Mercoledì 19 Settembre 2018 - 21:27

San Paolo, nervi tesi: stop ai biglietti omaggio al Comune

E' ormai diventato quanto meno grottesco l'altarino formatosi attorno allo stadio San Paolo. Comune ed Ssc Napoli sono ormai in "battaglia" da anni, senza riuscire a trovare una soluzione che possa soddisfare tutti. Eppure, in questo marasma, un piccolo aspetto positivo c'è: il San Paolo ha avuto, con qualche giorno di anticipo rispetto al passato, il certificato di agibilità. Certo, una buona notizia, se non fosse per il fatto che i problemi attorno all'impianto di Fuorigrotta sono altri: De Laurentiis e De Magistris ormai non si parlano nemmeno, e per la convenzione i tempi sembrano essere biblici. Per il momento non se ne parla, ed il Napoli sarà costretto a noleggiare il San Paolo volta per volta. Nel frattempo, l'impianto è un cantiere a cielo aperto, e lo sarà probabilmente per tutta la stagione. 

Primo allenamento per Ospina: sceglie la maglia di Reina

Ecco il nuovo portiere. Il pubblico del Napoli potrà vedere contro il Milan anche l’ultimo acquisto, David Ospina che ha scelto la maglia numero 25 in eredità da Pepe Reina: il colombiano si allenerà oggi con i nuovi compagni di squadra a Castelvolturno".

Hamsik cittadino onorario di Castelvolturno

Castel Volturno prepara la festa al capitano. La data è quella del del 26 agosto, quando si terrà la festa in onore di Marek Hamsik, con il capitano azzurro sarà eletto cittadino onorario proprio di Castelvolturno dopo i tanti anni passati nella cittadina che ospita il centro sportivo della SSC Napoli.

Afragolese ko nel test col Potenza

La settimana dell’Afragolese si chiude con una sconfitta nel test col Potenza. La squadra rossoblù, scesa in campo al Viviani, si è arresa al cospetto dei lucani. Finisce 8-2 per il Potenza. Risultato che non deve allarmare l’ambiente, perchè il Potenza è una signora squadra, che disputa il campionato di Serie C ed è avanti con la preparazione.

Gagliano: «Giusta la divisione della Coppa»

Domenica si parte con la Coppa Italia, quest'anno per la prima volta si dividono le squadre di Eccellenza e Promozione: ognuno disputa la propria manifestazione tricolore di categoria. «Innanzitutto esprimo la mia più grande soddisfazione per come si sono svolte le cose da dicembre, momento della mia elezione ad oggi. Tutti i campionati si sono svolti regolarmente, le classifiche sono state diramate nei tempi previsti, gli incidenti e le violenze sono diminuiti, le premiazioni alle società risultate vincenti dei rispettivi campionati sono avvenute per la prima volta nella storia del calcio campano alla fine dei tornei, e poi da subito si è passati alle novità, e una di queste è stata quella di dividere la Coppa Italia dell’Eccellenza da quella della Promozione. Non ci sembrava giusto penalizzare le squadre di Promozione, facendole confrontare con quelle di categoria superiore. è giusto che ogni categoria possa competere con squadre della stessa categoria e avere la possibilità di vincerla ad armi pari».

 

Intervista completa sull'edizione di domani

Ancelotti: «Possiamo crescere, ma bisogna migliorare»

