Nel 1988 veniva dato alle stampe “Dalla/Morandi”, un album a firma di Lucio Dalla e Gianni Morandi che conteneva rivisitazioni di classici e inediti; tra quest'ultimi, il brano d'apertura “Vita”, con testo di Mogol e musica di Mario Lavezzi.

Ed è di “Vita” che il musicista pescarese Enrico Lombardi offre una personale rilettura.

Le atmosfere “elettroniche” degli anni ottanta, che echeggiavano “nell’aria notturna” della versione originale, sono state sostituite da abrasioni “elettriche”, al pari della rabbia ritmica che, da soliloquio confessionale, si veste d’invocazione; complice anche l’apporto di Fabrizio Crecchio al basso, Ferdinando Ferri alla batteria e al missaggio, Luca Mongia alla lap steel, Eugenio Paludi ai cori, oltre ovviamente allo stesso Lombardi alla voce e alle chitarre elettriche, a Stefano Campetta all’editing e a Riccardo Ricci al mastering. Suggestiva anche la copertina del singolo per l'artwork di Carmelo Marturano.

On line è anche disponibile un video di un'ulteriore e più intima versione elettroacustica, eseguita dal vivo da Enrico Lombardi alla voce e alla chitarra resofonica, Loredana Di Giovanni alle tastiere e cori e Fabrizio Crecchio alla chitarra elettrica.

In occasione dell'uscita di “Vita” (pubblicata da Kutmusic), abbiamo posto alcune domande a Lombardi.

Perché la scelta di interpretare un brano come “vita”?

Ho scelto di interpretare "Vita" perché ho sempre sentito un dialogo con questa canzone, ogni volta che la ascoltavo, tra me e il suo significato. Spesso mi sono ritrovato emotivamente come il protagonista, uno sconfitto che sopravvive a stento, raccolto per il rotto della cuffia, che spesso mente a se stesso per andare avanti, e che trova infine la rinascita nel toccare il fondo, nella piena consapevolezza di sé. Soprattutto oggi in piena pandemia, la canzone assume significati  più ampi, sulla resistenza alle enormi difficoltà, sulla resilienza. E poi adoro l'interpretazione intensa di Lucio Dalla e Gianni Morandi, credo che prima di guardare avanti nella creazione musicale bisognerebbe sempre sedersi sulle spalle dei giganti. Ecco perché pubblicare la mia versione personale del brano ... troppo riduttivo chiamarla cover’.

Quale è il tuo pensiero sulla musica oggi, soprattutto su quella suonata dal vivo?

Oggi la musica dal vivo soffre un dramma enorme ... Noi musicisti abbiamo sempre scaricato le nostre ansie e tensioni con i concerti, ma ora questa repressione, questa motivata impotenza a reagire si sta facendo enorme dentro di noi. Quando finalmente sarà possibile suonare dal vivo, oltre alla dignità, noi artisti recupereremo finalmente quel briciolo di salute mentale, generato dalle vibrazioni musicali del concerto, che ci ha sempre permesso di essere folli senza esplodere’.

“Vita” esce a pochi mesi dal tuo precedente singolo “Girasole”. Quali sono i progetti in cantiere per il prossimo futuro?

Sono al lavoro alle pre-produzioni del mio primo album insieme con Stefano Campetta, il mio produttore. Sarà un album rock con dieci nuovi inediti; credo che la mia tendenza melodica riuscirà a renderlo anche orecchiabile, radiofonico, spero personale. Nulla di quanto pubblicato confluirà nell'album, che avrà un mood omogeneo, mentre con i singoli pubblicati fino ad ora mi sono divertito a sperimentare diverse strade. Conto di pubblicare ancora un nuovo singolo per maggio o giugno, l'ultimo.. Un inedito, prima di rinchiudermi in studio e dedicarmi totalmente all'album’.

 

MS