Mercoledì 14 Novembre 2018 - 4:52

Figc, Gravina eletto presidente con il 97%

ROMA.  Gabriele Gravina e' il nuovo presidente della Federcalcio. Il dirigente pugliese e' stato eletto dall'assemblea riunita all'Hilton Rome Airport di Fiumicino al primo turno, forte del 97,2% dei voti. "Devo ringraziare tutti per il supporto e il sostegno alle idee indicate nella nostra piattaforma. Gabriele e' uno di voi e con voi vuole cambiare la direzione del calcio italiano e soprattutto vuole vivere questa nuova straordinaria esperienza di rilancio - le sue prime parole da presidente Figc - Dobbiamo cambiare verso e direzione, risponderemo con i fatti, con i comportamenti e col lavoro. Il mio progetto e' stato definito ambizioso, so benissimo che bisogna lavorare ma anche saper sognare e soprattutto credere. Credo in quello che ho scritto, credo nella collaborazione di tutti voi. Sono convinto che dobbiamo andare incontro alle esigenze del calcio italiano, che non puo' piu' aspettare. Ripartiamo insieme". Per Gravina essere eletto col 97,2% dei voti "e' un carico di responsabilita' notevole ma anche un segno di grande maturita' e attenzione del mondo del calcio che vuole affrontare i temi importanti. Il 97,2% non da' alibi a nessuno: vuol dire che il calcio italiano ha maturato la consapevolezza della necessita' del cambiamento. Ora dobbiamo ragionare con logiche di sistema. Il nostro sara' un percorso contro il tempo, ma la realizzazione delle nostre idee richiede tanta tanta buona volonta' oltre che condivisione. Se condividiamo la strada, possiamo farcela e il tempo giochera' a nostro favore. La presenza delle componenti qui schierate dimostra che la partita va giocata tutti insieme. E sono convinto che i media saranno uno stimolo".

Infortunio per Verdi: fuori per circa tre settimane

Distrazione di primo grado all'adduttore sinistro. Questo l'esito degli esami medici ai quali Simone Verdi si è sottoposto questa mattina, dopo l'infortunio di sabato a Udine. Lo comunica la SSC Napoli sul proprio sito ufficiale con un comunicato nel quale si aggiunge che il calciatore in giornata sarà sottoposto a terapie.

Duemila tifosi del Napoli a Parigi per la sfida di Champions

Parigi val bene una trasferta. Cresce l’attesa per la grande sfida di mercoledì sera, con il Napoli che sfiderà i padroni di casa del Paris Saint Germain in un turno fondamentale per il girone di Champions League, che vede al momento gli azzurri al primo posto davanti a Liverpool e gli stessi parigini. Per la grande occasione, secondo quanto scrive l’edizione odierna del Corriere dello Sport, saranno circa 1600 i tifosi del Napoli che andranno a sostenere la squadra di Ancelotti in trasferta, in un clima suggestivo reso ancor più speciale dalla presenza in campo di Edison Cavani. 

Ancelotti sistema anche la difesa: ora è un bunker

Il Napoli ha chiuso tutto. Concreto quanto basta. Di certo, non sono le tensioni a impensierire il Napoli. Che continua il suo percorso sommando vittorie pesanti. Come quella di sabato sera, per intenderci, che è servita per ridurre a 4 i punti di svantaggio dalla Juventus. Un meccanismo quasi perfetto, questa squadra, che ha nell’estrosità del proprio allenatore la sintesi di quest’avvio di stagione. L’ultima novità è rappresentata dall’evoluzione del reparto difensivo: le ultime reti subite risalgono allo scontro diretto dell’Allianz Stadium, a fine settembre. Da quel momento, è stato alzato un vero bunker davanti ai portieri. Sia Ospina sia Karnezis, che Ancelotti continua ad alternare, hanno trovato nei compagni di reparto una copertura sufficiente che garantisce loro una maggiore tranquillità.

Ancora terapie per Insigne: vuole esserci contro il Psg

Il Napoli vince e per larghi tratti convince, anche senza il suo calciatore migliore. L'assenza di Lorenzo Insigne non s'è sentita più di tanto ad Udine, ma la squadra di Carlo Ancelotti certamente ne risentirebbe in Champions League con il PSG. Riuscirà a recuperare il numero 24? Si tratta di una era e propria corsa contro il tempo. Il suo affaticamento muscolare non è grave, il giocatore prova a rientrare in tempi brevi con riposo e terapia e oggi si allenerà, in maniera sicuramente più blanda, senza mai forzare la mano. Insieme a lui i dottori del club che lo terranno sotto osservazione fino a domani. Poi sarà Carlo Ancelotti, dopo essersi consultato con loro, a prendere la sua decisione, probabilmente già alla vigilia. Al momento resta il punto interrogtivo.

