Venerdì 22 Febbraio 2019 - 4:32

Estorsione e minacce, Saltalamacchia resta in cella

di Fabio Postiglione

NAPOLI. Hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, che al termine della camera di consiglio ha convalidato il fermo disposto dal pm. Restano così in carcere Eduardo Saltalamacchia, considerato uno dei capi del nuovo gruppo che semina terrore tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, i complici Gaetano Esposito, Massimo Capasso e Burraccione. Per tutti l'accusa è di estorsione aggravata, minacce e lesioni. La vittima ha raccontato tutto e confermato alla polizia del pestaggio ricevuto i primi di ottobre tra i vicoli di Montesanto. 

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Clan Mariano, pene dimezzate per gli imputati: in 18 tornano liberi

di Fabio Postiglione

NAPOLI. La sentenza è stata pronunciata in un’aula blindata e per ben due volte il giudice ha dovuto richiamare la platea. Sopratutto quando ha letto l’ultima parte del dispositivo che confermava le assoluzioni e dimezzava le pene. Si è chiuso così il processo al clan Mariano dei Quartieri Spagnoli, con l’assoluzione del boss Ciro Mariano e la scarcerazione di ben diciotto imputati. In poche parole tre quarti di processo si è concluso così. Questa la decisione pronunciata in un’aula blindata del tribunale di Napoli. Pene dimezzate per tutti gli imputati, tra loro il figlio di Ciro, Marco Mariano, difeso dall’avvocato Gaetano Inserra, che è stato condannato a 4 anni. 

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De Magistris: «Noi a differenza di Saviano ci sporchiamo le mani»

NAPOLI. «Se non racconti il bello e il brutto, non consenti nemmeno alle persone che sbagliano di scegliere il bello. Questo è quello che a volte mi fa indignare perché noi, a differenza di Saviano, in questo corpo della città che amiamo ci stiamo tutti i giorni e ci sporchiamo le mani». A dirlo Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ai microfoni de “Il mattino di Radio 1" commentando il premio ricevuto dal film “La Paranza dei bambini", tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano, alla Berlinale appena conclusa. «Il film è un'opera d'arte - precisa poi de Magistris - sono felice che abbia vinto a Berlino, è motivo di orgoglio per il cinema napoletano, tra l'altro a Napoli sono stati girati 400 film negli ultimi anni. Quello che spiace è la narrazione di contesto che viene fatta attorno alla presentazione di questi film, perché si sottolinea, anche da parte di chi ne è il protagonista, come se questa fosse l'imprimatur; Napoli. Non è così». 1Io non nego perché vivo la città a differenza di Saviano. Napoli è anche violenza come tanti capitali del mondo. Ma Saviano - continua - non dice mai ad esempio che negli ultimi tre anni Napoli è la città che per cultura e turismo è cresciuta di più in Italia, terza per startup giovanili... Una città con un'energia umana dove i protagonisti sono proprio i bambini. Se uno queste cose non le racconta sembra che a Napoli i bambini facciano solo le paranze» conclude de Magistris.

Rubò smartphone di 1.400 euro, arrestato

POMPEI. Rubò smartphone di 1.400 euro, arrestato. I carabinieri della stazione di Pompei hanno individuato e arrestato per il furto aggravato di uno smartphone all’interno di un centro commerciale della città il 42enne di origine georgiana Giorgi Kopadze, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Per quel furto commesso il 3 gennaio è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Torre Annunziata. I carabinieri gli hanno notificato la misura quando Kopadze si è recato alla stazione di Borgoloreto dove doveva presentarsi due volte al giorno poiché era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il raeto di furto. Dopo le formalità è stato arrestato e condotto in carcere.

Casandrino, scoperti 39 lavoratori al nero: scatta la maxisanzione

CASANDRINO. Trentanove lavoratori "in nero" in fabbriche del settore manufatturiero. La scoperta è stata fatta a Casandrino dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli che hanno sottoposto a controllo diverse attività di confezionamento di abbigliamenti accertando l'impiego di 39 lavoratori "in nero". In particolare, le Fiamme gialle del Gruppo di Frattamaggiore hanno avviato una specifica attività di monitoraggio delle imprese manifatturiere operanti nel cosiddetto distretto industriale "Grumo Nevano - Aversa" al fine di verificare il corretto inquadramento dei dipendenti. L'operazione, che ha riguardato, nello specifico, 2 attività commerciali che confezionavano in serie abbigliamento e gestite da 2 cittadini di origine bengalese, ha consentito di riscontrare rispettivamente 32 e 7 lavoratori impiegati "in nero" nelle due aziende. I lavoratori sono risultati ignoti agli Enti previdenziali e quindi senza riconoscimenti ai fini pensionistici. Inoltre, nei confronti delle due imprese, entrambe situate a Casandrino, è stata avanzata la richiesta di adozione del provvedimento di sospensione dell'attività in virtù del superamento della soglia del 20% di lavoratori "in nero" rispetto al totale dei presenti all'atto dell'intervento, mentre, per ciascun dipendente non regolarmente assunto, è stata irrogata la cosiddetta "maxisanzione" prevista dalla normativa di settore. 

