Martedì 22 Gennaio 2019 - 15:01

Hamsik si infortuna: salta la gara col Bologna

Hamik, uscito ieri per infortunio durante la gara di San Siro, ha fatto terapie. Marek ha subìto una distrazione muscolare di primo grado al bicipite femorale della coscia destra. Lo comunica il sito ufficiale del club azzurro

Morto tifoso interista investito prima di Inter-Napoli, arrestati tre ultrà nerazzurri

MILANO. È morto il tifoso interista di 35 anni investito ieri da un van di tifosi a Milano prima della partita Inter-Napoli. L'uomo, a quanto si apprende dall'Ospedale San Carlo e dalla Questura, è deceduto questa notte in sala operatoria. Il giovane, un ultrà, si chiamava Daniele Belardinelli (nella foto) e secondo quanto riferito dal questore di Milano, Marcello Cardona in conferenza stampa, sarebbe stato investito da «un suv di colore scuro» il cui conducente ancora non è stato identificato. 

GLI ARRESTI. Intanto, nel corso di un'operazione condotta nella notte, la Digos di Milano ha arrestato due tifosi ultras dell'Inter, mentre una terza persona quasi sicuramente sarà arrestata nelle prossime ore. E non si escludono altri arresti. Tra i capi di imputazione, ha sottolineato il questore, figurano rissa aggravata e lesioni. Per il questore, quanto avvenuto la notte scorsa è un «fatto gravissimo» e sicuramente una «azione organizzata». Cardona ha parlato di una «situazione tragica e inaccettabile» e ha promesso: «saremo durissimi». Già nell'arco di poche ore gli uomini della Digos hanno dato seguito a perquisizioni e grazie alla disponibilità di video girati prevalentemente con i telefonini, sono riusciti ad individuare almeno i primi tre responsabili ultras dell'Inter che hanno preso parte alla aggressione ai danni dei tifosi del Napoli.

LA DINAMICA. Il tutto è avvenuto ieri tra le 19.30 e le 19.50 in via Novara, nei pressi di San Siro. I van che trasportavano i tifosi napoletani sono stati assaliti da un centinaio di ultras interisti, alcuni anche del Varese e del Nizza. I tifosi del Napoli viaggiavano su «pulmini anonimi per i quali era previsto l'“aggancio" da parte della pattuglia della Polizia di lì a poco, a due km dallo stadio». Gli ultras interisti sono usciti all'improvviso sulla strada e «hanno colpito con spranghe e bastoni i pulmini del Napoli». È iniziato un 'fuggi fuggi' generale, nella corsia opposta e qui un ultras dell'Inter, Marco Belardinelli appunto, è stato travolto.

IL VIDEO

TRASFERTE INTER. Sono stati proprio i tifosi napoletani, evidenzia il questore, a gridare che un uomo era a terra. Quest'ultimo è stato dunque soccorso e portato in auto al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Carlo dove è stato sottoposto nella notte a un intervento, purtroppo inutile. «Un fatto gravissimo» insiste Cardona, che spiega di essersi sentito con il Capo della Polizia Franco Gabrielli e con il procuratore Capo di Milano Francesco Greco. «Richiederò lo stop alle trasferte dei tifosi dell'Inter fino alla fine del campionato e la immediata chiusura della curva dell'Inter fino al 31 marzo 2019, dunque per cinque partite di campionato e una di Coppa Italia». «Saremo durissimi, anche con i Daspo» promette ancora il Questore, ricordando che «al momento ne valutiamo almeno nove».

FIGC. Dura la condanna da parte delle Figc: «Adesso basta, quanto accaduto negli ultimi giorni non è più tollerabile - ha detto il presidente della Federazione, Gabriele Gravina in una nota -. Il calcio è patrimonio dei veri tifosi e come tale va difeso da tutti coloro che lo utilizzano come strumento per creare tensione». Il numero uno della Figc ha inoltre evidenziato che «al prossimo consiglio federale, dopo aver fatto preventivamente un'opportuna valutazione con il ministero dell'Interno e i responsabili dell'ordine pubblico, è mia intenzione proporre di cambiare le norme circa la sospensione di una gara per renderle ancora di più facile applicazione».

SALVINI. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, invece, ha annunciato che convocherà al Viminale i responsabili delle tifoserie e società di Serie A e B «affinché gli stadi e i dintorni tornino a essere un luogo di divertimento e non di violenza». «Nel 2018 - ha sottolineato Salvini in un tweet - non si può morire per una partita di calcio». Poi, parlando da Pesaro, ha ribadito: «Non sono il presidente della Lega Calcio, né faccio l'arbitro e quella era una scelta che spettava all'arbitro - ha osservato ancora il ministro dell'Interno, commentando la mancata sospensione della partita -. Nella prossima vita farò l'arbitro, se avrò voglia. Ho detto che non si può morire per una partita di calcio, ma lascio al mondo del calcio nella sua totale autonomia la valutazione di come agire e reagire».

