Mercoledì 21 Novembre 2018 - 11:57

Discarica abusiva in un terreno agricolo, nei guai madre e figlio

MARIGLIANELLA. Discarica abusiva in terreno agricolo, carabinieri denunciano madre e figlio. Materiale edile di risulta, plastica, elettrodomestici, vetri, legno, metalli misti, imballaggi, rifiuti biodegradabili, pneumatici fuori uso, un’auto e parti presumibilmente di amianto: è quanto hanno scoperto i carabinieri delle stazioni forestali di Marigliano e Roccarainola e personale della polizia municipale di Mariglianella in un terreno di quest’ultimo comune. i rifiuti erano sia sul suolo che dentro alcuni container. I due proprietari, madre e figlio di 63 e 35 anni, entrambi del luogo e già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati: dovranno rispondere di gestione illecita di rifiuti e cambio di destinazione d’uso del terreno poiché la sua reale destinazione d’uso è quella agricola. Personale dell’Arpa Campania sta procedendo alla classificazione di alcuni rifiuti. Il terreno, vasto 2mila metri quadrati, è stato posto sotto sequestro.

Evaso viene arrestato mentre pedina la ex

NAPOLI. Evaso viene arrestato dai carabinieri mentre pedina la ex. Un 33enne di Secondigliano, con precedenti e già ai domiciliari per truffa, è evaso dalla sua abitazione ed è stato sorpreso in strada dai carabinieri della stazione di Secondigliano mentre pedinava la ex compagna. L’uomo è stato arresrato per evasione nonché lesioni e resistenza a pubblico ufficiale poiché in caserma ha dato in escandescenza provando a evitare l’arresto. Dopo le formalità è stato condotto in carcere.

Dà fastidio nel bar, tenta di corrompere i militari: in manette

OTTAVIANO. Dà fastidio nel bar, arrestato dai carabinieri anche per tentata corruzione. L’intervento dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata nel bar era stato richiesto per un diverbio molesto tra avventori. Uno in particolare, Felice Nappo, 39enne del luogo già noto alle forze dell’ordine, all’arrivo dei militari ha reagito sferrando calci e pugni; poi, quando ha capito che l’unica strada per lui era quella dell’arresto, ha tentato di corrompere i carabinieri offrendo loro 45 euro perché lo lasciassero andare. E' stato arrestato per lesioni personali, istigazione alla corruzione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e ora è ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

Giornalisti in piazza a Napoli, domani consiglio di disciplina su Di Maio

NAPOLI. Giornalisti in piazza per #GiùLeManiDallInformazione, il flash mob promosso dalla Federazione nazionale della Stampa Italiana a cui ha aderito il Consiglio dell'Ordine nazionale dei Giornalisti che si è svolto in contemporanea in diverse piazze d'Italia. La manifestazione a Napoli si è svolta in piazza del Plebiscito, dinanzi agli uffici della Prefettura. Alcuni giornalisti hanno esposto striscioni e cartelli con le frasi pronunciate nei giorni scorsi del vicepremier Luigi Di Maio e da Alessandro Di Battista. "Siamo qui in piazza a Napoli, come in diverse altre piazze d'Italia, per dire no a chi vuole mettere il bavaglio alla stampa, a chi vorrebbe leggi liberticide per attaccare sia il nostro Ordine che i giornali", ha detto il segretario del Sindacato Unitario Giornalisti Campania, Claudio Silvestri. "C'è un violento attacco alla categoria, nei confronti dell'informazione e di chi fa informazione. A rischio estinzione, con l'annunciato taglio dei fondi per l'editoria, ci sono innanzitutto le piccole testate", ha spiegato invece il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. "Gli insulti da parte di esponenti del Governo e del M5S non scuotono l'amor proprio e la dignità di una professione, ma minacciano la libertà e i diritti costituzionali: vogliono eliminare ogni forma di intermediazione rappresentata da giornali", ha rilanciato il consigliere nazionale della Fnsi, Gerardo Ausiello. 

