Giovedì 15 Novembre 2018 - 23:12

Raid contro l’auto del ras: c’è il video dei “piromani”

di Luigi Sannino

NAPOLI. Una telecamera ha ripreso l’esplosione dell’ordigno piazzato davanti alla Mercedes classe A di proprietà di Alberto Volpe, preso di mira due volte in altrettanti mesi: prima con una raffica di proiettili contro l’abitazione, poi con un ordigno che ha semidistrutto la parte anteriore della macchina. Gli investigatori, che seguono due piste precise, stanno analizzando le immagini a caccia di indizi utili a identificare, quantomeno a livello investigativo per capire il movente, gli autori del raid. Come scriviamo a parte, la matrice è indubbiamente camorristica; ma non è ancora ancora chiaro se le intimidazioni sono il frutto avvele-nato di una vicenda privata o rientrano nella guerra di Forcella. Non la pensa così il di-retto interessato, che sostenne a settembre scorso la tesi di un errore da parte dei pistoleri: «Avranno sbagliato casa».

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Cacciatore sorpreso con apparecchi illegali, finisce nei guai

GIUGLIANO. Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato insieme al personale dipendente delle guardie particolari giurate volontarie zoofile hanno sorpreso un uomo, 67enne, del posto intento ad utilizzare 2 apparecchi elettroacustici illegali, di cui uno spento al momento del controllo, utilizzati al richiamo per vari tipi di uccelli tipo allodole, tordi, ecc. Il 67enne è stato bloccato dagli agenti in località “Vallanito” a Giugliano, ai confini con il Comune di Parete. L’uomo aveva piazzato 2 apparecchi nascosti tra gli alberi, in attesa dell’avvicinamento della selvaggina. I poliziotti hanno sequestrato un fucile da caccia semiautomatico, calibro 12, marca Beretta e 3 cartucce da caccia caricati a pallini. Il 67enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

Why not, Corte d'appello: su de Magistris abuso d'ufficio

NAPOLI. La Corte di Appello di Salerno presieduta da Massimo Palumbo, ha parzialmente riformato, accogliendo nella sostanza l’atto di appello proposto dalla sola parte civile Luigi de Magistris (difeso dagli Avvocati Stefano Montone ed Elena Lepre), la sentenza emessa dai giudici di primo grado del procedimento sul cosiddetto scontro tra Procure che aveva assolto tutti gli imputati per l’illecita revoca del procedimento Poseidone e l’illecita avocazione del procedimento Why Not  all’allora pubblico ministero Luigi de Magistris.

La Corte di Appello di Salerno ha riconosciuto che ci fu violazione di legge nella revoca del procedimento Poseidone ad opera dell’allora Procuratore Aggiunto di Catanzaro Salvatore Murone, con il concorso del senatore di Forza Italia GianCarlo Pittelli e dall’allora sottosegretario del Ministero delle attività produttive, Giuseppe Galati, ritenendo i fatti sussumibili nel reato di abuso d’ufficio, per il quale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Riconosciuto commesso in violazione di legge anche il provvedimento di avocazione del procedimento Why Not ad opera sempre di Murone, dell’Avvocato Generale facente funzioni di procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catanzaro, Dolcino Favi in concorso con l’imprenditore della Compagnia delle Opere Antonio Saladino, ritenendo i fatti sussumibili nel reato di abuso d’ufficio, per il quale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Il primo grado di giudizio aveva visto la prima udienza il 2 febbraio 2011 (a quasi 4 anni dai fatti) e si era chiuso il 20 aprile 2016, dopo 98 udienze: il collegio della prima sezione penale, pur riconoscendo in sentenza la violazione di legge, aveva assolto gli imputati. L'ex pm Luigi de Magistris, ora sindaco di Napoli, aveva impugnato la sentenza.

