Da un lato la volontà di dare una mano alle categorie che più soffrono l’onda d’urto del Covid: alberghi, bar, ristoranti e negozi di abbigliamento. Dall’altra spingere l’uso della moneta elettronica, ‘premiando’ quei cittadini che scelgono di pagare con carta. Sul tavolo del governo, a quanto apprende l’Adnkronos, tra le idee sul fronte taglio Iva c’è quella di una ‘sforbiciata’ del 10% selettiva e per un periodo sperimentale, ovvero a partire da settembre fino a fine anno.

Così, per bar e ristoranti l’imposta sul valore aggiunto sarebbe azzerata -attualmente è al 10%- mentre per alberghi e negozi di abbigliamento poco meno che dimezzata: passerebbe dal 22 al 12%. Sempre però che si usi la moneta elettronica, condizione sine qua non.

Avanti così da settembre a fine anno, considerando che a gennaio partirà la premialità, introdotta dal governo per il cashless. Intanto, l’idea, è quella di ‘rodare’ gli incentivi ai cittadini per l’uso di moneta elettronica, spingendo i consumi in quei comparti che sono maggiormente in sofferenza, letteralmente messi in ginocchio dalla pandemia.

I tre mesi ‘di prova’ costerebbero, stando alle stime piombate sul tavolo a Palazzo Chigi, 3 miliardi, un gioco che -il ragionamento- vale la candela per rilanciare i consumi, anche se ci sono difficoltà tecniche da superare, per lo più legate all’applicazione di aliquote differenziate per le stesse categorie.

Oggi il premier Giuseppe Conte, in Aula alla Camera, ha legato un’ipotetico taglio dell’Iva all’incremento del cashless. "L’ipotesi, su cui si può anche ragionevolmente lavorare - le parole del presidente del Consiglio - a mio avviso è quella di mettere insieme due istanze, dando una scossa ai consumi attraverso un possibile sgravio dell’Iva per chi ricorre alla moneta elettronica. In sostanza, si potrebbe delineare un meccanismo incentivante che combina l’esigenza di rilanciare, sì, la domanda, ma insieme anche di modernizzare il Paese e di incentivare i pagamenti digitali e, quindi, anche quella prospettiva per cui tutti paghino le tasse, perché tutti possano pagare meno".