Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 5:16

Fucile d'assalto israeliano nell'armeria clandestina, un arresto VIDEO

TORRE ANNUNZIATA. La Guardia di Finanza ha sequestrato un ingente quantitativo di armi in zona Rovigliano, al confine tra i comuni di Castellammare di Stabia, Pompei e Torre Annunziata. L'armeria clandestina, in particolare, è stata scoperta dai militari in un'officina artigianale adibita alla lavorazione di materiale ferroso e metallico ed era nella disponibilità di un uomo, originario di Torre Annunziata. Sono state sequestrate 7 pistole/revolver, 1 fucile, 1 silenziatore e oltre 600 munizioni di vario calibro, tra cui 1 fucile utilizzato dalle truppe d'assalto israeliane, 2 s&w 357 magnum e 2 colt 44. Le armi erano state abilmente nascoste in una bombola metallica che era stata poi sottoposta ad apposita opera di saldatura e successivamente riverniciata. Il responsabile è stato arrestato.

IL VIDEO

Duecento chili di pane non tracciabile, nei guai trasportatore abusivo

NAPOLI. Duecento chili di pane non tracciabile, trasportatore abusivo denunciato dai carabinieri. Un pregiudicato 47enne dei Ponti Rossi è stato sorpreso dai carabinieri della stazione di Capodimonte a trasportare su un furgone 200 chili di pane prodotto chissà dove e quindi privo di ogni indicazione di tracciabilità. Non è stato possibile risalire al forno, abusivo, in cui l’alimento era stato prodotto né a chi fosse destinato. I sacchi di cartone erano ammassati nel vano posteriore del furgoncino – risultato sporco e arrugginito – ed altri erano adagiati sul sedile anteriore. Il 47enne, privo di qualsiasi autorizzazione al trasporto e alla vendita, è stato denunciato per violazioni alla disciplina igienica sulla produzione, trasporto e vendita di alimenti e bevande.

Munizioni e documenti falsi, nei guai un 41enne

AFRAGOLA. I carabinieri della stazione di Afragola, della compagnia di Casoria e della Cio del 10° reggimento “Campania”, nel corso di perquisizioni personali e domiciliari effettuate sul territorio del comune nei confronti di soggetti sospetti o già noti alle forze dell’ordine, hanno denunciato per detenzione illegale di munizioni e possesso di documenti falsi un 41enne del luogo trovato in possesso di 6 cartucce calibro 7,65, due carte di identità in bianco false ed una patente di guida oggetto di furto a Caltanissetta nel 2003.

Addio a Pietrangelo Gregorio, l'inventore della prima tv via cavo in Italia

NAPOLI. È morto all'età di 90 anni Pietrangelo Gregorio, inventore della prima televisione libera italiana. Nel 1966 fondò "Telediffusione-TeleNapoli". Nove anni dopo, contava sei studi televisivi, 150 dipendenti e 15 giornalisti. Nel 1976, dopo la liberalizzazione dell'etere, fu tra i creatori di Canale 21. «Pochi mesi fa in Sala Giunta avevamo premiato l'ingegnere Pietrangelo Gregorio per i suoi novant'anni e per la sua splendida carriera. Oggi sapendo della sua scomparsa ne ricordiamo il tratto gentile e la luminosa creatività. Siamo vicini alla sua famiglia» ha dichiarato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris esprimendo il suo cordoglio. 

Mare bianco a Mergellina, incastrato il responsabile

NAPOLI. È stato individuato l'autore dello sversamento di polvere di marmo nel mare di Mergellina a Napoli, avvenuto ieri e che ha trasformato per alcune ore lo specchio d'acqua del porticciolo di Mergellina in una melma biancastra. A darne notizia è Daniela Villani, delegata al Mare del Comune di Napoli, che rivolge «un plauso alla Guardia di Finanza, agli uomini del reparto operativo del comandante Bastoni per l'immediata cattura. Naturalmente - aggiunge Villani - lo stesso comandante ha sottolineato che il celere risultato è stato possibile grazie alla catena di partecipazione condivisa che si è attivata, dalla segnalazione di cittadini, alla collaborazione sinergica tra Comune di Napoli, Abc, servizio ciclo integrato, servizio Fogne, Tutela Mare, Polizia Municipale. Ora il criminale oltre ad un ammenda amministrativa avrà una condanna penale. Resta l'amaro in bocca perché lo sversamento di residui edilizi avvenuto tramite un tombino, è naturalmente frutto di lavoro a nero, e come tale, anche gli scarti sono smaltiti illegalmente», conclude Villani. 