Pronto per una stesa, sequestrato materiale nel feudo dei Sequino

NAPOLI. Berretto antischegge, giubbotti antiproiettile, cartucce e fondina: avevano preparato tutto l'occorrente per una “stesa", quelle scorribande di giovani camorristi che, in sella a moto e motorini, sparano all'impazzata contro saracinesche, lampioni, segnali stradali e terrorizzano un intero quartiere. Ma non hanno fatto i conti con i carabinieri. E così i militari dell'Arma hanno trovato e sequestrato tutto in via Santa Maria Antesaecula, zona in cui gli affari criminali sono sotto il controllo del clan camorristico dei "Sequino", colpito lunedì da due ordinanze di custodia cautelare che hanno portato in carcere più di 30 affiliati. Il blitz è scattato all'interno di un condominio, dove in una mansarda di libero accesso e di uso comune, nascosto tra ciarpame, mobili vecchi e polvere, hanno trovato un berretto antischegge chiuso in una busta e 2 giubbetti antiproiettile tenuti in un'altra busta. Il particolare berretto in origine era un normale cappellino da baseball ma è stato modificato imbottendolo con sacchettini di sabbia per renderlo resistente a schegge causate da eventuali colpi di pistola. Fuori al condominio, inoltre, continuando i controlli, lo sguardo dei carabinieri della Compagnia Stella è stato attirato da un luccichio: in un muro, all'interno di un foratino che vi era stato incastrato, infatti, riflettevano la luce della torcia alcune cartucce. Tirato fuori il mattone, i carabinieri hanno estratto due sacchetti contenenti 12 cartucce calibro 9x21 e 8 calibro 7,65. Il tutto è stato sequestrato a carico di ignoti.

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Ucciso perché cognato di un pentito Nco, presi killer e mandanti

NAPOLI. L'omicidio di Fortunato Marano, nel 2001, fu pianificato a tavolino e fu brutale. Si trattò di una vendetta trasversale messa in atto da soggetti che ora sono stati arrestati perché ritenuti mandanti ed esecutori. L'operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arrestati sono Pasqualino Garofalo, 58enne di Eboli e Carmine Izzo, 47enne di Boscoreale, entrambi già detenuti, ritenuti dagli inquirenti mandanti ed esecutori dell'efferato omicidio di camorra, in cui perse la vita Fortunato Marano commesso a Poggiomarino il 29 dicembre del 2001. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia nonché correi degli arrestati che si sono autoaccusati di aver partecipato sia alla fase preparatoria dell'omicidio, studiando le abitudini della vittima e monitorandone i movimenti il giorno designato, che a quella esecutiva. Gli investigatori hanno accertato, in particolare, che la mattina dell'omicidio, intorno alle ore 11, la vittima aveva raggiunto il mercato di Poggiomarino alla guida della sua Audi A2 per acquistare frutta e verdura: nel frattempo però era controllata a distanza dagli arrestati. Mentre risaliva a bordo della propria auto, infatti, venne raggiunta dal commando - composto secondo gli inquirenti dai due arrestati - che gli esplose a distanza ravvicinata un colpo di arma da fuoco in pieno viso. e attività investigative hanno permesso di accertare anche che l'omicidio di Fortunato Marano era stato pianificato da Pasqualino Garofalo - capo dell'omonimo clan operante a Poggiomarino - come vendetta trasversale per punire la collaborazione con la giustizia del capoclan Pasquale Galasso le cui dichiarazioni avevano coinvolto anche Garofalo e suo fratello Ciro nonché per affermare il proprio potere camorristico su Poggiomarino. La vittima, cognato di Galasso, aveva rifiutato il piano di protezione continuando a vivere a Poggiomarino. L'omicidio del 29 dicembre 2001 si collocava in una fase estremamente violenta caratterizzata da numerosi episodi di intimidazione con gesti eclatanti rivolti soprattutto a ex esponenti della N.c.o. nonché verso "pentiti eccellenti" come il Galasso.

