Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 5:14

Rioni bunker e raid, ecco dove si vive nel terrore

di Fabio Postiglione

NAPOLI. Le bombe di Forcella fanno paura e rumore ma ci sono più quartieri a Napoli che sono diventate polveriere negli ultimi mesi e negli ultimi anni. Da una parte l’azione incisiva delle forze dell’ordine che ha messo ko interi clan, dall’altro la voglia di emergere di gruppi di ragazzini più o meno violenti che nulla hanno a che fare con i clan strutturati. E allora ci sono più zone della città che sono instabili e che vivono alla ribalta delle cronache a causa di continue emergenze dovute alla sicurezza. Zona orientale, occidentale, nord e sud di Napoli. La frammentazione della camorra porta a questi risultati. Sono dieci le zone a rischio, le altre Forcella che sono finite nel mirino della criminalità organizzata. Zone in cui vige il coprifuoco e che, a meno di fatti eclatanti, non avranno le prime pagine dei giornali nazionali, a stento forse quelle locali. Eppure soffrono e le tantissime persone perbene fanno fatica a restare serene. E rassegnate ci hanno quasi fatto l’abitudine. 

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Alcol ai minori, licenza sospesa per uno dei “baretti" di Chiaia

NAPOLI. Dovrà restare chiuso per sette giorni un locale della zona dei baretti di Chiaia. Ieri sera gli agenti del Commissariato San Ferdinando hanno notificato un provvedimento di sospensione  della licenza ex art. 100 del Tulpls emesso dalla Divisione P.A.S. della Questura, ad un 24enne napoletano, titolare del bar, per aver somministrato, a minori bevande alcoliche, determinandone lo stato di ubriachezza. Nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al monitoraggio dei locali della movida di Chiaia, sono state controllate persone e veicoli sospetti al fine di contrastare i fenomeni che generano allarme sociale. Svariati  controlli ad esercizi pubblici della zona. Elevata contravvenzione ad un bar che mancava delle previste autorizzazioni. Denunciato,  in stato di libertà, un noto pregiudicato della “Torretta”, F.F., per violazione della libertà vigilata, in quanto si accompagnava, in vico Santa Maria la Neve, ad un altro pregiudicato. Infine due parcheggiatori abusivi sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per aver violato  il “dacur”, sanzione prevista dal decreto sicurezza.

Proiettile e minacce al patron di Lanificio 25

NAPOLI. Proiettili e minacce al patron del Lanificio 25, Franco Rendano. L'episodio risale allo scorso ottobre. A renderlo pubblico la stessa vittima, stimato medico, sulla sua pagina Facebook con un lungo post. «Carissimi amici del Lanificio25, pubblico oggi la foto di una missiva anonima e violenta che mi è stata recapitata a casa il 15 ottobre scorso. Il mittente è di fantasia e la minaccia di morte è chiara. Da allora non frequento più il Lanificio25 e ne ho “mollato” temporaneamente la gestione Ho deciso solo ora di rendere pubblica la gravissima intimidazione perché le forze dell’ordine mi hanno suggerito di non farlo prima per non intralciare le indagini (ringrazio Polizia e Carabinieri). Dal maggio 2006 al Lanificio25 abbiamo organizzato oltre mille eventi di ogni genere; musica, teatro, cinema, convegni, dibattiti, presentazione di libri, mostre ed ogni genere di eventi intrattenimento culturale. La passione e l’entusiasmo dei direttori artistici (last but not least il mitico Giuseppe) hanno determinato un crescente interesse per le nostre attività e, fin dall’inizio, un flusso continuo di pubblico trasversale di ogni estrazione ed età ha frequentato il Lanificio25. Il nostro obiettivo era rendere viva e vitale Porta Capuana; una parte di Napoli ricca di storia e di tradizioni preda di un degrado crescente. Abbiamo lavorato per rendere tutti partecipi del nostro ambizioso e difficile progetto, artisti e pubblico, dando vita ad un magnifico progetto di rigenerazione urbana partecipata. Questo ha infastidito qualcuno. Alla mia paura si è aggiunta quella della mia famiglia. Ho ricevuto la minacciosa missiva direttamente a casa e non al Lanificio25, sede delle attività. Per giunta la busta mi è stata consegnata personalmente dal portiere tornando a casa con la mia compagna che aveva appena partorito nostro figlio e che rimasta terrorizzata ancor più di me. La paura di frequentare quei luoghi si è accentuata dopo l’attentato all’amico Gino Sorbillo che poco tempo fa è stato protagonista di un applaudito spettacolo di show cooking al Lanificio25 realizzando una magistrale pizza fritta illustrandone da par suo la storia ed i segreti di realizzazione. Che fare? Abbandonare la presa? No! Non è da noi! Il Lanificio25 continuerà a vivere appena riusciremo a sbloccare una vicenda che, in mia assenza, ha causato la chiusura dello spazio. È successo durante una allegra festa di beneficenza organizzata da 4 associazioni benefiche, che fanno capo all’Università Federico II, per raccogliere fondi per la lotta contro l’AIDS. Torneremo presto (spero!). STAY TUNED!!!».

Gragnano, sigilli al centro
di raccolta rifiuti differenziati comunale

GRAGNANO. I carabinieri del Noe e della stazione di Gragnano hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal  tribunale di Torre Annunziata. I vincoli riguardano un’area di circa 1.200 metri quadrati di proprietà del Comune di Gragnano e adibita a centro di raccolta dei rifiuti differenziati che ha presentato numerose carenze.
Il sito non risponde ai requisiti tecnici prescritti  dai decreti ministeriali in materia: mancano i documenti inerenti il conferimento dei rifiuti, il sistema antincendio è inefficiente, i cassoni non sono coperti, manca il sistema per l’abbattimento di odori e polveri.

Poggiomarino, sequestrata officina non in regola

POGGIOMARINO. Un controllo in un’officina meccanica e autolavaggio nelle campagne di Poggiomarino ha portato i carabinieri della stazione forestale di Roccarainola a scoprire che non c’era alcuna documentazione attestante il regolare smaltimento dei rifiuti prodotti dall’autolavaggio; il depuratore, inoltre, era fuori uso e pertanto i residui venivano smaltiti così com’erano. Nell’officina, invece, il registro di carico e scarico dei rifiuti non era aggiornato. L’attività è stata sottoposta a sequestro. Il titolare, un 58enne del luogo, è stato denunciato.

Brusciano, due arresti nelle palazzine della “219”

BRUSCIANO. Nel complesso popolare “legge 219” i carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco, della tenenza di Casalnuovo e della stazione di Brusciano hanno tratto in arresto due soggetti del posto. Francesco Marzo, 51enne, è stato trovato in possesso di 30 grammi di marijuana suddivisi in 30 confezioni. il 22enne Fabio Equabile, invece, è stato trovato con 4,4 grammi di crack divisi in 20 dosi e 1.087 euro ritenuti di illecita provenienza. Gli arrestati risponderanno di detenzione di stupefacente a fini di spaccio e sono stati tradotti ai domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Marcia anticamorra ad Afragola, c'è anche Sorbillo: lunedì riapre

AFRAGOLA. Manifestazione anticamorra ad Afragola, promossa dalla Cgil di Napoli dopo la serie di 8 esplosioni di ordigni davanti ad altrettanti esercizi commerciali in pochi giorni. Tante le associazioni e gli studenti che partecipano al corteo che ha raggiunto piazza Municipio: tra le sigle presenti quella dell'associazione Sott'e'ncoppa, cooperativa sociale Giancarlo Siani, Anpi sezione Afragola e Casoria, l'Associazione forense di Afragola, Libera e la Masseria Antonio Esposito Ferraioli. Quest'ultima gestisce un bene confiscato alla criminalità organizzata e proprio ieri ha fatto sapere che il Comune di Afragola ha revocato l'affidamento. Presenti i segretari generali della Cgil e della Uil di Napoli, Walter Schiavella e Giovanni Sgambati, i consiglieri regionali Antonio Marciano e Carmine Mocerino, quest'ultimo presidente della Commissione Anticamorra e Beni confiscati, e il pizzaiolo Gino Sorbillo, titolare dell'omonima pizzeria nel centro antico di Napoli all'esterno della quale, alcune sere fa, è esplosa una bomba carta. La marcia anticamorra arriva a 24 ore di distanza dalla visita ad Afragola del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha incontrato il sindaco Claudio Grillo per poi recarsi al Rione Salicelle e al bar tabaccheria di Corso Meridionale oggetto di ben 12 rapine in 3 anni. In occasione del suo arrivo a Napoli, Salvini ha anche incontrato Gino Sorbillo in una saletta dell'Aeroporto di Capodichino, prima di raggiungere Afragola. 

