Via libera nell'Ue all'installazione di microantenne per la rete 5G senza autorizzazione preventiva, a patto che rispettino i limiti, molto stringenti, fissati dalla legislazione comunitaria per l'esposizione alle onde elettromagnetiche.

La Commissione Europea ha adottato il regolamento attuativo sulle piccole antenne, o punti di accesso wireless per aree limitate, che sono cruciali per dispiegare in tempo la rete per la telefonia mobile di quinta generazione (5G) ad elevata capacità, che consentirà un aumento della copertura e velocità elevate di connessione.

Il regolamento specifica le caratteristiche fisiche e tecniche delle microantenne per le reti 5G e mira a facilitare il dispiegamento della rete, attraverso un regime che consente l'esenzione da autorizzazioni, assicurando nel contempo che le autorità nazionali continuino a sorvegliare.

Le microantenne, osserva la Commissione, dovranno rispettare la protezione della salute delle persone, rispettando i severi limiti di esposizione previsti nell'Ue che, per il pubblico, sono cinquanta volte più bassi delle soglie che le evidenze scientifiche internazionali suggeriscono possano comportare conseguenze per la salute umana. Per il commissario al Mercato Interno Thierry Breton "le reti 5G rappresentano un pilastro dello sviluppo socioeconomico in Europa, poiché consentiranno l'introduzione di nuovi servizi nella salute e nell'assistenza, nell'energia, nei trasporti, nell'educazione e in molte altre aree". "La loro importanza è anche più evidente oggi, dato che svolgeranno un ruolo fondamentale nella nostra ripresa dalla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19", conclude Breton.