavia, dopo circa trent’anni, ha percepito una nuova energia espressiva, cui ha fatto seguito una produzione nuova, necessariamente più matura, che lo ha finalmente spinto in maniera spontanea a curarne la realizzazione esecutiva e a favorirne la diffusione. Nijukun per vivere fa tutt’altro, motivo per cui in una prima fase ha preferito non ricollegare direttamente la sua musica al suo nome e alla sua immagine. Lo pseudonimo è un tributo ai NiJu Kun (20 precetti) del Maestro Funakoshi, fondatore dello stile di karate shotokan; si tratta di 20 regole spesso applicabili non solo al karate, ma ad ogni momento della vita: basti pensare che nel precetto n. 10 si legge “Applica il karate a tutte le cose; lì è la sua ineffabile bellezza”. Nijukun (che se non si fosse capito è un karateka) ha affidato l’arrangiamento e la produzione delle sue canzoni a Marcello Vitale, chitarrista e autore di lungo corso, già mente delle Viti di Titanio, parte sostanziale de L’Esistenza dei mostri e attualmente attivo con VictorZeta e i fiori blu e l’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS). L’incontro ha permesso alle nude canzoni, fatte di sola chitarra e voce, di prendere sfumature più complesse, con suoni di chitarre e synth ad enfatizzarne i messaggi iniziali, in un continuo scambio energetico e musicale tra i due. Proprio da questo scambio Nijukun trova la voglia di portare la propria musica al di fuori del proprio ristretto ambito relazionale. “Il Fiume” è il punto di partenza di questo progetto musicale, sia da un punto di vista cronologico che concettuale; l’immagine del fiume in piena è intuitivamente evocativa di un’esplosione espressiva, anche se nella sua violenza c’è tanto altro. È un pezzo incalzante, a tratti “vorticoso”, che si spera riesca a trascinare (e – perché no – a travolgere) chi lo ascolta. Il fiume ha rotto gli argini e il progetto musicale di Nijukun (che è appena agli inizi) è affidato alla sua corrente”.

Così, con la consapevolezza che “se provi ad arrestare il flusso ti succede poi che la corrente ti sorprende e rischi di annegare finché non lasci andare tutto quanto”, e che “il fiume non si ferma, il fiume non ha pace il fiume ti trascina … il fiume non dà tempo, il fiume non dà scampo … il fiume precipita violento …”, si apre la certezza che “la vita scorre ancora” con tutte le sue “anime sognanti” che per vivere devono solo lasciarsi trascinare dalla corrente del “fiume dei sogni”, del fiume che  “nasconde tutti i segni”, che “lava ogni ferita” e che “porta via il marcio e la follia”.

Marco Sica

Luglio musicale, Peppe Barra a Capodimonte

NAPOLI. Appuntamento da non perdere sabato 14 luglio alle ore 21.00 sul Belvedere del Museo e Real Bosco di Capodimonte con il maestro Peppe Barra che propone un concerto-spettacolo tratto dal suo ultimo disco “E Cammina Cammina”, un omaggio al suo cammino artistico iniziato cinquant’anni fa. Un viaggio attraverso il vasto paesaggio culturale attraversato da Barra che propone canzoni vecchie e nuove di autori diversi, in un crescendo di emozioni e di musica: dagli autori del passato come Pisano-Rendine (La Pansè) per arrivare all'omaggio a Eduardo De Filippo (Uocchie c’arraggiunate) fino alla reinterpretazione dei brani di autori contemporanei come Vasame di Enzo Gragnianiello e Cammina, cammina di Pino Daniele, ai testi recitati di Tiempo in cui la creatività artistica del cantante e attore napoletano trova il picco più alto, in questo eterno cammino di musica e poesia. Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio e che sapientemente partecipano alla preparazione delle pozioni di Peppe, mescolando timbri e scale di tradizioni musicali diverse, creando un sound in cui si mescolano tradizione ed innovazione. Ritualità ed occhi aperti sul futuro, devozione per le tradizioni popolari sono al centro dello spettacolo. Al suo fianco sul palco del Belvedere Paolo Del Vecchio chitarra-mandolino, Luca Urciuolo pianoforte-fisarmonica, Ivan Lacagnina percussioni, Sasà Pelosi basso, Giorgio Mellone violoncello.

