Giovedì 15 Novembre 2018 - 18:57

Arriva il monociclo anti-traffico, il sindaco: lo useranno i vigili

NAPOLI. La polizia municipale di Napoli potrebbe a breve sperimentare l’impiego di un monociclo elettrico a impatto zero sull’ambiente. La possibilità che la sperimentazione possa avere inizio è stata avanzata dal sindaco, Luigi de Magistris, in occasione dell’inaugurazione del primo store italiano di Solowheel, monociclo elettrico che sta spopolando negli Stati Uniti.  «È una grande novità, è un mezzo che va nella direzione giusta per favorire un nuovo tipo di mobilità, come il bike sharing, per una città a misura d’uomo», ha detto de Magistris. «Lavoriamo a una forma sperimentale con la polizia municipale e mi auguro si possa partire già nei prossimi giorni. Potrebbe essere - ha aggiunto il sindaco - l’esempio di un servizio pubblico che mostri rispetto per l’ambiente». Il monociclo elettrico è stato ideato da Shane Chan, americano titolare di 47 brevetti, ed è stato introdotto in Italia, è stato rilevato, dall’imprenditore napoletano Luigi Iaccarino. Il monociclo pesa 11 chilogrammi, percorre 20 chilometri con un’ora di ricarica, è trasportabile in bus, metrò, ufficio, ed è utilizzabile non solo in pianura, ma anche in salita e discesa. Ha sottolineato Iaccarino: «È una rivoluzione nel mondo dei trasporti».  Solowheel presenta una ruota da 16 pollici con all’interno il motore elettrico da 1.3 CV, un guscio protettivo per gli agenti atmosferici, due pedane ripiegabili e una maniglia per il trasporto a mano. «Il mezzo - ha spiegato Joelene Jolivette della Global Direct Marketing Solowheel - è dotato di tecnologia avanzata e design essenziale, va incontro alle esigenze della nuova mobilità, ci aspettiamo grandi risultati in Italia e a Napoli».
In via Palepoli 14-16 ha aperto il primo store italiano per Solowheel. Allo store ci sarà spazio per i dettagli tecnici e le curiosità del mondo Solowheel per tutti gli appassionati. 

Investita sulle strisce, muore ragazzina di 14 anni a Ischia

ISCHIA. Una ragazza di 14 anni, Maria Di Meglio, è morta sull'isola d'Ischia dopo essere stata investita da un'automobile nella centrale via Sogliuzzo di Ischia Porto nei pressi di un attraversamento pedonale. La ragazza è deceduta durante il trasporto nell'ospedale "Rizzoli". Sul luogo dell'incidente è intervenuta la Polizia. L'investitore, un giovane, ha soccorso la ragazza. Il ragazzo Vincenzo Ippolito, 24enne di Casamicciola è risultato positivo ai cannabinoidi. È quanto emerso nella notte dai test tossicologici che la polizia ha fatto eseguire ai sanitari dell'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno dopo il prelievo di sangue in ospedale, nelle fasi immediatamente successive all'incidente. Test per accertare la presenza di stupefacenti che dovranno essere confermati tra oggi e domani dall'Istituto di Medicina legale di Napoli.
L'auto di Ippolito - che ha soccorso la ragazza - è stata sequestrata dagli uomini del vice questore Stefania Grasso ed il pm di turno, Luigi Cannavale, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
 L'intera comunità isolana è scioccata per l'evento. La ragazzina frequentava la terza media alla Scotti. «Non ho parole, notizia terribile» commenta la preside Lucia Monti.

 

