Mercoledì 14 Novembre 2018 - 15:23

Barra, rapinatori minorenni incastrati dalle telecamere

NAPOLI. I carabinieri hanno arrestato a Barra tre rapinatori minorenni. Le telecamere li hanno ripresi mentre si sono trovati intrappolati e costretti a deporre le armi prima di riuscire a fuggire Un video decisamente sui generis e una fuga durata poco. È questo l’epilogo di una tentata rapina ai danni di un esercizio commerciale della periferia Est di Napoli a opera di tre 17enni, subito dopo identificati e arrestati dai militari della Stazione di Barra con l’accusa di tentata rapina a mano armata. La sera di alcuni giorni fa due rapinatori con casco calzato e pistola in pugno fanno irruzione nel negozio. Le telecamere riprendono i 2 giovani spingersi fin dietro alla cassa. Dopo pochi secondi ecco che si vede una donna sgattaiolare fuori dall’esercizio chiudendo dall’esterno la porta di ingresso. Quando i rapinatori fanno per uscire si accorgono di essere rimasti in trappola. A questo punto i due si fanno prendere dal panico, iniziano a battere con la pistola sul vetro della porta, a tirare con forza le maniglie nel tentativo di aprire, ma inutilmente. Vista la resa, dall’esterno viene aperta la porta e dopo un attimo di parapiglia i malviventi riescono a fuggire. In questo frangente sopraggiunge una pattuglia della Stazione dei carabinieri di Barra. I militari inseguono e bloccano immediatamente uno dei tre malviventi (tre perchè il complice rimasto fuori a fare da palo, se ne era già andato dopo aver visto gli amici in difficoltà). Le prime indagini consentono agli operanti l’identificazione del secondo e del terzo complice. Entrambi rintracciati, il "palo" arrestato poco dopo la rapina e il terzo, a distanza di qualche ora, sottoposto a fermo del pubblico ministero. I carabinieri recuperano e sequestrano anche la pistola, la replica di una semiautomatica privata del tappo rosso nonché il bottino, che è stato restituito ai proprietari. L’autorità giudiziaria  per i minorenni di Napoli ha convalidato gli arresti e il fermo
disponendo per i tre minorenni la misura cautelare dell’obbligo di permanenza in casa.
 

L'assessore Mazia pestato in strada: giallo a Pomigliano

POMIGLIANO D'ARCO. Aggressione choc in città: l'assessore allo sport e alla viabilità Gianfranco Mazia è stato aggredito e picchiato a sangue questa mattina. Mazia si trovava in corso Umberto I, all'angolo con via Imbriani, quando è stato sorpreso alle spalle da due persone che lo hanno preso a calci e pugni. L'uomo è stato poi trasportato da un'ambulanza del 118 all'ospedale di Nola e trasferito successivamente al II Policlinico. Fratture al volto, alle costole e contusioni intrapolmonari. Prima della fuga, i due uomini sulla trentina gli hanno sfilato il portafogli. I carabinieri indagano su quanto avvenuto. Messaggi di solidarietà sono giunti da più parti. Il sindaco Lello Russo ha convocato d'urgenza la Giunta e ha chiesto ai candidati sindaci di sospendere gli incontri elettorali. Non è chiaro se si sia trattato di una rapina o se sia un episodio legato alla campagna elettorale in corso a Pomigliano d'Arco, dove si voterà per il sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale al quale Mazia è candidato nella lista di Forza Italia.

Scoperta fabbrica di occhiali falsi: sequestrati 16mila pezzi

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno individuato San Giuseppe Vesuviano una fabbrica clandestina di occhiali da sole recanti marchi contraffatti. In particolare, finanzieri del nucleo di polizia tributaria, nel corso di attività info-investigativa volta alla repressione della “filiera del falso”, scoprivano una fabbrica e relativo sito di stoccaggio, gestita da un cittadino marocchino, ove erano già stati realizzati e pronti per l’immissione sul mercato clandestino partenopeo, circa 16 mila paia di occhiali da sole recanti - tra gli altri - i marchi contraffatti Ray Ban, Gucci, Hogan, Dolce&Gabbana, Fendi, Oakley, Chanel, Persol, Giorgio Armani, Carrera e Dior. Sequestrati, oltre agli articoli rinvenuti, l’attrezzatura impiegata per la produzione degli occhiali da sole, macchinari industriali nonché 23 piastre e 49 punzoni metallici, riportanti (di fatto) il clichè di tutte le citate principali griffe. Denunciato all’autorità giudiziaria competente il predetto cittadino marocchino. 