Ancelotti: «Niente corsa sulla Juve, pensiamo a noi»

La pressione era tutta su Ancelotti, costretto a vincere per approfittare (una volta tanto) dei contemporanei passi falsi di Juventus e Roma. La chance, grande, è stata sfruttata in pieno. Sono arrivati tre punti sofferti, complicati ma nel complesso assolutamente meritati. La squadra, rimaneggiata, ha dato fondo a tutte le sue energie fisiche e mentali per avere la meglio di un Udinese mai doma. Un bel balzo in classifica (con gli azzurri che si consolidano al secondo posto) e un ottimo viatico in vista del match di Champions League con il Psg.

Quella di Udine può essere definita una vittoria da squadra matura?

“Sono tutte prove di maturità. Avevamo finito bene prima della sosta, volevamo cominciare altrettanto bene. E' stata una gara combattuta, per certi versi anche sofferta. Una bella partita, una vittoria importante, con buone risposte da parte di tutti".

Tre gol realizzati (secondo miglior attacco del campionato) e nessuna rete subita: avete trovato la quadra giusta anche in difesa?

“Stiamo trovando solidità in difesa, stiamo abbastanza comodi così, anche il lavoro degli attaccanti è importante. Il lavoro collettivo, in fase difensiva, è stato molto buono anche oggi”.

Il pareggio della Juventus con il Genoa vi ha dato qualche stimolo in più?

“No, volevamo vincere perché prima di tutto pensiamo a continuare il nostro cammino positivo, come prima della sosta. Non abbiamo avuto molto tempo per prepararla. Non si fa la corsa su nessuno, pensiamo a migliorare”.

In questo momento il 4-4-2 è il modulo che vi offre più garanzie?

"In fase difensiva siamo col 4-4-2, poi in fase offensiva proviamo a venire in mezzo al campo e spingere con i terzini. Abbiamo calciatori capaci di giocare in mezzo alle linee e anche uno degli attaccanti stasera si spostava. Questo ci permette di verticalizzare e attaccare velocemente".

Nelle ultime 5 gare il Napoli ha sempre realizzato un gol nel primo quarto d'ora. Ora ha sempre il giusto approccio?

"Sì, dopo l'inizio stentato abbiamo messo intensità dall'inizio ed abbiamo dei vantaggi".

Non solo bello ma anche cattivo: è uno step di crescita ulteriore?

"E' stata una gara combattuta, noi cerchiamo di essere aggressivi, non fallosi, ma capita di arrivare a volte in ritardo, così come loro che hanno avuto intensità nella ripresa. A quei ritmi gli scontri sono più frequenti".

Tra le sorprese c’è Malcuit: ha ancora margini di crescita?

“Cresce. Ha strapotenza, è forte fisicamente. Deve migliorare ancora la fase difensiva, ma questo è assolutamente normale. Di fianco a lui ci sono dei professori che si muovono molto bene, lui sta facendo l'apprendistato".

Come valuta la prestazione di Mertens?

“Mi è piaciuto nel momento di difficoltà della squadra, s'è sacrificato, ha avuto un atteggiamento positivo e freddezza sul rigore”.

Verdi come sta?

“Aveva avuto un leggero fastidio nel riscaldamento, voleva iniziare e vedere come stava ma poi al primo scatto ha subito sentito fastidio".

Mercoledì il Psg: sarà una partita decisiva?

“Sarà una bellissima partita, siamo onorati di giocarla. E' una gara quasi determinante per il passaggio del turno. Siamo in ballo, dunque bisogna ballare”.

I tifosi hanno "un sogno nel cuore", lei ce l'ha?

"Ce l'abbiamo tutti, è bello vedere soprattutto fuori tanti tifosi del Napoli. Rende i giocatori e l'ambiente più carico".

Fabian, il primo gol col Napoli è una magia: "Sono contento"

Tredici anni fa, quando arrivò per la prima volta nella cittadella sportiva del Real Betis, Fabiàn Ruiz - o più semplicemente Fabiàn, come preferisce lui - sussurrò a sua madre che il suo sogno massimo era quello di giocare la Champions League con la camiseta verdiblanca. A 22 anni il centrocampista spagnolo c'è riuscito, ma con la maglia del Napoli. E con la stessa maglia azzurra si sta togliendo diversi sfizi. Il primo gol in amichevole, contro il Gozzano a Dimaro, è la fotocopia della prima gioia in Serie A, ieri sera ad Udine: un tiro a giro prodigioso, imprendibile per il portiere, anche con il piede debole. Sintomo di una classe enorme, pagata profumatamente da De Laurentiis in estate (30 milioni al Real Betis). E ora se la gode tutta.

