Intimo, sospeso tra ballate disturbate e “scosso” da lievi elettrificazioni che ne caratterizzano la poetica delle atmosfere, malinconicamente sognanti, intense, mai invasive, che scorrono libere nel solco del contemporaneo cantautorato indie.

Così si presenta “My Favourite Nigths”, disco uscito per la Drop&Spiral (etichetta di Sabrina Carnevale e Marco De Falco che sta ottimamente operando sulla promozione di giovani emergenti italiani), a firma DEN, pseudonimo di Daniele Palumbo, chitarrista e cantante nato a Genova e marcante classe 1997.

Tengo subito a precisare che malgrado abbia una predilezione per il cantautorato italiano dell’utilizzo dell’italiano da parte degli artisti nostrani, rispetto all’utilizzo dell’inglese, la scelta di DEN di ricorrere alla lingua anglosassone è risultata invece vincente, soprattutto in relazione all’economia artistica dell’intero lavoro e, per certi versi, funzionale alla bella e particolare timbrica della voce di Palumbo (più a suo agio ed esaltata tra le atmosfere fumose e notturne rispetto a brani di matrice rock). Tale evidenza è ancora più marcata se si considera che “My Favourite Nigths” contiene anche cantato in italiano; su tutte “La Stanza” (da cui è stato tratto anche il video scritto e diretto da Brunella Iorio), “Le Api” e “Throwing Up”.

Questi brani non sono altro che lo sfogo dei pensieri che attraversano la mia mente da tre anni a questa parte – racconta Daniele -  Da chitarrista e appassionato di blues, ascolto molto Bob Dylan e Tom Waits, ma da appassionato di musica in genere sento anche molto post punk, new wave e punk. Musicalmente parlando, nel disco ho provato ad avvicinare questi due mondi, anche grazie all'aiuto dei produttori della Kokoro: Sabrina Carnevale e Marco De Falco. Questo disco non ha grandi pretese, perché nasce per necessità. Spera solo di piacere all'ascoltatore, perché, alla fine, questo disco sono io, è il mio mondo”.

E che “My Favourite Nigths” sia il mondo di DEN, lo si percepisce da subito, per una musica che al di là di ogni considerazione è sincera e sentita, suonata come urgenza e priorità per sé; sonata per non piacer necessariamente agli altri e dove le “notti”, con il loro lato “scuro” abbracciano ogni nota, anche quando la matrice parrebbe essere di sua natura luminosa (come nel reggae deviato di “The Sea and the Shell” o nella singhiozzante bossa di “Le Api”).   

Marco Sica