Mazzoleni risponde a De Laurentiis e fa perdere il Napoli

MILANO. All'ultimo respiro, l'Inter ha battuto, per 1-0, il Napoli. Il posticipo della diciottesima giornata della serie A, allo stadio Meazza, e' stato deciso nel recupero dal neo entrato Lautaro Martinez. Espulsi Koulibaky e Insigne nell'ultimo quarto d'ora. Dopo il pareggio per 1-1 contro il Chievo, l'Inter riparte e lo fa nel modo piu' convincente: vittoria per 1-0 contro il Napoli nel posticipo della diciottesima giornata di Serie A. Allo stadio San Siro decide la rete di Lautaro al 91' che permette ai nerazzurri di ridurre il distacco a -5 in classifica rispetto agli uomini di Ancelotti. Il Napoli chiude in nove per i rossi pesanti a Koulibaly e Insigne. Continua la striscia positiva casalinga per l'Inter che trova la sesta vittoria su sei tra le mura amiche. Qualche novita' di formazione per Ancelotti con Callejon terzino nella difesa a quattro mentre Spalletti affida le chiavi dell'attacco al solito Icardi che contro il Napoli ha la media realizzativa piu' bassa tra le squadre affrontate piu' di una volta in Serie A. Ma l'argentino ha voglia di segnare e colpisce la traversa con un pallone spiovente dal centro del campo subito dopo il fischio d'inizio. La conclusione e' insidiosa ma Meret non e' apparso sicuro nella presa. Funziona a meraviglia invece la pressione dell'Inter che soffoca la manovra partenopea e costringe in piu' di una occasione i centrali del Napoli all'errore. Al 31' Perisic riceve una deviazione e batte Meret con un diagonale al volo ma Mazzoleni annulla per fuorigioco e il Var conferma. La reazione del Napoli e' timida ed e' affidata al colpo di testa di Milik in anticipo su Skriniar: palla alta. Ma le occasioni piu' pericolose sono di marca nerazzurra e al 42' serve il provvidenziale salvataggio di Koulibaly sulla linea su Icardi, bravo a sfruttare una indecisione di Meret e Albiol. Il Napoli e' alle corde e l'Inter chiude ogni tentativo avversario di ripartenze con una perfetta organizzazione delle marcature preventive. Ritmi piu' bassi nella ripresa con il Napoli che sembra tenere meglio il campo e il pallino del gioco ma allo stesso tempo sono numerosi gli errori individuali e i falli che spezzettano il gioco abbassandone l'intensita'. La produzione offensiva delle due squadre e' sterile e Ancelotti decide di correre ai ripari: fuori Milik, dentro Mertens che a San Siro non ha mai segnato. Provvidenziale tra le fila del Napoli e' sempre Koulibaly che al 69' in spaccata impedisce al cross di Perisic di finire sui piedi di Icardi. Al 73' la fatica si fa sentire, le due squadre si allungano e per spaccare la partita Spalletti si gioca la carta Keita al posto di Perisic. E all'81' c'e' la possibile svolta del match: Koulibaly stende Politano e applaude ironicamente Mazzoleni che estrae il secondo cartellino giallo. L'Inter prende coraggio e all'84' sugli sviluppi di un corner Icardi di testa impegna Meret che in tuffo respinge. Nel finale Keita salta un avversario e cade in area: il pubblico nerazzurro protesta ma l'arbitro non concede il penalty. L'Inter spinge ma la chance piu' nitida capita sui piedi del Napoli: sugli sviluppi di un contropiede, Handanovic respinge un tiro di Callejon sui piedi di Mertens che a botta sicura trova il salvataggio sulla linea di Asamoah. Partita finita? Neanche per sogno. Al 91' Lautaro Martinez raccoglie un cross, anticipa tutti e batte Meret per il definitivo 1-0 al termine dei novanta minuti. 