"Esprimo grande soddisfazione per il fatto che, seppur a distanza di così tanto tempo e seppur con tante ingiustizie che ho dovuto subire, la Corte d'appello di Salerno abbia riconosciuto le responsabilità per il delitto di abuso d'ufficio - dice de Magistris - da oggi abbiamo la prova che quelle indagini, che riguardavano i rapporti tra criminalità organizzata, istituzioni, politica e massoneria deviata, che arrivavano fino al cuore dello Stato, mi furono illecitamente sottratte, affinché non arrivassi alla verità e non mi si consentisse di fare le doverose indagini che svolsi nell'esclusivo adempimento delle norme costituzionali e nel rispetto della legge. Ho tanta amarezza nel cuore, ma oggi lo Stato, anche se in parte, mi ha ripagato con una sentenza cosi importante. Voglio ringraziare il mio avvocato Elena Lepre per il lavoro encomiabile svolto al mio fianco in questi anni". 

Donna intubata e ricoperta di formiche, appello per esaudire il suo ultimo desiderio

NAPOLI. “L’ultimo desiderio di T. e della sua famiglia era quello di poter tornare a casa sua nello Sri Lanka. Nonostante il parere favorevole della struttura che l’aveva in cura a trasferirla nel suo Paese d’origine, la compagnia aerea non ha acconsentito all’imbarco perché mancava un medico che la accompagnasse insieme alla sua famiglia. Lancio un appello affinchè le autorità si mobilitino per cercare di esaudire l’ultimo desiderio di questa donna davvero sfortunata”. Queste le parole del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli all’uscita dell’ospedale San Giovanni Bosco dove si è recato per verificare le condizioni della donna, al quale la famiglia ha raccontato la storia della sfortunata donna. La storia di T. viene raccontata dalla sua famiglia. “T. Come la chiamiamo noi è venuta in Italia come turista  sei mesi fa per venire a trovare i suoi figli. In seguito a un malore è stata ricoverata al Monaldi per un by pass cardiaco. Le sue condizioni sono però peggiorate dal punto di vista neurologico ed è entrata in coma vigile. Di qui il trasferimento in una casa di cura di Telese per tentare la riabilitazione.  Nulla da fare e allora la famiglia ha scelto di riportarla al suo Paese perché morisse lì. Con il parere favorevole della struttura di Telese la famiglia ha tentato di imbarcarla su un aereo diretto in Sri Lanka. La compagnia aerea ha rifiutato l’imbarco per l’assenza di un medico accompagnatore. La situazione è poi degenerata è abbiamo dovuto ricoverarla al San Giovanni Bosco che, a dire il vero, ha mostrato molta umanità nell’accoglierla nonostante le difficoltà del caso. Adesso cerchiamo anche attraverso il consolato, di riuscire a esaudire il suo ultimo desiderio trovando un medico che sia disposta ad accompagnarla. Speriamo che qualcuno raccolga questo appello”.

 

Giovani programmatori alla conquista dello spazio, sos risorse economiche

NAPOLI. “Non è facile per le scuole italiane e del Mezzogiorno in particolare competere con le scuole dei grandi colossi economici mondiali nel settore della ricerca aerospaziale senza strutture adeguate e senza nemmeno i soldi per andare a Boston per la finale internazionale di una competizione”. Con la schiettezza dei suoi 17 anni Davide Di Pierro, studente del quarto anno dell’Istituto Tecnico Industriale “Augusto Righi”, approfitta della platea del Sabato delle Idee, che ha radunato a Napoli alcuni dei rappresentanti dei più importanti centri di ricerca italiani nel settore della robotica, per lanciare un appello forte alle istituzioni e alle aziende regionali e nazionali sul tema dei finanziamenti all’istruzione e alla ricerca. Un team di studenti del Righi, composto da Di Pierro con Mauro D’Alò e Luigi Picarella e guidato dai docenti di matematica ed informatica Salvatore Pelella e Ciro Melcarne, è attualmente al secondo posto dell’High School Tournament della “Zero Robotics”, una competizione internazionale di programmazione di robotica aerospaziale ideata dal MIT, il Massachusetts Institute of Technology, in collaborazione con la NASA. Una competizione che quest’anno vede in gara quasi 200 team di tutte le scuole del mondo, dall’Australia alla Germania, dalla Russia agli Stati Uniti (molte delle quali in gara con il sostegno di sponsor del calibro di Apple e Microsoft) e che, come racconta il professor Melcarne, “vede il Righi in finale ormai da cinque anni”. Una finale, quella di Boston, a cui però gli studenti del Righi lo scorso anno per mancanza di fondi non hanno potuto partecipare. E allora ecco l’appello di Davide, Mauro e Luigi che il prossimo gennaio vorrebbero essere a Boston a giocarsi il primato con gli altri tredici team che entreranno in finale. “Accendere i riflettori sulle tante eccellenze che ci sono nelle scuole e nelle Università del Mezzogiorno è stato uno degli obiettivi fondanti del Sabato delle Idee e anche oggi i giovani studenti del Righi rappresentano la testimonianza concreta di quanto sarebbe importante investire di più sulla ricerca e sulla formazione per rendere sempre più competitivi i giovani del nostro Paese invece di ‘costringerli’ ad emigrare all’estero”. Così Marco Salvatore, fondatore del Sabato delle Idee, il pensatoio progettuale che ha messo in rete negli ultimi dieci anni alcune delle migliori eccellenze scientifiche, accademiche e culturali della città di Napoli, ha voluto subito sostenere l’appello del team di programmatori del Righi.

