Venerdì 21 Settembre 2018 - 10:48

Ancelotti studia l'undici anti-Samp: Hamsik a rischio

Il Napoli da oggi comincerà a preparare la sfida di domenica contro la Sampdoria. Ancelotti sta già valutando quello che potrebbe essere l'undici titolare contro i liguri: Hamsik potrebbe finire in panchina per fare spazio a Diawara, mentre sulla sinistra potrebbe essere riproposto Luperto, in attesa di conoscere bene le condizioni di Mario Rui. Tra i convocati potrebbe esserci anche Fabiàn Ruiz, out contro il Milan per un problema fisico. 

Champions League, giovedì i sorteggi dei gironi

In attesa dei sorteggi di Champions League, oggi tornano in campo i play off che consegneranno alla fase a gironi le ultime iscritte. Questo il programma della serata:

Champions League - Qualificazione

Martedì 28 agosto:
21:00
 AEK (Gre)-MOL Vidi (Hun) (All'andata 2-1)

21:00 Din. Zagabria (Cro)-Young Boys (Sui)  (All'andata 1-1)

21:00 Dyn. Kyiv (Ukr)-Ajax (Ned) (All'andata 1-3)

Mercoledì 29 agosto:
21:00 Paok Salonicco (Gre)-Benfica (Por) (All'andata 1-1)

21:00 Red Bull Salisburgo (Aus) - FK Crvena Zvezda (Ser) (All'andata 0-0)

21:00 - Psv Eindovhen (Ned)-Bate Borisov (Blr) (All'andata 3-2)

Il giovane Luperto è la prima "sorpresa" di Ancelotti

È stato dapprima perno della Primavera, poi sorpresa del ritiro di Dimaro nel 2014. Sebastiano Luperto aveva un estimatore speciale, Rafa Benìtez, che decise di tenerlo in squadra, nonostante all’epoca avesse soltanto 18 anni, intravedendone grandi qualità. Gli concesse perfino l’esordio in Serie A, un’eccezione nell’Italia dell’epoca e - in misura minore - anche in quella attuale. Con Maurizio Sarri la musica cambiò. Pur stimandolo, l’ex allenatore azzurro lo rispedì in Primavera, poi in giro in prestito a farsi le ossa. Prima Vercelli, poi Empoli, dove s’è riuscito ad imporre come uno dei migliori difensori della Serie B. Una squadra, quella toscana, in cui la sua esperienza sembrava dovesse continuare.

LA MANO DI CARLO. Già, perché in estate era tutto fatto con l’Empoli. Il club azzurro pareva disposto a cederlo nuovamente in prestito, concedergli un anno da titolare in Serie A e poi goderselo dal prossimo anno. Il piano era questo, ma a stravolgerlo è stato Carlo Ancelotti. Dopo averlo visionato attentamente nel corso del ritiro estivo, apprezzandone personalità, forza fisica e soprattutto la sua duttilità, l’allenatore di Reggiolo ha bloccato la cessione. Ha fatto del suo anche l’assenza forzata di Ghoulam e la capacità del difensore classe ‘96, che in carriera ha quasi sempre fatto il centrale, di adattarsi sul versante mancino, come terzino. «Resti qui, mi servi», gli ha detto Carletto, e Luperto ne è stato ben felice. Essere allenato da un tecnico tanto vincente è il sogno del ragazzino cresciuto a Lecce divenuto realtà. Benché avesse tante richieste - anche da Sampdoria, Chievo e Frosinone - Sebastiano ha stregato Ancelotti, ha convinto nel nuovo ruolo già nelle amichevoli ed è rimasto invischiato concretamente nel progetto azzurro.

SORPRESA. Sembrava dovesse essere perlopiù un tappabuchi, invece alla prima occasione utile Ancelotti l’ha gettato nella mischia. Una contingenza favorevole l’infortunio di Mario Rui, ma non ci saremmo sorpresi nel vedere un altro al posto suo, per non rischiare contro una squadra importante come il Milan un calciatore con una sola presenza in A fino ad allora. Carletto è invece allenatore coraggioso, d’esperienza e sa di poter fare affidamento anche su di lui, condizionato da una visione più internazionale che italiana. A ventidue anni Luperto viene considerato già grande e pronto a giocare all’occorrenza. E’ solo la prima sorpresa del tecnico ex Real Madrid, con cui tutti troveranno spazio se considerati all’altezza. Ci sono ancora Verdi e Fabiàn che devono esordire ma, conoscendo Ancelotti, non bisognerà attendere molto.

