Nell’area marina a pochi metri dal Parco Sommerso di Baia, appena sotto il maestoso Castello, venerdì 5 aprile, 1750 bottiglie di bollicine di Aprinio d’Aversa, saranno calate in fondo al mare per un affinamento di circa 9 mesi. Ma il progetto vede altre 1750 “sorelle” messe nelle tradizionali grotte di tufo a Casal di Principe. Affinamento tradizionale e affinamento marino per valutare l’evoluzione di questo straordinario vino simbolo non solo dell’area aversa e della provincia di Caserta ma anche in Italia e di alcuni paesi nel mondo dove si inizia a stappare Asprinio. Dalle leggende dei ritrovamenti “preziosi” in fondo al mare di centinaia di bottiglie di champagne da navi commerciali, fino al relitto affondato nel secolo scorso nel mar Baltico, alla nuova e diffusa tendenza di affinare i vini nei fondali marini.

Questo progetto tra innovazione e sperimentazione è frutto del lavoro avviato da quattro le aziende vitivinicole che hanno dato vita a questo progetto intorno al quale sembrano ci siano nuove adesioni per “fare sistema locale” per la promozione, tutela e valorizzazione dell’antichissimo vino della vite ad alberata, unicamente coltivata nell’area aversana. Le cantine “Vitematta”, “Bonaparte”, “De Angelis” e “Masseria Campito” vogliono scoprire in termini scientifici, quali differenze possono riscontrarsi con le due diverse tipologie di affinamento: fondale marino/grotte di tufo dopo circa un anno di affinamento. Un altro metodo per conoscere e svelare i segreti di questo straordinario e antichissimo vitigno, un vero e proprio monumento arboreo, con le lue vette inerpicate lungo i pioppi fino a raggiungere i 16 / 18 metri di altezza.

Il progetto ha una connotazione sociale di valorizzazione e sviluppo del territorio e che ha coinvolto anche i comuni di Casal di Principe, Bacoli e Pozzuoli indicando una chiara e forte prospettiva di rilancio della vitivinicoltura dell’area aversana così come l’area dei Campi Flegrei. Ma oggi i produttori di asprinio e delle straordinarie bollicine che vengono prodotte nell’area a denominazione protetta, ci raccontano di un vino che sa resistere meglio al tempo e regalare le sue note aromatiche con maggiore intensità.

Dopo il saluto dei sindaci di Casal di Principe, Bacoli e Pozzuoli, ci sarà la presentazione del progetto enologico con Gianluca Tommaselli e con Helmuth Koecher che da diversi anni ha conosciuto, apprezzato e selezionato l’asprinio d’aversa per il Merano WineFestival e non solo, scoprendo un notevole potenziale della tradizionale coltivazione della vite ad alberata. Al termine della presentazione ci sarà l’operazione di inabissamento nella Baia appena sotto il castello di Baia e immediatamente dopo, la presentazione del libro dedicato all’alberata e al vino asprinio con Michele Scognamiglio. L’iniziativa ha visto e vedrà ancora il coinvolgimento di diverse istituzioni che hanno dato pieno supporto, dalle amministrazioni comunali al Parco Archeologico Terme di Baia e Campi Flegrei, dalla Capitaneria di Porto alla Certificazione di Qualità.