IL PUNTO DI IMMISSIONE. Secondo quanto riferisce il Comando di Polizia locale è stato individuato il punto di immissione, un chiusino della rete pluviale comunale posto al viale Gramsci alt. Civ 24. Sarebbe stato anche individuato grazie alle telecamere della zona il responsabile dello sversamento di polvere di marmo in una ditta di autoespurgo di Caivano.  Le immagini ritraggono l'operazione; sempre secondo quanto verbalizzato dagli uomini della Municipale, alle 9,30 il mezzo accede al tombino di ispezione per eseguire un intervento di espurgo commissionato dal condominio, ma la cisterna è gia piena di fanghi di polvere di marmo caricati il giorno prima presso un altro sito. Nel compiere l'operazione di espurgo l'operaio, dopo aver aperto il tombino del condominio, apre anche inspiegabilmente un tombino della rete pluviale e vi immette il grosso tubo della cisterna e ve ne scarica il contenuto che di conseguenza  finisce in mare.

IL RESPONSABILE. Il responsabile, di Caivano, risulta essere sprovvisto di qualsiasi documento di trasporto rifiuti, sia  dell'intervento della mattina che del prelievo dei fanghi di marmo del  giorno prima. Rintracciato e generalizzato il responsabile è stato denunciato per l'immissione in mare di rifiuti liquidi  speciali e contestualmente, sempre a Caivano è stato sequestrato penalmente il veicolo cisterna con cui aveva eseguito l' immissione. Si attendono ora i risultati dei prelievi eseguiti dai tecnici Arpac anche per determinare l’ entità del rifiuto immesso in mare e per valutare ulteriori responsabilità penali.

I VERDI PARTE CIVILE. «Lo sversamento tossico che ha inquinato il mare di Mergellina è un atto criminale e va punito con la massima severità. Attendiamo una condanna esemplare per il responsabile». Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, chiede una punizione severa per l’operaio che ha provocato il disastro ambientale nelle acque del porticciolo di Mergellina. «Siamo di fronte ad un atto delinquenziale privo di qualsiasi giustificazione. Oltre al disastro ambientale in sé, è emersa una concatenazione di fatti illegali. L’operaio che ha sversato abusivamente il composto in un tombino di viale Gramsci lavora per un’impresa che stava trasportando rifiuti senza possedere la documentazione richiesta. I Verdi si costituiranno parte civile nel procedimento, occorre un segnale forte per far capire che crimini così gravi non possono essere tollerati».

L'ex narcos attore a Poggioreale, bufera per il film sul carcere

di Luigi Nicolosi

NAPOLI. Cinema dietro le sbarre di Poggioreale, Pietro Ioia non ci sta a finire nel tritacarne delle polemiche. L’ex narcos di Forcella, accusato dai sindacati di polizia penitenziaria di aver imbastito un’operazione speculativa, respinge punto su punto ogni addebito: «La recitazione è una delle mie più grandi passioni, da ormai quattro anni faccio teatro con i ragazzi delle scuole, ho avuto anche un ruolo nel film “La paranza dei bambini” che uscirà il mese prossimo e adesso mi è capitata questa nuova occasione. Per me è soltanto un’opportunità di lavoro e per raccontare la vita carceraria. Se qualcuno ha offeso la divisa quello di certo non sono io». Il riferimento, tutt’altro che velato, è alle presunte violenze che in passato alcuni detenuti avrebbero subito all’interno della “Cella Zero” di Poggioreale, una realtà sulla quale proprio Ioia ha scritto un libro dato alle stampe nel 2017.

BUFERA IN CARCERE. A innescare la scontro sono state alcune immagini diffuse la settimana scorsa, che ritraggono Ioia in divisa da agente penitenziario all’interno della casa circondariale di Napoli: «Si tratta - spiega il diretto interessato - di un docufilm che uscirà la prossima estate. Una produzione tutta napoletana, che ha fortemente creduto nelle mie doti di attore. Ai signori che oggi mi stanno criticando così duramente vorrei ricordare che oggi nessuno assume gli ex detenuti. Per me la recitazione è un modo come un altro per sbarcare il lunario». Ioia entra quindi nel merito delle critiche mosse nei suoi confronti dal sindacato Osapp: «Quelle parole - spiega - mi hanno offeso nel profondo. Io non ho mai infangato la divisa, cosa che invece fanno molti agenti ogni volta che picchiano un detenuto. Se mi sono vestito da agente penitenziario è stato soltanto per lavoro, non certo per sfidare la categoria dei baschi blu. Nel corso degli anni a Poggioreale hanno recitato decine di attori e mi pare che per nessuno di loro sia stato fatto tutto questo casino. Invece di preoccuparsi di una piccola ripresa cinematografica, durata tra l’altro appena una giornata, pensino piuttosto al processo sui fatti della “Cella Zero” che riprenderà a fine febbraio».