IL CASO DI MAIO. Intanto si riunirà domani a mezzogiorno, nella sede dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, il consiglio di disciplina cui è stato deferito il vicepremier Luigi Di Maio, giornalista pubblicista, dopo le affermazioni contro la stampa seguite all'assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi. Il consiglio, presieduto da Maurizio Romano, con Fabio Relino come segretario, comincerà ad esaminare la documentazione acquisita sulla vicenda. Nel caso il procedimento andasse avanti, il consiglio potrà anche convocare Di Maio per ascoltarlo.

Spaccio al Parco Verde, sgominata la gang: in manette Rosetta 'a terrorista

CAIVANO. Nella mattinata a Caivano, personale della Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di 7 soggetti, ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico ed alla commercializzazione di sostanze stupefacenti. Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, hanno documentato l’esistenza e l’operatività di una ramificata organizzazione criminale dedita al traffico e alla cessione di sostanze stupefacenti, promossa e diretta da Rosa Amato alias “Rosetta a terrorist” e dai figli Domenico Sabatino e Vincenzo Bellezza, attiva svolta, prevalentemente, all’interno del noto rione popolare “Parco Verde” di Caivani.

IL VIDEO

Le investigazioni, supportate dalle attività tecniche e dal contributo dichiarativo di collaboratori di giustizia, hanno accertato il ruolo rivestito da ciascuno degli associati con una precisa suddivisione e distribuzione di ruoli e di compiti. Le intercettazioni hanno evidenziato che gli indagati avevano la continua disponibilità di sostanza stupefacente destinata alla distribuzione all’interno della piazza di spaccio, nel Parco Verde, e che all’interno di tale piazza venivano vendute sostanze di diverso tipo, in particolare cocaina, crack e hashish. La vendita al minuto della sostanza stupefacente sul territorio di Caivano, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si realizzava attraverso un preciso sistema collaudato: un’attenta predisposizione di turni di servizio da parte di coloro che svolgevano il ruolo di pusher e/o vedette in modo da assicurare la operatività continua della piazza di spaccio anche nelle ore notturne; l’adozione di cautele idonee ad ostacolare l’attività di indagine delle Forze di Polizia; il reperimento di liquidità finanziaria per garantire l’acquisto di sostanza ed azioni per il recupero dei crediti vantati nei confronti dei singoli spacciatori; la corresponsione di uno stipendio settimanale ai venditori ed alle vedette.

Il 14 ottobre 2016 nel corso di un servizio di polizia giudiziaria all’interno del Parco Verde di Caivano, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato P.S. Afragola rinvenivano e sequestravano nell’edificio B2/6, di pertinenza del summenzionato sodalizio criminale, 500 grammi di cocaina, occultati nelle feritoie dei battenti dei vani ascensori, ricetrasmittenti, materiale idoneo al confezionamento della sostanza da vendere al dettaglio, un’agendina riportante appunti manoscritti relativi all’attività di spaccio, nonché in una cantina di un altro edificio dodici cartucce per pistole di diverso calibro. La perquisizione dava riscontro alle risultanze investigative acquisite con le intercettazioni telefoniche, ovvero il funzionamento della piazza di spaccio, presente sull’attico dell’edificio B2/6 del Parco Verde, cioè la “loggia” posta al settimo piano, base logistica del sodalizio criminale. Nel corso di quell’operazione fu tratto in arresto in flagranza di reato Domenico Sabatino per detenzione ai fini di spaccio.

Sgombero a Napoli, olio a terra per far scivolare gli agenti: scontri residenti-polizia

NAPOLI. Tensione in via Camaldolilli a Napoli per la demolizione di due ville abusive. Per ostacolare l'arrivo in zona delle forze dell'ordine, che devono far eseguire un ordine di demolizione emesso dalla Procura, i residenti hanno versato olio sulla strada, spargendo in giro anche varie masserizie. Ci sono stati contatti con le forze dell'ordine, durante i quali uno dei manifestanti ha accusato un malore, ed è stato portato via in ambulanza. Nel frattempo sono giunti rinforzi per Polizia e Carabinieri, attualmente schierati in zona con alcune decine di uomini. I residenti continuano a bloccare la strada nel tentativo di impedire lo sgombero. Nel pomeriggio, lo sgombero è stato rinviato, secondo quanto confermato dalla Polizia di Stato.