Carlo Ancelotti ha debuttato con una vittoria: confermata la sua tradizione positiva (mai sconfitto all’esordio in campionato) e felice di aver visto un Napoli convincente: «Sono molto emozionato, ancor di più per come abbiamo cominciato la partita con troppa lentezza. Poi piano piano abbiamo fatto meglio. E’ finita con un po’ di sofferenza, ma alla prima giornata è normale». Cosa non l’ha convinta? «All’inizio eravamo lenti nella costruzione, ma sono i problemi di inizio stagione. Stiamo cercando di cambiare qualcosa, la squadra si sforza e si impegna. Dobbiamo crescere ma i presupposti ci sono. Questo gruppo è sano e anche in una gara di sofferenza abbiamo espresso una buona qualità». Che emozioni prova? «Tornare qui all’Olimpico è stata una forte emozione, qui ho vinto più partite di quelle perse. Ci tenevamo a iniziare bene dopo un periodo estivo travagliato, ma l’ottimismo non ci è mai mancato». Meglio Milik o Shevchenko? «Adesso meglio Milik, ad oggi (ride, ndr). Auguro ad Arek di fare quello che ha fatto Adriy. Non dico che Milik assomigli a Shevchenko, ma come lui è molto presente in area e penso che farà davvero tanti gol». Era preoccupato per la poca intensità? «Sì, un po’ sì perché avevamo impostato la gara per mettere pressione e invece arrivavamo in ritardo. Poi il gol ci ha svegliato dal torpore e da lì abbiamo iniziato a giocare con più ritmo e intensità». Perché ha deciso di tornare in Italia? E perché al Napoli? «Per la passione e l’entusiasmo. Napoli è un posto unico da questo punto di vista, con passione ed entusiasmo. Inoltre la squadra ha tanta qualità. Ciò che è successo in settimana a Genova ha affettato l’umore di tutti. Spero che la nostra Italia vada sempre meglio ». Emozionato di rivedere il Milan? «È tutta una emozione. Oggi ho incontrato Simone, il fratello di Pippo, la prossima settimana ci saranno Gattuso e Maldini». Vittoria bella e importante, Napoli dai due volti dopo la prima parte difficile? «Sì, sono d’accordo. Abbiamo iniziato timidi fino al gol della Lazio, poco aggressivi senza palla. Il gol ci ha svegliato, abbiamo preso il controllo del gioco e fatto molto bene. Nella ripresa abbiamo avuto un buon controllo, il ritmo non è stato elevato ma è la prima giornata e la condizione migliore arriverà più avanti». Allan trascinatore, è il centrocampista indispensabile nel Napoli. «Io ho fiducia in tutti, la scelta è stata su questi 3, hanno dato il loro contributo. Allan di sostanza, ma è stato bravo anche Zielinski negli inserimenti e Hamsik nella gestione. La rosa di centrocampisti è valida». Bella reazione, però «A volte il gol ti cambia in peggio, invece mi è piaciuta la reazione. Nelle difficoltà ho visto sacrificio, nessuno ha mollato e questo è stato positivo». Ottime risposte dall’attacco «Le risposte arrivano da tutti, vogliamo tenere le cose buone dell’anno scorso, velocizzando il gioco lì davanti. Milik e In-signe hanno fato gol, Callejon è entrato in occasioni importanti. Tranne la prima parte poi i movimenti sono stati fatti bene. Errore sul gol? Hanno sbagliato direzione tutti e tre, chiudendo la parte esterna su un 3- 1, era impensabile prendere gol». Primi 30’ di difficoltà, giusto? «Secondo me anche psicologicamente, l’ultima partita col Wolfsburg non era andata bene e c’era pressione su questa gara. Poi la Lazio è una squadra importante ed è successo questo». Paura di vincere nel finale? «No, ho visto voglia di vincere. Potevamo gestire meglio delle ripartenze, ma al di là dell’angolo non abbiamo sofferto tanto ».

Insigne: «Se seguiremo Ancelotti andremo lontano»

Il talento è enorme, di questo ormai è impossibile discutere. Ci piace pensare che Lorenzo Insigne abbia appositamente conservato i gol per il campionato, dopo un'estate a secco. La condizione non è ancora delle migliori, l'esterno azzurro a tratti sulle gambe, ma la voglia non manca mai. Anche nelle amichevoli disputate fin qui, sebbene non abbia trovato il gol, lo spirito di sacrificio è stato bello in vista. Forse perché la responsabilità di portare quello stemma al petto la sente più di tutti, il profeta in patria che forse può rappresentare l'eccezione alla regola di matrice latina. Lorenzo Il Magnifico, un motivo ci sarà se in tanti lo chiamano così in giro per l'Italia. Decisivo in quest'esordio contro la Lazio, oltre a mettere lo zampino nell'azione del gol di Milik, l'esterno azzurro ha ritrovato quella via che un po' sembrava smarrita. Quella del gol, imboccata soltanto otto volte in campionato la scorsa stagione.