 

PRIMA VOLTA. "Stavo aspettando questo momento con la mia prima rete, mi fa bene per trovare fiducia e tenere ritmo. Non era facile realizzare quella parabola con il destro per un mancino come me, sono felice che la palla sia entrata, è stato un gol che è servito a sbloccare il match", dice il centrocampista spagnolo nel post-partita. Se lavori sodo, le soddisfazioni arrivano. Come la Champions League che sognava e che fin qui ha sempre disputato da titolare alle pendici del Vesuvio, ecco anche il primo gol. Quello che sblocca il match con l'Udinese e lo mette sulla retta via. "Ne sono felice, soprattutto perché è servito per portare i tre punti a casa". La squadra, prima di tutto. Anche perché è guidata da un maestro come Ancelotti, al quale alle volte si può pure disobbedire. "Faccio quello che mi dice il mister e anche quello che mi viene in mente nelle diverse circostanze in cui mi trovo, mi piace inserirmi e giocare col pallone". E poi un pensiero a mercoledì impossibile non farlo: "La vittoria di oggi ci dà fiducia per i prossimi impegni, a cominciare dalla Champions che adesso torna. Speriamo vada tutto bene contro il PSG". Chissà farà en plein e anche stavolta in Europa partirà da titolare. 

 

IL SOLITO. Destino diametralmente opposto, invece, per l'altro mattatore della serata. Uno che a queste vesti c'è abituato ormai, almeno da due anni a questa parte. Da quando Sarri se lo inventò centravanti, insomma. Alla Dacia Arena c'è anche la firma di Dries Mertens, che in campionato detta legge, gioca spesso e volentieri, ha già segnato quattro volte e, coi due messi a referto ieri, realizzato quattro assist. Numeri importantissimi, in tutta Italia in tanti sono ai suoi piedi. "Aspettare cinque minuti per calciare un rigore non è facile, ma i tifosi mi hanno dato una mano. Abbiamo giocato a Udine, ma c'erano tantissimi napoletani". Che hanno spinto quel pallone dentro, partito dal piede del belga dagli undici metri, a ritmo di 'Ciro, Ciro, Ciro'. Il suo secondo nome. E a mettere barriere, Ciro, proprio non ci pensa: "Sarà difficile competere con la Juventus, ma ci proveremo facendo il massimo", assicura lui. Fa bene, perché a Napoli già si sogna. E' ancora presto, ci saranno ancora altri ventinove botta e risposta. Ma con un Dries così nulla dev'essere precluso.

 
 

La Juve pareggia, il Napoli non perdona l'Udinese: vetta a -4

UDINE. Napoli corsaro alla Dacia Arena (Agnfoto/De Luca). Nel terzo anticipo della nona giornata di Serie A i partenopei piegano l'Udinese per 3-0 e approfittano del mezzo passo falso della Juventus contro il Genoa per riportarsi a -4 dalla capolista nonostante un'ampia rotazione di Ancelotti. Il tecnico propone infatti uno schieramento a trazione anteriore senza Insigne ma con Mertens e Milik in attacco supportati da un centrocampo di grande qualita' con Callejon, Allan, Zielinski e Verdi. Dopo soli 4', pero', il tecnico degli azzurri deve fare a meno proprio dell'ex Bologna per un fastidio all'inguine e dunque stravolgere i propri piani, inserendo Fabian Ruiz. Il giovane spagnolo impiega solo dieci minuti per lasciare la Dacia Arena a bocca aperta: con cattiveria alza il pressing sulla trequarti avversaria, soffia la sfera a Fofana e la piazza a giro sotto il sette dal limite dell'area portando il Napoli in vantaggio. L'Udinese accusa il colpo e fa fatica ad affacciarsi nella meta' campo azzurra, ma Albiol al 22' decide di dare una mano agli avversari lasciando li' il pallone per Lasagna: l'attaccante bianconero accelera e va al tiro, Karnezis si salva in qualche modo sul diagonale bloccando in due tempi.