I Nas di nuovo al San Giovanni Bosco. Il ministro Grillo: chi ha sbagliato pagherà

NAPOLI. Sono tornati di nuovo i Nas nell' ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, dove nella notte tra venerdi' e sabato una donna anziana dello Sri Lanka, ricoverata in Rianimazione, e' stata coperta da formiche per la fuoriuscita di una soluzione zuccherina da una flebo. I carabinieri devono infatti completare un giro di verifiche nel reparto e nella direzione ospedaliera. I Nas sono pero' andati anche all'ex ospedale psichiatrico Frullone, il cui edificio ora ospita uffici amministrativi dell'Asl, per fare alcune verifiche sulla manutenzione, dato che da tempo si lamentano problemi di crepe e buchi nei muri. A settembre il consigliere regionale dei Verdi e componente della commissione Sanita' Francesco Emilio Borrelli aveva presentato una interrogazione su appalti pulizie e vigilanza, per un presunto rischio di infiltrazione della criminalita' organizzata. E nel Question time del 28 settembre, ricorda in una nota, era stata discussa una sua interrogazione per conoscere quanti e quali fossero gli appalti in regime di proroga (al San Giovanni Bosco la ditta lavora in tale regime da circa 15 anni) e l'esito della gara, indetta a maggio di questo anno con la Consip, "che si sarebbe dovuto avere questo luglio, in merito a pulizia presso le aziende ospedaliere. La risposta fu che la convenzione con la Consip sarebbe stata attivata solo nell'aprile 2019, e che nel frattempo la So.Re.Sa (societa' regionale per la Sanita') aveva autorizzato le Asl a svolgere procedure autonome per garantire il servizio". 

Sulla vicenda ovviamente è intervenuta il ministro della Salute, ancora convalescente dopo aver dato alla luce un figlio: «Più penso a quello che è successo e più non me ne capacito. Chi ha permesso questo deve pagare, perché non ha nulla di umano. Non c'è rispetto della dignità. Nessuna tolleranza per chi permette abusi e negligenze sulla pelle dei malati» scrive su Facebook la ministra .

Fico alle Catacombe di San Gennaro: grazie a questi ragazzi, qui un’ecellenza

NAPOLI. «La cooperativa La Paranza ha reso questo sito una vera e propria eccellenza». A dirlo presidente della Camera Roberto Fico, in visita alle Catacombe di San Gennaro, interessata in questi giorni dalla vicenda dei mancati incassi da centinaia di migliaia di euro chiesti dal Vaticano sulle attività del sito storico culturale gestito, come le catacombe di San Gaudioso, dalla cooperativa La Paranza.Poco prima di visitare l’area, l’esponente pentastellato sottolinea: «Sono qui per visitare una cooperativa che ha fatto questo sito un sito di eccellenza, una cooperativa che nasce nella pancia di Napoli, in un quartiere difficile che noi vogliamo sostenere ed aiutare. Oltre ad un strumento repressivo ci vuole uno strumento di formazione, con la cultura, con il miglioramento delle scuole. Questa è un caso in cui c’è un grande progetto di eccellenza all’interno del quartiere Sanità. Anche grazie ai suggerimenti di padre Antonio Loffredo in molti oggi hanno un lavoro stabile ed attraente per tutta la città di Napoli e per tutta Europa». E ancora: «I dati di crescita di questo sito sono impressionanti. Questi ragazzi tutelano il patrimonio perché molti degli investimenti che hanno fatto va nella direzione della valorizzazione delle catacombe di San Gennaro».

Licenziata da Ikea, tribunale conferma

MILANO. Il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha confermato l’ordinanza che riconosceva la legittimità della decisione di Ikea di interrompere il rapporto lavorativo con Marica Ricutti, separata e madre di due figli piccoli di cui uno disabile, per la gravità dei comportamenti tenuti. L’avvocato di Ikea Luca Failla ritiene che ''la decisione di oggi del Tribunale conferma l’ordinanza della prima fase di giudizio, rafforza e riconosce che Ikea ha avuto con Marica Ricutti un comportamento corretto e rispettoso della legge. Per il giudice, il licenziamento è avvenuto per giusta causa e motivato da gravi fatti documentati. Questa sentenza, per la seconda volta, smentisce le speculazioni e le ricostruzioni di parte dei mesi scorsi”.

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