«Nel presentare i risultati del primo trimestre 2021 di Intesa Sanpaolo vorrei rinnovare l’auspicio di un 2021 quale anno di superamento della pandemia da COVID-19 e di forte ripresa a livello globale e specie in Italia. Il nostro Paese è stato colpito duramente dall’emergenza sanitaria e sociale, con sensibili conseguenze in termini di diffusione della povertà e aumento della disoccupazione, in particolare femminile e giovanile». A parlare è Carlo Messina (nella foto), Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, In occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre 2021.

«Per avvicinarci ai livelli di occupazione evidenziati dagli altri grandi Paesi europei dobbiamo puntare sui solidi fondamentali della nostra economia: l’elevata ricchezza delle famiglie italiane, pari a 10.700 miliardi di euro, di cui 4.400 rappresentata da attività finanziarie; le nostre imprese manufatturiere, dotate di bilanci assai più solidi rispetto ai livelli precedenti la crisi del 2008; l’eccellenza del nostro export, in grado di superare, negli ultimi 5 anni, quello tedesco per oltre 4 punti percentuali. Non solo: il forte supporto derivante dai pacchetti di misure del Governo e la grande opportunità per ridisegnare il sistema produttivo rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con gli oltre 200 miliardi focalizzati in particolare sugli investimenti nel digitale e nell’economia ambientale, sono le basi per dare vita a una economia più forte, in grado di sostenere stabilmente livelli di crescita del PIL maggiori di quelli a cui siamo abituati»

E aggiunge: «Noi, come Intesa Sanpaolo, anche in questo delicato momento per il Paese siamo pronti a essere un punto di riferimento per una crescita sostenibile e inclusiva grazie agli oltre 400 miliardi di prestiti a medio e lungo termine che renderemo disponibili a imprese e famiglie a supporto del PNRR. Il ruolo di forte spinta alla ripresa della crescita che Intesa Sanpaolo potrà giocare si basa sui livelli di efficienza, redditività e solidità, che ci collocano ai vertici di settore in Europa. Il risultato netto del primo trimestre 2021 è pari a 1,5 miliardi di euro, con un aumento del 32% rispetto al primo trimestre del 2020. I proventi operativi netti e il risultato della gestione operativa segnano una forte accelerazione rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno (+9% e + 38%, rispettivamente). Il risultato dell’attività assicurativa è in crescita del 17% se comparato al quarto trimestre 2020 mentre, sempre nei primi tre mesi del 2021, registriamo il miglior primo trimestre di sempre per le Commissioni. Le attività finanziarie della clientela – motore di sviluppo del nostro Wealth Management – aumentano nel trimestre di circa 13 miliardi di euro e portano il valore totale a 1.200 miliardi. Grazie alla significativa riduzione dei Costi operativi (- 2,6% rispetto al primo trimestre 2020) i nostri livelli di efficienza migliorano ulteriormente con un Cost/Income del 46,5%, uno dei migliori in Europa».

«L’offerta digitale conferma i suoi livelli di eccellenza grazie alla nostra App, riconosciuta tra le migliori in Europa per funzionalità, alla capacità di servire 11,6 milioni di clienti attraverso la multicanalità e alla distintiva modalità di relazione a disposizione di PMI, Mid e Large Corporate. Il costo del rischio annualizzato scende a 35 punti base; nei primi tre mesi dell’anno il flusso di crediti deteriorati lordi è il più basso mai registrato. Abbiamo superato di 6 miliardi, con un anno di anticipo, l’obiettivo di riduzione di crediti deteriorati previsto dal Piano d’Impresa 2018-2021. A fine marzo abbiamo raggiunto un NPL ratio lordo del 4,4% (3,5% secondo la definizione EBA), e del 2,3% netto, i livelli più bassi di sempre. Il Common Equity ratio è salito al 15,7% e porta la nostra patrimonializzazione, già molto solida, a livelli ancora più elevati. Il processo di integrazione di UBI si è concluso perfettamente in linea con i nostri piani: la chiave del successo è il coinvolgimento delle persone provenienti da UBI. Le sinergie derivanti dalla combinazione con UBI Banca, previste a oltre 1 miliardo di euro all’anno e superiori alle stime iniziali, aggiungeranno valore rilevante alla nostra posizione di leadership europea. Grazie a questi elementi distintivi, la remunerazione dei nostri azionisti resta una priorità: nel mese di maggio distribuiremo circa 700 milioni di dividendi in contanti, il quantitativo massimo stabilito dal Supervisore; una volta superate le restrizioni delle BCE intendiamo distribuire in contanti – dalle riserve – la parte restante per raggiungere il payout ratio previsto nel Piano d’Impresa, pari complessivamente al 75% di 3,5 miliardi di utile netto normalizzato 2020. Confermiamo l’impegno a erogare dividendi per un payout ratio del 70% rispetto all’utile netto 2021 – previsto ben al di sopra di 3,5 miliardi – parzialmente attraverso un interim dividend nel corso di quest’anno, previa autorizzazione della BCE. La forza del nostro bilancio ci consente di assicurare un impatto concreto sull’economia e sulla società: dal 2014 sono circa 126.000 le imprese italiane che abbiamo sostenuto nel percorso di rientro in bonis (circa 2.900 nel solo primo trimestre dell’anno), le sospensioni su finanziamenti a famiglie e imprese è stata pari a un valore di 101 miliardi, i prestiti erogati con garanzia statale sono stati pari a 28 miliardi, mentre quelli concessi con garanzia SACE sono stati pari a circa 10 miliardi. Proseguiremo negli interventi volti alla riduzione del disagio socioeconomico causato dalla pandemia destinando 150 milioni, ovvero il 50% del nostro Fund for Impact, a nuovi progetti e iniziative. La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, è dovuta alla qualità professionale delle sue persone. A loro va il mio personale ringraziamento: in un periodo di straordinaria difficoltà è stata completa con successo l’integrazione di UBI e abbiamo ottenuto risultati significativamente positivi. Grazie a loro e agli importanti traguardi raggiunti la nostra Banca proseguirà nel ruolo di motore al servizio della crescita inclusiva e sostenibile».