Domenica 24 Settembre 2017 - 12:17

Restauro Teatro Grande, sequestro da 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario degli Scavi

POMPEI. Il restauro che cementificò il Teatro Grande di Pompei negli Scavi avrebbe provocato un danno da 6 milioni di euro alle casse dello Stato. Questa, dunque è la somma sequestrata questa mattina dalla Guardia di Finanza al commissario straordinario dell'emergenza Scavi di Pompei, Marcello Fiori.

Il restauro, per il quale era stata programmata una spesa pari a 450mila euro, lieviò nei costi fino a 8 milioni di euro.

Le indagini erariali condotte dai finanzieri oplontini, diretti dal colonnello Carmine Virno e coordinati dal procuratore Donato Luciano, hanno permesso di accertare il danno pe le forniture in lavori condotti con aggiudicazioni dirette nel 2010.

Per questa vicenda è già in corso un procedimento penale davanti al tribunale di Torre Annunziata. Insieme a Marcello Fiori, la Procura della Corte dei Conti di Napoli indaga per danno erariale i funzionari Salvatore Nastasi, Giuseppe Proietti, Stefano De Caro, Raffaele Tamiozzo, Maria Grazia Falciatore, Roberto Cecchi, Jeannette Papadopoulos, Bruno De Maria e Maria Pezzullo.

Si pente Vincenzo Amirante, il boss della “paranza”

NAPOLI. «Mi pento, voglio cambiare vita». E adesso, sotto i colpi dei suoi verbali, la cosiddetta «paranza dei bambini» si sfalderà. Uno squarcio enorme quello che il 53enne Vincenzo Amirante sta aprendo nel cuore di Forcella, come fosse un terremoto dal quale saranno sommersi i killer che hanno seminato terrore e morte tra i vicoli del centro come nel far west. Continua a leggere acquistando una copia on line. http://www.ilroma.net/leggi-online

Movida, al setaccio i locali
del centro storico

NAPOLI. Gli agenti del commissariato di Polizia Decumani, nella serata di ieri, hanno effettuato dei controlli di natura amministrativa ai locali della cosiddetta movida, ove nei fine settimana, si registra una maggiore affluenza di giovani. Nell’ambito dei servizi, sono stati controllati ben 5 gli esercizi commerciali e sono state elevate delle contestazioni di natura amministrativa, per un importo di oltre 5mila euro. Ai titolari di tre locali, infatti, oltre a contestare l’occupazione abusiva di suolo pubblico, gli è stato contestato anche la diffusione di musica verso l’esterno dei locali, in assenza del previsto nulla osta di impatto acustico. A tutti è stata contestata l’assenza della licenza fiscale.

Scampia, preso con pistola di precisione e proiettili

NAPOLI. Ininterrotti i controlli della Polizia di Stato nel quartiere Scampia, rafforzati dopo l’omicidio di Nicola Notturno. Nel primo pomeriggio di ieri, in via Monte Rosa, l’attenzione degli agenti del commissariato di polizia Scampia, nel corso dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, è stata attirata da un gruppo di 6 persone che parlavano tra loro. Una delle persone, poi identificata per Giuseppe Marra, pregiudicato di 26anni, alias “barbetella”,  legato da vincoli di parentela al gruppo camorristico Abbinante, ala scissionista della prima faida di Scampia, nonché coniugato con la figlia del defunto boss Nicola Pianese, di Qualiano conosciuto come “o’Mussuto”, alla vista degli agenti di Polizia, riconosciuti seppur a bordo di auto civetta, si allontanava frettolosamente, portandosi dietro una borsa. Uno dei poliziotti, disceso dall’auto, ha subito inseguito il pregiudicato che, vistosi alle strette, durante la fuga a piedi, si è disfatto dapprima di un caricatore e poi di un’arma, il tutto custodito all’interno della borsa che portava con sé. Il poliziotto rimasto in auto, abilmente, dopo aver raggirato l’edilizia popolare nella zona, raggiungeva il luogo ove il 26enne era diretto, precludendogli così ogni possibilità di fuga. L’arma, una pistola semiautomatica del tipo Tanfoglio, modello P41S, calibro 9, completa di caricatore contenente 9 cartucce, è risultata con la matricola abrasa, inoltre, grazie ad un compensatore di rinculo, posto all’estremità della canna, ne garantiva l’esatta precisione. Sottoposte a controllo anche le altre 5 persone che si intrattenevano con Marra, risultate tutte affiliate e imparentate al clan Abbinante, una delle quali, sottoposta alla misura della semilibertà, è stata segnalata all’Ufficio di Sorveglianza. Marra, scarcerato da soli 8 mesi dalla casa Circondariale di Poggioreale, è stato condotto nuovamente in carcere dai poliziotti, perché responsabile dei reati di detenzione e porto abusivo di arma da sparo e relativo munizionamento, nonché per ricettazione. Sarà la polizia scientifica che, attraverso esami tecnico balistici, accerterà se la pistola sia stata usata nei recenti episodi di sangue.       