Chiesa gremita ai funerali di mamma e figlioletto

Si sono svolti nella parrocchia di San Gennaro al Vomero i funerali di Consuelo Molese e del figlio Francesco di 10 anni uccisi  nella notte tra lunedì e martedi scorsi dal marito e padre Alfredo Palumbo che si è poi tolto la vita.

Chiesa gremita di parenti e tantissimi amici, presente anche il sindaco De Magistris, amico di famiglia dei Molese.

La cerimonia funebre si è aperta con le  note del rondò veneziano: «Consuelo avrebbe voluto così», ha detto il parrocco don Vincenzo. I tre fratelli di Consuelo, Valentina, Massimiliano e Veronica, hanno ricordato la sorella e il nipotino. Lacrime e applausi.

I compagni di classe della quinta A dell'elementare «Morelli» domani ricorderanno in classe Francesco.

 

NAPOLI. Si è svegliato in piena notte, o forse era rimasto sempre con gli occhi aperti in un tourbillon di pensieri negativi, il cuore in tumulto. Ha preso la pistola d’ordinanza e l’ha rivolta verso la moglie che dormiva. Un solo proiettile con il silenziatore al petto della donna e poi ha raggiunto a passi felpati la stanza dell’unico figlio che avrebbe compiuto undici anni il 2 novembre prossimo, contro il quale ha sparato un’altra volta, mirando alla testa. Infine Alfredo Palumbo, 45enne maresciallo capo dei carabinieri in servizio alla Legione, si è ucciso con il classico colpo al capo stendendosi sul lettino affianco al bambino. Era stressato per problemi familiari, schiacciato dal peso di dover assistere alcuni stretti congiunti molto malati. A qualche collega aveva manifestato questi suoi disagi, aggiungendo un eloquente “non ce la faccio più”. Ma sul lavoro, pur chiedendo a volte dei cambi di turno proprio per i suoi problemi personali, aveva sempre tenuto un comportamento irreprensibile.

 

Sala del Lazzaretto chiusa per il Maggio dei Monumenti

napolI.  «Maggio dei Monumenti? no, Maggio dell’ipocrisia», è  quanto dichiarano i  consiglieri  Municipali Enrico Cella e Mario Maggio
Una frase ironica ad effetto che serve però a ben identificare quello che, hanno detto i consiglieri, sta avvenendo: «È inspiegabile -hanno denunciato infatti i consiglieri - che la Sala del Lazzaretto ubicata all’interno dell’ ex Ospedale della Pace  di via Tribunali sia stata inserita nel programma del Maggio dei Monumenti  2015 ma solo in via teorica, perchè nella pratica è chiusa  e rimarrà chiusa anche il sabato e la domenica». 

leggi tutto sul giornale di oggi

lo trovi anche on line

 

Scavi Pompei, manutenzione: chiude tratto di Passeggiata fuori le mure

POMPEI. Vanno avanti spediti i lavori di manutenzione e di restauro programmati dalla Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia che, da lunedì prossimo, 11 maggio, e fino al prossimo settembre chiude al pubblico il tratto della Passeggiata fuori le mura, da Porta Vesuvio a Porta Ercolano, per consentirne la manutenzione. ''La Passeggiata fuori le mura permette di fruire dell'area archeologica di Pompei in un percorso naturalistico e archeologico allo stesso tempo - spiega la Soprintendenza-  lungo i cumuli borbonici prospicienti le mura fino all'antico piano di calpestio all'altezza delle porte di accesso e dei relativi assi viari, nonché delle necropoli che lungo di essi si sviluppano, con suggestive vedute dell'antica città dall'alto.
I lavori, che riguardano la sostituzione e il ripristino delle recinzioni, riguardano parte dello stesso capitolo del Grande Progetto Pompei. Il tratto di Passeggiata fuori le mura sarà accessibile nuovamente ai visitatori a partire dal prossimo autunno''. Un'area di particolare bellezza resta chiusa, quindi per circa 4 mesi, ma nel contempo apre ai visitatori un altro gioiello appena restaurato, la Casa della Fontana Piccola, la cui direzione lavori è stata seguita dal funzionario archeologo Fabio Galeandro e dal funzionario architetto Stefania Argenti.