IL SOGNO. Stavolta è determinante con la rete che vale il successo. Merito della preparazione, dice lui: "Noi abbiamo lavorato duro quest'estate per arrivare al massimo . Abbiamo fatto questa prestazione di cuore e dobbiamo continuare così". Lavora più di tutti, Insigne, un po' perché l'ha sempre fatto, un po' perché la beffa dell'annata passata l'ha accusata in maniera forte. Dopo una stagione dai numeri incredibili - è stato il giocatore che più ha calciato in porta in tutta la Serie A - non conquistare lo scudetto ha lasciato un amaro in bocca che difficilmente va via. Lorenzo lo sa, questo è il periodo giusto per coronare il suo sogno: "Vincere lo scudetto con questa maglia è sempre stato il mio sogno, ma per parlare di campionato è presto, visto che le altre si sono rinforzate tutte con grandi acquisti". Chissà, con la Juventus di Cristiano Ronaldo sarà ancor più difficile, ma vagheggiare non costa nulla. E' un po' come esprimere un desiderio, che magari con Carlo Ancelotti può realizzarsi: "Dobbiamo seguire il mister, è un grande e ha vinto tanto. Se lo seguiamo possiamo fare grandi cose in campionato e in Champions League". No limits.

LEADER. Parla da leader, Insigne, che a 27 anni - seppur senza la fascia di capitano, ma soltanto per la presenza dell'inossidabile Hamsik - ha forse capito che è il momento di caricare sulle sue spalle il peso dell'intera squadra. Chi può avere più stimoli di lui, vero e proprio idolo della tifoseria? Nessuno. E la prima risposta è già arrivata con il suo tiro a giro che non ha dato scampo a Strakosha, ha fissato il risultato sul definitivo 2-1 e ha portato i primi tre punti dell'era-Ancelotti. E da vera guida della squadra sa benissimo che la compattezza è una caratteristica fondamentale per la buona riuscita della stagione. "La nostra forza è il gruppo - risponde fiero a chi gli chiede un confronto con le altre di A - La cosa importante è che siamo rimasti gli stessi dello scorso anno, con qualche arrivo nuovo a darci una mano che sicuramente gioverà". Per ora è lui, da una vita a Napoli, a fare da trascinatore.

Riecco il vero Napoli: Ancelotti parte bene e “ribalta” la Lazio

Il nuovo Napoli di Carlo Ancelotti parte col piede giusto. Sul campo della Lazio Hamsik e compagni giocano una partita in crescendo, rimontano lo svantaggio iniziale siglato da Ciro Immobile e vincono 2-1 con merito grazie alle reti di Milik e Insigne. Tre punti davvero importanti per gli uomini di Ancelotti, tenendo anche in considerazione il valore della squadra avversaria, forse la peggiore da affrontare all’esordio perchè praticamente invariata rispetto alla scorsa stagione chiusa al quinto posto. Simone Inzaghi prova a schierare la Lazio in modo accorto. Solito 3-5-2 con Luis Alberto al fianco di Ciro Immobile, c’è Badelj a centrocampo per sostituire lo squalificato Leiva, mentre a sinistra Caceres si sacrifica per rimpiazzare l’altro squalificato Lulic, visto che Lukaku e il nuovo arrivato Durmisi non sono ancora pronti.

