Week End con due concerti di spessore per la rassegna di iZimbra Music Fest - Napoli Folk.

Dopo il primo show con sold out degli Ars Nova Napoli, l’associazione che prende il nome da uno storico brano dei Talking Heads torna a proporre musica di qualità proponendo un cartellone artistico con contaminazioni tra generi musicali ma con spiccata propensione al ritmo e la ricerca delle tradizioni. 

L'unione tra popoli con le loro caratteristiche uniche, la collaborazione tra artisti nel pieno rispetto delle proprie attitudini e folclore, sono i cardini di un genere che in molti sintetizzano in World Music e IZimbra ha deciso di partire proprio da Napoli, per omaggiarele tradizioni popolari del mediterraneo con un focus particolare su quelle partenopee.

Presso il cortile del Chiostro della Chiesa di San Domenico Maggiore, Giovedì 17, alle ore 21:00,  sarà la volta del trio Suonno D'Ajere - Lupe Scarpato (canto), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandoloncello) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica) -  ensemble che evoca un vecchio brano di Pino Daniele, ideale punto di connessione tra il classicismo mediterraneo e la ostinata ricerca di essere contemporanei. Il gruppo viaggia dentro le melodie e i ritmi, e circumnaviga le serenate e le canzoni umoristiche per far tornare alla luce sapienza compositiva e interpretazioni che hanno reso la canzone napoletana una disciplina e un patrimonio immateriale. 

Venerdì 18, sempre alle ore 21:00, e sempre presso il cortile del Chiostro della Chiesa di San Domenico Maggiore, dopo anni di silenzio, sarà la volta del super combo Il Tesoro di San Gennaro; la formazione, capitanata dal produttore Salvio Vassallo e dalla voce di Valentina Gaudini (nella foto) è formata da grandi musicisti come Ernesto Nobili (chitarre), Luigi Scialdone (chitarre, mandolino), Antonio Esposito (batteria), Emidio Ausiello (percussioni), Dario Mancuso (chitarre), Caterina Bianco (violino e tastiere), Lello Somma (basso). Un progetto vibrante in cui la tradizione musicale napoletana è rielaborata in chiave rock ed elettronica. Si parte con tammurriate e villanelle del 700 per arrivare a visioni futuristiche-antiche che toccano suoni glitch e drum'n'bass su variazioni di flussi sonori che creano un ponte immaginario tra la Napoli tradizionale e quella moderna.

MS