 

Summit in auto dei nuovi Sarno: 4 arresti a Ponticelli

NAPOLI. Gli incessanti controlli della polizia, nel quartiere Ponticelli, teatro negli ultimi mesi di diversi episodi criminali, nella tarda serata di ieri hanno permesso ai poliziotti della sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli (dirigente Fausto Lamparelli, vice questore Marco Basile, sostituto commissario Procacci) ad arrestare 4 giovani incensurati, trovatiin auto in possesso di un revolver Smith&Wesson calibro 357 magnum. Sarebbero legati, secondo gli investigatori, al gruppo di mala definito "Cito" o "nuovi Sarno", con base nel rione De Gasperi. I poliziotti, infatti, in Via Camillo De Meis, all’interno del Rione De Gasperi, hanno notato un’autovettura Ford Focus, al cui interno vi erano 4 giovani. Dopo aver imposto l’"alt polizia", gli agenti hanno proceduto a un controllo rinvenendo e sequestrando, all’interno della tasca dello schienale del sedile anteriore lato passeggero, la pistola Smith&Wesson, avvolta in uno straccio, con matricola abrasa e completa di due proiettili calibro 38. I 4 giovani, tutti di età compresa tra i 20 ed i 24 anni, non hanno saputo fornire spiegazioni al riguardo del possesso del revolver. In manette sono finiti Marco Tarantino, 20enne figlio di Antonio, quest’ultimo ucciso in un agguato di matrice camorristica il 23 novembre 2013, Giuseppe Caruso, di 21 anni, Antonio Padolino di 23 anni e Vittorio Baldascini, di 24 anni, sono stati arrestati in quanto responsabili, in concorso tra loro e in flagranza, del reato di detenzione e porto illegale di pistola, detenzione di munizioni e ricettazione clandestina di arma.  

Terme di Stabia, esplode la protesta. E il sindaco è in sciopero della fame

CASTELLAMMARE DI STABIA. Ex dipendenti delle Terme di Stabia hanno occupato lo stabilimento delle Antiche Terme, completato, vandalizzato e mai riattivato. La protesta dei lavoratori, da tempo in attesa della soluzione della vertenza che li vede protagonisti nel fallimento delle Terme di Stabia Spa, si accavalla a quella del sindaco Nicola Cuomo, che da da quattro giorni ha dichiarato lo sciopero della fame, per richiamare l'attenzione del Governo nazionale e di quello regionale sul problema. Gli occupanti delle Terme Antiche, lo stabilimento che sorge a pochi metri dalla Fincantieri di Castellammare di Stabia, sono una trentina, ma sono circa 200 i termali che attendono risposte dall'amministrazione cittadina, proprietaria delle Antiche Terme per le quali, dal 2007 a oggi, sono stati investiti 12 milioni di euro di fondi Cipe, regionali e comunali. Sulla ristrutturazione necessaria del complesso termale, che richiede un ulteriore ingente investimento per assicurarne la riapertura, c'è al momento la proposta di una cordata di circa una decina di imprenditori locali, 'Ars-Nova', capeggiati dal manager Carlo Trevisan. 'Ars Nova' ha presentato da due mesi una richiesta al Comune per discutere un business plan con il quale garantire la ripresa delle attività e la riassunzione dei lavoratori. Ma dall'Amministrazione cittadina non è mai giunta una risposta.

    

Pompei Scavi "scoppia", turisti a numero chiuso

POMPEI. Troppi 35mila visitatori in un giorno solo per gli Scavi di Pompei «non sono un flusso sostenibile». Il soprintendente Massimo Osanna ha già contattato il ministro di Beni culturali e turismo, Dario Franceschini, per 'arrivare preparati' alla prossima domenica ad ingresso gratis, la prima di giugno, con un incremento di sorveglianza e il 'numero chiuso'. «Potrei, per settori - dice Osanna - ipotizzare di contingentare l'afflusso di visitatori bloccando gli ingressi oltre i 15-20mila. Ma la proposta può essere anche quella di visite con itinerari programmati, ampi, perché nemmeno si può pensare di far confluire una tale massa di persone in un'unica zona degli Scavi».

Edenlandia, l'imprenditore: ecco perché mi vogliono cacciare

NAPOLI. «Mi sembra chiaro. L’amministratore delegato di Mostra d’Oltremare ha detto pubblicamente che ci sono sette-otto richieste per acquisire Edenlandia». Il responsabile tecnico della New Edenladia Cosimo Barbato non ha dubbi, su quale sia il motivo che induce il Comune a dichiarare apertamente che vuole rescindere il contratto con la società che ha firmato per 30 anni il contratto di fitto dell’area con la Mostra. Fitto che prevede per i primi cinque anni un pagamento agevolato di 20mila euro all’anno, per aumentare progressivamente, fino ad arrivare, all’undicesimo anno, a 530mila euro all’anno.

