Il Goethe-Institut Neapel e il Forum Austriaco di Cultura a Roma sono lieti di presentare l’installazione video “Braids on Fire/Trecce in Fiamme” (2 channel HD video 2021) dell’artista Anna Witt, a conclusione del progetto di residenza Il cambiamento oltre il visibile, a cura di Maria Teresa Annarumma, in collaborazione con Associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi ONLUS-Casa di Vetro e Complesso Museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Maria Carmen Morese, direttrice del Goethe-Institut di Napoli, riepiloga le fasi precedenti del progetto: “Nella primavera di quest’anno, Anna Witt, l’artista tedesca con residenza a Vienna, è stata a Napoli per studiare il tessuto sociale della città e conoscere il lavoro degli enti culturali che promuovono progetti educativi e partecipativi a favore delle ragazze e dei ragazzi dei quartieri più vulnerabili. Witt ha incontrato, nel cuore di Forcella, le responsabili dell’Associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi ONLUS che ha sede presso la “Casa di Vetro”, ha dialogato con numerose persone di diverse generazioni, interessandosi in modo particolare alla vita e alla quotidianità delle donne.”

Georg Schnetzer, direttore del Forum Austriaco di Cultura a Roma evidenzia che “la ricerca non poteva non immaginare un luogo più adatto per la realizzazione del lavoro finale, che ilComplesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, diretto da Francesca Amirante, un luogo nascosto ma vissuto nei secoli dai napoletani, attraverso il culto delle anime dei defunti.”

Racconta la curatrice Maria Teresa Annarumma: “Quando la mia scelta per questo progetto sociale è ricaduta su Anna Witt, è stata una scelta convinta da una visione comune sull’importanza delle relazioni nel farsi della storia. La storia del culto delle Anime del Purgatorio è stata da sempre nelle mani delle donne, così come nelle loro mani c’è molto del vivere di ciascuno. Guardare alle donne del passato e metterle in relazione con quelle del presente, ci è sembrato il mezzo giusto per mostrare quanto sia ancora nascosta e sofferta la rilevanza sociale dell’apporto femminile. Quindi, si è guardato a donne della Rivoluzione Napoletana (Eleonora Pimentel Fonseca e Luisa Sanfelice) o femministe ed attiviste ante litteram (Maria Montessori, Lina Merlin), così come figure di napoletane contemporanee che credevano nel valore della solidarietà femminile (Lucia Mastrodomenico), nel tentativo di rinnovare le loro conquiste nel presente e nel futuro.” 

Le conversazioni tra le donne della Casa di Vetro, l’artista e la curatrice, si sono svolte nell’Ipogeo della Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, un luogo famoso, ma nascosto, da secoli dedicato al culto dei defunti, quasi per cercare un dialogo con il passato, per interrogarsi sul ruolo della donna oggi a Napoli: per cosa hanno combattuto le passate generazioni? Quali sono i raggiunti obiettivi di cui beneficiamo noi oggi? 

Un confronto tra tempi e spazi diversi, fra un tempo terreno e uno ultraterreno per confluire infine in una serie di performance plasmate dall’artista insieme alle partecipanti da cui, è poi scaturita la video installazione. 

Le performances si sono svolte lungo le strade di Forcella, presso l’Ipogeo di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e infine al RIOT studio, nell’imponente cinquecentesco complesso di Palazzo Marigliano.

Dalle loro riprese l’artista ha quindi realizzato un’installazione video che sarà inaugurata il 25 giugno e rimarrà in esposizione presso l’Ipogeo di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco fino al 25 luglio. L’installazione è pensata come una sorta di prosecuzione del dialogo con i luoghi, ma anche con le persone che visiteranno lo spazio.

Anna Witt ringrazia calorosamente tutte le partecipanti al progetto, le associazioni e gli enti culturali che l’hanno accolta e hanno fatto sì che “il progetto sociale Il cambiamento oltre il visibile potesse essere realizzato con le donne e le ragazze di Forcella, nel rispetto delle norme anti-Covid, ma con l’allegro entusiasmo tipico dell’animo napoletano.”