Martedì 23 Gennaio 2018 - 15:09

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Discarica abusiva nell'ex ospedale psichiatrico

NAPOLI. La Polizia Municipale ha sequestrato una discarica di grosse dimensioni  di rifiuti speciali e pericolosi abbandonati all'interno della vecchia struttura che ospitava l'ospedale psichiatrico “Leonardo Bianchi”. Durante il controllo di un’area in via cupa Pozzelle già sequestrata, gli Agenti della Unità Operativa Stella, hanno notato che un cancello di ferro scorrevole presente nelle vicinanze dell'area sequestrata e che limita l'accesso alla ex struttura ospedaliera "Leonardo Bianchi" era completamente aperto mentre nei precedenti sopralluoghi risultava chiuso e bloccato sul binario. Gli agenti hanno ispezionato i locali dell'intero edificio dove hanno  rinvenuto un enorme quantitativo di tegole di amianto e tubi di Eternit ammassati per circa 100-150 metri cubi. Tutti i locali della ex struttura sanitaria versano in uno stato di degrado e di completo abbandono, in alcuni locali sono stati abbandonati sul pavimento classificatori contenenti perizie mediche certificati e cartelle cliniche. Nello spazio antistante un edificio c’erano due ambulanze con le targhe montate sul paraurti e parzialmente ridotte a carcasse mentre nei locali adiacenti sparsi sul pavimento sono stati trovati  indumenti e tute arancioni utilizzate dal personale sanitario. Oltre all'ingente quantitativo di amianto sono stati  rinvenuti decine di pneumatici, pezzi di carrozzeria, barattoli di plastica contenenti sostanze chimiche e scatole di medicinali, sedie e materassi utilizzati forse per pernottamenti abusivi. In seguito ad indagini e accertamenti presso il posto di guardiania degli edifici sanitari situati a Calata Capodichino risultava che quella struttura sanitaria, un tempo presidiata, era rimasta senza controllo per diversi mesi. Al fine di evitare altri ingressi e abbandoni di rifiuti all'interno della struttura e per la presenza dell'ingente quantitativo di amianto depositato e abbandonato  l'intera area è stata posta sotto sequestro.

 

Da Biella a Pompei, furti in trasferta nei centri commerciali: 4 arresti

POMPEI. I carabinieri di Pompei hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata per associazione a delinquere finalizzata ai furti e per indebito utilizzo di carte di credito. Sono tutti legati tra loro da vincoli di parentela nei periodi di festa o durante l'estate le 3 donne scendevano a Pompei e in provincia di Salerno e lì si davano ai furti. In carcere è finita Maria Bevilacqua, una 50enne residente a Biella ma di origini avellinesi; ai domiciliari invece Maria Petrillo, una 34enne di Biella, Anna Marotta, una 24enne anche lei di Biella e Luigi Cerzosimo, 32enne, di Montecorvino Rovella. Sono tutti già noti alle forze dell'ordine e legati tra loro da vincoli di parentela. I militari hanno accertato 4 colpi, tutti in centri commerciali di Pompei, Pontecagnano e Salerno: l'indagine per identificare i malfattori ha fatto leva sull'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza istallati dentro e fuori gli esercizi commerciali e sulle descrizioni fornite dalle vittime oppure dai testimoni presenti nei luoghi in cui erano stati commessi i furti. tutto è partito nell'agosto 2017 quando la petrillo fu arrestata in un centro commerciale di Pompei dopo aver tentato il pagamento di 3 smartphone del valore complessivo di circa 900 euro con un bancomat. Fu bloccata dai carabinieri proprio mentre tentava il pagamento e perquisendo la sua borsa i carabinieri rinvennero 1600 euro e 200 franchi, sequestrati poiché ritenuti verosimilmente di provenienza illecita; accertarono inoltre che quel bancomat era stato rubato poco prima in un supermercato di Pompei. poi le verifiche si estesero in particolare sulla macchina utilizzata per arrivare in uno dei centri presi di mira e unendo i vari elementi i militari riuscirono a risalire a tutti i componenti del gruppo. Il provento di questo accordo è stato quantificato in circa 3mila euro: in parte sono stati recuperati in contante (i 1600 euro), il resto lo sarà grazie a un decreto di sequestro emesso dal gip nei confronti dei loro conti correnti. 