Il concerto-spettacolo gratuito è inserito nella terza edizione del Luglio musicale, omaggio al glorioso Luglio musicale di Capodimonte riproposto, dopo il grande successo delle scorse edizioni, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dedicato quest'anno al grande compositore italiano Gioacchino Rossini, nel 150esimo anniversario dalla sua scomparsa.

Il concerto di Peppe Barra è promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dall'associazione Amici di Capodimonte onlus, organizzato dalla Ravi Class Eventi e realizzato con il sostegno dell'azienda Rossopomodoro.

Il presidente di Rossopomodoro, Franco Manna, afferma: «Finalmente un luogo che recupera la sua vocazione! Capodimonte, storica residenza dei Borbone, per una notte ospita il talento di Peppe Barra nel solco degli usi e dei ricevimenti della famiglia reale, quando si accoglievano i migliori artisti della città. Rossopomodoro sarà presente con il suo forno delle pizze, per accompagnare l’evento, nel ricordo di quell’estate di 129 anni fa quando alla regina veniva presentata la pizza che da lei avrebbe preso il nome: Margherita».

Ultimo saluto a Carlo Vanzina, folla ai funerali

Ultimo saluto oggi a Carlo Vanzina, morto domenica scorsa. I funerali del regista hanno chiamato a raccolta tanti uomini dello spettacolo ma anche tanti fan. L'area antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma era gremita di ammiratori del re della commedia degli anni '80.

Dentro una folla di amici e colleghi fra i quali Massimo Boldi, Christian De Sica, Carlo Verdone, Aurelio De Laurentiis, Mara Venier, Vincenzo Salemme, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Roberto D'Agostino, Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Andrea Occhipinti, Paolo Ruffini, Giovanni Malagò, Silvio Berlusconi, Giuseppe Marra, Carlo Rossella, Luca Cordero di Montezemolo.

Incidente per Clooney in Sardegna

Incidente per George Clooney questa mattina in Sardegna. Il divo hollywoodiano è al pronto soccorso di Olbia. Impegnato in Gallura per le riprese della serie tv 'Catch 22', che lo vede dietro la macchina da presa in veste di regista, Clooney era appena uscito dall'hotel in cui alloggia a Loiri Porto San Paolo quando, come si legge sul sito dell'Unione Sarda, a bordo del suo scooter si è scontrato con un'auto. Subito soccorso, è stato trasportato con un'ambulanza del 118 al pronto soccorso, dove si trova in osservazione. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Sport e cultura, a Capri weekend stellato

CAPRI. Fine settimana a Capri all’insegna di sport, turismo, moda, spettacolo e solidarietà. Sull’isola che da sempre accoglie soprattutto vip, ultimi in ordine di tempo Gwyneth Paltrow, il campione Nba James LeBron e il nuovo tecnico del Napoli Carlo Ancelotti, è scattato il conto alla rovescia per l’evento “Eccellenze a Capri - Sport, Turismo, Moda, Spettacolo e Solidarietà”, organizzato dal format che dal 2008, con Enzo e Luisa Citarella, promuove il Made in Campania in Italia ed all’estero.
L’appuntamento è doppio. Il via venerdì 13 luglio (ore 9.30) con Claudio Chiappucci che, inseguendo la leggenda di Fausto Coppi, indosserà di nuovo la storica maglia gialla conquistata al Tour de France e partirà in bici da Marina Piccola, con i faraglioni sullo sfondo, per arrivare in Piazzetta all’ombra del Campanile dove riceverà il benvenuto del sindaco di Capri, Gianni De Martino.
Nell’ambito del ricco programma (ore 17), nel complesso del Grand Hotel Quisisana si svolgerà il forum internazionale con giornalisti, economisti, esperti, esponenti delle istituzioni politiche e sportive, manager e campioni che discuteranno su “Turismo sportivo: un volàno per l’economia”. Interverranno tra gli altri, la campionessa paralimpica e deputato Giusy Versace, i giornalisti Charles Camenzuli, Antonio Sasso Marco Bellinazzo, il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, l’ex bomber del Napoli Bruno Giordano, gli atleti pluridecorati Patrizio Oliva, Martina Grimaldi, il maestro di judo Gianni Maddaloni. Particolare attenzione sarà rivolta alle eccellenze capresi tese a lanciare il turismo sportivo sull’Isola Azzurra.
Al termine, consegna del premio “Record e Valori”, riconoscimento sostenuto da Alma, azienda leader nel settore dei servizi nel lavoro e nella logistica, Articolo 1, Olisistem start e Allianz da sempre sensibili alle iniziative che promuovono lo sport solidale.
Sabato 14, nella fantastica location del Quisisana, serata glamour con il premio “Storie eccellenti” a straordinari personaggi della cultura, del cinema, della moda e dello spettacolo tra cui Giancarlo Giannini, Gabriel Garko, Peppino di Capri, Pietra Montecorvino, Gigi Marzullo ed Emilio Fede. Altri nomi designati dalla giuria presieduta da Maria Teresa Ferrari saranno resi noti successivamente. A seguire sfilate di moda e cena di gala. Parte del ricavato della serata sarà devoluto a “La tenda” e all’associazione “Con Edith”.
Gli eventi sono patrocinati da Curia Arcivescovile di Napoli, Confapi, Ussi, Regione Campania e Camera di Commercio di Napoli Si Impresa. A sostenere la manifestazione:E &C Greco Mare, Promoidea, Snav, Fides Information Technology, Confapi, Acqua di Capri, Luxury Cars and Yachts.