Ruba legname nella foresta
di Roccarainola

ROCCARAINOLA. I carabinieri della Stazione Forestale di Roccarainola durante un servizio di controllo del territorio in località Fossa della Neva, area ricadente all’interno della foresta demaniale di Roccarainola, hanno sentito il rumore di una motosega e seguendolo hanno “beccato” un 44enne intento a tagliare legna. Sul posto hanno accertato che aveva già risposto in alcuni sacchi una cospicua quantità di legname tagliato. Analogo rinvenimento anche all’interno di un fuoristrada di sua proprietà. In totale sono stati stimati 3 mc di refurtiva. La legna, il veicolo e la motosega sono stati sequestrati. Il 44enne denunciato per furto di legna in area demaniale protetta.

Giugliano, operaio cade dall'impalcatura e muore

GIUGLIANO. Una nuova tragedia sul lavoro. Domenico Pragliola, operaio 45enne originario di Giugliano, ha perso la vita dopo essere caduto da un'impalcatura. L'uomo stava lavorando alla ristrutturazione di una villetta in vico Amante, a Giugliano. Pragliola è caduto da un'altezza di 12 metri e per lui non c'è stato nulla da fare. Trasportato all'ospedale di Giugliano è giunto cadavere. La Procura ha aperto un'inchiesta.

Prof ammazzata: 30 anni di carcere all’ex studente

Il giudice del Tribunale di Ivrea, Alessandro Scialabba, ha condannato a 30 anni Gabriele Defilippi il giovane accusato di aver ucciso l'insegnante di Castellamonte Gloria Rosboch, scomparsa da casa il 13 gennaio 2016 e ritrovata cadavere in una discarica del canavese circa un mese dopo. L'amico di Defilippi, Roberto Obert è stato condannato a 19 anni. Per i due la procura aveva chiesto rispettivamente l'ergastolo e 30 anni. La mamma di Gabriele Caterina Abbatista è stata rinviata a Giudizio.

IL PROCURATORE - "L'impostazione dell'accusa è rimasta nella differenziazione della pena per i due imputati perché per Obert erano stati chiesti 20 anni e il giudice ha deciso per 19 mentre per Defilippi era stato chiesto l'ergastolo ed è stato condannato a trent'anni". E' quanto afferma all'AdnKronos il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando commentando le condanne per l'uccisione di Gloria Rosboch. "Ora leggeremo la sentenza ma è mia opinione che sulla pena di Defilippi possa aver influito la giovanissima età dell'imputato". Quanto a un eventuale ricorso in appello, il procuratore si è limitato a rispondere "aspettiamo di leggere la sentenza".

 

L'AVVOCATO - "Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro - ha commentato all'AdnKronos l'avvocato di Gabriele Defilippi, Giorgio Piazzese - siamo riusciti a far capire al tribunale che al di là dell'istanza repressiva dell'opinione pubblica, Defilippi può essere restituito alla società civile quando sarà entrato in un'altra fase della propria vita".