Killer impazziti nel “Bronx": donna freddata in strada

NAPOLI. Sono comparsi all’improvviso e uno dei due assassini si è assunto l’onere sempre faticoso di sparare a una donna, uccidendola. Tre colpi al volto hanno segnato la fine di Annamaria Palmieri, 54enne soprannominata “Nino D’Angelo”, una vita ai margini della malavita a San Giovanni a Teduccio e qualche precedente. Proprio in quel contesto gli investigatori stanno cercando mandanti ed esecutori del tremendo agguato di ieri sera in via Alveo Artificiale. Una delle piste condurrebbe a frizioni interne al clan Formicola del “Bronx”, cui la vittima per amicizie comuni era legata senza essere organica al gruppo. Mentre un’altra ipotesi presa in considerazione, partendo da parentele con i ras Rinaldi del rione Villa, porterebbe alla guerra con i Mazzarella. In ogni caso, sostengono gli investigatori più esperti, si sarebbe trattato di un messaggio camorristico trasversale: lei non era immersa in nessun affare del “sistema”. 

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Scacco matto al clan Moccia: 45 arresti per racket e appalti

NAPOLI. Agenti del Centro Dia di NApoli, della Squadra Mobile della questura partenopea e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, con la collabortazione della Guardia di Finanza, hanno eseguito all'alba un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal  Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 45 persone. I  destinatari della misura restrittiva sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, detenzione di armi comuni e da guerra e relative munizioni, plurimi episodi di estorsione aggravata, riciclaggio di ingenti somme di denaro. Si tratta di una complessa attività investigativa finalizzata a ricostruire gli assetti del clan Moccia, radicato in ampie aree della provincia di Napoli (Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano e Caivano, Acerra) e nel Lazio, a partire dal 2011 e fino ai tempi più recenti. L’attività è stata svolta mediante il ricorso  a indagini tecniche con il contemporaneo monitoraggio di colloqui in carcere ed il conseguente sequestro di alcuni manoscritti inviati da soggetti detenuti ai propri fiduciari liberi nonché con il contributo di vari collaboratori di giustizia. In particolare, è stato ricostruito il gruppo di vertice del clan Moccia, cui hanno preso Anna Mazza (deceduta), Luigi Moccia, Teresa Moccia, Filippo Iazzetta oltre ai soggettti fiduciari della dirigenza del sodalizio (i “senatori” affidatari delle direttive impartite da quest’ultimi e dei resoconti destinati ai medesimi): Salvatore Caputo (deceduto), Domenico Liberti,  Mario Luongo,  Pasquale Puzio, Antonio Senese. Le intercettazioni telefoniche e ambientali (anche in carcere) oltre a portare alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei  senatori, hanno confermato la rilevanza del ruolo assunto da ModestinoPellino (gia sorvegliato speciale obbligatoriamente domiciliato a Nettuno (Roma), ucciso il 24 luglio 2012) subordinato solo a quello del capo indiscusso dell’associazione Luigi Moccia (già sottoposto a libertà vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi). Sono state ricostruite la più recente conformazione del clan Moccia, le responsabilità del suo vertice assoluto, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalità di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attività estorsiva, l’imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, degli illeciti profitti conseguiti tramite le precedenti attività, le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.

Castellammare. Ha 16 anni: «Ho sparato io al 19enne nella sala giochi»

CASTELLAMMARE DI STABIA. Ha 16 anni l'autore del ferimento del 19enne nella sala giochi, avvenuto sabato notte a Castellammare di Stabia. Si è costituito nel pomeriggio. I. R. è figlio di un pregiudicato. Si è presentato accompagnato da un avvocato nella caserma dei carabinieri che erano già sulle sue tracce. Il ragazzo rischia l'accusa di tentato omicidio. Dovrà spiegare dove ha rimediato la pistola con cui ha sparato, pare, in seguito a una precedente rissa avvenuta in villa comunale.

C.C. vittima della sparatoria ha rischiato la vita. I sanitari dell'ospedale San LEonardo di Castellammare di Stabia, dove è stato trasportato dagli amici subito dopo l'agguato, gli hanno dovuto asportare la milza.