Boldi e De Sica: «Ci ha creati Vanzina»

ROMA. E' un ricordo condiviso quello di Massimo Boldi Christian De Sica, tra le coppie cinematografiche più amate dal pubblico italiano, e il cui successo sul grande schermo si deve anche a Carlo Vanzina, il regista romano scomparso oggi a 67 anni. "Se ho cominciato questo lavoro lo devo a lui" spiega all'Adnkronos Christian De Sica. "Ho cominciato con un piccolo ruolo in un suo film accanto a Laura Antonelli e Diego Abatantuono ('Viuuulentemente mia' del 1982, ndr) poi si è accorto che qualcosa la sapevo fare - ricorda De Sica - e mi ha affidato una parte importante in 'Sapore di mare'."

Con il regista e produttore scomparso oggi, De Sica aveva un rapporto di affettuosa amicizia: "Siamo stati in contatto fino a ieri. Nei giorni scorsi mi mandava messaggini in cui mi comunicava la sua speranza di guarire. Fino all'ultimo ha lottato e mi ha scritto: 'Non vedo l'ora di ridere ancora con te'. Ieri gli ho mandato gli auguri per il premio vinto a Ischia (il 'Legend Award' dell'Ischia Global Film & Music festival fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, ndr), ma non mi ha risposto. Allora - dice commosso De Sica - ho capito che la situazione stava peggiorando, finché stamattina mi ha chiamato il fratello Enrico per darmi la triste notizia".

De Sica ricorda anche che fu proprio Vanzina a creare "la coppia cinematografica formata da me e Boldi, con cui ho girato 24 film, anche se Massimo lo conoscevo da prima perché era il batterista della 'Pattuglia azzurra', il gruppo musicale di cui facevo parte anch'io come cantante", conclude De Sica.

Dello stesso avviso anche Massimo Boldi, che in un videomessaggio pubblicato su Facebook ricorda: "E' lui che ha creato la coppia con Christian, che stiamo portando avanti". "Oggi se ne è andato uno dei più cari amici - continua Boldi - Amici veri, insieme abbiamo creato qualcosa di straordinario. Il mio amico Carlo Vanzina non c'è più, è volato in cielo. Ti vogliamo tanto bene Carlo, andrai a stare meglio". Quindi conclude: "Un bacio e un abbraccio a tutta la tua famiglia, a tuo fratello Enrico e a tutti quelli che ti vogliono bene. Ciao Carlo".

Addio al regista Carlo Vanzina

ROMA. E' morto all'età di 67 anni il regista Carlo Vanzina. La notizia è stata diffusa dalla moglie Lisa e dal fratello Enrico in una nota. Il regista e sceneggiatore si è spento a Roma dopo una "lotta lucida e coraggiosa contro la malattia", si legge nella nota della famiglia. Regista, produttore cinematografico e sceneggiatore, assieme al fratello Enrico, Carlo Vanzina ha firmato alcuni dei maggiori successi del cinema italiano degli anni Ottanta e Novanta, come 'Sapore di Mare' e 'Vacanze di Natale'. Nato a Roma il 13 marzo del 1951, Vanzina era figlio di Steno (Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati e assieme al fratello Enrico, aveva formato una fortunata coppia cinematografica.

