Forse c’è ancora qualcuno che grida dal balcone che ce la faremo, qualcuno che si domanda se ne usciremo mai, altri che sostengono che dopo il Covid siamo persone migliori o peggiori: insomma, la pandemia che abbiamo affrontato ci fa interrogare molto su di noi, sulla società. Le risposte sono sempre troppo poche, solo una cosa è certa: il lockdown ha inevitabilmente cambiato le abitudini degli italiani.

Innanzitutto a partire dallo shopping: l’e-commerce ha preso – per ovvi motivi – il sopravvento sui punti vendita fisici, destinatari prima privilegiati per gli acquisti degli italiani. In generale, comunque, il trend dello shopping online è in crescita dal 2016: come riporta l’infografica pubblicata su Unicusano.it, dal 2016 al 2017 è aumentato del 28%, nell’anno seguente del 23%, il 2019 ha visto un ulteriore incremento del 21%, incoronato poi dal 2020 con ancora una crescita del 26%. Il dato che merita ancora di più la nostra attenzione, è sulla modalità di acquisto online. Ormai a farla da padrone è lo smartphone: infatti, nel 2020 il 56% dello shopping online avviene tramite telefono, solo il 44% - quindi – con gli altri device, per un totale di spesa di 12.810 milioni. Se guardiamo gli anni precedenti, la crescita anche qui è continua: nel 2019 abbiamo raggiunto la parità, 50% tra smartphone e altri device, per una spesa di 9.004 milioni di euro, nel 2018 il 43% dello shopping avveniva tramite telefono (6.486 milioni di euro), nel 2017 il 34% (4.182 milioni di euro) e solo il 24% nel 2016 (2.278 milioni di euro).

I settori più gettonati? Al primo posto il tech, con un incremento del 18% in quest’anno. La medaglia d’argento va all’abbigliamento, cresciuto del 21%. Sale sul terzo gradino del podio il food, che cresce del 26%, seguono l’arredamento – con un incremento netto del 30% - e l’editoria – che cresce del 16%.

Il lockdown e l’attenzione sempre crescente per il telematico, hanno portato alla ribalta anche le università online: se sono ormai diversi anni che è possibile studiare in e-learning grazie alle Università Telematiche, spesso una Laurea o un Master preso online viene considerato un titolo di studio di serie B, perché aleggia la convinzione che non ci sia bisogno di studiare. Adesso, quando si fa di necessità virtù dovendo rimanere a casa, ci si sta accorgendo che invece non è affatto così, ma semplicemente le metodologie di studio sono differenti. Manca certo il lato del contatto umano, dello scambio e del lifestyle universitario, ma le lezioni e il carico di studio è quello necessario, solo che viene affrontato nelle proprie abitazioni.