Santo Stefano a Milano per affondare l’Inter

Non sarà facile farci l’abitudine, ma così è stato deciso: il campionato si gioca anche nel giorno di Santo Stefano. Festività forse poco sentita al Nord Italia, ma di forte tradizione al Sud, dove si prosegue con tavolate e riunioni familiari per festeggiare il Natale. Stavolta, e sarà la prima nella storia nell'era del calcio "digitale", visto che esiste un precedente del '71. La giornata sarà allietata (si spera) dalle partite di calcio. Tutti davanti al televisore, allora. I più temerari allo stadio, ma per quest’anno la cosa non riguarda il Napoli. Il primo “boxing day” italiano (così è chiamato in Inghilterra) vedrà i partenopei impegnati in trasferta. Non una qualsiasi, ma la suggestiva sfida a San Siro contro l’Inter. Un big match, che la classifica presenta con il Napoli a ben otto punti di vantaggio sui nerazzurri, che restano comunque terzi ma che non attraversano un ottimo momento. Il pareggio col Chievo, con Pellissier che ha segnato a tempo scaduto, ha evidenziato ancora una volta i limiti della squadra di Spalletti, che qualche temerario ottimista ha più volte definito come possibile “anti Juve”.

LA REALTÀ è un’altra, ossia che il Napoli è più forte e senza errori o distrazioni può tornare a casa con i tre punti e una seria ipoteca sul secondo posto. Mettere l’Inter a -11 vorrebbe dire molto. Rimanere nella scia della Juventus, ma soprattutto allargare il vuoto tra gli azzurri e le altre forze del campionato. Non sarà semplice, perché l’Inter ha risorse che possono venire fuori da un momento all’altro, e gioca comunque in casa, ma il Napoli vuole proseguire questo trittico di partite natalizie nel migliore dei modi, dopo la vittoria di sabato con la Spal e la chiusura del 2018 al San Paolo col modesto Bologna.

DIFFICILE ipotizzare oggi la formazione, ma trattandosi - di fatto - di un turno infrasettimanale, Ancelotti dovrà fare i conti con l’impegno di pochi giorni fa, ma anche con quello di sabato prossimo coi felsinei. Sono previsti, quindi, dei cambi: il quesito maggiore riguarda il portiere. Meret ha fatto benissimo con la Spal, ma Ancelotti potrebbe rilanciare Ospina, che forse dà più garanzie in questo tipo di partite. Potrebbe rientrare Malcuit o Maksimovic nel ruolo di terzino destro, mentre Ghoulam è candidato per quello di sinistra. La coppia di centrali dovrebbe essere formata da Albiol e Koulibaly, mentre a centrocampo tornerà la coppia formata da Hamsik e Allan. A destra pronto Callejon, con Fabiàn che dovrebbe tornare titolare a sinistra. La coppia di attaccanti dovrebbe essere formata da Milik (rimasto a riposo sabato) e da Insigne, ma non si esclude un ballottaggio con Mertens, che nel match di sabato è apparso più vivace.

Ancelotti: "A Babbo Natale non chiedo nulla, il Napoli è forte"

Lunga ed interessante intervista concessa da Carlo Ancelotti ai microfoni del Corriere della Sera. Ecco alcune delle risposte più interessanti del tecnico:

Il lungo dominio della Juve è un problema per il movimento?

"Direi di no, non abbassa la passione degli altri tifosi per la propria squadra, anzi".

Vede segnali di rinascita del nostro calcio?

"Sì: in campionato c’è una buona qualità di gioco; la Nazionale ha inserito giovani interessanti; c’è un nuovo presidente della Federazione con idee chiare. Il movimento è destinato a crescere. Certo, se ci fosse un incentivo a fare stadi nuovi e a migliorare la cultura dentro...".

Lei il suo contributo l’ha dato, con la battaglia contro i cori razzisti.

"Qualche passo è stato fatto, la Federazione si è esposta. A Bergamo la gente ha capito. Ci sono due modi per convincere le persone: la persuasione e la percussione...".

Ed è una chiave di lettura del suo modo di essere.

"Sì, io sono per la persuasione. Il cavallo salta l’ostacolo sia con la carota sia con la frusta. Il problema è dopo: se ti capita di passargli dietro... Io ho sempre avuto attorno persone pacate, mio padre, Liedholm, il mio carattere nasce lì. Non posso essere autoritario se non sono capace: devo essere credibile".

Fabio Capello ha ripetuto che la serie A non è allenante, condivide?

"Dal punto di vista tattico, lo è molto. In Italia ti abitui a curare ogni dettaglio. I ritmi di gioco sono più bassi e quindi da un punto di vista fisico è meno allenante".

Quale allenatore andrebbe a studiare oggi?

"Uno che conosco poco, direi Klopp o Pochettino, perché Allegri, Simeone, Spalletti, Guardiola so già come lavorano. È sempre interessante vedere come un allenatore si comporta, ma copiare è impossibile. Eppure c’è chi non fa vedere gli allenamenti".

