Negli ultimi anni si è puntato molto alle svapo, o alle cosiddette sigarette elettroniche e/o prodotti alternatovi in tal senso come ad esempio quelli a tabacco riscaldato, o HTC, con cui si assume nicotina ma senza combustione.

Tra questi il marchio più noto è Iqos, la sigaretta elettronica di Philip Morris. Stando a quanto riportato da Money e ricostruito da Report, a inizio 2019 Philip Morris ha chiesto di poter pubblicizzare le Iqos come prodotto meno tossico per la salute, richiesta non accolta

dal Ministero della Salute che avrebbe risposto che non è possibile riconoscere la minor tossicità al prodotto rispetto alle sigarette normali. Nel report elaborato dall’Istituto di Sanità si avanza, infatti, più di una critica di metodo alla qualità degli studi fatti da Phillip Morris.

Gli esperti spiegano che rispetto alle sigarette tradizionali, le Iqos e i prodotti a tabacco riscaldato contengono delle sostanze nocive in minor quantità, ma comunque presenti. Anche se i livelli sono inferiori, troviamo comunque nicotina, nitrosammine cancerogene,

formaldeide, acroleina e acetaldeide. Per non parlare di tutta una serie di sostanze contenute di cui non sappiamo ancora nulla e il cui impatto sulla salute è sconosciuto ma non per questo assente. Secondo l’Oms inoltre le sigarette elettroniche possono comunque

creare dipendenza alla stregua delle sigarette classiche.