Il libraio pensa di essere un fortunato perché dispensa cultura - commenta Luca Di Costanzo (nella foto) delle Librerie Raffaello  di Napoli e dell’Apeiron Edizioni - Per anni ci siamo fregiati del titolo di dispensatori di cultura e lo abbiamo fatto a caro prezzo con forniture per i libri elementari pagati nella migliore delle ipotesi dopo 180 giorni. Quest'anno siamo lieti di dirvi che i libri elementari fino ad oggi sono  stati offerti dai librai Napoletani che non sanno se potranno l'anno prossimo fare altrettanto. Se il Comune di Napoli ha deciso che non può pagare neanche per l'alfabetizzazione primaria allora veramente siamo una città senza futuro”.

Dure e incisive parole che non rappresentano solo il disagio di una categoria ma che denunciano un male sociale che investe uno dei campi più importanti del vivere, quello culturale, che come spesso accade, non generando grandi economie, passa in secondo piano.

E così, venerdì 10 luglio, si è data appuntamento, alle ore 10.30, l’ALI (Associazione Librai Italiani) aderenti al Confcommercio, in presidio davanti a Palazzo San Giacomo, per protestare e portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica lo stato di dissesto economico in cui grava la categoria a causa della crisi legata ai ritardi nei pagamenti da parte del Comune; ciò che già di norma risulta difficile da gestire, diviene impossibile in un momento di enorme sofferenza appesantita dalla contrazioni delle vendite a causa dell'emergenza COVID-19.

M.S.