Un Sabato delle Idee quello ospitato dall’Istituto Tecnico di Fuorigrotta, nell’ambito della trentaduesima edizione di “Futuro Remoto”, che è stato all’insegna delle eccellenze dei giovani cervelli napoletani con gli allievi del Righi che hanno presentato alcuni dei loro migliori progetti nel settore dell’intelligenza artificiale. Quello illustrato da Emilia Napolano si chiama “Follow the Sun” ed è basato sull’orientamento automatico di un pannello solare verso una fonte di luce o di calore. “F.I.D.O - Fare-Interpretare-Descrivere-Osservare” è, invece, il progetto presentato da Antonio Grassini: un cluster di computer realizzato dagli alunni dell’Augusto Righi in collaborazione con il CSI, il Centro di Calcolo Interfacoltà dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Una connessione fondamentale quella tra scuola e Università per lo sviluppo del settore della robotica” hanno sottolineato i Rettori del Suor Orsola e della Federico II, Lucio d’Alessandro e Gaetano Manfredi. Una rivoluzione, quella della robotica, che abbraccia tantissimi settori: dall’ingegneria alla medicina, dalle scienze umane ai beni culturali come è emerso dagli interventi di Bruno Siciliano, presidente di “Icaros” il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Chirurgia Robotica dell’Università Federico II e di Roberto Montanari, docente di Nuove tecnologie per i beni culturali e direttore del Centro di Ricerca Scienza Nuova dell’Università Suor Orsola Benincasa.

Eccellenze campane a confronto con due dei più grandi centri di ricerca italiani nel settore dell’intelligenza artificiale, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste diretta da Stefano Ruffo e il Campus Bio-Medico di Roma che, con l’intervento del Pro Rettore, Eugenio Guglielmelli, ha annunciato la nascita di “una rete universitaria per la ricerca nel settore della robotica”. Un tavolo di lavoro al quale già ci sono le Università della Campania. Una regione con grandi eccellenze nella formazione e nella ricerca che come ha saputo notare anche un ragazzino di 17 anni avrebbero bisogno di maggiore sostegno per spiccare il volo. Iniziando da un semplice volo per Boston.

Federico II, laurea honoris causa al Premio Nobel Lefkowitz

NAPOLI. Lunedì 12 novembre 2018 alle 11, dell'Aula Magna "Gaetano Salvatore" della Scuola di Medicina e Chirurgia via S. Pansini, il Rettore dell'Università di Napoli Federico II, Gaetano Manfredi, conferirà la Laurea Magistrale honoris causa in Medicina e Chirurgia a Robert J. Lefkowitz. Introdurranno la cerimonia gli interventi del rettore Manfredi, Luigi Califano, presidente Scuola di Medicina e Chirurgia Federico II, e Claudio Buccelli, direttore Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate Università Federico II. Seguiranno la Laudatio Academica di Robert J. Lefkowitz tenuta da Bruno Trimarco, direttore della Cattedra e Divisione di Cardiologia Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate dell'Ateneo, e la Lectio Magistralis di Lefkowitz, Investigator, Howard Hughes Medical Institute. Lefkowitz, medico newyorchese, 75 anni, ha vinto il premio Nobel per la Chimica nel 2012 insieme allo statunitense Brian Kobilka, per gli studi sui recettori cellulari accoppiati a proteine G. 

