L’estate è quasi alle porte, nonostante il mese di aprile si fosse aperto quasi con un primo assaggio di caldo africano, la situazione ha subito poi una netta metamorfosi con le correnti più fresche e instabili atlantiche che hanno contribuito non solo a mantenere condizioni meteo turbolente, ma anche un quadro climatico ben più fresco su gran parte d'Italia. E da lì in avanti la situazione non è più cambiata.

Come ripora il portale Meteo.it, una breve parentesi calda ha investito solamente il Sud sul finire della scorsa settimana, ma è stata subito scacciata da venti più freschi che tutt'ora soffiano sull'Italia, responsabili di un ritorno a temperature addirittura sotto media.

Insomma, gira e rigira l'atmosfera non riesce ancora a trovare un duratura stabilità, gioco forza nemmeno i termometri riescono a salire in forma evidente.

Tempi duri dunque per gli amanti del clima caldo e stabile?

Pare proprio di sì. Le notizie sul prossimo futuro, infatti, non sono delle migliori per loro, almeno fino al medio termine: a conti fatti anche tutta questa settimana trascorrerà all'insegna di un clima non proprio consono al calendario, in particolare rispetto agli ultimi anni dove, soprattutto il mese di maggio, ha spesso dispensato le prime serie ondatedi calore.

 

Ma quando arriverà allora un po' di vero caldo su tutta l'Italia?
I prossimi giorni potrebbero trascorrere all’insegna di un clima relativamente fresco.

I valori oscilleranno tra i 14 di minima e i 20 di massima per quasi tutta la settimana.

Il cambio di rotta, tuttavia, non sembrerebbe essere lontano.

Tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, inizieranno a rilevarsi significativi cambiamenti, in particolare al Centro-Sud e sulle isole.

Vi sarà, infatti, anche in Campania, un rialzo delle temperature.

Domenica 9 maggio e lunedì 10 previste massime di 26 gradi a Napoli e in provincia.

Martedì 11 maggio si toccheranno i 27 gradi. 

Sarà però nella seconda metà del mese che arriverà il caldo africano.

Secondo gli esperti, dopo la metà di maggio l’Italia verrà travolta dall’anticiclone africano che porterà bel tempo e massime fino ai 30 gradi su gran parte del Mezzogiorno.

Secondo le ultime elaborazioni della nostra APP ufficiale, le cose potrebbero un po' cambiare, ma solo temporaneamente, sul finire di questa settimana e con l'inizio della prossima, quando i termometri riusciranno a guadagnare qualche punticino verso l'alto, soprattutto al Centro-Sud e sulle due Isole maggiori.

Questa fase relativamente più calda non sembra tuttavia, ancora una volta, dare solide garanzie di durata.

Come sarà l'estate?

Come sarà l'estate? Sul calendario è ancora lontana e in questi giorni, caratterizzati da un clima molto instabile, pare ancora più distante. In realtà, a livello previsionale non lo è poi così tanto, anche in considerazione dei passi da gigante che hanno fatto negli ultimi anni le previsioni sul lungo termine o stagionali.

A una primavera così zoppiccante (almeno finora) farà seguito un'estate sotto tono?

No, in realtà non esiste un nesso tra le due cose. Anzi, potrebbe accadere l'esatto opposto.

Le prime proiezioni per la prossima stagione lasciano infatti poco spazio a dubbi e destano già le prime preoccupazioni negli esperti.
Sì perché già a giugno e luglio potremmo aver a che fare con un clima a dir poco rovente. Facciamo dunque il punto della situazione cercando di analizzare tutti i dettagli analizzando gli ultimi aggiornamenti.

Come di consueto per poter tracciare una tendenza sul lungo periodo dobbiamo affidarci alle cosiddette mappe stagionali: un tentativo di predire, con largo anticipo, l'andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali.

In Europa leader del settore è il Centro Europeo per la Previsione Meteorologica a Medio termine, ECMWF, con sede in Inghilterra, a Reading (UK).

Ebbene, per il bimestre giugno-luglio le prime tendenze confermano anomalie termiche positive di ben +2°C, specie al Centro-Nord, rispetto alla media climatica di riferimento (ultimi 20 anni).
Ma questo cosa significa? A prima vista 2 gradi di differenza potrebbero sembrare pochi tuttavia, da un punto di vista climatologico, si tratta di un valore piuttosto elevato, sicuramente un campanello d'allarme.

Nella pratica questo potrebbe tradursi in 10/15 giorni in più rispetto al solito con temperature massime fin verso i 32°C su buona parte dell'Italia: insomma le classiche fiammate africane sempre più frequenti negli ultimi anni. Una soglia che come sappiamo, unita anche alla quantità di umidità presente nell'aria, fa la differenza tra il benessere e i primi segnali di disagio.

Con queste premesse, un'attenzione particolare andrà posta al rischio di fenomeni estremi: le cronache degli ultimi anni ci hanno abituati ad una vera e propria estremizzazione del clima, ormai anche alle nostre latitudini.

Grandinate intense e forti temporali, i cosiddetti nubifragi, potrebbero infatti alternarsi alle incursioni roventi africane.

Ad oggi, è bene chiarirlo, non possiamo avere la certezza matematica che tutto ciò avvenga, ma tutti gli indizi portano dalla stessa parte, ovvero verso scenari da campanello d'allarme.
Pur sussistendo un certo margine di aleatorietà, quanto detto è tutto vero; non si tratta di previsioni campate per aria, ma di uno dei principali scenari proposti dall'autorevolissimo Centro Europeo.