Ci sono anche allenatori che pensano che esista un solo modo di giocare a calcio.

"No, non c’è una sola verità. Non c’è un’Università del calcio, non è che prendi la laurea".

Maurizio Sarri però la sua Università a Napoli l’aveva eretta: la sua era una lezione che i giocatori avevano mandato a memoria.

"Qua c’era una squadra che aveva un’identità ben precisa, noi cerchiamo di averla un po’ più versatile. I campionati li ha vinti chi ha giocato a uomo, chi ha fatto il possesso palla, chi ha fatto il contropiede, chi non faceva ritiro, chi lo faceva…".

Come si tiene alta la concentrazione di una squadra che, pur facendo il record di punti, è arrivata seconda?

"Io credo che ognuno di noi deve motivarsi non attraverso il confronto con gli altri, ma con il confronto con se stesso. Se tu hai come obiettivo diventare Messi, be’ il tuo percorso è influenzato dalla genetica. Invece ogni giorno puoi allenarti per essere migliore. Vale anche per la squadra: se dico impegniamoci per battere la Juve è un obiettivo troppo lontano...".

Com’è riuscito a inserire le sue idee nella macchina perfetta di Sarri?

"In modo graduale. L’unica cosa cambiata è stata la disposizione in fase difensiva, dal 4-3-3 al 4-4-2, per me è la più efficace. Ho parlato con qualche giocatore, Allan e Diawara, mi hanno dato la loro disponibilità, altrimenti non l’avrei fatto. C’era la sosta per la Nazionale, l’abbiamo provata 20 minuti...".

Lei ha definito il Napoli competitivo: ma per cosa?

"Per vincere. L’obiettivo è una squadra che arriva alla fine del campionato lottando".

Direbbe ancora: "Siamo dei coglioni se usciamo dalla Champions"?

"Ma io intendevo: saremmo coglioni a uscire per un mancato risultato contro la Stella Rossa. Invece siamo stati in ballo fino all’ultimo contro una squadra, il Liverpool, candidata a vincere la coppa. Come il Psg, il Barcellona e la Juventus, che però ha un ostacolo difficile nell’Atletico Madrid. Il Real senza Ronaldo invece è meno competitivo".

Ora affrontate l’Inter, che vive un momento delicato.

"Non so, danno l’impressione di essere una squadra e una società in crescita, ogni anno inseriscono giocatori importanti".

Che rapporto ha con Spalletti?

"È un amico, mi è venuto a trovare a Madrid quando era fermo. Io ho un rapporto di stima un po’ con tutti i colleghi. E poi ora tanti miei giocatori allenano: Gattuso, Inzaghi, Nesta, Oddo".

Ma lei è stato davvero vicino a tornare al Milan?

"Due volte. Quando sono andato via dal Real Galliani è venuto a caccia a Madrid, ma dovevo riprendermi da un problema alla cervicale. E poi un’altra volta con Fassone c’è stato un mezzo tentativo, dopo il Bayern".

Cosa la fa arrabbiare in un giocatore?

"Chi non gioca e si allena male mi fa andare fuori di testa. Accetto che uno si arrabbi, non che si alleni male: è egoismo perché fa un danno a tutta la squadra. L’attenzione va spostata sugli altri, non su se stessi. Ho letto che il 90% degli americani tra i 15 e i 21 anni soffre di stress. E il motivo è che c’è un eccesso di egocentrismo. La medicina è una sola: se siete stressati siate più altruisti".

È per questo che lei non è stressato?

"È perché mi piace quello che faccio".

Nel Napoli entrano ed escono un po’ tutti, tranne Koulibaly. È il suo insostituibile?

"Non lo posso negare. È un fuoriclasse, faccio più fatica a fare a meno di lui".

Il turnover è anche una mission aziendale?

"Il turnover motiva più i giocatori e allontana gli infortuni. È chiaro che la società si aspetti che i giocatori siano valorizzati, ma no, De Laurentiis non mi ha chiesto di fare turnover".

A proposito: tre aggettivi su De Laurentiis?

"Schietto, generoso e curioso. Io e lui parliamo pochissimo di calcio. Mi dà le chiavi della squadra, si fida e io gli sono grato".

Cosa chiede Ancelotti a Babbo Natale?

"Non chiedo niente, sono soddisfatto così".