 

LA PRIMA MEZZ’ORA dei biancocelesti è ottima sotto il profilo dell’intensità, ma con due sole occasioni create: la prima, al minuto 23, la spreca Luis Alberto calciando in malo modo il pallone servitogli da Immobile; due minuti dopo l’attaccante napoletano si mette in proprio e sfrutta al meglio il lancio lungo di Acerbi mettendo a sedere con una finta tre quarti della retroguardia avversaria e battendo Karnezis con il sinistro. Il gol subito sveglia il Napoli, schierato da Ancelotti con il 4-3-3 già utilizzato da Sarri ma con due novità: la prima è il capitano Marek Hamsik chiamato a fare il regista dopo la cessione di Jorginho, con Zielinski mezz’ala; la seconda è Milik, preferito a Mertens nel ruolo di centravanti. Il gioco spumeggiante esibito dai partenopei nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, però, tanto assomiglia a quello della scorsa stagione. Il Napoli sfonda con facilità e a ripetizione su entrambe le fasce: Insigne manca una grande occasione al 36’, mentre è la traversa a respingere il tentativo di Zielinski poco dopo. Al 41’, su azione nata da corner, Strakosha respinge in modo incerto il destro di Albiol e Milik segna: Banti convalida, poi il gioco resta fermo per l’infortunio di Radu e alla ripresa, senza consultare la Var, l’arbitro della sezione di Livorno annulla la rete, decisione presa con modalità insolita. Ma il meritato pareggio degli ospiti è nell’aria e arriva al minuto 47, dopo un altro tentativo di Milik da distanza ravvicinata respinto in corner da Strakosha: Insigne taglia il campo per Callejon tenuto in posizione regolare da Radu, l’assist al centro è perfetto, il tap-in dell’attaccante polacco è semplice. Il primo tempo finisce così, la ripresa comincia allo stesso modo, con il Napoli padrone della metà campo biancoceleste.

 

MILIK va ancora vicino al gol dopo tre minuti con una percussione centrale chiusa con un sinistro non distante dal palo. Poi, al minuto 54, Immobile avrebbe l’occasione per riportare avanti la Lazio: sul corner battuto da sinistra, il pallone finisce sui piedi dell’attaccante campano, dimenticato sul secondo palo dalla difesa di Ancelotti, ma la deviazione è imprecisa. E allora al 59’ il Napoli mette la testa avanti grazie allo splendido destro a giro di Insigne che finisce all’incrocio dei pali, imparabile per Strakosha. Sotto nel punteggio, Simone Inzaghi prova a cambiare le carte a livello tattico: inserisce Correa sulla sinistra, avanza uno spento Milinkovic-Savic al fianco di Immobile e vara un inedito 4-4-2 con Luis Alberto e Parolo a centrocampo. L’unica vera opportunità creata dai biancocelesti, però, arriva al 90’ da calcio d’angolo: Acerbi anticipa tutti i difensori avversari ma colpisce il palo. Il Napoli vince con merito nonostante qualche patema nel finale.

Ercolanese show, arriva Granata

L’Ercolanese ha annunciato l’ingaggio di Antonio Granata, difensore classe 1997. Cresciuto nel settore giovanile del Napoli, la scorsa stagione ha militato nella Sicula Leonzio. La dirigenza con questo acquisto ha messo a disposizione di mister Maschio un valido elemento, un valore aggiunto per la categoria, dando al tecnico maggiori possibilità di scelta per il reparto difensivo.

Ancelotti verso la Lazio: "Napoli forte, giusto non stravolgerlo"

Ospina parte per Roma? "Non è ancora ufficiale, aspettiamo e dopo se sarà ufficiale partirà per Roma".

Un voto al mercato del Napoli? "Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, non do voti ma credo che il mercato del Napoli sia stato in linea con le aspettative. Poi il giudizio lo dà sempre il campo e domani inizia a parlare, ma il giudizio finale non arriva dopo poche partite ma alla fine".