La partita si accende intorno alla mezz'ora con tre occasioni nel giro di pochi minuti: Zielinski (servito splendidamente da Allan) e Mertens con una grande giocata sulla sinistra da una parte, Lasagna che tenta una difficile girata sull'illuminante pallone di De Paul dall'altra, ma per i due portieri non ci sono particolari problemi. Al 38' il Napoli ha un brivido quando Mariani viene richiamato dal Var per rivedere l'entrata dura di Milik su De Paul, ma per l'arbitro di Aprilia il cartellino resta comunque giallo. L'Udinese chiude in crescendo il primo tempo e, nel corposo recupero di 5' per le tante interruzioni, mette paura agli ospiti prima con Pussetto che cerca la deviazione sotto porta e poi con la solita velocita' di Lasagna che scappa ad Albiol ma calcia alle stelle. All'intervallo, pero', e' sempre il Napoli in vantaggio per 1-0. L'atteggiamento degli uomini di Vealzquez resta positivo in avvio di ripresa: De Paul prende per mano i suoi compagni svariando su tutto il fronte d'attacco e dando qualita' alle azioni offensive dei friulani, Lasagna ci riprova al 60' quando viene murato da una grandissima chiusura di Koulibaly.  

Il Napoli prova a scuotersi e far valere i maggiori valori tecnici con i propri palleggiatori e al 67' per poco non raccoglie un clamoroso autogol di Samir che colpisce il palo della porta di Scuffet nel tentativo di mettere in corner un cross di Zielinski. L'episodio che regala ossigeno alla squadra di Ancelotti arriva a dieci dal termine della partita: Malcuit mette in mezzo, Callejon calcia di prima ma il braccio di Opoku in area e' largo. Mariani non ha dubbi e fischia rigore, dopo i controlli di rito col Var e' glaciale Mertens dal dischetto per firmare il raddoppio. Sull'onda dell'entusiasmo, il Napoli cala anche il tris con Rog all'86', entrato pochi secondi prima per sostituire Zielinski. L'Udinese subisce una lezione fin troppo severa per quanto espresso in campo ma inanella la quarta sconfitta di fila, gli azzurri si rilanciano e riavvicinano la Juventus. 

Napoli, occhi sulla Juve e poi a Udine senza Insigne

Prima la Juventus, poi il Napoli. Riparte con il duello ammirato nello scorso campionato il cammino degli azzurri dopo la sosta. Il distacco è sempre di 6 punti, ma la capolista sfiderà in casa il Genoa del capocannoniere Piatek: 12 gol in 9 partite stagionali, vedremo se proseguirà la sua corsa anche di fronte alla squadra di Allegri. Il Napoli assisterà davanti alla tv, ma poi dovrà prepararsi per scendere in campo alle 20,30 contro l’Udinese. Sfida da non sottovalutare, perché la squadra di Velazquez si è dimostrata insidiosa, e probabilmente con delle potenzialità ancora inespresse. Al Napoli, in un modo o nell’altro toccherà vincere. Quanto meno per far rimanere invariato lo svantaggio dalla Juventus e rimandare il duello alla prossima settimana. Ancora una volta Carlo Ancelotti metterà mano al turnover, e non solo perché mercoledì sera torna la Champions League con la trasferta in casa del Psg di Cavani. Giovedì è arrivato finalmente Ospina a Castelvolturno. Carlo Ancelotti ha accolto l’ultimo dei nazionali che mancava all’appello. Il portiere, però, non ha lavorato con il gruppo ma ha svolto solo una seduta di scarico. Ed è proprio per questo ritardo che dovrebbe essere Karnezis tra i pali nella sfida di sabato sera in casa dell’Udinese. Il greco, quindi, tornerebbe titolare dopo le sfide con Lazio e Parma. Mancherà all’appello in Friuli Koulibaly che ha un problema muscolare, ma anche perché è diffidato e con un altro giallo salterebbe il match con la Roma della prossima settimana al San Paolo. Per quanto riguarda gli altri ruoli, in attacco più Milik che Mertens. A centrocampo scalpita Diawara che potrebbe prendere il posto di Hamsik. Per il resto non ci dovrebbero essere altri cambi, soprattutto perché gli assenti cominciano a essere parecchi. Ancelotti ha annunciato di aver lasciato a casa Lorenzo Insigne. Niente di preoccupante, si tratta di affaticamento muscolare. Out anche Ounas e Luperto, anche loro alle prese con dei problemi muscolari. A questi si aggiungono i lungodegenti: rimangono fuori Ghoulam e Meret, che sembravano in odore di convocazione. Tempi più lunghi per Younes, e naturalmente per Chiriches. Toccherà a Verdi supportare la coppia d’attacco, che sarà formata da Mertens e Milik.

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