Piazza Carlo III, allarme epatite: evacuata la scuola elementare

NAPOLI. Due casi sospetti di epatite alla scuola materna ed elementare “Dante Alighieri” di piazza Carlo III. E scoppia il panico tra i genitori. Allertate dal passaparola, ieri mattina, decine di mamme, allarmate dalle voci sul ricovero di due fratellini, il più piccolo frequentante la materna, che ha accesso da via Gaetano Argento, il più grande, studente della quinta elementare, si sono precipitate nel plesso scolastico del centro storico per chiedere spiegazioni alle maestre ed alla dirigente scolastica.
Le mamme, quindi, hanno chiesto alla preside di ritirare i propri figli dalla scuola, prima del termine delle lezioni. I genitori hanno chiesto anche l’intervento dei carabinieri, accorsi prontamente sul posto in mattinata. «Con l’assenso della preside – riferiscono le mamme – ci è stato permesso di riportare a casa i nostri figli prima della fine delle lezioni».
Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di due casi di epatite A, che potrebbero aver avuto origine dall’alimentazione. Ma la vicenda è ancora tutta da chiarire.
Fari puntati, intanto, sul servizio di refezione scolastica, che sarà sottoposto ad un rigoroso monitoraggio nelle prossime ore. Anche se non è escluso che i bimbi possano aver contratto eventualmente l’infezione anche in un altro luogo.
«Siamo state avvertite dal passaparola tra i genitori – racconta una delle mamme – appena si è diffusa la notizia del ricovero in ospedale dei due fratellini, che frequentano entrambi la “Dante Alighieri”. Siamo accorse sul posto chiedendo spiegazioni alle maestre. C’è stato un po’ di fermento tra i genitori e qualcuno ha chiamato i carabinieri. I responsabili dell’istituto ci hanno dato il permesso di riportare a casa i nostri figli e si sono impegnati ad avvisare l’Asl dell’accaduto per avviare i dovuti accertamenti. Inoltre, ci hanno garantito che tutto sarà fatto per eliminare qualsiasi eventuale rischio di contagio. Tra le possibili soluzioni, una disinfestazione all’inizio della prossima settimana. Anche gli autisti dei pulmini che accompagnano i bimbi a scuola hanno ricevuto indicazioni in tal senso».
E torna la psicosi igiene nelle mense delle scuole comunali, dopo i casi dei vermi nei piatti e delle infezioni intestinali che si sono verificati all’inizio dell’anno. Lo scorso gennaio, infatti, la scuola elementare e materna “Edmondo De Amicis” dovette sospendere le lezioni per alcuni giorni, dopo aver registrato numerosi casi di ossiuriasi tra i bambini, per poter effettuare una disinfestazione straordinaria.   A chiedere l’intervento della Asl era stata la preside dell’istituto, prontamente intervenuta per stroncare sul nascere qualsiasi possibilità di contagio e per sanificare nel modo più accurato l’ambiente scolastico.
Altri casi sospetti di infezioni intestinali, quindi, si sono verificati negli scorsi mesi nelle scuole comunali napoletane, dove, all’inizio di gennaio, è partito il nuovo bando per l’affidamento del servizio mense.

