"Sono convinta che Gioele verrà ritrovato a breve. Verrà restituito alla sua famiglia. Lui è lì vicino alla madre e probabilmente è adagiato sotto alcune foglie". Lo ha detto Rosemary Laboragine, la sensitiva che è stata contattata dalla famiglia di Gioele Mondello, il bambino scomparso lo scorso 3 agosto con la madre Viviana Parisi, poi trovata morta. "Sono giorni che sto male per la situazione di questo bambino - dice la sensitiva -. Se non dovesse essere ritrovato nei prossimi giorni verrò io lì".

Viviana Parisi, vigili del fuoco ispezionano pozzo

I vigili del fuoco stanno ispezionando un pozzo a poco meno di un km dal luogo del ritrovamento del corpo di Viviana Parisi. Diverse squadre sono al lavoro con i mezzi Usar per arrivare fino al fondo del pozzo. Fino a questo momento senza risultato.

Viviana Parisi, legale della famiglia: "Ancora troppi dubbi"

In Procura a Patti (Messina) l’avvocato Pietro Venuti, il legale della famiglia di Gioele, il bambino di 4 anni scomparso con la madre, Viviana Parisi poi ritrovata morta. Il legale ha chiesto di parlare con il procuratore capo Angelo Vittorio cavallo che coordina le indagini. "Chiedo di parlare con il procuratore che si sta occupando delle indagini su alcuni dubbi maturati nel corso di questa vicenda", dice all’Adnkronos. "Vogliamo anche chiedere la restituzione del corpo di Viviana", dice.

"C'è stata un' accelerazione delle indagini ed è stato coperto quel buco di 20 minuti dall'uscita autostradale di Sant'Agata di Militello, quindi sono qui per rappresentare al procuratore alcune riflessioni e alcuni dubbi da parte dei familiari e chiedere a che punto sono le indagini alla luce del video e capire nei prossimi giorni come ci si indirizza nella ricerca del bambino"., ha poi aggiunto l'avvocato prima di entrare in Procura.

"E' chiaro che c'è una vasta area che deve essere attenzionata quindi è necessario un maggiore contributo da parte delle Forze dell'ordine nella ricerca- dice -. La famiglia crede che Viviana avesse il desiderio di recarsi alla piramide della Fiumara d'arte, desiderio maturato nel corso di questa chiusura per il Covid 19 e lo aveva rappresentato ai familiari e agli amici".

"Si era allontanata senza dire il programma che effettivamente aveva in mente. Alcuni familiari e amici della famiglia si sono recati sul posto e hanno iniziato autonomamente delle ricerche, ma tutt'ora non ci sono esiti", aggiunge.

Viviana Parisi, pm: "Ancora vivo a Sant'Agata"

Le ricerche del piccolo Gioele si estendono anche nel sottosuolo delle campagne di Caronia (Messina). La conferma arriva dal procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, che, parlando con i cronisti davanti alla procura, ha spiegato di avere dato incarico a una geologa forense "esperta nelle ricerche del sottosuolo", e aggiunge: "Proviamo anche questa carta". Intanto, lo stesso magistrato conferma che "nel video ripreso all'uscita di Sant'Agata di Militello il piccolo Gioele era ancora vivo". "Le ricerche proseguono senza sosta", assicura Cavallo.

"C’è la conferma che il bambino era sereno e tranquillo è che era a bordo della Opel della madre", ha detto dal canto suo l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia del piccolo Gioele, prima di lasciare la Procura di Patti (Messina) dove ha incontrato il Procuratore Cavallo. L’avvocato non ha però visto il video ma ha saputo che "non piangeva e che era tranquillo". "Sono aperte diverse piste - ha aggiunto - abbiamo concordato con il procuratore che le due persone che hanno prestato soccorso e si sono avvicinate alla mamma non si rendono rintracciabili. Faccio anche io l’invito. Possono stare tranquilli".

Subito dopo l’incidente "i due addetti alla manutenzione, dopo che il mezzo ha urtato e la signora è scesa dal mezzo, hanno subito bloccato il traffico", ha fatto sapere ancora il legale. I turisti del Nord, di cui si sono poi perse le tracce, "si fermano subito dopo - aggiunge - scendono dall’auto e vanno ad avvicinarsi alla donna. I due addetti in quel momento bloccarono il transito del mezzo".

Per le ricerche sono in arrivo anche i cacciatori di Sicilia, specializzati nella ricerca di latitanti. E nel frattempo nuovi accertamenti sono previsti sul corpo della 43enne. La conferma arriva da ambienti giudiziari. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’autopsia sul cadavere della donna da cui è emerso che non ha subito ferite di armi da taglio e ferite da arma da fuoco. "Ma servono altri esami - dice l’avvocato Pietro Venuti- ecco perché la salma non può essere restituita ancora alla famiglia".