Due giorni di riposo, Fabian vuole esserci con la Samp

Due giorni di riposo in vista della Samp. Domani la ripresa degli allenamenti, ci si proietta alla prossima sfida con la Sampdoria: "Dopo il successo in rimonta sul Milan di Rino Gattuso, infatti, Carlo Ancelotti ha deciso di concedere al suo Napoli due giorni di riposo. Ha dato appuntamento alla squadra domani a Castelvolturno per iniziare la preparazione al match di domenica prossima contro la Sampdoria a Genova. Il tecnico spera di recuperare anche Fabian Ruiz per la gara di Marassi, fermo ai box a causa di un infortunio. Nulla di grave per lo spagnolo, si tratta di affaticamento muscolare, superabile nel giro di pochi giorni". 

De Magistris e De Laurentiis: lo scontro non è ancora finito

La sfida infinita, che adesso potrebbe anche finire in tribunale. Secondo quanto riportato da Repubblica online, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris starebbe pensando di querelare Aurelio De Laurentiis dopo il duro comunicato diffuso prima sul sito ufficiale della SSC Napoli e poi su alcuni quotidiani. “De Magistris si aspettava le scuse di De Laurentiis - si legge sul quotidiano - che non sono arrivate, ecco perché ora medita di querelare il presidente del Napoli”. Non solo: il comune ora è pronto a chiedere la messa in mora della SSC Napoli per il mancato pagamento del fitto per l’utilizzo del San Paolo.

Il Napoli è pronto a blindare Zielinski con il rinnovo

Napoli pronto a blindare Piotr Zielinski. La prima doppietta è coincisa con un record molto sentito in Polonia: con 156 presenze in serie A, ha raggiunto un monumento come Boniek, il polacco che aveva giocato di più nel nostro campionato. Questa estate il Napoli ha temuto che qualche club potesse far valere la clausola da 65 milioni per portarlo via ed è per questa ragione che la prossima settimana sarà portata a termine la trattativa che il ds Giuntoli sta conducendo con il suo entourage per prolungare il contratto dal 2021 al 2023, con cospicuo miglioramento dell’ingaggio

Zielinski: "Che bella la prima doppietta in carriera"

Piotr Zielinski ha festeggiato la prima doppietta in carriera. Il centrocampista del Napoli, dopo i due gol che hanno deciso la gara col Milan è intervenuto al microfono di Dazn: «Non era semplice ritornare in partita, siamo stati bravi e alla fine abbiamo vinto meritando. Mi fa piacere aver aiutato la squadra con la mia doppietta, è la prima della mia carriera. Voglio continuare a fare gol perché mi fa felice, così come aiutare la squadra». Camoranesi lo paragona a Nedved. «È un piacere sentire questo da uno come Camoranesi, spero di migliorare ogni giorno e di continuare a fare gol utilizzando entrambi i piedi. 7.5 voto giusto? È giusto, grazie per il voto. Non siamo entrati molto bene in campo perchè non abbiamo creato tanto, abbiamo lasciato tanto campo al Milan ed abbiamo sbagliato un po’. Nell’intervallo ci siamo detti le cose giuste per uscire, è vero che abbiamo preso subito gol ma abbiamo dimostrato che siamo una grande squadra e possiamo ribaltare tutti i risultati. Gap con la Juve? Abbiamo fatto due vittorie importanti ma siamo all’inizio, non abbiamo fatto ancora niente. Dobbiamo continuare a fare bene ogni settimana. Mi sento uno degli undici? Quest’anno ci sentiamo tutti importanti, Ancelotti ha detto che tutti i giocatori verranno utilizzati nel modo giusto, giocheranno quelli che stanno bene. Sono contento di aver dato il mio contributo in queste due partite, ma in partita abbiamo giocatori interessanti. Tanti mi dicono che devo credere di più in me e che posso tirare con tutti e due i piedi, quest’anno cercherò di sfruttare questa cosa. Come si sviluppano due piedi pericolosi? Da piccolo mio padre mi insegnava ad usare entrambi i piedi, inizialmente ero destro ma mio padre mi diceva di usare di più il sinistro. In squadra abbiamo tanti giocatori che usano entrambi i piedi, sono contento oggi di aver fatto gol di sinistro e di destro». È intervenuto anche Kalidou Koulibaly, che ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia al termine della gara interna vinta contro il Milan in rimonta: «Siamo andati in svantaggio ma sapevamo che potevamo fare meglio, abbiamo avuto più occasioni, purtroppo non l’abbiamo messa dentro, loro invece hanno avuto due occasioni e hanno fatto due gol. Dopo il 2 a 0 non avevamo più niente da perdere, c’è stata una grande reazione, con questo gruppo e questa mentalità possiamo arrivare lontano. Ospina credo non abbia fatto nemmeno una parata, sicuramente è un buon segno ma dobbiamo lavorare ed evitare di prendere gol alla prima occasione per andare avanti e vincere le prossime partite».

