NAPOLI. Il convegno “Scala napoletana” è arrivato alla sua quinta edizione, al centro dell’ interesse anche quest’anno, c’è stato l’obiettivo di ricostruire le stratificazioni storiche che hanno portato Napoli ad essere una delle capitali musicali riconosciute a livello mondiale, distinguendo la città del golfo, per essere una delle poche città al mondo ad avere un patrimonio autoctono riconoscibile e internazionalmente ammirato. La quinta edizione di “Scala napoletana” ha come oggetto una storia della canzone a Napoli, durante la seconda Guerra Mondiale, nel corso degli appuntamenti, è stato illustrato e discusso, uno studio realizzato dall’ Ass. Cultura viva, in collaborazione con l’Associazione Mira el sol, e gli Amici degli Archivi Onlus, nel quale sono state evidenziate le peculiarità e le differenze dei repertori musicali dei principali paesi coinvolti nel conflitto bellico. Sono stati inoltre esplorati brani appartenenti al repertorio della canzone russa, giapponese, francese, tedesca, inglese americana, polacca, passando per il repertorio prodotto in Italia durante il ventennio fascista, sino a giungere alle canzoni realizzate a Napoli negli anni del conflitto e in quelli del secondo dopoguerra. Nel corso degli appuntamenti, è stato proiettato materiale audiovisivo appositamente realizzato, e si è assistito a performance musicali e didattiche nelle quali si sono appuntati e approfonditi temi legati alla storia e alla tecnica della musica. Insieme al collezionista e musicologo Alessandro De Laurentis, nel corso degli appuntamenti, c’è stata la possibilità di affrontare la storia e l’evoluzione del supporto fonomeccanico durante il conflitto bellico, ascoltando inoltre rare matrici a 78 giri, e alcuni brani del repertorio dei mitici V disc. Anche questa edizione si è avvalsa dell’ intervento di relatori ed esperti, di primo livello, provenienti da diversi settori del mondo dell’ arte e della cultura, tra di essi sottolineiamo la presenza di Francesco D’Errico pianista e insegnante presso vari conservatori italiani, Carlo Morelli direttore del Coro Giovanile del Teatro San Carlo, Giovanni Occhiello giornalista Rai, Giulio Martino sassofonista e insegnante presso Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, Antonello Paliotti, compositore direttore d’orchestra e collaboratore del Maestro Roberto De Simone, Claudio Poggi produttore discografico, Mino Lanzieri  chitarrista, Antonio Romano editore di Radio Amore, Alessandro De Laurentis collezionista di vinili storici, Daniela Menafro archivista, Giulio Raimondi, già presidente dell’ archivio storico di Napoli, Francesco Ponzo chitarrista, Lino Volpe regista,  Vincenzo Cariello linguista, Antonio Solimene direttore d’orchestra, Alessandro Senatore avvocato e scrittore, Giovanni Di Donato psichiatra e scrittore. La manifestazione ha potuto contare sull’ supporto mediatico fornito da diversi media partner, come Televomero, Telecolore, Tv7 Benevento, Tele Nuova, Irpinia Tv, e Radio Amore, che hanno contribuito a diffondere un tema così importante per la consapevolezza delle nostre radici culturali. Gli incontri hanno seguito un percorso di ricerca e di scambi culturali iniziato la scorsa primavera, e hanno sviluppato, un calendario di appuntamenti svoltisi nel corso del mese di Dicembre, e sono stati accolti da prestigiose istituzioni culturali, come l’ Università delle tre età Nuceria, l’ Associazione Amici degli archivi, presso la chiesa di San Bartolomeo di Napoli, il plesso scolastico Matteo Renato Imbriani di Napoli,  nei quali sono stati coinvolti in un percorso didattico e formativo, gli allievi di scuola media inferiore, i quali supportati del corpo docenti in collaborazione con la presidenza, e coordinati dall’ architetto Silvana Orsi, hanno realizzato ricerche sulla canzone scritta a Napoli nell’ immediato secondo dopoguerra. Il progetto sostenuto dalla Regione Campania e con il patrocinio morale della Città metropolitana di Napoli terrà l’ultimo appuntamento il 13 dicembre alle ore 21 presso la Sala Ferrari di Napoli.