Mercato-Vicaria, tre arresti in due operazioni antidroga

NAPOLI. Due operazioni antidroga sono state effettuate dalla Polizia di Stato nei quartieri Mercato e Vicaria di Napoli che hanno portato all'arresto di tre persone ritenute responsabili del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arrestati sono due napoletani, Marco Maio di 30 anni e Mario De Tommaso di 34 anni e Modou Lowe, senegalese di 24 anni. Il primo arresto è avvenuto ieri sera, a Porta Capunana, in via Albanese dopo che, da un'indagine antidroga, i poliziotti hanno accertato che mentre De Tommaso si occupava del contatto con gli acquirenti, il suo complice Maio si occupava della cessione della droga. Gli agenti hanno notato che l'acquirente, una volta preso il contatto con il De Tommaso, riceveva da questi un foglietto di carta con il quale poi andava da Maio che, a sua volta, varcava il portone di uno stabile e ne usciva subito dopo consegnando della droga. I poliziotti sono intervenuti bloccando entrambi gli spacciatori e, al contempo, le due persone che erano lì per acquistare la droga. Addosso a Maio è stata rinvenuta la somma di 175 euro, mentre De Tommaso aveva 105 euro. La droga era nascosta in una feritoia dello stabile: rinvenute e sequestrate 7 palline di cocaina. Mentre i due spacciatori sono stati arrestati, i loro "clienti", trovati in possesso di cocaina, sono stati sanzionati amministrativamente e segnalati all'Ufficio Territoriale del Governo. Questa notte, poi, è stata la volta di Modou Lowe, 24enne, cittadino senegalese, con precedenti di polizia, per il reato di spaccio di sostanza stupefacente. Durante un servizio di appostamento in via Carriera Grande, i poliziotti hanno notato il 24enne  senegalese effettuare scambio droga-soldi con un giovane "cliente". Gli agenti hanno bloccato i due giovani. All'interno della tasca dei pantaloni del 24enne senegalese sono stati rinvenuti 7,33 grammi di marijuana e la somma di 55euro, suddivise in vari tagli. Il giovane acquirente, trovato in possesso di una bustina di marijuana, è stato sanzionato amministrativamente, mentre Modou Lowe è stato arrestato. 

Clochard preso a calci, sui social una pagina con i video delle aggressioni

NAPOLI. «L’episodio del clochard aggredito in maniera gratuita con un calcio alle spalle in via Epomeo è un caso di allucinante inciviltà. In seguito alla nostra denuncia ci è giunta la segnalazione della presenza di una pagina Facebook in cui si prende di mira la vittima della violenza». Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. «Dei cialtroni avevano creato una fanpage intitolata al senzatetto su cui postavano i video delle loro bravate. Spesso si avvicinavano al clochard, infastidendolo, mentre lo riprendevano con lo smartphone. La violenza fisica e psicologica che questa persona è stata costretta a subire è inaccettabile. Stiamo parlando di un individuo che non arreca fastidio a nessuno. Abbiamo provveduto a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica, speriamo sarà possibile risalire all’aggressore che merita di essere punito in maniera esemplare».

Antitust: istruttoria su radiotaxi a Napoli

L'Antitrust apre una istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza nei confronti delle quattro imprese di gestione del servizio radiotaxi a Napoli, ossia Consortaxi, Taxi Napoli, Radio Taxi Partenope e Desa Radiotaxi semplificata (nota sul mercato come ''La570''), cui aderiscono oltre l'80% dei tassisti attivi a Napoli. Ne dà notizia una nota che spiega che il procedimento è stato avviato, a seguito delle segnalazioni ricevute dalle società DigiTaxi e Mytaxi Italia. In particolare, il procedimento riguarda un presunto accordo anticoncorrenziale tra i quattro gestori di radiotaxi napoletani, teso a ostacolare l'ingresso di piattaforme concorrenti - come DigiTaxi e Mytaxi - nel mercato della fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi nel Comune di Napoli. Nello specifico, i quattro operatori di radiotaxi avrebbero definito e formalizzato una strategia comune consistente nel vietare ai tassisti aderenti di utilizzare applicazioni diverse da quella adottata dal radiotaxi di appartenenza. Conseguentemente, secondo l'Antitrust, le imprese avrebbero comunicato ai tassisti l'impossibilità di utilizzare congiuntamente i servizi del radiotaxi e quelli di altre piattaforme innovative, imponendo loro di rinunciare ad usare queste ultime, pena la disdetta del contratto di servizio. L'intesa ipotizzata appare finalizzata al mantenimento della posizione detenuta da ciascuna impresa sul mercato e alla creazione di un fronte comune per impedire l'entrata sul mercato dei concorrenti che operano secondo un modello di piattaforma ''aperta''. Poiché i comportamenti dei quattro gestori di radiotaxi napoletani appaiono idonei a determinare il rischio di un danno grave ed irreparabile della concorrenza, l'Autorità ha contestualmente avviato un procedimento cautelare per valutare la sussistenza dei presupposti per l'adozione di una misura provvisoria, volta a impedire che proseguano le condotte attribuibili alle suddette imprese. Oggi i funzionari dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con l'ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno eseguito le ispezioni nelle sedi della imprese interessate, parti del procedimento, ritenute in possesso di elementi utili ai fini dell'accertamento, conclude l'Antitrust.

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