La più ampia raccolta di manifesti e plaquettes futuristi posseduta da una biblioteca italiana si trova a Napoli ed è custodita nella Sala Giovanni Ansaldo dell'Emeroteca-Biblioteca Tucci, dove è stata mostrata al presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola, insieme con un bellissimo dipinto di Nicola Ciletti, che dall'ente napoletano fu acquistato nel settembre del 1917 per concorrere all'arredamento della nuova Sala Stampa inaugurata nel successivo ottobre dal Ministro Luigi Fera al piano nobile di Palazzo Gravina.

L'opera di Ciletti, artista di San Giorgio La Molara presente anche nella quadreria del Quirinale, è esposta al secondo piano del Palazzo delle Poste di Piazza Matteotti, dove dal 1936 si è trasferita la “Tucci", vicino a dipinti di Eugenio Viti, Giuseppe Casciaro, Paolo Vetri, Lionello Balestrieri, Luca Postiglione, Giuseppe Uva, Paolo Prisciandaro, Gaetano Jerace, Paolo Emilio Passaro, Vincenzo La Bella e molti altri maestri del Novecento. La pinacoteca comprende anche sculture di Achille D'Orsi, Saverio Gatto, Francesco Mercatali e Lorenzo Recchia.

«Ho accettato con grande piacere l'invito del direttore dell'emertoeca Tucci, Savatore Maffei, che ha avuto l'amabilità di mostrarmi alcuni dei tesori inestimabili conservati in questo luogo sospeso nel tempo - ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola -. La raccolta dei manifesti futuristi, la pinacoteca e carteggi inediti, oltre a un'interessante rflessione sulla vita e le opere di Matilde Serao. È stata una visita molto interessante, conoscevo l'Emreoteca ma non tutti i suoi segreti. All'atto del mio insediamento ho voluto confermare il sostegno a questa istituzione, testimoniando l'impegno della Camera di Commercio per la cultura e non lo faremo mancare nemmeno  in futuro».

La Camera di Commercio di Napoli è rimasto il solo dei tre enti che nell'autunno del 1915 decisero di aiutare gestione e sviluppo dell'emeroteca fondata nell'agosto del 1907 da due dozzine di giornalisti corrispondenti tra i quali i pugliesi Nicola Daspuro (scopritore di Enrico Caruso), Francesco Dell'Erba e Vincenzo Tucci,  il lucano Floriano Del Secolo, i napoletani Achille Mango, Ernesto Serao e Pasquale Parisi.  Gli altri due enti, ritiratisi  dopo il 2010, erano la Provincia e il Banco di Napoli.  

Dopo il 1920 arrivò il sostegno del Comune di Napoli che si interruppe dopo il Sindaco Polese e rilanciato dal  Sindaco Rosa Russo Iervolino. Ma fu dal 1996, con  il varo della Legge Regionale numero 12 presentata dalla Giunta di destra Rastrelli e approvata dal Consiglio presieduto dal comunista Venditto che la “Tucci" poté  nei cinque anni successivi arricchire  il suo patrimonio  cartaceo  con opere rarissime ed esclusive, quelle che suscitano interesse  tra gli studiosi di quattro continenti.  

Dal 2001, due anni prima dell'avvento della legge numero 7, detta del Fuc (Fondo unico della cultura), alla voce Emeroteca Tucci nel bilancio regionale fu aggiunta la cifra 0,00. La legge di sostegno alla Tucci non è stata mai abrogata, ma negli ultimi ventuno anni è  stata rifinanziata una sola volta; nell'aprile 2016, come i dirigenti della “Tucci" raccontarono al presidente De Luca il 7 novembre 2018 nel corso dell'inaugurazione della mostra “Cento pubblicazioni periodiche mancanti alle altre biblioteche", fra le quale anche gli esclusivi giornali di Marat, Robespierre, Suleau, Desmoulins, Peltier.