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Maxisequestro di “bionde" nel Bronx di Secondigliano

NAPOLI. Questo pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Secondigliano hanno sequestrato oltre 300 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri, rinvenuti in un deposito del complesso di edilizia popolare di via della Bussola, quartiere noto come “Bronx”, sito nel quartiere Secondigliano a ridosso del quartiere Poggioreale. Da tempo i poliziotti del commissariato Secondigliano, avevano intensificato i controlli, per prevenire e reprimere i reati in genere, e per un ripristino della legalità in un’area connotata da alto tasso criminale. Ed è stato proprio il perseverare nelle attività preventive poste in essere che ha attirato l’attenzione degli agenti i quali, notando un sospetto andirivieni, hanno deciso di intervenire effettuando una perquisizione nello stabile e, nel deposito di pertinenza della 48enne napoletana R.N., hanno trovato tanti cartoni contenenti l’ingente quantitativo di sigarette, destinate al mercato di contrabbando che avrebbe costituito un indotto per la criminalità  di circa 25.000.00 euro. Le “bionde” sono state sequestrate e la donna deferita all’autorità giudiziaria per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Perquisizioni alla "Cisternina", 18enne arrestato per droga

CASTELLO DI CISTERNA. Perquisizioni dei carabinieri alla “Cisternina”, 18enne arrestato per detenzione di droga. Nel complesso di edilizia popolare della “Cisternina” i carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco e della tenenza di Casalnuovo hanno tratto in arresto L.C., un 18enne incensurato residente in quel complesso. Dovrà rispondere di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio in quanto è stato sorpreso sulle scale del condominio in cui vive con addosso 43,6 grammi di hashish divisi in stecchette e 15 euro ritenuti provento illecito. Il tutto è stato sequestrato. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Via libera da Cassa Depositi e Prestiti a mutuo per Medicina a Scampia

NAPOLI. «L'amministrazione de Magistris sta attuando in questi giorni il ridisegno dell'intera area di Scampia. Infatti, mentre procede il programma Restart Scampia, il Comune di Napoli ha chiesto e ottenuto da Cassa Depositi e Prestiti per il Mezzogiorno la devoluzione di 861.748 euro per il completamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Scampia». Lo rende noto l'assessore ai Beni comuni e all'Urbanistica del Comune di Napoli, Carmine Piscopo. L'importo «costituisce la quota di cofinanziamento del Comune individuata nelle somme assegnate dal Patto per Napoli, impegnata dalla Giunta comunale lo scorso mese di agosto. Verificata la quota dei finanziamenti che veniva ancora garantita dalla Regione, pari a 5,5 milioni di euro, si è proceduto a una esame nel bilancio comunale delle ulteriori risorse necessarie, che ammontavano a circa 4 milioni di euro. Lo sforzo compiuto dai diversi Uffici del Comune coinvolti ha consentito di reperire le ulteriori risorse indispensabili al completamento dei lavori. Si tratta di un importante passo in avanti che, insieme con il progetto Restart Scampia, consentirà la rigenerazione di una parte significativa di città che sta acquistando grande centralità urbana», conclude Piscopo. 

Pordenone: cartello denigra napoletani, scatta la polemica

NAPOLI. Un cartello appeso in tre cassonetti dei rifiuti con la scritta “Lasciate pulito, non siamo a Napoli: civiltà significa rispetto della città in cui si vive". È accaduto a Pordenone e a postare il cartello, diventato virale, è stato un residente, di origini napoletane. Secondo il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, si è trattato del gesto di una singola persona e non ha nulla a che fare con la città. «Napoli è culla di civiltà. Il bene per le nostre città deve sempre essere custodito e valorizzato, in tutta Italia, in tutta Europa, in tutto il mondo - ha commentato l'assessore all'Ambiente del comune di Napoli, Raffaele Del Giudice - Quella scritta non rappresenta Pordenone ma sappiamo che Napoli questa non frase non l'avrebbe mai scritta. Quei cartelli vanno gettati nei contenitori della carta».

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