Il tribunale fallimentare: Edenlandia sorvegliata speciale

NAPOLI. L’Edenlandia, il parco giochi chiuso dal 2012 per il fallimento della società che lo gestiva, è una nave che rischia di naufragare nel porto. Ieri i 56 lavoratori hanno incontrato il giudice fallimentare Nicola Graziano, e il curatore che ha gestito le trattative Salvatore Lauria, per avere chiarimenti sulla loro situazione. La cassa integrazione è scaduta. L’unica prospettiva per ottenere un paracadute è quella di accedere ad un altro ammortizzatore sociale: l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego), un’indennità di disoccupazione. Alla garanzia del sussidio, però, corrisponderebbe l’inquietante prospettiva della mobilità, che ridurrebbe le garanzie per il futuro dei lavoratori nell’azienda. 
Il tribunale fallimentare ha chiarito che sta osservando gli sviluppi della situazione con molta attenzione. Il giudice potrebbe intervenire nel caso i patti firmati per la cessione del ramo d’azienda venissero violati. Quello più grave sarebbe l’insolvenza. Se la New Edenlandia Srl entro il 31 luglio prossimo non venissero versati 250mila euro al Tribunale il contratto sarebbe risolto immediatamente. Se Mostra d’Oltremare rescindesse il contratto di fitto, verrebbe, poi, a mancare l’altro requisito fondamentale: quello dell’esistenza, appunto, di un contratto di fitto. Paradossalmente, l’altro punto vincolante del contratto, quello dell’assunzione dei lavoratori, resterebbe il più labile per un intervento deciso del giudice, il più complicato da dimostrare, il più semplice da scavalcare.
Intanto, il consigliere delegato di Mostra d’Oltremare Giuseppe Oliviero ha già fatto sapere che la settimana prossima partiranno le prime istanze. Si partirà con una procedura stragiudiziale, per poi finire davanti alla magistratura. Oliviero elenca una serie di punti del contratto che sono stati violati. «Non hanno ancora presentato un progetto – afferma Oliviero – abbiamo solo una dichiarazione di intenti. Non hanno avviato la manutenzione straordinaria, che prevedeva un primo investimento di 8-9 milioni di euro, e che era alla base della forte riduzione del costo dell’affitto che è stato ridotto a 20mila euro». La New Edenlandia parla di permessi non ancora concessi su 2mila metri cubi da abbattere e su circa 3mila metri cubi da sanare. Mostra d’Oltremare ribatte che è stato fatto un lavoro enorme da parte del Comune con rilievi aerofotogrammetrici per individuare e autorizzare la sanatoria degli abusi. «Su 11mila metri cubi da sanare sono state concesse autorizzazioni per 9.700 metri cubi. I 2mila metri cubi corrispondono a circa 700 metri quadrati che su un’area così grande non sono una enormità – afferma Oliviero – Non possono essere questi pretesti per non fare nulla, non è stato fatto neanche l’allacciamento per l’acqua: questo la dice lunga sulla volontà di questa impresa di investire. Inoltre, ci sono problemi sulle fidejussioni che non sono state presentate secondo la procedura che abbiamo richiesto, che prevede la certificazione della Banca d’Italia. Insomma, non hanno fatto nulla, però hanno trovato il tempo di vendersi le autoscontro. Per carità, era nel loro diritto. Non mi sembrava una priorità». Oliviero evidenzia anche che sia Comune che Sovrintendenza si sono impegnati per eliminare tutti gli ostacoli all’inizio dei lavori. L’azienda, dal canto proprio, vorrebbe muoversi con tutte le carte in regola, senza rischiare nessuno stop dei lavori per l’intervento della magistratura penale. Ma si tratta di un’aspirazione non compatibile con la burocrazia italiana e più consona a Paesi come la Svizzera. È evidente che assumersi il rischio dell’impresa a Napoli ha dei costi che vanno contemplati. 
Adesso la situazione è molto complicata. Il muro contro muro, con l’intervento del tribunale, e con i ricorsi che farà la società porterà ad una paralisi totale che non solo prolungherà a tempo indeterminato la chiusura del parco giochi, ma metterà definitivamente una parola fine alle prospettive dei lavoratori. Quale imprenditore sceglierà di investire su Edenlandia, sapendo che ci sono contenziosi giudiziari in atto? È evidente il rischio di vedersi scippare il parco alla fine di un lungo processo, dopo aver speso, magari, milioni di euro. 
Il sindaco Luigi de Magistris, però, sembra determinato sulla strada dello scontro duro. Ieri, ancora una volta, ha ribadito ai microfoni di “Carte&Cartuscelle”, programma di approfondimento politico con Ciro Montella, Gerardo Ausiello e Rosario Verde su Radio Club 91, che il Comune «sta lavorando alla rescissione del contratto con gli imprenditori che non hanno mantenuto gli impegni per dare spazio ad un altro gruppo di che voglia realmente investire».

Cocaina tra i detersivi, negoziante arrestata

CARDITO. Droga tra detersivi, arrestata commerciante per detenzione di cocaina ai fini di spaccio. I carabinieri della stazione di Afragola hanno stretto le manette ai polsi di una 36enne di Cardito, già nota alle forze dell'ordine e gestrice di una attività commerciale di vendita detersivi in città. Nel corso di perquisizioni, personale e della citata attività commerciale, la donna è stata trovata in possesso di 10 grammi di cocaina e di un bilancino elettronico di precisione.

Prostituta nigeriana uccisa a Fuorigrotta: voleva difendere l'amica da una rapina. Arrestati tre 19enni di Cavalleggeri

 

NAPOLI. Una prostituta nigeriana, Antonia Osaf, è stata accoltellata e trovata morta in via Terracina a Fuorigrotta, all'angolo con via Cinthia, non lontano da un distributore di carburante. Nella serata di ieri sono stati arrestati, su fermo emesso dalla procura di Napoli, tre 19enne incensurati di Cavalleggeri d'Aosta: Raffaele Velluso, Gennaro Bitonto e Antonio Di Perna. La ragazza immigrata, 23enne secondo alcune ragazze extracomunitarie che si prostituiscono nella stessa zon, è stata colpita tra l'ascella e il petto. Il corpo è stato trovato intorno alle 5 del mattino, è stato allertato il 118 ma ormai troppo tardi ed è quindi rimasto sull'asfalto per ore. Sul posto sono stati eseguiti i rilievi e sentiti dagli inquirenti alcuni potenziali testimoni. Ma non è ancora nota l'identità della vittima, perché la donna era senza documenti. Sull'omicidio indaga la polizia del commissariato San Paolo. I tre arresti sono scattati dopo indagini a tempo di record dei poliziotti del commissariato Santo e della Squadra mobile della questura, con la collaborazione dei carabinieri del comando provinciale.