Da giovanissimo aveva affiancato come assistente Mario Monicelli nelle riprese di due film: 'Brancaleone alle crociate' (1970) e 'La mortadella' (1971). Il debutto come regista arriva nel 1976 con 'Luna di miele in tre' che vede come protagonista Renato Pozzetto nelle vesti di uno sprovveduto cameriere. A questo primo film, segue 'Figlio delle stelle' (1979) con Alan Sorrenti.

Oltre all'attività di regista, Vanzina si è dedicato anche a quella di talent scout, scoprendo tra gli altri personaggi come Jerry Calà, Diego Abatantuono e la coppia Boldi-De Sica. Proprio con Abatantuono si è creato un sodalizio che ha dato i suoi frutti in pellicole come 'Viuuulentemente mia', 'Eccezziunale...veramente' e 'Il ras del quartiere'.

Il grande successo arriva nel 1982 con 'Sapore di mare', ambientato a Forte dei Marmi in Versilia. Protagonisti Jerry Calà, Virna Lisi e Isabella Ferrari. L'anno successivo viene girato anche il sequel 'Sapore di mare 2 - Un anno dopo', ma Vanzina e il fratello Enrico si occupano solo del soggetto, la regia infatti è affidata a Bruno Cortini. Nel 1983 arriva il primo film con ambientazione natalizia, genere ribattezzato 'cinepanettone', 'Vacanze di Natale'. E il filo conduttore della vacanza e del viaggio è presente in molti altri film che vedono come protagonista la coppia Boldi-De Sica.

Oltre al genere comico, Carlo Vanzina tenta di sperimentare anche altri tipi di cinema, come il thriller con la pellicola 'Sotto il vestito niente' (tema ripreso dal regista in 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata' del 2011), i film di costume con 'Via Montenapoleone' (1986, con Luca Barbareschi), il poliziesco con 'Tre colonne in cronaca' (1990) e ancora la commedia sentimentale con 'Amarsi un po'' (1984), e 'Questo piccolo grande amore' (1993) con un giovanissimo Raoul Bova alla sua prima esperienza cinematografica.

All'inizio del 2000 omaggia una delle pellicole paterne più famose decidendo di girare un remake di 'Febbre da cavallo' (del 1976). Realizza così 'Febbre da cavallo 2 - La mandrakata' (2002) con protagonisti Nancy Brilli, Gigi Proietti e Enrico Montesano, questi ultimi protagonisti anche del film di Steno insieme ad Adolfo Celi e Catherine Spaak.

Si occupa di televisione firmando la regia delle due serie 'Anni '50' e 'Anni '60' (1989) e delle quattro di 'Un ciclone in famiglia' con Massimo Boldi e Barbara De Rossi. La sua attività di regista e sceneggiatore continua negli anni seguenti con grande intensità: nel 2003 gira 'Il pranzo della domenica', e nel 2005 'Il ritorno del Monnezza' con Claudio Amendola nel ruolo del commissario portato al successo da Tomas Milian in numerosi film polizieschi degli anni Settanta.

L'ultima fatica cinematografica di Vanzina è 'Caccia al tesoro' del 2017 con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Carlo Buccirosso, Max Tortora, Christiane Filangieri e Gennaro Guazzo. Ha lavorato con quasi tutti i più importanti attori italiani Diego Abatantuono, Gian Maria Volonté, Sergio Castellitto, Renato Pozzeto, aolo Villaggio, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Massimo Boldi, Enrico Brignano, Michele Placido, Virna Lisi, Monica Vitti, Monica Bellucci, Anna Foglietta e tanti altri. Ha diretto anche molti grandi attori internazionali Faye Dunaway, Rupert Everett, Carol Bouquet, Elliot Gould, Jean Rochefort, Leslie Nielsen, Susannah York, David Warner, Dean Jones, Daryl Hannah, Matthew Modine.

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