Cinque personaggi, un palcoscenico e una scorta infinita di fantasia, sogni e meraviglie. “Favole senza fili +1” è lo spettacolo di danza aerea in scena martedì 30 novembre al Piccolo Bellini, sold-out a entrambe le repliche (18.30 – 20.45) adatto anche a ragazzi e bambini.

Cinque personaggi, ognuno incastrato nella propria storia – che nessuno racconta più -, si incontrano sul palcoscenico. Sono inizialmente involucri stilizzati che si muovono soltanto per necessità: ripercorrono la loro storia in modo sempre identico, senza uno scopo. Senza uno sforzo fantastico è per loro impossibile intraprendere nuove strade e iniziare nuove avventure...hanno bisogno di lettori, hanno bisogno di pubblico, hanno bosgno di qualcuno che creda ancora in loro. Non fanno caso l’uno all’altro, vivono nei gesti assoluti della loro più intima essenza: il tratto di chi li ha scritti, immaginandoli. Ma scrivere e immaginare un personaggio significa restituirlo al mondo, raccontarlo in ogni orecchio, lasciare che gli altri si specchino nella loro storia e che si compia il piccolo miracolo della fantasia. Una favola, più favole fuse insieme che danno vita ad un viaggio immaginifico e fantastico.

Quando abbiamo concepito e iniziato a lavorare a questo spettacolo eravamo in una delle fasi acute della pandemia. Sembra banale ma probabilmente questo ha determinato quasi tutte le nostre scelte, compresa quella di raccontare un mondo immaginario, fantastico. 

E in questo contesto ci siamo rimesse a leggere Rodari, che ci ha restituito una prospettiva narrativa che il 2020 sembrava aver cancellato.

Favole senza fili+1, forse perché si è sviluppato in un periodo condizionato da così tanti cambiamenti, ha avuto molteplici vite; è cambiato molte volte, forse perché sentivamo il bisogno di mettere in scena qualcosa che rispecchiasse il nostro stato d’animo, che era di ricerca ma soprattutto di bisogno di condivisione. 

Ed è proprio per questo che abbiamo scelto una strada narrativa multidisciplinare che unisce danza, prosa, danza aerea, con l’obiettivo di riuscire a rendere il nostro messaggio quanto più chiaro possibile: l’esistenza di qualcosa che va oltre quello che ogni giorno ci viene propinato o che ci sentiamo in dovere di essere. Un mondo libero in cui non esiste l’imperfetto è nessuno pensa al singolare ci sembrava la favola più giusta da raccontare.

E speriamo di poter portare questo progetto all’interno delle scuole, sotto forma di laboratorio, perché siamo convinte che ora più che mai sia fondamentale recuperare quel gesto di raccontare storie, soprattutto per i ragazzini. Anche per recuperare tutta la spensieratezza persa.