“Isola di Ischia. Gente culture e cucina" non è una guida e non è un ricettario. Il libro è una incursione trasversale nel territorio dell’isola verde attraverso il filo conduttore della cultura materiale e del cibo come mezzo di espressione di un popolo: seguendolo, ci si imbatte in una serie di stimolanti curiosità storiche e letterarie.

Per chi non lo sapesse, è “vino rosso” quello ritrovato nelle anfore attribuite a Ischia rinvenute su alcuni relitti del Mediterraneo antico. Per chi non lo sapesse, la scelta di Pithecusa da parte degli Eubei è dovuta alla phytalie, ovvero alla coltivazione della vite. Strabone, poi, ha il merito di avere celebrato nei suoi scritti l’eukarpia di Ischia, ovvero la fertilità della terra vulcanica che facilita le coltivazioni. Per chi non lo sapesse, il convento di Sant’Antonio, in parte oggi ancora abitato dai Frati Minori, è il più antico convento francescano della “Terra di Lavoro”. E per quanto possa sembrare un regale capriccio gastronomico, sappiate che Ferdinando IV di Borbone, quando veniva a Ischia preferiva il pesce spada “maschio”.

Di questo e altro ancora si parlerà giovedì 23 maggio alle ore 17.30 presso il Circolo Nautico Posillipo durante la presentazione del libro Isola d’Ischia. Gente culture e cucina” curato da Anna Russolillo, Gianni Ambrosino e Sonia Gervasio edito da Villaggio Letterario.

Dopo i saluti del presidente del Circolo Nautico Posillipo Aldo Campagnola e del vice presidente Circolo Nautico Posillipo Filippo Smaldone, presenterà la collana studi “Gente culture e cucina” l’architetto Anna Russolillo, seguiranno gli interventi del giornalista Gianni Ambrosino, del vulcanologo Sandro de Vita primo ricercatore dell’Ingv-Osservatorio Vesuviano, dell’archeologa Anna Abbate presidente del Gruppo archeologico Kyme, della storica Gea Palumbo presidente dell’Accademia dei Campi Flegrei e della vicepresidente di Lunaria Onlus A2 Sonia Gervasio. A moderare la giornalista Brunella Chiozzini.

Il libro si compone di ben 45 saggi pensati ad hoc per la collana che studia la storia dei territori prendendo lo spunto dall’arte culinaria. La narrazione, spesso inedita, parte da epoche precedenti all’età micenea e poi volge lo sguardo a quella cultura materiale che ha costituito una delle acquisizioni più importanti del dibattito culturale degli ultimi anni; e che costituisce il filo portante non solo di questo volume, ma anche degli altri già usciti in questa collana relativi alle isole di Ustica, Procida e Lipari e alla città di Palermo.

Il libro ha l’introduzione di Maria Luisa Tardugno, saggi scritti da noti studiosi, ricercatori e giornalisti, con immagini dei pluripremiati fotografi Vittorio Sciosia e Pasquale Vassallo e chiude con ricette raccolte casa per casa da Loredana Mazza e con le ricette degli Chef Nino Di Costanzo (Due Stelle Michelin) e Tommaso Luongo (Stella Verde Michelin). Al suo interno, fra gli altri, saggi di Anna Abbate, Brunella Chiozzini, Francesco Luigi Cinelli, Antonio Corbo, Sandro de Vita, Antonio Di Fiore, Agostino Di Lustro, Luciano Di Meglio, Franco Foresta Martin, Lisetta Giacomelli, Alessandro Iacono, Franco Iacono, Maria Lenci, Alessandro Luciano, Tommaso Luongo, Marco Martone, Aldo Messina, Gloria Olcese, Maria Oliveri, Marianna Polverino, Michele Scotto di Cesare, Fosca Tortorelli e Davide Zeccolella.

All’interno del volume si racconta dell’anima vulcanica dell’isola e delle sue risorse, delle prime coltivazioni agricole, delle case in tufo verde, delle tonnare, delle terme, delle Cappuccinelle, dei trattati, delle feste e delle ricorrenze, della nutraceutica, dell’ultimo pastore, delle api e della passione per salvaguardare il territorio. Un modo questo - scrive nella postfazione Franco Iacono per “rilanciare idee e progetti che riscoprano cultura e bellezza, al servizio di una diversa qualità del turismo su di un’isola che, nonostante la mano dell’uomo, continua a essere straordinariamente bella”.