i lavori. Secondo gli assessori Carmine Piscopo ed Enrico Panini, la cordata di imprenditori capitanata dal re delle biciclette Mario Schiano sarebbe in grave ritardo con le opere di recupero dell’area. Ma la società mostra le carte e dimostra che non è vero: «Da gennaio siamo riusciti a dipanare, con grande dispendio di energie e risorse, l’inagarbugliata questione degli abusi da risanare - afferma Schiano - Adesso che ci siamo riusciti, vogliono toglierci il parco. Mi pare assurdo». «Chi dice che siamo in ritardo mente sapendo di mentire - afferma l’ingegner Barbato - Nel febbraio scorso avevamo solo una Cil (Comunicazione inizio lavori), che ci permetteva di ripulire alcune aree, come è stato fatto. Le autorizzazioni del Comune ad abbattere 2mila metri cubi di abusi sono arrivate solo il 24 aprile, una settimana fa. Ma è, comunque, una documentazione ancora insufficiente. L’abbattimento delle opere, infatti, è subordinato alla presentazione da parte di Mostra d’Oltremare di un piano e dell’approvazione di questo da parte della Sovrintendenza».  

piano da rifare. Ma, seppure venissero abbattuti tutti i manufatti abusivi, l’Edenlandia non potrebbe, comunque, riaprire. Perché? Perché le strutture da distruggere sono i servizi. E senza i servizi non ci sarebbe l’agibilità. Facciamo qualche esempio.

teatrino e birreria. Il piano degli abbattimenti prevede, per il teatrino dell’Edenlandia, l’eliminazione della metà del piano superiore: camerini e bagni. Va da sé che senza servizi la struttura non potrebbe neanche aprire. Stesso discorso vale per la birreria, dove andrebbero giù gli spogliatoi, i bagni, una cella frigorifero e un muro relativo ad una scala.

la sanatoria. Ma non ci sono solo i duemila metri cubi che andrebbero abbattuti. Ci sono anche i 3mila che andrebbero sanati. Anche su quelli non c’è nessun accordo. Ad esempio, per la pizzetteria “Lo spizzico”, che si trova vicino a porta Micarelli: secondo il Comune va sanata, secondo la Sovrintendenza no. La stessa cosa per quanto riguarda il ristorante del laghetto. Secondo la Sovrintendenza il laghetto andrebbe ripristinato, ma questo significherebbe abbattere la piscina Scandone, costruita proprio su una parte del laghetto originario. Una cosa impossibile, chiaramente.

nessun accordo. Insomma, non solo non c’è alcun accordo scontato su cosa andrebbe fatto delle opere da abbattere e di quelle da sanare tra Comune e Sovrintendenza. E c’è da rifare completamente il piano delle opere che restano in piedi: alle quali, per rendere le strutture agibili, dovranno essere aggiunti tutti i servizi che saranno abbattuti.

la fidejussione. Ma il nodo del contendere, la contestazione che viene avanzata da Mostra d’Oltremare, in realtà, non riguarda le autorizzazioni ad abbattere o a costruire, ma le fidejussioni bancarie in base alle quali è stato firmato il contratto. Dopo quattro mesi di trattative e di incartamenti si era arrivati alla firma di una fidejussione ex articolo 106. Firmata e approvata, Mostra d’Oltremare dopo un po’ dice che non va bene: è necessaria una fidejussione ex articolo 107. La differenza è che in quest’ultimo caso gli intermediari finanziari sono vigilati dalla Banca d’Italia e si trovano in un elenco speciale. «Per noi non c’è alcun problema - afferma Barbato - rifaremo le pratiche e spenderemo altri soldi. Ma la cosa si commenta da sé».  

i lavoratori. I sindacati si sono schierati con l’Amministrazione comunale e attaccano duramente la società New Edenlandia che vuole rinviare l’apertura al 2016. Dal primo maggio, è finito il sussidio della cassa integrazione guadagni e i dipendenti sono senza alcun reddito. Il Comune assicura di impegnarsi per garantire la proroga di ammortizzatori sociali per il tempo sufficiente a riaprire il parco. Ma la rescissione del contratto porterebbe ad allungare i tempi ulteriormente. «Gli accordi prevedono l’assunzione di tutti i lavoratori e non ci vogliamo certamente sottrarre - afferma il responsabile tecnico - Tra l’altro per garantire l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) è necessario che l’azienda anticipi all’Inps 160mila euro, questo i sindacati lo devono prendere in considerazione». 

lo scontro. Sarà muro contro muro tra Comune e società. «Non ho alcuna intenzione di lasciare il progetto dell’Edenlandia - dice Schiano - Questa storia finirà in tribunale e voglio vedere come farà il Comune a dimostrare di avere le carte in regola per rescindere il patto». Intanto, mercoledì sarà a Napoli Valerio Mazzoli, il designer di Disneyland Paris e di Gardland, titolare degli omonimi studios in California, «ma l’assessore non lo vuole incontrare - dice Barbato - Fa nulla. Parlerà solo con noi. 

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici