Fa il suo esordio in libreria I randagi di Carmine Ferraro, a cura della casa editrice Scatole parlanti.

La vicenda è ambientata in un bar sgangherato che ha la consistenza di un luogo reale e surreale, tra il crocevia e il sogno. Il bar diventa confessionale per una serie di avventurieri: tutti hanno una storia in sospeso e un passo falso da ricordare, ma ogni loro racconto andrà a incasellarsi in una trama più ampia.

L'omicidio di un uomo dà il via all'azione, anche se la storia comincia anni prima, tra le vie di un paese senza nome e un bambino scomparso. A inseguire l'assassino è il più improbabile degli uomini, un poliziotto che ha tanto da dimostrare e nulla, o quasi, da perdere. Intanto in un angolo del bar qualcuno anticipa nei suoi dipinti ogni vicenda narrata, persino l'epilogo. Molti altri randagi si uniranno al coro, seguendo tutti la stessa direttiva: mettere in scena una vicenda personale, che sia al tempo stesso tassello di un unico mosaico.

Ferraro si diverte a passare da una voce all'altra, a giocare con gli stili e i generi. Ne viene fuori una prosa rapida, ma sempre varia, animata da caratteri curiosi oltre che originali: c'è chi confiderà segreti a una mosca e chi vivrà attraverso la carta di identità di uno sconosciuto.

L'autore si direbbe più interessato ai vizi che alle virtù, agli sbagli e non ai successi. Si compone in questo modo un catalogo di eroi al contrario, di debolezze umane, una galleria di personaggi che giocano con l'empatia e la repulsione del lettore.