Koulibaly al top: è il difensore più pagato della Serie A

Kalidou Koulibaly con il nuovo rinnovo firmato con il Napoli diventa il difensore più pagato della nostra Serie A. "Adesso come adesso Kalidou Koulibaly guadagna quanto Leonardo Bonuccci: 5,5 milioni di euro netti a stagione. Anzi, con i bonus tocca quota 6 milioni di euro ed è virtualmente il difensore più pagato della Serie A. Ovviamente diventa anche il leader nel monte-stipendi del Napoli, a riprova delle attenzioni che il presidente Aurelio De Laurentiis sta riservando al centrale senegalese che i migliori club d’Europa hanno messo nel mirino per l’estate. Sinora il club azzurro ha respinto con fermezza tutte le ricche lusinghe, in particolare della Premier League. E questa mossa conferma che tutti si stanno adoperando per arrivare al traguardo estivo con la massima serenità, con un chiaro spirito di collaborazione. Da mesi si sussurra di un prezzo intorno ai 100 milioni di euro, indicato come soglia sensibile per un’eventuale vendita. In realtà sul rinnovo non sono state indicate cifre d’uscita". 

DeLa in partenza per gli States, niente Inter e Bologna

L'ha annunciato ieri in sala stampa: Aurelio De Laurentiis non seguirà di persona il Napoli né a Milano con l'Inter né in casa con il Bologna. Il patron azzurro, infatti, è in partenza per gli Stati Uniti e tornerà soltanto nel 2019 con il doppio obiettivo di superare gli ottavi di finale di Coppa Italia con il Sassuolo e poi concentrarsi sul mercato. 

"L'eroe" Meret: "Sono felice, per me è un nuovo inizio"

Alex Meret, portiere del Napoli, dopo la vittoria contro la SPAL è intervenuto al microfono di Sky Sport: "Per me è stato soltanto un nuovo inizio. Contro il Frosinone non sono stato protagonista, stavolta sì e sono contento per me e per la squadra. Juventus? Dobbiamo pensare soltanto a noi stessi".

Ancelotti: "Gara non entusiasmante, ma il bilancio è positivo"

Carlo Ancelotti ha commentato ieri in conferenza stampa la vittoria sulla Spal.

Su un primo bilancio: "La partita non è stata entusiasmante, ma personalmente sono soddisfatto di quanto fatto fino a questo momento e sono convinto che possiamo fare meglio".

Si attendeva il Napoli in questa posizione? Campionato che può essere riaperto? "Siamo in linea con le aspettative, il campionato resta aperto al di là dei punti perché è lunghissimo. Non dobbiamo fare troppi calcoli, ma dobbiamo fare la corsa su noi stessi. Abbiamo ancora dei limiti da limare perché possiamo crescere".

Su Meret: "Per noi non è una sorpresa, lo vediamo tutti i giorni in allenamento. E' un grande talento, non è stato fortunato finora, oggi ha mostrato il suo talento in quelle poche occasioni. Si parla di un portiere fuori dal normale".

Proiezione di 91 punti? "Proveremo ad essere competitivi in tutte le competizione, abbiamo trovato continuità di risultati anche quando non giochiamo benissimo, le gestiamo seppur con difficoltà, ma dobbiamo migliorare in alcuni aspetti".

Sulle difficoltà: "Non siamo stati precisi nei passaggi, nonostante la profondità, poi la partita è cambiata e non abbiamo avuto più attacchi alla profondità. Noi dobbiamo fare un possesso finalizzato, non fine a se stesso".

Segna Albiol, para Meret: il Napoli batte la Spal

NAPOLI. Vince il Napoli al San Paolo contro la Spal, perde il Milan a San Siro contro la Fiorentina, vittoria esterna della Sampdoria in casa dell'Empoli, mentre il Genoa fa 3-1 all'Atalanta. In parita' i match tra Sassuolo e Torino e Udinese-Frosinone. Il Napoli sblocca il match nel recupero del primo tempo grazie ad un colpo di testa di Albiol che consente alla squadra di Ancelotti di portare a casa tre punti importanti. Nel finale, un ottimo Meret nega alla squadra di Semplici la gioia del pareggio. Il Milan non sa piu' vincere e dopo due pari di fila in campionato e l'eliminazione dall'Europa League, arriva il ko a San Siro contro la Fiorentina. Un eurogol di Federico Chiesa permette alla squadra di Pioli di conquistare tre punti e issarsi in piena zona Europa subito dietro la Sampdoria che e' avanti di un punto grazie al 2-4 di Empoli. Gara dai mille risvolti quella del Castellani: Pasqual su rigore porta in vantaggio i toscani, Ramirez pareggia, Quagliarella mette la freccia e Caputo fa 2-2. Poi nel finale una doppietta di Caprari mette al sicuro il risultato per la squadra di Giampaolo.

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