Camorra spietata, donna uccisa a San Giovanni a Teduccio

NAPOLI. Agguato di camorra intorno alle 21 in via alveo Artificiale a san Giovanni a Teduccio. Dopo una segnalazione anonima è stato trovato il corpo senza vita, con il volto sull'asfalto, di annamaria Palmieri, 54 anni, già nota alle forze dell'ordine. Due proiettili l'hanno centrata alle spalle mentre tornava a casa. Indagini della polizia.

Brumotti aggredito al Rione Traiano

Nuova aggressione a Vittorio Brumotti e la sua troupe oggi al Rione Traiano. Lo fa sapere in un comunicato “Striscia la notizia". «Oggi pomeriggio verso le ore 16, nel rione Traiano, una delle zone più infestate da pusher e camorristi di Napoli, Vittorio Brumotti e la sua troupe hanno subito un nuovo attacco con insulti, lancio di uova e di pietre, oltre a un tentativo di bloccare le loro auto, mentre erano impegnati in un servizio sullo spaccio di droga. - si legge nella nota - Dopo aver raccolto informazioni e materiale video nel corso del weekend, oggi l’inviato di Striscia si è presentato con una serie di foto degli spacciatori più attivi del quartiere, chiedendo alla gente del posto se li conosceva. Immediata è stata la reazione: l’auto blindata di Striscia è stata circondata da una decina di uomini incappucciati che hanno tirato calci contro il mezzo, accompagnati da insulti, minacce e lancio di uova e sassi. Il rapido intervento dei Carabinieri ha fermato temporaneamente gli aggressori. Brumotti a quel punto ha deciso di esibirsi in una serie di acrobazie con la sua bicicletta, a vantaggio dei bambini che si erano radunati li intorno e che, con una sola eccezione, si mostravano entusiasti di fronte agli inviti del campione di bike trial di cercare un futuro nello sport. Il passaggio di un’auto con a bordo tre degli spacciatori identificati da Brumotti ha messo in allarme l’inviato di Striscia e i Carabinieri intervenuti sul luogo a cui sono stati segnalati movimenti di altri gruppi nelle vie circostanti. Bande che avrebbero cercato di bloccare le auto di Striscia. L’inviato e le a troupe sono a questo punto risaliti sui mezzi, mentre alcune pietre volavano verso di loro e sono riusciti ad allontanarsi dalla zona solo grazie ai Carabinieri che li hanno scortati. Il servizio andrà in onda domani sera a Striscia la notizia».

Fiaccolata delle parrocchie a Chiaiano: basta violenze

NAPOLI. In tantissimi stanno partecipando alla fiaccolata organizzata dalle parrocchie di Chiaiano contro la violenza e il fenomeno delle babygang. Il corteo si è mosso dalle chiese di San Giovanni Battista, San Nicola di Bari e Santa Maria a Piazza. La marcia è arrivata alla stazione di Chiaiano per un momento di preghiera per la legalità e di testimonianza nella lotta alla violenza. «Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Noi dobbiamo essere la foresta che cresce, oltre il male» ha affermato padre Domenico Musella della parrocchia di Santa Maria a Piazza.

Rapinatore bloccato dai Falchi in piazza Garibaldi

NAPOLI. Controlli della Polizia in Piazza Garibaldi: i Falchi bloccano un rapinatore condannato solo 5 giorni fa ad una pena di 8 mesi per un furto. Un 23enne romeno ha osservato la sua vittima mentre stava chattando col suo smartphone e, fulmineamente, è riuscito ad impossessarsene. Alla scena hanno assistito gli agenti dei “Falchi” della VI sezione Criminalità Comune della Squadra Mobile, in transito in quel momento in Piazza Garibaldi per i consueti servizi di prevenzione e controllo del territorio. Prontamente, i poliziotti hanno inseguito il giovane rapinatore, riuscendo a bloccarlo poco distante, dopo un’accesa colluttazione. La vittima, un’insegnante di lettere, è rientrata così in possesso del telefono cellulare appena sottrattole, recuperato dai poliziotti. Elvis Baiaram, alloggiato nel campo rom di Santa Maria del Pozzo, solo 5 giorni fa è stato arrestato e condannato ad 8 mesi di reclusione, beneficiando della sospensione della pena, perché riconosciuto colpevole del reato, in concorso con un minore, di furto di cavi di rame, è stato condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale.

 

 

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