“Perché il titolo Andate e Ritorni?” … “perché oramai da anni nel mio peregrinare gastronomico ci sono tappe che si ripetono con costante costanza (i ritorni) … le tappe gastronomiche del cuore ovvero i ristoranti dove potendo mangerei anche tutti i giorni, ed altre che sono invece delle novità assolute (le andate). Mi piaceva dare ai titoli dei racconti questa nomenclatura perché chi legge possa comprendere la diversità di approccio. È un mio personalissimo omaggio alla struttura narrativa de Le città invisibili di Calvino”.

Ed è con un viaggio narrativo da Odissea culinaria che Nieva Zanco ha dato alle stampe La Consiglieria 2020 – Guida gastronomica non convenzionale (edita da Apeiron Edizioni). 

Un vademecum non ordinario per il suo saper essere educativo ben oltre la “cucina” stessa, la quale diviene al contempo punto di partenza e d’arrivo per storie capaci di coniugare il fascino del racconto con l’enciclopedico sapere.

Un viaggio che ha una genesi nell’arte culinaria e che, tra riferimenti veterotestamentari, filosofia, classicismo e letteratura, approda alla tavola di tanti ristoranti italiani, rifuggendo “l’approccio agiografico che la presunta critica gastronomica costruisce come un’area mistica attorno agli chef, dove pantagruelici trangugiamenti di menu degustazione vengono assunti come medium all’ermeneutica biografica”.

A testimoniare la poliedricità gastronomica e narrativa delle diverse cucine territoriali quest’anno l’autrice ha raccontato quarantacinque luoghi (in gran parte presenti nella Guida Michelin) di tredici diverse regioni italiane.

Per la Campania (che fa la parte del leone di questi racconti gastronomici) sono raccontati i seguenti ristoranti: La Torre del Saracino del telegenico Gennaro Esposito, il President dell’immaginifico Paolo Gramaglia, Piazzetta Milù della famiglia Izzo, Casa Coloni all’interno del prestigioso Boutique Hotel Tenuta Duchi di Marigliano, Archivio Storico il più borbonico dei ristoranti partenopei, Osteria Arbustico dei fratelli Torsiello, Cetaria dello chef Avallone, Da Carmelo dell’intraprendente Adele Serva, Il Faro di Capo d’Orso della famiglia Ferrara, Blu Stone la nuova idea di ristorazione del litorale di Pozzano, Rosselinis il fiore all’occhiello di Palazzo Avino, Il Bikini e l’esplosiva cucina della famiglia Scarselli, Villa Zaira l’innovazione dei fratelli Di Ruocco sulla marina di Stabia, Costanzo con l’oro bianco del Minicaseificio elaborato dallo chef Malapena, Caracol Gourmet la perla di casa Laringe magistralmente rappresentata dallo chef Carannante, Li Galli l’esclusività -non solo in cucina- a Positano;

per la Liguria: Il Vescovado di Ricchebuono il più bravo degli chef del Ponente;

per il Lazio: Danilo Ciavattini e l’elogio della cucina viterbese, la Barrique dove l’enologia Poggio Le Volpi incontra la mano di Oliver Glowig;

per l’Emilia Romagna: l’Antica Corte Pallavicina dello chef Massimo Spigaroli custode del più famoso culatello del mondo, Marconi della Grande Dame Veuve Clicquot Aurora Mazzucchelli, Abocar Due Cucine un tango di sapori sul mare di Rimini;

per la Basilicata: Vitantonio Lombardo dove un sasso è diventato cucina eccellente;

per il Trentino Alto Adige: il Gallo Cedrone ristorante d’alta quota tra le nevi di Madonna di Campiglio, Peter Brunel Ristorante Gourmet il gastronomico ritorno a casa di uno chef consacratosi a Firenze;

per la Lombardia: Lido 84 dei fratelli Camanini quasi un Vittoriale gastronomico, Locanda Perbellini il bistrot del televisivo Giancarlo Perbellini, Rose Salò due giovani chef che reinventano anche D’Annunzio, Sedicesimo Secolo la gastronomia della bassa bresciana secondo Simone Breda, Tre Cristi la rivoluzione culinaria di uno chef campano a Milano, Joia dove la cucina veg dello chef Leeman è diventata storia; 

per la Toscana: La Bucaccia dell’esperto formaggiere Romano Magi, l’Antica Casina di Caccia il viver bene nella campagna di confine tra Toscana e Umbria, Il Virtuoso il sogno gourmet di Tenuta le Tre Virtù, Extra Carrara una gastronomia scolpita nel marmo, Il Particolare di Siena la cucina senese vista con gli occhi di uno chef campano, Giglio l’avventura lucchese di tre amici, 

per la Calabria: Dattilo la poesia pitagorica della famiglia Ceraudo, Bistrot 15 con la garbata eleganza dello chef Cavallaro;

per le Marche: i Due Angeli il ristorante gourmet del resort Borgo Lanciano;

per la Sardegna: Le Palme la ristorazione eccellente all’ombra delle sabbie più incontaminate, l’Essenza Bistrot la porta d’ingresso gourmet alla Costa Smeralda; 

per il Friuli Venezia Giulia: Laite il ristorante d’alta quota della chef Meroi;

per il Veneto: San Martino la romantica coppia Ros-Berto, Osteria Plip del vulcanico David Marchiori.

“Difficile per chi, come me, contrabbanda emozioni, elegie, stati d’animo, trovare sempre e velocemente le parole per trasformare le emozioni in concetti condivisibili e comprensibili”, si legge nel libro; difficoltà questa da Nieva Zanco superata con la naturalezza e la sincerità di chi competente in materia e con professionalità è risuscita ancora una volta a mettere su carta una Guida fuori dagli schemi convenzionali.

“Anche quest’anno – dice l’autrice – dopo la presentazione del libro tenutasi a Napoli il 16 dicembre alla libreria Raffaello, seguirà il mio personalissimo road-show, concordato con l’editore Apeiron Edizioni, che mi porterà in alcune città italiane a condividere con gli chef raccontati le mie narrazioni. Si parte il 10 febbraio da Mestre (VE) all’Osteri Plip (una vecchia centrale del latte recuperata, come si vuole oggi, con gusto e ingegno), dove insieme al patron David Marchiori si racconteranno e cucineranno Raffaele Ros, Simone Breda, Marco Cozza e Andrea De Carli. Il tour continuerà con tappe nel Cilento, in Toscana e in Sardegna”.

nella foto Nieva Zanco con Raffaele Ross di San Martino a Scorzè.

M.S.