Ambiente, sequestrate aziende a Quarto e Pozzuoli VIDEO

POZZUOLI. Prosegue l’azione della Polizia metropolitana per il controllo del territorio e la tutela ambientale. Nel corso di una serie di interventi sono state sequestrate, per varie gravi infrazioni, due aziende a Quarto e una a Pozzuoli. In particolare a Quarto è stata sequestrata un'officina di carpenteria metallica per abbandono di rifiuti e assenza di autorizzazione per le emissioni in atmosfera. Altro sequestro per un'area non autorizzata allo stoccaggio. Entrambi le società operavano nel comune di Quarto in via Masullo. A Pozzuoli sequestrata intera azienda per violazione limiti di deposito temporaneo e assenza di autorizzazione allo scarico dei reflui in pubblica fogna. Soddisfazione per l’intervento è stato espresso dal sindaco Metropolitano Luigi de Magistris e dal consigliere delegato alla Polizia metropolitana Carmine Sgambati che ha ricordato come l’impegno della polizia mAmbiente,etropolitana abbia portato a importanti successi negli ultimi due anni per la tutela e difesa del territorio contro i crimini ambientali.

IL VIDEO

Picchiava la moglie da tre anni, arrestato un 43enne

NAPOLI. Maltrattava la moglie da 3 anni, arrestato dopo l’ennesima aggressione.I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Reparto Operativo di Napoli hanno tratto in arresto un 43enne già noto alle forze dell'ordine resosi responsabile di maltrattamenti in famiglia e di lesioni peronali volontarie. I militari dell’Arma sono intervenuti d’urgenza in via Mario Palermo, nel quartiere di Ponticelli, bloccando l'uomo che immediatamente prima aveva aggredito la moglie 36enne causandole contusioni ed escoriazioni guaribili in 5 giorni. Approfondendo la situazione è emerso anche che analoghi episodi, finora mai denunciati, andavano avanti da circa 3 anni. L’arrestato è stato condotto a Poggioreale.

Camorra, prestanome di broker della cocaina: arrestato 29enne

NAPOLI. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia a carico di Gennaro Duello, 29 anni, di Napoli, ritenuto responsabile di intestazione fittizia di beni aggravata da finalità mafiose. Secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe, tra l'altro, compiuto operazioni per ostacolare l'identificazione della provenienza di denaro e altre utilità provento di reati, intestandosi fittiziamente 2 attività commerciali (già sequestrate insieme ad altri beni) ed acquistate prevalentemente con denaro proveniente dal narcotraffico. Il provvedimento è stato deciso dopo una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura, che ha permesso di individuare Duello come prestanome di Andrea Lollo, ora collaboratore di Giustizia, tratto in arresto il 12 gennaio scorso su occ decisa dal Gip su richiesta della Dda poiché ritenuto contiguo con il ruolo di broker di cocaina con un'associazione operante nel narcotraffico internazionale con svariati gruppi criminali della Campania, tra i quali i Nuvoletta e i Ciccarelli. 

Rubato 10 anni fa e ritrovato dai carabinieri, torna in chiesa il Bambino Gesù

NAPOLI. Alle ore 11 di domani, domenica 11 novembre 2018, nella Chiesa "San Domenico Soriano" di Napoli, alla presenza del parroco Antonio Paoni e del comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, capitano Giampaolo Brasili, si svolgerà una cerimonia per la riconsegna di una statua raffigurante "Gesù Bambino con cuore in mano" sottratta dall'Arciconfraternita del Santissimo Rosario il 5 marzo 2008. Il recupero è stato effettuato dopo attività investigativa del Nucleo Tpc di Napoli che ha individuato il bene grazie alla comparazione di una sua immagine con quella contenuta nella Banca Dati beni culturali sottratti gestita dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nell'ambito di indagini coordinate dalla Procura di Isernia che hanno permesso di disarticolare nel settembre 2017 un'organizzazione criminale le cui basi sono ritenute crocevia per la ricettazione di beni d'arte di provenienza furtiva.

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