Doppia rapina a Sant'Anastasia: i banditi sono di Barra

SANT'ANASTASIA. Sono accusati di aver messo a segno due rapine nel giro di pochi minuti nella zona di Sant'Anastasia. Quattro banditi sono stati fermati nella notte: sono sospettati anche di altri asslati con lo stesso modus operandi. Sono tutti di Barra.

Per il boss Pagnozzi il “diritto ad abitare": dissequestrata la villa

NAPOLI. Primo “colpo” messo a segno dalla difesa del boss Domenico Pagnozzi.
Come si ricorderà, nell’inchiesta “Camorra Capitale” che ha rivelato la presenza della camorra nella città di Roma  furono eseguiti ingenti sequestri.
Inoltre, ben sessantuno furono le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare coinvolte a vario titolo nella associazione camorristica e nella distinta associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, oltre che di riciclaggio e numerosi episodi di estorsione ed usura .
Ai vertici di entrambe le associazioni la procura distrettuale antimafia di Roma ha collocato il boss campano Domenico Pagnozzi, attualmente sottoposto al regime del carcere duro di  cui all’art. 41bis ordinamento penitenziario. La difesa di Pagnozzi, soprannominato il “professore”,  “l’avvocato” e, di recente, “occhi di ghiaccio”,  rappresentata dall’avvocato Dario Vannetiello (nella foto) del Foro di Napoli, ha inoltrato ai giudice delle misure di prevenzione una articolata istanza, finalizzata a riconoscere il diritto di abitare la villa sotto sequestro, sita in San Martino Valle Caudina,  in favore della  moglie e dei figli del boss.
La innovativa tesi della difesa chiedeva la estensione della disciplina prevista per il fallito nei confronti di coloro che subiscono sequestri in materia di misure di prevenzione.
Ebbene, la tesi non solo è stata condivisa dal Tribunale di Roma ma è stato anche disposto  che l’utilizzo della villa  bifamiliare  avvenga senza il pagamento del canone di locazione.

Ztl di via Napoli, la svolta: sarà a fasce orarie

POZZUOLI. Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha firmato un'ordinanza con la quale stabilisce orari di libero accesso nella zona a traffico limitato di Corso Umberto. In particolare, dal lunedì al venerdì i veicoli non autorizzati potranno entrare nella ztl-2 "settore marrone" dalle ore 4 del mattino alle ore 11 e dalle ore 15 alle ore 18; il sabato, la domenica e i giorni festivi infrasettimanali, invece, l'orario di libero accesso è compreso esclusivamente tra le ore 4 e le ore 11. Le disposizioni contenute nell'ordinanza entreranno in vigore a partire dalle ore 0,01 del 10 maggio, a conclusione della fase sperimentale della Ztl. L'ingresso nei varchi elettronici è regolato anche dai segnalatori luminosi: con la scritta "Varco attivo" possono entrare solo gli autorizzati, con la scritta "Varco non attivo" vi è invece il libero accesso per tutti.

«Abbiamo deciso di apportare queste modifiche dopo la fase sperimentale del dispositivo e dopo aver ascoltato le commissioni consiliari e le esigenze di residenti e titolari di attività commerciali - dichiara il sindaco Figliolia - Adesso confidiamo molto nella collaborazione di tutti, affinché la ztl funzioni bene e i disagi siano ridotti al minimo. Entro fine mese dovrebbero essere pronti anche i due parcheggi che si trovano all'intersezione di via Matteotti con largo Tranvai e non ci dimentichiamo che a servizio della zona vi è anche il parcheggio Multipiano, che può ospitare 330 auto e dove di recente abbiamo introdotto anche la tariffa giornaliera di 2 euro dal lunedì al venerdì alle ore 18».

 

Pacco sospetto in Tribunale a Napoli fatto brillare dagli artificieri

NAPOLI. Un pacco senza mittente arrivato agli uffici giudiziari del Tribunale di Napoli ha fatto scattare l'allarme e cosi' come da protocollo sono scattati i controlli. Allertati gli artificieri della polizia di Stato e' stato fatto brillare. All'interno per fortuna non c'era nulla e dalle prime notizie pare che arrivasse da Roma.

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