Ancelotti: "Ho visto segnali importanti, ma è ancora presto"

Chissà cosa ha pensato Carlo Ancelotti quando il Milan è andato per due volte in vantaggio alla sua prima partita al San Paolo. Forse meglio pensare al dopo, o meglio all’intervallo, quando parlando alla squadra ha impresso la svolta alla partita. «Il primo tempo non è stato disastroso, è stato sufficiente ma paradossalmente siamo stati sorpresi da due cambi gioco. Avevamo poca incisività davanti, dopo la partita è cambiata molto nella seconda parte. C’è stata una forte reazione di questa squadra, la voglia di crederci e non mollare. Il Milan è una buona squadra, ha giocato bene e forse ha avuto difficoltà a controllare nella seconda parte. Probabilmente è stato un vantaggio giocare già una partita rispetto a loro».

C’è un altro 3-2 che lei ricorda bene al San Paolo, questo che peso ha? «I ricordi sono un po’ appannati, ma l’emozione è la stessa. La partita è stata bellissima esteticamente, l’abbiamo vinta con la volontà dei ragazzi, la qualità nel finale e soprattutto la spinta del San Paolo nella fase decisiva».

Due rimonte finora, una casualità? C’è serenità, la squadra non perde mai la testa. L’anno scorso era abituata a dominare.

«Non è piacevole andare sotto, 1-0 alla prima, 2-0 oggi. A Roma meritavamo di andare sotto, qui no. Il Milan ha fatto una buona partita nella gestione da dietro, ci ha fatto spendere tanto, ma sono arrivati due volte in area e ci hanno fatto due gol. Dobbiamo migliorare nei cambi di gioco che subiamo».

Cosa rimprovera alla difesa?

«O si slitta con i quattro oppure deve aiutare il centrocampista. Abbiamo slittato in ritardo e non ha coperto il centrocampista sul secondo».

È il Napoli di Ancelotti quello della ripresa?

«È il Napoli dei tifosi e del presidente, io do il mio contributo. Non ho mai pensato che una squadra che ho allenato fosse mia. Sono qui per emozioni forti, fortissime come queste prime due che ho vissuto, cose che non ho provato nell’ultimo anno ». Sorpreso dal silenzio dello stadio nel primo tempo? «Dalle notizie che ho io era una forma di rispetto per Genova, come in tutti gli stadi. Poi l’entusiasmo che può dare il pubblico è fondamentale per i nostri risultati, devono saperlo tutti. Il San Paolo può diventare difficile per tutti».

Sul Gattuso allievo

«Nulla di tutto questo. Siamo due amanti di questo sport, lo facciamo con passione, forse lui ha pure più voglia di me e sta facendo un ottimo lavoro. Il Milan è stato penalizzato fisicamente dalla mancanza della prima gara, poi qui non è facile giocare».

Mertens e Milik è un dualismo?

«Mertens è abile tra le linee, si posiziona bene e combina con Insigne. Avevamo provato qualcosa. Il dualismo non esiste con Milik, lo sento dire, ma potranno anche giocare vicini ».

Gap con la Juve?

«Non lo so, adesso è ancora molto presto. Questa partita dà dei segnali, prima di tutto che dobbiamo essere più svegli prima che le partite si complichino. Partite come questa a volte non si recuperano, lo abbiamo fatto grazie alla volontà dei giocatori e l’entusiasmo dei tifosi che nella seconda parte hanno spinto molto. Nell’intervallo ho detto di stare tranquilli, che la partita era incanalata e dovevamo fare alcune cose meglio. La partita dopo è cambiata e la prestazione è stata alta anche con un sistema diverso, è stata con grande volontà da parte di tutti».

Mertens firma il sorpasso, Milan battuto 3-2

NAPOLI. Dopo il successo sul campo della Lazio, nella seconda giornata di Serie A il Napoli fa il bis contro il Milan con un'altra rimonta nella ripresa. Al San Paolo la squadra di Ancelotti vince 3-2 dopo essersi trovata sotto di due gol a inizio ripresa. Tre punti meritati ottenuti contro un Milan ottimo per quasi un'ora, ma senza luce nel finale con l'uscita dal campo di Lucas Biglia. Al primo impegno impegno ufficiale causa rinvio della gara con il Genoa, Il Milan riparte da dove aveva finito la scorsa stagione: possesso palla anche su un campo difficile come il San Paolo, a costo di coinvolgere Donnarumma per sfruttare l'ampiezza del campo. Il Napoli, però, ha maggiori qualita' tecniche e non vuole essere da meno. Le migliori trame offensive degli azzurri, schierati da Ancelotti con Hamsik regista nel 4-3-3 gia' visto all'esordio contro la Lazio, sono ancora quelle della squadra di Sarri come si vede al 5': cambio gioco da sinistra a destra e assist di Callejon per l'accorrente Allan, il cui destro dal limite dell'area viene bloccato senza problemi da Donnarumma. Alla prima, vera azione offensiva, pero', il Milan passa in vantaggio con un'azione molto simile: cambio gioco da destra a sinistra, Suso libera Borini che con un'intelligente sponda di testa pesca l'inserimento di Bonaventura, la cui sforbiciata e' tanto bella quanto imparabile per l'esordiente Ospina. Tre minuti dopo il centrocampista rossonero semina il panico nell'area avversaria e Musacchio sfiora la deviazione del raddoppio. La produzione offensiva del Milan nel primo tempo finisce qui, anche se i rossoneri chiudono addirittura con il 57 per cento del possesso palla a dimostrazione di un match affrontato con autorita'. Il Napoli, dal canto suo, fa fatica a creare occasioni quando costruisce da dietro, mentre si rende pericoloso nelle poche circostanze in cui riesce a recuperare il pallone sulla trequarti avversaria: nascono cosi' i tentativi di Callejon e Zielinski attorno al 40', entrambi imprecisi. Nel finale del primo tempo gli azzurri protestano per un contatto sospetto nell'area milanista tra Calabria e Mario Rui, giudicato da Valeri come un fallo del terzino di Ancelotti, e poi spaventano per la prima volta Donnarumma con un sinistro di Milik deviato in corner dal portiere rossonero. L'inizio della ripresa e' spumeggiante. Al primo affondo, al minuto 49, il Milan trova il raddoppio: il lancio di Biglia è perfetto, Suso premia l'inserimento di Calabria, il destro incrociato del terzino rossonero non lascia scampo a Ospina. I rossoneri esultano ma al 53' perdono la concentrazione: Biglia perde palla davanti alla propria area, Callejon serve al centro Zielinski, il cui sinistro è imparabile per Donnarumma. Gattuso infuriato manda in campo il nuovo arrivato Bakayoko per Biglia, ma il cambio si rivela fatale per il Milan perche' il francese fatica a trovare la giusta posizione davanti alla difesa. Ancelotti capisce il momento favorevole, inserisce Mertens per Hamsik e il Napoli comincia a dominare. Insigne sfiora il pareggio al 55', Zielinski lo sbaglia al 63' ma si fa perdonare quattro minuti dopo quando beffa Donnarumma con uno splendido destro al volo da lunghissima distanza. Il 2-2 infiamma il San Paolo, il Milan prova a reagire con Higuain, ma al minuto 80 arriva il meritato sorpasso azzurro: Allan sfonda sulla destra e libera Mertens dall'altra parte, per il belga e' facile mettere dentro a porta vuota. La reazione del Milan sta tutta in un sinistro impreciso di Higuain all'87'. Troppo poco per meritare il pareggio, ma Gattuso puo' lavorare con fiducia. Per Ancelotti, invece, ci sono sei importantissimi punti in classifica dopo due sfide delicate contro Lazio e Milan.