Clochard trovato morto in un’auto

 Il corpo senza vita di un clochard e' stato rinvenuto questa mattina all'interno di un'auto parcheggiata in via dei Giubbonari a Napoli, zona Borgo Loreto, non lontano dal Duomo. L'uomo, di nazionalita' italiana, eta' apparente circa 30 anni, era adagiato sul sedile del passeggero accanto a quello del conducente. I medici del 118, accorsi sul posto con i carabinieri, hanno accertato che sul suo corpo non c'erano segni di violenza e che si tratta di una morte per cause naturali. A fare la scoperta, poco dopo le 7,30, e' stato il proprietario dell'auto che si accingeva ad andare al lavoro. I carabinieri sono al lavoro per risalire all'identita' dell'uomo che non aveva documenti con se'.

Le Monde oltre i cliché, a Scampia più arte che camorra

«A Scampia, l'arte piuttosto che la camorra». È il titolo che ha scelto “Le Monde" per un suo reportage sul quartiere napoletano, situato nell'estrema periferia nord della città partenopea. «Lontano dai cliché mafiosi, una passeggiata urbana permette di scoprire il tessuto associativo di questo quartiere napoletano», scrive ancora il quotidiano francese. Nel reportage la giornalista non nasconde le difficoltà di un quartiere «incancrenito dalla disoccupazione, dal traffico degli stupefacenti e dalla camorra» ma mette l'accento anche su una Scampia in cui operano 120 associazioni. Il quotidiano, in particolare, parla dello “Scampia Trip Tour", quelle visite guidate lanciate nei mesi scorsi per mostrare l'altra faccia del quartiere. «Questa passeggiata urbana - scrive “Le Monde" - intende dimostrare che Scampia non è il supermercato della droga descritto e denunciato dai media, dalla letteratura, dalla musica e dal cinema. Certo, il gruppo di rap francese Pnl ha girato un videoclip della sua canzone “Le Monde ou rien" nel 2015; certo la serie tv Gomorra, ispirata dal best-seller di Roberto Saviano ha costruito la reputazione del “Bronx del Vesuvio"; ma queste piramidi di cemento non si riassumano con gli stereotipi diffusi dalla cultura pop che ne ha fatto il più grande tempio della Mafia». In Italia come all'estero, spiega Ciro Corona a “Le Monde", il presidente dell'associazione (R)esistenza Anticamorra che ha lanciato questi tour, «si continua a parlare delle Vele come una roccaforte della camorra. Ma i camorristi non sono pazzi, non abitano qui, preferiscono le ville con le piscine».

Brusciano, chat erotica tra giovane e signora: accoltellato da marito e figlio di lei

BRUSCIANO. Padre e figlio aggrediscono e mandano in prognosi riservata il 27enne che intratteneva conversazioni compromettenti con la donna (moglie e madre).
Il ferito in un primo momento racconta di un tentativo di rapina ma quando capisce che non può più nascondere il “segreto” perché carabinieri e Procura stanno arrivando alla verità, è costretto a svelare tutto…
Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna eseguono un’ordinanza di custodia cautelare in Carcere emessa dal Gip di Nola a carico degli aggressori, entrambi di Brusciano e già noti alle forze dell'ordine, ritenuti responsabili di tentato omicidio.
Le indagini sono state avviate a seguito di denuncia presentata il 1° marzo scorso da un 27enne di Volla il quale aveva riferito ai militari dell'Arma che 2 sconosciuti armati di coltello dopo averlo aggredito in strada con l'intenzione di rapinarlo lo avevano inseguito fin dentro alla sua auto e ferito con diverse coltellate al torace e alle gambe.
I successivi accertamenti coordinati dalla Procura di Nola ed eseguiti dai carabinieri hanno invece consentito di inquadrare il movente del tentato omicidio nella citata questione di natura passionale con la donna, moglie e madre degli arrestati.

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