Con Hamsik servono mezzali più di interdizione o di qualità. "Avete visto nelle amichevoli, ci sono state garanzie difensive in una gara, poi più qualità in un'altra. Dobbiamo trovare equilibri quando mettiamo anche un centrocampo di qualità, così come con quello robusto migliorare anche la qualità degli attacchi. Sono dettagli da affinare":

In una sua autobiografia parla della pretesa di Nesta nei confronti di Berluconi. C'è stata qualche pretesa nei confronti di ADL. "Non ci serviva un centrale. Ho chiesto ad ADL solo di non vendere i giocatori importanti ed ha mantenuto la promessa, credo anche con sacrificio da parte del club".

Contento che finisca il mercato o che inizi il campionato? "Entrambe (ride, ndr), ma tanto il mercato non finisce mai. Finisce quello estivo ed inizia quella invernale".

Sulla Lazio: "E' reduce da un campionato straordinaria, fa un gioco diretto, organizzato, ha giocatori di prestanza e velocità. Sarà una bella partita, entrambe giocheranno a ritmi alti e sicuramente difficile".

Su Genova, il mondo del calcio si chiede se è il caso di giocare. "Non lo so, la Lega ha deciso di rinviare le due genovesi, è condivisibile. Per le altre eravamo disposti a tutto, ci adeguiamo".

In attacco Milik e Mertens alternativo, due soluzioni diverse. "Le caratteristiche dell'attaccante centrale, che sia Milik o Mertens, sono identiche. I movimenti per sviluppare gioco sono uguali, pure Milik sa mandare dentro gli altri. Mertens ha più rapidità nella profondità, Milik più gioco aereo e posizione in area".

Juve ha aumentato il gap? Le altre hanno provato a ridurre quello del Napoli. Lei ha una percezione diversa? "No, ho conferma diretta di quello che pensavo prima di allenarla. Un gruppo di qualità, non top individuale, ma sano e con qualità individuali che si combinano molto bene. Si è parlato tanto di mercato, ma non c'era l'esigenza di stravolgere il gruppo che è sano e competitivo".

Sugli obiettivi: "Far rendere al meglio questi giocatori che hanno già fatto bene e possono fare meglio. Obiettivi stagionali? Vogliamo essere competitivi in tutte le competizioni".

L'esperienza al Sud? "Ho scelto Napoli per quello. Vivere una realtà diversa totalmente, la calma di Parigi, Londra, contro la passione e l'entusiasmo di questa piazza".

Chi ha vinto tanto si stanca di vincere? "No, vincere aiuta a vincere, ricordo le vittorie e non le delusioni anche se l'animo umano tiene addosso più le delusioni. Questa tifoseria attende da tempo di vincere, siamo qui per questo, per lavorare e fare in modo di dare loro soddisfazione".

Sulla formazione: "Non ho problemi a dare la formazione, solo che i giocatori non la sanno. Quindi quando la sapranno domani sera ve la dirò (ride, ndr). Dubbi ce ne sono, ma è positivo, molti meritano di giocare. Il sistema non cambierà, ma l'interpretazione, se offensiva, super-offensiva ecc. Nelle ultime gare è mancato un po' d'equilibrio ed abbiamo lavorato su quello. Domani saremo equilibrati".

ADL ha parlato oggi, dicendo che bisogna dare tempo a lei e la squadra. "Io spero che la quadratura ci sia già domani, la squadra ha dato segnali importanti in tutti gli allenamenti. Poi qualche test è andato bene, qualcuno meno, si prova a cambiare qualcosa e capita... poi la squadra ha fatto benissimo negli anni scorsi e quando cambi su cose fanno bene serve più tempo. Quando le cose vanno male è facile cambiare. Non ho mai parlato di stravolgimenti, ma chi ha visto le nostre partite ha intuito cosa vogliamo fare di diverso. Non so quanto tempo servirà, spero in un match di livello già domani".

Inizia la sua nuova avventura, con quale stato d'animo? "Molto emozionato, torno in Italia dopo 9 anni, tanto è cambiato, ma sono contento di essere qui. Purtroppo questa vigilia è funestata da questa disgrazia accaduta a Genova, ha cambiato l'umore di tutta Italia, ma a livello personale sono felice di essere tornato".

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