Hamsik: "Chi arriva a Napoli non vuole andarsene, è casa mia"

"Ormai Napoli è casa mia e sono orgoglioso di stare qua. È una città in cui vivo bene e in cui non mi sento straniero. Napoli è migliore di tanti stereotipi e tanti pregiudizi". Così Marek Hamsik, in un'intervista al Corriere dello Sport, in cui si sofferma a parlare della città: "È una città splendida e i napoletani sono calore umano e intelligenza, senso dell’umorismo e generosità. Spero di portare ancora avanti la mia carriera nel Napoli. Vediamo cosa sarà, ma spero in me stesso. E poi sono legato a Castel Volturno, dove vivo. Pensi che mi conferiranno la cittadinanza onoraria. E io sono molto grato è orgoglioso di questo". E ancora, dalla città si passa alla popolazione, sempre in termini entusiastici: "I napoletani sono caldi, competenti , vivono il calcio come un gioco, ma un gioco importante. Per un calciatore è l’ambiente ideale. Aggiunga il mare meraviglioso e il mangiare sopraffino ed è spiegato facilmente perché chi arriva a Napoli difficilmente ha poi piacere ad andarsene".

Passando al campo, Hamsik spiega perchè secondo lui è difficile vincere uno scudetto a Napoli: "Per la semplice ragione che ci sono squadre molto forti, squadre costruite da anni per vincere in Italia. Squadre che ora sembrano costruite persino per vincere in Europa". Ma rispetto alle prospettive per quest'anno, però, Marek non mette limiti: "E’ ancora presto, siamo all’inizio del campionato. Però la squadra non è cambiata moltissimo. Ogni giocatore, nel nostro sistema, è fondamentale. Come lo è il mister. Che apporta le sue nuove idee, con equilibrio e saggezza, su un modo di giocare collaudato nel tempo. Per il resto la squadra è sempre la stessa. Può fare molto bene. In campionato e in Europa". Anche perchè per il nuovo allenatore, Ancelotti, ci sono solo parole positive: "Siamo tutti soddisfatti di Ancelotti. Il mister ci ha fatto capire, in poche settimane, di essere una persona stupenda, aperta. Ci dà tanti consigli, è molto simpatico e sta lavorando molto bene. Non per caso ha vinto dovunque è stato, in Europa. Siamo un po’ tutti scettici dopo le amichevoli disputate, ma in campionato si è visto quanta grinta ci mettiamo. Siamo sempre una buona squadra che vuole giocare e divertire. Non abbiamo vinto tanto, finora, ma abbiamo una gran voglia di farlo". Ma Hamsik evidenzia anche le differenze con l'allenatore appena lasciato, Maurizio Sarri: "Era un uomo del campo, viveva ventiquattro ore su ventiquattro in campo. Era davvero malato, veramente, non trascurava niente, neanche i minimi particolari".

Infine un salto nel passato, i gol più belli della sua carriera: "Quando abbiamo vinto la Coppa Italia contro la Juventus, nel 2012. Una gioia incredibile. E poi quello con il Milan quando attraversai il campo con la palla al piede e poi segnai". Il giocatore più intelligente con cui ha giocato invece è "Pepe Reina. Grande cervello, grande persona. Un leader". 

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