MANIFESTAZIONE A NAPOLI. Riaprirà lunedì 21 gennaio la pizzeria Sorbillo di via Tribunali dopo la bomba fatta esplodere nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Lo ha annunciato Gino Sorbillo nel corso di una manifestazione che si è svolta davanti al locale a Napoli al cui interno sono in corso lavori. Davanti alla pizzeria, cittadini napoletani e turisti si sono dati appuntamento per esprimere vicinanza e solidarietà a Sorbillo e ai suoi dipendenti. 

Baciamano a Salvini, il video fa il giro del web

Ha fatto il giro del web un video nel quale si vede un uomo baciare la mano di Matteo Salvini in piazza Municipio ad Afragola, nel Napoletano. L'episodio è avvenuto all'arrivo del vicepremier e ministro dell'Interno nella piazza antistante il Comune di Afragola, dove si erano radunate alcune centinaia di persona in attesa di poter salutare Salvini. L'autore del baciamano si era già prodigato in diversi cori pro Salvini prima del suo arrivo. Subito dopo aver ricevuto il saluto dei presenti in piazza, e il baciamano dal suo fan, Salvini ha fatto il suo ingresso nel Municipio accompagnato dal sindaco Claudio Grillo e da prefetto, questore e comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli.

Annullata la condanna per la moglie del boss Pagnozzi

NAPOLI. Era stata condannata a 12 anni di reclusione per aver diretto ed organizzato il clan Pagnozzi, allorquando fu tratto in arresto il marito Domenico Pagnozzi, consorteria operante a cavallo delle province di Benevento ed Avellino, con diramazioni a S. Giovanni a Teduccio nonchè con comprovato recente radicamento addirittura nella città di Roma. La condanna fu confermata dalla Corte di appello di Napoli. Ma in Cassazione le questioni giuridiche sollevate nell’articolato ricorso redatto dall’avvocato Dario Vannetiello (nella foto) del Foro di Napoli, portarono  i giudici della seconda sezione penale della Suprema Corte ad annullare la sentenza di condanna in quanto alcuni importanti temi tracciati dalla difesa non erano stati valutati dai giudici di merito. Si è svolto il giudizio di rinvio innanzi alla Corte di appello di Napoli  - seconda  sezione penale – president Grassi, giudici a latere Rovida e Carapella. Nonostante le precedenti decisioni avevano condiviso in pieno il teorema accusatorio e nonostante anche l’ Ufficio della Procura Generale oggi  ha chiesto ed insistito per la totale conferma della sentenza di condanna ad anni 12 di reclusione, le penetranti e diffuse argomentazioni offerte nella appassionata arringa tenuta  dall’avvocato Vannetiello hanno finito per convincere la Corte. Il verdetto è stato sorprendentemente e completamente  ribaltato ed i giudici hanno mandato assolta la Rame per non aver commesso il fatto. Così, il sapiente lavoro difensivo ha portato i suoi frutti, a seguito di una battaglia  giudiziaria che si protrae dal 2012. La assoluzione ottenuta da chi è stata per anni ritenuta il boss in gonnella è l’unica registrata all’interno della intera inchiesta puntualmente condotta dalla direzione distrettuale partenopea. Ne discende  una situazione del tutto inusuale nel panorama giudiziario. Il capoclan Annamaria Rame assolta e libera, mentre rimangono detenuti, essendo  stati  definitivamente condannati, i semplici partecipi della associazione che, come il ritenuto boss in gonnella optarono per il rito abbreviato. Nel frattempo prosegue il processo a carico dei coimputati che optarono per il rito abbreviato, ove, tra questi, degna di nota è la presenza dell’incensurato imprenditore Andrea Rame, rimesso in libertà  grazie ad eccezioni sempre svolte dall’avvocato  Dario Vannetiello.           

Due "stese" tra la folla in poche ore, panico in centro

NAPOLI. Ancora una stesa a Napoli, nella zona del Cavone. Diversi colpi di pistola sono stati esplosi tra la folla del venerdì sera nei pressi della centralissima via Pessina, davanti all'abitazione di due elementi di spicco del clan Lepre, zio e nipote, in via Francesco Saverio Correra. Panico tra la gente. Ad allertare la polizia i residenti. Gli agenti hanno trovato 9 bossoli e una pallottola inesplosa calibro 9x21. Poco dopo ancora spari, questa volta in via Antonio Villari, nei pressi di piazza Cavour, sempre in centro. Questa volta i colpi sono stati esplosi vicino all'abitazione di un pregiudicato. I poliziotti hanno trovato 8 bossoli di diverso calibro.

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